martedì, maggio 22, 2007

Ascolta il tuo curato


Che vorrei vivere in uno stato laico l'ho detto più volte. Che abbia perso la speranza di vedere la Chiesa tenersi fuori dalle scelte politiche è altrettanto vero.Oggi, infatti, le prime pagine dei giornali escono con le parole che il nuovo presidente della Cei, Mons. Angelo Bagnasco, ha pronunciato alla prima assemblea da lui presieduta. Anche il quotidiano che compro abitualmente, La Repubblica, apre così:"Bagnasco: allarme povertà".Mi chiedo come possa essere possibile che le parole di un alto papavero delle gerarchie ecclesiastiche e, quindi, rappresentante di una delle tante religioni del globo siano così fondamentali da meritarsi tanto spazio. Credo sia un problema culturale: ci inculcano fin da piccoli di ascoltare quel che dice il prete, senza discutere. Questi sono i risultati.Solo in Italia succede che, se parla Bagnasco, va in prima pagina. Un po' come un ayatollah, no? Scivoliamo verso una blanda teocrazia, lo ribadisco.Senza contare che altri leader religiosi, come ad esempio il Dalai Lama, capace di dire parole di pace e armonia sicuramente diverse spanne al di sopra di Bagnasco e del dogmatismo anacronistico dell'attuale pontefice, i giornali non se li filano mai. Inutile, siamo un popolo bigotto alla ricerca perenne della benedizione del curato.

P.S. - On. Fassino, ma lo vuole veramente fare il Pd?

lunedì, maggio 21, 2007

Allegriaaaa!!!


Come si fa a non amare Mike Bongiorno? Il suo stile, il suo candore e le sue memorabili gaffes lo hanno reso, in oltre 50 anni di carriera, la vera icona della televisione italiana. Mike è un mito ed è inossidabile. Compie in questi giorni la bellezza di 83 anni ed è ancora in Tv con "Il migliore", un quiz riuscito, lontano anni luce dalla volgarità imperante del piccolo schermo. Il settimanale "Tv Sorrisi e Canzoni" esce oggi dedicandogli la copertina, l'84ma. Come si fa a non amare Mike Bongiorno, quando generazioni di italiani sono cresciute seguendo i suoi programmi nazional-popolari? Io ricordo vagamente il "Rischiatutto" con la Ciuffini e poi, nitidamente, "Flash" (che tempi!), "Superflash", "Pentathlon", "TeleMike" e via dicendo. Mi diverte vederlo ancora arzillo, sempre pronto alle ospitate, divertente nelle pubblicità e impagabilmente imitato da Fiorello. Onore al re del quiz! Lunga vita e... allegriaaaa!

Svoltare /3 (accidenti, che flop!)

Sono tornato al lavoro da una settimana, dopo il periodo di congedo che è stato un balsamo per il cuore. I lavori in casa sono terminati e, pur avendo ancora un sacco di cose da spolverare e riportare alla luce, una certa normalità domestica è ricomparsa.
Attualmente mi trovo in una specie di vicolo cieco: fallita l'impresa con i miei ex-colleghi, ho dovuto obtorto collo riprendere quest'esistenza da pendolare, avanti e indietro da un posto di lavoro che detesto. L'azienda che mi paga ogni 27 del mese è ormai insopportabile, considerando anche che non ho nulla di specifico da fare. Non mi ricordo più nemmeno qual è stato l'ultimo progetto sensato al quale ho partecipato. Vivendo di fatto grazie ad una convenzione, la mia società non ha mai dato troppo peso alle cose da fare e alla soddisfazione dei propri dipendenti.
Sembra che tutti vivacchino senza prospettive o ambizioni. I più rampanti cercano di mettersi in luce non sicuramente per le loro qualità, quanto per il fatto di fingere di saperla lunga.
Tutto quello che mi deprime, qui dentro, è sempre attuale. Non ho risolto i miei problemi di lavoro e mi stupisco del fatto che, spesso, mi sembra di aspettare che le cose si mettano a posto da sole. E' un atteggiamento di rassegnazione che non mi piace ma che, apparentemente, rifiuto di evitare.
Questo 2007 doveva portare una svolta, facendomi uscire da quest'azienda. Invece, per ora, sono ancora qui. Sempre più annoiato, incattivito, deluso e demotivato. Mi tiene in piedi il fatto che, per la prima volta dopo 3 anni di stand-by, non ho più alcun motivo per restare; il 2007, inoltre, non è nemmeno a metà.

Post via e-mail

Questo è un post del cavolo perchè vorrei capire se riesco a fare dei post anche via e-mail. Dovrebbe funzionare, ma posso saperlo solo inviando questa cosa che sto scrivendo da Outlook anzichè da Blogger. A proposito: grande Luna Rossa!

sabato, maggio 19, 2007

Scaricate "Hey You" per il Live Earth !


Cliccate sull'immagine qui a fianco e scaricate da MSN.com il nuovo inedito di Madonna, Hey You, canzone che la popstar ha scritto assieme a Pharrell Williams, ispirata dal Live Earth, l'evento musicale che si terrà a livello mondiale il 7/7/07. Il download è gratuito e MSN donerà 25 cents ogni volta che la canzone verrà scaricata.

Il Live Earth si sta prefigurando come un nuovo mega-evento che catalizzarà l'attenzione di miliardi di persone così come è stato due anni fa con il Live 8 e, nel 1985, con il mitico Live Aid. Stavolta non si tratta di sensibilizzare il mondo sui problemi dell'Africa. Stavolta si vuole sensibilizzare il mondo sul mondo medesimo, visto che il Live Earth parlerà dei mutamenti del clima che stanno sconvolgendo il nostro pianeta.



http://liveearth.msn.com/
http://www.liveearth.org/ (sito ufficiale)
http://en.wikipedia.org/wiki/Live_earth

venerdì, maggio 18, 2007

CA-PO-RA-LA-TO

Il Candidato ideale:

  • è una persona dinamica e intraprendente, con ottime capacità relazionali, una buona autonomia operativa e forte spirito di squadra
  • possiede spiccate capacità di analisi
  • ha maturato significative esperienze nello sviluppo di applicazioni JAVA J2EE e C/C++ con particolare riferimento a:
    • Servlet / Applet
    • JSP
    • EJB
    • Struts
    • XML
    • C++
      • Puntatori ed indirizzamento
      • Allocazione e deallocazione di memoria
      • Array mono e multi dimensionali e puntantori
      • Functions e Function Call
      • Gestione file sequenziali e random
      • Classi ed oggetti C++
      • Console I/O
    • HTML e standard di codifica W3C
    • Sviluppo applicazioni WEB con Web Form e controlli Web
    • XML, XSL e Web Services

Completano il profilo:

  • autonomia operativa ed orientamento ai risultati
  • pregresse esperienze di analisi tecnico funzionale
  • possesso di certificazioni Microsoft
  • Buone competenze su database ORACLE e JDBC
  • Accesso ai dati mediante ADO.NET
  • SQL e rdbms SQL SERVER (gradita ulteriore conoscenza ORACLE e/o DB2/UDB)
  • Data Binding ed accesso ai dati attraverso OLEDB e ADO/ADO.net
  • Transact SQL
  • Web Form e ASP.NET
  • ISAM: accesso applicativo e gestione
  • SQL: accesso a RDBMS (preferibilmente ORACLE o SYBASE)
  • conoscenza ed autonomia operativa ambiente UNIX AIX ed editors relativi (VI, Ultraedit, etc.)
  • Laurea in ingegneria o informatica
  • Residenza in zona

Quello che vedete è un tipico annuncio per offrire un lavoro ad un informatico. Le competenze richieste sono tantissime ed è virtualmente impossibile averle tutte. Ma un qualsiasi tecnico 10-15 anni di esperienza può avvicinarsi a coprirne la maggior parte.

Quanto varrà un bagaglio del genere? Beh... in Italia ti possono offrire (se sei fortunato) 25-30 mila euro lordi annui. E, comunque, la maggior parte ti propone non un contratto a tempo indeterminato. Macchè! Un contratto A TERMINE (Rinnovabile)/A PROGETTO/P.IVA. Ossia CA-PO-RA-LA-TO!!! Questa è l'informatica d'Italia. Vogliono i tecnici con skill per pagarli una miseria e poterli sbatter fuori quando vogliono.

Tornerò sul tema.

giovedì, maggio 17, 2007

Prove tecniche di teocrazia


Postumi del "Family day". Il segretario Ds Fassino costretto a ricordare che lo stato italiano è laico e, nel contempo, a fare le piroette dialettiche per non turbare il sonno ai cattolici della Margherita con i quali si appresta a fare il (tradizionale?) matrimonio. Però sui Dico sembra esserci lo stop, per ora. Questa legge, normalissima nei paesi civili, viene messa alla berlina da un manipolo di politici (che sono, però, tutt'altro che mariti devoti) e da una gerarchia clericale che non ha altro da fare che preoccuparsi di queste cose. Ora, forti di una manifestazione di un milione e mezzo di cittadini convinti che esista solo la famiglia modello pubblicitario, hanno strada spianata per affossare i Dico.
Intanto, come sottolinea Augias su Repubblica di oggi, il Papa dal Brasile racconta la favola di un cristianesimo lì esportato con i guanti di velluto quando, in realtà, basta documentarsi un po', magari guardare un film come "Mission" e cercare un po' in rete per capire come siano state commesse delle atrocità nei confronti degli indios, in nome di Cristo.
Benedetto XVI, quindi, spara una balla notevole e, da uomo colto qual è, sa benissimo di mentire. Quand'è che ci emanciperemo dal Vaticano? Quando diventeremo veramente una nazione europea? Stiamo scivolando verso una forma blanda di teocrazia. Siamo indietro anni luce rispetto al resto d'Europa. Siamo un paese che, alla morte di Giovanni Paolo II (uomo eccezionale), è riuscito a produrre venti giorni di piagnisteo continuo come nemmeno in Cina alla morte di Mao si era verificato. Ed ora abbiamo una situazione paradossale, con un Papa dogmatico, colto ma rigidissimo, che continua a interferire. E, dietro, un gruppo di politici di ogni colore che agevolano la sua crociata, alla faccia della laicità dello stato. Siamo ridicoli.
Qualcuno mi spieghi come i Dico possano, concretamente, minare la famiglia tradizionale.


lunedì, maggio 14, 2007

Ritorno al lavoro

Sono tornato al mio posto di lavoro. Più o meno, direi, visto che mi hanno soffiato la scrivania ed i cassetti. Ma va bene, chissenefrega. Ho ritrovato le cose tali e quali. Mi è venuto il solito magone, tale e quale. Sono di nuovo in crisi. Questo luogo è la causa della mia infelicità. Quanto a lungo voglio soffrire?
Sto qui, di nuovo afflitto.
Che rivoltante sviluppo!

giovedì, maggio 10, 2007

Il buio in televisione


Ormai in tv non c’è più nulla da vedere. Credo che quella che si sta chiudendo sia stata la peggiore stagione televisiva a mia memoria. La crisi dei reality show non è stata compensata con nulla di significativo. Mediaset continua a vivacchiare con le stesse solite cose: Paperissima, Scherzi a parte, La Corrida e via dicendo. La Rai passa da un flop all’altro (Ventura, Funari). I film in prima visione sono praticamente scomparsi, vittime delle pay-tv, dei dvd a noleggio e della pirateria. Anche i telefilm, una volta che il telespettatore ha scoperto la serie con la prima stagione, vengono visti con i downloads (Lost sua Raidue ha dimezzato gli ascolti rispetto all’anno scorso). Funzionano le fiction italiane, alcune dignitose, molte altre atroci. Funzionano ancora “Distretto di polizia”, “La squadra”, “Ris” ma tutti risentono degli anni e della scarsa capacità che abbiamo in Italia a produrre serialità. Il varietà è morto. Il gossip e la volgarità imperano nei pomeriggi. Anche trasmissioni interessanti come Ballarò, alla lunga, iniziano a rompere le palle.

Il buio televisivo mi ha costretto perennemente (tutte le sere) ad optare per il buon lettore dvd che ho usato poco per vedere films ma, piuttosto, per vedere telefilm seriali. Nel giro di un anno e mezzo mi sono sciroppato:
- Due stagioni di “Spazio 1999”
- Tutti i Montalbano
- Nove stagioni di “X-Files”
- Due stagioni di “Desperate Housewives” (la terza la sto seguendo tuttora)
- Due stagioni di “Lost”
- Una stagione di “Prison Break”
- Due stagioni di “Dr. House” (“House M.D.”)
- Una stagione (l’unica) di “Invasion”
- Due stagioni di “Battlestar Galactica”

Di quest’ultimo anno di televisione ho visto soltanto:
- L’Isola dei famosi 4 (a fatica)
- Il Festival di Sanremo
- Qualche puntata di “Ballarò”
- L’ottimo “Report”
- “Che tempo che fa”
- Il pezzo di “Domenica in” con Baudo (“Ieri, oggi e domani”)
Salvo inoltre “Anno zero”, “Niente di personale”, “Sos tata”, “Otto e mezzo”, “Le invasioni barbariche”, “Le Iene” e “Mai dire martedì”.
Le televisioni che fanno ancora qualcosa di vedibile sono quasi sempre Raitre e La7. Specialmente l’ultima sta crescendo in qualità e varietà dell’offerta.
Trasmissioni ormai insopportabili:
- tutto quello che fa Maria De Filippi
- “Buona Domenica”
- “Porta a porta” (specie se parla di Cogne)
- “L’Italia sul due”Buio totale. Mi hanno salvato i dvd. Chissà se finite le scorte di telefilm riuscirò a fare la cosa migliore: spegnere la tv e leggere qualche libro in più (visto che la mia media annuale è ancora sui 5-6 e basta).

martedì, maggio 08, 2007

C’è lavoro per te!


Vi è mai capitato di sentirvi dire: "C'è un lavoro interessante da fare ed io ho pensato a te"? Oppure: "E'un lavoro molto importante che ti darà anche la possibilità di crescere"? Beh... sotto tutto questo c'è una fregatura. C'è qualcuno che è (o fa) il capo che intende rifilarti una patata bollente. Mi viene già la nausea, al pensiero di tornare al mio posto di lavoro. E' mai possibile che debba continuare a fare le stesse cose? Ossia "il" lavoro? La parte tecnica, quella che i sedicenti capi chiamano "manovalanza"?
Che cosa sto dicendo? Lo so, sono incomprensibile. Ma non voglio dir di più, tranne che l'informatica, nelle aziende, è trattata più o meno così: ci sono i commerciali che trovano il lavoro e fanno le promesse ai clienti e poi ci sono i tecnici, magari con anni e anni di esperienza, che devono rimboccarsi le maniche per farlo. Un lavoro che richiede competenza e sforzi. Che però i commerciali continuano a chiamare "lavoro sporco" o "manovalanza".
Possibile che in Italia un tecnico informatico non possa avere un minimo di considerazione, non possa percorrere una carriera puramente tecnica? Possibile che debba sempre vedersi offuscato da questi maledetti commerciali in giacca e cravatta?Puah... e dire che, da ragazzino, dicevano che sarebbe stato il "mestiere meglio pagato del futuro". Balle. Per questa illusione, sono 23 anni che mi occupo di informatica. Il mio primo programmino l'ho scritto a 15 anni per il Commodore 64 (conversione di un numero decimale a binario). Mastico informatica da sempre. Mi sono diplomato in informatica. Ho fatto corsi di informatica. Mi sono laureato in informatica. E adesso, 'sta cazzo di informatica la odio!

lunedì, maggio 07, 2007

Il mercato delle promesse


Il 27 e 28 Maggio prossimi anche nel mio Comune ci saranno le elezioni amministrative per eleggere il nuovo sindaco della città. I candidati sono quattro e si stanno facendo una guerra spietata. La cosa che mi preoccupa, in tutto questo, è che la guerra non si sta affrontando con i contenuti dei programmi. Di questi programmi, infatti, frega niente a nessuno: sono solo sequenze di proposte fumose, ipotetiche, contraddittorie e, ahimè, simili tra gli schieramenti. Invece, la guerra si fa con altre cose. Si fa con le strette di mano, i sorrisi, i buffet, le cene pagate, i party, le ospitate e le sviolinate a tutte le associazioni di categoria.
Ieri, girando in centro, ho visto un paio dei suddetti candidati sperticarsi in baci e abbracci con gruppi di persone altrettanto sbavanti attorno: è il mercato delle promesse, la fiera del “votami e avrai la tua fetta di torta”. Naturalmente, al primo posto delle richieste, c’è il posto di lavoro e la contrattazione procede senza nemmeno un po’ di pudore: i cittadini vanno in coda dal candidato e chiedono un bel posticino da qualche parte. Ciascuno, quindi, riceve la sua bella promessa. Nauseante: tutti hanno in mente soltanto il proprio tornaconto personale, altro che il bene della collettività.
Ora, non è che un posto di lavoro nella mia città mi farebbe schifo: smettere di fare il pendolare estremo sarebbe un sogno. Ma se, per averlo, devo strisciare al cospetto di questi baroni della politica, di questi avidi illusionisti con le tasche gonfie, allora nisba. Resterò a fare il pendolare, perchè non voglio chiedere la carità a nessuno e perché, probabilmente, sono un imbecille che crede ancora in qualche principio “no profit”. Ma, che ci volete fare… a questo mercato proprio non me la sento di partecipare. Così, almeno, non ho nessun obbligo morale con tizio o caio e posso rimanere libero di pensare come mi pare.
Su queste cose una considerazione mi viene spontanea, anche se non è una novità: se moltissimi, come me, non scendono a patti con i politici e cercano di farsi strada con le proprie forze, certamente altrettanti scelgono il compromesso, la “raccomandazione”. Ergo, nei posti che contano, a capo delle istituzioni, nelle scuole, negli enti locali e via dicendo si trova quasi tutta gente che arriva da storie siffatte. Persone che non vengono assunte per le proprie capacità (che, indubbiamente, in molti casi ci saranno) ma per le amicizie politiche, per la partecipazione al mercato delle promesse. Da cui ne segue che, se moltissimi incapaci paraculi fanno carriera con questi metodi, come così possiamo esprimere il miglior potenziale della nazione?
P.S. - A dir la verità, uno dei quattro mi pare non stia usando questo metodo: segue le sue idee, non va in giro a baciare nessuno e parla del suo programma. Più o meno quello che farei io se fossi candidato. Per questo non vincerà, ma avrà il mio voto

Muffa, maledetta muffa


Oggi, gli operai che stanno lavorando nel mio appartamento hanno spostato un armadio e, come temevo, dietro c’era una tonnellata di muffa. Una muffa nera maledetta e pestilente. Consiglio: evitate, quando possibile, di mettere gli armadi appiccicati a pareti poste e nord ed esterne. E’ micidiale, quello che si crea dietro. Adesso dovranno trattare il problema con dei composti puzzolenti in grado di uccidere ‘sta schifezza, ma il problema è destinato a tornare. Dal momento che non posso sistemare l’armadio in altra posizione per motivi di spazio, mi tocca tenerlo lì. Quindi, tra qualche tempo, la simpatica muffa tornerà. L’unica soluzione sarebbe quella di rivedere l’arredamento della mia camera, cosa che mi sorride gran poco.

Mi è pure venuto un dubbio. Non è che i problemi di rinite (raffreddore perenne) che ho da qualche anno a questa parte e che tengo buoni con antistaminici possano derivare dal fatto che stavo dormendo con una bella parete piena di muffa? Se qualcuno può dirmi qualcosa a riguardo, è il benvenuto.

sabato, maggio 05, 2007

Una cosa da portare nel cuore


Ora che il mio congedo sta scadendo e che tra pochi giorni tornerò al lavoro, mi sto chiedendo cosa portarmi nel cuore di questo periodo. Tra le tante, in assoluto la stessa cosa che mi porto nel cuore da un periodo precedente (3 anni fa) di lontananza dalla vita occupazionale: le mie camminate mattutine dopo un caffè, vicino al mare, con la spiaggia deserta e il solo rumore delle onde. Con magari un po’ di vento che soffia. E’ uno dei pochi posti dove mi senta in pace.

Vorrei morire così, quando sarà. Lì, di fronte al mare. Fulminato. Un epilogo fantastico. Tipo Michael Corleone sul finale de "Il Padrino - parte III".

W la pioggia


Piove, in Italia. Piove un bel po’ in tutta la Penisola. Con l’arrivo di Maggio, sono arrivati pure i temporali. Bello. Serviva un po’ d’acqua, specie dopo il finto inverno che ci siamo lasciati alle spalle. Queste piogge non risolveranno i problemi dovuti alla siccità, ma almeno danno conforto. Speriamo che nessuno si lamenti. Già, perché è incredibile: dopo mesi in cui tutti dicevano che non pioveva mai e che era un inverno preoccupante, ora tutti sono inorriditi da un po’ d’acqua che rischia di rovinare il week-end. E’ sconcertante: tra qualche settimana si lamenteranno del caldo terribile (30°, caldo estivo) per poi tornare ad imprecare per il freddo cane (-1° in pieno inverno, se va bene). Urleranno che è troppo caldo, poi troppo freddo, poi troppo caldo e via dicendo. Tutti loro. Chi? Quelli di “Studio Aperto”, ovvio! Quelli che andrebbero portati prima sulla Valle della Morte e poi in Siberia per capire cos’è caldo e cos’è freddo. Così, magari, si convincerebbero a lasciar scorrere le stagioni per quello che sono, come tutta l’umanità ha fatto per secoli e secoli.

Case & Chiesa


Mi è capitato di vedere ieri sera su La7 (una tv che sta crescendo proponendo delle buone alternative alla noia mortale delle solite reti) una parte del programma di Ilaria D’Amico, “Exit”. Si parlava di case: dai prezzi degli affitti a quelli delle vendite, rapportando il tutto alle disponibilità economiche della classica coppia di giovani che desiderano “metter su famiglia”. Il quadro dipinto è stato sconsolante: anche nelle periferie, ormai, per comperare un appartamento ci si deve praticamente impiccare ad un mutuo a vita, obbligati poi a dare alla banca delle garanzie imbarazzanti. I prezzi delle case, specie dopo l’avvento dell’euro, sono assolutamente fuori da ogni logica e puntano solo alle speculazioni.
Sentire poi che, per un autentico “buco” di 14 metri quadri, si chiedano 500 euro al mese in nero o che per un appartamentino di 45 metri quadri qualcuno abbia la faccia di chiedere 900 euro mi ha fatto venire il voltastomaco. Della logica di mercato me ne sbatto! Viva l’equo canone dei bei tempi! Porca miseria! Ma come fa un italiano medio a pagare certe cifre, con lo schifo di stipendi che ci sono in questo paese? Stipendi bassi (tra i più bassi d’Europa) e poi, perché siamo fighi, i prezzi più alti. Senza contare che un giovane non ha più la certezza di poter pagare la rata del mutuo, visto che la bellissima Legge Biagi (a proposito, Professore, soffre di amnesie, recentemente?) ha devastato ogni prospettiva, riportando il caporalato nel nostro paese.
Da tutto questo se ne deduce che metter su famiglia è diventato quasi impossibile.
Famiglia. Famiglia? Ma guarda un po’... a questo punto mi sono tornati in mente alcuni personaggi verso i quali un sacco di politici si inchinano… chessò, Ruini. O Bagnasco. O, accipicchia, Ratzinger. Loro parlano sempre di famiglia. “Difendere la famiglia”, dicono. Quella tradizionale. Il cuore della società. La famiglia.
Posso permettermi di suggerire una cosa? Se volete veramente difendere la famiglia, piantatela di fare le crociate contro i Dico. Dite una parolina, qualche volta, su quello che mina veramente la famiglia, o meglio il suo nascere: questo mercato del lavoro selvaggio e questo mercato dei beni fondamentali (la casa) che sfocia quasi nell’illegalità. Dite una parolina su questi temi, qualche volta. Dite che ci sono troppi furbi in giro. Troppa gente che affama il prossimo. Gente che poi magari viene a baciare i vostri anelli.
Fosse per me, abolirei il Concordato e smetterei di mettere in prima pagina ogni idiozia che vi riguarda. Ma, dal momento che siamo “terra di fedeli” (anche i mafiosi vanno in chiesa), devo rassegnarmi a continuare così. Ma almeno dite, in questi casi, anche qualcosa di utile.

venerdì, maggio 04, 2007

Silvio, mi mancavi




Fresche fresche le reazioni di Silvio Berlusconi riguardo le dichiarazioni di Prodi sul ddl sul conflitto di interessi. Sono meravigliose. Certe perle mi mancavano, lo confesso:
"E' un provvedimento di killeraggio nei confronti degli oppositori" (perchè ti toccano la "roba"? Che c'entra con l'opposizione? Fini, ci dica, è roba anche sua? E’ socio?)
"Questo ddl sarebbe l'ulteriore dimostrazione della volontà di eliminare il più pericoloso concorrente, cioè il leader dell'opposizione" (no, forse si tenta di essere un po' meno repubblica delle banane. E poi perché eliminare il concorrente? Cos’è, un reality?).
"Credo che farà molto male alla sinistra questa volontà, se attuata sino in fondo, perché gli italiani si renderanno conto di come questa sinistra vuole agire per eliminare gli avversari politici" (agire? La sinistra? Eliminarti? Ma se il massimo che hanno fatto è stata una Bicamerale che comandavi tu e che poi hai buttato all'aria?)
"Ci ritentano con questo provvedimento che impedisce a chiunque abbia un'impresa, e abbia perciò fatto bene nella vita, anche dando lavoro agli altri, di dedicarsi alla politica e di dare il suo apporto al governo del Paese". (direi che l'apporto l'hai dato alle tue tasche, soprattutto. E basta dire che chi ha un'impresa è un filantropo!)
"Quello che loro mettono come soglia al di là della quale uno dovrebbe prendere tutto e affidarsi ad un signore che possa fare delle sue sostanze ciò che vuole è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra" (ma come? Gli italiani ti hanno dato addirittura l'Italia e tu ne hai fatto il cazzo che hai voluto!)
Quando gli dicono che in America è così, Berlusconi dà il meglio: "Ma noi non siamo in America, siamo in Italia e le cose funzionano in modo diverso" (questa è una risposta da terza elementare. Ma non adoravi la terra della “democracy” e della “freedom”? Diciamo che in America le cose funzionano e qui fanno schifo, ecco).

Silvio, Silvio... non so se incazzarmi come ai bei tempi in cui eri premier o innamorarmi di te. Comunque non temere. E' un teatrino... non faranno niente. Ma non vedi che sono anni che ti lasciano fare tutto quello che vuoi? Non vedi che Rete4 è ancora lì? Stai tranquillo. Tra un po' torni e sistemi tutto.

Svoltare/2 … o, piuttosto, “Frena e retromarcia”


Avevo scritto un post chiamato Svoltare/1, dove parlavo del fatto che stessi prendendo una decisione importante per me. In effetti, qualcosa è successo, anche se non ne ho scritto nulla finora.
Mi sono allontanato per un certo periodo dal posto di lavoro. Ho potuto usufruire di un balsamico congedo che, oltre a darmi la possibilità di mettermi un po’ in sesto, doveva servire da anticamera per cambiare lavoro e iniziare una strada con dei colleghi che, a loro volta, si sarebbero messi in società con me.
Qualcosa non ha funzionato. Qualcosa non mi ha convinto. Non voglio scendere nei dettagli perché queste cose le voglio tenere nei miei scritti privati (il mio buon vecchio diario di carta), ma posso dire che la svolta non c’è stata. Non sono entrato nella società che, comunque, è nata. Ci sono stati dei momenti di difficoltà, a volte mi sono sentito un verme e a volte l’unico saggio. Ma è finita così, con il sottoscritto che è rimasto fuori. Al di là delle buone intenzioni, alla prova dei fatti non mi sembrava ci fossero dei presupposti per me credibili e appetibili.
Quindi non è stata una svolta. Ho frenato prima di girare completamente. Ed ora ho messo la retromarcia. Sto finendo questo periodo di congedo e devo tornare al lavoro. Mi vengono i brividi, perché riprendo a fare il pendolare, torno in quella società assurda, torno a quel mondo che odio.
Ma, quando si vuole svoltare, non lo si può fare ad ogni costo. Bisogna prima assicurarsi che non ci siano macchine in arrivo dall’altra parte. In altre parole: mi fa schifo tornare ancora al solito lavoro e non rinuncerò a cercare delle alternative con più forza di prima. Ma sarebbe stato molto peggio fare un passo senza averne la piena convinzione.
A proposito… auguro a quei ragazzi, che poi non ho seguito fino in fondo, di farmi schiattare d’invidia nel giro di due anni, da ricchi sfondati. Soldi e successo. Tanto lavoro e denaro. Macchinone, ville, etc. Già. Però…però…Fabio Volo, da ragazzo intelligente qual è, ha scritto sul suo primo libro: non voglio essere ricco, voglio essere libero. Sposo questa frase. Specie oggi che, grazie al tempo libero che il congedo mi ha regalato, ho riassaporato la libertà. La libertà è la cosa più importante di tutte.

Sfasciare e ricostruire




Sto restaurando casa e pertanto mi ritrovo in mezzo ad un caos fatto di mobili spostati da una stanza all’altra, vestiti sparsi sul letto e il divano, oggetti di ogni genere che si trovano fuori posto.
Le due stanze interessate agli interventi di controsoffittatura (con tanto di isolamento acustico, perché i vicini meno si sentono e meglio si sta) sono in questo momento in mano agli operai che, pagati profumatamente, stanno realizzando l’opera.
Avere la casa rivoltata da cima a fondo, l’essere costretto a dormire in salotto con il letto (lì trasferito) che sembra una zattera in mezzo ad un mare di scatoloni, pacchi e pacchetti, crea un senso di disagio notevole. Poi il rumore del trapano mi infastidisce molto. La polvere, la sporcizia che si accumula… insomma, un disastro.
Eppure, quando gli operai se ne andranno e la casa tornerà in mano mia, mi piace l’idea di dover rimettere tutto in ordine. Ogni mobile tornerà al suo posto, ogni oggetto troverà la sua giusta collocazione, qualcosa di inutile verrà gettato, alcune cose riemerse dal passato (che per un momento mi hanno rievocato qualcosa) torneranno nell’oblio e via dicendo. In un certo senso, questi lavori permettono di avere un non so che di ripartenza. Di nuovo inizio. Tipo: sfascio tutto e lo ricostruisco uguale. Qualcosa che ricorda i mandala buddhisti. O cose del genere. E poi, il rimettere in ordine le cose dà un senso di sicurezza, no? Quando fatichi a mettere ordine nella tua esistenza, puoi sempre trovare conforto nel mettere in ordine le cose che l’accompagnano. Previa, naturalmente, averle portate ad un punto di caos quasi irreversibile.

mercoledì, maggio 02, 2007

Grazie, Andrea!


Andrea Rivera, uno dei conduttori del concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma, ha detto queste frasi:

«Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»

«Non sopporto che il Vaticano abbia vietato i funerali a Piergiorgio Welby. Non lo sopporto. E invece li ha permessi a Pinochet, a Franco e a un componente della banda della Magliana. Ma, ragazzi, è giusto così: accanto a Gesù Cristo in croce non c'erano due malati di sclerosi multipla, c'erano due ladroni».

Immediate le critiche dell'organizzazione e dei sindacati. Ovvio, in un paese che deve fare i conti ogni giorno con la Chiesa.

Io vorrei solo dire che condivido al cento per cento quello che ha detto Rivera, ammiro il suo coraggio (chissà se lavorerà ancora) e se fosse qui lo abbraccerei.
Finalmente qualcuno che tira fuori le palle, lontano da questa ipocrisia bigotta!
Sogno il giorno in cui qualcuno, a Ruini o Bagnasco che sia, dica finalmente: "Eminenza, la prego. Pensi a dir messa!". Non reggerei alla gioia...

domenica, aprile 29, 2007

25 Madonna 25


Il 24 Aprile del lontano 1982, la Sire Records lanciò un singolo chiamato "Everybody". Era il primo disco ufficiale di una cantante sconosciuta chiamata Madonna Louise Veronica Ciccone. La canzone divenne un successo e la cantante sarebbe stata destinata a diventare una delle più famose artiste musicali e un'icona culturale, vendendo oltre 200 milioni di dischi nel mondo.
25 anni dopo, il successo continua e Madonna è ancora la numero uno nel mondo della musica pop.Ho amato e amo Madonna alla follia. Credo di aver speso cifre imbarazzanti per avere la sua discografia completa. Mi piace pensare che un quarto di secolo musicale è stato da lei segnato. Ero un ragazzino quando scoprii questo mito. Ora che sono un uomo maturo e ascolto molta altra musica (sicuramente più impegnata e complessa) non mi vergogno affatto a dire che continuo a comprare i suoi dischi e a seguire tutto quello che fa. Scrivo da settimane nel suo blog, riempiendola di complimenti come farebbe un adolescente. Ma è più forte di me. Il fan viene fuori, c'è poco da fare.

Buon 25mo anniversario, Madonna!



mercoledì, aprile 11, 2007

Scrivetemi, se volete

Ho aggiornato il mio profilo. Mi firmerò come ANIMAKONFUSA (con la K) e, inoltre, potrete anche scrivermi all'indirizzo animakonfusa@gmail.com.

Aria e sole


Talvolta è utile uscire di casa con il sorriso e la convinzione che, sotto un bel sole, tutto troverà una soluzione. Adesso esco sotto il sole, all'aria aperta. Aria, sole. Di questo necessita il nostro spirito!
Rinnoviamoci, rinnoviamoci!

martedì, aprile 10, 2007

Ahia! Colica?


Colica renale: è caratterizzata da un improvviso dolore acutissimo a un fianco che si propaga dalla regione lombare in avanti e in basso verso l'inguine. Questo sintomo è importante per distinguere la colica renale da quella epatica che si irradia invece verso l'alto. Spesso i sintomi sono accompagnati da vomito, febbre, minzione difficoltosa o dolorosa, talvolta con emissione di sangue.
(fonte: http://www.linguaggioglobale.com/SOS/txt/42.htm)

Lo so, porca miseria... lo so!!!
Ogni tanto queste cose mi vengono a trovare. La prima è stata nel 1999 e sono finito all'ospedale. La seconda ero negli Usa in viaggio (e spiegare agli yankees cos'era fu difficile).
Poi altre, di minore entità.
Il dolore che si prova è terrificante. Dicono che sia peggio di un parto o di una ferita d'arma da fuoco. Questo non posso valutarlo, ma so che avere una colica renale è l'esperienza più dolorosa che abbia mai provato. Ci si piega in due dal male e non c'è via di scampo.
Perchè ne scrivo? Perchè oggi, d'improvviso, avverto quei primi dolorini che paiono annunciarmi che il lupo è tornato a trovarmi. Ahia!

Anima confusa chiama Grillo

Quando ci si incazza ci si incazza. Così ho scritto a Beppe Grillo perchè, come me, era collegato con Repubblica Tv, stamattina.

"Caro Beppe,ti risparmio gli apprezzamenti per il tuo lavoro perchè, ormai, è un dato di fatto che il tuo blog rappresenti un punto di riferimento per le migliaia di italiani incazzati con
questo sistema politico e sociale.Oggi, come te, ero collegato con il sito di Repubblica Tv per assistere al forum in diretta con Piero Fassino. Ho quindi assistito alla risposta del segretario Ds alla tua domanda riguardante un tema a tutti noi caro (Parlamento Pulito). Non credo che la replica di Fassino possa definirsi soddisfacente. Piuttosto, mi è sembrato, a tutti gli effetti, uno sdoganamento per quei nostri dipendenti che hanno avuto qualche guaio con la giustizia. A prescindere dal fatto che si presume l'innocenza di chiunque, trovo superficiale quanto ha
sostenuto il segretario. Ma di questo, penso, te ne occuperai direttamente tu.

Piuttosto, ci tenevo a riflettere con te su un altro tema. Ho inviato una e-mail a Repubblica ieri sera per porre a Fassino una domanda semplice semplice: perchè parlate solo di legge elettorale e vi siete dimenticati del conflitto di interessi?
Tale domanda, sicuramente formulata da decine di altri partecipanti al forum, è stata marginalmente posta a Fassino. La risposta è stata sconsolante: il segretario dei Ds ha risposto che esiste un disegno di legge che dovrà essere discusso in Parlamento. Questo disegno di legge è la proposta di soluzione al problema del conflitto (che, naturalmente, trova in Berlusconi il massimo esponente).
A questo punto mi sono cadute le braccia. Ma come... tutto qui? Cribbio, per cinque anni di governo del centrodestra, l'allora opposizione ha ripetuto ossessivamente quanto la posizione dominante di Berlusconi in tutti i settori chiave dell'economia italiana e, in particolare, nel sistema televisivo, fosse uno scandalo improponibile in altre democrazie ed ora, quando ha il potere (?) di porre degli argini, considera la cosa come un problemuccio da mettere all'ordine del giorno prima o poi! Tutto ciò è pazzesco e vergognoso.
Ora mi sorge un piccolo dubbio: vuoi vedere che, anche stavolta, si sono messi d'accordo? Vuoi vedere che il dominio dei media, la faziosità delle reti Mediaset, la vergogna di Rete 4 che trasmette su frequenze non sue, la legge Gasparri e via dicendo saranno dei nodi che mai saranno risolti? Perchè è legittimo pensarlo.
Il primo atto del governo Prodi doveva essere quello di porre le condizioni affinchè il conflitto di interesse non dovesse più figurare nella scena politica italiana.Invece non è stato così e, quando Berlusconi tornerà a governare (perchè tornerà), Fassino e tutti gli altri riprenderanno a sbraitare sul conflitto di interesse. Ma, stavolta, non li seguirò e non mi roderò il fegato, perchè sanno solo recitare un copione.
Hai ragione, Beppe. RESET! RESET! Maledettamente RESET!
Un abbraccio"

www.beppegrillo.it

lunedì, aprile 09, 2007

Desolazione democratica
(ma forse nemmeno democratica)



Che desolazione. Quando guardo al panorama politico attuale mi viene la nausea ed è probabilmente per questo motivo che sto seguendo molto poco la politichetta che viene praticata in casa nostra. A meno di un anno dalle elezioni che hanno visto vincere di un soffio (e chissà perchè) la coalizione di centrosinistra, l'unico commento che mi viene da fare è che questa ha
fallito. Questo nonostante qualche atto coraggioso, come le liberalizzazioni o qualche risultato economico sensibile, come la ripresa.
Hanno fallito comunque, perchè il progetto di Prodi si è ormai bruciato in nome dei soliti squallidi interessi dei partiti. Ho creduto nel progetto del Professore: ho partecipato attivamente alla Fabbrica del Programma, ho distributo volantini e cercato di convincere decine di persone che, stavolta, si voltava veramente pagina. Cinque anni di sofferenza, di vergogna, di furore per colpa dell'impresentabile compagine di centrodestra mi avevano provato. Cinque anni a soffrire per colpa del berlusconismo e dei mali che ha portato a questo Paese avrebbero trovato conforto, ne ero convinto, in un governo autorevole e serio. "La serietà al governo" era lo slogan.
La mezza vittoria dell'Aprile 2006 aveva già raffreddato queste speranze, ma la partenza sembrava inizialmente buona. Chissà, pensavo, magari essendo deboli cercheranno di lavorare uniti e bene. Se guardo oggi le cose, ripeto, ho la nausea.
Il centrosinistra sopravvive e basta. Dopo la quasi-crisi del Febbraio scorso,
con lo sgambetto dei due senatori irriducibili (Rossi e Turigliatto, quelli che compromessi mai) sull'Afghanistan, è finita la corsa di Prodi. E' evidente: si sono messi tutti d'accordo, i nostri rappresentanti. Un nuovo grande inciucione. Un enorme patto silente. Lo si capisce, miei cari ulivisti. Si capisce lontano un miglio che, alle spalle anche dello stesso Professore, vi siete fidanzati col centrodestra.Si capisce che Berlusconi, pur essendo all'opposizione (opposizione a cosa?) sta continuando a comandare l'Italia. Si capisce che state portando ancora l'acqua al suo mulino, come dieci anni fa. E mi viene la nausea.
Si capisce tutto ciò dalle manovre di questi politici di lungo corso:
1) Casini Pierferdinando: prende le distanze da Berlusconi, si dichiara diverso (lui, che ha votato tutte le leggi vergogna!) e vuole andare al voto.
2) Fassino Piero e Rutelli Francesco: i leader di DS e Margherita stanno per fondere i loro partiti nel famigerato Partito Democratico. Un'entità che nasce dall'alto, senza progetti e motivazioni e che continueranno a gestire loro. Quindi ancora loro, loro e loro dovrebbero incarnare "l'altro schieramento", quelli che rappresentano chi non sta nel centrodestra. Loro,
vecchi e falliti politici di professione, incapaci di un'idea nuova che sia una. Loro e anche D'Alema Massimo, un altro che deve starci ancora.
3) Mussi Fabio: annuncia la sinistra DS non entrerà nel Partito Democratico ma diventerà qualcosa di nuovo (?), magari con Boselli, con Diliberto, con Pecoraro Scanio...
A fronte di queste manovre si evince che c'è solo voglia di voto e non di realizzare un programma. Sono tutti pronti solo per una cosa: fare la legge elettorale nuova, dopo l'orribile "porcellum" di Calderoli. Ad essere furbi, ad essere machiavellici, si dovrebbe lasciare questa: così, quando vincono loro (il centrodestra), si ritrovano nella stessa situazione schifosa che loro stessi hanno creato. Ma, invece, i nostri eletti non riescono a fare un ragionamento simile: devono fare una bella legge che garantisca al Cavaliere di governare altri cinque anni indisturbato (per poi rimodificare lui la legge elettorale a danno dei prossimi).
Legge elettorale: argomento che tiene banco, argomento sul quale si riversano ora e per i prossimi mesi fiumi di parole da parte di tutti i professionisti della politica. Una nuova legge che garantisca almeno una cosa a ciascuno di loro: l'essere rieletti e mantenere il potere.
Tutto il resto... non frega più a nessuno.
Chi parla più di conflitto di interessi? Chi parla più di legge sul sistema televisivo? Chi parla più di riforma del mercato del lavoro che cancelli la fottuta legge Biagi? Chi parla più di sentenza della Corte di Cassazione che chiede da anni che Rete4 vada sul satellite? Chi parla più di Rai libera dai partiti? Chi ha il coraggio di dire al Vaticano di dire messa e di non far politica?
Per cinque anni ho imprecato contro Berlusconi perchè, dominando i media, poteva governare indisturbato. Il primo atto di questo governo doveva essere quello di risolvere il conflitto di interessi (di Berlusconi, in primis). Invece, nulla di tutto questo.
Come potrò imprecare per altri cinque anni? Con che faccia potrò farlo nei confronti anche di amici che votano per il centrodestra? I vari Fassino, D'Alema, Rutelli ed anche quelli più estremi come Bertinotti, Diliberto, etc. si sono completamente scordati di chi è Berlusconi e di quello che ha significato averlo al governo per cinque atroci anni.
Ora discutono con lui. Ci vanno a cena assieme. Sorridono. Quand'erano all'opposizione erano inorriditi, come lo ero io.
Invece, adesso, di nuovo un inciucio. Un gigantesco inciucio. Lavorano per Berlusconi. Gli portano l'acqua con le orecchie.
E' questa la politica di centrosinistra? Io dovrei sentirmi rappresentato da questi ometti? No. Non posso sentirmi rappresentato dai teoremi di Fassino sul Partito Democratico mentre Rete4 continua a trasmettere o i giovani vengono assunti con regole da caporalato.
Non mi sento rappresentato.
Professor Prodi, si dimetta. Non rimanga oltre con questi vergognosi personaggi. Cerchiamo di cacciarli tutti. Come dice Grillo, facciamo RESET!

lunedì, gennaio 08, 2007

Sanremo in arrivo

Sono usciti i nomi dei partecipanti nella categoria "Big" del prossimo 57mo Festival di Sanremo.

Ecco la lista:

Al Bano - "Nel perdono"
Leda Battisti - "Senza me ti pentirai"
Gianni e Marcella Bella - "Forever (Per sempre)"
Fabio Concato - "Oltre il giardino"
Simone Cristicchi - "Ti regalero’ una rosa"
Johnny Dorelli - "Meglio cosi’"
Francesco con Roby Facchinetti - "Vivere normale"
Amalia Gre’ - "Amami per sempre"
Mango - "Chissa’ se nevica"
Piero Mazzocchetti - "Schiavo d’amore"
Paolo Meneguzzi - "Musica"
Milva - "The show must go on"
Nada - "Luna in piena"
Paolo Rossi - "In Italia si sta male"
Antonella Ruggiero "Canzone fra le guerre"
Daniele Silvestri - "La paranza"
Stadio - "Guardami"
Tosca - "Il terzo fuochista"
Velvet - "Tutto da rifare"
Zero Assoluto - "Appena prima di partire"

I 14 giovani sono questi:

Elsa Lila - “Il senso della vita”
Fabrizio Moro - “Pensa”
FSC - “Non piangere”
Grandi Animali Marini - “Napoleone azzurro”
Jasmine - “La vita subito”
Marco Baroni - L’immagine che ho di te”
Mariangela - “Ninna nanna”
Patrizio Baù - “Peccati di gola”
Pier Cortese - “Non ho tempo”
Romina Falconi - “Ama”
Sara Galimberti - “Amore ritrovato”

Gli ultimi tre arrivano dall'Accademia della Canzone di Sanremo:

Khorakhanè - “La Ballata di Gino”
Pquadro - “Malinconiche sere”
Stefano Centomo - “Bivio”

giovedì, gennaio 04, 2007

Svoltare /1

Ho raggiunto uno stadio di demotivazione nel lavoro che probabilmente non ho mai toccato prima.
Vedo arrivare i raccomandati, vedo i dirigenti che se ne fregano di tutto, sento discorsi sull'innovazione che sono in realtà aria fritta, sento pesare come non mai il fardello di essere pendolare.
Dopo quasi un decennio di onorato servizio in questa azienda, mi ritrovo deluso e nauseato.
Non ho entusiasmo, non ho impulsi e motivazioni. Non ci sono prospettive di carriere perchè i paraculi che arrivano si prendono i posti migliori e si mettono solo a dare disposizioni, facendo passare per genialate le banalità più sconcertanti.
Insomma, non ne posso più. Vorrei cambiar lavoro, a dispetto del fatto che questo è sicuramente un posto sicuro: non si può vivere solo di certezze. Bisogna avere anche il coraggio di osare.
Meglio un futuro incerto ma con possibile successo che un futuro dalla mediocrità garantita.
Se poi, una volta che cambi pagina, ti accorgi di aver sbagliato, si può sempre risalire dalla polvere.
Se, invece, non dai mai una svolta, potrai solo vivere di rimpianti. La vita va vissuta, va sfidata.
Ho passato troppi anni nel tentativo di prepararmi a vivere. Senza accorgermi che il tempo mi rubava lo spazio. Ora basta.
Nelle prossime settimane dovrò compiere dei passi difficili, assieme a persone delle quali mi fido ma che, come tutti, possono essere anche incompatibili con me. Eppure voglio farli.
Si sa, di certo c'è solo la morte.

sabato, dicembre 30, 2006

Saddam: the end


Sono le ultime ore di vita di Saddam Hussein. Poi, il "grande nemico dell'Occidente", il grande e sanguinario dittatore penzolerà dalla forca. Lui, il rais. Quello che doveva avere le armi di sterminio sotto il letto. Quello che fu catturato con il barbone dentro un buco sotterraneo. Quello i cui figli sono stati ammazzati ed esposti come due manichini lucidati a nuovo. Quello di un processo inspiegabilmente a senso unico e pilotato dagli occupanti statunitensi.
Da sempre fermamente contrario alla guerra in Iraq, osservo con sgomento questa soluzione finale. Si uccide il dittatore e lo si fa martire.
Sposo in pieno le parole di Marco Pannella:
"Senza l'esecuzione, magari con la sua sospensione, Saddam avrebbe dovuto rispondere ad altri processi, più gravi di quello, sospetto e iniquo, che gli è stato fatto.
Senza l'esecuzione voluta da Washington, da Bush, si sarebbe potuto ancora ascoltare dalla difesa di Saddam storie e storia, in primo luogo quelle delle complicità 'insospettabili' delle quali il dittatore poté godere o dalle quali è stato istigato e armato. In tal modo si regala un martire al terrorismo internazionale. Ma si chiude la bocca al complice".
Brutta storia, questa dell'Iraq. Veramente da vomito. Perchè tutta questa fretta? Perchè questo processo-farsa? Perchè far fuori Saddam Hussein così?
Dittatore, certo. Responsabile di crimini gravissimi, certo. Una bestia sanguinaria. Ma noi non dovremmo essere diversi? Noi non dovremmo fare veramente giustizia? E' giustizia togliere la vita ad un uomo ormai sconfitto e pertanto fonte di tante altre informazioni? Non piangerò certo Saddam. Ma vorrei vederci chiaro. L'Iraq avrebbe bisogno di ben altro che dare una morte che ne chiamerà tante altre.

giovedì, dicembre 21, 2006

Buon Natale


Questo è il primo Natale del mio blog. A guardare indietro, mi pare di aver lavorato pochissimo.A fronte di un anno trascorso dall'inizio, sono veramente pochi i post pubblicati.Inoltre, con un po'di imbarazzo, mi sono accorto di averne dedicato molti a persone che, durante questo 2006, se ne sono andate da questa valle di lacrime.Brrr... Il fatto è che, generalmente, quando scrivo sono molto più malinconico e amaro di quanto poi sia nella vita di tutti i giorni.Potrei ripromettermi di scrivere di più e di occuparmi di cose più gioviali e meno funebri.Vedremo come andrà in futuro.Per il momento, becchiamoci pure queste feste.
Ho sempre amato molto il Natale e le sue atmosfere. Mi piace, è un momento per guardarsi dentro, per farsi coinvolgere dalle canzoncine a tema.Inoltre, purtroppo per le mie tasche, è anche l'occasione per spendere un bel po' di soldi in cazzate. Cofanetti dvd in primis.
Insomma, il Natale è una festa di consumi e di grandi abbuffate. Laicamente parlando.Poi, dal punto di vista religioso, è il momento più importante della cristianità. Il momento di riflettere sul grande messaggio d'amore che Gesù Cristo ci comunica.Ovviamente, essendo io ateo ed essendo convinto che il Nazareno altro non sia stato che una sorta di visionario ribelle, vivo il Natale come una festa di luci e colori.Ma non posso non apprezzare il messaggio del bimbo di Betlemme: l'amore universale.
Questo, a prescindere, è il vero senso del Natale. Al quale, ovviamente, non posso che sentirmi partecipe.
Buon Natale.

Di nostra vita rendici padroni


Piergiorgio Welby è morto.
E' una di quelle rare volte (forse l'unica) che una notizia del genere mi rallegra.Alla fine è riuscito a fregare tutti. Tutti quelli che volevano dibattere all'infinito riguardo questa faccenda.
La vita è nostra: non è dello Stato, non è di Dio, non è della Chiesa.
E' nostra e dobbiamo veder riconosciuto il diritto di farla finita, quando decidiamo che deve essere così.

lunedì, dicembre 04, 2006

Atè logo, Mister No!


L'ho fatto. Oggi ho comprato in edicola l'ultimo numero di Mister No. Dopo trentuno anni di acquisti costanti, con questo 379mo albo, la serie ideata da Sergio Bonelli (con lo pseudonimo di Guido Nolitta), va in soffitta per carenza di lettori.
Che strano effetto, oggi, entrare dal giornalaio e sapere che sarebbe stata l'ultima volta che avrei comprato Mister No.
Iniziai a leggerlo quasi da subito, nel remoto 1975. Il mio cugino maggiore, già collezionista di Tex, me lo fece conoscere e mi innamorai immediatamente di Jerry Drake, quel pilota scanzonato che viveva in Amazzonia, dove portava in giro i turisti a bordo del suo scalcianato piper. Recuperai i numeri dall'1 al 13 e partii ufficialmente con il nr.14, "Ombre nella notte".
Idealista, rissoso, onesto e fondamentalmente perdente, Jerry Drake si era guadagnato il soprannome di Mister No a causa del suo carattere scontroso (anche se poi si scoprirà che la sua vera origine risale agli anni di guerra). Americano di New York, dopo il conflitto aveva abbandonato gli States per cercare la tranquillità, trovata appunto in Brasile, nella cittadina sonnolenta di Manaus. Teatro e punto di riferimento di tutte le sue avventure.
Credo che i primi 150 numeri di Mister No siano stati grandiosi e irripetibili. Poi, inevitabilemente, il personaggio ha perso di smalto. Un guizzo di vitalità lo aveva ritrovato con il cambio di rotta inferto al'eroe con il 241mo numero, che apriva una fase "errante" di Mister No: lasciava Manaus per finire di nuovo a New York. Ma, forse per scarso coraggio da parte dell'editore e comunque per un interesse dei lettori oramai compromesso, l'innovazione venne fatta rientrare e il ritorno definitivo in Amazzonia decretò l'agonia finale delle vendite.
Ma non voglio soffermarmi ulteriormente sulla storia editoriale. Oggi ho altro da dire e da segnare nel mio libro personale: ha chiuso Mister No. Faccio fatica a crederci.
Mister No è stato per me un mito. Un fratello maggiore, che ho conosciuto a 7 anni e vedo andarsene a 38. Un compagno di vita. L'unica serie di fumetti che non ho mai smesso di comprare, nonostante la qualità fosse scomparsa da anni. Per tutto questo saluto Jerry Drake. Perchè ha colorato i miei sogni di bambino e di adolescente. Perchè posseggo tutti i suoi numeri. Perchè ha fatto parte della mia vita. Perchè, con la sua dipartita dalle edicole, qualcosa mi mancherà. Un pezzettino di me e di quello che sono stato andrà in soffitta con lui.
Atè logo, Mister No. E grazie di esserci stato.
www.sergiobonellieditore.it
www.ubcfumetti.com

giovedì, novembre 02, 2006

Per Anna

Sono da poco tornato da un triste viaggio. Ho partecipato ad un funerale: mia cugina è andata, stroncata da un male spietato. L'ha aggredita tre anni e mezzo fa e, dopo un lungo calvario, l'ha portata via lo scorso 30 Ottobre, a 33 anni di età.
Non ho molto da aggiungere. So solo che ha finito di soffrire.
Ho visto il suo corpo: la morte l'ha trovata ancora bella, ma ha dipinto sul suo viso un'espressione di dolore che durerà l'eternità. La sua bocca, gelidamente aperta, sembrava cercare ancora un filo d'aria, un ultimo guizzo di vita. Che strazio.
Piango lei, ma piango soprattutto per i due bambini che lascia: così piccoli, così indifesi.
E soffro per suo marito, pieno di dignità: spero si rifaccia una vita. Ha diritto a un po' di felicità.
Addio, Anna. Buonanotte, cuginetta.

giovedì, ottobre 26, 2006

Bestemmie /2

"Ma noooooo, Diooo cantanteeeeeee!!!".
E'una bestemmia? Beh... non è forte, non è particolarmente blasfema, ma per me è una bestemmia. Chi l'ha detta? Tal Linda Santaguida, concorrente da poco entrata all'"Isola dei famosi - Honduras", a sostituire il lacrimoso Den Harrow.
Ma come? Appena terminato in studio un discorso lungo un chilometro contro le bestemmie, a seguito del caso Ceccherini, ecco che accade di nuovo, in diretta. E tutti a far finta che non sia successo nulla, compreso don Mazzi.
Linda Santaguida ha bestemmiato durante un gioco a quiz per i concorrenti, che è stato piacevolmente guidato dall'ospite d'onore della puntata, il maestro Mike Bongiorno.
E Linda Santaguida è ancora lì. Ribadisco che non comprendo appieno tanto falso moralismo ma , nel contempo, trovo disgustoso che si bestemmi in televisione. E lo dico da non credente.
Se vale la regola Baffo-Guido-Baccini-Ceccherini, la Santaguida va sbattuta fuori. Punto.

mercoledì, ottobre 25, 2006

Ciao, Signor Lauzi


Quel signore, quel garbato ed ironico signore che ci ha sempre raccontato un modo diverso di vedere la vita, ci ha salutati.
Bruno Lauzi è morto.
Il combattente, quello che ha guardato in faccia Mr. Parkinson, alla fine ha deposto le armi.
Ci mancherà, quel piccolo uomo.
Ciao, Signor Lauzi.

venerdì, ottobre 20, 2006

Cos'è successo a questo governo?

Vorrei capire, prima o poi, che diavolo è successo a questo governo. E' di pochi giorni fa la notizia che il consenso nei confronti dell'esecutivo guidato da Romano Prodi è crollato in maniera vertiginosa.Ieri, due prestigiose agenzie di rating, Fitch e Standard&Poor hanno declassato l'Italia. Sempre ieri, il premier è stato fischiato a Verona, mentre l'ex-premier ha ricevuto degli applausi.
Da settimane, lo sport preferito è impallinare la Finanziaria. Da settimane, si afferma che ormai il Professore è cotto e presto dovrà andarsene.Vorrei capire come accidenti è possibile che, in pochissimi mesi, il centrosinistra si sia sputtanato in questo modo. Oltretutto, senza atti dirompenti. Senza una Genova lorda di sangue sulla coscienza. Senza un 11 Settembre. Senza condoni. Facendo invece scendere in piazza i notai (i notai!), che considero uno dei massimi successi a favore dei poveri cristi.
Non capisco, ma voglio capire. Cos'è successo, Professore? Cosa diavolo si è rotto da subito?
Voglio scrivere ancora di questa cosa. Devo prima organizzarmi mentalmente. Ho il sentore che Prodi si sia seduto al tavolo solo per pagare il conto lasciato da Berlusconi. Non solo economico, ma morale.
Gli italiani si sono rotti le scatole ed ora sbraitano, anche se lo fanno un po' tardi e con la persona (credo) sbagliata.Quello che non capisco è perchè applaudano quell'altro. Quello dei condoni, quello che i notai non li avrebbe mai mandati in piazza.
In che razza di Paese viviamo?

giovedì, ottobre 19, 2006

38

Oggi è il mio compleanno. Non mi sento certo di ottimo umore, ma vorrei che questa ricorrenza (che, ormai, mi pesa sempre un po' di più) fosse una sorta di ripartenza. Per dove non so, ma di certo lontano da qui.
Concludendo, mi devo smentire: avevo deciso di non dare nessuna indicazione particolare su me stesso (non perchè mi creda chissà chi, piuttosto per pudore) ma, galvanizzato dalle buone intenzioni, dico che di anni ne compio 38. Quell'età in cui sei troppo vecchio per sentirti giovane e troppo giovane per sentirti un saggio.

P.S. - Strano. E' il mio 38mo post.

Bestemmie


Il Ceccherini bestemmiò e fu cacciato.
A dir la verità, io non l'ho proprio sentita la bestemmia, ma sicuramente c'è stata.E'la quarta volta che succede, nei reality italiani.
Il prototipo fu il "Baffo", ossia Roberto Da Crema che, nel 2004, ne tirò una potente durante una diretta della prima edizione de "La fattoria". Daria Bignardi inorridì e, dopo un consulto con la produzione, ne decretò l'espulsione.
Quella scelta fece scuola. Da allora vige la regola che la blasfemia manifesta equivale all'espulsione. Sempre nel 2004, durante l'orrenda quinta edizione del Grande Fratello, il concorrente toscano Guido Genovesi, furibondo per essere stato mandato nel tugurio, tuonò un bestemmione da paura. Fuori subito, con la benedizione di Barbara D'Urso.
Nel 2005, l'ultimo episodio (fino a ieri). E' la seconda edizione di Music Farm: l'ira di Francesco Baccini, respinto da Dolcenera, raggiunge l'apice in una imprecazione blasfema. La Ventura lo sbatte fuori, portandolo poi alle lacrime e al pubblico pentimento.
Quindi, nulla di nuovo. Ceccherini è solo il quarto caso, anche se sicuramente il più difficile da gestire. Infatti, il comico toscano è stato - fino a ieri - la sola ragione di vita di questa quarta edizione dell'Isola dei Famosi. Era lui a dettare i tempi del programma e la Ventura si è sempre appigliata alla sua (grossolana) verve comica per andare avanti. Lo ha sempre difeso, anche quando era indifendibile, tipo nei confronti di Domiziana Giordano. Ma ieri ha dovuto arrendersi. Era impossibile tenerlo dentro il gioco. E, ora, sarà anche difficile che questo reality non precipiti nella noia totale, a meno di qualche trovata geniale che potrebbe concretizzarsi nei tre nuovi ingressi: Linda Santaguida, Sergio Vastano e Leone di Lernia.
Di Ceccherini verrà detto tutto il possibile e, sicuramente, la prossima puntata giocherà solo su questo fattaccio per tener alti gli ascolti.
Tagliente la Lessa: ha sottolineato il fatto che Ceccherini ha sempre bestemmiato, solo che stavolta gli è andata male, visto che è andato in onda.
Si potrebbe discutere su questa morale ipocrita: pur condannando la bestemmia, quanti doppi sensi e parolacce abbiamo sentito in queste settimane? Queste passano inosservate, quasi fossero parte dello show. Poi, quando tocchi la religione, ecco che tutto il bigottismo italiano esplode, come se nessuno bestemmiasse per un nonnulla tutti i giorni. Si condanni, giustamente, Ceccherini Massimo. Ma dovremmo ammettere che, se di reality si tratta, più realtà della bestemmia, in Italia, non c'è.

P.S. - Da questo post inizio a usare il grassetto. Che mi indicizzino meglio?

mercoledì, ottobre 18, 2006

Triste, non malato

Vorrei fare una riflessione che, con molta probabilità, sarà di una banalità sconcertante.Mi sono interrogato, in queste ultime ore, sulla depressione, ossia quel cosidetto male oscuro che si è infiltrato nella nostra vita. Dal momento che, in questi giorni, mi sento triste all'inverosimile, ho avuto per un attimo la paura di essermi preso questa cosa.Poi ho cercato di razionalizzare. Cos'è la depressione?Cercando in rete delle illuminazioni, ho trovato questa:

Col termine "depressione" si indica un particolare stato d'animo, caratterizzato da tristezza e abbattimento, prostrazione fisica e psichica, o un vero e proprio disturbo psichiatrico. Ogni individuo può sentirsi talvolta un po' giù, specialmente se gli è capitato qualcosa di spiacevole ma questa è una reazione fisiologica e il suo umore di solito ritorna normale in poco tempo. Quando invece questo stato persiste (ad esempio per più di una settimana) ed emergono problemi nell'affrontare la vita e le attività di ogni giorno, probabilmente si viene ad instaurare un vero e proprio disturbo depressivo. I disturbi depressivi sono oggi i più diffusi tra i disturbi psichiatrici, possono assumere vari aspetti e differenti livelli di gravità, possono presentarsi in tutte le fasce di età della vita e possono colpire ogni individuo spesso senza cause apparenti. In ogni caso sono fonte di disagio e di sofferenza profonda sia per i malati che per i loro familiari. Questa sofferenza ha un carattere molto particolare rispetto a quella generata dai disturbi e dalle malattie di carattere fisico di cui si occupa abitualmente la medicina. Il depresso, infatti, cambia la sua visione del mondo, perde le sue capacità di combattere e di reagire, gli interessi e i piaceri della vita, si distacca dal mondo degli affetti, spesso abbandona ogni fiducia ed ogni speranza, talvolta arriva a desiderare la morte.
(fonte: http://www.saluteeuropa.it/focus/depressione2.htm)

In altre parole: tristezza profonda e prolungata. Tristezza profonda e prolungata? E allora?
E' vietato essere tristi, anche per mesi? E' una malattia? O, forse, solo una conseguenza? Conseguenza di qualcosa che non va? Ipotizzo e basta, naturalmente. Sicuramente qualche malato mi sbranerebbe. Però io credo che, se si sta male, c'è una causa esterna. Qualcosa che ci rende infelici a tal punto da portarci a questo stato di prostrazione.
Quindi? Vanno curati i sintomi con farmaci e sedute psichiatriche o, piuttosto, vanno eliminati alla radice i motivi di tale dolore? Io sospetto (sottolineo sospetto) che su questa depressione migliaia di persone ci campino. E che, forse, definendola solo tristezza, malinconia o amarezza, la si smitizzerebbe. Non esisterebbe più come patologia, ma solo come aspetto dell'animo umano. Che può risollevarsi, trovando ed eliminando le cause della sofferenza. Senza sentirsi malato. Senza sentirsi soffocare.
Sono profondamente triste. Terribilmente amareggiato. Ma non sono malato. Sono sano come un pesce. Mi serve solo un calcio nel didietro per cambiar vita.

Morto Andrea Parodi


Ci ha lasciato Andrea Parodi, ex-voce dei Tazenda e successivamente, interprete solista.
Durante il mio ultimo viaggio in Sardegna, avevo saputo che era gravemente malato di cancro e che, ormai, aveva i giorni contati. Ora, l'epilogo.
Parodi, nonostante la malattia, ha continuato a lavorare fino alla fine. Voce unica, di un'estensione magica, per anni ha cantato della sua terra, l'isola dei sardi.
L'estate scorsa ho acquistato un suo cd, "Intimi raccolti", distribuito con "L'Unione sarda", che contiene una serie di perle di rara bellezza, incluso un duetto con Noa da brividi, nella canzone "No potho reposare".
Indubbiamente noto al pubblico per la partecipazione al Sanremo 91 con Pierangelo Bertoli (anche lui partito da tempo) nella suggestiva "Spunta la luna dal monte" e al Sanremo 92 con "Pitzinnos in sa gherra", Andrea Parodi da tempo aveva lasciato i Tazenda per una sofisticata carriera solista. Di lui si ricordano anche le diverse collaborazioni con Fabrizio De Andrè.
Si è persa una grande voce e, a detta di chi l'ha conosciuto, anche un grande uomo.
Ebbi modo di incrociarlo proprio in quel suo primo Sanremo, senza riuscire a parlarci: ricordo che mi scansò uscendo da una stanza, mentre fumava una sigaretta. Ciao, Andrea.

venerdì, ottobre 13, 2006

Illusioni

Ci sono dei giorni in cui mi sento molto depresso. Ovviamente nel senso banale del termine, visto che non credo di soffrire di depressione. Sono triste, ecco.
Oggi è uno di questi. Infatti è crollata definitivamente la speranza, per me, di migliorare la vita.
Mi spiego: come ho già scritto, faccio il pendolare estremo, impiegando mediamente 4 ore al giorno di viaggio per andare e tornare dal lavoro. E' una situazione pesantissima che, spesso, mi causa delle paranoie non da poco.
Ebbene, circa sei mesi fa, l'azienda per la quale lavoro, ha lasciato trapelare la notizia che, con buone possibilità, avrebbe trasferito la sede altrove. Questo mi avrebbe avvicinato a casa di un bel po', permettendomi di ridurre la via crucis di circa il 50%. Un bel colpo. Un cambio positivo.
Per sei mesi, conferme e smentite si sono rincorse. Poi, pochi giorni fa, la smentita è stata ufficializzata. Si resta qui. Le illusioni deluse fanno un male boia.
Vedevo già risolto quello che ritengo essere il più grande (per fortuna, aggiungo) problema della mia vita. E invece ciccia. Butterò giù questo rospo, d'accordo. Ma è dura. Com'è dura rassegnarsi al fatto che, nell'ambito logistico-lavorativo, non me ne va bene una.
A volte mi chiedo se esista Dio. Perchè? Perchè, siccome non ci credo, magari invece dovrei. Boh.

venerdì, ottobre 06, 2006

Il grande bluff dell’informatica

Continuo a riportare cose che ho scritto un paio di anni fa. Ci credo e voglio condividerle con altri...

Applicare contratti e regole di oltre cent’anni fa ad un lavoro che dovrebbe essere creativo e dinamico: è questo il grande paradosso. Se poi consideriamo le migliaia di società di intermediazione che, di fatto, strozzano i professionisti dell’ICT il gioco è fatto. Alla faccia di chi diceva, nei primi anni ottanta, che occuparsi di informatica sarebbe stato un affare e che i programmatori, i guru del bit, sarebbero divenuti miliardari. Alla fine, come sempre, i soldi li fanno i furbi. Specie in Italia.
La cosa pazzesca è il grande bluff alla base di questo status quo: le imprese informatiche e il loro portfolio clienti. Tu, informatico X, vai nella prestigiosa azienda Y che non ti assume ma ti fa passare per la Manpower di turno. Questo è un fatto. Ma la domanda è: perché per lavorare devo star dentro all’azienda Y?
1) Se so montare automobili e lavoro in Fiat, cos’ha la Fiat da usare contro di me per tenermi dentro? Il mezzo di produzione, diamine! Il glorioso mezzo di produzione dell’era industriale, il macchinario con il quale l’operaio opera. Io posso anche lasciare la Fiat ma non potrò mai montare automobili in proprio perché non ho il mezzo di produzione, che costa miliardi e non potrò mai acquistare. Ergo, l’operaio dipende dal mezzo di produzione per esercitare il suo lavoro.Altro particolare: per fare 100 automobili identiche, Fiat spende – oltre all’investimento per il prototipo – 100 volte una somma più o meno fissa.
2) Se so progettare/realizzare software e lavoro nell’azienda Y, cos’ha l’azienda Y da usare contro di me per tenermi dentro? Un Pc e relativo software? Ci facciamo una risata? Il mezzo di produzione, in questo caso, costa praticamente nulla. Possiamo dire che il vero mezzo di produzione sono io. Altro particolare: per fare 100 programmi identici, Y spende per il prototipo. Le 100 copie che venderà non costano nulla. Nulla.

Ecco il grande bluff dell’informatica. Le miriadi di aziende che operano nel settore non hanno investito quasi nulla e guadagnano un sacco sulla pelle di altri, facendo poi pagare ai clienti cifre esorbitanti, comprensive dell’acquisto di hardware, etc.. Perché diavolo esistono? Ci sarà una ragione per qui, pur non essendosi indebitate fino al collo per acquistare i mezzi di produzione, continuano ad esistere. Certo: i clienti. Il maledetto portfolio clienti che permette loro di trattare con una serie di pesci grossi che mai potranno essere pescati da altri.
I clienti. Se gli informatici, per una volta, riuscissero a staccare lo sguardo dal monitor, invitare i commerciali a farsi da parte e riuscire a contattare i famigerati clienti per conto loro, il grande bluff dell’informatica sarebbe scoperto.

giovedì, ottobre 05, 2006

La Ventura sbrocca

Ieri all'"Isola dei famosi" abbiamo assistito ad una manifestazione di arroganza e superbia che ha rari precedenti. Parlo naturalmente dell'atteggiamento di Simona Ventura nei confronti di Domiziana Giordano.
Non paga di dare lezioni di vita a tutti i "naufraghi" (non ultimo Den Harrow), la Simo ha trattato come pezze da piedi la concorrente che si è ritirata e, dato che c'era, pure la madre che tentava (con ragionamento e dialettica) di difenderla.
Il tutto nasce dal ritiro della Giordano dal gioco, da lei motivato con la paura di subire violenze fisiche da parte di Massimo Ceccherini. Questo dopo un episodio, a detta della Giordano, avvenuto prima dell'inizio del reality, quando Ceccherini l'avrebbe maltrattata e minacciata. La Ventura strabuzza gli occhi e rifiuta di crederci, dando praticamente della pazza all'attrice. Poi, finalmente, altre concorrenti escluse - Fernanda Lessa e Kris&Kris - confermano il racconto di Domiziana.
Ma la Ventura non cede, minimizza e - dato che adora Ceccherini (porta ascolti) - finisce col difenderlo a spada tratta.
La cosa mi ha infastidito particolarmente: come si è permessa la Ventura di sentenziare su questo caso, senza approfondirne gli aspetti? Perchè ha difeso Ceccherini e basta, sdoganando di fatto la volgarità, il turpiloquio e la pochezza sua e di molti altri personaggi, che non fanno onore all'intelligenza?
Ora, non è che la Giordano sia un mostro di simpatia, ma credo sia una donna intelligente e colta. Vederla maltrattare così mi ha indignato.
Simona Ventura, che tanto predica e fa la maestrina, ha difeso il trash a tutti i costi: l'italietta che non legge, l'italietta che insulta e urla. L'Italia che, lei, crede sia tutta così.

ICT in Italia

Riporto una cosa che scrissi un paio d'anni fa. Questo perchè sono sempre più furioso per come vanno le cose...

La fottutissima Information & Communication Technology italiana fa schifo. Nel senso che è uno dei settori di cui tanto si parla ma dove si investe pochissimo e dove vige un sistema di padronato allucinante. A mio giudizio i grossi handicap sono:

1) Assenza di una regolamentazione: non esiste un albo dei professionisti dell’ICT al quale accedere per titoli e/o esami che possa limare la miriade di smanettoni che sono in circolazione che, spacciandosi per professionisti, invadono il campo, si fanno pagare poco e schiacciano gli stipendi verso il basso. Molti di costoro sono magari bravissimi, ma la maggior parte è gente che non ha mai studiato l’informatica e l’elettronica né a scuola né attraverso un percorso formativo diverso.
2) Scarsa professionalità: conseguenza delle giungla informatica italiana. Il software, molte volte, è scritto male e funziona peggio. E magari costa una follia. Il cliente ha diffidenza verso i prodotti informatici proprio per questo.
3) Assenza totale della figura dell’informatico in Italia: chi lavora nell’ICT non ha un proprio contratto ma rientra nei metalmeccanici, nel commercio, nelle tlc, etc. Tutto questo è assurdo per un settore che dovrebbe essere all’avanguardia e garantire quindi delle retribuzioni adeguate alle competenze richieste e all’esigenza di un continuo aggiornamento. Sentirsi i “manovali del 2000” è tristemente naturale.
4) Poca Ricerca&Sviluppo: tutti la invocano, pochi la praticano. Paghiamo il fatto che la maggior parte della gente ritiene che l’informatica sia la scienza dei gestionali e che non esistano altre applicazioni oltre le maschere anagrafiche o simili. Il fatto che in Italia si scrivano quasi soltanto gestionali è dovuto al fatto che non si fa Ricerca&Sviluppo. L’informatica non è la scienza dei gestionali. La scarsa cultura informatica che si è diffusa nel paese fa credere il contrario.
5) Programmatori sottovalutati: si ritiene il lavoro del programmatore un lavoro di poco conto, sostenibile da chiunque abbia un computer a disposizione. Non è così e i risultati desolanti lo dimostrano. Chi sostiene che il lavoro di coding sulla base di una buona analisi (ma esistono le analisi siffatte?) sia una pura traduzione in linguaggio di programmazione appartiene al nutrito gruppo di chi non ha mai programmato o si è limitato a scrivere quattro scemenze, tipicamente per i soliti maledetti gestionali. In alternativa, non capisce nulla di informatica. Il coding, innanzitutto, è un’arte. Si può scrivere del buon codice e si può scrivere del pessimo codice. Inoltre, il vero programmatore inizia a divertirsi quando i problemi sorgono e le soluzioni latitano.
6) Padronato: funziona così, specie dopo la riforma Biagi. Tu sei X che cerca lavoro. La società tipo Manpower (tanto per citarne una) ti assume a tempo determinato e ti manda dal cliente. Tu lavori, magari con poca certezza del futuro e becchi 700-900 euro al mese se va bene. Manpower chiede per te 300-400 euro al giorno. Tu lavori e magari scrivi anche del bel software, dai delle soluzioni. Manpower gira qualche carta, dispensa due sorrisi e fa la fattura. A loro quasi tutto, a rischio e fatica zero. A te le briciole. Non sarebbe meglio togliere di mezzo Manpower? Il cliente spende meno, tu guadagni di più e siamo tutti felici. Tranne i tromboni di Manpower, ma sarebbe meglio che iniziassero a lavorare.


Il problema principale è, alla luce anche dei contratti vigenti, che il mestiere dell’informatico professionista con esperienza mal si adatta ad una relazione di dipendenza ma trova invece impiego opportuno in una relazione diretta con il cliente, pertanto in un ruolo free-lance.
I motivi sono i seguenti:
1) Il mestiere del progettista/sviluppatore software è principalmente un lavoro creativo ad alto contenuto tecnologico. Come tutti i lavori creativi, la soluzione ad un problema o un’idea nuova non può essere sempre concepita in un orario di lavoro standard. Spesso certe idee arrivano la notte.
2) L’orario di lavoro standard costringe il lavoratore a star seduto davanti ad un monitor per “produrre idee” o “produrre programmi” o “produrre linee di codice” come se si trattasse di tondini. Trattasi dell’applicazione di regole da inizio ‘900 quando la società industriale chiedeva all’operaio di produrre X manufatti in Y ore.
3) L’orario di lavoro più opportuno per un informatico è l’orario libero. Nel senso che, per scrivere un particolare pezzo di codice (magari non per gestionale), potrei sentirmi ispirato alle 2 di notte. Ha pertanto senso l’orario libero, che porta ad una concezione nuova del lavoro: quello per obiettivi.Il telelavoro è il modus operandi più naturale per un informatico che si occupa di progettazione e sviluppo. Con una buona linea, con le e-mail, con i cellulari, con le web-cam e tutto il resto, che senso ha muoversi ancora fisicamente nel traffico per comunicare con i colleghi? L’ironia assoluta è che gli informatici, che di questi mezzi dovrebbero essere i paladini, non se ne servano e continuino con questo stile da mezzadro.

giovedì, agosto 17, 2006

Invasione spezzata




Parlavo ieri del vuoto televisivo che caratterizza tutte le estati italiane. Esiste però una strana eccezione: si chiama "Invasion" ed è un telefilm americano in onda il mercoledì sera su Canale 5.
La serie, di carattere fanta-thriller, ricalca, a livello di pathos, un prodotto affermato come "Lost" e qui in Italia funziona molto bene, visto quello che passa il convento.
Con "Invasion" siamo nella cittadina di Homestead dove, a seguito di un uragano durante il quale misteriose luci compaiono nell'acqua, alcuni fatti strani si verificano: il comportamento di numerosi cittadini, sopravvissuti alla catastrofe, è cambiato profondamente.
Tutti costoro hanno in comune il fatto di essere stati ritrovati miracolosamente vivi in prossimità del fiume. Si scopre, quindi, che queste persone hanno subito una mutazione, divenendo degli ibridi, in parte umani e in parte alieni.
Il mistero che avvolge questa vicenda si dipana nel corso della serie che, complessivamente, risulta piacevole e avvincente. Negli Usa, "Invasion" ha avuto un discreto successo ma non ha
sfondato. A detta di molti, la lentezza dei primi episodi ha annoiato molto il pubblico statunitense. Solo i più pazienti hanno potuto godere dei momenti migliori, che sono arrivati in seguito, a metà del racconto.
Morale: "Invasion" è stato cancellato dopo una sola stagione e, quindi, non ci sarà un seguito.
Purtroppo, la decisione di troncare la serie è stata presa dopo la realizzazione dell'ultimo episodio della prima stagione che, come prevedibile, si è concluso con una serie di colpi di scena mozzafiato ed un finale apertissimo, il classico "cliffhanger".
Ergo, anche in Italia, non aspettiamoci la fine di "Invasion": il telefilm si chiuderà con una situazione drammatica che lascerà tutti con il fiato sospeso, ma non ci sarà conclusione. Mai.
Nessuna stagione due a finire le cose lasciate a metà. Regole del mercato, degli ascolti, del successo. Chi segue, il pubblico, conta gran poco. Peccato.

mercoledì, agosto 16, 2006

Bisogna per forza pagare Murdoch?


Ferragosto è andato e, tra pochissimi giorni, arriverà Settembre, mese del rientro dalle ferie e della, a volte dolorosa, ripresa della vita di tutti i giorni.
Come tutti gli anni ciascuno di noi tornerà nel pieno dell'attività lavorativa, interrotta per le ferie o comunque alleggerita dal senso di ozio che l'estate genera. La cosa che più mi preoccupa è il ritorno della normale autocelebrazione televisiva. Esempio della restaurazione annuale di divetti e divette del piccolo schermo è la ripartenza del reality-show più riuscito in casa Rai, "L'isola dei famosi" che giungerà quest'anno alla sua quarta edizione. Quando torna la Ventura, significa che si riprende. Dopo tre mesi di nulla televisivo, il che significa convinzione da parte dei direttori dei palinsesti che tutti gli italiani se ne stiano sotto l'ombrellone a Porto Cervo per tutta l'estate, riprende l'offerta, ossia il nulla di contenuti. La televisione, dal punto di vista della qualità, è caduta veramente in basso, si sa. E' precipitata a tal punto da essere da quoziente intellettivo zero. Quando gli italiani erano più ignoranti, la televisione era molto più colta. Ora le cose si sono invertite. La tv è becera, provinciale, prevedibile e noiosa. Gli italiani, in parte, sono migliorati, dal punto di vista della cultura. Ergo, quasta televisione non rispecchia più il Paese. Rispecchia solo un meccanismo fatto ad arte per gli sponsor, le telepromozioni, l'Auditel e tutto il resto. E' in piedi solo una grande famiglia di televisioni commerciali. La Rai che insegue Mediaset sull'onda della demenza. L'informazione ridotta a un rotocalco (in primis Studio Aperto, che definire telegiornale è un insulto all'intelligenza). I politici onnipresenti. Vespa che ronza tutte le sere. Possibile che non ci sia scampo, da tutto questo? Bisogna per forza pagare Murdoch?

venerdì, agosto 11, 2006

Bombe


In Libano si muore sotto le bombe.
Le bombe, intanto, potrebbero volare sopra le nostre teste, contenute in aerei di linea carichi di civili.
Londra ha sventato una serie di attentati micidiali. Un gruppo di
24 voleva fare una strage, un martirio.
Incomprensibile, folle, inammissibile: continuo a pensare che un po' di ateismo farebbe bene al mondo. Almeno, chi manovra questi imbecilli, non li troverebbe pronti a sacrificarsi.
Naturalmente, questo fatto ha rivitalizzato tutti gli sponsor dello
scontro di civiltà. Israele bombarda e, coincidenza, l'Occidente si sente di nuovo minacciato, rispolvera vecchi ricordi orribili (11 Settembre 2001 e successivi).
Il cowboy Bush rialza la testa, che teneva china da un bel po', visto il fiasco iracheno.Che mondo strano, che situazione assurda.Ci sono un sacco di cose che non tornano. Le coincidenze non convincono. Eppure, non ci sono elementi per capire.L'unica certezza è che, a rimetterci la vita, sono sempre e solo gli innocenti. Tutti noi, ignari della vera entità del gioco, con il petrolio che costa sempre più, con lo scacchiere da ridisporre.
Un giorno, la storia farà luce su questo tempo malato.Per ora, molti seguono sgomenti. Alcuni, altrettanto sgomenti, si fanno domande senza risposte. Forse, nulla è come sembra.

martedì, agosto 01, 2006

Israele dovrebbe fermarsi


Non credo di saperne abbastanza riguardo i problemi del Medio Oriente. Probabilmente sono in buona compagnia, data la complessità del tema che da decenni rende incandescente quello sventurato angolo del mondo.
Riconosco il diritto di uno stato come Israele a difendersi da chi ne vorrebbe la sua distruzione. Riconosco altrettanto, però, le istanze dei palestinesi che sono oppressi e umiliati da troppo tempo.Non condivido l'uso del terrore per risolvere tali conflitti nè lo giustifico, sebbene sappia come l'esasperazione porti agli atti più estremi.
Eppure... eppure mi vien la nausea a vedere quello che sta succedendo in Libano in questi ultimi giorni. Mi vien la nausea quando vedo i bambini morire sotto le bombe, come è successo a Cana e come succede anche mentre scrivo.
La popolazione civile libanese sta pagando un tributo di sangue smisurato a seguito delle azioni di Hezbollah che hanno scatenato la durissima rappresaglia israeliana.
Quando si muove, Israele ci va giù pesante e, per stanare i cosiddetti terroristi, sta radendo al suolo il sud del Libano, causando morte a volontà. Non posso condividere questo atteggiamento. Non lo condivide la maggior parte del mondo, con il solito distinguo del cowboy Bush, che passerà alla storia come uno dei presidenti Usa più sciagurati, come quello che sta facendo detestare gli Stati Uniti quasi a tutti.
Israele dovrebbe fermarsi. Ma non intende farlo e la macelleria rimarrà aperta. Tutto questo, ribadisco, mi nausea.
Sono anche stufo di vivere in un mondo dove chiunque contesti un'azione israeliana viene bollato come antisemita. E' un'equazione miserabile. Mi inchino alla tragedia degli ebrei avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma aver rispetto e dolore per l'olocausto non implica giustificare qualsiasi scelta essi facciano.
Quindi lo posso dire senza vergogna: Israele sta esagerando, sta commettendo uno scempio schifoso. Oggi. Il passato è altra cosa.