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martedì, febbraio 10, 2009

... e poi finisce


Ciao.
Eluana Englaro (Lecco, 25 novembre 1970 – Udine, 9 febbraio 2009)

domenica, febbraio 08, 2009

Tutto è possibile in Berlusconia

Voglio fare anch'io un testamento biologico. In questi minuti, su RaiUno sta andando in onda la trasmissione "A sua immagine", tributo settimanale alla Chiesa. E' tutta a senso unico: parlano di vita, di valore della vita, di aiuto alla vita. Fanno passare per macellai quelli che vogliono che Eluana possa morire. Ci sono i collegamenti con quelli che manifestano per tenere attaccata Eluana. Per la vita. Vita, vita, vita. E che palle! Questa trasmissione è atroce solo per il fatto che parta dal solito arrogante presupposto che Dio ci sia. Per me è come se qualcuno sostenesse che la Terra è piatta, che esiste Babbo Natale o che Veltroni faccia opposizione.
Cacchio, se un Dio ci fosse avrebbe avuto 17 anni per manifestarsi, no? Perchè non l'ha fatto? Perchè non c'è. E' come aspettare che piovano zecchini dal cielo.
Per finire, ve lo immaginate altrove nel mondo un primo ministro che insulta la Costituzione, che la considera antiquata, che la chiama filo-sovietica? Riuscite a immaginarlo? Si tratterebbe o di una dittatura appena instaurata che butta alle ortiche il passato o di un posto dove qualsiasi parola eversiva e pericolosa è concessa. Noi siamo entrambi. Tutto è possibile in Berlusconia. Anche che una donna in coma possa procreare, secondo l'inarrivabile pensiero del Grande Fratello, del definitivo Statista. Di Lui, insomma.
Mi chiedo tra quanto spegnerà la rete.

sabato, febbraio 07, 2009

Oltre il golpe, la tele-teocrazia

Quanto è accaduto in queste ore tra le istituzioni dello stato ha dell'incredibile, in una nazione che si proclama democratica. In pratica, questa democrazia con la quale ci siamo sciaquati la bocca per anni, è andata perduta in maniera netta, utilizzando la pelle della povera Eluana Englaro. La quale ormai non c'entra più nulla, visto che è solo stata usata come strumento di scasso per devastare definitivamente la Repubblica Italiana. Da ieri non siamo più uno stato di diritto, ma una dittatura clerico-fascista e credo che non manchi molto affinchè anche la rete, dai blogger ai social network, venga sottoposta alla censura. Sembra impossibile, ma l'impossibile sta già accadendo. E' l'implosione della struttura delle istituzioni. In pratica un golpe. Un golpe vero e proprio pilotato dal Vaticano, uno stato straniero, e condotto da Silvio Berlusconi in persona che, forte del supporto del papa tedesco, ha deciso di cavalcare l'onda convinto di soddisfare, oltre all'Oltretevere, anche tutti i cattolici integralisti che - probabilmente secondo un suo sondaggio - rappresentano la maggioranza degli italiani. Ecco che il Cavaliere (che, ripeterò sempre, andava fermato prima che fosse troppo tardi) si trasforma ancora una volta per l'audience e diviene il Paladino della Vita che, con i superpoteri ottenuti grazie un decreto, strappa la povera Eluana dalla condanna dei cattivi guidati dal Darth Vader de noanti, ossia il Presidente Napolitano. Lo dice, anche, parlando di cultura della morte e cultura della vita. Di un Beppino Englaro che "vuole togliersi una scomodità" (frase oscenamente miserabile). Sembra una barzelletta, ma questo è accaduto. Il Presidente della Repubblica ha dovuto, in queste ore, sentirsi bacchettare dal Vaticano "deluso" e addirittura una frase tipo:
"La lettera del Quirinale arrivata ieri in Cdm era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge". (Berlusconi da Cagliari, dove fa campagna elettorale perenne invece di governare).
In pratica, il Cavaliere liquida Napolitano e lascia intendere che da oggi di lui non gl'importa più nulla e che governerà con le mani libere. A colpi di decreti. Anche contro sentenze passate in giudicato, tanto della magistratura sappiamo come la pensa. Cambiando la Costituzione laddove servirà. Insomma, una concezione padronale che ormai sfocia nella dittatura, nel regime, nell'autorità imposta con la forza. Manca solo la presa del Quirinale e l'incarcerazione del vecchio Presidente. Potrebbe avvenire in un giorno di massimo ascolto, magari dopo una partita del Milan.
Aggiungiamoci il default che si avvicina (basti guardare i numeri economici) e sarà chiaro cosa ci aspetta. A questo siamo arrivati, ahimè. Sarà dura. Anche perchè, oltre a Silvio, ci sono Ratzinger, Bertone, Bagnasco e tutti gli altri nuovi leader italiani. Parlavo, un tempo, di prove tecniche di teocrazia. Bene, le prove son terminate. Ora siamo una teocrazia basata sul controllo dell'informazione. Siamo una tele-teocrazia insomma. Siamo fottuti. Ed ora, cari teorici del cambiamento, è tardi. Se anche la casalinga di Voghera alzasse gli occhi dalla tv e capisse che ha contributo alla morte della democrazia, ormai è tardi. I buoi sono scappati.
Se qualcuno nutrisse qualche speranza di uscire dal tunnel, ecco cosa dice il Veltroni-pensiero in queste ore:
"Il premier, il quale sostiene che chi la pensa diversamente da lui sia un ostacolo da rimuovere, ha dentro di sè una sottile venatura autoritaria, e bisogna dirlo con responsabilità".
Veltroni dice "sottile venatura autoritaria". Responsabilmente, ovvio. Pacatamente. Quello fa il golpe e lui ci vede una "sottile venatura autoritaria". Walter... vai in Africa, ti prego!

venerdì, febbraio 06, 2009

Napolitano non ha firmato

Napolitano non ha firmato. Ma saranno ore difficili. Perchè lui, il Cavaliere, mica molla. Ha il sostegno dei VERI GOVERNANTI di questa nazione. Quelli che ci costano fortune ogni anno, quelli che coccoliamo a suon di miliardi.
Lasciatemi almeno un piccolo sfogo. Alla notizia che il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace, ha detto: "Sono profondamente deluso dalla decisione del presidente della Repubblica di non firmare il decreto" io, di cuore, urlo: ECCHISSENEFREGA!!!

In eterno

"Fino ad una legge sul testamento biologico". Che verrà chissà quando. Potrebbero passare anni e anni. E intanto il governo ha appena varato un dl con il quale, di fatto, blocca l'ultima via d'uscita per Eluana Englaro. Appena interrotta l'alimentazione, ad Udine dovranno riprendere con il sondino e continuare a tenere in vita una povera disgraziata, alla faccia della lunghissima battaglia del padre Beppino.
Non c'è limite all'arroganza, all'ignoranza, all'opportunismo, alla miseria di questa classe politica. Pronta a difendere Napolitano dagli attacchi di Di Pietro (con la sponda del Pd, ovviamente) ma altrettanto abile a sbattersene del suo parere sul caso. Ora c'è da augurarsi che il Presidente non firmi questo orrore. Trattasi di una legge 'ad personam', di sapore fascista, in netto contrasto con una sentenza passata in giudicato.
Qui la vita non c'entra nulla. A questa gente importa solo ingraziarsi i cattolici radicali e i loro alti papaveri vaticani.
Sono veramente furioso. Penso a Sacconi e, pur non augurandoglielo, all'idea, se si trovasse nelle condizioni di Eluana, di mantenerlo in vita fino alla fine dei tempi, non concedendogli mai la pace.
Questi cattolici integralisti proprio non li capisco: voi, che credete in Dio, perchè avete tanta paura di mandare una sua figlia al suo cospetto? Perchè temete tanto la morte?
Vorrei politici laici (o meglio atei), vorrei abolire il concordato, vorrei, insomma, non assistere a questo spettacolo pietoso. Ma questo paese è una sorta di teocrazia in vitro e non ci sono speranze. Si crede di aver salvato Eluana. In realtà la sua condanna a non varcare la porta della morte continua. In eterno, magari. Che schifo.
 
 

mercoledì, ottobre 17, 2007

Lasciamo andare Eluana

Argomento di discussione intenso, quello riguardante la decisione della Corte di Cassazione di aprire un nuovo processo per il caso Eluana Englaro, una poveretta in coma da 15 anni per la quale il padre Beppino, con un'immensa dignità, si sta battendo da sempre, chiedendo di staccare il sondino dell'alimentazione artificiale che la tiene in vita. Rimettere finalmente sul piatto il problema del diritto di ciascuno a morire, prescindendo da costrizioni ideologiche di chiara ispirazione cattolica, potrebbe farci fare un passo in avanti nei diritti civili di quest'Italia simil-teocratica.
Eluana, in stato vegetativo, non vorrebbe starsene così: lo aveva espresso. Avrà diritto si o no ad andarsene in pace senza che per questo si debbano scateneare gli strali vaticani?
Ma, soprattutto, senza che la politica balbetti non sapendo come muoversi e delegando di fatto un giudice alla scelta?Mi piacerebbe chiedere a Veltroni come la vede, a nome del Pd. Balbetterebbe anche lui, visto che ha i teodem all'interno.
Si dibatterà per giorni di eutanasia, di diritto alla morte, di testamento bilogico e tutto il resto. Ma la politica arriverà a un nulla di fatto e ci toccherà pure subire le reprimende di Don Camillo (Ruini, non Fernandel), Bertone e Bagnasco.
L'accanimento terapeutico non dovrebbe essere accettato nemmeno dalla Chiesa, in teoria. Ma per Welby e per la Englaro queste cose non sembrano valere. Per il vecchio papa Giovanni Paolo II, sarebbe invece utile conoscere cosa accadde un paio d'anni fa tra lui e i suoi medici, visto che chiese di essere lasciato andare.
Lasciamo andare Eluana. Chi aspetta il miracolo non può imporre questa visione a tutti gli altri, tantomeno a Beppino Englaro e a chi sogna un'Italia laica e moderna.
Visto che ci sono, comunico questo, a chi mi conosce di persona: se mi trovassi disgraziatamente nella condizione di Eluana, ossia in coma irreversibile per più di sei mesi (diamoci uno spiraglio), VOGLIO CHE STACCHIATE TUTTO. FATEMI ANDARE. IO NON CREDO IN DIO E NEI MIRACOLI, OK? Vale come testamento biologico?