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giovedì, maggio 22, 2008

Bicchiere (di plastica) d'acqua

Non mi capita tutti i giorni di andare al bar e, quando ci vado, lo faccio per bere di fretta un caffè. Oggi mi trovavo a Padova per una faccenda e mi sono recato proprio in un bar per gustarmi un bell'espresso. Vista l'aria calda, ho anche pensato di bere un bicchier d'acqua. Mi hanno servito un bicchiere di plastica riempito a tre quarti di quel liquido trasparente che chimicamente parlando è H2O. Prezzo per tal bevanda: 60 centesimi. Ossia 1161,762 Lire. Diciamo 1200 Lire.
Ora, io mi chiedo com'è possibile che un bicchier d'acqua al bar costi quella cifra. Se nel 2001 mi avesse chiesto quei soldi sarei andato a bere dal rubinetto del bagno. Insomma, abbiamo perso la percezione del denaro, noi consumatori. Mentre chi offre servizi tutt'altro.
Ora chiedo ai commercianti e alla Confcommercio: vi difendete, quando vi accusano di aver fatto i furbi con l'euro, dicendo che anche per voi i prezzi delle forniture sono andati alle stelle. Io vi rispondo: dite balle. Se vado al supermercato, con quei soldi di acqua ne prendo almeno una bottiglia. Dov'è tutto questo aumento dell'acqua minerale da giustificare 1200 lire per un bicchiere? Ergo, siete stati furbi. Avete fregato il prossimo. Non c'è giustificazione per quel prezzo. Punto e basta. E, partendo dall'acqua, andiamo in su e scopriremo che ci avete fregato su tutto. Non pagate di più le forniture. Ci state solo fottendo.

mercoledì, marzo 12, 2008

Di quest'Italia facciamo banchetto

Serviva l'Ocse per dirci che siamo i più sfigati tra i popoli ricchi?
Che gli italiani abbiano dei salari bassi lo si è sempre saputo, sin dal luogo comune che "l'operaio tedesco prende molto di più dell'impiegato italiano". Dov'è la novità? Forse che siamo 23mi su 30 e che Spagna e Grecia stanno più in alto di noi.
Eppure, suvvia, non ci scoraggiamo! Abbiamo poco da scialaquare ma siamo ai primi posti in molte classifiche. Quella della corruzione, ad esempio. O delle lungaggini burocratiche. E, poi, siamo quelli che hanno i prezzi più alti, i servizi bancari più esosi, i manager pubblici più pagati, i parlamentari pure. La nostra macchina amministrativa costa una follia. Non parliamo poi dei costi della politica. Insomma, siamo un paese di poveracci che pagano tutto tantissimo e sulle cui spalle poggia una schiera di parassiti e affini che diventano milionari grazie ai giusti contatti. Il guaio è che tutto questo è considerato normale ed ogni giorno è una gara a chi si aggiudica un posto alla tavola di questo immenso banchetto.
Di quest'Italia si faccia banchetto e diamo quel che resta ai cani.

lunedì, febbraio 18, 2008

Spremi, spremi

Vuoi mettere gli inverni di una volta? Vuoi mettere le coltivazioni di una volta? A quei tempi non succedeva nulla di clamoroso perchè si sapeva che l'inverno portava il freddo, no?
E' di poco fa la notizia che la Confederazione italiana agricoltori stima aumenti su frutta e verdura da un minimo del 20% fino ad un massimo del 45%, causa persistere del maltempo.
Ormai non c'è nemmeno più il pudore di giustificare un po' meglio queste stronzate. Tanto non c'è mai nessuno che ostacola chichessia. Aumentare i prezzi è diventato lo sport nazionale. Praticamente la nostra economia si regge solo su questo. Stiamo andando sempre più a puttane e chi può, furbamente, aumenta i prezzi. Continua a spremere le tasche del prossimo. L'inflazione è fuori controllo da almeno 5 anni, checchè ne dica l'Istat. Dal 2002 credo sia a 3 cifre. E' desolante. E lo è ancora di più ascoltare queste giustificazioni idiote che un giorno danno la colpa al freddo, l'altro al caldo e l'altro ancora ad una congiunzione astrale sfavorevole ai nati in Aquario.

venerdì, gennaio 18, 2008

L'Istat si sveglia (forse)

"La notizia che mi ha più preoccupato oggi è il fatto che il 50 per cento delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese. L'Istat lo ha detto molto chiaramente. Penso sia la prima cosa sulla quale la politica deve riflettere e intervenire".(Walter Veltroni, 17 gennaio 2008)

Magari evitate di riflettere troppo che vi si logora il cervello. Intervenite.
La notizia delle difficoltà dei cittadini non è una notizia. Lo sappiamo da anni. La vera notizia è che finalmente anche l'Istat lo confessa. E' ammissibile una nazione dove si sventolano questi dati solo perchè un autorevole istituto lo afferma? Signori, bastava andare a chiedere alle migliaia di massaie incazzate da almeno 5 anni. E' dal 2002 che ci stanno fregando. Vediamo un po' di fatti:
1) Con l'arrivo dell'euro, il 1 gennaio del 2002, conviviamo per 2 mesi tra nuova moneta e "vecchia" lira. Poi, dal 1 marzo, la lira sparisce dalle nostre tasche. In contemporanea, svaniscono anche i centesimi (quelli che costruivano prezzi tipo 2,23 o 0,81), ritenuti "fastidiosi". I prezzi, a quel punto, impazziscono. Quello che costava 1.000 lire costerà 1 euro dopo poche settimane. I commercianti si riempiono le tasche.
2) Il governo nega. Marzano parla di "percezione". Berlusconi tira in campo la mamma al mercato. I cittadini sono allucinati. Chi ha un salario fisso si vede ridurre il potere d'acquisto del 50%. Chi può fare i prezzi, invece, inizia a comprarsi il Suv e a fare la bella vita. Si restinge lo spartiacque del ceto medio: chi si impoverisce, chi si arricchisce. I sindacati sonnecchiano.
3) A colpi di condono, il governo Berlusconi premia gli evasori e i costruttori abusivi. Nel frattempo, visto i tempi cupi, i risparmi finiscono sul mattone. Il prezzo delle case va alle stelle.
4) La ciliegina: la legge 30 permette alle imprese di costruire una nuova forma di caporalato nei confronti dei lavoratori. A pagare sono soprattutto i giovani.
5) Stranamente, i prezzi che con l'euro forte dovevano abbassarsi (tipo benzina) come sosteneva ai bei tempi Alan Friedman nelle sue lezioni economiche, continuano a levitare.
6) All'arrivo di Prodi, nulla cabia. La batosta inferta al ceto medio italiano non viene (per ora) assolutamente riparata.

Questi sono, sommariamente, i fatti. L'euro ci ha ammazzati. La legge Biagi ha fatto il resto. C'è un clima oscuro dove chi fa i soldi non fa che lamentarsi chiedendo sgravi, da scaricarsi naturalmente sulle spalle dei soliti noti. Dicono che il lavoro in Italia costa troppo e bisogna tagliare.
Signori... ci avete tagliato gli stipendi, le pensioni, la sanità, i servizi, la sicurezza di un futuro. Rimane solo che ci tagliate la gola.