Loro la chiameranno pure demagogia ma, considerando lo stato poco allegro dell'economia italiana, questa demagogia è bene farla. E' giusto ricordare che:
1) un parlamentare guadagna in un anno uno stipendio pari a 155.532 euro, contro una media di 27.827 euro di un cittadino italiano;
2) un parlamentare gode di una serie di benefit che ad un cittadino qualunque sono inimmaginabili, quali autostrade, treni, navi e aerei gratis;
3) un parlamentare lavora in media 752 ore all'anno contro le 2.080 ore di un lavoratore qualsiasi;
4) dopo 5 anni di mandato, un parlamentare acquisisce il diritto alla pensione. Per lo stesso diritto, un cittadino deve versare 35 anni di contributi (stanti le cose, che tendono al peggio);
5) un parlamentare ha diritto a 66 (sessantasei!) giorni di ferie l'anno, contro i 33 giorni di un normale cittadino.
Le fonti di questi dati sono autorevoli: l'Inps, l'Istituto Bruno Leoni, l'Istat, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica.
Qualsiasi commento sulla disparità tra un cittadino italiano e questa sorta di marziani fortunati, la Casta appunto, sarebbe inutile. I dati parlano da soli e il senso di sconforto pure. Quello che infastidisce è vederli saltare sulla sedia quando si ricorda loro tutto questo. Infastidisce sentirsi dire: "lei fa demagogia!". Fa rabbia dover tollerare tutto questo. Considerando poi che questo trattamento faraonico ottiene come ringraziamento praticamente il nulla... allora viva la demagogia!
http://it.finance.yahoo.com/notizie/Parlamentare-comune-cittadino-yfin-3327643538.html?x=0
mercoledì, ottobre 26, 2011
Parlamentare vs. cittadino
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martedì, settembre 27, 2011
Ricordo di Sergio Bonelli

Come non interrompere il silenzio per ricordare commosso il grande Sergio Bonelli? L'editore di quasi tutti i fumetti che ho amato sin da bambino. In primis, Mister No. Ma anche Tex, Zagor, Ken Parker, Martin Mystère, Dylan Dog, Nathan Never, Julia, e molti altri. Un grande personaggio, sempre fedele al suo stile, alla sua coerenza e alle antiche regole del buon fumetto italiano. Mai un cedimento sul fronte pubblicitario, mai una sbavatura oltre gli schemi. Ho avuto il piacere di incontrarlo anni fa a Padova. Gli dissi: "Lei è il mio papà fumettistico!". Lui rise di cuore. Ed è vero: per buona parte della mia infanzia e adolescenza, Mister No è stato come un fratello maggiore. Ed il mondo di Bonelli un punto di riferimento, un'isola felice. Atè logo, Maestro. Ci mancherai.
giovedì, aprile 21, 2011
Non sono morto
Non sono morto. Questa, almeno per me, è una notizia tranquillizzante. Sono solo scomparso da questo blog da circa un anno per una serie di motivi che non sto qui ad elencarvi. Ho fatto altro, ho cambiato alcune cose. Vi racconterò tutto al più presto, visto che dal prossimo mese ho intenzione di riprendere a scrivere con un po' di impegno. Di cose da discutere ce ne sarebbero tante. Ho il rimpianto di aver perso praticamente un anno di vicende italiane, segnate naturalmente dal nostro super-premier che ha portato questo paese a livelli di una drammaticità assoluta. Di solito gli eroi si sacrificano per il bene dei molti, della propria nazione. Qui abbiamo un Paese che si è di fatto suicidato per salvaguardare un uomo solo. Eh, già ... quante cose ho mancato di commentare! Dal caso Ruby alle manovre di palazzo, dalla guerra in Libia a Fukushima. Per non parlare del dietrofront sul nucleare. I fatti accadono e bisogna stare sulla notizia. Io non l'ho fatto per un anno e mica posso mettermi a recuperare. Pertanto guardo avanti. Tra qualche settimana torno qui, cambio grafica al sito e mi rimetto a fare AnimaKonfusa. L'unica cosa che mi premeva era dire che non sono morto. Si sa, quando un blogger scompare, mica lo dicono ovunque che non c'è più. Specie un blogger piccolo piccolo come me. Ma sono vivo. E torno presto.
venerdì, maggio 21, 2010
Il ritorno del Liga

Dopo un bel periodo di silenzio, rieccomi.
C'è tanta carne al fuoco di cui parlare, ma oggi trattiamo dell'ultimo disco di Ligabue, "Arrivederci, mostro!". Lungi dal fare una recensione, mi soffermo solo sull'emozione. Luciano è tornato con un album particolare. Sotto certi aspetti non c'è nulla di veramente nuovo. Ma ci sono due brani che lasciano il segno. Il primo è la traccia 6, "Caro il mio Francesco". Un'arrabbiatura forte contro il mondo della musica e i colleghi "topi", che però il Liga non specifica. Un'avvelenata del 2010, scritta sotto forma di lettera all'amico Francesco Guccini. Meritevole, ma con un po' di coraggio in più, qualche nome lo si doveva fare, almeno nelle interviste.
La vera perla è un'altra, però. Si chiama "Quando mi vieni a prendere", la penultima traccia. Liga racconta una storia sconvolgente, vista con gli occhi di un bambino. E' una storia terribilmente vera, accaduta a inizio 2009 a Dendermonde,vicino Bruxelles. Un ventenne è entrato in un asilo, uccidendo la maestra e due bambini e ferendone altri dodici con un coltello.
Ligabue canta con una voce dolente, a tratti emozionata. E' lui, il bambino del racconto. Il testo è agghiacciante, la musica fa venire freddo, giocata com'è da rumori, contrabbasso, sirene e via dicendo. Da groppo alla gola. Per ascoltarla bisogna essere predisposti. Se ne esce attoniti, straziati. Non ricordo di essermi mai commosso fino alle lacrime, ascoltando una canzone. Stavolta ci sono andato molto vicino.
Quando mi vieni a prendere
Mia madre che ha insistito che facessi colazione
e sa che la mattina il mio stomaco si chiude
ho finto di esser stanco, ho finto di star male
lei non ci casca più e io non schivo più l’asilo
in macchina si è messa a cantarmi una canzone
è sempre molto bella anche se oggi non mi tiene
il latte viene su e mi comincio a preoccupare
che in mezzo a tutti gli altri mi vergogno a vomitare
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola
Quando giochiamo insieme a qualche cosa?
E la maestra oggi sembra molto più nervosa
non so se è colpa nostra o se sente chissà cosa
un paio di noialtri le fanno sempre fare il pieno
e io vorrei soltanto che non mi stessero vicino
e poi è stato come quando tolgono la luce
la maestra urlava come con un’altra voce.
Se non stiamo buoni arriva forse l’uomo nero
io prima ho vomitato e lui adesso è qui davvero
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola
vieni un po' prima fammi una sorpresa
e l'uomo nero forse è qui perchè ci vuol mangiare
non vedo la forchetta ma il coltello può bastare
ti chiedo scusa mamma se ti ho fatta un po' arrabbiare
ma fai fermare tutto che ho capito la lezione
e tu e papà che litigate spesso sul futuro
e io che sempre chiedo "ma il futuro che vuol dire?"
e l'uomo nero gioca e questo gioco quanto dura
ma forse dopo questo gioco avrò meno paura
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola
ti devo chiedere un'altra volta scusa?
e la maestra adesso è sdraiata, sta dormendo
i miei amici urlano, qualcuno sta ridendo
ci sono le sirene e sono sempre più vicine
che giochi enormi che sa organizzare l’uomo nero
i miei amici ora stanno solamente urlando
e tutti quanti insieme è proprio me che stan guardando
ma non ho scelto io di stare qui con l'uomo nero
appena lui mi lascia è con voi che voglio stare
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola
Vieni un po’ prima fammi una sorpresa
C'è tanta carne al fuoco di cui parlare, ma oggi trattiamo dell'ultimo disco di Ligabue, "Arrivederci, mostro!". Lungi dal fare una recensione, mi soffermo solo sull'emozione. Luciano è tornato con un album particolare. Sotto certi aspetti non c'è nulla di veramente nuovo. Ma ci sono due brani che lasciano il segno. Il primo è la traccia 6, "Caro il mio Francesco". Un'arrabbiatura forte contro il mondo della musica e i colleghi "topi", che però il Liga non specifica. Un'avvelenata del 2010, scritta sotto forma di lettera all'amico Francesco Guccini. Meritevole, ma con un po' di coraggio in più, qualche nome lo si doveva fare, almeno nelle interviste.
La vera perla è un'altra, però. Si chiama "Quando mi vieni a prendere", la penultima traccia. Liga racconta una storia sconvolgente, vista con gli occhi di un bambino. E' una storia terribilmente vera, accaduta a inizio 2009 a Dendermonde,vicino Bruxelles. Un ventenne è entrato in un asilo, uccidendo la maestra e due bambini e ferendone altri dodici con un coltello.
Ligabue canta con una voce dolente, a tratti emozionata. E' lui, il bambino del racconto. Il testo è agghiacciante, la musica fa venire freddo, giocata com'è da rumori, contrabbasso, sirene e via dicendo. Da groppo alla gola. Per ascoltarla bisogna essere predisposti. Se ne esce attoniti, straziati. Non ricordo di essermi mai commosso fino alle lacrime, ascoltando una canzone. Stavolta ci sono andato molto vicino.
Quando mi vieni a prendere
Mia madre che ha insistito che facessi colazione
e sa che la mattina il mio stomaco si chiude
ho finto di esser stanco, ho finto di star male
lei non ci casca più e io non schivo più l’asilo
in macchina si è messa a cantarmi una canzone
è sempre molto bella anche se oggi non mi tiene
il latte viene su e mi comincio a preoccupare
che in mezzo a tutti gli altri mi vergogno a vomitare
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola
Quando giochiamo insieme a qualche cosa?
E la maestra oggi sembra molto più nervosa
non so se è colpa nostra o se sente chissà cosa
un paio di noialtri le fanno sempre fare il pieno
e io vorrei soltanto che non mi stessero vicino
e poi è stato come quando tolgono la luce
la maestra urlava come con un’altra voce.
Se non stiamo buoni arriva forse l’uomo nero
io prima ho vomitato e lui adesso è qui davvero
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola
vieni un po' prima fammi una sorpresa
e l'uomo nero forse è qui perchè ci vuol mangiare
non vedo la forchetta ma il coltello può bastare
ti chiedo scusa mamma se ti ho fatta un po' arrabbiare
ma fai fermare tutto che ho capito la lezione
e tu e papà che litigate spesso sul futuro
e io che sempre chiedo "ma il futuro che vuol dire?"
e l'uomo nero gioca e questo gioco quanto dura
ma forse dopo questo gioco avrò meno paura
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola
ti devo chiedere un'altra volta scusa?
e la maestra adesso è sdraiata, sta dormendo
i miei amici urlano, qualcuno sta ridendo
ci sono le sirene e sono sempre più vicine
che giochi enormi che sa organizzare l’uomo nero
i miei amici ora stanno solamente urlando
e tutti quanti insieme è proprio me che stan guardando
ma non ho scelto io di stare qui con l'uomo nero
appena lui mi lascia è con voi che voglio stare
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola
Vieni un po’ prima fammi una sorpresa
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giovedì, aprile 15, 2010
Vianello, gentiluomo della Tv
"Gentiluomo" è un termine che si addiceva proprio bene a Raimondo Vianello. Anche lui, come Mike, è stato un personaggio televisivo da sempre presente, per chi appartiene alla mia generazione. Non ricordo certo i tempi con Tognazzi, ma di certo quelli con Sandra Mondaini sono impressi nella mia memoria: da "Noi no" a "Tante scuse", da "Io & la Befana" ad "Attenti a noi due". Per arrivare poi agli anni della sit-com "Casa Vianello". Sempre impeccabile, ironico, tagliente. Irripetibili le sue gag con Sandra, le sue finte cattiverie, il suo saper essere cinico. Dispiace salutare per sempre anche lui. Dispiace per Sandra, malata a sua volta. Sono stati una coppia straordinaria. Cribbio, tutti i volti della tv della mia infanzia se ne stanno andando! Buon viaggio, Raimondo!
RAIMONDO VIANELLO (1922 - 2010)
martedì, aprile 13, 2010
Più parlano e più si fanno male
E' proprio vero che più parlano e più si fanno male, 'sti alti papaveri della Chiesa. Sono talmente in preda al panico, vedendosi sputtanati in modo incontrollabile, che tentano di rattoppare la falla a mani nude. Ma le sparano troppo grosse. Dopo le uscite incredibili di Cantalamessa, del vescovo di Grosseto Babini e del cardinale decano Sodano, tutti intenti a delineare un teorema sionista/massonico per sradicare l'istituzione, ci si è messo anche l'ineffabile Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, che dal Cile, oltre ad annunciare i nuovi provvedimenti contro i preti pedofili, fa un arzigogolato accostamento tra questi e gli omosessuali. In pratica, non c'è nesso tra la pedofilia e il celibato dei i preti. C'è invece tra pedofilia e omosessualità. Cosa pazzesca, da dire e udire. Questi cercano di dare una spiegazione a tutto, purchè ne resti illesa la figura della Chiesa. E fanno altri danni. Un po' me la rido a vederli in difficoltà. Era tempo che ci si accorgesse di quante meschinità ci sono in questi personaggi in tonaca, quanta miseria nelle loro parole. L'Europa si è svegliata. C'è chi vuole processare Ratzinger, chi vorrebbe arrestarlo, chi, nella sua Germania, imbratta i muri della sua casa natale. Ora, questi sono eccessi che non condivido. Mi basterebbe che si comprendesse che la Chiesa è un'istituzione che nulla ha a che vedere con l'originario messaggio cristiano e che, salvo per i preti in prima linea, ci si rendesse conto che deve essere superata e magari chiusa. Per un risveglio concreto delle coscienze. Lontane da un partito ideologico e omofobo, medievale e oscurantista. Fatto di persone piene di superbia e rancore, pronte a sputare sentenze contro tutti. Salvo moderarsi con chi, magari ciarlatano, magari non propriamente morigerato, è pronto a sganciare denari a volontà.
Sto con Emergency

Senza dubbi, solidarietà ad Emergency e a Gino Strada. Alla faccia dei tentennamenti del ministro Frattini e delle sparate di La Russa e Gasparri. Alla faccia di "Libero" e "Il Giornale" che fanno delle affermazioni agghiaccianti sui tre prigionieri. Terroristi? Non ci credo neanche un po'. Quelli di "Emergency" sono tipi che vanno a curare i feriti. Magari quelli che saltano sulle mine antiuomo fabbricate in Italia. Curioso leggere Belpietro e Feltri, garantisti solo se si tratta del padrone, pronti a fare allusioni pesantissime. Il problema è che l'organizzazione di Strada, in Afghanistan, sta sulle palle a molti. In ambo i fronti di guerra. Solidarietà ad Emergency, auspicando che il governo si muova e faccia il suo dovere, anzichè ammiccare.
giovedì, aprile 08, 2010
Il mantra delle riforme
Ancora una volta, Napolitano ha firmato una legge prodotta da questa maggioranza. E' quella sul "leggittimo impedimento" che metterà in salvo per 18 mesi B. e la sua cricca da ogni noia giudiziaria. La cosa è palesemente anticostituzionale, dal momento che tutti dovremmo essere uguali dinanzi alla legge. Così, invece, il distinguo è certificato. E' come il Lodo Alfano, insomma. E, infatti, la Consulta l'ha bocciato. Eppure il Presidente ha firmato di nuovo una cosa che nega i principi costituzionali. E ridona il sorriso al Cavaliere, naturalmente.
Ora la parola d'ordine è: riforme. "Riforme necessarie". "Riforme non più rinviabili". "Riforme che tutti i cittadini vogliono". Abituiamoci a sentire questa parola ancora a lungo: è l'alibi di moda per giustificare l'esistenza della politica. Ma nessuno ci spiega chiaramente che cazzo sono queste riforme e a cosa servono. Presidenzialismo? Semi-presidenzialismo alla francese? Poteri del premier? E, secondo loro, i cittadini chiedono questo? Davvero? Cioè, un italiano si alza la mattina e si imbottiglia nel traffico per andare al lavoro e guadagnare un salario di merda con il quale sopravvivere, secondo loro pensa alle "indispensabili riforme"? Un italiano vede schizzare i prezzi di continuo, non ultimo la benzina, e riflette sul semipresidenzialismo? Un imprenditore che si sta indebitando fino al collo e cerca di non licenziare i suoi dipendenti ha come primo pensiero la qualità dei poteri del premier? E un cassaintegrato che rischia il licenziamento mentre a casa ha tre figli, secondo loro sente impellente l'elezione diretta del capo dello Stato? Ma dove vivono, 'sti maledetti?
Cazzo, le riforme utili dovrebbero essere quelle per rilanciare l'economia, il sistema-Paese, lo sviluppo, il lavoro, la ricerca. Per avere una sanità migliore, dei trasporti decenti, delle strade percorribili. Avere una vera concorrenza, dei mutui accessibili, delle scuole che funzionino, una giustizia veloce e giusta, meno evasione fiscale. Evitare di essere il fanalino di coda negli stipendi ma in testa nei prezzi. E questi disserteranno per mesi su come cambiare le istituzioni. Su come improntare un federalismo fiscale senza risorse e che appare costosissimo. Su come blindare ancora di più la casta politica. Tenendo questa parola in primo piano: riforme. Nuovo mantra vuoto, arma di distrazione di massa.
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mercoledì, aprile 07, 2010
B&B
La cena di Arcore tra i due vincitori, Berlusconi e Bossi, si è risolta con la più cinica delle spartizioni: al Cavaliere la riforma della Giustizia e alla Lega tutto il resto. Sapere che il disegno della nuova Italia è stato affidato ai lumbard mette a disagio, per usare parole morbide. Gente come i Bossi (il Senatùr e la trota), Calderoli e compagnia decideranno come dovrà essere il Paese. Spero che il Pd non partecipi alle riforme "condivise", anche se Max sarà già al lavoro per inciuciare a più non posso.
L'unica cosa di rilievo è il fatto che Silvio abbia gettato la maschera: a lui interessa solo la Giustizia. Una volta che avrà messo la museruola ai magistrati, avrà compiuto la sua vera missione, iniziata con la discesa in campo del '94: liberarsi di tutte le grane giudiziarie che, se non avesse fatto il politico, lo vedrebbero ospite delle galere patrie. Finalmente si è rivelato: non era qui per salvare la Patria ma per salvare se stesso.
Prospettiva? Opposizione evaporata a breve (quel po' che c'era), riforme che spianeranno quel po' di buono rimasto e poi l'ultimo atto, nel 2013: Silvio al Quirinale e Umberto a Palazzo Chigi. Default permettendo, naturalmente.
C'è quasi da sperare che il mondo finisca nel 2012, come dice qualche credulone.
L'unica cosa di rilievo è il fatto che Silvio abbia gettato la maschera: a lui interessa solo la Giustizia. Una volta che avrà messo la museruola ai magistrati, avrà compiuto la sua vera missione, iniziata con la discesa in campo del '94: liberarsi di tutte le grane giudiziarie che, se non avesse fatto il politico, lo vedrebbero ospite delle galere patrie. Finalmente si è rivelato: non era qui per salvare la Patria ma per salvare se stesso.
Prospettiva? Opposizione evaporata a breve (quel po' che c'era), riforme che spianeranno quel po' di buono rimasto e poi l'ultimo atto, nel 2013: Silvio al Quirinale e Umberto a Palazzo Chigi. Default permettendo, naturalmente.
C'è quasi da sperare che il mondo finisca nel 2012, come dice qualche credulone.
domenica, aprile 04, 2010
Bye bye Blake
Per chi, come me, ha amato molto "Dynasty" negli anni '80, se ne va il vero simbolo della serie. Era il patriarca Blake Carrington. Lui e le sue due mogli, Krystle (Linda Evans) ed Alexis (Joan Collins) hanno fatto la storia del serial attraverso nove stagioni, dal 1981 al 1989.
venerdì, aprile 02, 2010
Italia 2010/1
Ho aspettato qualche giorno dall'ubriacatura elettorale per fare un paio di riflessioni. Le vorrei esprimere di seguito:
1) Berlusconi ha vinto. Non meniamocela con la storia che il Pdl ha perso qualche punto percentuale. Anche se il successo è stato principalmente un successo della Lega Nord, il premier ne esce più forte che mai. Alla faccia di chi ne leggeva il declino;
2) Galvanizzato dall'ennesimo referendum su se stesso finito alla grande, Berlusconi ora andrà dritto per la sua strada: via le intercettazioni, riforma della giustizia e, udite udite, presidenzialismo;
3) Si torna a parlare di riforme condivise, vecchia muffa che significa sempre la stessa solfa: il premier fa quello che vuole e il centrosinistra borbotterà qualcosa di incomprensibile. I migliori amici di Silvio, D'Alema e Violante, sono già al lavoro per ripetere la pantomima. I giornali italiani, per la maggior parte, continuano incredibilmente a dare spazio a questa menata, come se queste riforme servissero, come se il premier avesse bisogno di più poteri, come se intercettazioni e giustizia fossero un tema diverso da quello che è: salvaguardare i furbi e i disonesti;
4) Non si parla abbastanza del fatto che il 50% degli italiani dichiara 15 mila euro l'anno, cosa ridicola, non fosse da delinquenti;
5) Il Tg1 è diventato inguardabile e fa le epurazioni;
6) I primi atti dei nuovi governatori di Veneto e Piemonte, i leghisti Zaia e Cota, sono da shock: vietare l'uso della Ru486. Ovviamente è solo propaganda, perchè non possono realmente intervenire. Eppure la Chiesa plaude alla nuova crociata anti-abortista, per bocca di mons. Fisichella. E' il dazio che questo centrodestra paga al Papa (un Papa molto in difficoltà ovunque tranne che qui) per l'appoggio. Siamo alla teocrazia populista;
7) Il Pd non ne combina una di giusta: ha perso anche per candidature impopolari, il che la dice lunga sulla lucidità dei suoi dirigenti. Ora si sbraneranno, faranno ancora un lungo ciclo di autocoscienza e rimarranno impantanati per mesi. Già si stanno rassegnando a perdere anche nel 2013, vedendo poi Berlusconi al Quirinale;
8) Napolitano compie il miracolo di rinviare una legge alle Camere, quella sui licenziamenti. Così ha spuntato la casella "rinvio" nella sua agenda. Ora potrà riprendere a firmare le leggi che realmente interessano al premier.
Saranno tre anni durissimi, più duri di tutti quelli precedenti. Il centrodestra, sempre più leghista, è a livelli di potere stellare. La Chiesa è apertamente al suo fianco. L'opposizione non esiste, incapace di qualsiasi cosa sensata. Bersani è stata una delusione. L'Impero è alle porte, la resistenza è isolata sul mondo ghiacciato di Hoth. E non abbiamo nemmeno uno Yoda che ci insegni le tecniche Jedi per usare la Forza. Invece, di certo, ci sono Darth Vader e Palpatine. E il popolo è con loro.
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giovedì, marzo 25, 2010
La Chiesa con le ossa rotte
I nostri telegiornali ne parleranno pochissimo, ma quello che sta succedendo in queste ore è una delle crisi di popolarità più gravi che abbiano mai colpito la Chiesa. La notizia fornita dal New York Times a proposito degli abusi di un prete americano dedito alla violenza contro
200 bambini sordomuti in una scuola del Wisconsin ha gettato scompiglio.
Specie se si sottolineano i nomi di chi ha occultato la faccenda, omettendo di denunciare questo mostro: Ratzinger e Bertone. Leggi l'autorità massima vaticana di questi anni.
Altra notizia: il corpo di Elisa Claps venne rinvenuto a gennaio nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza da due donne delle pulizie che avvertirono il parroco. Il quale, a quanto pare, tacque. Il cadavere viene dimenticato e rispunta solo a marzo. Vicenda da chiarire, ma è un'altro capitolo complicato da gestire per la Chiesa.
Torniamo al primo caso: questa faccenda tocca direttamente Benedetto XVI, il quale potrebbe avere delle responsabilità morali gravissime.
Che dire? Aspettiamo gli sviluppi, ma di certo sarà sempre più difficile tollerare i predicozzi di chi ti vuole spiegare a vivere senza dare un esempio immacolato. La Chiesa ne sta uscendo con le ossa rotte.
Fiero di essere lontano dai meccanismi ecclesiastici. Rispettoso della parte buona dell'Istituzione, quella fatta di bravi preti che svangano i problemi con pochi mezzi e tanta buona volontà. Inorridito per quelli che si macchiano di questi "peccati" e che sembrano tantissimi. Fiero, anche se è fuori contesto, di essere ateo. Desideroso, inoltre, che questo Concordato venga prima o poi abolito.
200 bambini sordomuti in una scuola del Wisconsin ha gettato scompiglio.
Specie se si sottolineano i nomi di chi ha occultato la faccenda, omettendo di denunciare questo mostro: Ratzinger e Bertone. Leggi l'autorità massima vaticana di questi anni.
Altra notizia: il corpo di Elisa Claps venne rinvenuto a gennaio nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza da due donne delle pulizie che avvertirono il parroco. Il quale, a quanto pare, tacque. Il cadavere viene dimenticato e rispunta solo a marzo. Vicenda da chiarire, ma è un'altro capitolo complicato da gestire per la Chiesa.
Torniamo al primo caso: questa faccenda tocca direttamente Benedetto XVI, il quale potrebbe avere delle responsabilità morali gravissime.
Che dire? Aspettiamo gli sviluppi, ma di certo sarà sempre più difficile tollerare i predicozzi di chi ti vuole spiegare a vivere senza dare un esempio immacolato. La Chiesa ne sta uscendo con le ossa rotte.
Fiero di essere lontano dai meccanismi ecclesiastici. Rispettoso della parte buona dell'Istituzione, quella fatta di bravi preti che svangano i problemi con pochi mezzi e tanta buona volontà. Inorridito per quelli che si macchiano di questi "peccati" e che sembrano tantissimi. Fiero, anche se è fuori contesto, di essere ateo. Desideroso, inoltre, che questo Concordato venga prima o poi abolito.
mercoledì, marzo 24, 2010
Basta col far finta che tutto sia normale!
Fino a che punto un'istituzione dello Stato può attaccare un'altra istituzione, offendendola con una violenza e un vocabolario spegiudicato? Come si può tollerare un Presidente del Consiglio che ripetutamente e in ogni occasione (manifestazione, giri elettorali, televisione) attacca e accusa la Magistratura? Come può un uomo che rappresenta il governo del Paese osare bollare i giudici con termini quali "talebani" e urlando che l'Italia è in mano loro? Come può essere consentito questo livello di aggressività, questo livore, questo linguaggio eversivo senza che nessuno parli di follia, di attentato alla Costituzione? Perchè Napolitano continua a nicchiare, a minimizzare, a fare il cerchiobottista, a parlare in modo generico senza prendersi la responsabilità di far finire questa vicenda? Perchè i giudici e i pm del mio Paese devono essere trattati come delle merde? Perchè tutto deve essere consentito a questo uomo pieno di rabbia, che strepita contro i magistrati solo perchè questi vogliono applicare le leggi e vederci chiaro nelle decine di oscure faccende che lo riguardano? Come cittadino italiano mi sento offeso da un simile comportamento. Il Presidente del Consiglio dei ministri non deve permettersi un simile comportamento. Quando è troppo è troppo. E' inadeguato al ruolo che svolge. E, visti i risultati ottenuti in nove anni di governo quasi continuativo (escluso un anno e mezzo, insomma),ha pure fallito la sua missione. L'unica cosa
che sa fare è dividere e mettere italiani contro italiani. Ora servirebbe darci un taglio. Costi quel che costi, è anche una questione di dignità. Napolitano la smetta di far finta che tutto questo è normale e prenda il toro per le corna, prima che la situazione divenga irreversibile. Se non lo è già, come credo.
che sa fare è dividere e mettere italiani contro italiani. Ora servirebbe darci un taglio. Costi quel che costi, è anche una questione di dignità. Napolitano la smetta di far finta che tutto questo è normale e prenda il toro per le corna, prima che la situazione divenga irreversibile. Se non lo è già, come credo.
lunedì, marzo 22, 2010
Ed ecco la Cei
Era impossibile che, stavolta, la Chiesa stesse zitta, magari per pensare un po' alle proprie vergogne, allo scandalo della pedofilia che (tranne in Italia) l'ha sputtanata ovunque. No, impossibile. Ed ecco la Cei, ecco Bagnasco. E, senza giri di parole, questi prelati ci dicono di votare a destra. Ossia per quella parte politica "che difende il valore assoluto della vita" (purchè non viaggi in barcone). Da leggersi, ovviamente, come "vi aiutiamo se poi ci fate una legge contro l'aborto". E il problema è sempre lo stesso: le parole della Cei, che nel resto d'Europa verrebbero considerate come idee obsolete prodotte da una riunione di vecchietti, qui finiranno in prima pagina.
La Chiesa non tace nemmeno di fronte alla situazione da Repubblica delle Banane nella quale è finita l'Italia per colpa di una classe politica (intera, con picchi più osceni). Nemmeno di fronte agli episodi di corruzione, di malcostume, di soprusi, di puttane. Niente da fare. Alla fine intervengono, come se nulla fosse. Bagnasco parla e dobbiamo sopportare anche questo, allontanandoci di un altro passo dal presente per continuare a stare nel Medioevo.
Coraggio, almeno sorridiamo: il massimo della difesa dei vescovi riguardo la pedofilia, è ribadire che "non è un fenomeno che interessi solo la Chiesa". E questo che accidenti vuol dire? Siete forse meno colpevoli? Siete invece molto più colpevoli. Perchè voi dovreste portare la Luce. Mentre qui si vedono solo tenebre, tenebre, tenebre.
sabato, marzo 20, 2010
Abruzzesi, non ringraziate nessuno
Oggi, il coordinatore del Pdl Dennis Verdini ha così detto, riferendosi agli abruzzesi:
- "Gli abbiamo dato le case, non posso credere che gli abruzzesi beneficiati non vengano in piazza a San Giovanni".
- "Un gruppo così folto di deputati, senatori e consiglieri regionali deve quantomeno andare nei quartieri ricostruiti dove sono state consegnate le case a 40 mila persone, con un semplice megafono, reclamizzando la manifestazione romana e sollecitando quelle persone a ringraziare Berlusconi venendo in piazza San Giovanni, perché il governo ha fatto per l'Abruzzo qualcosa che non è mai stato fatto nella storia del paese".
- "Non posso credere che quella popolazione beneficiata non riempia cento pullman oltre a quelli già organizzati".
E, credo, altre carinerie del genere. Roba da voltastomaco. Perchè questo modo di intendere le cose induce solo a pensare ad una cosa: questi si aspettano che un'intera regione si prostri a baciare i piedi al Sovrano. Come se quello che è stato fatto fosse una grazia concessa da questa banda al potere. Non un DOVERE, un preciso DOVERE di una nazione civile.
Gli abruzzesi non devono proprio ringraziare nessuno. Siamo una nazione, uno stato. Quello che è stato fatto è stato fatto con i soldi di tutti, con l'impegno di un Paese intero ed era nel DIRITTO di ogni cittadino abruzzese che ciò avvenisse. Come sarebbe un DIRITTO per ciascuno di noi, porca l'oca. Cari abruzzesi, non azzardatevi a ringraziare il Sovrano! Non siete sudditi graziati. Siete cittadini. Le calamità naturali da gestire sono un DOVERE dello Stato, non una concessione berlusconiana, chiaro? Non fatevi umiliare in questo modo! Pensate proprio che, se al governo ci fosse stato qualcun altro, nessuno avrebbe mosso un dito? Non sarebbe ora di smetterla con questa favola del "fantastico lavoro fatto a L'Aquila e dintorni"? Questi fanno una cosa che DEVONO per legge fare e la vendono come un miracolo. E ora vogliono il ringraziamento. Verdini ha detto delle parole miserabili. Più che un politico di una nazione europea del 2010 sembra un gerarca di Saddam. A quando le statue di Silvio in piazza?
venerdì, marzo 19, 2010
Vigilia di cambiamenti
Credo che domani ci saranno offerti, da Roma, argomenti per discutere un bel po' di tempo. La manifestazione del centrodestra, organizzata minuziosamente dalla macchina da propaganda berlusconiana, sarà senz'altro un evento. L'assaggio c'è già negli strali di questi ultimi giorni, culminati con l'ennesimo schiaffone a Napolitano parlando di prossima elezione diretta dell'inquilino del Quirinale.
D'altra parte, la vicenda Masi-Innocenzi-Minzolini alias caso-Trani, è stato un duro colpo da digerire per il Cavaliere. Ora la priorità, dopo le elezioni, sarà di abolire le intercettazioni. Cosicchè si possano dare ordini e insulti in Rai senza problemi. Prepariamoci: ho il sentore che da domani lo scenario politico subirà una repentina variazione. Tranne una: Bersani & co. continueranno a dormire.
D'altra parte, la vicenda Masi-Innocenzi-Minzolini alias caso-Trani, è stato un duro colpo da digerire per il Cavaliere. Ora la priorità, dopo le elezioni, sarà di abolire le intercettazioni. Cosicchè si possano dare ordini e insulti in Rai senza problemi. Prepariamoci: ho il sentore che da domani lo scenario politico subirà una repentina variazione. Tranne una: Bersani & co. continueranno a dormire.
giovedì, marzo 18, 2010
Aldo Busi show
Io ho trovato straordinario lo show di Aldo Busi, ieri sera durante la terza puntata dell'"Isola dei Famosi 7". Straordinario perchè è stato, eccessi a parte, un esempio di intelligenza, di cultura e di cancellazione dell'ipocrisia come ne se ne vedevano da tempo in tv. Se girate su YouTube, guardatelo. Ne val la pena. Guardate la Ventura che annaspa, vinta da un fiume di parole schiette, colte, spietate. Assistete all'ira delle Venier, offesa dalle insinuazione dello scrittore di essersi rifatta, per "avere il culo come trent'anni fa". Le due signore, Ventura e Venier, a questo punto sbroccano e decidono per la sua cacciata dallo show. Inutile, del resto, visto che Busi voleva andarsene di suo.Ovvio che, trovandosi di fronte un personaggio intellettualmente molto più elevato di loro, le due debbano alla fine rifugiarsi nell'isteria.
In conclusione, Busi se ne va e rimane, ad esempio, un tal Federico Mastrostefano, professione tronista, che ieri non ha saputo dire nemmeno chi fosse Napolitano. Ma, dico io, è mai possibile che un giovane non sappia chi è il Presidente della Repubblica? Probabilmente non ha mai letto un libro o un giornale ed è perennemente preso nel gonfiarsi i bicipiti e i pettorali.
Busi denuncia: "è questa l'Italia!", riferendosi alla pochezza dei suoi compagni naufraghi. Per questo, afferma, non c'è amore per la cultura, spazio per la ricerca. La sinistra? Finchè sarà clericale non sarà sinistra. Le tasse? "io le ho sempre pagate ed è un dovere". Bordata al governo: se non abbiamo le due aliquote del 23 e 33 percento, a che cavolo è servito il governo di destra e Berlusconi?Il Papa? Rappresenta una Chiesa afflitta da omofobia. E l'omofobia nasconde un'omosessualità repressa. Poi, scivola sul tema delle adozioni con una battutaccia che poteva evitare. Ma, in generale, ha dato una scossa al reality.
Busi è borderline, lo si sapeva. Ma, senza di lui, quest'Isola 7 perde ogni interesse, concentrandosi sulla pochezza rimasta e sull'ingresso di Ivana Trump.
Non voglio dire che condivido ogni frase e volgarità dello scrittore, ma di certo sarebbe stato molto più salutare di un tronista terribilmente ignorante.
mercoledì, marzo 10, 2010
I superuomini non si discutono
Ecco come questi paladini delle libertà tollerano il dissenso. Quando si vuol essere governati da dei superuomini, probabilmente prima si dovrebbero considerare gli effetti collaterali.
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domenica, marzo 07, 2010
Le Golpe del PD
Perchè il Pd è una schifezza e i suoi dirigenti, in primis Bersani, degli incapaci? Perchè, semplicemente, non si può attaccare l'ignobile decreto salva-liste e, nello stesso tempo, difendere l'operato del Presidente della Repubblica. Napolitano ha commesso un atto che deturpa la democrazia, mancando al suo dovero di sommo garante della Costituzione. Agli occhi di molti italiani, questo Presidente è, se non complice, comunque corresponsabile di quello che è stato fatto. Non si capisce perchè il Capo dello Stato non possa essere criticato. Non possa essere "tirato in ballo", come dicono i politici per chiudere la questione. Napolitano ha ballato eccome. E, se siamo ancora una democrazia (?), ciascun cittadino ha il diritto di dire che ha commesso un terribile errore. Ed il Pd, a questo punto, dovrebbe rimarcarlo, invece di mettere la testa sotto la sabbia: negare le cose e fingere di non vedere ha portato già una volta a situazioni catastrofiche. Ora siamo al bis. Come allora, sarà stata la minaccia di una nuova marcia su Roma velatamente ipotizzata da La Russa (il ministro della Difesa!) a portare Napolitano a miti consigli?
sabato, marzo 06, 2010
Le Golpe di Napolitano
Anche grazie alla cancellazione di ogni trasmissione che possa indurre ad un minimo di riflessione, ieri notte è accaduto il golpe. Il Cdm ha varato il decreto salva-liste. E Napolitano, subito dopo, ha firmato. Con questo, spiace dirlo, la democrazia in Italia è fottuta. Basti considerare che, se essa si basa sul rispetto delle regole, ieri è stata stuprata per decreto. Ennesima dimostrazione di forza e di arroganza di questa ciurma al timone.
Ma la cosa più grave è che, contrariamente a quanto aveva dichiarato ("solo con una soluzione condivisa"), Napolitano ha firmato questa cosa. Ora, si pretenderebbe anche che continuassimo a portare rispetto per quest'anziano signore che, da quando il Cavaliere è al governo, ha continuamente acconsentito ad ogni schifezza. Beh... dovremo ovviamente portare rispetto per questo venerando gentiluomo solo perchè nessuno vuole offendere la più alta carica dello Stato. Ma è desolante vedere come si stia comportando, avvallando una scelta sciagurata che, ancora una volta, gli italiani onesti ed informati non potranno digerire. In queste ore oscure di golpe reale, di nuova marcia su Roma di questi fascisti, sarebbe stato bello avere un Presidente della Repubblica con un po' di tenacia e coraggio da spendere. Uno con le palle, pronto a guidare i contrari alla svendita della nazione. Vorremmo tutti un Pertini o anche uno Scalfaro. Invece ci rimane Napolitano, uno ormai buono per gli auguri di San Silvestro.
A proposito... visto che anche questa è passata, un domani, per decreto, Silvio Berlusconi potrebbe abolire le elezioni o fare qualsiasi cosa gli passi per la testa per non perdere il potere. Già, perchè, se qualcuno pensa che nel 2013 si rivoterà, mi sa che è un'illuso.
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