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giovedì, settembre 27, 2007

Le bugie della Rete

Trovo geniale quanto l'autore (o autrice) del Madonna Personal Blog (ora chiamato Madonna Insider) ha messo in piedi in questi due anni di presenza in rete: fingere di essere la popstar più famosa del pianeta in tutto e per tutto, raccontando fatti privati ricchi di dettagli, offrendo anticipazioni sui prossimi lavori e via dicendo. Un enorme "fake", una colossale bufala riuscitissima, al punto da lasciare basiti la maggior parte dei fans (me compreso) che quotidianamente andavano a visitare quello che sembrava essere realmente il blog della Regina del pop.
L'outing ha sorpreso quasi tutti gli affezionati, salvo i più scettici che da tempo sospettavano la verità.
Mi mancherà, quel blog. Ma, magari, mi sentirò un po' meno rimbambito, sensazione che ho provato ogni volta ho scritto un commento.
Certo che, quello del finto blog di Madonna, è stato un esperimento notevole: ci siamo cascati in tantissimi, compresi molti giornalisti che lo hanno citato in svariati articoli, dando per scontato che fosse il santuario ufficiale del Madonna-pensiero.
Ma chi si nasconde veramente dietro quel blog? Dal numero di informazioni che ha fornito, dal fatto di aver anticipato frammenti di canzoni del nuovo album o foto del viaggio in Israele e altro, sembrerebbe essere una persona comunque molto vicina a Madonna.
Mah! Mistero. Comunque sia, mi è piaciuta la cosa, nonostante il fatto di essere stato preso per il naso. E'un esempio mass-mediatico da ricordare: le persone possono essere prese in giro molto facilmente perchè, purtroppo, tendiamo tutti a credere alle cose, quando ci rendono felici. In realtà, la Rete è strapiena anche di bugie.
Un po' come se io vi dicessi che dietro AnimaKonfusa si nasconde un famoso artista italiano, uno che ha vinto alcune manifestazioni musicali molto importanti. E che l'occhio che si vede sul profilo non è il mio ma quello di un mio cugino. E' vero? Non è vero?

mercoledì, settembre 26, 2007

Blog di Madonna? E' un falso!

Questo è scritto da ieri nel blog di Madonna. O, meglio, nel blog di "Madonna". Non è lei!

Important Announcement
This blog is going to be reinvented. From now on it will simply be a fan site with the latest news about the Queen of Pop. I hope you all will enjoy it still. I had so much fun pretending to be Madonna. So many of you went along with it and laughed along with me. I thought it was obvious that I was parodying Madonna; however, it has come to my attention that my parody was too well done. I even tried on occasion to make it obviously a parody, but some people cannot get the jokes. I am a Madonna fan who had a little too much fun. My apologies to anyone who didn't get the joke. I am going to go through all of the posts and attempt to transform them to a site that will still be enjoyable for everyone.

Ma che cavolo! Tanto per citare Fantozzi: "ma allora ci hanno sempre preso per il culo!"
E dire che un commentatore di questo blog mi aveva avvertito, tempo fa.

venerdì, ottobre 06, 2006

Il grande bluff dell’informatica

Continuo a riportare cose che ho scritto un paio di anni fa. Ci credo e voglio condividerle con altri...

Applicare contratti e regole di oltre cent’anni fa ad un lavoro che dovrebbe essere creativo e dinamico: è questo il grande paradosso. Se poi consideriamo le migliaia di società di intermediazione che, di fatto, strozzano i professionisti dell’ICT il gioco è fatto. Alla faccia di chi diceva, nei primi anni ottanta, che occuparsi di informatica sarebbe stato un affare e che i programmatori, i guru del bit, sarebbero divenuti miliardari. Alla fine, come sempre, i soldi li fanno i furbi. Specie in Italia.
La cosa pazzesca è il grande bluff alla base di questo status quo: le imprese informatiche e il loro portfolio clienti. Tu, informatico X, vai nella prestigiosa azienda Y che non ti assume ma ti fa passare per la Manpower di turno. Questo è un fatto. Ma la domanda è: perché per lavorare devo star dentro all’azienda Y?
1) Se so montare automobili e lavoro in Fiat, cos’ha la Fiat da usare contro di me per tenermi dentro? Il mezzo di produzione, diamine! Il glorioso mezzo di produzione dell’era industriale, il macchinario con il quale l’operaio opera. Io posso anche lasciare la Fiat ma non potrò mai montare automobili in proprio perché non ho il mezzo di produzione, che costa miliardi e non potrò mai acquistare. Ergo, l’operaio dipende dal mezzo di produzione per esercitare il suo lavoro.Altro particolare: per fare 100 automobili identiche, Fiat spende – oltre all’investimento per il prototipo – 100 volte una somma più o meno fissa.
2) Se so progettare/realizzare software e lavoro nell’azienda Y, cos’ha l’azienda Y da usare contro di me per tenermi dentro? Un Pc e relativo software? Ci facciamo una risata? Il mezzo di produzione, in questo caso, costa praticamente nulla. Possiamo dire che il vero mezzo di produzione sono io. Altro particolare: per fare 100 programmi identici, Y spende per il prototipo. Le 100 copie che venderà non costano nulla. Nulla.

Ecco il grande bluff dell’informatica. Le miriadi di aziende che operano nel settore non hanno investito quasi nulla e guadagnano un sacco sulla pelle di altri, facendo poi pagare ai clienti cifre esorbitanti, comprensive dell’acquisto di hardware, etc.. Perché diavolo esistono? Ci sarà una ragione per qui, pur non essendosi indebitate fino al collo per acquistare i mezzi di produzione, continuano ad esistere. Certo: i clienti. Il maledetto portfolio clienti che permette loro di trattare con una serie di pesci grossi che mai potranno essere pescati da altri.
I clienti. Se gli informatici, per una volta, riuscissero a staccare lo sguardo dal monitor, invitare i commerciali a farsi da parte e riuscire a contattare i famigerati clienti per conto loro, il grande bluff dell’informatica sarebbe scoperto.