Dal Corriere della Sera:
Volendo fare un paragone con gli altri cittadini europei, il lavoratore italiano percepisce un compenso salariale che è inferiore del 44% rispetto al dipendente inglese, guadagna il 32% in meno di quello irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il 19% in meno di un greco, il 18% in meno del cittadino francese e il 14% in meno di quello spagnolo. I lavoratori italiani incassano dunque ogni anno retribuzioni medie tra le più basse dei paesi industrializzati, mediamente il 17% in meno della media Ocse, il cui valore è pari a 25.739 dollari
Inoltre:
Nel nostro Paese ben il 51,2% del reddito imponibile non viene dichiarato, e si conferma il Paese europeo con la più alta evasione.
I politici italiani gli italiani sono tra i più pagati in assoluto in Europa con 20.600 euro, in teoria secondi solo agli inglesi che arrivano a 20.760 euro lordi mensili, anche se va considerato che il costo della vita in Italia è molto più basso rispetto all’Inghilterra e pertanto i nostri parlamentari guadagnano in proporzione il 20% in più.
E' o non è un paese del cazzo?
venerdì, gennaio 29, 2010
mercoledì, gennaio 27, 2010
Vatti a fidare, Pd!

Non serviva un genio per capire che Casini, dopo la vittoria di Vendola, avrebbe aperto al Pdl le sue braccia per soccorrerlo nella partita Puglia. D'altronde, la strategia dell'Udc è, da oltre un mese in qua, quella di vendersi al miglior offerente. Stare in mezzo al guado, valutare con chi conviene stare in quella determinata regione e quindi allearsi con il possibile vincitore. A Pierferdi, che sia Pdl o Pd poco importa. L'importante sono le poltrone. Classico comportamento centrista, quindi democristiano della peggior specie. Come le puttane, insomma. Quindi chiedo a Bersani: val la pena collezionare una serie initerrotta di figure di merda per inseguire gente di questo tipo? Gente che, ricordo, stava nel centrodestra fino a un paio di anni fa?
Nel maledetto inseguimento dell'elettorato di centro, quell'indefinibile manipolo di voti "moderati", la sinistra ha ottenuto solo una cosa: ha perso voti e credibilità nel suo bacino naturale. Non c'è elettore di sinistra, ex-Ds o rinfondarolo che sia, che non provi delle fitte allo stomaco parlando di Pd. Insomma, per inseguire gente come il casino-Casini si sono fumati i voti loro, senza conquistare un voto degli altri. Miracoli di questa sciagurata dirigenza che da 16 anni insegue Berlusconi e scimmiotta la destra. Senza capire che chi sta a sinistra non ne può più di loro. E chi si sente di destra, preferisce votarsi gli originali e non gli imitatori.
lunedì, gennaio 25, 2010
Bravo Nichi!
Sono molto felice per la vittoria di Nichi Vendola alle primarie in Puglia. E' uno schiaffone a chi, per logiche di palazzo, voleva farlo fuori e proporre un candidato, Boccia, gradito al cerchiobottista del momento, Pierferdinando Casini. Invece, gli è andata male: Nichi ha avuto il sostegno della gente, anche quella del Pd. E' un bel messaggio per la nomenklatura del partito, per quei brontosauri fuori dal tempo e dalla società che stanno a far di conto senza l'oste. Uno smacco specie per Massimo D'Alema che, ancora una volta, non l'ha vista giusta. Non ha ancora capito che la politica si costruisce in altro modo. Quanti fallimenti dovranno ancora presentarsi perchè la smetta con le sue trame?
giovedì, gennaio 21, 2010
Italia 1992 - Italia 2010
Io me la ricordo, Tangentopoli. Mi ricordo il tifo per il pool di Milano, l'odio viscerale per una classe politica ladra, corrotta, ingorda e scellerata. Ricordo il livore per gente come Poggiolini e De Lorenzo. La copertina di "Tv Sorrisi e Canzoni" con Di Pietro e il titolo "Forza Tonino!". Ricordo i cappi in Parlamento da parte della Lega Nord. Gli editoriali al vetriolo di Feltri. Gli anatemi di Fini. Le monetine a Craxi. I fischi, la caccia alle streghe. Ricordo Paolo Brosio davanti al tribunale prendere ordini da un eccitatissimo Emilio Fede. Il neonato Tg5 che viveva della cronaca di Mani Pulite. Ricordo tutto.
E oggi vedo un Di Pietro considerato un eversore e un Craxi riportato al rango di grande statista, come se non fosse vero che aveva RU-BA-TO. Lui e tanti altri. Vedo Bossi fare il garantista, Feltri attaccare la magistratura. Vedo e mi sembra di essere finito sulla Luna. L'Italia del '92 è morta. L'Italia del 2010 è allucinante. Una Tv di merda e un branco di politici senza pudore hanno distrutto tutto quello che di buono Mani Pulite aveva portato. L'Italia del 2010, come quella degli ultimi 15 anni, si è via via dimenticata del suo rancore per i politici e della solidarietà per i magistrati. Nel '94 il decreto Biondi non passò nemmeno in un'estate con i mondiali americani, perchè agli italiani venne il vomito.
Ieri è passato al Senato il cosiddetto "processo breve", la più vergognosa delle leggi ad personam che, grazie ad una spregiudicata retroattività, permetterà all'Unto di farla franca ancora una volta. E con lui, un sacco di delinquenti. E gli italiani, senza estate e senza mondiali, non battono ciglio nemmeno in un inverno di crisi profonda come questo. Siamo ormai talmente rincoglioniti che possono farci di tutto e ne siamo contenti.
Verrà il giorno in cui la storia darà un giudizio sereno su questi anni cupi, su questi giorni indegni, su questa arroganza senza vergogna. Darà un giudizio sull'Impunibile e la sua claque di parlamentari senza principi, senza valori. Darà un giudizio sereno sul berlusconismo. Non
sarà un giudizio filtrato dal Minzolini, Fede, Mimun o Belpietro. E, sono certo, sarò un giudizio severo. C'è da vergognarsi a far storicamente parte di questo periodo. Di quest'orrida Italia del 2010.
E oggi vedo un Di Pietro considerato un eversore e un Craxi riportato al rango di grande statista, come se non fosse vero che aveva RU-BA-TO. Lui e tanti altri. Vedo Bossi fare il garantista, Feltri attaccare la magistratura. Vedo e mi sembra di essere finito sulla Luna. L'Italia del '92 è morta. L'Italia del 2010 è allucinante. Una Tv di merda e un branco di politici senza pudore hanno distrutto tutto quello che di buono Mani Pulite aveva portato. L'Italia del 2010, come quella degli ultimi 15 anni, si è via via dimenticata del suo rancore per i politici e della solidarietà per i magistrati. Nel '94 il decreto Biondi non passò nemmeno in un'estate con i mondiali americani, perchè agli italiani venne il vomito.
Ieri è passato al Senato il cosiddetto "processo breve", la più vergognosa delle leggi ad personam che, grazie ad una spregiudicata retroattività, permetterà all'Unto di farla franca ancora una volta. E con lui, un sacco di delinquenti. E gli italiani, senza estate e senza mondiali, non battono ciglio nemmeno in un inverno di crisi profonda come questo. Siamo ormai talmente rincoglioniti che possono farci di tutto e ne siamo contenti.
Verrà il giorno in cui la storia darà un giudizio sereno su questi anni cupi, su questi giorni indegni, su questa arroganza senza vergogna. Darà un giudizio sull'Impunibile e la sua claque di parlamentari senza principi, senza valori. Darà un giudizio sereno sul berlusconismo. Non
sarà un giudizio filtrato dal Minzolini, Fede, Mimun o Belpietro. E, sono certo, sarò un giudizio severo. C'è da vergognarsi a far storicamente parte di questo periodo. Di quest'orrida Italia del 2010.
venerdì, gennaio 15, 2010
Apocalisse haitiana
Ci si sente piccoli e miserabili assistendo all'apocalisse di Haiti.
Decine di migliaia di morti nel mezzo di una devastazione mozzafiato.
Leggo stamattina che per i blocchi stradali si stanno usando cataste di cadaveri. Inorridiamo, incapaci di razionalizzare l'emozione. Non si può usare la ragione osservando il cataclisma. Ad Haiti la catastrofe ha fatto tabula rasa di una popolazione già povera e sciagurata. E noi, quotidianamente immersi nei nostri problemi quasi sempre gestibili, facciamo i conti con la nostra realtà dicendoci che, per quanto possa andar male, non va proprio così male. Solidarizziamo con Haiti perchè, prima di tutto, sono nostri fratelli planetari. E, permettetemi,
chiediamoci ancora una volta dov'è 'sto tanto celebrato Dio.
Decine di migliaia di morti nel mezzo di una devastazione mozzafiato.
Leggo stamattina che per i blocchi stradali si stanno usando cataste di cadaveri. Inorridiamo, incapaci di razionalizzare l'emozione. Non si può usare la ragione osservando il cataclisma. Ad Haiti la catastrofe ha fatto tabula rasa di una popolazione già povera e sciagurata. E noi, quotidianamente immersi nei nostri problemi quasi sempre gestibili, facciamo i conti con la nostra realtà dicendoci che, per quanto possa andar male, non va proprio così male. Solidarizziamo con Haiti perchè, prima di tutto, sono nostri fratelli planetari. E, permettetemi,
chiediamoci ancora una volta dov'è 'sto tanto celebrato Dio.
martedì, gennaio 12, 2010
He's back
E' tornato l'uomo dell'Amore, con il suo bel calendarietto nuovo targato 2010.
Una serie di brevi considerazioni:
1) Per l'ennesima volta, chi ha creduto al dialogo resta interdetto: l'agenda, come sempre, la detta lui e, in primis, ci si occuperà di riformare la giustizia, spina nel fianco del Re, che da sempre mal la sopporta. Processo breve (anche per le persone giuridiche, tipo, ad es. Mediaset!), Lodo Alfano costituzionalizzato, legittimo impedimento, immunità parlamentare e chi più ne ha più ne metta;
2) Torna in voga, in vista delle elezioni regionali-comunali, la somma balla delle tasse e delle due aliquote. Tutte, naturalmente, a favore dei ricchi come lui o di chi le tasse già non le paga. Gli altri, quelli a reddito fisso, ci guadagneranno una pizza;
3) Nessuna parola sui fatti di Rosarno, dove abbiamo assistito all'anticamera di una pulizia etnica, di una caccia all'uomo che potrebbe piacere a qualche leghista e, probabilmente, pilotata dalla 'ndranghta;
E' tornato l'uomo dell'Amore e già mi torna l'orticaria. In questi giorni di sua assenza, chissà come mai, mi pareva che il mondo fosse più vivibile, l'aria più respirabile.
E' tornato l'uomo dell'Amore e già mi torna l'orticaria. In questi giorni di sua assenza, chissà come mai, mi pareva che il mondo fosse più vivibile, l'aria più respirabile.
P.S. - Quanto è accaduto a Rosarno è terrificante. Le opinioni espresse da alcuni esponenti del governo pure. La violenza degli emuli del Ku-Klux-Klan, liberi di sparare pallini in quello che dovrebbe essere uno stato civile è angosciante. "Italiani brava gente" è una cazzata storica. Vorrei chiedermi cosa siamo diventati. Temo, invece, che ci siamo solo rivelati per come, in fondo, siamo.
martedì, gennaio 05, 2010
Qualcuno migliore di questi
Tutte queste parole sul dialogo per le riforme mi nauseano. Ci sono aziende che chiudono, gente che si ritrova senza un euro con una famiglia da mantenere e questi parlano di riforme. Addirittura della prima parte della Costituzione. Delirio.
Mi nauseano tutti i politici, perchè continuano a recitare la stessa commedia. Perchè, nonostante i loro fallimenti (strapagati da noi) continuano a ritenersi inamovibili. Si autoeleggono, si autopromuovono e si ritengono in diritto di starsene sullo scranno per l'eternità. Perchè mai dobbiamo continuare ad avere Casini, Rutelli, D'Alema, Bossi, Berlusconi e via dicendo? Che abbiamo fatto di male? Lo Stato siamo noi. Loro sono cittadini come gli altri: perchè devono rimanere nel loro ruolo per sempre? Hanno usurpato il Paese e lo stanno portando allo sfascio totale. Parlano di riforme mentre a noi starebbero a cuore altre cose: il lavoro, i trasporti, lo sviluppo, l'istruzione.
Provo una profonda tristezza nel guardare quest'Italia violentata da degli inetti. Incapaci.
Ma non c'è proprio nessuno di migliore di questi?
Napolitano si barcamena, continuando ad invitare alla ragionevolezza. Come se non sapesse che questa maggioranza ha solo uno scopo: smontare quello che resta dello stato di diritto, della legalità. Creare un Eldorado teocratico per pochi privilegiati. Specie uno. Perchè, quando si parla di riforme, si allude specialmente ad una: fare in modo che B. si salvi da qualsiasi processo, presente e futuro.
Mi spiace per Di Pietro. Che avrà anche degli eccessi, ma è l'unico che urla contro questo schifo. Ed è stato lasciato solo.
Dov'è il Pd? Bersani si rende conto che ha ormai perso metà dei suoi elettori? Qual è la sua linea? Che senso ha lo squallore che vediamo in Puglia contro Vendola? Dopo Walter, Bersani sta facendo i danni finali. Ha cloroformizzato del tutto l'opposizione. Sarà che dietro c'è Baffetto, l'alter-ego di Silvio, l'incuciaro perfetto.
Spero che il 2010 sia l'ultimo atto di questa commedia, perchè ormai non c'è proprio più tempo. O si svolta o si termina la corsa. Nelle fabbriche che chiudono, tra i neo-disoccupati e i disperati sui tetti, si consuma la sarabanda finale di questa povera italietta da quattro soldi. Un Paese che si è suicidato. O la smettiamo di prenderci in giro o ci resta solo da seguire il feretro...
giovedì, dicembre 31, 2009
2010: l'anno del contatto
Vorrei che il 2010 fosse l'anno delle riscossa. Mia. Per cambiare in meglio la vita. Per realizzare ogni mio sogno. Questo mi auguro, all'inizio di questo decennio. A parte alcuni momenti epocali, non mi porto grandi ricordi per questi "anni '00". Mi piace pensare che gli "anni '10" mi riservino delle bellissime novità. Farò di tutto per crederci. A chi ci crede, buon anno nuovo.
domenica, dicembre 27, 2009
Amore e odio
Spero che abbiate trascorso un buon Natale. Un Natale sereno, cercando magari di non toccare temi politici al tavolo con amici e parenti. Oggi si riprende, osservando un particolare di questi giorni. I giorni che seguono l'aggressione a B. da parte di Tartaglia. Qualcosa è cambiato: in tutti, ma proprio tutti, i discorsi degli uomini di B., da Bonaiuti a Chicchitto, da Gasparri a Lupi, si usano due parole: amore e odio. Dove amore, il Divino Amore, è rappresentato da B. e i suoi sodali. L'odio da tutto il resto, con particolare riferimento alla stampa non allineata, a Travaglio, a Di Pietro e Santoro. Anche nelle poche parole di B. di questi giorni, un unico tema: basta odio. Basta odio, basta odio, basta odio. Il nuovo slogan viene usato a ripetizione, entra nelle teste, come un mantra ci fa tremare i polsi. Siamo forse vissuti immersi nell'odio ed ora dobbiamo smettere? Ce lo stanno dicendo anche Bersani e Max D'Alema, no? Specie Baffino, pronto all'ennesimo salvataggio di B.: deve dimostrargli che sugli amici il Cavaliere può sempre contare.
La fine dell'odio e il trionfo del Partito dell'Amore. Che, tradotto non per il popolo bue, significa scudo stellare per il Cavaliere da tutti i suoi processi passati, presenti e futuri in cambio della pace sociale e della legittimazione ad esistere per il Pd, finalmente assurto alla perfetta identità, quella benedetta dalla Divina Bontà, dal nuovo Santo d'Arcore, vilmente offeso ma risorto nella trafigurazione e nel perdono. E chi non ci sta, è il novello Sauron, il Male Assoluto: per questo si invita Bersani a mollare Di Pietro. C'è da temere che il Pd, ridotto com'è, possa eseguire l'ordine.
Ancora complimenti a questa banda di pubblicitari entrati in politica per fottere il Paese dalla stanza dei bottoni: da un evento come quello del duomo in faccia, hanno ricavato l'arma finale per evitare il possibile tracollo. Se i frutti per il Pdl saranno quelli che si possono presagire, mentre la luce dell'Amore che tutto avvolge ci acceca, la redenzione definitiva del mistico B. valgono ben una statuetta sui denti. Anzi, per questa gente, visti i risultati, è stata una grande botta di culo. Quasi quasi auspicabile. Forse Bersani ci sta pensando a sua volta. Solo che i leader del centrosinistra non avranno mai la capacità di risorgere, da eterna Fenice, che solo B. possiede.
La fine dell'odio e il trionfo del Partito dell'Amore. Che, tradotto non per il popolo bue, significa scudo stellare per il Cavaliere da tutti i suoi processi passati, presenti e futuri in cambio della pace sociale e della legittimazione ad esistere per il Pd, finalmente assurto alla perfetta identità, quella benedetta dalla Divina Bontà, dal nuovo Santo d'Arcore, vilmente offeso ma risorto nella trafigurazione e nel perdono. E chi non ci sta, è il novello Sauron, il Male Assoluto: per questo si invita Bersani a mollare Di Pietro. C'è da temere che il Pd, ridotto com'è, possa eseguire l'ordine.
Ancora complimenti a questa banda di pubblicitari entrati in politica per fottere il Paese dalla stanza dei bottoni: da un evento come quello del duomo in faccia, hanno ricavato l'arma finale per evitare il possibile tracollo. Se i frutti per il Pdl saranno quelli che si possono presagire, mentre la luce dell'Amore che tutto avvolge ci acceca, la redenzione definitiva del mistico B. valgono ben una statuetta sui denti. Anzi, per questa gente, visti i risultati, è stata una grande botta di culo. Quasi quasi auspicabile. Forse Bersani ci sta pensando a sua volta. Solo che i leader del centrosinistra non avranno mai la capacità di risorgere, da eterna Fenice, che solo B. possiede.
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sabato, dicembre 19, 2009
Opzioni su Max
Di questi tempi, dopo le delicatezze di Cicchitto nel fare nomi e cognomi in Parlamento, rispunta l'intelligenza del baffino, il buon vecchio Max D'Alema. Non pago dei danni che ha fatto al Paese nel passato, essendo stato di fatto l'ancora di salvezza di Berlusconi per almeno due chiare occasioni (la caduta del Prodi I e la Bicamerale) e complice nella più recente (il mitico expoilt del Walterloo dopo la caduta del Prodi II), Max ci riserva ancora delle perle di saggezza in grado di minare definitivamente la pochissima credibilità rimasta al Pd.
Si oda quindi Max dire: «Certi "inciuci" farebbero bene al paese!» riferendosi all'opportunità di aprire al dialogo con Berlusconi e il centrodestra sui temi della giustizia. E, giusto per darsi un tono, Max cita l'articolo 7 della Costituzione (rapporti tra Stato e Chiesa) che il Pci di Togliatti votò in fase costituente. In soldoni, Max propone di accordarsi con Silvio, di riformare la magistratura e, probabilmente, di offrire al Cavaliere un buon salvacondotto per uscire dalle sue grane giudiziarie. A dargli man forte, gli fa eco il fido Nicola Latorre (quello dei "pizzini" in tv per aiutare un presunto avversario) che contesta la «delegittimazione giudiziaria del premier: avendo vinto Berlusconi le elezioni, deve governare questo paese fino a fine legislatura».
Ecco qui. Ora, qual è la verità?
Opzione 1) D'Alema è da sempre sul libro paga di Berlusconi. Da anni Egli gli passa bustarelle milionarie per farlo fare da guastatore all'interno del centrosinistra, lavorando come infiltrato;
Opzione 2) D'Alema gode (in senso figurato, ovviamente) nel farsi fottere ripetutamente da Silvio, che lo ha già preso per il culo in svariate occasioni, ad esempio quando rovesciò il tavolo della Bicamerale prima di dover cedere su qualcosa e dopo aver ottenuti i cazzi suoi;
Opzione 3) D'Alema, anche se tutti dicono intelligente e astuto, in realtà di politica non ne capisce un cazzo e, purtroppo, noi dobbiamo affidare l'opposizione al peggior governo della storia anche ad un personaggio del genere.
Opzione 4) D'Alema ha capito che, se Silvio scompare di scena, lui stesso lo seguirà, per motivi ancora oscuri.
Opzione 5) D'Alema ha parlato in buona fede per dei motivi che, sicuramente, ci illustrerà meglio.
Altre possibilità, per ora, non ne vedo. Queste sono già abbastanza. Si accettano voti.
Intanto, ne approfitto per segnalarvi che Gioacchino Genchi, il consulente informatico protagonista di una bufera alcuni mesi fa, è tornato a parlare di mafia e politica, Spatuzza compreso. Io di Genchi mi fido. Ho avuto anche il piacere di conoscerlo personalmente. E' uno che conosce un sacco di cose. E vorrei tanto che avesse una scorta. Giudicate voi:
martedì, dicembre 15, 2009
Su Milano
Ho aspettato un po' per commentare quanto è successo a Milano per non farmi prendere dall'emozione suscitata dal caso.Vedere Berlusconi colpito in quel modo mi ha suscitato umana compassione, a prescindere dalla scarsa simpatia che provo per lui. La violenza è sempre deprecabile. Punto. Quindi la solidarietà è innegabile. Anche se mi sembra che, a questo punto, stia diventando persino stucchevole, tanto è rituale.
Circoscrivendo l'episodio, mi pare che solo una cosa sia certa: Massimo Tartaglia è una persona psicolabile. Uno squilibrato. Uno che ha agito ad un impulso irrefrenabile che è sfociato in un gesto assurdo. Ma credo sia stato solo questo: un gesto violento da parte di un individuo con problemi mentali. Se poi si vuole montare un caso, parlare di "clima d'odio", di seminatori d'odio, di cattivi maestri, allora la cosa è diversa. Allora non si può non prendere posizione. Perchè se questo clima esiste, anche il premier contribuisce, nelle parole e nei fatti, a crearlo. E credo che, in modi diversi, sia Di Pietro che la Bindi volessero dire questo. Che è cosa diversa dal dire che Berlusconi se l'è cercata. Non è questa la cosa da dedurre: Berlusconi non meritava questa cosa come non la merita nessuno. Proprio per questo è sciocco parlare di mandanti, di incitazione alla violenza eccetera. E' stato un atto isolato da parte di uno squilibrato. Non parliamo, per carità, di clima perchè allora dovremmo dire che il clima lo creano tutti. Compreso chi attacca a destra e a manca. Ma ovviamo al discorso.
Piuttosto, un consiglio: perchè non riflettere sull'episodio e ripensare al modo di agire, parlare, comportarsi? Perchè non trovare, infine, un miglior rapporto con la gente, con le istituzioni, con il ruolo? Questo magari fomenterebbe meno rabbia su parte della popolazione. Rabbia che poi trova terreno fertile nelle persone psicologicamente più fragili.
Chissà che questa brutta faccenda non aiuti a modificare il modo di intendere la politica per tutti. Per intanto, buona guarigione al premier.
domenica, dicembre 13, 2009
Credi al boss, non al pentito!
Dunque Dell'Utri e Berlusconi niente c'entrano. E' stata veramente una "minchiata", una buffonata. "Scherzi a parte" in tribunale. Si voleva demolire il governo nella figura del suo premier attraverso le nefandezze di un pentito, tal Spatuzza, che afferma che il patto tra lui e i Graviano ci fu e che questo, attraverso le stragi, portò alla nascita di Forza Italia. Niente vero è. Spatuzza minchiate dice. Infatti, Filippo Graviano, uno dei due fratelli boss, ha smentito. Mai conosciuto Dell'Utri. Mai fatto affari con Berlusconi. Parola di boss. Non pentito. Uomo d'onore, che non tradisce gli amici. Ripeto: uomo d'onore che non tradisce gli amici. Spatuzza è un pentito, Filippo Graviano no. Da sempre, anche con Falcone e Borsellino, a parlare erano i pentiti e non i boss. E, per combattere Cosa Nostra, si ascoltano i pentiti, non i boss.
Guardate invece i titoloni sui giornali e i servizi sui telegiornali. Tutti a dire: "valeva la pena ascoltare 'sto Spatuzza che infanga il premier (e l'Italia, dicono)? Vedete che schifo di magistratura abbiamo? Spatuzza parla e lo ascoltano. E poi è smentito da Graviano, il boss. Che ridere!". Nessuno a chiedersi, ovviamente, chi dei due dica la verità. Per loro è l'uomo d'onore Filippo Graviano, il boss non pentito, a dire la verità. Pochi a chiedersi: "e se a dire la verità fosse Spatuzza, il pentito?".Sicuramente non se lo chiede Augusto Minzolini, direttore servo in maniera vergognosa e vigliacca. Perchè di Feltri e Belpietro perlomeno sai dove stanno e come la vedono: puoi concordare con loro o non comprare Il Giornale e Libero. Mentre Minzolini fa il leccapiedi con il Tg1, che è un telegiornale che pago anch'io, con il canone.
Nel frattempo, grazie a questo lavorio televisivo che lo mette al riparo dalla faccenda scomoda di Spatuzza, l'inarrivabile attacca Napolitano, la Costituzione, la Consulta e la democrazia in genere mentre si trova all'assemblea dei popolari di Bonn. Ne nasce l'ennesima tensione col Quirinale e con Fini. Ma il nostro non si arrende, ovviamente: come dico da mesi, ormai sta spaccando tutto. E' pronto all'Armageddon personale. Trascinerà con sè tutto quello che potrà trascinare. Ci attendono delle prove cruciali che determineranno la tenuta della nostra democrazia. Come ripetuto più volte, bisognava fermarlo prima. Ormai, il film lo vediamo fino all'ultimo fotogramma. In bocca al lupo, Italia.
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martedì, dicembre 01, 2009
Il puzzle /2
Se ripenso a quell’incontro di qualche mese fa con Salvatore Borsellino per la discussione del libro sull’agenda rossa, mi tornano pesantemente in mente le sue parole. Il fratello del magistrato ucciso nel ’92 assieme alla sua scorta, sosteneva con forza che esisteva una regia occulta dietro la strage e dietro i successivi attentati a Milano, Roma e Firenze. La Seconda Repubblica nasce dal sangue. E, inevitabilmente, dal cambio di marcia di Cosa Nostra in Sicilia quando, partendo dall’omicidio di Salvo Lima e la defenestrazione di Andreotti, questa fece intendere che le serviva un nuovo referente politico. La Dc era finita, per i boss. Altri referenti, pare, vennero trovati.
Borsellino inoltre affermò che certi segnali degli ultimi mesi gli facevano intendere che, di nuovo, anno di grazia 2009, Cosa Nostra chiedeva il conto e puntava a cambiare le cose romane. Non era casuale, secondo lui, nemmeno il fatto che attorno alla figura di Berlusconi stesse montando un mare di fango: dalla vicenda Noemi e quella della D’Addario, dal prepotente ritorno delle questioni giudiziare alla (allora) probabile bocciatura del Lodo Alfano. Certi nessi, quella sera, faticavo a comprenderli. Ma, successivamente, sono tornati in scena il famoso “papello” tra Stato e mafia ed i pentiti che accusano il Cavaliere e Dell’Utri. La resa dei conti? Probabilmente si. Solo che questi venderanno cara la pelle, per usare una metafora, naturalmente. Perché i segnali “distensivi” ci sono: “Betulla” Farina, uomo delle cospirazioni, parla del 41-bis come di Guantanamo; Dell’Utri dall’Annunziata continua a definite “eroe” Mangano, lo stalliere che ha sciolto nell’acido anche dei bambini. Per ultimo, Berlusconi – imbeccato da Dell’Utri – considera ragionevole la revisione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, reato del quale proprio i due potrebbero essere imputati. Tra poche ore il pentito Spatuzza potrebbe tirarli definitivamente in ballo. E’ una sorta di bomba atomica. Roba che uno si dovrebbe dimettere immediatamente.
Borsellino inoltre affermò che certi segnali degli ultimi mesi gli facevano intendere che, di nuovo, anno di grazia 2009, Cosa Nostra chiedeva il conto e puntava a cambiare le cose romane. Non era casuale, secondo lui, nemmeno il fatto che attorno alla figura di Berlusconi stesse montando un mare di fango: dalla vicenda Noemi e quella della D’Addario, dal prepotente ritorno delle questioni giudiziare alla (allora) probabile bocciatura del Lodo Alfano. Certi nessi, quella sera, faticavo a comprenderli. Ma, successivamente, sono tornati in scena il famoso “papello” tra Stato e mafia ed i pentiti che accusano il Cavaliere e Dell’Utri. La resa dei conti? Probabilmente si. Solo che questi venderanno cara la pelle, per usare una metafora, naturalmente. Perché i segnali “distensivi” ci sono: “Betulla” Farina, uomo delle cospirazioni, parla del 41-bis come di Guantanamo; Dell’Utri dall’Annunziata continua a definite “eroe” Mangano, lo stalliere che ha sciolto nell’acido anche dei bambini. Per ultimo, Berlusconi – imbeccato da Dell’Utri – considera ragionevole la revisione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, reato del quale proprio i due potrebbero essere imputati. Tra poche ore il pentito Spatuzza potrebbe tirarli definitivamente in ballo. E’ una sorta di bomba atomica. Roba che uno si dovrebbe dimettere immediatamente.
Qui invece tutti, dal presidente delle Repubblica al Pd, ci vanno cauti come se sul tritolo ci camminassero loro. Si arriva alle gentilezze di Letta (Enrico) che considera accettabile il legittimo impedimento usato ad oltranza perché è ammissibile difendersi nel processo e dal processo. Roba da far rizzare i capelli. Letta non ne ha, quindi lo dice senza scomporsi.
Sono ore decisive, queste. Il puzzle è ancora confuso ma iniziano ad allinearsi i pezzi. Non aspettiamoci sconvolgimenti politici rilevanti, naturalmente. Questi, veramente, non mollano. Ma un mare di veleno sta per riversarsi sul nostro Natale. Berlusconi si proteggerà con tutte le forze, specie televisive, di cui dispone. Minacciare di strozzare gli autori de “La Piovra” sembra una barzelletta ma è qualcosa di più. E’ una chiamata alle armi. D’altronde, ha già parlato di guerra civile. La tensione c’è, inevitabilmente. E il 5 dicembre prossimo c’è il “No B Day” che lo manderà su tutte le furie. Con tutto questo, con un capo del governo che potrebbe essere accusato di relazioni con la mafia, cosa credete che contino l’Alcoa o altre aziende in difficoltà? Il Paese affonda, come prevediamo da mesi e mesi. Se anche Celli della Luiss, un abituale avventore del grande banchetto nazionale, si mette a consigliare il figlio di andarsene dall’Italia, stiamo proprio messi male.
Meno male che c’è la Lega a sdrammatizzare: la proposta del crocifisso sul tricolore, fatta proprio da chi sulla bandiera ci ha sputato e sulla Chiesa altrettanto, è una delle migliori gag delle ultime settimane. Della serie: non c’è limite alla spudoratezza.
Sono ore decisive, queste. Il puzzle è ancora confuso ma iniziano ad allinearsi i pezzi. Non aspettiamoci sconvolgimenti politici rilevanti, naturalmente. Questi, veramente, non mollano. Ma un mare di veleno sta per riversarsi sul nostro Natale. Berlusconi si proteggerà con tutte le forze, specie televisive, di cui dispone. Minacciare di strozzare gli autori de “La Piovra” sembra una barzelletta ma è qualcosa di più. E’ una chiamata alle armi. D’altronde, ha già parlato di guerra civile. La tensione c’è, inevitabilmente. E il 5 dicembre prossimo c’è il “No B Day” che lo manderà su tutte le furie. Con tutto questo, con un capo del governo che potrebbe essere accusato di relazioni con la mafia, cosa credete che contino l’Alcoa o altre aziende in difficoltà? Il Paese affonda, come prevediamo da mesi e mesi. Se anche Celli della Luiss, un abituale avventore del grande banchetto nazionale, si mette a consigliare il figlio di andarsene dall’Italia, stiamo proprio messi male.
Meno male che c’è la Lega a sdrammatizzare: la proposta del crocifisso sul tricolore, fatta proprio da chi sulla bandiera ci ha sputato e sulla Chiesa altrettanto, è una delle migliori gag delle ultime settimane. Della serie: non c’è limite alla spudoratezza.
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martedì, novembre 24, 2009
Mettetevi un limite
Io non so se il ministro Ronchi dica la verità quando afferma che l'acqua rimarrà pubblica, visto che poi parla di apertura ai privati nella gestione. So solo che la tiritera dell'abbattimento dei costi per i cittadini, cedendo quote ai privati, ed il conseguente miglioramento dei servizi ha stufato. Quando mai in Italia l'intervento dei privati ha migliorato le cose per gli utenti? Per me, questa storia dell'acqua potrebbe portarci a pagare un litro dal rubinetto quanto quella in bottiglia. E l'acqua è di tutti, maledizione.
Sulle dichiarazioni di Rotondi, invece, vorrei stendere un velo pietoso. Mi chiedo solo come si permetta di dire simili fesserie. Abolire la pausa pranzo? Con l'aggiunta di proporsi come esempio ("io la salto da anni")? Due sole considerazioni. La prima: con tutti i problemi che ci sono nel mondo del lavoro, con che coraggio uno perde tempo con queste cose? Paghiamo gente come Rotondi per concepire simili idee? La seconda: come osa un ministro e parlamentare strapagato (probabilmente per nulla) a paragonarsi ai lavoratori normali, a quelli che tirano la carriola e magari la cinghia per almeno 8 ore al giorno? Lui, che quel numero di ore le fa in una settimana?
Ok. Ci state prendendo per il culo. Ma almeno mettetevi un limite, altrimenti ce ne accorgiamo.
Sulle dichiarazioni di Rotondi, invece, vorrei stendere un velo pietoso. Mi chiedo solo come si permetta di dire simili fesserie. Abolire la pausa pranzo? Con l'aggiunta di proporsi come esempio ("io la salto da anni")? Due sole considerazioni. La prima: con tutti i problemi che ci sono nel mondo del lavoro, con che coraggio uno perde tempo con queste cose? Paghiamo gente come Rotondi per concepire simili idee? La seconda: come osa un ministro e parlamentare strapagato (probabilmente per nulla) a paragonarsi ai lavoratori normali, a quelli che tirano la carriola e magari la cinghia per almeno 8 ore al giorno? Lui, che quel numero di ore le fa in una settimana?
Ok. Ci state prendendo per il culo. Ma almeno mettetevi un limite, altrimenti ce ne accorgiamo.
giovedì, novembre 19, 2009
Le lacrime salvano il mediocre di X-Factor

Seguo da sempre X-Factor. Come non potrei, vista la mia passione per la musica? Ma ieri mi sono proprio incazzato. Ho avuto l'ennesima conferma che le sceneggiate lacrimose permettono sempre di spuntarla. E' successo con il giovane Silver, uno dei partecipanti alla gara. Silver è incredibilmente sopravvissuto sin qui, vedendo uscire cantanti di gran lunga più bravi e talentuosi di lui. Lo hanno salvato la simpatia e le smorfiette che fa ad ogni esibizione. Oltre al fatto di avere Morgan come padrino. Di suo, non vale un gran che: voce modesta, interprete appena sufficiente. Ha stonato spesso e altrettanto spesso ha cantato fuori tempo. Un mediocre, insomma. Ma un mediocre che è arrivato alla semifinale. Nonostante tutto. Nonostante, specialmente, la performance orrenda di ieri sera sul pezzo "La donna cannone" di De Gregori: inizia fuori tempo, stona e, alla seconda strofa, dimentica le parole e tace. Un silenzio incredibile che interrompe solo all'inciso. Da buttar fuori, insindacabilmente. E invece no: ecco il pietismo. Tutti a consolarlo e lui che scoppia in lacrime. Ma cribbio, hai fatto schifo, no? Vattene! Giammai: l'Italia del televoto è già commossa e parte al salvataggio. Quindi Silver passa, nonostante un piccolo giallo che fa drizzare le antenne ai più maliziosi: Facchinetti annuncia che a salvarsi sono Marco (ovvio, vincerà), Giuliano e le Yavanna. Entra la notaia e, inspiegabilmente, rettifica: al ballottaggio va il trio femminile mentre Silver rimane. Conseguenza: nella sfida finale la spuntano le Yavanna e va fuori Paola, l'ingresso più recente del talent show. Paola, pur non facendomi impazzire, aveva delle carte migliori di questo Silver. Come anche i Luana Biz, Damiano, Chiara, Francesca, Sofia, insomma praticamente tutti.
Silver rimane ed è un inno al non-talento, mentre un dubbio alberga: è forse raccomandato? Mah!
Altra cosa che mi è piaciuta poco è stata la spocchia di Francesco Renga. Che fosse un po' cafone lo sapevo. Che però si mettesse sul piedistallo a dire che "cantare è altra cosa" perchè bisogna "dare emozioni" mi è sembrato eccessivo. Perchè, caro Renga, detto da te, uno che canta da dio con una tecnica sublime, ci può anche stare. Solo che proprio tu, con le tue magiche corde vocali, di emozioni non me ne hai mai trasmesse. Voce strepitosa e cuore zero. Sempre uguale. Una noia.
Silver rimane ed è un inno al non-talento, mentre un dubbio alberga: è forse raccomandato? Mah!
Altra cosa che mi è piaciuta poco è stata la spocchia di Francesco Renga. Che fosse un po' cafone lo sapevo. Che però si mettesse sul piedistallo a dire che "cantare è altra cosa" perchè bisogna "dare emozioni" mi è sembrato eccessivo. Perchè, caro Renga, detto da te, uno che canta da dio con una tecnica sublime, ci può anche stare. Solo che proprio tu, con le tue magiche corde vocali, di emozioni non me ne hai mai trasmesse. Voce strepitosa e cuore zero. Sempre uguale. Una noia.
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venerdì, novembre 13, 2009
Dimenticare, dimenticare, dimenticare
I tempi sono sempre più cupi. Se uno, per due volte, ruba una mela al mercato (magari per fame), diventa recidivo e si fa il processo normale. Se uno froda la gente per milioni di euro ma prima era incensurato (o pluri-prescritto), si fa il processo breve, frutto dell'accordo tra B. e il bravo Fini (ma non era cambiato, non era uno con dei princìpi, non era un garante delle regole?).
I tempi sono sempre più cupi: si mandano probabilmente al macero processi come l'Eternit, la Thyssen, Parmalat, Cirio, Santa Rita e via dicendo. Il tutto per salvare il Grande Statista, l'uomo sceso in campo per salvare il Paese e poi perseguitato dai giudici. Peccato che non fosse vero, che era un verginello. Ma poco importa, ci hanno convinto di si. Gli uomini che nel '92 dicevano "forza Tonino" e mettevano inviati davanti alla sedi del pool di Mani Pulite (ricordate Paolo Brosio che praticamente dormiva lì?) sono gli stessi che adesso quelle mani le affondano in questa melma nauseabonda. Il Feltri giustizialista è stato sostituito dal Feltri che i giudici li impalerebbe. Chi lanciava le monetine a Craxi, oggi le ha raccolte e, zitto, le ha messe in tasca.
I tempi sono sempre più cupi e a noi non resta nemmeno la forza di resistere, resistere, resistere. Vorremo solo dimenticare, dimenticare, dimenticare.
mercoledì, novembre 11, 2009
Rispondo
Mi chiedono: e di Marrazzo non scrivi nulla?
Rispondo: che posso dire? Almeno si è dimesso. Almeno ha confessato la verità. Facessero tutti così, invece di difendersi stravolgendo le regole democratiche!
Poi, se vogliamo, Marrazzo ha fatto una serie di cazzate non da poco e che sono imperdonabili. No, non c'entra andare con i trans. Quelli sono cazzi suoi, visto che non ne ha fatto eleggere nessuno in Regione Lazio. La cazzata è stata entrare in un giro di ricatti e chissà che altro.
Mi dicono: sei il solito sinistrorso.
Rispondo: nossignori. Non mi sento sinistrorso. Non dormo vicino all'effige di Lenin. Io sono uno che tiene alla democrazia, alla legalità e al rispetto delle regole. Visto che tutto questo, in questo Paese, conta gran poco, io mi sento in difficoltà. Quest'Italia odierna mi disgusta.
Rispondo: che posso dire? Almeno si è dimesso. Almeno ha confessato la verità. Facessero tutti così, invece di difendersi stravolgendo le regole democratiche!
Poi, se vogliamo, Marrazzo ha fatto una serie di cazzate non da poco e che sono imperdonabili. No, non c'entra andare con i trans. Quelli sono cazzi suoi, visto che non ne ha fatto eleggere nessuno in Regione Lazio. La cazzata è stata entrare in un giro di ricatti e chissà che altro.
Mi dicono: sei il solito sinistrorso.
Rispondo: nossignori. Non mi sento sinistrorso. Non dormo vicino all'effige di Lenin. Io sono uno che tiene alla democrazia, alla legalità e al rispetto delle regole. Visto che tutto questo, in questo Paese, conta gran poco, io mi sento in difficoltà. Quest'Italia odierna mi disgusta.
martedì, novembre 10, 2009
Il "breve processo" di Fini
e alla fine, Fini non si smarca dal Cavaliere. Purtroppo, anche stavolta si è trovato l'accordo. Niente prescrizione breve, ok. Ma si al ddl sul processo breve. Il che è praticamente peggio. Se non bisogna superare i 6 anni - complessivi per tutti i gradi di giudizio - significa che un sacco di dibattimenti salteranno. E, ovviamente, che Berlusconi si salverà ancora. Peccato che il processo sul caso Mills stia durando da tanto proprio perchè c'era il lodo Alfano. Prima ci dicevano che tanto la prescrizione era bloccata e poi il premier si sarebbe sottoposto al giudizio. Ora, quel tempo perso viene usato per dire che il processo è durato troppo e va in prescrizione. Usano strumentalmente il tempo concesso dal lodo Alfano per dire che è stato troppo. Al di là dei proclami, il Presidente della Camera non la spunta nemmeno stavolta. Su di lui sono sempre stato scettico. Poi, per un giorno almeno, mi ero illuso. E mi sbagliavo. Meglio tener sempre fede ai propri istinti.
P.S. - Sull'indefinibile editoriale di Minzolini al Tg1 ieri sera, ho solo una considerazione: l'immunità parlamentare fu istituita per difendere gli eletti durante l'esercizio delle loro funzioni e non dai reati comuni. Quindi, che c'entra in questo contesto? Porca miseria, ci dicono sempre che la magistratura impedisce ai politici di svolgere il loro lavoro. Nessuno che dica mai che, forse, tutto si risolverebbe avendo dei politici ONESTI.
P.S. - Sull'indefinibile editoriale di Minzolini al Tg1 ieri sera, ho solo una considerazione: l'immunità parlamentare fu istituita per difendere gli eletti durante l'esercizio delle loro funzioni e non dai reati comuni. Quindi, che c'entra in questo contesto? Porca miseria, ci dicono sempre che la magistratura impedisce ai politici di svolgere il loro lavoro. Nessuno che dica mai che, forse, tutto si risolverebbe avendo dei politici ONESTI.
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martedì, ottobre 20, 2009
Posto fisso
Magari la cultura del posto fisso ha creato dei problemi, come dice la Marcegaglia, signora che si ostina a dire la sua su tutto, quasi fosse suo dovere indicare la retta via al Paese. Parla sempre, Emma. Non le hanno ancora detto che è solo la presidente di Confindustria, associazione che si vanta di annoverare il meglio dell'impresa italiana. Peccato che questa Confindustria, spesso, ha avuto molto e dato poco. Nonchè fatto danni. E' insopportabile questa logorrea che ha preso la Marcegaglia. Sembra un nuovo Ruini. Gente che dice la sua e per forza deve essere presa sul serio.
Stupisce invece Tremonti. Che diavolo gli passa per la testa? Ma come? Per decenni ce l'avete menata con la flessibilità e le opportunità che offre e adesso dite il contrario? E che cazzo!
Il problema magari è questo: come tutte le cose, in Italia si è usata la flessibilità e il lavoro atipico per fare gli interessi di pochi a scapito di tutti gli altri. Una generazione di ventenni-trentenni è stata presa per il culo e disintegrata nelle proprie ambizioni grazie a questo sistema di lavoro. Gente che lavora sottopagata e sotto ricatto costante. Con il silenzio di tutti. Con il silenzio dell'informazione e dei sindacati. E adesso Tremonti dice che probabilmente si è sbagliato. E chi li ripaga, 'sti poveracci?
Stupisce invece Tremonti. Che diavolo gli passa per la testa? Ma come? Per decenni ce l'avete menata con la flessibilità e le opportunità che offre e adesso dite il contrario? E che cazzo!
Il problema magari è questo: come tutte le cose, in Italia si è usata la flessibilità e il lavoro atipico per fare gli interessi di pochi a scapito di tutti gli altri. Una generazione di ventenni-trentenni è stata presa per il culo e disintegrata nelle proprie ambizioni grazie a questo sistema di lavoro. Gente che lavora sottopagata e sotto ricatto costante. Con il silenzio di tutti. Con il silenzio dell'informazione e dei sindacati. E adesso Tremonti dice che probabilmente si è sbagliato. E chi li ripaga, 'sti poveracci?
lunedì, ottobre 19, 2009
41
Pur avendo espulso il calcolo renale, sono ancora in malattia per via di una febbre fastidiosa. Intanto, oggi è il mio compleanno. Compio 41 anni e mi faccio gli auguri.
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