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giovedì, settembre 20, 2007

Informazione televisiva. Italia. Anno 2007.

Mario Mazza, direttore del Tg2 fa un editoriale contro Beppe Grillo che definirlo sconcertante è dir poco. Queste parole danno i brividi...

Abbiamo qualche apprendista stregone, evidentemente. La Storia - si dice - una volta tragica quando concede repliche diventa una farsa. Ma cosa accadrebbe se ci fosse un percorso inverso, dalla farsa alla tragedia? Cosa accadrebbe se un mattino, un brutto mattino, qualcuno, ascoltati quegli insulti, quelle male parole contro Tizio o contro Caio, premesse un grilletto all'improvviso?

L'interessato, dal suo blog, si limita ad un "No comment". Fa bene. Certe cose lasciano senza parole. Ricordano tante brutte faccende, suonano da avvertimento, da Uomini in Nero, da messaggi striscianti, rimandano agli "avvertimenti" dei padrini, sembrano messaggi in codice, antibiotici contro il mutamento di un certo ordine e via dicendo.
Informazione televisiva. Italia. Anno 2007.

martedì, settembre 18, 2007

Prodi torna in Tv

Rivedere Bruno Vespa in Tv non è esattamente la cosa migliore che mi possa capitare, ma sicuramente ieri sera è valsa la pena, visto che ospite del gran cerimoniere era Romano Prodi, il Presidente del Consiglio.
A conti fatti, il Professore ha confermato quanto penso di lui (e non necessariamente di tanti che gli stanno attorno): al di là del suo bofonchiare e dell'aspetto da vecchio curato, ha delle idee e le difende con coraggio. E, oserei dire, è animato da onestà intellettuale e buone intenzioni.
Tra le tante cose dette, una mi ha colpito fortemente: quando ha risposto ad una giovane che gli chiedeva conto del sentimento di antipolitica che circola nel Paese e che ha trovato in Beppe Grillo un'espressione significativa. Riferendosi ai privilegi dei quali godono i politici (ben illustrati nel successo editoriale "La Casta" di Stella e Rizzo), Prodi ha affermato: "La classe politica deve dare l'esempio, su questo ha ragione. Ma lei descrive il politico come ricercatore del proprio vantaggio e dei benefit. Purtroppo è la società italiana che è così, basta vedere i casi dei concorsi. La politica deve dare l'esempio ma non credo che la società sia meglio della sua classe politica".
Da standing ovation! In altre parole, abbiamo i politici che ci meritiamo, perchè noi italiani siamo fatti così: furbi, arraffoni e sempre pronti ad usare ogni mezzuccio per nostro tornaconto.
Come dargli torto? Prodi ha detto una cosa impopolare, ma è la verità, no?
Stamattina, naturalmente, tutti i giornali titolano sulla sua dichiarazione di non ridurre l'Irpef al momento, perchè non ci sarebbero le risorse. E, tra le cose che ha sostenuto, questa è l'unica che per i nostri media pare aver importanza. Basti pensare al sondaggio del solito Mannheimer: per gli italiani la priorità assoluta è ridurre le tasse.
Anche qui c'è da riflettere, perchè evidentemente anni di strali berlusconiani e bossiani hanno lasciato il segno, se i cittadini sognano di pagare meno al fisco più di quanto sognino città vivibili, lavoro certo per i giovani, infrastrutture moderne, cultura, scienza, sviluppo sostenibile, rispetto per l'ambiente, assistenza per i bisognosi e gli anziani, servizi sanitari e via dicendo. Pagare meno tasse è sentita come l'esigenza maggiore. Avere qualche euro in più in tasca renderebbe felici tutti.
Mi pare un inno all'egoismo. Posso capire l'imprenditore che versa il 53% del suo lavoro all'erario, ma tutti gli altri?
E' veramente la riduzione fiscale la via per rendere felice il Belpaese? Non me ne capacito.

giovedì, settembre 13, 2007

Dopo il V-Day

«Beppe Grillo è la punta di un iceberg, di una protesta che monta e da cui rischiamo di essere travolti. Quindi, dobbiamo agire in anticipo: aggredire la cattiva politica dei privilegi e degli sprechi con un risposta netta, senza eccessive prudenze. Dobbiamo incarnare la buona politica».

Così oggi dice Fini. Giusta considerazione. Ma non voi, Gianfranco. Non più voi. Dovrebbero farlo altri. Voi avete dato (poco) e preso (molto). Ora fatevi da parte. Sul serio. Via! La buona politica la devono incarnare altre persone, perchè voi non siete più credibili. Perchè, quando parlate di futuro, parlate sempre come se doveste esserci anche tra dieci anni? Perchè non riuscite a pensare anche al fatto di non partecipare più alla vita politica, di non essere più ministri o parlamentari o segretari o presidenti?

P.S. - Non ho parlato del V-Day finora per un senso di colpa: dopo avervi aderito spiritualmente, ho mancato l'appuntamento di Bologna. C'ero col cuore e con la mente, ma non c'ero di persona, per via del fatto che stavo rientrando dalle ferie.

Non ho parlato del V-Day finora e non lo farò nemmeno adesso perchè debbo ancora metabolizzare le cose, devo fare chiarezza, devo capire se chi come me l'ha sostenuto fa veramente tutta questa demagogia e qualunquismo, devo capire se le reazioni che ho visto hanno qualche fondamento, devo digerire un articolo di Eugenio Scalfari di ieri che sembrava scritto da qualcun altro.

Per me il V-Day è stata una benedizione, un bel momento democratico. Ma voglio capire anche chi lo ha criticato. Certo di una cosa: al di là dei punti fragili delle proposte e delle parole di Grillo, la Casta dovrebbe capire che moltissimi italiani si sono veramente rotti le palle.