sabato, agosto 15, 2009

Bancomat smagnetizzato

Sto per andare in ferie... e mi si è smagnetizzato il bancomat!!! Porca miseria infame! Adesso come diavolo mi prendo i soldi, i MIEI soldi, prigionieri della banca? Dovrò arrangiarmi. Ma sono incazzato nero: è già il secondo anno che il bancomat mi va fuori uso proprio in pieno ferragosto e mentre sto per partire per le vacanze. Così mi ritrovo lontano e impossibilitato ad ottenere contante o a fare dei pagamenti POS. Vaffanculo!

lunedì, agosto 10, 2009

Cari amici del Sud

Cari amici del Sud,
ci siamo. Eccovi servite le gabbie salariali. Pensavate non fosse possibile? Pensavate che la Lega Nord scherzasse? Pensavate si fosse dimenticata dei terroni e che si divertisse soltanto contro gli immigrati?
Eppure il Matteo Salvini saltante alla festa di partito di qualche settimana fa doveva già far suonare qualche campanello. Non fossero bastati anni di discorsi di Bossi, Maroni e Calderoli, intendo. Già, perchè quelli sono gli stessi che fino a pochi anni fa parlavano di secessione e di Padania libera. Come si poteva pensare che potessero mettere da parte la loro missione primaria?
Missione che si compie a piccoli passi. Il federalismo. Poi anche il federalismo fiscale. Poi le simpatiche ideucce di pochi giorni fa: l'esame di dialetto per non avere professori meridionali nelle scuole nordiche. Poi le bandiere regionali da portare alla stessa dignità del tricolore. Ora le gabbie. Boutade estive, si è detto. Nossignori: fa tutto parte del piano. Il piano ancestrale della Lega: la secessione. Non ci hanno mai rinunciato sul serio e chi vive al Nord ve lo può confermare.
Ah, già: garantiva Berlusconi, per loro. Ne siete ancora così sicuri? Non avete il leggerissimo sospetto che il Popolo delle Libertà sia ormai il Partito della Lega? La sigla rimane Pdl comunque. E ditemi cosa stia differenziando Berlusconi da Bossi, ultimamente.
Fossi in voi, inizierei a preoccuparmi.Io non mi preoccupo. Sto al Nord.
E, francamente, mi preoccuperei molto, se solo non avessi la consapevolezza che questo centrodestra lo vogliate tanto intensamente proprio voi. Infatti supera il 50% praticamente ovunque, segno che il Cavaliere e la sua maggioranza vi piacciono assai. Ergo, li avete voluti. Anche sapendo che dietro Silvio ci stava il Senatùr, leader di un partito che, dopo le recenti provinciali, è cresciuto alla grande, divenendo determinante per il futuro della coalizione. E il Cavaliere, conscio delle difficoltà che ha attualmente, deve sempre contare sulla spalla dell'Umberto. Ne va della sua sopravvivenza politica.
Quindi non mi preoccupo, compatrioti. A malincuore, dico che dovete preoccuparvi voi.
Un caro saluto.

Sulla conferenza stampa di B.

Ho digerito a fatica la conferenza stampa del Grande Statista di qualche giorno fa. Quella dove affermava che tutto va bene, che gli abruzzesi sono felici, che nessuno a perso il posto di lavoro, che la crisi è passata e noi siamo i primi in Europa ad uscirne. Dove diceva che ha evitato una nuova guerra fredda, che ha messo d'accordo Turchia e Russia (partecipando alla celebrazione, no?), che non ha nulla da rimproverarsi sui suoi comportamenti libertini. Dove, infine, ha attaccato la stampa e, in particolare, il Tg3, reo di dargli addosso. Quest'ultima cosa mi ha rovinato la giornata. Perchè, detta da un uomo che controlla tutta l'informazione televisiva del Paese, è di una brutalità oscena. E dice tutto sul personaggio. Un uomo che non sopporta di essere contraddetto. Un uomo che pretende di essere adorato e non a caso si circonda esclusivamente di lacchè pronti al plauso. Un uomo che, pertanto, pretende che le notizie siano date solo come le dà il Tg4 o Studio Aperto. O, ahimè, il Tg1 di Minzolini. Inutile. Proprio non gli riesce di essere democratico. E, in un Paese addormentato e indifferente come il nostro e con un opposizione svanita nel nulla, questa pecca non è un male, per lui. Anzi.

martedì, agosto 04, 2009

Tanta carne al fuoco

E' legittimo chiedersi, come ha fatto Eugenio Scalfari, a che cosa siano stati destinati i 35 milioni di euro in più di fabbisogno statale. Ma non credo che arriveranno delle risposte. Tremonti non è abituato a darle. E' sempre intento ad inventare nuove formule per tenere in piedi una baracca che non si regge più, quindi è inutile sperare che trovi le parole per dirci perchè nei conti pubblici si sia ormai creata una voragine dove, crisi o non crisi, precipiterà l'azienda Italia. D'altro canto, quando mai il baldo Giulio non ha mandato in tilt le finanze dello Stato? E quando mai ci ha risparmiato le sue alchimie contabili, culminate attualmente in un fantomatico decreto anti-crisi del quale si capisce gran poco?
Mentre si faranno rientrare i capitali sporchi facendo pagare poco più di una mancia e garantendo l'anonimato, cosa impensabile altrove, l'Italia spera di rilanciarsi nell'ennesima colata di cemento che devasterà quel poco di spazio che rimane tra un edificio vuoto e un edificio sfitto.
Questo ballo sul Titanic continua più del previsto solo grazie ai silenzi che sono calati sull'entità del disastro, sulla devastazione sociale e sulle vere emergenze . In questo, Tremonti e il suo principale non li batte nessuno.
Ben 4 miliardi finiranno alla Sicilia: ennesimo pizzo pagato ad una regione che scalpita, che manda segnali che possono ricordare tempi andati. Dietro le proteste di Miccichè e Lombardo si nasconde un messaggio palese: l'isola pretende un cambiamento, un nuovo referente romano. I segnali ci sono tutti, cominciando dal concreto appannamento dell'appeal del Cavaliere. Quindi, in Sicilia si guarda già oltre e il fiume di denaro che ci arriverà non farà altro che posticipare la resa dei conti. Altri hanno già avuto lo stesso trattamento, in primis Belzebù che, di colpo, perse il ruolo che da decenni aveva per una certa Sicilia. Lo perse in modo più cruento e sulla pelle di Salvo Lima. Oggi i metodi sono, diciamo, più sottili.
4 miliardi alla Sicilia sono un affronto per il resto della nazione. Lo percepisce la Lega, che fatica a giustificare questa faccenda con la sua gente.
Così funziona, questo governo. Con Papi sempre più in difficoltà, stretto tra Bossi e il Sud che scalpita, tra la sputtanata delle escort e le (timide) bacchettate della Chiesa, tra i conti in rosso e le promesse che non potrà mantenere.
Per ora tiene botta, salvato dalle televisioni che ormai sono solo delle spudorate veline di partito e da un Parlamento che non fa altro che porre fiducie. Ma di certo, mettendo il naso fuori dai confini, gli italiani potrebbero capire che il resto del mondo si chiede sbigottito come possa essere ancora al suo posto un uomo che frequenta le prostitute e le mette poi nei posti di potere.
Chi pagherà tutto questo? Chi pagherà i danni di Tremonti, che già conosce la verità e cerca di utilizzare i forzieri di Bankitalia, tassando le plusvalenze, per raccogliere qualche soldo?
L'Agosto italiano ci permetterà di tirare a campare ancora un po', ci farà digerire il fatto che la Rai scenda da Sky per salire con Mediaset su TivùSat rimettendoci 150 milioni di euro, costretta dagli interessi delle aziende del Cavaliere, pronte a tutto pur di annichilire Murdoch, ormai il nemico numero uno. Il conflitto di interessi esiste, bellezza. Da sempre. Se a Berlusconi riduci Mediaset, immediatamente lo annienti e lui non lo permetterà.
Credo di aver scritto di troppe cose in poche righe, ma la carne al fuoco è talmente tanta che si perde di vista il tutto. Chiuderei con un ultimo appunto sulla Chiesa: state facendo un casino sulla Ru486 e, vista con i vostri occhi, ci sta. Ma è possibile che, sulla vicenda escort, vi siate limitati a qualche rimbrotto? Dov'è la morale, eminenze?

domenica, luglio 26, 2009

Esame di coscienza

Arriva il momento in cui bisogna veramente fare i conti con se stessi. Per anni, infatti, pur sapendo di non essere soddisfatto della mia situazione professionale, ho continuato a fare orecchie da mercante con la mia coscienza. Prima per motivi quasi "naturali": il lavoro mi serviva anche per realizzare altre cose. Poi per motivi speculativi: aspettavo che succedesse qualcosa, che le cose prendessero una piega giusta. Ma adesso mi sono reso conto che le cose non prederanno mai la piega che vorrei. Le cose che vogliamo, non succedono da sole. Ergo, adesso devo cambiare. Anche a costo di sbagliare. Perchè è meglio fare un errore che fare niente. Anche uno sbaglio turberebbe positivamente questo piattume insopportabile fatto di sacrificio, orari, cartellino da timbrare, andate e ritorni terrificanti. Di fare il pendolare non ne posso più. E, in più, vedermi ancora per venticinque anni davanti a un computer a scrivere codice mi causa conati di vomito. Perchè devo morire informatico? Modestia a parte, credo di possedere anche altre qualità. Caratteristiche innate che potrebbero guidarmi anche per altre strade. Devo solo darmi l'occasione. Devo distruggere questa vita ordinaria, per costruirne una nuova. Devo rischiare qualcosa. Devo darmi il giusto tempo. Ma devo. Di viaggi in pullman e di ore passate a litigare con una macchina in un posto dove so che l'unica cosa certa è che non muterà mai nulla, non ne posso più. Accontentarsi sempre è da sconfitti. Ed io sono sconfitto da anni. Mia madre mi ha insegnato che la vita è sacrificio, ed è probabilmente la più grossa cazzata che potesse dirmi. Con quella sua dottrina perdente e fatalista mi ha condizionato buona parte dell'esistenza, convincendomi che dovevo accontentarmi ed accettare quello che il Signore mi regalava. Peccato che, poi, di un dio non ho mai saputo che farmene. Al massimo lo uso nelle imprecazioni. Ho capito che accontentarsi significa fottersi e accettare solo la merda. Invece, la vita non è sacrificio: la vita è anche realizzare le proprie ambizioni. Se fosse solo sacrificio... perchè viverla?

venerdì, luglio 17, 2009

Italia 2009 /2

Mi sembra incredibile come, ormai, ci siamo abituati a tutto senza battere ciglio.
Ritoccano l'età pensionabile delle donne. Torniamo al nucleare. Ci dicono che ci sono ancora molte cose oscure sulle stragi del '92-'93, dalle quali nasce la Seconda Repubblica. Torna lo scudo fiscale, ottimo strumento per il riciclaggio di denaro sporco a prezzo modico e gestito dallo Stato, alla faccia delle promesse di Tremonti e dei proclami per regolare la finanza marcia. Sappiamo che il Pil è a -5,2% e che il debito pubblico è alle stelle. Il prezzo della crisi lo pagano solo i lavoratori. I disoccupati aumentano e, a Settembre, un esercito di cassintegrati non vedrà più un euro. Papi non ha mai chiarito nulla sulle escort e, in più, ci ha raccontato decine di balle a riguardo. Le entrate fiscali scendono di 4 miliardi. Il 50% degli italiani, secondo le dichiarazioni dei redditi, guadagna meno di 15 mila euro e la loro palese evasione non verrà mai scoperta. Il Capo dello Stato firma una legge sulla sicurezza mostruosa e si limita a qualche osservazione.
Mi fermo qui, anche se la lista potrebbe continuare.
L'unica morale che si ricava è questa: l'Italia continua ad essere il paese del bengodi per i furbi che lucrano alle spalle dei fessi, ossia i lavoratori a reddito fisso e i (pochi, pare) lavoratori autonomi onesti. Ci sarebbe da urlare. Ci sarebbe terreno fertile per un opposizione tenace e non per un Pd perso ormai nei temi congressuali, nella lotta intestina tra Franceschini, Marino e Bersani e i loro ispiratori non tanto occulti.
Il tutto condito, come dice Travaglio nell'ultimo Passaparola, nella litania del Presidente della Repubblica che invita ad abbassare i toni. Ma come? Ma se siamo in presenza di una pace terrificante da mesi! Il Cavaliere dovrebbe già essere a casa ed invece tutto tace. L'informazione ha la museruola. Si limita a cantarne le lodi. Come se comportarsi civilmente al G8 lo avesse reso uno statista. Già: è nauseante sentir parlare di "successo personale" del premier al G8 de L'Aquila solo perchè non ha provocato imbarazzo internazionale. Non ha fatto battute su Obama, non ha toccato qualche culo o, chessò, scoreggiato. Siamo talmente abituati alle sue stravaganze (eufemismo) che vederlo in atteggiamenti civili ci sembra già un trionfo. Che amarezza.
Intanto, in tv, si parla del caldo.

martedì, luglio 14, 2009

OGGI SCIOPERO


Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana

domenica, luglio 12, 2009

Amiche per l'Abruzzo - Scaletta (seconda parte)

Questa parte è andata in onda in diretta radiofonica.

CARMEN CONSOLI & MARINA REI & PAOLA TURCI - "I MIEI COMPLIMENTI"/"BAMBINI"/"FIORI D'ARANCIO"
NADA & CARMEN CONSOLI & MARINA REI & PAOLA TURCI - "MA CHE FREDDO FA"

Dopo la presentazione delle conduttrici radiofoniche, parte la serata con le 5 madrine:

FIORELLA MANNOIA - "OH CHE SARA'"/ "I TRENI A VAPORE"/"SMISURATA PREGHIERA"/"SALLY"
FIORELLA MANNOIA & LAURA PAUSINI - "E PENSO A TE"
FIORELLA MANNOIA & LAURA PAUSINI & ELISA & CARMEN CONSOLI & GIORGIA - "QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO"
Breve saluto video di ORNELLA VANONI
GIORGIA - "GIRASOLE"/"DI SOLE E D'AZZURRO"
GIORGIA & LAURA PAUSINI - "GOCCE DI MEMORIA"
GIORGIA - "VIVI DAVVERO"/"MARZO"/"PER FARE A MENO DI TE"
GIORGIA & ELISA - " E POI"
ELISA - "STAY"
ELISA & GIANNA NANNINI - "GLI OSTACOLI DEL CUORE"
ELISA - "UNA POESIA ANCHE PER TE"
ELISA & FIORELLA MANNOIA - "EPPURE SENTIRE UN SENSO DI TE"
ELISA & GIORGIA - "HEAVEN OUT OF HELL"
ELISA & LAURA PAUSINI - "RAINBOW"
ELISA & LAURA PAUSINI & IRENE GRANDI - "LUCE"
LAURA PAUSINI - "IO CANTO"/"COME SE NON FOSSE STATO MAI AMORE"/"E RITORNO DA TE"
LAURA PAUSINI & ELISA - "TRA TE E IL MARE"
LAURA PAUSINI - "INVECE NO"
LAURA PAUSINI & GIORGIA - "PRIMAVERA IN ANTICIPO"
LAURA PAUSINI & GIANNA NANNINI - "LA SOLITUDINE"
GIANNA NANNINI - "AMERICA"/"ATTIMO"/"MALEDETTO CIAO"/"BELLO E IMPOSSIBILE"/"FOTOROMANZA"/"MERAVIGLIOSA CREATURA"
GIANNA NANNINI & GIORGIA - "AMANDOTI"/"COME SAPREI"
GIANNA NANNINI & LAURA PAUSINI - "SEI NELL'ANIMA"
GIANNA NANNINI & LAURA PAUSINI & FIORELLA MANNOIA & GIORGIA & ELISA - "DONNA D'ONNA"
FINALE CON TUTTE LE PARTECIPANTI - "IL MIO CANTO LIBERO"

venerdì, luglio 03, 2009

Chi sono gli stranieri?

Credo di aver mantenuto a lungo l'impegno di non parlare di politica. A onor del vero, ho scritto pochissimo, ultimamente. Solo che adesso, pur attraversando la storia Noemi-voli di Stato-D'Addario e affini, è proprio dura. Questa storia della sicurezza ha raggiunto il suo apice ed è difficile non dir nulla.
Sicurezza. Che diamine è? Sicuri da cosa?
Sicuri sul posto di lavoro? Guardiamo l'elenco delle morti bianche e piangiamo.
Sicuri sulle strade? Sui treni? Stiamo ancora uscendo dalla storia tragica di Viareggio, no? Sicuri di cosa? Da cosa? Dal malaffare, dalla criminalità organizzata che si fa Stato e controlla almeno tre regioni di questo sciagurato Paese? Sicuri del diritto, sicuri delle istituzioni? Con due componenti della Corte Costituzionale che dovrebbero decidere di un certo Lodo Alfano e che con Alfano e il premier che lo sta usando ci vanno a mangiare? Sicuri della legge uguale per tutti, mentre colui che ha tecnicamente corrotto Mills non vuole farsi giudicare? Sicuri di un'informazione pilotata, con almeno 6 tg su 7 in mano alla maggioranza? Con un Tg1 a firma di Minzolini che omette e manipola le notizie scomode per il Grande Statista?
No. Il risultato di un tale frastuono sulla sicurezza che ha fatto pensare a un sacco di gente rimbambita dal Biscione e affini di vivere in un teatro di guerra con gente che ti sgozza per strada è questa orribile cosa, questo dl che ha reso reato la clandestinità, ha autorizzato le ronde e messo molti italiani in difficoltà, tipo chi affitta le case o chi concede un lavoro ad un extracomunitario. Questa gente straniera, da oggi, avrà paura di muoversi, di andare dal medico, di registrare una nascita. Già, perchè adesso abbiamo la nostra bella legge razzista. Fascista. Direi non cristiana. Bella storia.
Il dazio alle Lega è stato pagato. Il conto politico agli esponenti del Carroccio, ai loro fazzoletti verdi e alla loro gente (molta) che, fortunatamente, non rappresenta tutti i cittadini del nord. Ad un partito xenofobo, passato dalla caccia al terrone alla caccia allo straniero.
Ed ora sentiamoci più sicuri, in un mondo dove i rumeni che combinano reati sono un infinitesimo di quelli che crepano nei cantieri gestiti da italiani che non spendono un euro in sicurezza. Dove le colf e le badanti di tante signore ingioiellate o di vecchi che non vuole più nessuno di sicuro non sparano. Dove molti imprenditori-evasori urlano quotidianamente all'extracomunitario preso in nero "lavora o te mando a casa tua, diocàn!". A questo punto mi chiedo, considerando il fatto che quello che è passato al Senato è una cosa che mi fa vomitare e che non condivido di una virgola: chi sono gli stranieri? Quelli che ci passano accanto col borsone o questi politici che non dovrebbero, loro, avere cittadinanza da nessuna parte del mondo civile?

venerdì, giugno 26, 2009

Michael Jackson: the King of pop is dead

Per la Fawcett la si attendeva, ma la notizia delle morte di Michael Jackson è stata un pugno nello stomaco per il mondo intero. Inutile dilungarsi su chi era Jacko per la musica, perchè era una popstar planetaria ed un personaggio talmente controverso da lasciare un segno unico e indelebile nella storia dello spettacolo. Chi non ha mai guardato con stupore alle sue movenze da gatto, al suo "moonwalk", ai suoi soldi, alle sue incomprensibili fobie. Insomma, era Michael Jackson, il re del pop. Quello delle mille plastiche facciali e della sindrome di Peter Pan.
Io, negli anni '80, lo adoravo. A volte cercavo di imitarne le mosse. Credo che la sua scomparsa provochi lo stesso sbigottimento di quello che accadde con Elvis, con Lennon, con Sinatra.
Il Re è morto. Viva il Re.


MICHAEL JACKSON (1958 - 2009)

L'Angelo vola via

Addio a Farrah Fawcett, per noi l'indimenticabile Jill Munroe di "Charlie's Angels".

Farrah Fawcett (Ferrah Leni, 1947 - 2009)

giovedì, giugno 25, 2009

Amiche per l'Abruzzo - Scaletta (prima parte)

Come promesso, ecco la prima parte della scaletta di Amiche per l'Abruzzo dello scorso 21 Giugno. Ho scritto personalmente le cose via via che i brani venivano eseguiti a San Siro.

Inizio ore 15.50

ANTONELLA RUGGIERO - "AVE MARIA"

SENIT - "NO MORE"

JO SQUILLO - "SIAMO DONNE"

IRENE FORNACIARI - "SORELLE D'ITALIA"

FIORDALISO & ANNALISA MINETTI - "NON VOGLIO MICA LA LUNA"

ALEXIA - "DIMMI COME"

NICKY NICOLAI & SIMONA MOLINARI & KARIMA - "UN'AVVENTURA"

ARISA - "SINCERITA'"

MARIELLA NAVA & ANDREA MIRO' & ROSSANA CASALE - "SPALLE AL MURO"

MALIKA AYANE - "FEELING BETTER"/"COME FOGLIE"

RETTORE - "KOBRA"/"LAMETTE"

NOEMI - "BRICIOLE"

CHIARA CANZIAN & L'AURA - "NOVEMBRE 96"/"RADIO STAR"/"YOU MAKE ME FEEL (LIKE A NATURAL WOMAN)"

MIETTA - "VATTENE AMORE"/"BACIAMI ADESSO"

MIETTA & IRENE FORNACIARI - "MADRE DOLCISSIMA"

SYRIA - "SEI TU"

ALESSANDRA AMOROSO - "STUPIDA"/"IMMOBILE"

ALICE - "IL CONTATTO"/"PER ELISA"

DOLCENERA - "MAI PIU' NOI DUE"/"COM'E' STRAORDINARIA LA VITA"/"IL MIO AMORE UNICO"

ANNA OXA - "PROCESSO A ME STESSA"/"TI LASCERO'/"IMAGINE"

IVANA SPAGNA - "EASY LADY"/"CALL ME"

PAOLA & CHIARA -" "VAMOS A BAILAR"/"FESTIVAL"/"FINO ALLA FINE"/"VIVA EL AMOR"

GIUSY FERRERI - "IN ASSENZA"/"LA SCALA"/"STAI FERMO LI'"

IRENE GRANDI - "PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO"

IRENE GRANDI & SYRIA & DOLCENERA & NOEMI - "LA TUA RAGAZZA SEMPRE"/”BLOWIN’ IN THE WIND”

IRENE GRANDI - "BUM BUM"

FINE PRIMA PARTE (quella non in diretta radiofonica)

lunedì, giugno 22, 2009

Le "Amiche" a San Siro

Sono tornato or ora dalla mia trasferta a Milano per andare a vedere a San Siro "Amiche per l'Abruzzo". E' stato uno spettacolo grandioso, direi quasi "epocale" per come si siano potute ascoltare tante cantanti italiane tutte in un solo pomeriggio e sera. Indubbiamente, la parte del leone l'hanno fatta le cinque madrine, ossia Laura Pausini, Giorgia, Fiorella Mannoia, Elisa e Gianna Nannini. Ma, sebbene penalizzate, anche tutte le altre hanno fatto la loro figura. Dalla tribuna stampa dov'ero ho cercato di raggiungere il backstage in diverse occasioni, ma la zona era veramente off-limits. A parte gli "eletti", nessun paparazzo o inviato ha potuto raggiungere una cantante, il che mi è dispiaciuto ma non mi ha rovinato lo spettacolo. Brave, tutte. Unica pecca, l'acustica. Orribile: un suono troppo alto, distorto e, in certi momenti, insopportabile. Ma, pur di averne ancora di appuntamenti così, ben venga anche un suono imperfetto.
Vorrei inserire presto la scaletta della kermesse, iniziata alla 15.50 e conclusasi intorno alla mezzanotte. Stay tuned.

venerdì, maggio 29, 2009

Mi sono rotto le palle

Ormai non passa giorno, da quando sono state lette le motivazioni della sentenza Mills, che il nostro Grande Statista non attacchi violentemente la magistratura. Oggi, in Abruzzo:
"Quando con delle sentenze basate sul ribaltamento realtà si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal popolo per governare, questa si chiama con una parola sola: volontà eversiva e eversione".
L'altro giorno, cose simili sono state dette in Confartigianato. Insomma, continua la tiritera di lui perseguitato dai giudici cattivi e rossi che vogliono sovvertire la volontà popolare. Come se il voto graziasse, mondasse, pulisse da qualsiasi macchia. All'estero ormai sono sbalorditi da tanta sfacciattagine. Lo dice il "Financial Times", non proprio un giornale di bolscevichi. Lo dicono molte altre testate. Lo dicono miei conoscenti che vivono all'estero, quasi costretti ormai ad imitare un accento diverso da quello italiano. Francamente, a prescindere dal fatto che si chiami Silvio Berlusconi, io mi sento imbarazzato dall'avere un Presidente del Consiglio che da quindici anni si adopera per sfuggire a qualsiasi giudizio, che pilota il Parlamento sulle sue emergenze personali, che è vergognosamente difeso da un gruppo di adulatori disposti a tutto per lui. Mi sono rotto le palle di sentir discutere di lui e sempre di lui, mentre questa nazione avrebbe tanto bisogno di politiche economiche, sociali e civile serie. Mi sono rotto le palle degli annunci, delle frasi demagogiche, dello scivolare lento verso la xenofobia e l'intolleranza, dell'attenzione verso ogni paranoia clericale. Mi sono rotto le palle di sentir parlare di ronde, di nucleare, di Noemi, di sicurezza, dei rifiuti di Napoli rimossi e delle (fumose) promesse ai poveri abruzzesi. In pratica, mi sono rotto le palle di essere italiano. Ho rinunciato a lottare contro il 75% di persone che tifano per lui. Ho accettato di rimanere qui e starmene più zitto possibile. Perchè, però, devo continuare ad assistere a questa epopea? Che palle!

giovedì, maggio 21, 2009

Il ringhio del (sedicente) padrone

Sulle parole di Berlusconi oggi in Confindustria

"I giudici hanno deciso il contrario della verità, perchè sono estremisti di sinistra. E' come se Mourinho (l'allenatore dell'Inter) arbitrasse Milan-Inter" . ( O come se il proprietario di Mediaset decidesse le nomine in Rai ).

"Ho le spalle larghe, più mi picchiano più mi rinforzano ma un cittadino normale con questa situazione paga un prezzo troppo alto" ( rieccoci col populismo. E poi, più ti picchiano, più ti proteggi. )

"Avete un governo che per la prima volta è retto da un imprenditore e da una squadra di ministri che sembrano membri di un Cda per la loro efficienza" ( dipende da quale CdA prendi esempio. Telecom? Alitalia?)

"Il Presidente del Consiglio non ha nessun potere perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al Parlamento e non al premier". ( ovvio. Altrimenti ci tenevamo il re, che ci costava meno ).

"Quando si votano centinaia di emendamenti nessuno sa che cosa si stia votando. Come si vota? si guarda il capogruppo che indica con il pollice se si vota così. Diranno che offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà". ( infatti. Andate tutti a casa. )

Presidente, lei non è un sovrano. Lo accetti. Presiède il consiglio dei ministri. Ha questo incarico. Punto. Non può pretendere di fare le stesse cose che faceva in Publitalia o in Fininvest. Possibile che nessuno glielo dica? L'Italia non è sua. Anche se il 75% del popolo è con lei (si dice). Non c'entra nulla. Lei non è comunque il padrone. A noi, il 25%, del consenso che ha non importa un fico secco. Se non lo capisce, si cerchi un altro mestiere, visto che dice che le costa tanto fare questo.

P.S. - Al di là di tutto, vedere un capo del governo che, pur di non farsi processare, pur di non rispondere alle domande che gli vengono poste, è disposto a disintegrare una nazione, è una cosa di una tristezza infinita. "Un uomo che sta male" - diceva Veronica Lario. Ha tentato di avvertirci. Inutilmente, pare.

lunedì, maggio 18, 2009

I voti della Lega

Non è che lo si scopra oggi che abbiamo gli stipendi tra i più bassi d'Europa. Fa un po' male vederselo sbattere in faccia dall'Ocse. E ancora peggio sentire Sacconi che pontifica dicendo di legare i salari agli utili delle imprese, considerando il nero che viene prodotto in questo paese. Siamo proprio una nazione strana, dove le aziende chiedono continuamente sgravi ed aiuti e dove i lavoratori dipendenti sono continuamente presi a mazzate con aumenti ridicoli. Se poi consideriamo che abbiamo un numero spropositato di rappresentanti sindacali c'è da chiedersi a che servano.
Intanto, il ministro La Russa dichiara guerra all'Onu, aggredendo verbalmente una sua rappresentate italiana, e gli fa il coro l'ineffabile Gasparri. Il tutto condito in salsa leghista: siamo proprio in campagna elettorale (ma quando mai non c'è, da noi?). Certo che c'è da rimanere sbigottiti ad osservare la parabola della Lega: dalla guerra ai terroni, è passata da anni alla battaglia contro gli stranieri e, specie in questi giorni, deve mostrare al proprio elettorato di avercelo ancora duro. Già. D'altra parte, in tanti anni di esercizio di potere romano, che cos'ha portato di veramente sensato al Nord il partito di Bossi? Zero. Solo slogan di stile xenofobo. I soldi sono andati a Catania e a Roma. Dopo tutto il casino Alitalia, Malpensa è stata fatta fuori. L'Expo è fermo. L'Ici, unica tassa federale, non c'è più e i comuni del Nord non hanno più un quattrino. E allora Bobo Maroni non può far altro che prendersela con gli ultimi, con gli immigrati, con i senzatetto, con i rom e via dicendo. Impronte digitali, respingimento dei barconi senza valutare gli obblighi d'asilo, reato di clandestinità e pacchetto sicurezza che ricalca essenzialmente il solito "paròni a casa nostra, zio càn!" e nel quale è assente qualsiasi idea di integrazione ma ben presenti l'intolleranza e la repressione. Ora, è chiaro che non si può cavalcare l'altrettanto sbagliata idea dell'accoglienza senza regole e senza limiti. Ma non è ponendo gli stranieri in posizione di ricattabilità che si risolvono le cose. La politica deve governare i problemi e non incarnare le peggiori pulsioni dei cittadini. E, purtroppo, la Lega queste pulsioni le incarna proprio bene. Va anche oltre. Fa la faccia arrabbiata fingendo di non sapere che i suoi tanti elettori, al Nord, spesso hanno delle aziendine (con molto nero) nelle quali lavorano decine di immigrati non regolari, sottopagati e minacciati. Elettori alla quale l'unica sicurezza che interessa è quella di gonfiarsi le tasche sulla pelle degli altri. Che l'Italia passi all'estero per una nazione razzista solo per aumentare i voti di Bossi, Maroni, Castelli e Calderoli non è uno scambio equo. Specie per il Nord.

mercoledì, maggio 06, 2009

Domani 21/04.2009

E' un piccolo miracolo, quello di Mauro Pagani. Non era mai successa, una cosa del genere: riunire 56 artisti italiani - praticamente tutto il meglio della musica di casa nostra - superando ogni tipo di ostacolo di manager e case discografiche. Qualche assente di certo c'è, qualcuno non poteva e qualcuno ha dovuto rinunciare, ma quest'operazione ricorda Banda Aid o USA for Africa.
Parliamo, naturalmente, del singolo in uscita l'8 maggio nei negozi e per il download che si chiama "Domani 21/04.2009" e inciso da un super gruppo che si chiama Artisti Uniti per l'Abruzzo. L'elenco dei componenti è emozionante:

Afterhours
Alioscia
Al Bano
Antonella Ruggiero
Antonello Venditti
Baustelle
Bluvertigo
Caparezza
Carmen Consoli
Caterina Caselli
Cesare Cremonini
Claudio Baglioni
Dolcenera
Elio e le storie tese
Elisa
Enrico Ruggeri
Eugenio Finardi
Fabri Fibra
Francesco Renga
Franco Battiato
Frankie Hi-Nrg
Gianluca Grignani
Gianna Nannini
Gianni Maroccolo
Gianni Morandi
Giorgia
Giuliano Palma
Giusy Ferreri
J-Ax
Jovanotti
Ivano Fossati
Laura Pausini
Ligabue
Luca Carboni
Malika Ayane
Mango
Mario Venuti
Marracash
Massimo Ranieri
Mauro Pagani
Max Pezzali
Morgan
Negramaro
Negrita
Nek
Niccolò Agliardi
Niccolò Fabi
Pacifico
Piero Pelù
Roberto Vecchioni
Ron
Roy Paci
Samuele Bersani
Sud Sound System
Tiziano Ferro
Tricarico
Zucchero

E' un disco che va comprato. Originale. Ne val la pena, perchè questo disco è un evento e, statene certi, tra pochi anni sarà introvabile e sarà considerato un oggetto da collezione.

La Verità di papi

Basterebbe il titolo sparato da Libero qualche giorno fa per dirla lunga su quello che toccherà a Miriam Bartolini alias Veronica Lario nei prossimi mesi. Non bastavano le foto d'archivio della signora a seno nudo. Il titolo era proprio al vetriolo: "Veronica velina ingrata". Che, tradotto, significa più o meno "come osi, donna, rivendicare la tua dignità dal momento che, provenendo dallo stesso club di signorine abili a mostrare le proprie virù, hai avuto la fortuna di maritare un uomo eccezionale che ti ha resa ricchissima? Dovresti baciare i suoi piedi ogni giorno". In questo titolo si legge tutta la filosofia che regge l'impero berlusconiano: eterna lode al capo, nessun dissenso e inamovibile gratitudine da produrre. A dispetto di ogni pensiero libero e di ogni orgoglio personale. Se fuoriesci dal giro, sei passabile di ogni flagellazione.
Se fossi in rotta con mia moglie non dimenticherei che è anche madre dei miei figli e, vedendola trattata così da un giornale del quale sono editore, scaraventerei il direttore fuori dalla finestra. Il fatto che il brutale Feltri sia ancora lì è sintomo che, sotto sotto, il Grande Statista approva.
La disinformazione si sta prodigando in queste ora a sotterrare lo scandalo, facendolo passare per il solito complotto della sinistra. Come se la signora Veronica non avesse un cervello e prendesse istruzioni da "Repubblica". Come se non conoscesse a fondo l'uomo con il quale sta da quasi trent'anni.
Quando la Lario dice che "va con le minorenni" ed è un "uomo che sta male", un Paese serio si porrebbe degli interrogativi sulla salute mentale del suo leader e sulla sua moralità. Invece i Tg danno la notizia riducendola ai minimi termini e ieri sera, il gran ciambellano Bruno Vespa ha aperto tutte le sue porte al Cavaliere, lasciando che per due ore Egli dicesse tutto quello che voleva, spiegando la sua Verità e pretendendo le scuse dalla moglie.
Tutta una montatura: le ipotesi di veline in lista sono state una montatura. Non ci sono, dice. Salvo che ci sarebbero state di certo, senza il caso-Lario.
Una montatura anche la vicenda di una storia con Noemi, la neo diciottenne da lui festeggiata a Napoli. Peccato che la bimba abbia detto di aver avuto altri incontri con "papi". E peccato che è inverosimile che Veronica abbia scatenato un tale putiferio solo per questa faccenda. C'è sotto dell'altro, è chiaro. C'è tutta la disperazione di una donna che non sopporta più i tradimenti del marito - magari non con Noemi - e il suo comportamento imbarazzante.
Ora, io non credo alla teoria dei fotomontaggi. Berlusconi ha ragione quando dice che basta chiedere al personale del ristorante per avere conferma della sua presenza. La storia delle foto ritoccate con Photshop regge poco ed è una burla del web.
Ma, in contemporanea, non credo nemmeno alle spiegazioni di Berlusconi: come si può credere ad un uomo che ha fatto delle bugie la sua professione. Come credere ad un imbonitore, ad un mistificatore, al principe delle balle?
Se Veronica Lario ha fatto quel che ha fatto, c'è dell'altro di sicuro. Difficilmente sapremo cosa, ma c'è. Fosse solo il disgusto per il comportamento di un ultasettantenne che non vuole invecchiare e non perde occasione per fare il cascamorto con le donne, generando episodi imbarazzanti, l'ultimo dei quali è quello del "posso palpare la signora?" ad un'assessore trentino durante una visita alle zone terremotate.
Fatto privato, si dice. Solo che è giusto che sia pubblico, quando riguarda un Presidente del Consiglio, la sua capacità di intendere e di volere e la condotta che dovrebbe tenere per il ruolo che occupa. Ed è già pubblica la vicenda di un uomo che ha fatto della sua storia personale ("una storia italiana", fotoromanzo a colori, lo ricordate?) il cardine del suo successo. Come è pubblica la sua risposta alla moglie dal salotto di "Porta a porta", dove nessuno ha potuto replicare o chiedere qualcosa in più. L'Imperatore ha avuto il suo spazio per spargere il Verbo, costretto anche da un fatto nuovo: l'attacco di "Avvenire", benedetto da Bagnasco. Per certe cose, la Chiesa non può fare finta di niente.

sabato, aprile 25, 2009

25 Aprile 2009

25 Aprile. Partigiani e repubblichini. Ogni volta si tira fuori questa storia. Equivalenti? No. C'è un giusto e uno sbagliato e, specie in questi tempi, non vanno confusi.

Ma Che Bella Giornata Di Sole (A. Venditti, 1988)
Ma che bella giornata di sole
Quanta gente per le strade nuove
Quanti treni alla stazione
Ma per tornare a casa
E la chiamano liberazione
Questa giornata senza morti
Questo profumo di limoni
Dalle finestre aperte
E mio padre vivrà
Solo il sogno di questa terra
Perché quello che ha è ancora guerra.
E mia madre amerà questo sogno di prigioniero
Perché quello che avrà è il mondo intero.
E' una barca che naviga sulle onde del mare
Questo giorno di libertà
Tu non lasciarlo andare.
Questa terra sarà oggi e sempre nelle tue mani
Questo mondo vivrà nelle tue mani.
Oh, oh, oh… Ma che bella giornata di sole
Questa giornata senza morti
Questo profumo di limoni
Giù per le strade.

giovedì, aprile 23, 2009

In questa sarabanda di donazioni per l'Abruzzo

La solidarietà, purtroppo, ce la diamo sempre tra noi poveracci. Le carogne ci campano.