
Ciao.
Eluana Englaro (Lecco, 25 novembre 1970 – Udine, 9 febbraio 2009)
Quanto è accaduto in queste ore tra le istituzioni dello stato ha dell'incredibile, in una nazione che si proclama democratica. In pratica, questa democrazia con la quale ci siamo sciaquati la bocca per anni, è andata perduta in maniera netta, utilizzando la pelle della povera Eluana Englaro. La quale ormai non c'entra più nulla, visto che è solo stata usata come strumento di scasso per devastare definitivamente la Repubblica Italiana. Da ieri non siamo più uno stato di diritto, ma una dittatura clerico-fascista e credo che non manchi molto affinchè anche la rete, dai blogger ai social network, venga sottoposta alla censura. Sembra impossibile, ma l'impossibile sta già accadendo. E' l'implosione della struttura delle istituzioni. In pratica un golpe. Un golpe vero e proprio pilotato dal Vaticano, uno stato straniero, e condotto da Silvio Berlusconi in persona che, forte del supporto del papa tedesco, ha deciso di cavalcare l'onda convinto di soddisfare, oltre all'Oltretevere, anche tutti i cattolici integralisti che - probabilmente secondo un suo sondaggio - rappresentano la maggioranza degli italiani. Ecco che il Cavaliere (che, ripeterò sempre, andava fermato prima che fosse troppo tardi) si trasforma ancora una volta per l'audience e diviene il Paladino della Vita che, con i superpoteri ottenuti grazie un decreto, strappa la povera Eluana dalla condanna dei cattivi guidati dal Darth Vader de noanti, ossia il Presidente Napolitano. Lo dice, anche, parlando di cultura della morte e cultura della vita. Di un Beppino Englaro che "vuole togliersi una scomodità" (frase oscenamente miserabile). Sembra una barzelletta, ma questo è accaduto. Il Presidente della Repubblica ha dovuto, in queste ore, sentirsi bacchettare dal Vaticano "deluso" e addirittura una frase tipo: