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venerdì, giugno 01, 2007

Esempio di libera informazione

Dopo essere rimasto incantato dalla profondità della lettera virtuale scritta da Marco Travaglio a Indro Montanelli, ho visto il video della BBC sui preti pedofili trasmesso durante "Annozero" di Michele Santoro. La BBC parla di una brutta faccenda ed è un bene che anche in Italia sia stata fatta questa denuncia.
Chissà che qualcuno cominci a guardare in maniera diversa agli alti papaveri della gerarchia ecclesiastica, impegnati da sempre (pare) a coprire simili schifezze.
Cosa preoccupa, di quel video, il Vaticano? Non certo il crimine: tutti noi possiamo ben comprendere che anche in mezzo ai sacerdoti ci siano le mele marce (e dove mancano?) e che un prete pedofilo certo non debba essere usato come argomento per sputtanare tutti gli altri sacerdoti. Perciò, al contrario, la Santa Sede è impaurita dall'evidenza delle azioni e le dottrine che i suoi pezzi grossi mettono in atto per coprire queste nefandezze contro i bambini: questo è il vero aspetto da biasimare, visto che, in effetti, getta ombre sull'istituzione.
Quella di trasmettere il servizio è stata un'ottima scelta. Stupido è invece sostenere, come molti hanno fatto, che in questo modo si "dichiarava guerra al Vaticano".
Quello che è accaduto ad "Annozero" è stato un episodio di libera informazione e di civiltà. Ce ne fossero spesso!

giovedì, maggio 17, 2007

Prove tecniche di teocrazia


Postumi del "Family day". Il segretario Ds Fassino costretto a ricordare che lo stato italiano è laico e, nel contempo, a fare le piroette dialettiche per non turbare il sonno ai cattolici della Margherita con i quali si appresta a fare il (tradizionale?) matrimonio. Però sui Dico sembra esserci lo stop, per ora. Questa legge, normalissima nei paesi civili, viene messa alla berlina da un manipolo di politici (che sono, però, tutt'altro che mariti devoti) e da una gerarchia clericale che non ha altro da fare che preoccuparsi di queste cose. Ora, forti di una manifestazione di un milione e mezzo di cittadini convinti che esista solo la famiglia modello pubblicitario, hanno strada spianata per affossare i Dico.
Intanto, come sottolinea Augias su Repubblica di oggi, il Papa dal Brasile racconta la favola di un cristianesimo lì esportato con i guanti di velluto quando, in realtà, basta documentarsi un po', magari guardare un film come "Mission" e cercare un po' in rete per capire come siano state commesse delle atrocità nei confronti degli indios, in nome di Cristo.
Benedetto XVI, quindi, spara una balla notevole e, da uomo colto qual è, sa benissimo di mentire. Quand'è che ci emanciperemo dal Vaticano? Quando diventeremo veramente una nazione europea? Stiamo scivolando verso una forma blanda di teocrazia. Siamo indietro anni luce rispetto al resto d'Europa. Siamo un paese che, alla morte di Giovanni Paolo II (uomo eccezionale), è riuscito a produrre venti giorni di piagnisteo continuo come nemmeno in Cina alla morte di Mao si era verificato. Ed ora abbiamo una situazione paradossale, con un Papa dogmatico, colto ma rigidissimo, che continua a interferire. E, dietro, un gruppo di politici di ogni colore che agevolano la sua crociata, alla faccia della laicità dello stato. Siamo ridicoli.
Qualcuno mi spieghi come i Dico possano, concretamente, minare la famiglia tradizionale.


mercoledì, maggio 02, 2007

Grazie, Andrea!


Andrea Rivera, uno dei conduttori del concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma, ha detto queste frasi:

«Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»

«Non sopporto che il Vaticano abbia vietato i funerali a Piergiorgio Welby. Non lo sopporto. E invece li ha permessi a Pinochet, a Franco e a un componente della banda della Magliana. Ma, ragazzi, è giusto così: accanto a Gesù Cristo in croce non c'erano due malati di sclerosi multipla, c'erano due ladroni».

Immediate le critiche dell'organizzazione e dei sindacati. Ovvio, in un paese che deve fare i conti ogni giorno con la Chiesa.

Io vorrei solo dire che condivido al cento per cento quello che ha detto Rivera, ammiro il suo coraggio (chissà se lavorerà ancora) e se fosse qui lo abbraccerei.
Finalmente qualcuno che tira fuori le palle, lontano da questa ipocrisia bigotta!
Sogno il giorno in cui qualcuno, a Ruini o Bagnasco che sia, dica finalmente: "Eminenza, la prego. Pensi a dir messa!". Non reggerei alla gioia...