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martedì, aprile 13, 2010

Più parlano e più si fanno male

E' proprio vero che più parlano e più si fanno male, 'sti alti papaveri della Chiesa. Sono talmente in preda al panico, vedendosi sputtanati in modo incontrollabile, che tentano di rattoppare la falla a mani nude. Ma le sparano troppo grosse. Dopo le uscite incredibili di Cantalamessa, del vescovo di Grosseto Babini e del cardinale decano Sodano, tutti intenti a delineare un teorema sionista/massonico per sradicare l'istituzione, ci si è messo anche l'ineffabile Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, che dal Cile, oltre ad annunciare i nuovi provvedimenti contro i preti pedofili, fa un arzigogolato accostamento tra questi e gli omosessuali. In pratica, non c'è nesso tra la pedofilia e il celibato dei i preti. C'è invece tra pedofilia e omosessualità. Cosa pazzesca, da dire e udire. Questi cercano di dare una spiegazione a tutto, purchè ne resti illesa la figura della Chiesa. E fanno altri danni. Un po' me la rido a vederli in difficoltà. Era tempo che ci si accorgesse di quante meschinità ci sono in questi personaggi in tonaca, quanta miseria nelle loro parole. L'Europa si è svegliata. C'è chi vuole processare Ratzinger, chi vorrebbe arrestarlo, chi, nella sua Germania, imbratta i muri della sua casa natale. Ora, questi sono eccessi che non condivido. Mi basterebbe che si comprendesse che la Chiesa è un'istituzione che nulla ha a che vedere con l'originario messaggio cristiano e che, salvo per i preti in prima linea, ci si rendesse conto che deve essere superata e magari chiusa. Per un risveglio concreto delle coscienze. Lontane da un partito ideologico e omofobo, medievale e oscurantista. Fatto di persone piene di superbia e rancore, pronte a sputare sentenze contro tutti. Salvo moderarsi con chi, magari ciarlatano, magari non propriamente morigerato, è pronto a sganciare denari a volontà.

giovedì, gennaio 24, 2008

Prodi è caduto. Viva Prodi.

Il primo deja-vu è già avvenuto stasera guardando la faccia gongolante di Emilio Fede, mentre ascoltava estasiato la voce della sua divinità dissertare di quello che farà a breve, quando tornerà a Palazzo Chigi. Fede aveva i lucciconi e, con voce tremante e probabilmente le mutande bagnate, annunciava che "domani è un altro giorno". Se non appartenesse già a Vespa, poteva partire il "Tema di Tara" .
Della serie "dove eravamo rimasti?". Fede che guarda avanti e vede un radioso futuro ove Rete 4 rimarrà lontana dal satellite e, assieme alle altre televisioni del gruppo, scenderà in guerra ancora una volta per riportare il Cavaliere al governo.
Tutto come prima: nessuna riforma televisiva, nessuna legge sul conflitto di interessi. Berlusconi potrà contare sullo stesso sconfinato potere mediatico che già due volte ha permesso il suo trionfo elettorale. E allora, perchè attendere? Subito al voto, sibila. Ed ha ragione. C'è qualcuno che ha voglia di sorbirsi almeno un anno di governo tecnico che si fa i trip sul modello di voto? Almeno il Cavaliere ha un merito: vuole rivotare con la stessa porcata partorita dal suo stesso esecutivo. O è impazzito o sa per certo di far faville. Ma, mentre pensiamo a Tremonti già scalpitante nel trovare mille modi diversi per dilapidare quanto faticosamente ha messo da parte Padoa-Schioppa e piangiamo l'ennesima sconfitta dei lavoratori dipendenti che, dopo le promesse di ridistribuzione, si vedranno scippare di nuovo tutto, rinviamo le riflessioni su Berlusconi. Avremo tempo anni per farlo.
Prodi è caduto. Viva Prodi. Tra tutte i componenti di questo governo finito da poche ore, credo che il Professore sia quello che ne esce in maniera più dignitosa. Lui ce l'ha messa tutta. Ci ha creduto fino in fondo. E' stato straordinario, considerando i mezzi che aveva. E qualche risultato lui, Bersani e Padoa-Schioppa l'hanno portato a casa. Abbiamo avuto una sorta di risanamento, il recupero dell'avanzo primario, qualche liberalizzazione e un recupero dell'evasione. Buon risultato. Peccato che, proprio quando si stavano pensando forme di ridistribuzione, sia successo quello che è successo. Così, paradossalmente, nel pensiero di molti italiani (non solo in quello dei berlusconiani il cui unico fine è vedersi ridurre le tasse), Prodi verrà ricordato come quello che non ha combinato nulla.Il paradosso è che Berlusconi ora è talmente rimpianto che rivincerà. Eppure, per far torcere le budella a molta gente, basterebbe ricordare che è quello che ha permesso la più grande truffa ai cittadini della storia recente, ossia la gestione inesistente del changeover tra lira ed euro oppure quello che ha fatto la Legge 30. Ma gli italiani non hanno memoria. Al massimo ricordano qualche risultato calcistico.
Prodi è caduto e mi sento avvelenato.
Faccio quattro nomi di persone che mi stanno facendo girare i coglioni alla grande:
1) Mastella, per ovvi motivi.
2) Dini, perchè ha quasi ottant'anni e si permette di decidere le sorti del Paese come se dovesse viverci per chissà quanto ancora. Fra lui e Clemente ci dev'essere stata una certa solidarietà: hanno entrambi le mogli nei pasticci.
3) Turigliatto, perchè ha voluto essere talmente a sinistra da scivolare oltre il bordo e risbucare a destra. Ma dove l'hanno pescato? Rispetto la sua coerenza, ma credo che da oggi debba essere coerente in una stanza buia, lontano dal Senato.
4) Veltroni, perchè nel suo predicare ha combinato guai a non finire. Ha parlato a Berlusconi quando con lui neppure Fini e Casini parlavano, riportandolo di fatto al centro della Cdl. Inoltre, come ha fatto notare Rosy Bindi, ha straparlato di legge elettorale affermando pure di voler correre da solo, facendo imbufalire Mastella il quale non ha aspettato altro che la prima occasione per mandare tutto a puttane.
A questi "Fantastici 4" de noantri aggiungerei naturalmente la Chiesa che, nel mezzo di tutto questo casino, non ha perso occasione in questi giorni per continuare a dettare istruzioni per l'uso della vita per bocca di Ruini, di Bagnasco e dello stesso Ratzinger. Praticamente non c'è cazzata nel quotidiano di ciascuno di noi dove la Chiesa non si arroghi il diritto di mettere il naso. Vabbè che Dio ci vede ovunque, ma almeno quello tace. Questi sono un'autentica lagna quotidiana! Porca miseria, ma non riusciamo a regalare il Vaticano a qualcuno?
Chiudo tornando a Prodi: Prof, grazie per averci provato a rendere questo Paese un Paese normale. Ma, caro Romano, come hai visto c'è ben poco da fare. In Italia ci sono troppi Mastella. Sono milioni. Ci sovrastano. Ci inghiottono.E adesso? Beh... andiamo a votare. Nel frattempo, mi informo sulle modalità di rinnovo del passaporto. Il mio è scaduto, ma pensavo che per cinque anni potesse stare così. Invece no.

giovedì, ottobre 25, 2007

Stato laico?

Tarcisio Bertone, Cardinal Segretario di Stato della Santa Sede, sull'inchiesta di Curzio Maltese riguardante i costi della Chiesa per gli italiani:
-"Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa: l'apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società".
-"C'è un quotidiano che ogni settimana deve tirare fuori iniziative di questo genere. L'ora di religione è sacrosanta"


Eminenza, qui la fede e le idee c'entrano gran poco. Qui si tratta di vil denaro. E quando si parla di denaro, la sensibilità della Chiesa, bizzarramente, viene sollecitata non poco. Vede, quando si vuole partecipare al pubblico dibattito rivendicando un ruolo di guida (che nessuno vi disconosce, per carità), si deve accettare anche di far parte di questo gioco. Si fanno i conti sui politici, sui cittadini evasori e, malgrado voi, anche sull'apparato ecclesiastico. Maltese ha fatto un'inchiesta e gli italiani hanno tutto il diritto di conoscerne gli esiti. Per il resto, anche ammettendo che la fede porti frutti buoni alla società (ricordando che ci sono anche delle brave persone atee), sono molto perplesso sull'ora di religione. Non sono di quelli che toglierebbero il crocifisso: ne rispetto troppo il significato storico e culturale. Ma continuo a rivendicare la laicità dello stato italiano, conquista che non mi pare - stanti le cose - ancora ultimata. Eminenza, lasci lavorare i giornalisti. Non intimi, semmai spieghi. Se iniziaste a spiegare le cose, qualche pecorella smarrita la potreste recuperare. Invece, si vedono molti mercanti, nel Tempio.

mercoledì, ottobre 17, 2007

Lasciamo andare Eluana

Argomento di discussione intenso, quello riguardante la decisione della Corte di Cassazione di aprire un nuovo processo per il caso Eluana Englaro, una poveretta in coma da 15 anni per la quale il padre Beppino, con un'immensa dignità, si sta battendo da sempre, chiedendo di staccare il sondino dell'alimentazione artificiale che la tiene in vita. Rimettere finalmente sul piatto il problema del diritto di ciascuno a morire, prescindendo da costrizioni ideologiche di chiara ispirazione cattolica, potrebbe farci fare un passo in avanti nei diritti civili di quest'Italia simil-teocratica.
Eluana, in stato vegetativo, non vorrebbe starsene così: lo aveva espresso. Avrà diritto si o no ad andarsene in pace senza che per questo si debbano scateneare gli strali vaticani?
Ma, soprattutto, senza che la politica balbetti non sapendo come muoversi e delegando di fatto un giudice alla scelta?Mi piacerebbe chiedere a Veltroni come la vede, a nome del Pd. Balbetterebbe anche lui, visto che ha i teodem all'interno.
Si dibatterà per giorni di eutanasia, di diritto alla morte, di testamento bilogico e tutto il resto. Ma la politica arriverà a un nulla di fatto e ci toccherà pure subire le reprimende di Don Camillo (Ruini, non Fernandel), Bertone e Bagnasco.
L'accanimento terapeutico non dovrebbe essere accettato nemmeno dalla Chiesa, in teoria. Ma per Welby e per la Englaro queste cose non sembrano valere. Per il vecchio papa Giovanni Paolo II, sarebbe invece utile conoscere cosa accadde un paio d'anni fa tra lui e i suoi medici, visto che chiese di essere lasciato andare.
Lasciamo andare Eluana. Chi aspetta il miracolo non può imporre questa visione a tutti gli altri, tantomeno a Beppino Englaro e a chi sogna un'Italia laica e moderna.
Visto che ci sono, comunico questo, a chi mi conosce di persona: se mi trovassi disgraziatamente nella condizione di Eluana, ossia in coma irreversibile per più di sei mesi (diamoci uno spiraglio), VOGLIO CHE STACCHIATE TUTTO. FATEMI ANDARE. IO NON CREDO IN DIO E NEI MIRACOLI, OK? Vale come testamento biologico?

mercoledì, agosto 08, 2007

L'indecenza della Legge 40

C'è da ringraziare Riccardo Iacona e il suo "W l'Italia Diretta", una delle poche cose da salvare in quest'estate che avanza.
La puntata di ieri ha avuto il merito di riportare l'attenzione sulla Legge 40, una delle famigerate eredità del Parlamento precedente che nemmeno un referendum è riuscito a cancellare. Una legge che, naturalmente, anche il Parlamento attuale si guarda bene da toccare, visto che non ci sono i numeri per farlo. Troppi baciabanchi seduti per osare.
Così ieri abbiamo assistito ad una serie di racconti che mi hanno fatto indignare e vergognare di vivere in un paese dove vigono certe restrizioni mediovali, talebane, fobiche.
Aborti trigemini perchè bisogna impiantare tutti gli embrioni, per forza. Donne sottoposte a cure ormonali a ripetizione perchè al massimo gli embrioni da produrre sono tre e non se ne possono congelare. Coppie impossibilitate a far figli perchè affetti da problemi genetici che potrebbero essere trasmessi, visto che è vietata la diagnosi preimpianto. I più abbienti vanno all'estero, ad esempio in Turchia (in Turchia!); chi non può, deve rinunciare ad avere figli. Morale: in Italia, la fecondazione assistita è divenuta quasi un miraggio. E dietro ogni rinuncia ci sono coppie che vivono delle frustrazioni.
Il tutto perchè? Perchè si è voluto seguire un principio morale di natura cattolica, proni come siamo al Vaticano. Lo stesso Vaticano che poi, per bocca di Ruini, ha di fatto sabotato il referendum chiedendo agli italiani di non andare a votare.
Il ministro Turco allarga le braccia. Si arrampica sugli specchi quando Iacona le fa notare che finirà nello stesso partito con i teo-con, con gente come Paola Binetti.
E'incredibile. La Legge 40 è una vergogna. Voglio uno stato laico. Voglio abolire il Concordato. Voglio che i Tg e i giornali la smettano di pubblicare qualsiasi cosa dicano le gerarchie ecclesiastiche ed inizino a snobbarle come fanno gli altri paesi civili. Voglio uno stato dove non si parta dal principio che Dio esiste, perchè non è sensato: ognuno scelga in cosa credere.
Voglio un paese dove la Legge 40 venga buttata nel cesso, assieme a tutte queste storture bigotte che non devono avere cittadinanza in un mondo moderno. Voglio che la si finisca con queste prove tecniche di teocrazia. Di origine della vita mi parlino gli scienziati e i biologi, non i cardinali.

sabato, maggio 05, 2007

Case & Chiesa


Mi è capitato di vedere ieri sera su La7 (una tv che sta crescendo proponendo delle buone alternative alla noia mortale delle solite reti) una parte del programma di Ilaria D’Amico, “Exit”. Si parlava di case: dai prezzi degli affitti a quelli delle vendite, rapportando il tutto alle disponibilità economiche della classica coppia di giovani che desiderano “metter su famiglia”. Il quadro dipinto è stato sconsolante: anche nelle periferie, ormai, per comperare un appartamento ci si deve praticamente impiccare ad un mutuo a vita, obbligati poi a dare alla banca delle garanzie imbarazzanti. I prezzi delle case, specie dopo l’avvento dell’euro, sono assolutamente fuori da ogni logica e puntano solo alle speculazioni.
Sentire poi che, per un autentico “buco” di 14 metri quadri, si chiedano 500 euro al mese in nero o che per un appartamentino di 45 metri quadri qualcuno abbia la faccia di chiedere 900 euro mi ha fatto venire il voltastomaco. Della logica di mercato me ne sbatto! Viva l’equo canone dei bei tempi! Porca miseria! Ma come fa un italiano medio a pagare certe cifre, con lo schifo di stipendi che ci sono in questo paese? Stipendi bassi (tra i più bassi d’Europa) e poi, perché siamo fighi, i prezzi più alti. Senza contare che un giovane non ha più la certezza di poter pagare la rata del mutuo, visto che la bellissima Legge Biagi (a proposito, Professore, soffre di amnesie, recentemente?) ha devastato ogni prospettiva, riportando il caporalato nel nostro paese.
Da tutto questo se ne deduce che metter su famiglia è diventato quasi impossibile.
Famiglia. Famiglia? Ma guarda un po’... a questo punto mi sono tornati in mente alcuni personaggi verso i quali un sacco di politici si inchinano… chessò, Ruini. O Bagnasco. O, accipicchia, Ratzinger. Loro parlano sempre di famiglia. “Difendere la famiglia”, dicono. Quella tradizionale. Il cuore della società. La famiglia.
Posso permettermi di suggerire una cosa? Se volete veramente difendere la famiglia, piantatela di fare le crociate contro i Dico. Dite una parolina, qualche volta, su quello che mina veramente la famiglia, o meglio il suo nascere: questo mercato del lavoro selvaggio e questo mercato dei beni fondamentali (la casa) che sfocia quasi nell’illegalità. Dite una parolina su questi temi, qualche volta. Dite che ci sono troppi furbi in giro. Troppa gente che affama il prossimo. Gente che poi magari viene a baciare i vostri anelli.
Fosse per me, abolirei il Concordato e smetterei di mettere in prima pagina ogni idiozia che vi riguarda. Ma, dal momento che siamo “terra di fedeli” (anche i mafiosi vanno in chiesa), devo rassegnarmi a continuare così. Ma almeno dite, in questi casi, anche qualcosa di utile.

giovedì, dicembre 21, 2006

Di nostra vita rendici padroni


Piergiorgio Welby è morto.
E' una di quelle rare volte (forse l'unica) che una notizia del genere mi rallegra.Alla fine è riuscito a fregare tutti. Tutti quelli che volevano dibattere all'infinito riguardo questa faccenda.
La vita è nostra: non è dello Stato, non è di Dio, non è della Chiesa.
E' nostra e dobbiamo veder riconosciuto il diritto di farla finita, quando decidiamo che deve essere così.