Roma, 4 febbraio 2005
Il progetto della destra è fallito. L'Italia, un Paese che tutti gli indicatori economici e i sondaggi danno in declino, ripiegato su stesso e pessimista, ha bisogno di una nuova guida, di una svolta riformista che ridia speranza e futuro.
Con questa convinzione Piero Fassino, riconfermato segretario con una larga maggioranza, ha aperto ieri i lavori del terzo congresso dei Ds.
Sui temi del lavoro e del welfare, il segretario Ds ha trovato parole che hanno guadagnato consensi da Pezzotta a Bertinotti. "Priorità assoluta" è "tornare a dare certezze al lavoro".
C'è una questione salariale da affrontare energicamente, bisogna cambiare la legge 30, "orientare la mobilità". Perché, è vero, servono "più mercato", ma anche "più politiche pubbliche".
Caro Piero... e allora? Siamo a giugno 2007! Qualche modifichina e basta?
E i sindacati? Perchè ora parlano di modifichine e non di abrogazione in toto?
Ma che accidenti di sinistra è? Fate un po' di vera politica per le famiglie, anzichè ingraziarvi i papaveri vaticani silurando i Dico!
Non voglio far parte di quel gruppo di elettori in sofferenza che vogliono buttar giù Prodi anche a costo di ritrovare Silvio... ma, santi numi, fate qualcosa di sinistra! Risolvete il conflitto di interessi! Perchè, per inseguire il centro, buttate a mare chi i voti ve li dà di sicuro?
E' un paese serio quello che discute per settimane di "tesoretto"? Cos'è, Paperopoli???
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martedì, giugno 12, 2007
giovedì, maggio 17, 2007
Prove tecniche di teocrazia

Postumi del "Family day". Il segretario Ds Fassino costretto a ricordare che lo stato italiano è laico e, nel contempo, a fare le piroette dialettiche per non turbare il sonno ai cattolici della Margherita con i quali si appresta a fare il (tradizionale?) matrimonio. Però sui Dico sembra esserci lo stop, per ora. Questa legge, normalissima nei paesi civili, viene messa alla berlina da un manipolo di politici (che sono, però, tutt'altro che mariti devoti) e da una gerarchia clericale che non ha altro da fare che preoccuparsi di queste cose. Ora, forti di una manifestazione di un milione e mezzo di cittadini convinti che esista solo la famiglia modello pubblicitario, hanno strada spianata per affossare i Dico.
Intanto, come sottolinea Augias su Repubblica di oggi, il Papa dal Brasile racconta la favola di un cristianesimo lì esportato con i guanti di velluto quando, in realtà, basta documentarsi un po', magari guardare un film come "Mission" e cercare un po' in rete per capire come siano state commesse delle atrocità nei confronti degli indios, in nome di Cristo.
Benedetto XVI, quindi, spara una balla notevole e, da uomo colto qual è, sa benissimo di mentire. Quand'è che ci emanciperemo dal Vaticano? Quando diventeremo veramente una nazione europea? Stiamo scivolando verso una forma blanda di teocrazia. Siamo indietro anni luce rispetto al resto d'Europa. Siamo un paese che, alla morte di Giovanni Paolo II (uomo eccezionale), è riuscito a produrre venti giorni di piagnisteo continuo come nemmeno in Cina alla morte di Mao si era verificato. Ed ora abbiamo una situazione paradossale, con un Papa dogmatico, colto ma rigidissimo, che continua a interferire. E, dietro, un gruppo di politici di ogni colore che agevolano la sua crociata, alla faccia della laicità dello stato. Siamo ridicoli.
Qualcuno mi spieghi come i Dico possano, concretamente, minare la famiglia tradizionale.
Intanto, come sottolinea Augias su Repubblica di oggi, il Papa dal Brasile racconta la favola di un cristianesimo lì esportato con i guanti di velluto quando, in realtà, basta documentarsi un po', magari guardare un film come "Mission" e cercare un po' in rete per capire come siano state commesse delle atrocità nei confronti degli indios, in nome di Cristo.
Benedetto XVI, quindi, spara una balla notevole e, da uomo colto qual è, sa benissimo di mentire. Quand'è che ci emanciperemo dal Vaticano? Quando diventeremo veramente una nazione europea? Stiamo scivolando verso una forma blanda di teocrazia. Siamo indietro anni luce rispetto al resto d'Europa. Siamo un paese che, alla morte di Giovanni Paolo II (uomo eccezionale), è riuscito a produrre venti giorni di piagnisteo continuo come nemmeno in Cina alla morte di Mao si era verificato. Ed ora abbiamo una situazione paradossale, con un Papa dogmatico, colto ma rigidissimo, che continua a interferire. E, dietro, un gruppo di politici di ogni colore che agevolano la sua crociata, alla faccia della laicità dello stato. Siamo ridicoli.
Qualcuno mi spieghi come i Dico possano, concretamente, minare la famiglia tradizionale.
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