domenica, febbraio 22, 2009

Sanremo 2009 - Serata finale

E' finita. E' finito il 59mo festival della canzone italiana con una serata dove la musica è stata solo espediente: alle 22.32 avevano già cantato tutti i finalisti. Sul palco abbiamo visto le ultime piroette di Paolo Bonolis e di Luca Laurenti. Abbiamo visto Vincent Cassel ed una straordinaria Annie Lennox. Abbiamo avuto l'ultimo modello, David Gandy, il premio alla memoria di Reitano, la comparsata di tal Ania vincitrice di Sanremoweb con un brano tremendo. Abbiamo visto all'Ariston un'emozionatissima Maria De Filippi che, in tal occasione, si è rivelata completamente fuori luogo e inutile. Abbiamo, insomma, assistito alla chiusura di questo evento.
Già. Compreso, ovviamente, il televoto. Televoto. Maledetto televoto che porta sul podio Carta, Povia e Da Vinci. L'avevo detto. Era chiaro che le cose puzzavano. Il recupero di Sal e i voti concentrati su di lui. La pubblicità che Povia si è fatto in queste settimane. La presenza della De Filippi che implicava il suo ragazzino almeno tra i primi tre. Gli è andata meglio. Vince Marco Carta con "La forza mia", brano che funzionerà qualche settimana e che poi ci scorderemo. D'altra parte, come tutte le canzoni di Sanremo. Cala il sipario.

sabato, febbraio 21, 2009

Sanremo 2009 - Quarta serata

C'è stato pure il nudo fuori programma durante l'intervista a Hugh Hefner (e conigliette) di Playboy con la comparsa sul palco della pornostar Laura Perego. Unico imprevisto di una serata che si è svolta con precisione e maestria, guidata dall'ormai rodato Bonolis e dal sempre utile Laurenti (impagabile la gag del suo abbandono indignato). Con loro, sul palco, le tre playmate italiane e lo spigliatissimo Ivan Olita, modello che sembra già un conduttore navigato.
L'apertura è da brivido, con la soprano Dimitra Theodossiou. Le canzoni della categoria Artisti corrono grazie alla "rivisitazione": sul palco passano Gianni Morandi, Francesco Benigno, Syria, la soprano Daniela Dessi, Teo Teocoli, Massimiliano Varrese, Michele Placido. Fabrizio Moro, i Tazenda, Gigi D'Alessio, la BMB Marching Band. Ciascuno ad affiancare un artista nell'esibizione. Meno brividi che nella terza serata, ma tutto positivo. C'è pure il momento, tanto caro a Bonolis, della solidarietà, introdotto da Alain e Dane Clark.
Alla fine, il televoto stroncherà i Gemelli DiVersi e Dolcenera, che escono dalla competizione. Peccato, considerando chi è stato recuperato.
Si fa tardi e bisogna che un giovane vinca. In velocità, tutti i partecipanti alle Proposte fanno ascoltare un frammento del loro brano. E, alla fine, la spunta proprio l'imprevedibile, sorprendente Arisa che, con il suo pezzo leggero leggero chiamato "Sincerità" ha incantato pubblico e critica. Meritatissima.
Stasera c'è la finale e non azzardo pronostici. Anche, purtroppo, TEMO CHE POSSANO VINCERE MARCO CARTA o SAL DA VINCI. Considerando che i miei preferiti sono tutti fuori, posso solo fare il tifo per la Pravo, Alexia-Lavezzi o Masini. O, udite udite, per Povia. Vedremo...

venerdì, febbraio 20, 2009

Sanremo 2009 - Terza serata

Bella. Che dire altrimenti di questa terza serata del 59mo festival? Bella perchè diversa, spassosa, improvvisata e contro la solita liturgia che si consuma all'Ariston ogni anno.
Massì, non prendiamoci troppo sul serio!  Ed ecco quindi sfilare i dieci ragazzi (ragazze, soprattutto) della categoria Proposte abbinate ai loro padrini. Ed è una grande festa della musica.
Tutti insieme, nel giro di poche ore, abbiamo avuto Riccardo Cocciante, Pino Daniele, Burt Bacharach, Mario Biondi, Zucchero e i Sorapis, Lucio Dalla, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Ornella Vanoni, Massimo Ranieri e Lelio Luttazzi.
Ci sono stati momenti di autentica gioia artistica. Bravissima anche Gabriella Pession e bravo pure il bel Thyago Alves, tanto siamo generosi con tutti.
Si ricorda Oreste Lionello, si ricorda il povero Reitano con delle belle parole della Vanoni. C'è pure Kevin Spacey, anche se non si capisce mai in quale contesto si inseriscono questi divi del cinema.
Bravo Bonolis: hai riportato la musica al centro, hai pulito Sanremo dai vecchi vizi. Ora basterebbe solo selezionare canzoni migliori e sarebbe fatta. Già, perchè di gran cose, pure quest'anno, non ce ne sono.
Le migliori stanno tra i giovani (Karima, Molinari, Arisa, Ayane). Le stecche peggiori ripartite tra i due schieramenti (Pravo, Canzian).
Tasti dolenti? La durata. Finire all'una e mezzo di notte è un reato. E poi, naturalmente, i ripescaggi, avvenuti con il televoto. Terribili: al di là dello spettacolo, i gusti musicali di chi vota sono (per ora) senza speranza.
Tornano infatti Al Bano e Sal Da Vinci (Napoli non manca mai, nel voto televisivo). Fuori del tutto Zanicchi (tiè) e le cose forse più interessanti: Afterhours (non poteva che essere così, per loro, al festival), Nicolai e Di Battista (perchè?) e Tricarico (si rifarà alla radio, alla faccia delle dalessiate).
Comunque gli ascolti sono molto alti anche per la terza serata che, di solito, segna il passo. Vittoria di Bonolis, sconfitta delle cassandre: il Festival è vivo.
 

giovedì, febbraio 19, 2009

Sanremo 2009 - Seconda serata

Segno del tempo che passa: tanti anni fa ero ad una conferenza stampa dei Pooh nella quale Red Canzian parlava felice della sua bimba appena arrivata. Chiara era appena nata e oggi Chiara canta al Festival. Sono vecchio, cribbio!
Il Festival nr.59 funziona: gli ascolti delle prime due serate sono stati molto alti, fugando le perplessità della vigilia. Il carrozzone ha ancora fiato per andare avanti.
Bisogna riconoscere a Paolo Bonolis il merito di aver dato una botta di vita rispetto alle stucchevoli presentazioni degli ultimi tre anni.
Non ricordo di aver mai visto la platea dell'Ariston così entusiasta come in quest'occasione: battono le mani, ballano, partecipano. E' un bel segnale. Ieri è stato tutto perfetto: elegante Eleonora Abbagnato, perfetto il siparietto (non inedito, ovvio) con Laurenti, inutile ma di contorno Nir Lavi.
E poi la performance in memoria di De Andrè (spero sia l'ultima o il troppo stroppia) della P.F.M. con Accorsi e Santamaria. Tutto decente, compreso l'orario di chiusura, le 0.45. Ed ho visto tutto!
Veniamo ai voti.
 
 Artisti
 ALEXIA e MARIO LAVEZZI Biancaneve (confermo, mi piace: 8)
 POVIA Luca era gay (tolte le polemiche, un bel 6.5)
 AL BANO L'amore è sempre amore (non male. 6)
 NICKY NICOLAI e STEFANO DI BATTISTA Più sole (l'ho sopravvalutata: 7.5)
 SAL DA VINCI Non riesco a farti innamorare (orrida: 4)
 GEMELLI DIVERSI Vivi per un miracolo (niente da fare: 5)
 PUPO, PAOLO BELLI, YOUSSOU NDOUR L'opportunità (Youssou non può far tutto: 5)
 FRANCESCO RENGA Uomo senza età (virtuosismo puro, brano statico: 6)
 MARCO MASINI L'Italia (comincia a piacermi: 6+)
 PATTY PRAVO E io verrò un giorno là (CIELO, PATTY AVEVA IL NUDE-LOOK a 61 ANNI! 7)
 MARCO CARTA La forza mia (robetta, ma rischia di vincere: 5+)
 FAUSTO LEALI Una piccola parte di te (onesta, anche nel testo: 6-)
 DOLCENERA Il mio amore unico (deboluccia ma passabile: 6)
 
 Proposte 2009
 SILVIA APRILE Un desiderio arriverà (brava: 6+)
 CHIARA CANZIAN Prova a dire il mio nome (bella vocina: 7)
 KARIMA Come in ogni ora (per me ha steccato, ma è grande: 7+)
 ISKRA Quasi amore (a sessant'anni si può ancora osare: 6/7)
 BARBARA GILBO Che ne sai di me (berteggia troppo, ottiene poco: 5)
 ARISA Sincerità (che bella sorpresa, al di là del look da educanda: 7/8)
  
Direi che Arisa potrebbe essere una bella novità e che, nel complesso, i giovani se la stanno cavando piuttosto bene. Stasera li vedremo all'opera con i loro "padrini". Il Festival continua...

mercoledì, febbraio 18, 2009

Sanremo 2009 - Prima serata

Parte tardi, Sanremo 2008, nell'inspiegabile pretesa di fare comunque "Affari tuoi". Quando si prevede che la serata finisca a notte fonda, converrebbe sospendere il preserale.
Paolo Bonolis apre la 59ma edizione del Festival con il video di Mina. Poi, diamogli atto, lo spazio passa subito alle canzoni. Pochi i siparietti con Laurenti, con la Piovani e il modello Paul Sculfor.
La serata è soprattutto segnata da Roberto Benigni e il suo show nello show: immancabili le (bonarie) invettive contro Berlusconi. Un po' meno prevedibile il finale con la recitazione della lettera di Oscar Wilde. Un bel momento.
Ecco i miei voti:
 
Dolcenera (Il mio amore unico): La canzone ha un buon inciso, ma ci si aspettava molto di più. (6)
Fausto Leali (Una piccola parte): Interessante il tema, senza storia la canzone. (5)
Tricarico (Il bosco delle fragole): A me è piaciuta. Stonatissimo come sempre. (7)
Marco Carta (La forza mia): Canta male un pezzo brutto e scontato. (4.5)
Patty Pravo (E io verrò un giorno là ): La canzone è bella, lei canta terribilmente male. Speriamo in seguito. (7)
Marco Masini (L'Italia): Mah. Una buona intenzione. (6)
Francesco Renga (Uomo senza età): Grande voce, usata al massimo in un brano che mai decolla. (6.5)
Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour (L'opportunità): Canzone bruttina, salvata dalla presenza del senegalese. (6+)
Gemelli Diversi (Vivi per un miracolo): Genere che non mi piace. (5)
Albano (L'amore è sempre amore): Inaspettatamente al di sopra delle attese. (6+)
Afterhours (Il paese è reale): Cambi di tempi molto buoni. Cantata male. (7)
Iva Zanicchi (Ti voglio senza amore): Atroce. Terribilmente atroce. (4)
Nicky Nicolai con Stefano Di Battista (Più sole): La migliore in assoluto. Fresca, positiva. (8)
Povia (Luca era gay): Pensavo peggio. Polemiche a parte, ha un minimo di dignità. (6+)
Sal Da Vinci (Non riesco a farti innamorare): Oddio, non canta male. Stop. (5)
Alexia con Mario Lavezzi (Biancaneve): Una delle migliori. Lei ha una grande voce. (7)
 
Proposte 2009:
Malika Ayane (Come foglie): Bravina. (6.5)
Irene (Spiove il sole): (non vista)
Simona Molinari (Egocentrica): (non vista)
Filippo Perbellini (Cuore senza cuore): (non vista)
 

Si fa notte fonda. All'una spengo, quando ho ascoltato solo una cantante della categoria Proposte.
Troppo tardi, è allucinante mandare i giovani a quell'ora.
Solo stamattina scopro i nomi dei primi eliminati: Afterhours, Tricarico (sob) e Zanicchi. Siamo solo all'inizio.

martedì, febbraio 17, 2009

L'enorme Billionaire

E Berlusconi si è pappato pure la Sardegna. Le sue continue visite (da premier) nell'isola per far campagna elettorale per il suo pupillo Cappellacci (figlio del suo commercialista) hanno pagato: il centrodestra ha stravinto e Soru se ne torna a casa. Si tratta dell'ennesima batosta per il Pd che ormai, prendiamone atto, è fallito totalmente.
Insomma, il Cavaliere è indistruttibile. Complici il controllo dei media (tutti pro-Cappellacci) e l'innegabile capacità di fare propaganda, Egli incarna il vero Titano populista, imbattibile ora e nel futuro.
I sardi così hanno deciso, come del resto tutti gli italiani mesi fa.
Consentitemi, da uomo con origini sarde e quindi con radici profonde in quella terra, un'amara riflessione: ho paura. Paura che la Sardegna, nei prossimi cinque anni, si trasformi in un unico, enorme Billionaire. Che, sparito Soru, le sue coste vengano prese d'assalto da centinaia di costruttori che hanno già i progetti nel cassetto da anni e che attendevano solo il cambio del vento. Che nel giro di poco, oltre alla cafonissima Costa Smeralda o a Villasimius, la cementificazione tocchi posti come la Costa Verde, la spiaggia di Scivu, o Masua e Nebida. Insomma, che quel poco di incontaminato che rimane venga devastato da ricchi imprenditori con il portafogli gonfio. I sardi, assetati di lavoro, potrebbero svendere la loro terra. Ed io, da oriundo sardo, sono molto spaventato. Vedo le mani avide stringere i miei posti preferiti. E mi torna in mente il calzante paragone che De Andrè fece tra sardi ed indiani d'America: "si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura".
 

lunedì, febbraio 16, 2009

Ri-Sanremo

Sto per immergermi ancora una volta nel Festival di Sanremo. Cercherò di resistere per tutte le cinque serate. Ed ogni giorno scriverò i miei pensierini...

martedì, febbraio 10, 2009

... e poi finisce


Ciao.
Eluana Englaro (Lecco, 25 novembre 1970 – Udine, 9 febbraio 2009)

domenica, febbraio 08, 2009

Tutto è possibile in Berlusconia

Voglio fare anch'io un testamento biologico. In questi minuti, su RaiUno sta andando in onda la trasmissione "A sua immagine", tributo settimanale alla Chiesa. E' tutta a senso unico: parlano di vita, di valore della vita, di aiuto alla vita. Fanno passare per macellai quelli che vogliono che Eluana possa morire. Ci sono i collegamenti con quelli che manifestano per tenere attaccata Eluana. Per la vita. Vita, vita, vita. E che palle! Questa trasmissione è atroce solo per il fatto che parta dal solito arrogante presupposto che Dio ci sia. Per me è come se qualcuno sostenesse che la Terra è piatta, che esiste Babbo Natale o che Veltroni faccia opposizione.
Cacchio, se un Dio ci fosse avrebbe avuto 17 anni per manifestarsi, no? Perchè non l'ha fatto? Perchè non c'è. E' come aspettare che piovano zecchini dal cielo.
Per finire, ve lo immaginate altrove nel mondo un primo ministro che insulta la Costituzione, che la considera antiquata, che la chiama filo-sovietica? Riuscite a immaginarlo? Si tratterebbe o di una dittatura appena instaurata che butta alle ortiche il passato o di un posto dove qualsiasi parola eversiva e pericolosa è concessa. Noi siamo entrambi. Tutto è possibile in Berlusconia. Anche che una donna in coma possa procreare, secondo l'inarrivabile pensiero del Grande Fratello, del definitivo Statista. Di Lui, insomma.
Mi chiedo tra quanto spegnerà la rete.

sabato, febbraio 07, 2009

Oltre il golpe, la tele-teocrazia

Quanto è accaduto in queste ore tra le istituzioni dello stato ha dell'incredibile, in una nazione che si proclama democratica. In pratica, questa democrazia con la quale ci siamo sciaquati la bocca per anni, è andata perduta in maniera netta, utilizzando la pelle della povera Eluana Englaro. La quale ormai non c'entra più nulla, visto che è solo stata usata come strumento di scasso per devastare definitivamente la Repubblica Italiana. Da ieri non siamo più uno stato di diritto, ma una dittatura clerico-fascista e credo che non manchi molto affinchè anche la rete, dai blogger ai social network, venga sottoposta alla censura. Sembra impossibile, ma l'impossibile sta già accadendo. E' l'implosione della struttura delle istituzioni. In pratica un golpe. Un golpe vero e proprio pilotato dal Vaticano, uno stato straniero, e condotto da Silvio Berlusconi in persona che, forte del supporto del papa tedesco, ha deciso di cavalcare l'onda convinto di soddisfare, oltre all'Oltretevere, anche tutti i cattolici integralisti che - probabilmente secondo un suo sondaggio - rappresentano la maggioranza degli italiani. Ecco che il Cavaliere (che, ripeterò sempre, andava fermato prima che fosse troppo tardi) si trasforma ancora una volta per l'audience e diviene il Paladino della Vita che, con i superpoteri ottenuti grazie un decreto, strappa la povera Eluana dalla condanna dei cattivi guidati dal Darth Vader de noanti, ossia il Presidente Napolitano. Lo dice, anche, parlando di cultura della morte e cultura della vita. Di un Beppino Englaro che "vuole togliersi una scomodità" (frase oscenamente miserabile). Sembra una barzelletta, ma questo è accaduto. Il Presidente della Repubblica ha dovuto, in queste ore, sentirsi bacchettare dal Vaticano "deluso" e addirittura una frase tipo:
"La lettera del Quirinale arrivata ieri in Cdm era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge". (Berlusconi da Cagliari, dove fa campagna elettorale perenne invece di governare).
In pratica, il Cavaliere liquida Napolitano e lascia intendere che da oggi di lui non gl'importa più nulla e che governerà con le mani libere. A colpi di decreti. Anche contro sentenze passate in giudicato, tanto della magistratura sappiamo come la pensa. Cambiando la Costituzione laddove servirà. Insomma, una concezione padronale che ormai sfocia nella dittatura, nel regime, nell'autorità imposta con la forza. Manca solo la presa del Quirinale e l'incarcerazione del vecchio Presidente. Potrebbe avvenire in un giorno di massimo ascolto, magari dopo una partita del Milan.
Aggiungiamoci il default che si avvicina (basti guardare i numeri economici) e sarà chiaro cosa ci aspetta. A questo siamo arrivati, ahimè. Sarà dura. Anche perchè, oltre a Silvio, ci sono Ratzinger, Bertone, Bagnasco e tutti gli altri nuovi leader italiani. Parlavo, un tempo, di prove tecniche di teocrazia. Bene, le prove son terminate. Ora siamo una teocrazia basata sul controllo dell'informazione. Siamo una tele-teocrazia insomma. Siamo fottuti. Ed ora, cari teorici del cambiamento, è tardi. Se anche la casalinga di Voghera alzasse gli occhi dalla tv e capisse che ha contributo alla morte della democrazia, ormai è tardi. I buoi sono scappati.
Se qualcuno nutrisse qualche speranza di uscire dal tunnel, ecco cosa dice il Veltroni-pensiero in queste ore:
"Il premier, il quale sostiene che chi la pensa diversamente da lui sia un ostacolo da rimuovere, ha dentro di sè una sottile venatura autoritaria, e bisogna dirlo con responsabilità".
Veltroni dice "sottile venatura autoritaria". Responsabilmente, ovvio. Pacatamente. Quello fa il golpe e lui ci vede una "sottile venatura autoritaria". Walter... vai in Africa, ti prego!

venerdì, febbraio 06, 2009

Napolitano non ha firmato

Napolitano non ha firmato. Ma saranno ore difficili. Perchè lui, il Cavaliere, mica molla. Ha il sostegno dei VERI GOVERNANTI di questa nazione. Quelli che ci costano fortune ogni anno, quelli che coccoliamo a suon di miliardi.
Lasciatemi almeno un piccolo sfogo. Alla notizia che il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace, ha detto: "Sono profondamente deluso dalla decisione del presidente della Repubblica di non firmare il decreto" io, di cuore, urlo: ECCHISSENEFREGA!!!

In eterno

"Fino ad una legge sul testamento biologico". Che verrà chissà quando. Potrebbero passare anni e anni. E intanto il governo ha appena varato un dl con il quale, di fatto, blocca l'ultima via d'uscita per Eluana Englaro. Appena interrotta l'alimentazione, ad Udine dovranno riprendere con il sondino e continuare a tenere in vita una povera disgraziata, alla faccia della lunghissima battaglia del padre Beppino.
Non c'è limite all'arroganza, all'ignoranza, all'opportunismo, alla miseria di questa classe politica. Pronta a difendere Napolitano dagli attacchi di Di Pietro (con la sponda del Pd, ovviamente) ma altrettanto abile a sbattersene del suo parere sul caso. Ora c'è da augurarsi che il Presidente non firmi questo orrore. Trattasi di una legge 'ad personam', di sapore fascista, in netto contrasto con una sentenza passata in giudicato.
Qui la vita non c'entra nulla. A questa gente importa solo ingraziarsi i cattolici radicali e i loro alti papaveri vaticani.
Sono veramente furioso. Penso a Sacconi e, pur non augurandoglielo, all'idea, se si trovasse nelle condizioni di Eluana, di mantenerlo in vita fino alla fine dei tempi, non concedendogli mai la pace.
Questi cattolici integralisti proprio non li capisco: voi, che credete in Dio, perchè avete tanta paura di mandare una sua figlia al suo cospetto? Perchè temete tanto la morte?
Vorrei politici laici (o meglio atei), vorrei abolire il concordato, vorrei, insomma, non assistere a questo spettacolo pietoso. Ma questo paese è una sorta di teocrazia in vitro e non ci sono speranze. Si crede di aver salvato Eluana. In realtà la sua condanna a non varcare la porta della morte continua. In eterno, magari. Che schifo.
 
 

mercoledì, febbraio 04, 2009

Preparare le pezze

Vedo gente che perde il lavoro e vari personaggi, che di mestiere fanno i parassiti ben pagati dalle nostre tasche, che si ostinano a pensare a faccende che interessano solo quelli come loro.
Rischiamo il default e, oggigiorno vediamo:
1) Il duo Veltrusconi accordarsi per una legge elettorale che pone lo sbarramento al 4%. L'accordo si basa su una cosa sola: il Pd può salvarsi da percentuali praticamente ad una cifra solo facendo fuori definitivamente le varie "sinistrelle". In cambio, il Cavaliere ottiene l'ok per fare tutto quello che vuole.
2) Il Cavaliere, dando lezioni di moralità, si preoccupa solo della riforma della Giustizia (che vuole controllare lui) e di intercettazioni (che non vuole, soprattutto per lui).
3) C'è una poveretta in coma da 17 anni, un padre che cerca di lasciarla andare e un ministro, tal Sacconi, che gioca al gatto col topo, minacciando la clinica di Udine che dovrebbe ospitarla.
4) Gli italiani dormono. Dormono, dormono. Il Grande Fratello 9 fa ascolti enormi, i telegiornali Mediaset ne parlano continuamente: queste sono le cose importanti. Maledetta Tv commerciale, quanto ci hai rincoglionito!
5) Tremonti, intervistato a Davos da un vero giornalista (straniero), appena si parla di casa nostra fugge come un ladro. Figuraccia non da poco.
Il default si avvicina. Iniziamo a tagliare le pezze per il culo. Il colore è a nostro gusto.

venerdì, gennaio 30, 2009

Mike, il discreto

Mike Francis (1961 - 2009)

Altro lutto nel mondo della musica. E' morto Mike Francis, nome d'arte di Francesco Puccioni, popolare cantante degli anni '80, in particolare grazie al pezzo "Survivor" e alla bellissima "Friends" scritto per voce melodiosa di Amii Stewart.
Di Mike Francis colpiva la voce, così anglosassone e limpida, e l'aria da eterno timido ragazzino. Dopo gli '80 la carriera non volò più, nonostante il tentativo di cantare in italiano, ma aveva comunque un suo pubblico di affezionati, che continuava a seguirlo. Il suo ultimo album, "Inspired", è infatti targato 2007, quindi recente. Aveva solo 47 anni: un tumore ai polmoni lo ha portato via.

mercoledì, gennaio 28, 2009

Mino, il semplice

Mino Reitano (1944-2009)

Era un tenero, Mino. Un uomo semplice, buono. Le sue umili origini e la povertà patita gli sono rimaste addosso sempre. Un italiano semplice baciato dal successo, dal grande riscatto che lui, emigrante, ottenne proprio tra gli emigranti. Una persona pulita, per la quale era impossibile non provare affetto e tenerezza. Anche quando lo prendevano di mira per le sue canzoni sentimentali, per tutte le volte in cui finiva nel melenso.
Eppure delle belle cose le ha scritte e, per qualche anno, era finito nell'olimpo dei divi di quand'ero bambino. Divideva la scena con Ranieri, Morandi, Little Tony e molti altri. Poi c'è stata, soprtattutto, la televisione, la pacchiana "Italia", molti Sanremo e qualche esperienza pure da conduttore.
Si muoveva goffamente, sempre rivolto al pubblico. Buffo, a tratti. Ma aveva cuore e voce. Già, perchè tutto si può dire, ma Mino Reitano aveva una gran voce che, usata meglio e meno violentata dai suoi impeti, avrebbe seppellito molti pseudo-cantanti di oggi.
Credo che la morte di Mino Reitano, vinto da un male incurabile, abbia rattristato un po' tutti, oggi. Anche chi ne parlava male. Credo di sapere perchè: Mino era un bonaccione, un uomo sensibile e ingenuo. Li luccicavano spesso gli occhi. La gente gli voleva bene. E quando se ne va un uomo buono ci sentiamo tutti più tristi.
In mezzo a questo cicalio di arroganti, la trasparenza di Reitano e il suo sorriso timido ci toccavano il cuore. Ciao, Mino.

mercoledì, gennaio 14, 2009

Italianità


Per favore, un antiemetico!

Italia 2009



Bisognerebbe chiedere l'indennità per la nausea. Di questi tempi sono talmente schifato che faccio fatica a scrivere qualcosa di razionale. Bisognerebbe rimanere incollati al blog per ore, tante sono le cose irritanti che accadono. Mentre le televisioni di Mediaset gongolano per il successo del Grande Fratello 9, ennesima mazzata soporifera per il popolo, e ripropone le stesse cose da decenni (Scherzi a parte-Paperissima-La Corrida-Amici etc.), i giornali di famiglia stanno tessendo una campagna mastodontica contro un solo uomo: Antonio Di Pietro. E lo fanno con un livore, con una brutalità, con una malizia che non hanno precedenti. Loro, i garantisti a senso unico. Ovvio, Tonino è l'ultima barriera all'avanzata del regime. Caduto lui, a colpi di diffamazioni fatti da giornalisti del calibro di Giordano o Belpietro, nulla più si opporrà al pensiero unico, al vero Grande Fratello orwelliano. Pessimista? No, nauseato. Nauseato che un tale concentrato di potere sia a disposizione di un unico uomo, circondato da cortigiani senza vergogna. Ho sempre cercato di essere equilibrato, tutto sommato. Ora comincio a perdere la pazienza anch'io. Quindi, tiè, sostengo Tonino e punto. L'ultimo baluardo, dicevo. Non mi verrete a dire che Veltroni ha ancora qualcosa da dire? Fa solo tenerezza. E' al limite del patetico.
Nausea. Troppa, per parlare della faccenda Alitalia. Quella è uno scandalo che, altrove, non farebbe uscire più i politici di casa. E poi dicono che disporre dei media non conta nulla. Vista l'intelligenza che si vede in giro contano drammaticamente troppo.
Comunque, i giochi sono alla fine. Guardate i conti dello Stato e preparate le pezze per il culo.

sabato, gennaio 10, 2009

10 anni senza Faber

Ricordare in queste ore Fabrizio De Andrè è facile. Il decennale della sua morte, dalla mostra a Genova all'iniziativa di Fabio Fazio, mi pare sia celebrato in maniera asciutta e sensata. Il che ben si abbina al personaggio. Di De Andrè possiedo tutti i dischi, ascolto le sue canzoni da decenni ed occupa ancora un posto nel mio cuore come nessun altro artista è riuscito a fare. Non vedo in giro nessuno che possa nemmeno avvicinarsi alla grandezza dell'uomo e artista De Andrè.
Ricordo che, l'11 Gennaio 1999, giacevo a letto a casa di mia madre (all'epoca casa mia) per i postumi di una colica renale che mi aveva fatto finire all'ospedale. Entra mia fratello e mi dice che Faber è andato. Una botta. Accendo la televisione e rimango a guardare i servizi dei telegiornali che parlano di lui. Attonito. La cosa peggiore, al di là della perdita, è che non sentiremo più nessuna nuova canzone da parte sua e questo mi sembra, ancor oggi, quasi intollerabile.
Ho incontrato De Andrè due volte, durante la mia attività radiofonica. La prima fu nel 1993, dopo un concerto a Mestre. In quell'occasione, mentre diverse persone ronzavano nel camerino, tra cui Mauro Pagani, Fabrizio fu di una gentilezza estrema. Sorrideva a tutti, mi rilasciò un autografo, parlò con me ed altri del suo concetto di libero mercato che doveva coincidere con il baratto. Feci una foto con lui e me ne andai. Pochi giorni dopo, con orrore estremo, scoprii che la foto non era uscita o, meglio, era uscita a metà: praticamente le mie gambe fotografate vicine a quelle di Fabrizio.
Nel 1997, al PalaFenice di Venezia, aspettai sotto la pioggia l'arrivo di Fabrizio, per quello che sarebbe stato uno dei suoi ultimi concerti. Arrivò in auto, guidata da Luvi. Scese dall'auto ed era di umore nerissimo. Probabilmente non fu molto educato da parte mia precipitarmi da lui chiedendoli una foto: era appena arrivato ed aveva le prove davanti. Mi chiese, con cortesia forzata, di tornare dopo il concerto. Così feci e, in camerino, notavo come trattava un po' tutti: era seccato per conto suo e si concedeva pochissimo. Riuscii ad avere la foto e un secondo autografo. Ma quando tentai di nuovo di parlarci mi disse: "Ancora tu? Se fanno tutti come te, a che ora torno a casa?". Insomma, non c'era verso. Per nessuno, ribadisco. Era in giornata no. Peccato non averlo più incontrato, magari di luna buona.
Oggi, in radio, dedicherò ampio spazio a Fabrizio De Andrè. Sto selezionando le canzoni e ne devo mandare in onda quattro. Ho deciso per queste:
- La canzone dell'amore perduto
- Il testamento di Tito
- Creuza de ma
- Khorakanè

domenica, gennaio 04, 2009

Crimini

A me, francamente, delle spiegazioni israeliane poco m'importa. Legittima difesa va bene. Ma il massacro di civili a Gaza, in queste orrende ore di inizio 2009, NON PUO' ESSERE GIUSTIFICATO. Non si risponde alla violenza con una violenza tripla. Viene da vomitare. Israele deve fermarsi.
Sono crimini di guerra, porca miseria! Ripeto: crimini.
(fonte foto Afp)

mercoledì, dicembre 24, 2008

Buon Natale

Buon Natale, Italia.
Ilvo Diamanti dice oggi, su Repubblica, che gli alberi di Natale sono quasi scomparsi
o, comunque, ce ne sono molti meno.
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/natale-regali/bussola-natale/bussola-natale.html?ref=hpspr1
La crisi impera, la crisi preoccupa. Ed è solo l'inizio.
Crisi, abusata parola. Bisognerebbe sviscerarne il vero significato. Più appropriato
parlare di post-truffa, di post-banchetto. E' un Natale sottotono. Magari può servire
a ridare il significato corretto alle cose. Magari, per chi crede nel Bambin Gesù,
riportare il senso cristiano al centro. Riscoprire il bambinello di Betlemme e mettere
da parte Santa Claus-Babbo Natale. Per i non credenti come me può giovare interrogarsi
sul valore delle cose quotidiane.
Crisi. L'Italia, già malata, finirà in coma, a dispetto dell'ottimismo sorridente del
premier multimiliardario che non stringerà di certo la cinghia. Ci attendono tempi
duri. Se così deve essere, lo sia. Forse ne usciremo tutti più consapevoli, più forti
e meno incantati dai pifferai magici e dai cortigiani. Meno avvinti, forse, da un senso di
sconfitta perenne che ci ha messo al margine dei paesi che contano.
Buon Natale, Italia. Forse la redenzione arriverà.

venerdì, dicembre 19, 2008

I'm back

Non sono morto. Non sono scomparso. Ho solo avuto:
a) tante cose da fare nel quotidiano;
b) una pigrizia enorme, un tedio mentale, etc.
Di argomenti ne avrei a bizzeffe: quest'Italia, questi politici, questo mondo non ci fanno mancare motivi per incazzarci.
Potrei parlare di rapporto politica-giustizia. O della crisi (la chiamano tutti così e a momenti non sappiamo nemmeno cos'è). O di un sacco di altre cose.
Sotto l'albero di Natale, prometto che sarò più ligio. Per un bel po' ho scritto intensamente e poi mi sono fermato. Ora ho intenzione di tornare ai bei tempi. I'm back.

venerdì, novembre 14, 2008

Il dissenso è avvertito

Da La Repubblica di oggi:
GENOVA - Sono stati assolti i vertici della polizia per le violenze del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, all'interno della scuola Diaz. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell'Ucigos, e per Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco, e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco. Dei 29 imputati, 13 sono stati condannati e 16 assolti. Il tribunale di Genova ha inflitto pene per complessivi 35 anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati. L'accusa aveva chiesto condanne per un totale di oltre 108 anni.

Alla fine si puniscono "le braccia" e non le, presunte, menti. Si chiude così questa oscura faccenda che ha sospeso la democrazia per molte ore, all'interno di quel dannato edificio. Tutto era prevedibile in questo clima. Fossi uno studente, ora, stare più attento a manifestare. Da metalmeccanico, ho più timore a scendere in piazza. Il dissenso è avvertito. Cossiga docet. Il Presidente emerito che invoca sangue e violenze (donne e bambini sarebbe meglio) andrebbe accompagnato in casa di riposo a giocare a dama. Oggi anche fare il blogger inquieta. Bisogna solo sussurrare.

Cossiga: "Bisogna infiltrare gli studenti con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine, mettano a ferro e fuoco le città. Dopodiché, forti del consenso popolare, le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano".


Caro Presidente, questo profeticamente scriveva Fabrizio De Andrè, un uomo che amava moltissimo la sua (e anche mia) Sardegna, nel 1973:

Canzone Del Maggio

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

mercoledì, novembre 05, 2008

La mani sulla Rai

In questo scoppiettante giorno nel quale celebriamo l'elezione di Barack Obama a commander in chief non possiamo dimenticare le cosucce di casa nostra che, come sempre, ci fanno sentire piccini piccini. In queste ultime ore sembra essere partita un'offensiva durissima contro la Rai che, bisogna ricordarlo, è pur sempre l'azienda concorrente di Mediaset che, ricordiamo ancora, appartiene al nostro attuale Presidente del Consiglio, quello che "darà consigli ad Obama", tanto per intenderci.
Una serie di vicende che, messe assieme, turbano un pochino. Partendo dai consigli del Cavaliere che chiede maggiore ottimismo all'azienda di stato, non poteva smarcarsi il fido Dell'Utri con la sua brillante considerazione sui conduttori del Tg3, troppo "dark" e quindi difficilmente abbinabili con le news dal tono leggero desiderate dal capo. In pratica, un avviso di sfratto a giornalisti quali la Cuffaro. Le news dell'era berlusconiana dovranno essere simil-Studio Aperto (quindi vaccate) o filtrate magistralmente sul modello Emilio Fede. E, mentre uno spottone sulle Forze Armate passa in Tv, ove possiamo assistere ad un'Italia felice e serena, piena di bella gente plaudente militari-fotomodelli e mentre gli estremisti di destra entrano nella sede Rai ad "avvisare" la redazione di "Chi l'ha visto?", ecco ancora il premier lamentarsi dei giornalisti della Tv di Stato di essere troppo "appecoronati" alla sinistra. Il tutto, condito da una riunione con gli imprenditori ove Berlusconi ha praticamente invitato a non far pubblicità in Rai, ma altrove. L'"altrove" è chiaramente Mediaset. Governare e, nel contempo, far cassa usando il potere. Se non è conflitto di interessi chissà cos'è. Le mani sulla Rai e il portafoglio gonfio grazie a Mediaset. Vorrei solo capire chi sono gli "appecoronati" Rai. Vespa? Floris? Riotta? In quale universo parallelo?

President Obama

Leggendo il post di Beppe Grillo di oggi ("L'insopportabile pesantezza di Obama"), non posso che essere d'accordo con lui. Quando dice che stanotte l'Italia è invecchiata di colpo, dà forma alla stessa sensazione che ho provato io, stamattina, quando ho letto della vittoria di Barack Obama. Questo nuovo presidente giovane, colto e pieno di entusiasmo rappresenta una svolta, a prescindere poi da quello che la sua amministrazione porterà agli Usa e al mondo. E ci mette a confronto con la pochezza della nostra classe politica, con la sua tragica inferiorità morale e professionale. E' vero: siamo messi male ed oggi le ragnatele si vedono ancora di più.
Welcome, president Obama.

giovedì, ottobre 30, 2008

Come insegnare a parlare ad un cane

Ci sarebbero tante cose da scrivere, talmente tante che non scrivo praticamente più. Quanto successo a Piazza Navona ieri, con la camionetta che arriva (come ha potuto arrivarci?) e quelli con le spranghe, mentre la polizia guarda e poi carica gli studenti ricorda tanto Genova 2001.
L'arroganza di questo governo è inaudita. Il decreto Gelmini viene approvato mentre tutto il mondo della scuola è in subbuglio. Questo non è governare, è comandare. D'altra parte, che ci si poteva attendere.
Ma, come sempre, il meglio lo fornisce il Cavaliere. Non pago del millesimo stop and go, ci regala in queste ore una serie di perle. Mentre si scende in piazza per la scuola, non ha il minimo pudore: le scuole private (cattoliche) stanno per ricevere più finanziamenti. Ratzinger ringrazia. Inoltre, guai a chi imbratta i muri. Chi fotte il prossimo nei consigli di amministrazione può stare tranquillo, ma se disegni qualcosina su una parete sei da perseguire.
E, poi, Sua Emittenza non ci risparmia altre cosucce: non gli basta aver fatto in modo di risparmiare le frequenze abusivamente occupate dalla sua Rete 4 cedendo ad Europa 7 le frequenze di RaiUno (nel silenzio di tutti), roba che all'estero ti devi dimettere all'istante. No, ora fa un passo in più: afferma che le reti Rai seminano tristezza, angoscia, paure. Invece dovrebbero seminare ottimismo, gioia di vivere, tette e culi. Un po' come fa Mediaset da sempre (con effetti devastanti sul senso comune del "popolo" italiano), salvo quando governa Prodi e allora è uno sfascio, siamo sommersi dai rifiuti e tutto va a puttane. Ecco, una Rai che sorrida e ripeta il mantra che tutto è ok. Ottimismo. Che importa poi se a consigliare questo è l'uomo più ricco d'Italia? Lui sa benissimo che la gente è con lui.
E' un po' un editto bulgaro 2: chi non la pianta di dire che ci sono problemi, sarà gentilmente accompagnato fuori da viale Mazzini. Quest'intervento brutale, questo consiglio da non rifiutare, questo minculpop risorto farebbe inorridire, se non fosse che la gente continua a pensare alle partite di calcio.
Sembra un incubo. Non se ne esce. Ci si può solo rassegnare. Il senso comune insegue Berlusconi. O, meglio, Berlusconi è il senso comune. Cambiare è impossibile. Di nuovo, va tutto bene. Con quest'Italia non c'è nulla da fare. Far capire agli elettori del Cavaliere che ci stiamo scavando la fossa da soli è utopia. E' come cercare di far crescere una pianta morta insistendo nell'annaffiarla. O come insegnare a parlare ad un cane. Ci puoi lavorare sopra per cent'anni: non parlerà mai.
 
 

giovedì, ottobre 23, 2008

Mutamenti

OGGI

"Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà".

IERI

mercoledì, ottobre 22, 2008

Italia 2008 /2

Quest'uomo ha il 65% e passa di gradimento nel popolo italiano.
Quest'uomo ha detto queste cose, oggi:
 
Sulla protesta della scuola per il decreto Gelmini (decreto, quindi Parlamento addio):
"Dico chiaro un avviso ai naviganti: non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'università. Oggi convocherò il ministro dell'Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell'ordine"
 
Sulla stampa e tv:
"Mandate i saluti ai vostri direttori e ditegli che saremmo molto indignati e preoccupati se la conferenza stampa di oggi sulla scuola non avesse seguito"
 
"Si sta facendo una cattiva informazione. Avete quattro anni e mezzo per farci il callo, non intendo retrocedere di un centimetro"
 
"La televisione pubblica diffonde ansia e le situazioni solo di chi protesta. Sono preoccupato da questo divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà".
 
Lo si poteva fermare. Ora è troppo tardi.
 

martedì, ottobre 21, 2008

40

Due giorni fa, il 19 Ottobre, ho compiuto 40 anni.
Non ho avuto tempo di scriverne, dal momento che ho approfittato della domenica per tagliare una torta. Lo faccio adesso, mentre ho già indossato questi 40 anni sui quali potrei parlare a lungo, essendo una tappa importante. Ma, anche se ne parlassi per ore, i 40 anni rimarrebbero. Con il loro significato principale: buona parte della vita è andata. Sigh.

giovedì, ottobre 02, 2008

Sicurezza. Per chi?

... e ci parlavano di sicurezza. Quale? La sicurezza di pestare o far fuori lo straniero senza avere troppe noie?
Che paese ridicolo: ci hanno fatto credere che stavamo tutti cagandoci sotto per paura degli immigrati ed ecco la rassegna solo degli ultimi giorni:
 
14/9/2008 - Milano: Abdul William Guibre, italiano, viene ucciso a sprangate da padre e figlio, proprietari di un bar, per aver (apparentemente) rubato una scatola di biscotti. Mentre lo massacrano, gli urlano "sporco negro".
 
19/9/2008 - Sei extracomunitari africani sono le vittime di uno scontro a fuoco avvenuto a Castelvolturno, nel Casertano.
 
31/09/2008 - Parma: una ghanese di 22 anni, Emmanuel Foster Bonsu, viene fermato dai vigili e pestato perchè ritenuto uno spacciatore: un piede sopra la testa, le manette e poi botte, anche all'interno dell'auto di servizio. Ci sono insulti razzisti e nella busta dei verbali del fermo si legge «Emmanuel negro».
 
02/10/2008 - Un ragazzo cinese di 25 anni viene picchiato a sangue da alcuni ragazzi, cinque minorenni italiani, davanti al teatro di Tor Bella Monaca, a Roma.
 
Questi sono solo alcuni episodi. Sicurezza, si dice. Ma da questi italiani, chi li difende gli stranieri?
Per dirla alla Yoda, "l'ombra del lato oscuro è attorno a noi"...
 
 

mercoledì, settembre 17, 2008

Chi lo ferma più?

Berlusconi definisce "inesistente" Veltroni. E chi se la sente di smentirlo? Ha ragione.
Mai come in queste ultime settimane, ci si è resi conto del fatto che il Cavaliere governa incontrastato e incontrastabile e che, attorno a lui, ci sono solo le macerie di quella che poteva essere un'opposizione. Discutendo in vacanza con alcune persone, sono arrivato al punto di ammettere che, anche se Berlusconi sparisse, non ci sarebbe nessuna alternativa. Incontrastato, quindi. Soprattutto grazie al fatto di avere un'informazione addomestisticata, pronta a nascondere i suoi numerosi passi falsi ("Antifascista? Penso solo a lavorare", detta oggi ma nascosta al Tg1), ad alterare la realtà a suo favore (a Napoli i rifiuti ci sono ancora ma non se ne parla più), a fare da cassa di risonanza per le sparate dei ministri su argomenti che sono solo fumo negli occhi (Alfano e il braccialetto, la Carfagna e le prostitute, vedi commento di Travaglio). Dei problemi seri non si parla, ovviamente, anche perchè l'aria che tira sui mercati è tutt'altro che ideale per ridistribuire il denaro: chi ce l'ha sta per fare fagotto e andarselo a godere in qualche paradiso. Si parla invece di blocco delle intercettazioni e riforma della giustizia, ossia i due tasselli mancanti per addomesticare magistratura e informazione e permettere ai potenti di delinquere come piace a loro. Poi, si sta per dibattere sulla legge elettorale: sbarramento al 5% (morte finale della sinistra radicale) e niente preferenze (liste bloccate), in pratica il golpe finale per tagliar fuori ogni oppositore, pure in Europa. Il Pdl vuole questo tipo di legge e sicuramente la porterà a casa, visto che Berlusconi la desidera perchè "il sistema delle liste bloccate permette di avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare il Paese all'interno delle commissioni del Parlamento europeo" (roba da morir dal ridere, ma la gente ci crederà).Insomma, il centrodestra governerà a lungo, anche perchè è rimasto da solo. Non sarà mica il Pd di Veltroni a poter contrastare Superman, no? Anzi, l'unico atto serio che Walter il mago potrebbe fare oggi sarebbe quello di dimettersi ed andare in Africa, chiedendo scusa a quanti, come me, sostenevano che era da pazzi e iresponsabili pretendere arrogantemente di dialogare con "il principale esponente dello schieramento avversario" quando ancora Prodi era in sella, delegittimandolo. Ma, soprattutto, è stata una stronzata quella di credere, anche per un solo istante, che Berlusconi, il noto Berlusconi, potesse essere un interlocutore affidabile e in buona fede.
Ora? Ora va bene così. Il governo gode della fiducia di oltre il 60% degli italiani. Noi, povero 40%, possiamo solo starcene buoni e osservare, attoniti, tutto quello che accade, cercando di vomitare il meno possibile. Tanto, chi lo ferma più?


Imperdibile: l'ultimo Passaparola di Marco Travaglio

venerdì, settembre 12, 2008

Sono una lagna

Mi sento tutt'altro che in forma. A parte la storia del prurito che non mi è ancora passato, ora ho pure un ascesso gengivale. In pratica quelle cose gonfie che si formano vicino al dente e fanno un male boia. Il tutto è decisamente rattristante. Saranno i quaranta che ormai stanno lì ad attendermi, ma in quest'ultimo periodo sono diventato ipocondriaco. Non mi spaventa la morte, mi spaventa il dolore. D'altra parte, la maggior parte degli uomini regge malissimo i problemi di salute ed io non faccio eccezione. Insomma, sono una lagna.
Però, porca miseria, l'ascesso fa male. E fa aumentare il mio desiderio di grattarmi. Come direbbe Ben Grimm (la Cosa dei Fantastici Quattro): "Che rivoltante sviluppo!".
Ahi... ahi... ahi...
A proposito, oggi ho trovato una perla su YouTube, tratta da un film che adoro, "City Slickers (in Italia tristemente tradotto in "Scappo dalla città - la vita, gli amori e le vacche"):

mercoledì, settembre 10, 2008

Qualcosa

Si può sempre cambiar vita. Conosco un tipo, che è stato pure mio collega di lavoro, che ha rivoluzionato tutto: faceva l'informatico come libero professionista, con tanto di partita iva ed un certo numero di clienti. L'ho perso di vista qualche anno e poi ho scoperto che ha buttato alle ortiche la programmazione ed ha aperto una scuola di salsa e mambo. Da programmatore a ballerino. Ora insegna ballo e credo che le cose gli vadano pure bene. Sono certo che sia più felice così. Anche lui ha sempre avuto delle aspirazioni artistiche ed ha trovato il coraggio di coltivarle. Ha rotto con lo status quo e si è reinventato. Ammiro molto la sua scelta. Io invece sto qui a rodermi il fegato, incapace di trovare il coraggio di presentare una lettera di dimissioni e ripartire da zero. Tutto perchè temo di ritrovarmi senza uno stipendio. Ma la vita vale solo una manciata di euro al mese?
Comunque, per precisione, io col ballo ho un pessimo rapporto: non potrei mai aprire una scuola di latino-americano. Però con molte altre cose, radiofonia in primis, avrei le mie chances. Come scrissi tempo fa, vorrei trovare la forza per fare un gesto clamoroso. Qualcosa che faccia scuotere la testa di chi mi conosce, qualcosa che mi faccia apparire un pazzo, qualcosa che provochi la disapprovazione generale. Qualcosa, però, che mi porti lontano da qui. Da questa desolante e dolorosa staticità. Meglio l'incerto che la certa infelicità.

Boom!

400-mo post e non credo che sarà l'ultimo. Anche se in tanti dicono che questo "Large hadron collider" del CERN genererà un buco nero che inghiottirà il pianeta. Puah... cose da giornalisti per tenere col fiato sospeso la gente. Invece, la cosa stupefacente sarebbe che riuscissero a trovare il "bosone di Higgs" detto anche "particella di Dio". Sai che bello, se così fosse? Capiremmo, forse, l'origine delle cose o, almeno, inizieremmo a far luce sul mistero più grande: che accidenti è l'esistenza, perchè c'è questa manifestazione di qualcosa e non l'imperscrutabile nulla. Quindi faccio il tifo per quest'esperimento.
Se poi, maluguratamente, qualcosa dovesse andar male e finissimo dentro un buco nero, non avremmo nemmeno il tempo per accorgercene. Boom e basta.
A voler essere misantropi... sarebbe poi una gran perdita, paragonata all'immensità del Cosmo?

sabato, agosto 16, 2008

Chiuso per ferie

Vado in ferie. Riprenderò a Settembre. Bye.

giovedì, agosto 14, 2008

Guerra alla rete?

Internet va stretta, a chi non tollera troppo la libertà. I nostri politici, più volte, hanno mostrato nervosismo nei confronti della rete: non la possono controllare e quindi ne hanno paura. Emblematico il caso di queste ora, ossia il blocco di The Pirate Bay, il popolare sito di ricerca di files torrent, fonte notevole per gli appassionati del p2p. E' successa la stessa cosa anche per Columbo-BT. Entrambe le cose per volontà del Gip di Bergamo. Due blocchi, due censure. Preventive, per giunta. La difesa del diritto d'autore, argomento legittimo ma discutibile, è stata la motivazione per chiudere l'accesso a questi siti. Segno che contro il p2p, nel Belpaese, si è aperta un'offensiva senza precedenti.Ma non è la questione di porre un limite al download illegale ad essere inquietante. La cosa che preoccupa è che si operi in questo modo in un Italia, unico caso in una democrazia. All'estero hanno un ulteriore motivo per sbeffeggiarci.
Che faranno, ora che hanno iniziato? Se Mediaset ha intentato una causa a YouTube, rea diffondere video relativi a programmi delle reti del Biscione, quale sarà la mossa definitiva, dato che il padrone di queste emittenti è anche il capo del governo? La chiusura di YouTube per gli italiani?
Ora, Mediaset ha un potere immenso tra le mani: dopo aver narcotizzato la Rai (mediante la politica), bloccato un vero terzo polo con il boicottaggio di La7 (2001), imposto un rivale a Sky (digitale terrestre, legge Gasparri), aumentato a dismisura gli spazi pubblicitari a danno degli altri media (ancora legge Gasparri), garantito una Rete4 fuorilegge ai danni del titolare della concessione (Europa 7), può scendere in guerra anche contro Internet. Non certo bloccando la rete mondiale, ma tagliandola ai sudditi italiani, evitando così che possano uscire dalla logica del duopolio. Ripeto, non è il blocco di siti d'ispirazione "pirata" a preoccupare. E' il blocco dei siti come concetto.
Dove puntiamo? Se tutto ciò che è "scomodo" potrà essere chiuso, aspettiamoci attacchi continui ai bloggers, ai siti dei giornali e a tutto quello che permette la libera circolazione delle notizie, del pensiero, dell'arte. Il Grande Fratello è qui.

da "The Pirate Bay"
Fascist state censors Pirate Bay

lunedì, agosto 11, 2008

Su Dio

Gradirei, prima o poi, che si passasse da un tipo di affermazione al suo opposto.
Intendo da:
"Dio esiste ma forse no"
a:
"Dio non esiste ma forse si".
Mi piacerebbe, insomma, che non si partisse dall'idea che un Creatore esista ed intervenga, che i miracoli si verifichino, che tutti noi si faccia parte di un "progetto divino" e via dicendo, ma dall'esatto contrario, ossia dalla negazione della divinità con apertura a valutare eventuali prove della sua esistenza.
Per anni sento i credenti pretendere rispetto per la loro religione e, nel mio piccolo, cerco sempre di portarne. Ma inizio a diventare nervoso quando tali credenti non portano nessun rispetto per noi atei. Odio quel modo di guardarci con commiserazione, come fossimo dei pazzi irrazionali. Quando, fino a prova contraria, le visioni non le abbiamo esattamente noi.

giovedì, agosto 07, 2008

Diagnosi "fai da te"

Sono un po'ipocondriaco, lo ammetto. Ma di certo Internet non mi aiuta. Sconsiglio vivamente di cercare informazioni sanitarie per un vostro eventuale disturbo fisico servendosi di Google o altro. Motivo? Vi vedrete dentro la bara. Così è per me in questi giorni a causa di un problema: ho, da circa un mese, un prurito fastidioso in tutto il corpo. Non di continuo, ma di frequente.
Ho cercato in rete qualcosa tipo "prurito cause" e sono piombato in un numero sconfinato di pagine, ciascuna delle quali, anche attraverso pareri di medici, ipotizza un po' di tutto. Dalle allergie alimentari, passando per patologie al fegato e finendo, inevitabilmente, con i tumori. Risultato? Sono molto preoccupato. Devo partire per le ferie e, quindi, non farò le analisi prima del mese prossimo. Anche per quest'attesa davanti, quando penso a quello che potrei avere addosso, alle mie transaminasi e bilirubina, mi vengono i sudori freddi. E un prurito notevole. Ipocondriaci e web: miscela esplosiva. Nascono delle diagnosi "fai da te" da far accapponare la pelle (appunto). Cose pruriginose.

mercoledì, agosto 06, 2008

Gasparri, la Cina e Salvo Montalbano

Maurizio Gasparri: "Colgo l'occasione per rinnovare al silente Petruccioli una domanda: 'La Rai sta valutando l'ipotesi di pagare 1 milione e 600 mila euro per l'esclusiva di Montalbano?'. I documenti sono pronti e se non si vuole dar luogo a questo spreco basta non firmare, limitandosi a pagare il prezzo della fiction che peraltro nel caso di Montalbano e' ai livelli massimi dei prezzi pagati dalla Rai. Consiglieremmo molta prudenza a Petruccioli in una fase in cui numerosi sono i contenziosi giudiziari che ruotano intorno alla fiction Rai. Non vorremmo che si aggiungessero altri errori legati al triangolo Cappon-Degli Esposti-Gusberti. Non vorremmo incaricare proprio il commissario Montalbano ad indagare sul mistero dei milioni buttati per un'esclusiva che non ha motivo di sussistere e che ha rarissimi precedenti in Rai. Petruccioli che ha da dire? Fa ancora in tempo a bloccare lo spreco e ad evitare una causa".

E' tipico, d'estate, che Maurizio Gasparri esterni. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Il capogruppo del Pdl al Senato è solito fornire spesso temi appassionanti da discutere sotto l'ombrellone.In questi ultimi due giorni ci ha regalato due cosucce. La prima, assai più esplosiva, riguarda la quasi-richiesta (fatta con la collega Meloni) agli atleti italiani di non partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino. Nobiltà d'animo, quella di Gasparri: dare un forte segnale di protesta per i noti problemi che ha la Cina quando si tratta di diritti umani.
Tardiva, come proposta. Bizzarra, analizzando il contesto. E, ahilui, imbarazzante per il governo ed irritante per il Cio. Della serie: se vuoi dare un segnale non partecipi ai Giochi. Saltare la cerimonia di apertura è una bizzarrìa che, più che turbare i cinesi, ridicolizza gli atleti italiani. Fortuna che gli stessi atleti, rabbiosi, hanno chiuso la questione con un niet indirizzato a Gasparri e la Meloni.
Non pago, l'ex-colonnello di An ha deciso di tornare ad occuparsi di televisione (lo ha fatto ovviamente da ministro fabbricando la legge sul sistema radiotelevisivo che ancora vige). Obiettivo? La fiction del Commissario Montalbano, ossia uno dei migliori prodotti televisivi di questi ultimi anni. Secondo Gasparri, che premette di ammirare Andrea Camilleri, costa troppo.
Come direbbe il personaggio magistralmente interpretato da Luca Zingaretti, la faccenda "non mi sconfinfera per niente". Infatti, i nuovi quattro episodi (tratti da altrettanti libri) sono sicuramente una delle cose più attese della nuova stagione televisiva. Le storie di Montalbano sono amatissime dal pubblico italiano e, sebbene tutte replicate più volte, fanno ancora ascolti altissimi. Pertanto, considerando gli spazi pubblicitari vendibili molto bene, non credo che la Rai butterebbe nel cesso i suoi soldi, con i nuovi episodi del commissario di Vigàta. Piuttosto, ne butta via un sacco con molte fiction atroci, giochetti e via dicendo.
In altre parole: non toccateci Montalbano.
Il dubbio sorge, naturalmente. Non è forse che Gasparri abbia un po' di problemi con l'opera di Camilleri? Non è forse perchè, diciamolo, Salvo Montalbano ha idee di sinistra, è un comunista, insomma?
Non mi sconfinfera per niente.

Unica opposizione

Mentre il Pd si guarda i piedi, incapace di proporre qualcosa e Walter il Mago rischia il posto, con Max Baffino sornione...
Mentre la Sinistra si rifugia nella falce e martello, nell'Internazionale e le solite, sfibranti discussioni...
Questa è l'unica opposizione seria che abbiamo: l'Idv. Dobbiamo ringraziare Tonino. Sarà vero che approfitta del vuoto che si è creato a sinistra... ma se pensiamo all'opposizione, questa è quella che ci provoca un moto di emozione.

"Il governante dalla doppia faccia" di Antonio Di Pietro | 5 Agosto 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

martedì, agosto 05, 2008

Sicurezza

Sicurezza.
Per me sicurezza è anche sul lavoro e vedo tantissimi che perdono la vita perchè non sono garantite le misure minime.
Per me sicurezza è anche sulle strade, minate da lavori in corso e trasporto pesante, dove ogni giorno pretende un tributo di sangue.
Per me sicurezza è anche sapere che i miei contributi non finiscono per pagare manager inetti o finanziare opere in odor di mafia.
Per me sicurezza è anche sapere che i miei pochi soldi, messi in banca, non vengano usati per speculazioni pericolose o, peggio, disintegrati in investimenti scellerati.
Per me sicurezza significa anche la consapevolezza di essere governati da persone oneste e integerrime, dedite all'interesse della nazione.
Per me sicurezza è sapere che il mio stipendio non è carta straccia di fronte all'aumento di prezzi vertigionoso.
Per altri, sicurezza è vedere i militari per strada ad intimidire gli immigrati, gli accattoni, gli ultimi, in una coreografica esibizione di forza, di virilità.
E' questione di punti di vista. Ciascuno agisce come coscienza detta.
C'è chi, indagato, si dimette per farsi processare, come Olmert.
C'è chi, processato e in attesa di sentenza, si fabbrica uno scudo per difendersi dal processo stesso.
C'è chi, attaccato dai giornali, non pensa minimamente a mettere il bavaglio alla stampa libera, come Olmert.
C'è chi, invece, con il suo potere pone l'intera informazione in uno stato soporifero perenne.
Sono scelte. Ormai le Italie sono due. Ciascuno decida da che parte stare.

lunedì, agosto 04, 2008

Il diritto di morire

Non abbiamo il diritto di morire, pare. Dopo il pronunciamento sul conflitto di attribuzione sul caso di Eluana Englaro da parte della Camera, siamo punto e capo. Ha ragione Pannella a sostenere che con le stesse "cure" papa Wojtyla sarebbe ancora vivo. Lui l'hanno lasciato andare, come voleva. La stessa Chiesa, invece, continua a far pressioni per mantenere in vita, in nome di un Dio teorico, una povera ragazza cha da 16 anni aspetta solo di morire.
Gravissima l'astensione del Pd sul caso: ennesima dimostrazione delle troppe anime che lo compongono. Ennesima prova che si tratta di un partito di carta, destinato a finire nel cestino.
L'ingerenza vaticana è divenuta insopportabile. I politici inginocchiati pure. Ciascuno di noi deve avere il diritto di morire naturalmente, soprattutto dopo che per 16 anni un presunto Creatore non ha mosso un dito.

martedì, luglio 29, 2008

Aristocrazia e miserabili

Provate ad immaginarvi l'Italia tra 5 anni. Cosa vedete? Io vedo una nazione disintegrata e, soprattutto, in preda ad una povertà unica in Europa.
La linea di demarcazione tra ricchi e poveri è ormai tracciata e, nel corso dei prossimi anni, ciascuno di noi sarà assegnato alla parte che gli compete non per merito, ma per nascita. Aristocrazia e miserabili: così sarà composta la società italiana. L'emendamento che prevede la cancellazione dell'assegno sociale anche per i cittadini italiani che non abbiano maturato almeno 10 anni di contributi è solo l'ennesimo gesto di disprezzo che questa maggioranza ha nei confronti degli ultimi. Si risparmieranno 300 milioni, più o meno quelli che abbiamo dato ad Alitalia o che dovremo pagare per Rete 4.
Che diavolo si sta facendo per le famiglie, per i salari, per il potere d'acquisto? Nulla. Si torna a discutere di pensioni, si toglie il pane ai disperati e si continuano a far favori a Confindustria, come quello di cancellare il diritto ad un contratto a tempo indeterminato a fronte di irregolarità in quello precario.
Era questo che cercavano le massaie coi bigodini imbottite di soap-operas che in massa hanno votato il Pdl? Era il dito medio di Bossi che volevano i leghisti che si sono visti soffiare l'Ici, unica tassa federale?
Interverranno anche sulla sanità, statene certi. Dovremo assicurarci anche per le prestazioni mediche. E sulla scuola: annullata quella pubblica, riempita di denari quella privata, specie se profumata d'incenso. L'Università sarà solo per i figli di buona famiglia, tutti gli altri al professionale. Non ci sarà più solo la casta dei politici, ma le caste dei potenti e dei ricchi.
C'è una brutta aria. Il marciume non si scova più: ci avvolge. Sprofondiamo nella melma, lamentandoci ma seguendo i Tg che parlano di creme solari. Siamo al naufragio, ascoltando l'orchestrina che suona questi ultimi istanti del Titanic che affonda.

domenica, luglio 27, 2008

Ministro, ci dia i dati

Vorrei che qualcuno, prima o poi, rendesse note in maniera scientificamente precisa queste famigerate stime relative alla spesa pensionistica del futuro e alla tanto decantata aspettativa di vita. Vorrei, quindi, che questi dati potessero essere subitaneamente sottoposti al vaglio di esperti non pagati dai politici o dalle compagnie di assicurazione, in modo tale da avere un parere meno interessato. Vorrei, insomma, che facesse chiarezza una volta per tutte sullo stato del sistema pensionistico. Sarebbe tempo, porca miseria, di capire se queste vaghe ma catastrofiche valutazioni poggino su dati reali o su miserabili campagne disinfomative operate da interessi neanche tanto occulti. Sentire il ministro Sacconi teorizzare di una nuova riforma delle pensioni che ci faccia lavorare ancora di più, oltre i 62 anni, e la Marcegaglia che a sua volta dice che questo è quello che serve all'economia (cazzo, ma tutto serve a quest'economia nazionale?) mi ha fatto infuriare non poco. Ma come, dopo la riforma Dini, la riforma Maroni e la riforma Prodi dobbiamo ancora tornare sul tema delle pensioni? Un diritto dei lavoratori deve continuare ad essere oggetto delle politiche dei vari governi? Perchè la mia generazione dovrà essere triplamente fottuta (no tfr, più tardi in quiescenza e con meno soldi) a causa di una gestione insensata e furba dei contributi operata finora? E, soprattutto, per foraggiare chi offre pensioni integrative?
Caro ministro Sacconi, mi permetta: come possiamo prenderla sue serio e credere che il sistema non si sosterrà, quando i politici non sono mediamente in grado di prevedere i tempi per realizzare una stradina? Voi, che non sapete stimare cifre per i due mesi venturi, sareste abili a studiare l'andamento del sistema pensionistico e l'aspettativa di vita?

I dati, ministro: tirate fuori i dati e il metodo usato e lo faremo vagliare da qualche esperto fuori dai giochi. Qualcuno che non sia prezzolato da Confindustria o da Mediolanum.

Puff... inutile. Tornerò a scrivere di politica. Sono tempi difficili, tacere fa male al fegato.

venerdì, luglio 25, 2008

Mi mordo la lingua. Blocco la tastiera.

Sto scrivendo poco. Molto poco. Ma non solo per mancanza di tempo. Quasi ogni giorno potrei ritagliarmi uno spazio per dire la mia. Ma non lo faccio perchè dovrei parlare di politica e mi sono ripromesso di non farlo per un bel po'. Di argomenti ce ne sarebbero: il Lodo Alfano, le ultime uscite del Cavaliere ("chi mi risarcisce?"), la situazione economica, gli scandalosi telegiornali Mediaset ("Studio aperto" è un insulto) e via discorrendo. Mi mordo la lingua e blocco la tastiera. Meglio pensare alle ferie. Continuo a ripetermi: "lo hanno rivoluto gli italiani". Quella parte di italiani, la maggioranza, di nuovo convinta nel miracolo. Quelli che poi nemmeno capiscono come vanno le cose, come Tremonti abbia glissato sulla soluzione dei problemi reali: fa la Robin Tax, una suppostina. Poi piazza l'1,7 di inflazione programmata, roba da ridere. E intanto si discute di riforma della giustizia. Di sicurezza, di impronte digitali. Si muore sulle strade e nei posti di lavoro ma ci caghiamo sotto per il rumeno.
No, basta. Mi mordo la lingua. Blocco la tastiera. Abbiamo un bel futuro alle spalle. Siamo nella merda, ma va tutto bene.

martedì, luglio 22, 2008

Dentro i Venice Music Awards 2008

Anche quest'anno ho avuto il piacere di seguire il Venice Music Awards come inviato della radio con la quale collaboro. L'accredito stampa, come naturale, consente di vivere molto più da vicino tutte le fasi di preparazione della manifestazione e di poter assistere alle prove.
Il Venice Music Awards, partito nel 2006 come sfida da parte del discografico Elio Cipri ed altri tre soci, è giunto alla terza edizione e, specialmente in un'estate senza Festivalbar, è l'unico evento musicale rimasto.
Il nuovo Venice Music Awards è andato in onda il 21 Luglio alle 21.05 su Raidue con la conduzione di Amadeus e Manuela Arcuri e la regia di Franco Bianca.
La registrazione del programma si è tenuta il 16 Luglio. Questa è la cronaca di come ho vissuto quella giornata.

16 Luglio 2008, Venezia
ore 11.30 – sono davanti al Casinò Municipale di Ca' Vendramin-Calergi dove alla 12 si terrà la conferenza stampa. E' una giornata di caldo fortunatamente non insopportabile. Chi c'era, come me, alla prima edizione, ha il ricordo di un giorno bollente;
ore 12.00 – sono seduto con altri giornalisti e inviati in attesa che si cominci. Un po' alla volta arrivano alcuni protagonisti, compreso un sorridente e gentilissimo Amadeus. C'è anche la critica musicale del La Stampa, la mitica Marinella Venegoni, alla quale vado a stringere la mano.
ore 12.20 – la Arcuri non si vede: è l'inizio di tutta una serie di ritardi che porteranno la trasmissione a chiudere alle 2 di notte. Nessuno lo sa, ma i tempi non saranno rispettati. Io ne approfitto per intervistare Gabriella Germani, un'imitatrice straordinaria, che avrà tre spazi durante la trasmissione.
Ore 12.30 – si inizia senza la Arcuri, che comunque giungerà pochi minuti dopo. Oltre ai conduttori, ci sono anche Elio Cipri e l'autore Marco Luci.
Ore 13.00 – finisce la conferenza stampa e parte un buffet. Quasi nessuno si accorge subito che Manuela Arcuri sparisce di nuovo. Non si vedrà più in giro sino alla registrazione. Durante il buffet, intervisto Amadeus, una persona educata e disponibilissima.
Ore 13.40 – lascio il Casinò e, dalla fermata di San Marcuola, parto con la linea 2 verso il Lido;
ore 14.40 – sono al PalaGalileo, la sede abituale del Venice Music Awards. Dopo un po' di difficoltà a recuperare fisicamente il pass, riesco ad entrare.
Ore 15.10 – finiscono di provare Paola&Chiara. Quando le avvicino mi confermano una tendenza tipica di questi tempi: gli artisti sono sempre più restii a rilasciare interviste. La case discografiche non vogliono che loro "regalino" ai media le loro parole e i loro saluti. In tempi grami per l'ambiente, le interviste non sono più gratis ma devono essere concordate e, sempre più spesso, pagate. Insomma, capisco subito che il mio bottino sarà magro. Con le due sorelle mi limito a fare una foto. In sala sono in pochi, ma individuo Mario Venuti, serissimo. Oltre all'autografo, strappo un mezza promessa di intervista dopo le sue prove.
Ore 15.40 – Intervisto Eugenio Bennato, appena arrivato. Nel frattempo, non mi accorgo che Venuti ha finito ed è andato via. Lo vado a cercare inutilmente in giro. Intanto, voci di ragazzini strepitano: sono arrivati i Finley. Il loro successo è molto cresciuto rispetto alla loro prima partecipazione, nel 2006.
ore 16.00 – A secco di interviste, faccio due chiacchiere con Pedro dei Finley: è certo che il suo primo Venice Music Awards gli abbia portato fortuna, così come la vittoria ai Mondiali del 2006. Pedro è un tipo che ha la testa sulle spalle quando è difficile tenerla se ti ritrovi una marea di giovanissimi che vogliono fotografarti e toccarti.
Ore 16.15 – un brivido: arrivano i Nomadi. Ne ho conosciuto molti di cantanti, ma per loro c'è l'emozione. Saluto Danilo Sacco e Beppe Carletti. La cosa straordinaria è che Carletti mi concederà una mini intervista poco dopo.
Ore 16.20 – c'è Peppino Di Capri, altro monumento musicale. Chi ha più esperienza non si rifiuta: anche lui mi permetterà di intervistarlo;
ore 16.25 – si abbatte su PalaGalileo l'onda di X-Factor: arrivano Giusy Ferreri e gli Aram Quartet. La loro discografica è simpatica ma irremovibile: niet alle interviste. Non mi rimane che complimentarmi con Giusy per il successo ottenuto e fare due chiacchiere con gli Aram. Questi sono gentilissimi, sono "ragaaaaazzi"! Per ora stanno cercando di imparare a gestire il successo;
ore 16.30 – inizia un lungo momento di stanca. Chi c'è fa le prove ma nessun altro arriva. Intervisto quindi Elio Cipri e poi, come detto, Carletti e Di Capri.
Ore 17.40 – nessuno arriva. Poi giunge Fabrizio Moro e sembra che riesca a concordare un'intervista. Attendo e seguo le prove di Giusy.
Ore 18.00 – al PalaGalileo giungono i Matia Bazar. Vado a salutare Golzi, Cassano e Perversi e poi, fuori, c'è Roberta Faccani che parla con gli Aram Quartet. Mi faccio fare la foto da uno dei ragazzi. Poco dopo, vado a salutare Ron che non vedo da anni, dal 1990. Ormai sto rinunciando a chiedere interviste. L'aria che tira è quella di un no totale. Infatti, mentre prova Moro, la sua discografica mi dice che interviste non ne fa. Con lui solo foto di rito.
Ore 18.20 – seduto al PalaGalileo c'è Franco Califano. Deve provare anche lui. E' la mia ultima chance di intervista. Mi dice di si ma per dopo le prove. Sarei felicissimo di intervistare il Califfo. Purtroppo, poi, lo perderò di vista.
Ore 18.30 – Ecco Lola Ponce, vincitrice dell'ultimo Sanremo. Intanto provano i Matia Bazar ed io incontro un mito del mestiere: Federico l'Olandese Volante, amicissimo dei Matia e simpatico da morire. Mi racconta un serie di aneddoti. Ho una foto con lui e i Matia, fatta poco dopo, dove ridiamo tutti. Alcuni notano che in fondo, Cipri sta parlando fitto con una persona infuriata. E' ovvio: è arrivata Loredana Bertè.
Ore 18.40 – La Bertè è incazzata: vuole provare subito perchè è la seconda in scaletta, si deve cominciare alle 21 e lei, se prova tardi, come può fare trucco e parrucco? Furibonda e, quindi, desiderosa di coccole e attenzioni. Ci provano in tanti, da Cipri a Marco Luci sino allo stesso Ron. Nulla.
Ore 19.15 – C'è Gianluca Grignani: foto e due parole con lui, con lo sguardo a controllare la Bertè.
Quando rimane sola, seduta a un tavolino fuori dal PalaGalileo, io tento il tutto per tutto e le chiedo l'autografo. Mi fulmina con lo sguardo e da lì inizia uno sfogo con sbalzi umorali che descriverlo è impossibile. Posso solo dirvi che sono rimasto a parlare con Loredana per quasi mezz'ora, che sono riuscito ad avere una foto con lei, che mi ha raccontato delle cose sul testo di "Musica e parole", la canzone eliminata dal Festival, su come si confeziona i vestiti da sola e sul giubbotto di Michael Jackson che portava. Però è un ricordo, come dicevo, non riproducibile perchè appartiene ad un'artista capace di durezze verbali come di slanci di generosità e sincerità enormi. Loredana, appunto. E l'autografo? Me lo farà solo dopo la sua esibizione effettiva, la sera, mentre mi urla "Ancora tu???", mi spinge e mi mette di spalle per scrivere sulla mia schiena.
Ore 19.45 – sono ormai stanco. Cipri e gli altri sono nervosi, perchè tutto è in ritardo. Mi riposo seguendo le prove di Grignani e poi della Bertè. La diva fa impazzire i tecnici: troppo reverbero, poco volume, troppa eco, etc. Risultato? Alle 20.15 sta ancora provando la Bertè. Fuori stanno transennando e sta arrivando il pubblico.
Ore 20.20 – esco dal PalaGalileo dopo una foto con Syria. La buona notizia è che noi con i pass possiamo rimanere dentro l'area recintata: significa che potrò stare in mezzo agli artisti per tutta la durata della registrazione.
Ore 20.50 – giusto il tempo di uno spuntino (un panino e una bibita) e ritorno al PalaGalileo. Il pubblico attende seduto. L'area backstage è gremita ed io posso starci dentro: una favola. Faccio una foto con Morgan.
Ore 21.50 – con un ritardo mostruoso, lo spettacolo inizia. Sul palco ci sono Amadeus e la Arcuri. I Nomadi, che devono partire, suonano per primi. Inizia lo scorrere della registrazione.
Ore 22.25 – si esibisce la Bertè e poi io decido di tornare fuori, nel backstage. Qui ci sono praticamente tutti, da Paola & Chiara ai Matia, da Califano agli Aram. Mi siedo lì, faccio la foto con i due che avevo perso, Venuti e Tricarico, e vivacchio. La stanchezza è tremenda.
Ore 23.10 – troppo stanco, ormai. Decido di andarmene. Chiudo anche per quest'anno e lo spettacolo lo vedrò per intero in Tv.

Il giorno dopo scopro che la registrazione è terminata alle 2 di notte con il povero Fabrizio Moro e che i pochi superstiti sono andati tutti a cenare all'Excelsior del Lido. Avessi resistito, ci sarei andato anch'io.

domenica, luglio 13, 2008

Ciao, giornalaio

GIANFRANCO FUNARI (1932 - 2008)
Nei suoi eccessi, nelle sue parolacce, nella sua rabbia, nel livore di certe affermazioni, nella sua cocciuttaggine, nel suo essere sempre comunque un uomo contro. Contro tutto, lontano dai compromessi. Un uomo libero. Volgare, magari. Ma comunque un guerriero senza patria e senza spada. Ciao, giornalaio.

martedì, luglio 08, 2008

8 Luglio

8 Luglio, No Cav Day a Piazza Navona.
Contro le leggi ad personam del governo.
Contro le leggi razziali del governo.
Con i Rom.
Con la Costituzione.

Sono le 21.15.
... e domani i giornali di che parleranno?
Di Sabina Guzzanti e Beppe Grillo e le offese a Napolitano, Ratzinger e Carfagna.

Già. Buon pretesto per parlar d'altro. Eppure bisogna anche essere ingenui per prestare il fianco. I giornali oscureranno le intenzioni. Ahinoi.

domenica, luglio 06, 2008

ADSL Alice: si ragiona, si ragiona

Come detto, dopo l'avvio imbarazzante, ora le cose sono nettamente migliorate.

sabato, luglio 05, 2008

Palinsesti pazzi

E' incredibile come i sedicenti esperti di palinsesti delle nostre nostrane Tv abbiano la capacità di far fuori le grandi serie americane solo per l'incapacità di programmare degnamente gli episodi. Assistiamo in questi giorni al lancio di una grande serie quale "Brothers and sisters" che avrebbe avuto tutte le caratteristiche per essere un successo qui in Italia, essendo una storia familiare elaborata e ricca di piacevoli sorprese. E quelli di Raidue che fanno? La programmano dopo "Ghost Whisperer"- serie già affermata - relegandola quindi ad una seconda serata, per di più a due episodi alla volta. Italia 1 non fa di meglio: parte la terza stagione di un cult come "Prison break" e viene trasmessa a orari prossimi alla notte, dopo "Vanished". Più o meno lo stesso trattamento riservato a "24" nel corso degli anni. Ergo, prodotti americani ben fatti, recitati e sceneggiati, sono usati come pezze da piedi mentre potrebbero reggere degnamente una prima serata. Poi ci lamentiamo delle schifezze che passano, comprese delle oscene fiction nostrane di una qualità imbarazzante, recitate da una combriccola di cani. Che funzionano perchè piazzate sulle reti ammiraglie e dovutamente pubblicizzate. Anche se molte sono delle robacce, appunto.
Prodotti come "Brothers and sisters", "Prison break" o "24" potrebbero benissimo funzionare in prima serata e ne guadagnerebbe la qualità globale della nostra triste tv generalista.

venerdì, luglio 04, 2008

Il migliore

Ecco perchè la sinistra ha perso, perde e perderà sempre. Non sa comunicare. Di cose Prodi ne ha fatte: anche sull'Ici, anche per i pensionati che si ritroveranno circa 380 euro in più. Ma a comunicazione siamo a zero.

E ora guardate Lui. Dopo soli due mesi, ecco cosa vi pubblica:

Che siano balle, esagerazioni, capovolgimenti della realtà, che importa? Egli sa comunicare. E' in fin dei conti un pubblicitario con le contropalle. Roba tosta, insomma. Non rimane che inchinarsi. La sinistra perso, perde e perderà sempre. Il migliore a raccontarle è sempre Lui.

giovedì, luglio 03, 2008

Un'estate senza il Festivalbar

Magari distrattamente, molti si sono chiesti che fine abbia fatto uno degli appuntamenti ormai tradizionali delle estati italiane, il Festivalbar. Già, il Festivalbar di Italia 1, quello che per anni e anni è stato l'unico spettacolo musicale estivo in tv. Il Festivalbar e le sue tappe, le sue compilation, la sua musica, gli artisti italiani e stranieri, le sponsorizzazioni, Andrea Salvetti e i conduttori, il ricordo del "patron" Vittorio e, naturalmente, l'immancabile finale settembrina all'Arena di Verona.

Tutto sparito. Quest'anno, il 2008, sarà il primo senza il Festivalbar. Nulla di nulla, a parte le compilation che sono uscite comunque in onore ad uno spettacolo televisivo che non esiste più. Che, a onor del vero, doveva partire con tre sole tappe (Padova, Palermo e Verona) e poi è stato stoppato.

Questo è quanto scrive Andrea Salvetti sul sito ufficiale;
“Tranquilli, il Festivalbar tornerà. Ci prendiamo un anno di pausa per rispettare la storia della rassegna musicale più importante dell’estate italiana”. E ancora:“Avevamo un grande progetto e messo a punto in tutti i dettagli: da una bellissima conduzione con Teo Mammucari e Lucilla Agosti, che ringrazio per il grande entusiasmo che hanno dimostrato fin dall'inizio, ad un cast senza precedenti grazie alla partecipazione della discografia che quest'anno si è impegnata ancora più che negli anni precedenti. Quest'anno si festeggiavano i 45 anni del Festivalbar e i 10 anni dalla scomparsa di mio padre, Vittorio Salvetti e naturalmente mai come questa volta volevamo fare le cose in grande e ci eravamo riusciti. Gli elementi c'erano tutti. Ma alcuni impegni presi purtroppo non sono stati mantenuti, per varie ragioni, ovviamente indipendenti dalla nostra volontà e dal valore del Festivalbar". E poi, la redazione del sito:"Sì è scelto per il 2008 di non tradire le aspettative del pubblico, essendo venute a mancare importanti garanzie di qualità. Tutta l’organizzazione sta già lavorando all’edizione 2009. L’appuntamento è quindi per l’anno prossimo, per un grande ritorno che farà dimenticare quest’assenza."

Ergo: niente 2008, si torna nel 2009. Ufficialmente si parla di tutto ma non si spiega il perchè, anche se è facile intuire che il crollo degli ascolti delle ultime edizioni (con una ripresa, pare, l'anno scorso) abbia indotto Italia 1 a non investire ancora quattrini nella manifestazione di Salvetti. Proprio nel mancato accordo con Mediaset vanno ricercate le cause di questa cancellazione. Che resta comunque poco chiara, a dispetto della giustificazione ufficile che parla di un anno di pausa per far meglio, manco fosse un fermo pesca.

Mi spiace. Da inviato sono stato due volte al Festivalbar: nel 1990 (con una tappa e la finale scaligera) e nel 1999 (solo a Verona). Furono due belle esperienze, specie nel backstage dell'Arena dove ti ritrovi circondato da artisti di tutti i tipi.
Peccato che sia tutto finito. Per ora, pare.
Forse, negli anni recenti, una gestione un po' snob degli accrediti ha portato un sacco di radio locali a non curarsi più della manifestazione. Tendendo a concedere poco spazio alle piccole emittenti, l'organizzazione ha iniziato a dialogare solo con i grandi, perdendo l'entusiasmo della "base" degli addetti ai lavori, che sempre meno hanno parlato del Festivalbar. Vittorio Salvetti aveva un altro metodo che, probabilmente, il figlio non è riuscito ad imitare.
Faccio comunque un grande augurio ad Andrea, a quelli della Promoesse, al mitico direttore di palco Pino Di Costanzo e a Pippo Abbà: tornate presto.

martedì, luglio 01, 2008

Dov'è la strada buona?

Recentemente, una persona che stimo ha affermato che "se nella vita non fai il lavoro che ti piace, la vita te la rovini". Poi, navigando, ho trovato anche chi sostiene che "se troppe volte ti alzi al mattino odiando il fatto di dover andare a lavorare allora è tempo di cambiare".

Quando leggi queste cose e ti ci ritrovi, andare in crisi è un attimo. E' vero: odio il mio lavoro. Non in quanto tale ma per il fatto che mi costringe a bruciare ogni giorno circa quattro ore per il viaggio, azzerando sostanzialmente il mio tempo libero. Tempo che potrei impiegare per cose migliori. Insomma, sono sempre daccapo. Non riesco a spostarmi da dove sono per timore di un salto nel vuoto ma, proprio per questo, sono maledettamente infelice. Ora, dov'è la strada buona? Continuare così o farlo, 'sto salto? Vorrei veramente dare un taglio netto all'ordine delle cose. Ma non mi bastano le frasi fatte. E' tutto molto più complicato. Eppure ci vorrebbe proprio un gesto clamoroso...