E' proprio vero che più parlano e più si fanno male, 'sti alti papaveri della Chiesa. Sono talmente in preda al panico, vedendosi sputtanati in modo incontrollabile, che tentano di rattoppare la falla a mani nude. Ma le sparano troppo grosse. Dopo le uscite incredibili di Cantalamessa, del vescovo di Grosseto Babini e del cardinale decano Sodano, tutti intenti a delineare un teorema sionista/massonico per sradicare l'istituzione, ci si è messo anche l'ineffabile Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, che dal Cile, oltre ad annunciare i nuovi provvedimenti contro i preti pedofili, fa un arzigogolato accostamento tra questi e gli omosessuali. In pratica, non c'è nesso tra la pedofilia e il celibato dei i preti. C'è invece tra pedofilia e omosessualità. Cosa pazzesca, da dire e udire. Questi cercano di dare una spiegazione a tutto, purchè ne resti illesa la figura della Chiesa. E fanno altri danni. Un po' me la rido a vederli in difficoltà. Era tempo che ci si accorgesse di quante meschinità ci sono in questi personaggi in tonaca, quanta miseria nelle loro parole. L'Europa si è svegliata. C'è chi vuole processare Ratzinger, chi vorrebbe arrestarlo, chi, nella sua Germania, imbratta i muri della sua casa natale. Ora, questi sono eccessi che non condivido. Mi basterebbe che si comprendesse che la Chiesa è un'istituzione che nulla ha a che vedere con l'originario messaggio cristiano e che, salvo per i preti in prima linea, ci si rendesse conto che deve essere superata e magari chiusa. Per un risveglio concreto delle coscienze. Lontane da un partito ideologico e omofobo, medievale e oscurantista. Fatto di persone piene di superbia e rancore, pronte a sputare sentenze contro tutti. Salvo moderarsi con chi, magari ciarlatano, magari non propriamente morigerato, è pronto a sganciare denari a volontà.
Visualizzazione post con etichetta ratzinger. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ratzinger. Mostra tutti i post
martedì, aprile 13, 2010
sabato, febbraio 07, 2009
Oltre il golpe, la tele-teocrazia
Quanto è accaduto in queste ore tra le istituzioni dello stato ha dell'incredibile, in una nazione che si proclama democratica. In pratica, questa democrazia con la quale ci siamo sciaquati la bocca per anni, è andata perduta in maniera netta, utilizzando la pelle della povera Eluana Englaro. La quale ormai non c'entra più nulla, visto che è solo stata usata come strumento di scasso per devastare definitivamente la Repubblica Italiana. Da ieri non siamo più uno stato di diritto, ma una dittatura clerico-fascista e credo che non manchi molto affinchè anche la rete, dai blogger ai social network, venga sottoposta alla censura. Sembra impossibile, ma l'impossibile sta già accadendo. E' l'implosione della struttura delle istituzioni. In pratica un golpe. Un golpe vero e proprio pilotato dal Vaticano, uno stato straniero, e condotto da Silvio Berlusconi in persona che, forte del supporto del papa tedesco, ha deciso di cavalcare l'onda convinto di soddisfare, oltre all'Oltretevere, anche tutti i cattolici integralisti che - probabilmente secondo un suo sondaggio - rappresentano la maggioranza degli italiani. Ecco che il Cavaliere (che, ripeterò sempre, andava fermato prima che fosse troppo tardi) si trasforma ancora una volta per l'audience e diviene il Paladino della Vita che, con i superpoteri ottenuti grazie un decreto, strappa la povera Eluana dalla condanna dei cattivi guidati dal Darth Vader de noanti, ossia il Presidente Napolitano. Lo dice, anche, parlando di cultura della morte e cultura della vita. Di un Beppino Englaro che "vuole togliersi una scomodità" (frase oscenamente miserabile). Sembra una barzelletta, ma questo è accaduto. Il Presidente della Repubblica ha dovuto, in queste ore, sentirsi bacchettare dal Vaticano "deluso" e addirittura una frase tipo:"La lettera del Quirinale arrivata ieri in Cdm era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge". (Berlusconi da Cagliari, dove fa campagna elettorale perenne invece di governare).
In pratica, il Cavaliere liquida Napolitano e lascia intendere che da oggi di lui non gl'importa più nulla e che governerà con le mani libere. A colpi di decreti. Anche contro sentenze passate in giudicato, tanto della magistratura sappiamo come la pensa. Cambiando la Costituzione laddove servirà. Insomma, una concezione padronale che ormai sfocia nella dittatura, nel regime, nell'autorità imposta con la forza. Manca solo la presa del Quirinale e l'incarcerazione del vecchio Presidente. Potrebbe avvenire in un giorno di massimo ascolto, magari dopo una partita del Milan.
Aggiungiamoci il default che si avvicina (basti guardare i numeri economici) e sarà chiaro cosa ci aspetta. A questo siamo arrivati, ahimè. Sarà dura. Anche perchè, oltre a Silvio, ci sono Ratzinger, Bertone, Bagnasco e tutti gli altri nuovi leader italiani. Parlavo, un tempo, di prove tecniche di teocrazia. Bene, le prove son terminate. Ora siamo una teocrazia basata sul controllo dell'informazione. Siamo una tele-teocrazia insomma. Siamo fottuti. Ed ora, cari teorici del cambiamento, è tardi. Se anche la casalinga di Voghera alzasse gli occhi dalla tv e capisse che ha contributo alla morte della democrazia, ormai è tardi. I buoi sono scappati.
Se qualcuno nutrisse qualche speranza di uscire dal tunnel, ecco cosa dice il Veltroni-pensiero in queste ore:
"Il premier, il quale sostiene che chi la pensa diversamente da lui sia un ostacolo da rimuovere, ha dentro di sè una sottile venatura autoritaria, e bisogna dirlo con responsabilità".
Veltroni dice "sottile venatura autoritaria". Responsabilmente, ovvio. Pacatamente. Quello fa il golpe e lui ci vede una "sottile venatura autoritaria". Walter... vai in Africa, ti prego!
Etichette:
berlusconi,
bertone,
eluana englaro,
golpe,
napolitano,
ratzinger
martedì, gennaio 15, 2008
Benedetto XVI parli pure...
Tiene banco la questione della vicina visita alla Sapienza di Roma di Benedetto XVI. In un modo o nell'altro, i rapporti tra Stato e Santa Sede restano in prima pagina. Una noia mortale. Da una parte chi difende il diritto del pontefice di parlare agli studenti durante l'inaugurazione dell'Anno Accademico. Dall'altro chi vede questa cosa come fumo negli occhi, tira in ballo Galileo e le presunte convinzioni oscurantiste di Sua Santità nei confronti della scienza.
Opportuna o no, questa orazione papale? Credo che, in uno stato libero, non si possa impedire ad alcuno di parlare. Il problema sta nel fatto che, per molti aspetti, non siamo uno stato completamente libero, visto che ad ogni piè sospinto dobbiamo fare i conti con le opinioni dogmatiche dei vari papaveri d'Oltretevere, nonchè con le spinte ideologiche che da queste si nutrono, materializzandosi nei teocon de noantri, tipo Giuliano Ferrara. Ergo, il semplice fatto che Benedetto XVI vada a parlare alla Sapienza provoca in tutti noi laici un senso di fastidio.
Ci sembra l'ennesima prevaricazione di una Chiesa che ormai deborda, straparla e ottiene più attenzione di ogni altra cosa. Se aggiungiamo poi l'evidenza che questo papa, da grande luminare di teologia, non perde occasione per bacchettare impunemente gli italiani (vedasi il caso di Roma) mentre proietta deciso la sua azione in un revisionismo che include anche il Concilio Vaticano II, il fastidio diventa intollerabile.
Eppure lasciamo parlare Ratzinger. Non si tappa la bocca a nessuno. Semmai, si inizi seriamente a criticare la Chiesa. La si inviti ad occuparsi anche di altre cose che non comprendano necessariamente l'Italia e gli italiani. Si riduca al razionale la dose di Vaticano presente ogni giorno in ogni telegiornale. Benedetto XVI è uomo di cultura e intelligenza estreme e proprio per questo chi desidera lo stato laico deve agire per evitare la deriva verso la teocrazia morbida.
Con questo pontefice, signori, questo è il menu che verrà servito alla nostra tavola. Non abbiamo più il vecchio pastore polacco malato che suscitava tanta tenerezza. Abbiamo un combattente, un uomo talmente convinto delle sue teorie che non esiterà mai un istante nel cercare di farle digerire a tutti. L'unica difesa logica è prenderle per quello che sono: idee, pensieri, riflessioni. Prenderle sempre e solo per oro colato sarebbe il più grave errore da fare.
Smitizziamo 'sta cosa: è una religione e, grazie al cielo, ad una religione si può anche non aderire. Parli pure il papa. Impariamo ad ignorarlo almeno un po'.
Etichette:
bendetto xvi,
ratzinger,
sapienza
giovedì, gennaio 03, 2008
Sempre con ottimismo
"Verso la catastrofe, ma sempre con ottimismo".
Così Beppe Grillo ha chiuso il tradizionale discorso di fine anno dal suo blog. Sposo in pieno la sua idea di un secondo V-Day contro l'informazione, perchè in Italia è veramente scandalosa.
Sono stato un lettore di "Repubblica" per oltre vent'anni ma, in questi ultimi mesi, fatico a leggerla e la compro con meno assiduità, preso atto del suo appiattimento verso il Partito Democratico. Mi ha nauseato la campagna a favore del dialogo tra i Poli iniziato da Veltroni.
Ma come? Un giornale che per anni ha attaccato Berlusconi, ne ha evidenziato la pericolosità democratica e lo spaventoso conflitto di interessi, oggi ne parla come di un autorevole interlocutore?
Il PD è un enigma. Lo è in queste ore, quando la Binetti fa il coro a Bondi parlando di revisione della 194. Probabilmente Walter il mago se la caverà con un "siamo con chi difende la 194 ma anche con chi la vuole superare", ennesima affermazione cerchiobottista che porta da nessuna parte.
Verso la catastrofe, dice Grillo. Si fa meno fatica a credere a lui che all'appello all'impegno che ha fatto il Presidente Napolitano, in un pur apprezzabile discorso, sobrio e lucido. L'attuale inquilino del Quirinale è assai meno retorico di Ciampi: il suo stile mi piace. In generale, ho apprezzato il suo discorso: che altro poteva dire?
Ho apprezzato però meno il suo saluto al pontefice. Era necessario? Perchè dobbiamo sempre dare l'impressione di starcene a sovranità limitata? Era necessario nominare Benedetto XVI in un discorso di fine anno del Presidente di uno stato laico?
Il giorno dopo, con cortesia, Ratzinger ricambia il saluto da Piazza San Pietro, all'Angelus. Poi partono gli scud, con Ruini che parla di 194 e via dicendo. E lo stesso papa che tesse ancora le lodi della famiglia, unica cura contro i mali del mondo. Continuano le prove tecniche di teocrazia. E' bizzarro che, tra Kenya e Pakistan, tra morti bianche e diritti umani negati, le gerarchie ecclesiastiche continuino a prestare tanta attenzione a quella parte del popolo italiano che vorrebbe qualche diritto civile in più.
Verso la catastrofe. Probabile, specie con un Prodi assediato da chiunque, incapace di trasmettere i risultati ottenuti sul fronte del risanamento e le proposte per mettere qualche euro in più nelle nostre tasche. Di tutta quest'esperienza di governo, il Professore è probabilmente uno dei pochi ai quali non riconosco colpe particolari.
Gennaio è arrivato. Il freddo è arrivato. Il 2008 è arrivato.
L'Italia annaspa ancora e profuma di spazzatura bruciata, provenienza Napoli.
Sempre con ottimismo.
Etichette:
napolitano,
prodi,
ratzinger,
ruini,
veltroni
sabato, maggio 05, 2007
Case & Chiesa
.jpg)
Mi è capitato di vedere ieri sera su La7 (una tv che sta crescendo proponendo delle buone alternative alla noia mortale delle solite reti) una parte del programma di Ilaria D’Amico, “Exit”. Si parlava di case: dai prezzi degli affitti a quelli delle vendite, rapportando il tutto alle disponibilità economiche della classica coppia di giovani che desiderano “metter su famiglia”. Il quadro dipinto è stato sconsolante: anche nelle periferie, ormai, per comperare un appartamento ci si deve praticamente impiccare ad un mutuo a vita, obbligati poi a dare alla banca delle garanzie imbarazzanti. I prezzi delle case, specie dopo l’avvento dell’euro, sono assolutamente fuori da ogni logica e puntano solo alle speculazioni.
Sentire poi che, per un autentico “buco” di 14 metri quadri, si chiedano 500 euro al mese in nero o che per un appartamentino di 45 metri quadri qualcuno abbia la faccia di chiedere 900 euro mi ha fatto venire il voltastomaco. Della logica di mercato me ne sbatto! Viva l’equo canone dei bei tempi! Porca miseria! Ma come fa un italiano medio a pagare certe cifre, con lo schifo di stipendi che ci sono in questo paese? Stipendi bassi (tra i più bassi d’Europa) e poi, perché siamo fighi, i prezzi più alti. Senza contare che un giovane non ha più la certezza di poter pagare la rata del mutuo, visto che la bellissima Legge Biagi (a proposito, Professore, soffre di amnesie, recentemente?) ha devastato ogni prospettiva, riportando il caporalato nel nostro paese.
Da tutto questo se ne deduce che metter su famiglia è diventato quasi impossibile.
Famiglia. Famiglia? Ma guarda un po’... a questo punto mi sono tornati in mente alcuni personaggi verso i quali un sacco di politici si inchinano… chessò, Ruini. O Bagnasco. O, accipicchia, Ratzinger. Loro parlano sempre di famiglia. “Difendere la famiglia”, dicono. Quella tradizionale. Il cuore della società. La famiglia.
Posso permettermi di suggerire una cosa? Se volete veramente difendere la famiglia, piantatela di fare le crociate contro i Dico. Dite una parolina, qualche volta, su quello che mina veramente la famiglia, o meglio il suo nascere: questo mercato del lavoro selvaggio e questo mercato dei beni fondamentali (la casa) che sfocia quasi nell’illegalità. Dite una parolina su questi temi, qualche volta. Dite che ci sono troppi furbi in giro. Troppa gente che affama il prossimo. Gente che poi magari viene a baciare i vostri anelli.
Fosse per me, abolirei il Concordato e smetterei di mettere in prima pagina ogni idiozia che vi riguarda. Ma, dal momento che siamo “terra di fedeli” (anche i mafiosi vanno in chiesa), devo rassegnarmi a continuare così. Ma almeno dite, in questi casi, anche qualcosa di utile.
Sentire poi che, per un autentico “buco” di 14 metri quadri, si chiedano 500 euro al mese in nero o che per un appartamentino di 45 metri quadri qualcuno abbia la faccia di chiedere 900 euro mi ha fatto venire il voltastomaco. Della logica di mercato me ne sbatto! Viva l’equo canone dei bei tempi! Porca miseria! Ma come fa un italiano medio a pagare certe cifre, con lo schifo di stipendi che ci sono in questo paese? Stipendi bassi (tra i più bassi d’Europa) e poi, perché siamo fighi, i prezzi più alti. Senza contare che un giovane non ha più la certezza di poter pagare la rata del mutuo, visto che la bellissima Legge Biagi (a proposito, Professore, soffre di amnesie, recentemente?) ha devastato ogni prospettiva, riportando il caporalato nel nostro paese.
Da tutto questo se ne deduce che metter su famiglia è diventato quasi impossibile.
Famiglia. Famiglia? Ma guarda un po’... a questo punto mi sono tornati in mente alcuni personaggi verso i quali un sacco di politici si inchinano… chessò, Ruini. O Bagnasco. O, accipicchia, Ratzinger. Loro parlano sempre di famiglia. “Difendere la famiglia”, dicono. Quella tradizionale. Il cuore della società. La famiglia.
Posso permettermi di suggerire una cosa? Se volete veramente difendere la famiglia, piantatela di fare le crociate contro i Dico. Dite una parolina, qualche volta, su quello che mina veramente la famiglia, o meglio il suo nascere: questo mercato del lavoro selvaggio e questo mercato dei beni fondamentali (la casa) che sfocia quasi nell’illegalità. Dite una parolina su questi temi, qualche volta. Dite che ci sono troppi furbi in giro. Troppa gente che affama il prossimo. Gente che poi magari viene a baciare i vostri anelli.
Fosse per me, abolirei il Concordato e smetterei di mettere in prima pagina ogni idiozia che vi riguarda. Ma, dal momento che siamo “terra di fedeli” (anche i mafiosi vanno in chiesa), devo rassegnarmi a continuare così. Ma almeno dite, in questi casi, anche qualcosa di utile.
Iscriviti a:
Post (Atom)
