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lunedì, marzo 22, 2010

Ed ecco la Cei

Era impossibile che, stavolta, la Chiesa stesse zitta, magari per pensare un po' alle proprie vergogne, allo scandalo della pedofilia che (tranne in Italia) l'ha sputtanata ovunque. No, impossibile. Ed ecco la Cei, ecco Bagnasco. E, senza giri di parole, questi prelati ci dicono di votare a destra. Ossia per quella parte politica "che difende il valore assoluto della vita" (purchè non viaggi in barcone). Da leggersi, ovviamente, come "vi aiutiamo se poi ci fate una legge contro l'aborto". E il problema è sempre lo stesso: le parole della Cei, che nel resto d'Europa verrebbero considerate come idee obsolete prodotte da una riunione di vecchietti, qui finiranno in prima pagina.
La Chiesa non tace nemmeno di fronte alla situazione da Repubblica delle Banane nella quale è finita l'Italia per colpa di una classe politica (intera, con picchi più osceni). Nemmeno di fronte agli episodi di corruzione, di malcostume, di soprusi, di puttane. Niente da fare. Alla fine intervengono, come se nulla fosse. Bagnasco parla e dobbiamo sopportare anche questo, allontanandoci di un altro passo dal presente per continuare a stare nel Medioevo.
Coraggio, almeno sorridiamo: il massimo della difesa dei vescovi riguardo la pedofilia, è ribadire che "non è un fenomeno che interessi solo la Chiesa". E questo che accidenti vuol dire? Siete forse meno colpevoli? Siete invece molto più colpevoli. Perchè voi dovreste portare la Luce. Mentre qui si vedono solo tenebre, tenebre, tenebre.

sabato, giugno 07, 2008

Questua di Stato

Chi se ne importa se Prodi è un "cattolico adulto" con una solida famiglia alle spalle? Alle gerarchie ecclesiastiche non fotte un accidente della coerenza dei cattolici. Alle gerarchie ecclesiastiche importa solo dei politici che aprono il portafoglio. Provate a discutere con un vescovo di fede e ditegli che Dio non esiste: sarà pronto al confronto dialettico, con passione. Provate invece a parlare di soldi e ditegli che non gli spettano: si incazzerà come una bestia. Da sempre, alla Chiesa interessano molto di più i soldi dei princìpi. Soldi, soldi, soldi. Pur di averne tanti se ne sbatte anche della loro provenienza: chi ci capisce cosa ci sia nelle casse dello Ior è bravo.
Volete incazzarvi come ai tempi della Casta di Stella-Rizzo? Leggetevi "La questua" di Curzio Maltese (Feltrinelli, €14) e scoprirete un bel po' di cose tipo:
- che forse Prodi è caduto perchè, dopo la manifestazione di solidarietà al Papa per la mancata visita alla Sapienza, Mastella si è consultato con Bagnasco ed è stato "illuminato" dal Vaticano sulla necessità di cambiare maggioranza;
- che del nostro famoso 8 per mille (1 miliardo di euro) solo le briciole vanno in solidarietà e opere di bene;
- che in totale la Chiesa pesa sui contribuenti oltre 4 miliardi di euro all'anno tra mancato Ici, sgravi e tanti piccoli favori;
- che la Chiesa vende un sacco palazzi facendoli prima restaurare a spese dei contribuenti italiani e guadagnando follie;
- che una buona parte della Capitale è di proprietà della Chiesa ma la mantengono i romani;
- che, insomma, la fede di una PARTE degli italiani costa a TUTTI un sacco di soldi.
Leggetevi "La questua" di Maltese e incazzatevi.
Incazzatevi anche per la visita di Berlusconi (concavo coi convessi, convesso con i concavi), ieri, a Benedetto XVI. Il Cavaliere è graditissimo perchè è uno che scuce quattrini. Che frega al Papa se è divorziato ed ha avuto una condotta di vita non sempre sobria? Se le sue televisioni sono complici della deriva sessuale che talvolta, quand'è in vena, il pastore tedesco denuncia? Tanto, è uno che scuce.
E Berlusconi, chino a baciare l'anello, da bravo uomo che compiace tutti promette che sulla procreazione assistita e cose sgradite ai papaveri vaticani non ci saranno iniziative che possano turbarli. Ma, soprattutto, partecipa alla questua: buoni libro alle scuole private cattoliche. Un'altra pioggia di soldi sugli istituiti cattolici italiani. Che sono privati e dovrebbero mantenersi da soli con i soldi degli iscritti. Ma, pur di essere nelle preghiere di Ratzinger, questa maggioranza è pronta a donare, donare, donare. In cambio, naturalmente, del sostegno di Sua Santità, di Ruini, di Bertone, di Bagnasco e via dicendo. Soldi in cambio di voti. Dove stia la fede non è dato saperlo. Dove stia il Vaticano, ovviamente, si.

martedì, maggio 22, 2007

Ascolta il tuo curato


Che vorrei vivere in uno stato laico l'ho detto più volte. Che abbia perso la speranza di vedere la Chiesa tenersi fuori dalle scelte politiche è altrettanto vero.Oggi, infatti, le prime pagine dei giornali escono con le parole che il nuovo presidente della Cei, Mons. Angelo Bagnasco, ha pronunciato alla prima assemblea da lui presieduta. Anche il quotidiano che compro abitualmente, La Repubblica, apre così:"Bagnasco: allarme povertà".Mi chiedo come possa essere possibile che le parole di un alto papavero delle gerarchie ecclesiastiche e, quindi, rappresentante di una delle tante religioni del globo siano così fondamentali da meritarsi tanto spazio. Credo sia un problema culturale: ci inculcano fin da piccoli di ascoltare quel che dice il prete, senza discutere. Questi sono i risultati.Solo in Italia succede che, se parla Bagnasco, va in prima pagina. Un po' come un ayatollah, no? Scivoliamo verso una blanda teocrazia, lo ribadisco.Senza contare che altri leader religiosi, come ad esempio il Dalai Lama, capace di dire parole di pace e armonia sicuramente diverse spanne al di sopra di Bagnasco e del dogmatismo anacronistico dell'attuale pontefice, i giornali non se li filano mai. Inutile, siamo un popolo bigotto alla ricerca perenne della benedizione del curato.

P.S. - On. Fassino, ma lo vuole veramente fare il Pd?