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mercoledì, settembre 17, 2008

Chi lo ferma più?

Berlusconi definisce "inesistente" Veltroni. E chi se la sente di smentirlo? Ha ragione.
Mai come in queste ultime settimane, ci si è resi conto del fatto che il Cavaliere governa incontrastato e incontrastabile e che, attorno a lui, ci sono solo le macerie di quella che poteva essere un'opposizione. Discutendo in vacanza con alcune persone, sono arrivato al punto di ammettere che, anche se Berlusconi sparisse, non ci sarebbe nessuna alternativa. Incontrastato, quindi. Soprattutto grazie al fatto di avere un'informazione addomestisticata, pronta a nascondere i suoi numerosi passi falsi ("Antifascista? Penso solo a lavorare", detta oggi ma nascosta al Tg1), ad alterare la realtà a suo favore (a Napoli i rifiuti ci sono ancora ma non se ne parla più), a fare da cassa di risonanza per le sparate dei ministri su argomenti che sono solo fumo negli occhi (Alfano e il braccialetto, la Carfagna e le prostitute, vedi commento di Travaglio). Dei problemi seri non si parla, ovviamente, anche perchè l'aria che tira sui mercati è tutt'altro che ideale per ridistribuire il denaro: chi ce l'ha sta per fare fagotto e andarselo a godere in qualche paradiso. Si parla invece di blocco delle intercettazioni e riforma della giustizia, ossia i due tasselli mancanti per addomesticare magistratura e informazione e permettere ai potenti di delinquere come piace a loro. Poi, si sta per dibattere sulla legge elettorale: sbarramento al 5% (morte finale della sinistra radicale) e niente preferenze (liste bloccate), in pratica il golpe finale per tagliar fuori ogni oppositore, pure in Europa. Il Pdl vuole questo tipo di legge e sicuramente la porterà a casa, visto che Berlusconi la desidera perchè "il sistema delle liste bloccate permette di avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare il Paese all'interno delle commissioni del Parlamento europeo" (roba da morir dal ridere, ma la gente ci crederà).Insomma, il centrodestra governerà a lungo, anche perchè è rimasto da solo. Non sarà mica il Pd di Veltroni a poter contrastare Superman, no? Anzi, l'unico atto serio che Walter il mago potrebbe fare oggi sarebbe quello di dimettersi ed andare in Africa, chiedendo scusa a quanti, come me, sostenevano che era da pazzi e iresponsabili pretendere arrogantemente di dialogare con "il principale esponente dello schieramento avversario" quando ancora Prodi era in sella, delegittimandolo. Ma, soprattutto, è stata una stronzata quella di credere, anche per un solo istante, che Berlusconi, il noto Berlusconi, potesse essere un interlocutore affidabile e in buona fede.
Ora? Ora va bene così. Il governo gode della fiducia di oltre il 60% degli italiani. Noi, povero 40%, possiamo solo starcene buoni e osservare, attoniti, tutto quello che accade, cercando di vomitare il meno possibile. Tanto, chi lo ferma più?


Imperdibile: l'ultimo Passaparola di Marco Travaglio

giovedì, maggio 29, 2008

Vai, Tonino!

Sono sempre stato convinto che, se avessimo votato nel 1992 sull'onda di Tangentopoli, Tonino Di Pietro avrebbe preso qualcosa come il 70% dei voti. Poi, con la discesa in campo del Cavaliere, che dalle sue grinfie riuscì probabilmente a fuggire, la storia fu riscritta. Si prenda ad esempio Fede: ricordate la passione che ci mise nei riguardi di Mani Pulite? Ricordate Paolo Brosio perennemente fuori dal Tribunale di Milano? Tutto sparito.
Arriva il 2008 e le elezioni che, di fatto, disintegrano buona parte del Parlamento. Berlusconi trionfa e riprende il potere e subito. E, oltre a riparlare di Rete 4 e di leggi ad personam, tornano in scena il Ponte sullo Stretto e altri temi. C'è un'aria di caccia all'immigrato. Insomma, il clima è diverso. L'opposizione non c'è. Veltroni sembra uno baccalà. Il Pd non esiste, è solo un'escrescenza del Pdl. Si votasse oggi, sarebbe piallato. Niente da fare. Walter ha fallito. I Ds e la Margherita si sono liquefatti.
Ma c'è lui. E' emerso alla grande. Ora ha molta più voce, molto più spazio. Ed è impossibile non volergli bene. L'unica opposizione. Vai, Tonino!



http://www.antoniodipietro.it/

mercoledì, maggio 14, 2008

Normalizzazione

L'Obama "de noantri" stringe la mano al Cavaliere. Berlusconi sta ottenendo la fiducia alle Camere e poi partirà l'attività effettiva del governo. Ribadisco che dobbiamo augurargli buon lavoro, per il bene del Paese. Ma sarà finalmente l'avvio di un Paese normale o quello di un Paese "normalizzato"? Perchè questo sembra essere. Normalizzazione finale dell'informazione, con 7 Tg su 7 pronti a fornire le notizie richieste dai partiti, cancellando tutto quello che non piace al manovratore. Normalizzazione del mondo del lavoro, con la stroncatura finale dei diritti a vantaggio della produttività tanto richiesta dagli industriali. Normalizzazione, insomma, di tutto. Il processo è già avviato, con l'evaporazione dell'opposizione. Se tutto questo fair-play esibito da Veltroni e il Pd in queste ore dovesse divenire la normalità, ogni voce fuori dal coro sarà fottuta. Lo dimostra già il fatto che l'unico che ha mancato di usare toni morbidi con il premier, rammentandogli il suo passato poco chiaro, specie in ambito giudiziario, ossia Di Pietro, è già stato ammonito da Fini e, addirittura, non applaudito o difeso dal Pd. Ad offrigli solidarietà in aula solo (incredibile) Pierferdinando Casini. Siamo alla frutta. L'opposizione è in mano a un partito (il Pd) che non c'è, nel senso che non ha una linea precisa al di là dei sogni ad occhi aperti del maghetto Walter. Ormai parlare di inciucio è inevitabile. Si è realizzato quello che in tanti profetizzavano: Silvio e Walter hanno potato i rami fastidiosi e si sono messi a braccetto. In aula, come accusa Tonino, Veltroni poteva essere Cicchitto.
Ora, nessuno chiede che l'opposizione si realizzi mordendo il collo alla maggioranza o urlando dalla mattina alla sera. Ma questo buonismo, questo "centrosinistra Vernel", francamente preoccupa. Staremo a vedere. Di certo, nella merda in cui siamo, ci mancava proprio Walter Veltroni, in quest'ultimo anno. Un uomo che, per le sue idee visionarie, ha contribuito in maniera fondamentale alla situazione odierna. Cercherò di non essere prevenuto nel confronti del Cavaliere (avendone comunque, visto i precedenti, ben donde). Ma su Walter lo sono, eccome.

lunedì, aprile 28, 2008

Walter Santo Subito


Uno degli striscioni che si vedevano stasera in Campidoglio per festeggiare l'elezione di Gianni Alemanno a sindaco di Roma diceva:


VELTRONI


Con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi

Con le elezioni politiche ha fatto uscire i comunisti dal Parlamento

Candidando Rutelli ha fatto vincere la destra a Roma.


WALTER SANTO SUBITO!


Sono dolorosamente d'accordo. Nel giro di pochi mesi, Walter Veltroni ha avuto la capacità di disintegrare il centrosinistra e portare Berlusconi & co. alla vittoria più grande, suggellata dal colpo finale in Capitale. Quando il centrodestra sembrava finito, ecco che Walter il Mago è riuscito nella sua impresa. Fiuto politico zero. Un fallimento. E l'incredibile è che sta ancora al suo posto. Aveva ragione Moretti: con questi dirigenti non si va da nessuna parte.

giovedì, aprile 17, 2008

Il bluff di Veltroni lo pagheremo caro

Alla faccia del buon proposito di non parlare di politica.
Se c'è una cosa che non sopporto è sentir dire che, tutto sommato, l'esclusione della Sinistra dal nuovo Parlamento è un bene. Troppo radicali, troppo ostinati nei loro no. Mi tocca pure sentire che la colpa della fine di Prodi è loro.
Io credo che l'esclusione della Sinistra sia un fatto tragico. Quando Berlusconi & co., seguendo legittimamente il loro programma (speriamo solo quello) faranno delle scelte difficili in temi di lavoro, pensioni, ambiente, laicità, diritti civili e via dicendo, chi dovrebbe difendere le posizioni diverse dalle loro? Il Pd? Veltroni? Vien da ridere. Un partito neo-centrista dichiaratamente pronto all'inciucio con il Pdl non ha nessun motivo per giungere allo scontro. D'Alema non dice cose di sinistra per definizione. Con chi difendono i lavoratori, con Calearo e Colaninno? E la laicità con la Binetti? Da brivido.
Bertinotti & co. saranno anche anacronistici in loro molte convinzioni, ma meglio loro che questo pensiero unico che si è delineato. Brrr...
Il bluff di Veltroni lo pagheremo caro. Maledizione, ma non doveva andare in Africa? Già eravamo pieni di casini, doveva pure lui mettersi a far danni?
In bocca al lupo, Italia.

martedì, aprile 15, 2008

WaLterloo /2 - Va tutto bene

Così è andata e mi riprometto di trascurare un bel po' la politica per occuparmi di temi molto più leggeri. Anche se, temo, mi ci ritroverò dentro obtorto collo.Cos'è accaduto? E' accaduto che il Popolo delle Libertà, complice uno straordinario successo della Lega Nord, ha stravinto queste elezioni sia alla Camera che al Senato, garantendo al duo Berlusconi e Bossi la certezza di governare per almeno cinque anni. Cinque anni nei quali avranno le mani libere e che, a dispetto di non molti edificanti episodi precedenti, ci auguriamo tutti siano un bene per questo sciagurato Paese. Quindi, lealmente, non resta che prendere atto (con notevole disgusto, ahimè) della volontà del popolo italiano e augurare sinceramente (lo faccio di cuore) un buon lavoro al nuovo governo. Di dubbi, conoscendo il Cavaliere e il Senatur, ce ne sono molti: rappresentano una destra non propriamente rassicurante, ma tant'è. Speriamo di essere smentiti da una buona azione di governo. Questo è l'unico modo per digerire la faccenda.Veniamo agli sconfitti. Ieri mi chiedevo dove fosse questa grande rimonta di Walter il mago e la risposta è solo una: era un bluff. Dei peggiori, tralaltro, visto che ha indotto tantissimi elettori di sinistra a turarsi il naso e a votare Pd a dispetto di tutto. Danneggiando irreparabilmente la vera sinistra, la Sinistra Arcobaleno, che si è disintegrata senza eleggere nessuno. Fine della storia per quattro partiti che garantivano una presenza in Parlamento per molte istanze di, appunto, sinistra.Quanti errori, caro Veltroni. Ne cito alcuni:

A) Dare una buona spinta al governo Prodi, ipotizzando leggi elettorali atte a far fuori i piccoli partiti al punto da far uscire di senno Mastella, a Gennaio. L'ex-guardasigilli, a quel punto, ha colto la prima occasione (l'arresto della consorte Sandra) per mandare tutto a puttane. Se Prodi è caduto, l'ho sempre sostenuto e lo sostiene da sempre un sacco di gente, da Grillo sino a Rosy Bindi, lo deve anche a te;
B) Come un re-animator, caro Walter, hai evitato la fine politica di Berlusconi proprio quando i suoi due alleati storici, Fini e Casini, lo davano per spacciato ("ectoplasma", lo definì l'or fido Fini). Iniziando un dialogo con lui, una volta varato il Pd, oltre che mettere in difficoltà Romano Prodi, lo hai nuovamente legittimato. Quando poi il dialogo si è speso sulla legge elettorale, torniamo al punto A.
C) "Correre da solo". Buona idea. Coraggiosa. Ma anche incoscienza sostanziale. Hai fatto il miracolo di innescare una reazione a catena in grado di far implodere il centrosinistra, far correre tutti da soli e, quindi, causare la morte dell'ala radicale dell'alleanza. Questo progetto ti è riuscito, anche se di fatto hai regalato l'Italia alla destra. Che possibilità avevi di vincere? Inoltre, oltre che essere il killer di quattro partiti, hai anche provocato indirettamente lo smarcamento di Casini, l'unico moderato dello schieramento avversario. Senza Casini, chi controllerà Berlusconi e Bossi? Forse Fini? Via, l'uomo di An è ormai assorbito, ridotto a un neo-Cicchitto e presto imbalsamato come presidente della Camera;
D) Hai creduto di essere Obama. Per la sinistra sei stato più un Osama, se mi concedi. Brandelli. Dov'era la rimonta? Cosa "si poteva fare"?

Sono felice per Tonino Di Pietro, sul serio. Gli auguro una splendida esperienza politica, ora che ha dei numeri in più.Son rattristato in generale. Un po' spaventato. Ma, ripeto, in bocca al lupo al Cavaliere. Vorrei mi stupissero. Ma ci conto poco. Stop. Facciamo l'embargo alla politica, in questo blog. O, almeno, proviamoci. Illudiamoci di vivere in un Paese migliore. Dove magari gli italiani assomigliano un po' più all'idea che noi, poveri illusi come Walter, abbiamo. Fingiamo. Facciamo come il personaggio di Orwell. Amiamo il Grande Fratello. Va tutto bene.

lunedì, febbraio 18, 2008

Il destino di Fini


Devo dire che, per essere una campagna elettorale non prevista, ha moltissimi aspetti di novità. La scelta di Veltroni ha avuto gli effetti di un terremoto nel triste paesaggio politico italiano. E' scoppiato il centrosinistra ma, di sicuro, è saltato anche il centrodestra. Dopo quindici anni di Berlusconi vs. Altro, stavolta avremo la possibilità di vedere altri nomi di candidati premier. Oltre ai due realmente in lizza, avremo Bertinotti, Mastella(!), Casini, Tabacci, la Santanchè, Boselli e chissà quanti altri.
Uno spezzatino che la dice lunga sulle qualità delle coalizioni alle quali eravamo abituati: appena uno ha detto che non voleva più giocare, è saltato il sistema. Indubbiamente, lascia allibiti il fatto che Pierferdi abbia portato l'Udc fuori dalla Cdl. Corre da solo anche lui. Credo che, al di là della visibilità politica, Casini abbia fatto i suoi conti, magari con l'aiuto di Ruini e Bagnasco che, come sappiamo, ci tengono ad un partito cristiano ben identificabile. Comunque, Casini è uscito e credo gli vada dato atto di un certo temperamento.
Invece, come sempre, a fare una magra figura è sempre lui, Gianfranco Fini. Ah, Fini, Fini... lui che sembrava, all'inizio degli anni Novanta, l'uomo del domani, la forza delle idee, colui che aveva le palle... Ah, Fini, Fini...
Ditemi un successo, in tutti questi anni di convivenza con il Cavaliere, che Fini abbia realmente portato a casa senza la carezza rassicurante di Silvio. Per quanto ci pensi, nulla mi viene in mente. Qualche volta l'uomo ha sbraitato, è vero. Ma, sistematicamente, tornava ad allinearsi appena Silvio ordinava che la ricreazione era finita. Fini è succube di Berlusconi. Fini ha il terrore del Cavaliere e non è mai riuscito ad emanciparsene. Lo vedi in Tv, il presidente di An, e ti sembra una tigre. Ma è di carta. Fini ha raccolto le firme per il referendum contro il Porcellum ma poi ha obbedito all'ordine del capo per votare subito. Fini sta per versare An dentro il Pdl, il nuovo partito personale di Berlusconi. Commettendo un errore fatale: chiusa An, perderà ogni possibilità di fare i suoi timidi distinguo. E' destinato a diventare l'ennesimo Cicchitto, o Bondi, o Schifani. E' questo il futuro ruolo di Fini, ammettiamolo. La cosa ridicola è che lui spera ancora, un giorno, di prendere il posto di Silvio alla guida del centrodestra e che questo giustifichi tutti i rospi che ha dovuto ingoiare. Ma, caro Gianfranco, non farti troppe illusioni: ora che entri nel Pdl diventi "uno del club". E Silvio gode di ottima salute. Valeva veramente la pena di bruciare una carriera politica e divenire uno yesman per arrivare a questi piccoli risultati?

venerdì, febbraio 15, 2008

Quale sinistra

Da ieri sono a casa malato, per via di un'influenza intestinale che mi ha messo ko. La cosa sorpendente è che ieri ho trascorso tutta la giornata a dormire, alzandomi soli per pochi minuti di tanto in tanto. Non mi era mai successo di dormire così tanto, di rimanere a letto 20 ore su 24. Ma ne avevo, evidentemente bisogno.
Dal punto di vista delle mie riflessioni, sto vivendo un momento di caos politico. Non ci capisco più un tubo. Da una posizione critica nei confronti del Pd a favore del soggetto unitario della sinistra mi trovo ora parecchio spiazzato, a seguito degli ultimi avvenimenti.
Fino a poche settimane fa era valido questo assioma: il centrosinistra sarebbe stato unito anche alle prossime elezioni. Ora tutto è cambiato.
Vediamo un po' i soggetti in campo:

1) Partito Democratico: Veltroni corre da solo e mette in mostra tutte le sue doti oratorie. Ha entusiasmo e lo trasmette anche agli altri. Conosco persone che stanno vivendo quest'esperienza del Pd con gioia e determinazione. Innegabile che Walter rappresenti l'elemento di rottura e l'unica vera novità di questi giorni, al punto da costringere anche l'altro fronte ad adattarsi. Inoltre ha imbarcato anche Di Pietro, per il quale nutro una grande stima e che credo possa dare un importante contributo.

2) La Sinistra, l'Arcobaleno: rappresenta l'area cosiddetta "radicale" della vecchia alleanza alla quale Veltroni ha dato il benservito. Ed è questa la tragedia: nessuno di costoro si aspettava di essere sbattuto fuori dal centrosinistra ed essere quindi costretto a correre da solo. Ecco perchè, adesso, si sono dovuti unire sul serio dopo mesi di prove tecniche e proporre un loro candidato, Bertinotti. Quest'operazione obbligatoria sa di vecchio in maniera terribile. E, soprattutto, rivela chiaramente che, di fatto, si è condannati all'opposizione, rinunciando ad ogni speranza di essere forza di governo. Più degli altri, fa specie quanto è accaduto a Sinistra Democratica, il movimento di Mussi e Salvi: nato per mantenere il posto dei Ds quando questi si sono fusi con la Margherita, era comunque inteso come movimento votato all'alleanza con il Pd. Invece ora, per giustificare la sua esistenza, si è dovuto spostare verso sinistra: dall'occupare il posto dei Ds si è ritrovato ad essere, di fatto, una costola di Rifondazione. Sostenendo Bertinotti e, quindi, destinato a dire no a tutto.

Sono piuttosto logorato da questa faccenda. Non so come muovermi. Quale sinistra voglio, oggi?

martedì, gennaio 29, 2008

C'è da divertirsi

Da... "Milioni di italiani in piazza"
A... "Vergognosa disinformazione sulle mie dichiarazioni".

Al solo pensiero che lo show sta per ricominciare, mi esalto. Come abbiamo fatto, in questi ultimi venti mesi, senza il siparietto di affermazioni e smentite?
Berlusconi si è reso protagonista di dozzine di situazioni simili: prima afferma e, poche ore dopo, smentisce di aver affermato, aggiungendo che la colpa è dei mezzi di informazione che lo interpretano male e faziosamente. Come si fa a non adorare uno così? Come?
Mai una volta che gli sia venuto il dubbio: "non è che sono io che mi spiego male?".

E Walter il mago, intanto, ha sempre più l'espressione di un pesce fritto. Non sa più che inventarsi per ottenere la palma dell'uomo che "sa cambiare, sa capire, sa interpretare". Addirittura chiede a Silvio di correre da solo, come farà lui. Il Cavaliere risponde picche, ovvio: chi glielo fa fare, adesso che Fini e Casini hanno ripreso a fare i bravi bambini obbedienti? E Walter ci resta male, non capisce. Era convinto che l'uomo facesse sul serio, un mese fa. Povero Walter, tutto gli è caduto addosso: pensava di poter tirarla lunga e, invece, Prodi è caduto e si è fatto da parte. Ora c'è solo lui. Guardatelo: sembra un turista che si è perso in una metropoli. Aiutiamolo.

mercoledì, gennaio 23, 2008

Governabilità e rappresentatività

Governabilità e rappresentatività. Il dibattito su quale forma di legge elettorale, gira e rigira, spazia su queste due parole.
In Italia si è sempre cercato di garantire la massima rappresentatività, ragion per cui abbiamo un continuo proliferare di micropartitini che alle elezioni intascano frazioni di unità in termini di consensi. Eppure, questi micropartitini hanno la capacità di essere determinanti per la tenuta di una maggioranza parlamentare. Il caso Mastella, il cui Udeur ha circa lo 0,7% di consensi su scala nazionale ma sicuramente percentuali bulgare nel suo feudo campano, ci dimostra che un governo può essere disintegrato proprio da questi micropartini.
Che senso ha la rappresentatività? A conti fatti, sembra che essa consista nel rappresentare gli interessi, nobili o meno, di una ristretta cerchia di persone. Non a caso, quando Mastella ha sentito odor di referendum, ha buttato tutto all'aria per correre a votare con questa legge elettorale. E' sempre più credibile questa versione, infatti. Una versione che si allontana decisamente dalla sfuriata contro la magistatura e il groppone per la svantura di lady Sandra.
La governabilità è l'opposto: in pratica si decide di non focalizzarsi sui distinguo ma sulle cose che uniscono, in maniera tale da formare pochi grandi partiti, come nei paesi civili. Grazie ad uno sbarramento, i micropartiti perdono la loro ragione di esistere e devono per forza confluire nei partiti maggiori. Ergo, si governa meglio e si eliminano i vari Mastella & co.
E' l'idea nobile di Walter Veltroni, deciso addirittura a dare il buon esempio e correre da solo con il suo PD. Ha provato a parlare di riforma della legge elettorale con il Cavaliere, ma ha ottenuto quello che di solito ottengono tutti quelli che vengono stretti nell'abbraccio mortale dell'uomo di Arcore, ossia una fregatura. Così, Veltroni non solo non ha convinto Berlusconi ma, anzi, ha ottenuto un doppio fallimento: ha fatto incazzare Mastella ed ha nobilitato Silvio, riportandolo in auge quando sembrava stesse per essere abbandonato da Fini (sul serio, poi?) e Casini. Quest'ultimo miracolo di autolesionismo riuscì, per la cronaca, pure a D'Alema con la Bicamerale: gli uomini di sinistra sono i più grandi soccorritori del Cavaliere che esistano.
Risultato finale delle magie di Walter il mago? Il governo è fottuto e la Cdl è tornata a brillare. Complimenti.
Governabilità e rappresentatività. Io starei sulla prima soluzione. Basterebbe poco: Di Pietro (Tonino, ti voglio sempre bene) ha sempre detto che scioglierebbe l'Italia dei valori a fronte di un grande progetto di legge elettorale, quindi non è un problema. Se poi Mussi, Pecoraro, Diliberto e Giordano la piantassero di dire che vogliono mettersi insieme e lo facessero, avremmo un altro partito unico. Tutto il resto? Credo, a fronte della possibilità di essere esclusi dalla torta, tutti gli altri troverebbero il modo di fondare partiti in grado di assorbire questo spezzatino nauseante.
E, finalmente, avremmo tre, massimo quattro partiti in grado di fare alleanze elettorali serie e programmi condivisi. Chi non ci sta, stanti le cose, vada al diavolo.
Questa storia della rappresentatività continua sistematicamente a rendere la povera Italia una nazione senza guida, senza meta, senza speranze.

lunedì, gennaio 14, 2008

Le illusioni di Walter

... e che pensava, Walter il mago? Che facesse sul serio? Che fosse l'interlocutore più trasparente e corretto che si potesse sognare? Siamo sempre lì, ai tempi della Bicamerale.
Dieci anni sono passati, ma per il Cavaliere la sua "roba" è sempre sacra e inviolabile. D'altra parte non stiamo forse dibattendo da 15 anni sempre di questo? Non è forse vero che questa nazione continua a legare il suo destino a quello dell'Impero berlusconiano?
Che pensava, Walter il mago, che Silvio non avrebbe gettato la maschera e non avrebbe usato lo stesso diktat, ossia "riforme per tutti a patto di garanzie per me"? Povero illuso, Walter il mago. Non ha ancora capito che non si può dialogare con qualcuno che ha troppi interessi personali in gioco. Guai a toccare la "roba" o muoia Sansone e tutti i filistei! Non si può fare la Gentiloni quando esiste la Gasparri perfetta perfetta scritta sotto dettatura di uomini Mediaset!
Con il suo buonismo irritante, si spera che Walter il mago non baratti leggi tv e conflitti di interesse in cambio di qualche papocchio elettorale.
Non si può vedere sempre lo stesso film, diamine! Quello lasciamolo alle televisioni...

giovedì, gennaio 03, 2008

Sempre con ottimismo

"Verso la catastrofe, ma sempre con ottimismo".
Così Beppe Grillo ha chiuso il tradizionale discorso di fine anno dal suo blog. Sposo in pieno la sua idea di un secondo V-Day contro l'informazione, perchè in Italia è veramente scandalosa.
Sono stato un lettore di "Repubblica" per oltre vent'anni ma, in questi ultimi mesi, fatico a leggerla e la compro con meno assiduità, preso atto del suo appiattimento verso il Partito Democratico. Mi ha nauseato la campagna a favore del dialogo tra i Poli iniziato da Veltroni.
Ma come? Un giornale che per anni ha attaccato Berlusconi, ne ha evidenziato la pericolosità democratica e lo spaventoso conflitto di interessi, oggi ne parla come di un autorevole interlocutore?
Il PD è un enigma. Lo è in queste ore, quando la Binetti fa il coro a Bondi parlando di revisione della 194. Probabilmente Walter il mago se la caverà con un "siamo con chi difende la 194 ma anche con chi la vuole superare", ennesima affermazione cerchiobottista che porta da nessuna parte.
Verso la catastrofe, dice Grillo. Si fa meno fatica a credere a lui che all'appello all'impegno che ha fatto il Presidente Napolitano, in un pur apprezzabile discorso, sobrio e lucido. L'attuale inquilino del Quirinale è assai meno retorico di Ciampi: il suo stile mi piace. In generale, ho apprezzato il suo discorso: che altro poteva dire?
Ho apprezzato però meno il suo saluto al pontefice. Era necessario? Perchè dobbiamo sempre dare l'impressione di starcene a sovranità limitata? Era necessario nominare Benedetto XVI in un discorso di fine anno del Presidente di uno stato laico?
Il giorno dopo, con cortesia, Ratzinger ricambia il saluto da Piazza San Pietro, all'Angelus. Poi partono gli scud, con Ruini che parla di 194 e via dicendo. E lo stesso papa che tesse ancora le lodi della famiglia, unica cura contro i mali del mondo. Continuano le prove tecniche di teocrazia. E' bizzarro che, tra Kenya e Pakistan, tra morti bianche e diritti umani negati, le gerarchie ecclesiastiche continuino a prestare tanta attenzione a quella parte del popolo italiano che vorrebbe qualche diritto civile in più.
Verso la catastrofe. Probabile, specie con un Prodi assediato da chiunque, incapace di trasmettere i risultati ottenuti sul fronte del risanamento e le proposte per mettere qualche euro in più nelle nostre tasche. Di tutta quest'esperienza di governo, il Professore è probabilmente uno dei pochi ai quali non riconosco colpe particolari.
Gennaio è arrivato. Il freddo è arrivato. Il 2008 è arrivato.
L'Italia annaspa ancora e profuma di spazzatura bruciata, provenienza Napoli.
Sempre con ottimismo.

venerdì, giugno 22, 2007

I giochi sono fatti

Dopo l'allarme del Presidente Napolitano e il si di Veltroni a candidarsi leader del nascente Partito Democratico i giochi sono fatti: Prodi deve cadere, vittima di una legislatura che non gli ha dato respiro e di un impopolarità che considero ancora inspiegabile. I fischi che riceve ovunque sono sintomo del malessere del Paese, anche se ancora non riesco a razionalizzare il motivo di questa caduta di consensi: Berlusconi ha fatto molto peggio, nel primo anno del suo esecutivo, concentrandosi soprattutto sui suoi interessi, eppure adesso sembra di nuovo il salvatore della Patria.
Prodi deve cadere perchè hanno tutti voglia di elezioni, specie la sua maggioranza, che deve mettere alla prova delle urne il PD e Sinistra Democratica, il movimento di Fabio Mussi. Come? E' tutto pronto: basta un "incidentino" al Senato, la mancanza di voti pilotata da qualche "dissidente" e il Professore va a casa. Quindi, subito dopo, con il placet del Quirinale, si fa un governo di transizione con due priorità: riforma delle pensioni (e ti pareva!) e legge elettorale (così garantiamo a Silvio di governare come un re altri cinque anni).
Ovvio che tutte le cose del programma di 281 pagine dell'Unione, tra le quali il conflitto di interesse e la riforma televisiva, finiscono nel cesso.
Finito il governo istituzionale, si va al voto nella primavera del 2008, dopo una prevedibile nuova campagna elettorale logorante incentrata su Silvio e Walter. Alè, i giochi sono fatti.
A seguito di questo, vedendo ormai le alchimie dei partiti rimanere vive e vegete, mi iscrivo virtualmente al V-Day, il Vaffanculo Day di Beppe Grillo. E' l'unica cosa sensata da fare.