martedì, settembre 15, 2009

Fuoco alle polveri

Da qualche settimana si è dato fuoco alle polveri. In altre parole, il Cavaliere ha deciso di usare le maniere forti e di togliersi di dosso quella ingombrante casacca di democratico che, a dispetto di tutto, ha cercato di tenersi. Ora, circondato da un sacco di nemici e dalle ripercussioni dello scandalo escort nonchè da potenziali problemi giudiziari all'orizzonte (inchieste di mafia che risorgono dagli anni '90, pronunciamento della Consulta sul Lodo Alfano), è passato all'attacco con tutta la sua potenza di fuoco. Il fido Feltri è il sicario in azione: prima Boffo dell'Avvenire, poi Fini. Il presidente della Camera, dopo un primo attacco del "Giornale", ha subito un nuovo colpo basso attraverso un editoriale nel quale, in fondo, si cela una minaccia simil-mafiosa.
Che cosa sia questa faccenda a "luci rosse" del 2000 non è dato saperlo, ma Feltri la conoscerebbe. O, comunque, avrebbe gli strumenti per fabbricarla.
L'avvertimento è chiaro: Fini non deve più manifestare il suo pensiero se questo non collima con quello del Capo Supremo e del suo referente diretto, il Senatùr Bossi. Pena il killeraggio finale tramite la stampa di famiglia.
Povero Fini: è rimasto un uomo solo. D'altra parte, era inevitabile: incapace per quindici lunghi anni di smarcarsi veramente da Berlusconi, ha subito la stessa fine di tanti altri che hanno provato l'abbraccio con lui. Vittima della mantide (neppure tanto religiosa, ormai) L'errore fatale è stato quello di far digerire An dentro il Pdl, che altri non è che una versione expanded di Forza Italia. Ora non ha nemmeno più i suoi.
La forza di Berlusconi è, a prescindere, sbalorditiva. Fermo restando che il resto del mondo assiste incredulo al suicidio di una democrazia per fatti che altrove avrebbero portato alla pubblica gogna del suo leader, bisogna ammirare la capacità dell'Unto di spuntarla sempre e comunque. Opposizione? Cancellata. Informazione? Addomesticata. Giustizia? Narcotizzata. Siamo ora in piena Egocrazia e, sono convinto, il meglio deve ancora venire.
Ad esempio, stasera assisteremo ad uno show senza precedenti, nel salotto di Vespa. Nello speciale di "Porta a porta", a favore del quale "Ballarò" e "Matrix" sono stati fermati, il Cavaliere della prima serata si battezzerà titano definitivo: il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, l'uomo invidiato da tutto il popolo italiano (che vorrebbe essere come lui), l'infaticabile incantatore di femmine avvenenti, ci racconterà come, grazie alla sua mano santa, il terremoto de L'Aquila sia stato vinto e come i cittadini siano stati benedetti da lui e le sue nuove e confortevoli case. Un spot colossale ad uso e consumo dei suoi commossi elettori. Un appuntamento televisivo imperdibile, sia per la narrazione delle gesta dell'eroe sia per i fiumi di bava che verranno versati ai suoi divini piedi.
E poi? Visto che passa questa, passerà anche la normalizzazione di Raitre e di Annozero: lo Statista è in guerra e non può più permettersi di concedere un fortino al nemico. Non è più tempo per discutere: ora Santoro va imbavagliato, Fazio privato della Lucianina irriverente, Report affondato. Anche Floris ha già ricevuto il messaggio.Siamo alla battaglia delle battaglie, all'Armageddon finale.
Ripeterò fino alla noia e finchè ci sarà concesso di farlo: quell'uomo andava fermato prima. Quando ancora si poteva. Ora è tardi. Il film, a questo punto, dovremo vederlo tutto. Dalla sala, ormai, è vietato uscire in anticipo.

giovedì, settembre 10, 2009

Fallimenti

Nella mia sempre frequente ricerca di un nuovo posto di lavoro, considerando che di star qui proprio non ne posso più, al punto da iniziare a somatizzare l'ansia, continuo a trovare conferma di come il mercato sia preda di queste famigerate Agenzie (Manpower, Umana, Adecco, Bway, etc.) che, di fatto, svolgono la funzione che una volta veniva chiamata caporalato. Non è solo l'ICT (maledetta) italiana a soffrirne, ma un po' tutti i settori. Ormai, per trovare un posto, ti devi mettere nelle mani di questi personaggi succhiasangue. Parassiti legalizzati grazie alla Legge 30, altro regalo del Cavaliere al paese. Gente che ti manda nelle società a sgobbare, guadagnando sulle tue spalle al solo disturbo di girare qualche carta.
E le tipologie di lavoro? A progetto, tipicamente. Tre-quattro mesi. Rinnovabili.
Siamo veramente finiti a puttane (tanto va di moda). I giovani sono fregati ed hanno accettato di sopravvivere tra un call-center e l'altro. Noi quarantenni ci stiamo rendendo conto di aver fallito tutto, incapaci di aver preso un ruolo concreto. Ci limitiamo a rimpiangere Goldrake e gli anni '80 e non siamo cresciuti mai. Il Paese rimane nelle mani di ultrasessantenni arraffoni che non si fanno da parte finchè non schiattano. Gente già pensionata ma copiosamente compensata pur di non mollare. Ecco, loro, dai politici in giù, sono quelli che mettono alle corde tutti gli altri.
Che hanno fatto i sindacati, in questi ultimi decenni? Com'è possibile che sia tornato il caporalato senza che loro lo impedissero? E la sinistra che ha fatto?
Leggetevi gli annunci di lavoro e constatate quanto profondamente hanno fallito. E' un paese per vecchi. Hanno fatto il '68 e volevano cambiare il mondo. Potevano almeno preservarlo com'era, invece di ingoiarselo.

martedì, settembre 08, 2009

Ciao, Mike

MIKE BONGIORNO, il re della Tv (1924 - 2009)

Con lui se ne va un pezzo della nostra vita. Mike apparteneva un po' a tutti gli italiani. Ci ha regalato momenti storici di televisione, conditi dalle sue gaffes e i suoi "Allegria!". Sembra quasi impossibile che non ci sia più, proprio ora che stava per tornare alla grande su Sky. Il vero re della tv italiana.
Ricordo molte sue trasmissioni, in particolare "Flash" in Rai, "Superflash" e "Pentathlon" in Mediaset. Una televisione bella, leggera e pulita che ora non c'è più.
Come lui, nessuno. Quindi onore al grande, grandissimo Mike Bongiorno. Siamo tutti tristi, oggi. Questo strano paese gli voleva un mare di bene. Ciao, Mike.

sabato, agosto 15, 2009

Bancomat smagnetizzato

Sto per andare in ferie... e mi si è smagnetizzato il bancomat!!! Porca miseria infame! Adesso come diavolo mi prendo i soldi, i MIEI soldi, prigionieri della banca? Dovrò arrangiarmi. Ma sono incazzato nero: è già il secondo anno che il bancomat mi va fuori uso proprio in pieno ferragosto e mentre sto per partire per le vacanze. Così mi ritrovo lontano e impossibilitato ad ottenere contante o a fare dei pagamenti POS. Vaffanculo!

lunedì, agosto 10, 2009

Cari amici del Sud

Cari amici del Sud,
ci siamo. Eccovi servite le gabbie salariali. Pensavate non fosse possibile? Pensavate che la Lega Nord scherzasse? Pensavate si fosse dimenticata dei terroni e che si divertisse soltanto contro gli immigrati?
Eppure il Matteo Salvini saltante alla festa di partito di qualche settimana fa doveva già far suonare qualche campanello. Non fossero bastati anni di discorsi di Bossi, Maroni e Calderoli, intendo. Già, perchè quelli sono gli stessi che fino a pochi anni fa parlavano di secessione e di Padania libera. Come si poteva pensare che potessero mettere da parte la loro missione primaria?
Missione che si compie a piccoli passi. Il federalismo. Poi anche il federalismo fiscale. Poi le simpatiche ideucce di pochi giorni fa: l'esame di dialetto per non avere professori meridionali nelle scuole nordiche. Poi le bandiere regionali da portare alla stessa dignità del tricolore. Ora le gabbie. Boutade estive, si è detto. Nossignori: fa tutto parte del piano. Il piano ancestrale della Lega: la secessione. Non ci hanno mai rinunciato sul serio e chi vive al Nord ve lo può confermare.
Ah, già: garantiva Berlusconi, per loro. Ne siete ancora così sicuri? Non avete il leggerissimo sospetto che il Popolo delle Libertà sia ormai il Partito della Lega? La sigla rimane Pdl comunque. E ditemi cosa stia differenziando Berlusconi da Bossi, ultimamente.
Fossi in voi, inizierei a preoccuparmi.Io non mi preoccupo. Sto al Nord.
E, francamente, mi preoccuperei molto, se solo non avessi la consapevolezza che questo centrodestra lo vogliate tanto intensamente proprio voi. Infatti supera il 50% praticamente ovunque, segno che il Cavaliere e la sua maggioranza vi piacciono assai. Ergo, li avete voluti. Anche sapendo che dietro Silvio ci stava il Senatùr, leader di un partito che, dopo le recenti provinciali, è cresciuto alla grande, divenendo determinante per il futuro della coalizione. E il Cavaliere, conscio delle difficoltà che ha attualmente, deve sempre contare sulla spalla dell'Umberto. Ne va della sua sopravvivenza politica.
Quindi non mi preoccupo, compatrioti. A malincuore, dico che dovete preoccuparvi voi.
Un caro saluto.

Sulla conferenza stampa di B.

Ho digerito a fatica la conferenza stampa del Grande Statista di qualche giorno fa. Quella dove affermava che tutto va bene, che gli abruzzesi sono felici, che nessuno a perso il posto di lavoro, che la crisi è passata e noi siamo i primi in Europa ad uscirne. Dove diceva che ha evitato una nuova guerra fredda, che ha messo d'accordo Turchia e Russia (partecipando alla celebrazione, no?), che non ha nulla da rimproverarsi sui suoi comportamenti libertini. Dove, infine, ha attaccato la stampa e, in particolare, il Tg3, reo di dargli addosso. Quest'ultima cosa mi ha rovinato la giornata. Perchè, detta da un uomo che controlla tutta l'informazione televisiva del Paese, è di una brutalità oscena. E dice tutto sul personaggio. Un uomo che non sopporta di essere contraddetto. Un uomo che pretende di essere adorato e non a caso si circonda esclusivamente di lacchè pronti al plauso. Un uomo che, pertanto, pretende che le notizie siano date solo come le dà il Tg4 o Studio Aperto. O, ahimè, il Tg1 di Minzolini. Inutile. Proprio non gli riesce di essere democratico. E, in un Paese addormentato e indifferente come il nostro e con un opposizione svanita nel nulla, questa pecca non è un male, per lui. Anzi.

martedì, agosto 04, 2009

Tanta carne al fuoco

E' legittimo chiedersi, come ha fatto Eugenio Scalfari, a che cosa siano stati destinati i 35 milioni di euro in più di fabbisogno statale. Ma non credo che arriveranno delle risposte. Tremonti non è abituato a darle. E' sempre intento ad inventare nuove formule per tenere in piedi una baracca che non si regge più, quindi è inutile sperare che trovi le parole per dirci perchè nei conti pubblici si sia ormai creata una voragine dove, crisi o non crisi, precipiterà l'azienda Italia. D'altro canto, quando mai il baldo Giulio non ha mandato in tilt le finanze dello Stato? E quando mai ci ha risparmiato le sue alchimie contabili, culminate attualmente in un fantomatico decreto anti-crisi del quale si capisce gran poco?
Mentre si faranno rientrare i capitali sporchi facendo pagare poco più di una mancia e garantendo l'anonimato, cosa impensabile altrove, l'Italia spera di rilanciarsi nell'ennesima colata di cemento che devasterà quel poco di spazio che rimane tra un edificio vuoto e un edificio sfitto.
Questo ballo sul Titanic continua più del previsto solo grazie ai silenzi che sono calati sull'entità del disastro, sulla devastazione sociale e sulle vere emergenze . In questo, Tremonti e il suo principale non li batte nessuno.
Ben 4 miliardi finiranno alla Sicilia: ennesimo pizzo pagato ad una regione che scalpita, che manda segnali che possono ricordare tempi andati. Dietro le proteste di Miccichè e Lombardo si nasconde un messaggio palese: l'isola pretende un cambiamento, un nuovo referente romano. I segnali ci sono tutti, cominciando dal concreto appannamento dell'appeal del Cavaliere. Quindi, in Sicilia si guarda già oltre e il fiume di denaro che ci arriverà non farà altro che posticipare la resa dei conti. Altri hanno già avuto lo stesso trattamento, in primis Belzebù che, di colpo, perse il ruolo che da decenni aveva per una certa Sicilia. Lo perse in modo più cruento e sulla pelle di Salvo Lima. Oggi i metodi sono, diciamo, più sottili.
4 miliardi alla Sicilia sono un affronto per il resto della nazione. Lo percepisce la Lega, che fatica a giustificare questa faccenda con la sua gente.
Così funziona, questo governo. Con Papi sempre più in difficoltà, stretto tra Bossi e il Sud che scalpita, tra la sputtanata delle escort e le (timide) bacchettate della Chiesa, tra i conti in rosso e le promesse che non potrà mantenere.
Per ora tiene botta, salvato dalle televisioni che ormai sono solo delle spudorate veline di partito e da un Parlamento che non fa altro che porre fiducie. Ma di certo, mettendo il naso fuori dai confini, gli italiani potrebbero capire che il resto del mondo si chiede sbigottito come possa essere ancora al suo posto un uomo che frequenta le prostitute e le mette poi nei posti di potere.
Chi pagherà tutto questo? Chi pagherà i danni di Tremonti, che già conosce la verità e cerca di utilizzare i forzieri di Bankitalia, tassando le plusvalenze, per raccogliere qualche soldo?
L'Agosto italiano ci permetterà di tirare a campare ancora un po', ci farà digerire il fatto che la Rai scenda da Sky per salire con Mediaset su TivùSat rimettendoci 150 milioni di euro, costretta dagli interessi delle aziende del Cavaliere, pronte a tutto pur di annichilire Murdoch, ormai il nemico numero uno. Il conflitto di interessi esiste, bellezza. Da sempre. Se a Berlusconi riduci Mediaset, immediatamente lo annienti e lui non lo permetterà.
Credo di aver scritto di troppe cose in poche righe, ma la carne al fuoco è talmente tanta che si perde di vista il tutto. Chiuderei con un ultimo appunto sulla Chiesa: state facendo un casino sulla Ru486 e, vista con i vostri occhi, ci sta. Ma è possibile che, sulla vicenda escort, vi siate limitati a qualche rimbrotto? Dov'è la morale, eminenze?

domenica, luglio 26, 2009

Esame di coscienza

Arriva il momento in cui bisogna veramente fare i conti con se stessi. Per anni, infatti, pur sapendo di non essere soddisfatto della mia situazione professionale, ho continuato a fare orecchie da mercante con la mia coscienza. Prima per motivi quasi "naturali": il lavoro mi serviva anche per realizzare altre cose. Poi per motivi speculativi: aspettavo che succedesse qualcosa, che le cose prendessero una piega giusta. Ma adesso mi sono reso conto che le cose non prederanno mai la piega che vorrei. Le cose che vogliamo, non succedono da sole. Ergo, adesso devo cambiare. Anche a costo di sbagliare. Perchè è meglio fare un errore che fare niente. Anche uno sbaglio turberebbe positivamente questo piattume insopportabile fatto di sacrificio, orari, cartellino da timbrare, andate e ritorni terrificanti. Di fare il pendolare non ne posso più. E, in più, vedermi ancora per venticinque anni davanti a un computer a scrivere codice mi causa conati di vomito. Perchè devo morire informatico? Modestia a parte, credo di possedere anche altre qualità. Caratteristiche innate che potrebbero guidarmi anche per altre strade. Devo solo darmi l'occasione. Devo distruggere questa vita ordinaria, per costruirne una nuova. Devo rischiare qualcosa. Devo darmi il giusto tempo. Ma devo. Di viaggi in pullman e di ore passate a litigare con una macchina in un posto dove so che l'unica cosa certa è che non muterà mai nulla, non ne posso più. Accontentarsi sempre è da sconfitti. Ed io sono sconfitto da anni. Mia madre mi ha insegnato che la vita è sacrificio, ed è probabilmente la più grossa cazzata che potesse dirmi. Con quella sua dottrina perdente e fatalista mi ha condizionato buona parte dell'esistenza, convincendomi che dovevo accontentarmi ed accettare quello che il Signore mi regalava. Peccato che, poi, di un dio non ho mai saputo che farmene. Al massimo lo uso nelle imprecazioni. Ho capito che accontentarsi significa fottersi e accettare solo la merda. Invece, la vita non è sacrificio: la vita è anche realizzare le proprie ambizioni. Se fosse solo sacrificio... perchè viverla?

venerdì, luglio 17, 2009

Italia 2009 /2

Mi sembra incredibile come, ormai, ci siamo abituati a tutto senza battere ciglio.
Ritoccano l'età pensionabile delle donne. Torniamo al nucleare. Ci dicono che ci sono ancora molte cose oscure sulle stragi del '92-'93, dalle quali nasce la Seconda Repubblica. Torna lo scudo fiscale, ottimo strumento per il riciclaggio di denaro sporco a prezzo modico e gestito dallo Stato, alla faccia delle promesse di Tremonti e dei proclami per regolare la finanza marcia. Sappiamo che il Pil è a -5,2% e che il debito pubblico è alle stelle. Il prezzo della crisi lo pagano solo i lavoratori. I disoccupati aumentano e, a Settembre, un esercito di cassintegrati non vedrà più un euro. Papi non ha mai chiarito nulla sulle escort e, in più, ci ha raccontato decine di balle a riguardo. Le entrate fiscali scendono di 4 miliardi. Il 50% degli italiani, secondo le dichiarazioni dei redditi, guadagna meno di 15 mila euro e la loro palese evasione non verrà mai scoperta. Il Capo dello Stato firma una legge sulla sicurezza mostruosa e si limita a qualche osservazione.
Mi fermo qui, anche se la lista potrebbe continuare.
L'unica morale che si ricava è questa: l'Italia continua ad essere il paese del bengodi per i furbi che lucrano alle spalle dei fessi, ossia i lavoratori a reddito fisso e i (pochi, pare) lavoratori autonomi onesti. Ci sarebbe da urlare. Ci sarebbe terreno fertile per un opposizione tenace e non per un Pd perso ormai nei temi congressuali, nella lotta intestina tra Franceschini, Marino e Bersani e i loro ispiratori non tanto occulti.
Il tutto condito, come dice Travaglio nell'ultimo Passaparola, nella litania del Presidente della Repubblica che invita ad abbassare i toni. Ma come? Ma se siamo in presenza di una pace terrificante da mesi! Il Cavaliere dovrebbe già essere a casa ed invece tutto tace. L'informazione ha la museruola. Si limita a cantarne le lodi. Come se comportarsi civilmente al G8 lo avesse reso uno statista. Già: è nauseante sentir parlare di "successo personale" del premier al G8 de L'Aquila solo perchè non ha provocato imbarazzo internazionale. Non ha fatto battute su Obama, non ha toccato qualche culo o, chessò, scoreggiato. Siamo talmente abituati alle sue stravaganze (eufemismo) che vederlo in atteggiamenti civili ci sembra già un trionfo. Che amarezza.
Intanto, in tv, si parla del caldo.

martedì, luglio 14, 2009

OGGI SCIOPERO


Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana

domenica, luglio 12, 2009

Amiche per l'Abruzzo - Scaletta (seconda parte)

Questa parte è andata in onda in diretta radiofonica.

CARMEN CONSOLI & MARINA REI & PAOLA TURCI - "I MIEI COMPLIMENTI"/"BAMBINI"/"FIORI D'ARANCIO"
NADA & CARMEN CONSOLI & MARINA REI & PAOLA TURCI - "MA CHE FREDDO FA"

Dopo la presentazione delle conduttrici radiofoniche, parte la serata con le 5 madrine:

FIORELLA MANNOIA - "OH CHE SARA'"/ "I TRENI A VAPORE"/"SMISURATA PREGHIERA"/"SALLY"
FIORELLA MANNOIA & LAURA PAUSINI - "E PENSO A TE"
FIORELLA MANNOIA & LAURA PAUSINI & ELISA & CARMEN CONSOLI & GIORGIA - "QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO"
Breve saluto video di ORNELLA VANONI
GIORGIA - "GIRASOLE"/"DI SOLE E D'AZZURRO"
GIORGIA & LAURA PAUSINI - "GOCCE DI MEMORIA"
GIORGIA - "VIVI DAVVERO"/"MARZO"/"PER FARE A MENO DI TE"
GIORGIA & ELISA - " E POI"
ELISA - "STAY"
ELISA & GIANNA NANNINI - "GLI OSTACOLI DEL CUORE"
ELISA - "UNA POESIA ANCHE PER TE"
ELISA & FIORELLA MANNOIA - "EPPURE SENTIRE UN SENSO DI TE"
ELISA & GIORGIA - "HEAVEN OUT OF HELL"
ELISA & LAURA PAUSINI - "RAINBOW"
ELISA & LAURA PAUSINI & IRENE GRANDI - "LUCE"
LAURA PAUSINI - "IO CANTO"/"COME SE NON FOSSE STATO MAI AMORE"/"E RITORNO DA TE"
LAURA PAUSINI & ELISA - "TRA TE E IL MARE"
LAURA PAUSINI - "INVECE NO"
LAURA PAUSINI & GIORGIA - "PRIMAVERA IN ANTICIPO"
LAURA PAUSINI & GIANNA NANNINI - "LA SOLITUDINE"
GIANNA NANNINI - "AMERICA"/"ATTIMO"/"MALEDETTO CIAO"/"BELLO E IMPOSSIBILE"/"FOTOROMANZA"/"MERAVIGLIOSA CREATURA"
GIANNA NANNINI & GIORGIA - "AMANDOTI"/"COME SAPREI"
GIANNA NANNINI & LAURA PAUSINI - "SEI NELL'ANIMA"
GIANNA NANNINI & LAURA PAUSINI & FIORELLA MANNOIA & GIORGIA & ELISA - "DONNA D'ONNA"
FINALE CON TUTTE LE PARTECIPANTI - "IL MIO CANTO LIBERO"

venerdì, luglio 03, 2009

Chi sono gli stranieri?

Credo di aver mantenuto a lungo l'impegno di non parlare di politica. A onor del vero, ho scritto pochissimo, ultimamente. Solo che adesso, pur attraversando la storia Noemi-voli di Stato-D'Addario e affini, è proprio dura. Questa storia della sicurezza ha raggiunto il suo apice ed è difficile non dir nulla.
Sicurezza. Che diamine è? Sicuri da cosa?
Sicuri sul posto di lavoro? Guardiamo l'elenco delle morti bianche e piangiamo.
Sicuri sulle strade? Sui treni? Stiamo ancora uscendo dalla storia tragica di Viareggio, no? Sicuri di cosa? Da cosa? Dal malaffare, dalla criminalità organizzata che si fa Stato e controlla almeno tre regioni di questo sciagurato Paese? Sicuri del diritto, sicuri delle istituzioni? Con due componenti della Corte Costituzionale che dovrebbero decidere di un certo Lodo Alfano e che con Alfano e il premier che lo sta usando ci vanno a mangiare? Sicuri della legge uguale per tutti, mentre colui che ha tecnicamente corrotto Mills non vuole farsi giudicare? Sicuri di un'informazione pilotata, con almeno 6 tg su 7 in mano alla maggioranza? Con un Tg1 a firma di Minzolini che omette e manipola le notizie scomode per il Grande Statista?
No. Il risultato di un tale frastuono sulla sicurezza che ha fatto pensare a un sacco di gente rimbambita dal Biscione e affini di vivere in un teatro di guerra con gente che ti sgozza per strada è questa orribile cosa, questo dl che ha reso reato la clandestinità, ha autorizzato le ronde e messo molti italiani in difficoltà, tipo chi affitta le case o chi concede un lavoro ad un extracomunitario. Questa gente straniera, da oggi, avrà paura di muoversi, di andare dal medico, di registrare una nascita. Già, perchè adesso abbiamo la nostra bella legge razzista. Fascista. Direi non cristiana. Bella storia.
Il dazio alle Lega è stato pagato. Il conto politico agli esponenti del Carroccio, ai loro fazzoletti verdi e alla loro gente (molta) che, fortunatamente, non rappresenta tutti i cittadini del nord. Ad un partito xenofobo, passato dalla caccia al terrone alla caccia allo straniero.
Ed ora sentiamoci più sicuri, in un mondo dove i rumeni che combinano reati sono un infinitesimo di quelli che crepano nei cantieri gestiti da italiani che non spendono un euro in sicurezza. Dove le colf e le badanti di tante signore ingioiellate o di vecchi che non vuole più nessuno di sicuro non sparano. Dove molti imprenditori-evasori urlano quotidianamente all'extracomunitario preso in nero "lavora o te mando a casa tua, diocàn!". A questo punto mi chiedo, considerando il fatto che quello che è passato al Senato è una cosa che mi fa vomitare e che non condivido di una virgola: chi sono gli stranieri? Quelli che ci passano accanto col borsone o questi politici che non dovrebbero, loro, avere cittadinanza da nessuna parte del mondo civile?

venerdì, giugno 26, 2009

Michael Jackson: the King of pop is dead

Per la Fawcett la si attendeva, ma la notizia delle morte di Michael Jackson è stata un pugno nello stomaco per il mondo intero. Inutile dilungarsi su chi era Jacko per la musica, perchè era una popstar planetaria ed un personaggio talmente controverso da lasciare un segno unico e indelebile nella storia dello spettacolo. Chi non ha mai guardato con stupore alle sue movenze da gatto, al suo "moonwalk", ai suoi soldi, alle sue incomprensibili fobie. Insomma, era Michael Jackson, il re del pop. Quello delle mille plastiche facciali e della sindrome di Peter Pan.
Io, negli anni '80, lo adoravo. A volte cercavo di imitarne le mosse. Credo che la sua scomparsa provochi lo stesso sbigottimento di quello che accadde con Elvis, con Lennon, con Sinatra.
Il Re è morto. Viva il Re.


MICHAEL JACKSON (1958 - 2009)

L'Angelo vola via

Addio a Farrah Fawcett, per noi l'indimenticabile Jill Munroe di "Charlie's Angels".

Farrah Fawcett (Ferrah Leni, 1947 - 2009)

giovedì, giugno 25, 2009

Amiche per l'Abruzzo - Scaletta (prima parte)

Come promesso, ecco la prima parte della scaletta di Amiche per l'Abruzzo dello scorso 21 Giugno. Ho scritto personalmente le cose via via che i brani venivano eseguiti a San Siro.

Inizio ore 15.50

ANTONELLA RUGGIERO - "AVE MARIA"

SENIT - "NO MORE"

JO SQUILLO - "SIAMO DONNE"

IRENE FORNACIARI - "SORELLE D'ITALIA"

FIORDALISO & ANNALISA MINETTI - "NON VOGLIO MICA LA LUNA"

ALEXIA - "DIMMI COME"

NICKY NICOLAI & SIMONA MOLINARI & KARIMA - "UN'AVVENTURA"

ARISA - "SINCERITA'"

MARIELLA NAVA & ANDREA MIRO' & ROSSANA CASALE - "SPALLE AL MURO"

MALIKA AYANE - "FEELING BETTER"/"COME FOGLIE"

RETTORE - "KOBRA"/"LAMETTE"

NOEMI - "BRICIOLE"

CHIARA CANZIAN & L'AURA - "NOVEMBRE 96"/"RADIO STAR"/"YOU MAKE ME FEEL (LIKE A NATURAL WOMAN)"

MIETTA - "VATTENE AMORE"/"BACIAMI ADESSO"

MIETTA & IRENE FORNACIARI - "MADRE DOLCISSIMA"

SYRIA - "SEI TU"

ALESSANDRA AMOROSO - "STUPIDA"/"IMMOBILE"

ALICE - "IL CONTATTO"/"PER ELISA"

DOLCENERA - "MAI PIU' NOI DUE"/"COM'E' STRAORDINARIA LA VITA"/"IL MIO AMORE UNICO"

ANNA OXA - "PROCESSO A ME STESSA"/"TI LASCERO'/"IMAGINE"

IVANA SPAGNA - "EASY LADY"/"CALL ME"

PAOLA & CHIARA -" "VAMOS A BAILAR"/"FESTIVAL"/"FINO ALLA FINE"/"VIVA EL AMOR"

GIUSY FERRERI - "IN ASSENZA"/"LA SCALA"/"STAI FERMO LI'"

IRENE GRANDI - "PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO"

IRENE GRANDI & SYRIA & DOLCENERA & NOEMI - "LA TUA RAGAZZA SEMPRE"/”BLOWIN’ IN THE WIND”

IRENE GRANDI - "BUM BUM"

FINE PRIMA PARTE (quella non in diretta radiofonica)

lunedì, giugno 22, 2009

Le "Amiche" a San Siro

Sono tornato or ora dalla mia trasferta a Milano per andare a vedere a San Siro "Amiche per l'Abruzzo". E' stato uno spettacolo grandioso, direi quasi "epocale" per come si siano potute ascoltare tante cantanti italiane tutte in un solo pomeriggio e sera. Indubbiamente, la parte del leone l'hanno fatta le cinque madrine, ossia Laura Pausini, Giorgia, Fiorella Mannoia, Elisa e Gianna Nannini. Ma, sebbene penalizzate, anche tutte le altre hanno fatto la loro figura. Dalla tribuna stampa dov'ero ho cercato di raggiungere il backstage in diverse occasioni, ma la zona era veramente off-limits. A parte gli "eletti", nessun paparazzo o inviato ha potuto raggiungere una cantante, il che mi è dispiaciuto ma non mi ha rovinato lo spettacolo. Brave, tutte. Unica pecca, l'acustica. Orribile: un suono troppo alto, distorto e, in certi momenti, insopportabile. Ma, pur di averne ancora di appuntamenti così, ben venga anche un suono imperfetto.
Vorrei inserire presto la scaletta della kermesse, iniziata alla 15.50 e conclusasi intorno alla mezzanotte. Stay tuned.

venerdì, maggio 29, 2009

Mi sono rotto le palle

Ormai non passa giorno, da quando sono state lette le motivazioni della sentenza Mills, che il nostro Grande Statista non attacchi violentemente la magistratura. Oggi, in Abruzzo:
"Quando con delle sentenze basate sul ribaltamento realtà si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal popolo per governare, questa si chiama con una parola sola: volontà eversiva e eversione".
L'altro giorno, cose simili sono state dette in Confartigianato. Insomma, continua la tiritera di lui perseguitato dai giudici cattivi e rossi che vogliono sovvertire la volontà popolare. Come se il voto graziasse, mondasse, pulisse da qualsiasi macchia. All'estero ormai sono sbalorditi da tanta sfacciattagine. Lo dice il "Financial Times", non proprio un giornale di bolscevichi. Lo dicono molte altre testate. Lo dicono miei conoscenti che vivono all'estero, quasi costretti ormai ad imitare un accento diverso da quello italiano. Francamente, a prescindere dal fatto che si chiami Silvio Berlusconi, io mi sento imbarazzato dall'avere un Presidente del Consiglio che da quindici anni si adopera per sfuggire a qualsiasi giudizio, che pilota il Parlamento sulle sue emergenze personali, che è vergognosamente difeso da un gruppo di adulatori disposti a tutto per lui. Mi sono rotto le palle di sentir discutere di lui e sempre di lui, mentre questa nazione avrebbe tanto bisogno di politiche economiche, sociali e civile serie. Mi sono rotto le palle degli annunci, delle frasi demagogiche, dello scivolare lento verso la xenofobia e l'intolleranza, dell'attenzione verso ogni paranoia clericale. Mi sono rotto le palle di sentir parlare di ronde, di nucleare, di Noemi, di sicurezza, dei rifiuti di Napoli rimossi e delle (fumose) promesse ai poveri abruzzesi. In pratica, mi sono rotto le palle di essere italiano. Ho rinunciato a lottare contro il 75% di persone che tifano per lui. Ho accettato di rimanere qui e starmene più zitto possibile. Perchè, però, devo continuare ad assistere a questa epopea? Che palle!

giovedì, maggio 21, 2009

Il ringhio del (sedicente) padrone

Sulle parole di Berlusconi oggi in Confindustria

"I giudici hanno deciso il contrario della verità, perchè sono estremisti di sinistra. E' come se Mourinho (l'allenatore dell'Inter) arbitrasse Milan-Inter" . ( O come se il proprietario di Mediaset decidesse le nomine in Rai ).

"Ho le spalle larghe, più mi picchiano più mi rinforzano ma un cittadino normale con questa situazione paga un prezzo troppo alto" ( rieccoci col populismo. E poi, più ti picchiano, più ti proteggi. )

"Avete un governo che per la prima volta è retto da un imprenditore e da una squadra di ministri che sembrano membri di un Cda per la loro efficienza" ( dipende da quale CdA prendi esempio. Telecom? Alitalia?)

"Il Presidente del Consiglio non ha nessun potere perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al Parlamento e non al premier". ( ovvio. Altrimenti ci tenevamo il re, che ci costava meno ).

"Quando si votano centinaia di emendamenti nessuno sa che cosa si stia votando. Come si vota? si guarda il capogruppo che indica con il pollice se si vota così. Diranno che offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà". ( infatti. Andate tutti a casa. )

Presidente, lei non è un sovrano. Lo accetti. Presiède il consiglio dei ministri. Ha questo incarico. Punto. Non può pretendere di fare le stesse cose che faceva in Publitalia o in Fininvest. Possibile che nessuno glielo dica? L'Italia non è sua. Anche se il 75% del popolo è con lei (si dice). Non c'entra nulla. Lei non è comunque il padrone. A noi, il 25%, del consenso che ha non importa un fico secco. Se non lo capisce, si cerchi un altro mestiere, visto che dice che le costa tanto fare questo.

P.S. - Al di là di tutto, vedere un capo del governo che, pur di non farsi processare, pur di non rispondere alle domande che gli vengono poste, è disposto a disintegrare una nazione, è una cosa di una tristezza infinita. "Un uomo che sta male" - diceva Veronica Lario. Ha tentato di avvertirci. Inutilmente, pare.

lunedì, maggio 18, 2009

I voti della Lega

Non è che lo si scopra oggi che abbiamo gli stipendi tra i più bassi d'Europa. Fa un po' male vederselo sbattere in faccia dall'Ocse. E ancora peggio sentire Sacconi che pontifica dicendo di legare i salari agli utili delle imprese, considerando il nero che viene prodotto in questo paese. Siamo proprio una nazione strana, dove le aziende chiedono continuamente sgravi ed aiuti e dove i lavoratori dipendenti sono continuamente presi a mazzate con aumenti ridicoli. Se poi consideriamo che abbiamo un numero spropositato di rappresentanti sindacali c'è da chiedersi a che servano.
Intanto, il ministro La Russa dichiara guerra all'Onu, aggredendo verbalmente una sua rappresentate italiana, e gli fa il coro l'ineffabile Gasparri. Il tutto condito in salsa leghista: siamo proprio in campagna elettorale (ma quando mai non c'è, da noi?). Certo che c'è da rimanere sbigottiti ad osservare la parabola della Lega: dalla guerra ai terroni, è passata da anni alla battaglia contro gli stranieri e, specie in questi giorni, deve mostrare al proprio elettorato di avercelo ancora duro. Già. D'altra parte, in tanti anni di esercizio di potere romano, che cos'ha portato di veramente sensato al Nord il partito di Bossi? Zero. Solo slogan di stile xenofobo. I soldi sono andati a Catania e a Roma. Dopo tutto il casino Alitalia, Malpensa è stata fatta fuori. L'Expo è fermo. L'Ici, unica tassa federale, non c'è più e i comuni del Nord non hanno più un quattrino. E allora Bobo Maroni non può far altro che prendersela con gli ultimi, con gli immigrati, con i senzatetto, con i rom e via dicendo. Impronte digitali, respingimento dei barconi senza valutare gli obblighi d'asilo, reato di clandestinità e pacchetto sicurezza che ricalca essenzialmente il solito "paròni a casa nostra, zio càn!" e nel quale è assente qualsiasi idea di integrazione ma ben presenti l'intolleranza e la repressione. Ora, è chiaro che non si può cavalcare l'altrettanto sbagliata idea dell'accoglienza senza regole e senza limiti. Ma non è ponendo gli stranieri in posizione di ricattabilità che si risolvono le cose. La politica deve governare i problemi e non incarnare le peggiori pulsioni dei cittadini. E, purtroppo, la Lega queste pulsioni le incarna proprio bene. Va anche oltre. Fa la faccia arrabbiata fingendo di non sapere che i suoi tanti elettori, al Nord, spesso hanno delle aziendine (con molto nero) nelle quali lavorano decine di immigrati non regolari, sottopagati e minacciati. Elettori alla quale l'unica sicurezza che interessa è quella di gonfiarsi le tasche sulla pelle degli altri. Che l'Italia passi all'estero per una nazione razzista solo per aumentare i voti di Bossi, Maroni, Castelli e Calderoli non è uno scambio equo. Specie per il Nord.

mercoledì, maggio 06, 2009

Domani 21/04.2009

E' un piccolo miracolo, quello di Mauro Pagani. Non era mai successa, una cosa del genere: riunire 56 artisti italiani - praticamente tutto il meglio della musica di casa nostra - superando ogni tipo di ostacolo di manager e case discografiche. Qualche assente di certo c'è, qualcuno non poteva e qualcuno ha dovuto rinunciare, ma quest'operazione ricorda Banda Aid o USA for Africa.
Parliamo, naturalmente, del singolo in uscita l'8 maggio nei negozi e per il download che si chiama "Domani 21/04.2009" e inciso da un super gruppo che si chiama Artisti Uniti per l'Abruzzo. L'elenco dei componenti è emozionante:

Afterhours
Alioscia
Al Bano
Antonella Ruggiero
Antonello Venditti
Baustelle
Bluvertigo
Caparezza
Carmen Consoli
Caterina Caselli
Cesare Cremonini
Claudio Baglioni
Dolcenera
Elio e le storie tese
Elisa
Enrico Ruggeri
Eugenio Finardi
Fabri Fibra
Francesco Renga
Franco Battiato
Frankie Hi-Nrg
Gianluca Grignani
Gianna Nannini
Gianni Maroccolo
Gianni Morandi
Giorgia
Giuliano Palma
Giusy Ferreri
J-Ax
Jovanotti
Ivano Fossati
Laura Pausini
Ligabue
Luca Carboni
Malika Ayane
Mango
Mario Venuti
Marracash
Massimo Ranieri
Mauro Pagani
Max Pezzali
Morgan
Negramaro
Negrita
Nek
Niccolò Agliardi
Niccolò Fabi
Pacifico
Piero Pelù
Roberto Vecchioni
Ron
Roy Paci
Samuele Bersani
Sud Sound System
Tiziano Ferro
Tricarico
Zucchero

E' un disco che va comprato. Originale. Ne val la pena, perchè questo disco è un evento e, statene certi, tra pochi anni sarà introvabile e sarà considerato un oggetto da collezione.

La Verità di papi

Basterebbe il titolo sparato da Libero qualche giorno fa per dirla lunga su quello che toccherà a Miriam Bartolini alias Veronica Lario nei prossimi mesi. Non bastavano le foto d'archivio della signora a seno nudo. Il titolo era proprio al vetriolo: "Veronica velina ingrata". Che, tradotto, significa più o meno "come osi, donna, rivendicare la tua dignità dal momento che, provenendo dallo stesso club di signorine abili a mostrare le proprie virù, hai avuto la fortuna di maritare un uomo eccezionale che ti ha resa ricchissima? Dovresti baciare i suoi piedi ogni giorno". In questo titolo si legge tutta la filosofia che regge l'impero berlusconiano: eterna lode al capo, nessun dissenso e inamovibile gratitudine da produrre. A dispetto di ogni pensiero libero e di ogni orgoglio personale. Se fuoriesci dal giro, sei passabile di ogni flagellazione.
Se fossi in rotta con mia moglie non dimenticherei che è anche madre dei miei figli e, vedendola trattata così da un giornale del quale sono editore, scaraventerei il direttore fuori dalla finestra. Il fatto che il brutale Feltri sia ancora lì è sintomo che, sotto sotto, il Grande Statista approva.
La disinformazione si sta prodigando in queste ora a sotterrare lo scandalo, facendolo passare per il solito complotto della sinistra. Come se la signora Veronica non avesse un cervello e prendesse istruzioni da "Repubblica". Come se non conoscesse a fondo l'uomo con il quale sta da quasi trent'anni.
Quando la Lario dice che "va con le minorenni" ed è un "uomo che sta male", un Paese serio si porrebbe degli interrogativi sulla salute mentale del suo leader e sulla sua moralità. Invece i Tg danno la notizia riducendola ai minimi termini e ieri sera, il gran ciambellano Bruno Vespa ha aperto tutte le sue porte al Cavaliere, lasciando che per due ore Egli dicesse tutto quello che voleva, spiegando la sua Verità e pretendendo le scuse dalla moglie.
Tutta una montatura: le ipotesi di veline in lista sono state una montatura. Non ci sono, dice. Salvo che ci sarebbero state di certo, senza il caso-Lario.
Una montatura anche la vicenda di una storia con Noemi, la neo diciottenne da lui festeggiata a Napoli. Peccato che la bimba abbia detto di aver avuto altri incontri con "papi". E peccato che è inverosimile che Veronica abbia scatenato un tale putiferio solo per questa faccenda. C'è sotto dell'altro, è chiaro. C'è tutta la disperazione di una donna che non sopporta più i tradimenti del marito - magari non con Noemi - e il suo comportamento imbarazzante.
Ora, io non credo alla teoria dei fotomontaggi. Berlusconi ha ragione quando dice che basta chiedere al personale del ristorante per avere conferma della sua presenza. La storia delle foto ritoccate con Photshop regge poco ed è una burla del web.
Ma, in contemporanea, non credo nemmeno alle spiegazioni di Berlusconi: come si può credere ad un uomo che ha fatto delle bugie la sua professione. Come credere ad un imbonitore, ad un mistificatore, al principe delle balle?
Se Veronica Lario ha fatto quel che ha fatto, c'è dell'altro di sicuro. Difficilmente sapremo cosa, ma c'è. Fosse solo il disgusto per il comportamento di un ultasettantenne che non vuole invecchiare e non perde occasione per fare il cascamorto con le donne, generando episodi imbarazzanti, l'ultimo dei quali è quello del "posso palpare la signora?" ad un'assessore trentino durante una visita alle zone terremotate.
Fatto privato, si dice. Solo che è giusto che sia pubblico, quando riguarda un Presidente del Consiglio, la sua capacità di intendere e di volere e la condotta che dovrebbe tenere per il ruolo che occupa. Ed è già pubblica la vicenda di un uomo che ha fatto della sua storia personale ("una storia italiana", fotoromanzo a colori, lo ricordate?) il cardine del suo successo. Come è pubblica la sua risposta alla moglie dal salotto di "Porta a porta", dove nessuno ha potuto replicare o chiedere qualcosa in più. L'Imperatore ha avuto il suo spazio per spargere il Verbo, costretto anche da un fatto nuovo: l'attacco di "Avvenire", benedetto da Bagnasco. Per certe cose, la Chiesa non può fare finta di niente.

sabato, aprile 25, 2009

25 Aprile 2009

25 Aprile. Partigiani e repubblichini. Ogni volta si tira fuori questa storia. Equivalenti? No. C'è un giusto e uno sbagliato e, specie in questi tempi, non vanno confusi.

Ma Che Bella Giornata Di Sole (A. Venditti, 1988)
Ma che bella giornata di sole
Quanta gente per le strade nuove
Quanti treni alla stazione
Ma per tornare a casa
E la chiamano liberazione
Questa giornata senza morti
Questo profumo di limoni
Dalle finestre aperte
E mio padre vivrà
Solo il sogno di questa terra
Perché quello che ha è ancora guerra.
E mia madre amerà questo sogno di prigioniero
Perché quello che avrà è il mondo intero.
E' una barca che naviga sulle onde del mare
Questo giorno di libertà
Tu non lasciarlo andare.
Questa terra sarà oggi e sempre nelle tue mani
Questo mondo vivrà nelle tue mani.
Oh, oh, oh… Ma che bella giornata di sole
Questa giornata senza morti
Questo profumo di limoni
Giù per le strade.

giovedì, aprile 23, 2009

In questa sarabanda di donazioni per l'Abruzzo

La solidarietà, purtroppo, ce la diamo sempre tra noi poveracci. Le carogne ci campano.

lunedì, aprile 20, 2009

Beccucci e il riscatto dei "vecchietti"

Ho accuratamente evitato di scrivere, in questi giorni. La vicenda "terremoto in Abruzzo" avrebbe offerto un sacco di spunti, passando anche per la vicenda Annozero e Vauro. Ma mi voglio occupare di argomenti più leggeri. Tipo X-Factor.
Sono molto contento per la vittoria di Matteo Beccucci, trionfatore della seconda edizione del talent-show targato Raidue. Sebbene i Bastards sons of Dioniso siano molto più innovativi, la vittoria del bel canto del toscano rappresenta il riscatto di noi quarantenni o poco meno. A 38 anni suonati, Matteo è riuscito a portare a casa il primo posto, chiudendo (forse) con la sua vita da impiegato. E questo è un bel segnale. Ho tifato Matteo per questioni anagrafiche: è mio coetaneo, conosce la musica e tiene famiglia. Da impiegato a star. Che bella cosa. Come si dice, in questi casi? Non è mai troppo tardi.

lunedì, aprile 06, 2009

Terremoto in Abruzzo

Nessuna polemica. Oggi si deve tacere perchè è un gran brutto giorno per il nostro Paese.
Un abbraccio forte agli abruzzesi. Con un nodo in gola.

sabato, aprile 04, 2009

L'inarrivabile

Nemmeno nelle nostre fantasie più estreme potremmo inventarci una tale combinazione di figuracce.

Dal Corriere:

Al vertice Nato una telefonata ha costretto Silvio Berlusconi a saltare la parte iniziale della cerimonia lungo il ponte pedonale di Kehl, sul Reno. Il presidente del Consiglio è arrivato in auto davanti al tappeto rosso su cui Angela Merkel attendeva i leader dei 28 Paesi alleati. Ma, appena sceso, ha mostrato al cancelliere tedesco che era al telefonino e ha ruotato l'indice per spiegare che avrebbe tardato. Berlusconi ha saltato anche il minuto di silenzio per i caduti nelle missioni Nato e si è unito agli altri leader solo una ventina di minuti dopo, sulla sponda francese del Reno da dove i leader sono partiti in pullman per Strasburgo. Le telecamere lo hanno inquadrato mentre si spiegava con la Merkel e con alcuni altri leade (Reuters)


venerdì, aprile 03, 2009

Silvietto la peste

In molti dicono che è un modo per rompere i rigidi protocolli, spesso pallosi. In molti dicono che è così che si deve fare. Pacche sulle spalle, abbracci, foto ricordo col pollice in su. Sorrisi e barzellette.
Però vorrei sentire cosa dicono di lui, quando mormorano in privato, Sarkozy, la Merkel, Lula, Brown o chiunque altro. Cosa pensano veramente del guascone, dell'irriverente, del simpatico Silvio Berlusconi.
Come si può essere considerati seri, noi italiani, quando siamo rappresentati da uno così? Quando il nostro premier urla come se fosse al mercato per farsi notare da Obama, per far presente che c'è anche lui? Quando deve essere ripreso da una inorridita Elisabetta II che, col tono da vecchia professoressa, sgrida il monellaccio che non rispetta il bon-ton?
E' incredibile come, con una continuità che lascia basiti, il Cavaliere non manchi mai, mai, mai il suo personale appuntamento con una figura barbina ogni volta che si presenta sulla scena internazionale. Qui nessuno osa contraddirlo e lo lasciamo fare, tanto siamo desolati e impotenti. Ma fuori, come diavolo lo giudicano? Come diavolo ci giudicano?


domenica, marzo 29, 2009

Nasce il Pdl


Oggi è arrivata la glorificazione finale. Tutto un partito stretto al leader carismatico e indiscutibile. Gli unici distinguo dalla linea arrivano da Fini, ma sono poca roba, visto che ormai non ha neppure un suo partito. An è stata fagocitata da Forza Italia che, per digerirla, è diventata il Pdl. Ed ora nulla più è d'ostacolo al cambiamento della Costituzione (D'Alema, incapace di imparare dagli errori del passato, si è già detto disponibile), ai poteri forti al primo ministro e, in futuro, al super-presidente della Repubblica. Il piano è giunto in porto: ora sarà tutto un gioco da ragazzi. E' pronto il partito dalla maggioranza schiacciante. Più della Democrazia Cristiana.
Chi non si riconosce in Silvio si rassegni a rimanere all'opposizione a mangiarsi il fegato per un tempo indefinito.
Fonte foto: Corriere

giovedì, marzo 26, 2009

Come Dio comanda

Fatterelli di questi giorni. Il Cavaliere è ormai al top della forma, pronto all'investitura di sovrano assoluto con il congresso che sancisce lo scioglimento (evaporazione?) di An dentro il Pdl. Berlusconi sta organizzando tutto:le siglette, gli interventi, le nomine, il catering. Comanda lui, senza se e senza ma. Silvio pascià, lo sfotteva Travaglio.
Sarà questo clima, ma il Grande Statista si fa vedere molto in giro, va in treno ad Alta Velocità e parla, parla, parla. Il decreto casa non si fa. Non si allargano i centri, solo le villette. Anzi no. Il decreto lo vuole. Tentano di affossarlo in tanti, ma il sovrano non desiste. Tutto 'sto casino per allargare Villa Certosa, probabilmente.
Qualche sparata: bisogna lavorare di più. Poi rettifica: intendevo chi ha un lavoro, deve lavorare di più. Chi perde il lavoro si dia da fare, non stia con le mani in mano. Consiglio da buon padre di famiglia, solo che se hai appena perso il lavoro, sentire qualcuno che dice di muovere il culo te le fa girare.
Il Parlamento? Dovrebbero votare solo i capigruppo. Infatti "adesso in Parlamento si è lì con due dita ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non si conosce nulla. Quando ho fatto il paradosso del capogruppo che vota per tutti era per dire che gli altri sono veramente lì non per partecipare, ma per fare numero". Fare numero. Ha ragione, davvero. E' un numero costoso, per i contribuenti onesti. Ma potrei dirlo io, non lui che è dentro le istituzioni.
A Fini girano: "non irridere il Parlamento", dice. E lui: "cado dalle nuvole". Cabaret. Non pago, ne ha pure per Obama: "io sono più pallido anche perchè è tanto che non vado al sole. Lui è più bello, giovane e più alto". Lo dice simpaticamente, ovvio. Ma il riferimento alla pelle di mr.Barack sembra un'ossessione, per il nostro.
Insomma, è insuperabile. Prende tutto per scherzo. Si fa serio solo quando deve relazionarsi con la Chiesa. Allora lì, poche giuggiole. Il Parlamento ci sta confezionando una leggina niente male. Tranquilli, non moriremo più. Sarà vietato. Alimentazione ed idratazione forzate, mica come la Englaro.
Nel resto del mondo, quando parlano il Papa o Bagnasco, si limitano ad una noticina e ad una scrollata di spalle. Un po' come si fa con dei vecchi nonni che ti ricordano sempre di uscire con il maglione di lana per non buscarsi un malanno. E noi usciamo come ci pare. Qui no. Qui si rimane a bocca aperta ad ascoltare cotale saggezza e si corre a provvedere ai desiderata. "Fare presto", comanda Bagnasco. Eccola qui, eminenza. Le piace? Mai più casi Englaro. Ora, tutti in vita, fossero anche ridotti ad un fagottino tiepido. Come Dio comanda.
Siamo davvero convinti che il classico luogo comune "bisogna restare in Italia per combattere per i diritti e cambiare il nostro Paese" sia un concetto intelligente? Non sarebbe meglio andarsene?
P.S. - Ieri, a "Che tempo che fa", Roberto Saviano mi ha regalato una serata meravigliosa. Grazie.

martedì, marzo 24, 2009

L'ultima fortezza papale

Francia, Germania e altri paesi possono criticare il Papa per la frase sul preservativo, gaffe pesantuccia in un paese come l'Africa, dove la piaga dell'Aids è una delle maggiori cause di morte. Dall'alto del suo intelletto, Benedetto XVI ha fatto un'altra delle sue uscite che, pur se contestualizzate in un nobile discorso, in pratica non favoriscono la diffusione del condom. Le repliche piccate, le critiche aspre e le prese in giro da parte di mezzo mondo non sono piaciute alle gerarchie vaticane che, dalla tonante voce di monsignor Bagnasco, chiedono di piantarla con l'irrisione al Santo Padre. Risultato: la Francia ribadisce le sue critiche e così faranno tutti gli altri. Tutti tranne l'Italia, ovviamente. Qui, di criticare un pontefice non se ne parla. Anzi. Ci si erige a difensori dell'autorità. Facciamo due più due, come dice anche Rodotà su Repubblica: in generale, la Chiesa cattolica non se la passa tanto bene. Ratzinger non gode di molti fans, nel mondo. Così, rendendosi conto che la sua espansione planetaria è, quanto meno, rimandata, ecco che il Vaticano si chiude a riccio e decide di governare l'unico paesello che ancora si prostra ai suoi piedi: l'Italia. "Subito la legge sul testamento biologico", comandano i prelati. E il Parlamento, ovviamente, obbedirà. Siamo l'ultima fortezza papale. Tutte le sue attenzioni, ormai, riguardano noi. Dalla scuola, al fine vita, alla ricerca, alla scienza, alla sessualità. Saremo sempre sotto osservazione e costantemente giudicati. Se il Papa non ha altri territori, si prenderà il nostro. Una piccola teocrazia occidentale.

giovedì, marzo 12, 2009

Quindi non si risolve.

Tassa sui ricchi. Il catto-comunista Franceschini fa una proposta di sinistra e deve sorbirsi la filippica del komunista Ferrero. Eppure è sensata. Ma il Grande Statista dice niet, perchè "va contro le regole dell'economia" e "non è che con l'elemosina si risolvono i problemi". Esatto. E quindi non si risolvono, no? E la gente chiederà l'elemosina.
E allora perchè non prendiamo qualcosina (appena appena) dei 250 miliardi annui di evasione fiscale?

domenica, marzo 08, 2009

Mattone libero (o il bello del mattone)

Via ai vincoli per le costruzioni edilizie. Via ai lacciuoli burocratici. Chi vuole ingrandirsi la villa lo potrà fare senza grossi problemi. Veneto e Sardegna (inizia l'effetto-Billionaire orchestrato via Cappellacci) in prima fila come Regioni pronte ad allentare la presa. Il Grande Statista, già Grande Palazzinaro, lo ha affermato: sarà più facile aumentare il volume della "villa esistente". Probabilmente è convinto che la maggioranza dei sudditi viva in villone. Mah. Insomma, buone notizie per i costruttori. Un po' meno per l'ambiente e gli amanti delle regole.
Ogni giorno ci si disfa di un pezzo di legalità. Ora tocca al mattone. Sta già toccando la caccia, che si potrà fare nei parchi e in barba alle specie protette. Che la cura della natura non uscisse dai giardini pregni di cactus del premier era cosa risaputa.
Sto elaborando una teoria, tra le tante, che spieghi il trionfo del Cavaliere e la sua essenza. Quando sarà finita ve la racconterò. In linea coi tempi, sono ottimista riguardo al fatto di venirne a capo.

UPDATE: Oggi, a "In mezz'ora", Franceschini dice:
"Ieri il presidente del Consiglio ha detto che chi ha una villa potrà aggiungere uno o due stanze, dando il senso di come lui immagina vivano gli italiani. Gli italiani vivono al secondo, al terzo piano di un condominio, in case bellissime nel centro storico. Vorrei che spiegasse loro dove lo ampliano questo 20 per cento. Sul pianerottolo? Nell'ingresso?".
"Il rischio cementificazione è pericolosissimo soprattutto in Italia, perché nella globalizzazione ogni Paese deve investire in quello che ha e ciò che ci rende unici è l'Italia stessa, il paesaggio, il centro storico. Rovinare il nostro territorio è come se un Paese arabo bruciasse il petrolio. Non possiamo rovinare ciò che ci rende unici".

Bravo, Dario! Finalmente un leader dell'opposizione che fa l'opposizione e attacca! Una luce, fioca magari, si è riaccesa...
Ancora una volta ringraziamo Walter di essersi tolto dalle... scatole.

venerdì, marzo 06, 2009

Il dispensatore di ottimismo

Anche oggi ha conquistato la prima pagina. Ultimamente, tolta la storiella con Sarkozy (donna/Sorbona, per intenderci), si era leggermente defilato. Ma ora, dopo la riunione del Cipe, "il migliore del mondo" (lo disse, no?) ci viene a raccontare che siamo pessimisti, esagerati, tendenti al tragico.
E suvvia, un po' di allegria. Un po' di gioia. E chi più di lui può essere dispensatore di ottimismo?
Secondo il Cavalier-pensiero è tutta colpa dei media. Lo dice, netto:
 
"Considero dannoso che i media continuino a presentare la crisi come qualcosa di definitivo e tragico. E' una crisi pesante ma l'aggettivo tragico è esagerato". (a dir la verità non mi sembra che in tv ci si strappi i capelli. Meno di così, cosa proporre? Una gara di rutti?)
 
"Nessuno in Europa ha fatto più di noi come misure anti-crisi. Se ci sono cifre più imponenti è perché sono state destinate a salvataggi di banche" (quando dice "nessuno  più di noi" intende "nessuno più di me". E' ovvio: lui è il migliore del mondo. Vincerebbe facilmente anche la gara di rutti)
 
E la Rai? "E' l'unica tv di Stato che attacca il governo in carica". (questa è bella, considerando come si muovono Riotta e Mazza, che manco parlano di Mills. E poi, in teoria, una tv di stato, pagata dal canone, non dovrebbe essere filogovernativa per definizione. Dovrebbe essere libera. Altrimenti si parla di tv di regime. Semmai è Mediaset che possiede delle tv private che parlano sempre e solo a favore del padrone e che attaccano qualsiasi governo dove lui non comandi. O qualsiasi opposizione dove lui non ci stia).
 
Questa è l'idea di libertà che possiede il migliore del mondo, il più grande editore della storia. La Rai mi decanti. E Mediaset è mia. Chiunque potrebbe capire che l'informazione, messa così, fa ridere. Chiunque che non sia nella maggioranza degli italiani.
Ma torniamo al tema: la crisi, per l'Uomo del Destino, è sopravvalutata. Prendiamo atto della sua visione. Specie quando molti inizieranno a saltare il pasto. Con ottimismo, si intende. E intanto si versano altri 1,3 miliardi per le infrastrutture, si va avanti con il Ponte sullo Stretto: 6 miliardi di stanziamento da parte del Cipe (cifretta che per i precari non c'è). In totale spenderemo 17,8 miliardi per opere destinate ad aumentare il Pil. In una smania di concorrenza col mondo. Il ballo sul Titanic.
Or ora Obama, vedendo i numeri della disoccupazione Usa (651 mila posti fumati a Febbraio), dice "dati spaventosi". Il consigliere econimico Romer afferma che "non è possibile trovarci qualcosa di buono in nessun modo". Poveretti. Pessimisti, tragici. Quanto ce lo invidiano, gli americani, il migliore del mondo, colui che regala sorrisi e ottimismo.

giovedì, marzo 05, 2009

I soldi sono finiti, bellezza

Lo stanno ammettendo, che siamo nella merda. Tremonti ha da poco dichiarato che il 2009 sarà un anno tremendo, peggio del 2008. Finiti i giorni in cui si affermava che la crisi non avrebbe colpito l'economia reale e che in Italia eravamo in una botte di ferro. Il guaio è che in Italia si stava già maluccio e, adesso, stiamo entrando nel girone infernale. Chi non conosce, ormai, almeno una persona che ha perso o sta perdendo il lavoro? Sono migliaia. Ogni giorno è un bollettino di guerra. I precari stanno messi peggio. Ma anche i cassintegrati non reggeranno a lungo, perchè a Settembre il loro status finirà e si ritroveranno poveri in canna. E' un esercito di gente che, ora, non si deve limitare a tirare la cinghia. La cinghia è rotta: si è alla fame. La miseria. E lo ammettono, finalmente. Un punto a Franceschini e alla prima cosa interessante che ha fatto il Pd, finalmente libero da una croce come l'incerto e pacato Walter: proporre un salario minimo a chi non ha garanzie, leggi i precari, gli "schiavi moderni". Niet dal governo, ma almeno il niet lo hanno dovuto dire loro. Hanno fatto due calcoli: garantire almeno 600 euro per circa un milione (ma saranno di più) di precari rigettati dal sistema fino alla fine dell'anno costerebbe 5-6 miliardi. Troppo, per le casse dello Stato. Quindi non si fa. In altre parole, dicono, sono cazzi dei precari.
Questa è l'Italia del 2009. In Europa stanno cercando di venire a capo di questa crisi e qui i telegiornali sono ormai veline governative. Si disserta di nucleare, di intercettazioni, di legge elettorale. E il popolo? Mangi le brioches.
Non ci sono i soldi per i precari e, intanto, i nostri rappresentanti si ritrovano i costi del ristorante diminuiti. E'una beffa, no?
Sarà dura far convivere questi sofferenti con politici strapagati e con altro popolo che evade e gira con il Suv, no? Recuperassimo una minima parte dei 250 miliardi di euro (un quinto del Pil) dell'evasione fiscale e questo paese risorgerebbe. Padoa Schioppa ci provò ma venne crocifisso sulla triste frase "le tasse sono meravigliose".
I soldi sono finiti, bellezza. L'Italia non può più starsene così. O qualcuno si decide a metterla veramente a posto o possiamo chiudere baracca e burattini. Intanto, il peggio sta arrivando.

venerdì, febbraio 27, 2009

Ritorno all'atomo

Sul nucleare non voglio essere contrario "a prescindere". Non voglio fare l'ecologista o il terrorizzato dall'atomo. Nemmeno voglio fare il nimby di turno. Insomma, voglio pensare senza preconcetti.E allora, mi chiedo:
1) è un investimento sensato, furbo, lungimirante? No, perchè non risolve il problema energetico. Quattro centrali possono solo coprire un fabbisogno minimo e costano un sacco di quattrini;
2) stiamo seguendo il mondo? No, perchè tutti guardano, Obama in primis, alle fonti rinnovabili, alle energie pulite e alternative e, nel contempo, ad una razionalizzazione dei nostri consumi e dei nostri famelici stili di vita;
3) e il referendum del 1987 dove lo mettiamo? D'accordo, era sulla scia emotiva di Chernobyl, ma era pur sempre espressione della volontà popolare. Quindi, se i politici se ne sbattono, come se non ci fosse mai stato, commettono un abuso contro gli italiani. E visto che si riempiono sempre la bocca circa "la volontà del popolo", siano coerenti. oppure dicano che la volontà del popolo non conta e molti di noi potrebbero sentirsi autorizzati a considerare insignificanti anche le tornate elettorali.

domenica, febbraio 22, 2009

Sanremo 2009 - Serata finale

E' finita. E' finito il 59mo festival della canzone italiana con una serata dove la musica è stata solo espediente: alle 22.32 avevano già cantato tutti i finalisti. Sul palco abbiamo visto le ultime piroette di Paolo Bonolis e di Luca Laurenti. Abbiamo visto Vincent Cassel ed una straordinaria Annie Lennox. Abbiamo avuto l'ultimo modello, David Gandy, il premio alla memoria di Reitano, la comparsata di tal Ania vincitrice di Sanremoweb con un brano tremendo. Abbiamo visto all'Ariston un'emozionatissima Maria De Filippi che, in tal occasione, si è rivelata completamente fuori luogo e inutile. Abbiamo, insomma, assistito alla chiusura di questo evento.
Già. Compreso, ovviamente, il televoto. Televoto. Maledetto televoto che porta sul podio Carta, Povia e Da Vinci. L'avevo detto. Era chiaro che le cose puzzavano. Il recupero di Sal e i voti concentrati su di lui. La pubblicità che Povia si è fatto in queste settimane. La presenza della De Filippi che implicava il suo ragazzino almeno tra i primi tre. Gli è andata meglio. Vince Marco Carta con "La forza mia", brano che funzionerà qualche settimana e che poi ci scorderemo. D'altra parte, come tutte le canzoni di Sanremo. Cala il sipario.

sabato, febbraio 21, 2009

Sanremo 2009 - Quarta serata

C'è stato pure il nudo fuori programma durante l'intervista a Hugh Hefner (e conigliette) di Playboy con la comparsa sul palco della pornostar Laura Perego. Unico imprevisto di una serata che si è svolta con precisione e maestria, guidata dall'ormai rodato Bonolis e dal sempre utile Laurenti (impagabile la gag del suo abbandono indignato). Con loro, sul palco, le tre playmate italiane e lo spigliatissimo Ivan Olita, modello che sembra già un conduttore navigato.
L'apertura è da brivido, con la soprano Dimitra Theodossiou. Le canzoni della categoria Artisti corrono grazie alla "rivisitazione": sul palco passano Gianni Morandi, Francesco Benigno, Syria, la soprano Daniela Dessi, Teo Teocoli, Massimiliano Varrese, Michele Placido. Fabrizio Moro, i Tazenda, Gigi D'Alessio, la BMB Marching Band. Ciascuno ad affiancare un artista nell'esibizione. Meno brividi che nella terza serata, ma tutto positivo. C'è pure il momento, tanto caro a Bonolis, della solidarietà, introdotto da Alain e Dane Clark.
Alla fine, il televoto stroncherà i Gemelli DiVersi e Dolcenera, che escono dalla competizione. Peccato, considerando chi è stato recuperato.
Si fa tardi e bisogna che un giovane vinca. In velocità, tutti i partecipanti alle Proposte fanno ascoltare un frammento del loro brano. E, alla fine, la spunta proprio l'imprevedibile, sorprendente Arisa che, con il suo pezzo leggero leggero chiamato "Sincerità" ha incantato pubblico e critica. Meritatissima.
Stasera c'è la finale e non azzardo pronostici. Anche, purtroppo, TEMO CHE POSSANO VINCERE MARCO CARTA o SAL DA VINCI. Considerando che i miei preferiti sono tutti fuori, posso solo fare il tifo per la Pravo, Alexia-Lavezzi o Masini. O, udite udite, per Povia. Vedremo...

venerdì, febbraio 20, 2009

Sanremo 2009 - Terza serata

Bella. Che dire altrimenti di questa terza serata del 59mo festival? Bella perchè diversa, spassosa, improvvisata e contro la solita liturgia che si consuma all'Ariston ogni anno.
Massì, non prendiamoci troppo sul serio!  Ed ecco quindi sfilare i dieci ragazzi (ragazze, soprattutto) della categoria Proposte abbinate ai loro padrini. Ed è una grande festa della musica.
Tutti insieme, nel giro di poche ore, abbiamo avuto Riccardo Cocciante, Pino Daniele, Burt Bacharach, Mario Biondi, Zucchero e i Sorapis, Lucio Dalla, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Ornella Vanoni, Massimo Ranieri e Lelio Luttazzi.
Ci sono stati momenti di autentica gioia artistica. Bravissima anche Gabriella Pession e bravo pure il bel Thyago Alves, tanto siamo generosi con tutti.
Si ricorda Oreste Lionello, si ricorda il povero Reitano con delle belle parole della Vanoni. C'è pure Kevin Spacey, anche se non si capisce mai in quale contesto si inseriscono questi divi del cinema.
Bravo Bonolis: hai riportato la musica al centro, hai pulito Sanremo dai vecchi vizi. Ora basterebbe solo selezionare canzoni migliori e sarebbe fatta. Già, perchè di gran cose, pure quest'anno, non ce ne sono.
Le migliori stanno tra i giovani (Karima, Molinari, Arisa, Ayane). Le stecche peggiori ripartite tra i due schieramenti (Pravo, Canzian).
Tasti dolenti? La durata. Finire all'una e mezzo di notte è un reato. E poi, naturalmente, i ripescaggi, avvenuti con il televoto. Terribili: al di là dello spettacolo, i gusti musicali di chi vota sono (per ora) senza speranza.
Tornano infatti Al Bano e Sal Da Vinci (Napoli non manca mai, nel voto televisivo). Fuori del tutto Zanicchi (tiè) e le cose forse più interessanti: Afterhours (non poteva che essere così, per loro, al festival), Nicolai e Di Battista (perchè?) e Tricarico (si rifarà alla radio, alla faccia delle dalessiate).
Comunque gli ascolti sono molto alti anche per la terza serata che, di solito, segna il passo. Vittoria di Bonolis, sconfitta delle cassandre: il Festival è vivo.
 

giovedì, febbraio 19, 2009

Sanremo 2009 - Seconda serata

Segno del tempo che passa: tanti anni fa ero ad una conferenza stampa dei Pooh nella quale Red Canzian parlava felice della sua bimba appena arrivata. Chiara era appena nata e oggi Chiara canta al Festival. Sono vecchio, cribbio!
Il Festival nr.59 funziona: gli ascolti delle prime due serate sono stati molto alti, fugando le perplessità della vigilia. Il carrozzone ha ancora fiato per andare avanti.
Bisogna riconoscere a Paolo Bonolis il merito di aver dato una botta di vita rispetto alle stucchevoli presentazioni degli ultimi tre anni.
Non ricordo di aver mai visto la platea dell'Ariston così entusiasta come in quest'occasione: battono le mani, ballano, partecipano. E' un bel segnale. Ieri è stato tutto perfetto: elegante Eleonora Abbagnato, perfetto il siparietto (non inedito, ovvio) con Laurenti, inutile ma di contorno Nir Lavi.
E poi la performance in memoria di De Andrè (spero sia l'ultima o il troppo stroppia) della P.F.M. con Accorsi e Santamaria. Tutto decente, compreso l'orario di chiusura, le 0.45. Ed ho visto tutto!
Veniamo ai voti.
 
 Artisti
 ALEXIA e MARIO LAVEZZI Biancaneve (confermo, mi piace: 8)
 POVIA Luca era gay (tolte le polemiche, un bel 6.5)
 AL BANO L'amore è sempre amore (non male. 6)
 NICKY NICOLAI e STEFANO DI BATTISTA Più sole (l'ho sopravvalutata: 7.5)
 SAL DA VINCI Non riesco a farti innamorare (orrida: 4)
 GEMELLI DIVERSI Vivi per un miracolo (niente da fare: 5)
 PUPO, PAOLO BELLI, YOUSSOU NDOUR L'opportunità (Youssou non può far tutto: 5)
 FRANCESCO RENGA Uomo senza età (virtuosismo puro, brano statico: 6)
 MARCO MASINI L'Italia (comincia a piacermi: 6+)
 PATTY PRAVO E io verrò un giorno là (CIELO, PATTY AVEVA IL NUDE-LOOK a 61 ANNI! 7)
 MARCO CARTA La forza mia (robetta, ma rischia di vincere: 5+)
 FAUSTO LEALI Una piccola parte di te (onesta, anche nel testo: 6-)
 DOLCENERA Il mio amore unico (deboluccia ma passabile: 6)
 
 Proposte 2009
 SILVIA APRILE Un desiderio arriverà (brava: 6+)
 CHIARA CANZIAN Prova a dire il mio nome (bella vocina: 7)
 KARIMA Come in ogni ora (per me ha steccato, ma è grande: 7+)
 ISKRA Quasi amore (a sessant'anni si può ancora osare: 6/7)
 BARBARA GILBO Che ne sai di me (berteggia troppo, ottiene poco: 5)
 ARISA Sincerità (che bella sorpresa, al di là del look da educanda: 7/8)
  
Direi che Arisa potrebbe essere una bella novità e che, nel complesso, i giovani se la stanno cavando piuttosto bene. Stasera li vedremo all'opera con i loro "padrini". Il Festival continua...

mercoledì, febbraio 18, 2009

Sanremo 2009 - Prima serata

Parte tardi, Sanremo 2008, nell'inspiegabile pretesa di fare comunque "Affari tuoi". Quando si prevede che la serata finisca a notte fonda, converrebbe sospendere il preserale.
Paolo Bonolis apre la 59ma edizione del Festival con il video di Mina. Poi, diamogli atto, lo spazio passa subito alle canzoni. Pochi i siparietti con Laurenti, con la Piovani e il modello Paul Sculfor.
La serata è soprattutto segnata da Roberto Benigni e il suo show nello show: immancabili le (bonarie) invettive contro Berlusconi. Un po' meno prevedibile il finale con la recitazione della lettera di Oscar Wilde. Un bel momento.
Ecco i miei voti:
 
Dolcenera (Il mio amore unico): La canzone ha un buon inciso, ma ci si aspettava molto di più. (6)
Fausto Leali (Una piccola parte): Interessante il tema, senza storia la canzone. (5)
Tricarico (Il bosco delle fragole): A me è piaciuta. Stonatissimo come sempre. (7)
Marco Carta (La forza mia): Canta male un pezzo brutto e scontato. (4.5)
Patty Pravo (E io verrò un giorno là ): La canzone è bella, lei canta terribilmente male. Speriamo in seguito. (7)
Marco Masini (L'Italia): Mah. Una buona intenzione. (6)
Francesco Renga (Uomo senza età): Grande voce, usata al massimo in un brano che mai decolla. (6.5)
Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour (L'opportunità): Canzone bruttina, salvata dalla presenza del senegalese. (6+)
Gemelli Diversi (Vivi per un miracolo): Genere che non mi piace. (5)
Albano (L'amore è sempre amore): Inaspettatamente al di sopra delle attese. (6+)
Afterhours (Il paese è reale): Cambi di tempi molto buoni. Cantata male. (7)
Iva Zanicchi (Ti voglio senza amore): Atroce. Terribilmente atroce. (4)
Nicky Nicolai con Stefano Di Battista (Più sole): La migliore in assoluto. Fresca, positiva. (8)
Povia (Luca era gay): Pensavo peggio. Polemiche a parte, ha un minimo di dignità. (6+)
Sal Da Vinci (Non riesco a farti innamorare): Oddio, non canta male. Stop. (5)
Alexia con Mario Lavezzi (Biancaneve): Una delle migliori. Lei ha una grande voce. (7)
 
Proposte 2009:
Malika Ayane (Come foglie): Bravina. (6.5)
Irene (Spiove il sole): (non vista)
Simona Molinari (Egocentrica): (non vista)
Filippo Perbellini (Cuore senza cuore): (non vista)
 

Si fa notte fonda. All'una spengo, quando ho ascoltato solo una cantante della categoria Proposte.
Troppo tardi, è allucinante mandare i giovani a quell'ora.
Solo stamattina scopro i nomi dei primi eliminati: Afterhours, Tricarico (sob) e Zanicchi. Siamo solo all'inizio.

martedì, febbraio 17, 2009

L'enorme Billionaire

E Berlusconi si è pappato pure la Sardegna. Le sue continue visite (da premier) nell'isola per far campagna elettorale per il suo pupillo Cappellacci (figlio del suo commercialista) hanno pagato: il centrodestra ha stravinto e Soru se ne torna a casa. Si tratta dell'ennesima batosta per il Pd che ormai, prendiamone atto, è fallito totalmente.
Insomma, il Cavaliere è indistruttibile. Complici il controllo dei media (tutti pro-Cappellacci) e l'innegabile capacità di fare propaganda, Egli incarna il vero Titano populista, imbattibile ora e nel futuro.
I sardi così hanno deciso, come del resto tutti gli italiani mesi fa.
Consentitemi, da uomo con origini sarde e quindi con radici profonde in quella terra, un'amara riflessione: ho paura. Paura che la Sardegna, nei prossimi cinque anni, si trasformi in un unico, enorme Billionaire. Che, sparito Soru, le sue coste vengano prese d'assalto da centinaia di costruttori che hanno già i progetti nel cassetto da anni e che attendevano solo il cambio del vento. Che nel giro di poco, oltre alla cafonissima Costa Smeralda o a Villasimius, la cementificazione tocchi posti come la Costa Verde, la spiaggia di Scivu, o Masua e Nebida. Insomma, che quel poco di incontaminato che rimane venga devastato da ricchi imprenditori con il portafogli gonfio. I sardi, assetati di lavoro, potrebbero svendere la loro terra. Ed io, da oriundo sardo, sono molto spaventato. Vedo le mani avide stringere i miei posti preferiti. E mi torna in mente il calzante paragone che De Andrè fece tra sardi ed indiani d'America: "si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura".
 

lunedì, febbraio 16, 2009

Ri-Sanremo

Sto per immergermi ancora una volta nel Festival di Sanremo. Cercherò di resistere per tutte le cinque serate. Ed ogni giorno scriverò i miei pensierini...

martedì, febbraio 10, 2009

... e poi finisce


Ciao.
Eluana Englaro (Lecco, 25 novembre 1970 – Udine, 9 febbraio 2009)

domenica, febbraio 08, 2009

Tutto è possibile in Berlusconia

Voglio fare anch'io un testamento biologico. In questi minuti, su RaiUno sta andando in onda la trasmissione "A sua immagine", tributo settimanale alla Chiesa. E' tutta a senso unico: parlano di vita, di valore della vita, di aiuto alla vita. Fanno passare per macellai quelli che vogliono che Eluana possa morire. Ci sono i collegamenti con quelli che manifestano per tenere attaccata Eluana. Per la vita. Vita, vita, vita. E che palle! Questa trasmissione è atroce solo per il fatto che parta dal solito arrogante presupposto che Dio ci sia. Per me è come se qualcuno sostenesse che la Terra è piatta, che esiste Babbo Natale o che Veltroni faccia opposizione.
Cacchio, se un Dio ci fosse avrebbe avuto 17 anni per manifestarsi, no? Perchè non l'ha fatto? Perchè non c'è. E' come aspettare che piovano zecchini dal cielo.
Per finire, ve lo immaginate altrove nel mondo un primo ministro che insulta la Costituzione, che la considera antiquata, che la chiama filo-sovietica? Riuscite a immaginarlo? Si tratterebbe o di una dittatura appena instaurata che butta alle ortiche il passato o di un posto dove qualsiasi parola eversiva e pericolosa è concessa. Noi siamo entrambi. Tutto è possibile in Berlusconia. Anche che una donna in coma possa procreare, secondo l'inarrivabile pensiero del Grande Fratello, del definitivo Statista. Di Lui, insomma.
Mi chiedo tra quanto spegnerà la rete.

sabato, febbraio 07, 2009

Oltre il golpe, la tele-teocrazia

Quanto è accaduto in queste ore tra le istituzioni dello stato ha dell'incredibile, in una nazione che si proclama democratica. In pratica, questa democrazia con la quale ci siamo sciaquati la bocca per anni, è andata perduta in maniera netta, utilizzando la pelle della povera Eluana Englaro. La quale ormai non c'entra più nulla, visto che è solo stata usata come strumento di scasso per devastare definitivamente la Repubblica Italiana. Da ieri non siamo più uno stato di diritto, ma una dittatura clerico-fascista e credo che non manchi molto affinchè anche la rete, dai blogger ai social network, venga sottoposta alla censura. Sembra impossibile, ma l'impossibile sta già accadendo. E' l'implosione della struttura delle istituzioni. In pratica un golpe. Un golpe vero e proprio pilotato dal Vaticano, uno stato straniero, e condotto da Silvio Berlusconi in persona che, forte del supporto del papa tedesco, ha deciso di cavalcare l'onda convinto di soddisfare, oltre all'Oltretevere, anche tutti i cattolici integralisti che - probabilmente secondo un suo sondaggio - rappresentano la maggioranza degli italiani. Ecco che il Cavaliere (che, ripeterò sempre, andava fermato prima che fosse troppo tardi) si trasforma ancora una volta per l'audience e diviene il Paladino della Vita che, con i superpoteri ottenuti grazie un decreto, strappa la povera Eluana dalla condanna dei cattivi guidati dal Darth Vader de noanti, ossia il Presidente Napolitano. Lo dice, anche, parlando di cultura della morte e cultura della vita. Di un Beppino Englaro che "vuole togliersi una scomodità" (frase oscenamente miserabile). Sembra una barzelletta, ma questo è accaduto. Il Presidente della Repubblica ha dovuto, in queste ore, sentirsi bacchettare dal Vaticano "deluso" e addirittura una frase tipo:
"La lettera del Quirinale arrivata ieri in Cdm era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge". (Berlusconi da Cagliari, dove fa campagna elettorale perenne invece di governare).
In pratica, il Cavaliere liquida Napolitano e lascia intendere che da oggi di lui non gl'importa più nulla e che governerà con le mani libere. A colpi di decreti. Anche contro sentenze passate in giudicato, tanto della magistratura sappiamo come la pensa. Cambiando la Costituzione laddove servirà. Insomma, una concezione padronale che ormai sfocia nella dittatura, nel regime, nell'autorità imposta con la forza. Manca solo la presa del Quirinale e l'incarcerazione del vecchio Presidente. Potrebbe avvenire in un giorno di massimo ascolto, magari dopo una partita del Milan.
Aggiungiamoci il default che si avvicina (basti guardare i numeri economici) e sarà chiaro cosa ci aspetta. A questo siamo arrivati, ahimè. Sarà dura. Anche perchè, oltre a Silvio, ci sono Ratzinger, Bertone, Bagnasco e tutti gli altri nuovi leader italiani. Parlavo, un tempo, di prove tecniche di teocrazia. Bene, le prove son terminate. Ora siamo una teocrazia basata sul controllo dell'informazione. Siamo una tele-teocrazia insomma. Siamo fottuti. Ed ora, cari teorici del cambiamento, è tardi. Se anche la casalinga di Voghera alzasse gli occhi dalla tv e capisse che ha contributo alla morte della democrazia, ormai è tardi. I buoi sono scappati.
Se qualcuno nutrisse qualche speranza di uscire dal tunnel, ecco cosa dice il Veltroni-pensiero in queste ore:
"Il premier, il quale sostiene che chi la pensa diversamente da lui sia un ostacolo da rimuovere, ha dentro di sè una sottile venatura autoritaria, e bisogna dirlo con responsabilità".
Veltroni dice "sottile venatura autoritaria". Responsabilmente, ovvio. Pacatamente. Quello fa il golpe e lui ci vede una "sottile venatura autoritaria". Walter... vai in Africa, ti prego!

venerdì, febbraio 06, 2009

Napolitano non ha firmato

Napolitano non ha firmato. Ma saranno ore difficili. Perchè lui, il Cavaliere, mica molla. Ha il sostegno dei VERI GOVERNANTI di questa nazione. Quelli che ci costano fortune ogni anno, quelli che coccoliamo a suon di miliardi.
Lasciatemi almeno un piccolo sfogo. Alla notizia che il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace, ha detto: "Sono profondamente deluso dalla decisione del presidente della Repubblica di non firmare il decreto" io, di cuore, urlo: ECCHISSENEFREGA!!!

In eterno

"Fino ad una legge sul testamento biologico". Che verrà chissà quando. Potrebbero passare anni e anni. E intanto il governo ha appena varato un dl con il quale, di fatto, blocca l'ultima via d'uscita per Eluana Englaro. Appena interrotta l'alimentazione, ad Udine dovranno riprendere con il sondino e continuare a tenere in vita una povera disgraziata, alla faccia della lunghissima battaglia del padre Beppino.
Non c'è limite all'arroganza, all'ignoranza, all'opportunismo, alla miseria di questa classe politica. Pronta a difendere Napolitano dagli attacchi di Di Pietro (con la sponda del Pd, ovviamente) ma altrettanto abile a sbattersene del suo parere sul caso. Ora c'è da augurarsi che il Presidente non firmi questo orrore. Trattasi di una legge 'ad personam', di sapore fascista, in netto contrasto con una sentenza passata in giudicato.
Qui la vita non c'entra nulla. A questa gente importa solo ingraziarsi i cattolici radicali e i loro alti papaveri vaticani.
Sono veramente furioso. Penso a Sacconi e, pur non augurandoglielo, all'idea, se si trovasse nelle condizioni di Eluana, di mantenerlo in vita fino alla fine dei tempi, non concedendogli mai la pace.
Questi cattolici integralisti proprio non li capisco: voi, che credete in Dio, perchè avete tanta paura di mandare una sua figlia al suo cospetto? Perchè temete tanto la morte?
Vorrei politici laici (o meglio atei), vorrei abolire il concordato, vorrei, insomma, non assistere a questo spettacolo pietoso. Ma questo paese è una sorta di teocrazia in vitro e non ci sono speranze. Si crede di aver salvato Eluana. In realtà la sua condanna a non varcare la porta della morte continua. In eterno, magari. Che schifo.
 
 

mercoledì, febbraio 04, 2009

Preparare le pezze

Vedo gente che perde il lavoro e vari personaggi, che di mestiere fanno i parassiti ben pagati dalle nostre tasche, che si ostinano a pensare a faccende che interessano solo quelli come loro.
Rischiamo il default e, oggigiorno vediamo:
1) Il duo Veltrusconi accordarsi per una legge elettorale che pone lo sbarramento al 4%. L'accordo si basa su una cosa sola: il Pd può salvarsi da percentuali praticamente ad una cifra solo facendo fuori definitivamente le varie "sinistrelle". In cambio, il Cavaliere ottiene l'ok per fare tutto quello che vuole.
2) Il Cavaliere, dando lezioni di moralità, si preoccupa solo della riforma della Giustizia (che vuole controllare lui) e di intercettazioni (che non vuole, soprattutto per lui).
3) C'è una poveretta in coma da 17 anni, un padre che cerca di lasciarla andare e un ministro, tal Sacconi, che gioca al gatto col topo, minacciando la clinica di Udine che dovrebbe ospitarla.
4) Gli italiani dormono. Dormono, dormono. Il Grande Fratello 9 fa ascolti enormi, i telegiornali Mediaset ne parlano continuamente: queste sono le cose importanti. Maledetta Tv commerciale, quanto ci hai rincoglionito!
5) Tremonti, intervistato a Davos da un vero giornalista (straniero), appena si parla di casa nostra fugge come un ladro. Figuraccia non da poco.
Il default si avvicina. Iniziamo a tagliare le pezze per il culo. Il colore è a nostro gusto.