giovedì, aprile 03, 2008

La Waterloo di Telecom

Proprio quando volevo a mia volta mettere un link al video di Luca Luciani nella sua splendida performance in Telecom dissertando (con turpiloqui) su Napoleone e Waterloo, ecco che da YouTube censurano il video. Posso capire Luciani che, probabilmente, ha chiesto ed ottenuto la rimozione del video che lo ha fatto diventare lo zimbello del web nel giro di poche ore. Però pensate la popolarità che gli ha offerto quell'inciampo storico: ora tutti parlano male di lui, ma ne parlano. Vedrete che ora faranno a gara ad invitarlo nelle trasmissioni televisive. Tempo un mese e diventerà opinionista in qualche talk-show. Una fiction garantita entro un anno. Così, da 800 mila euro all'anno dovuti al fatto di stare nel board Telecom (azienda da rottamare e incapace di offrire un servizio decente ma in grado di pagare i propri manager a peso d'oro), finirà per guadagnare moooolto di più. Errore storico, certo. Ma suvvia, non facciamo tutti i dottoroni! Anzi, approfittiamone! Vogliamo diventar famosi? Forza, iniziamo:
1) L'America l'ha scoperta Galileo Galilei
2) Giulio Cesare era il re d'Inghilterra
3) La teoria della relatività è dovuta a Tinto Brass
4) Kennedy fu assassinato a New York
5) Il precedente papa si chiamava Giovanni Franco II
6) La guerra di secessione l'hanno vinta i ghibellini
7) Nel 2008 le elezioni italiane sono state vinte da Veltroni

mercoledì, aprile 02, 2008

Io sono qui

Caso Quirinale-Cavaliere. L'ultima versione dice che il candidato premier non parlava di Napolitano ma di Ciampie le sue "forche caudine". Questa è bella, visto che ne voleva la rielezione. D'altra parte, dove lo trovava un altro presidente disposto a firmare in un battibaleno tutte le leggi vergogna, cosa che Ciampi ha sempre fatto?
Non pago della tensione provocata col Colle, Berlusconi ci sta poi regalando un grande repertorio, in queste ultime ore. Due frasette:
- «Se le tasse sono troppo alte, è giusto mettere in atto l'evasione o l'elusione fiscale» (grazie, chi le paga tutte per forza o magari per onestà ringrazia per questo ennesimo invito a non farlo).
- «Se vengo ancora intercettato ed escono registrazioni, lascio l'Italia» (la prego, Cavaliere, non ci regali altre illusioni).
Visto che bisogna schierarsi, ormai, devo dire dove sto, anche se si capisce. Devo anche ammettere che sono dove sono perchè ho scelto, tutto sommato, il male minore. Il quadro politico mi fa generalmente schifo... ma se proprio devo stare da qualche parte, sto qui:

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

sabato, marzo 29, 2008

Il piacevole "Brothers and Sisters"

Ho scoperto un nuovo serial, in queste ultime settimane. E' "Brothers and Sisters", arrivato negli Usa alla seconda stagione ma per me una bella novità. Si raccontano le vicende e i segreti di una famiglia americana che da poco ha perso il patriarca ed è composta dalla madre Nora (un'impagabile e divertentissima Sally Field) e dai cinque figli: Sarah, Kitty (la nota Calista Flockhart), Tommy, Kevin e Justin, con a seguito i rispettivi partners e figli. E' un telefilm molto godibile, ben sceneggiato e di facile presa. Un buon prodotto, insomma, consigliabile a tutti coloro che hanno amato in passato i serial familiari "stile-Bradford" e altri. So che partirà in chiaro su Raidue prossimamente. Se non lo avete visto, buttate un occhio a "Brothers and Sisters": non lo lascerete più.

venerdì, marzo 28, 2008

Voli di fantasia

Quanto ha combinato Berlusconi in questi ultimi giorni ha dell'incredibile.
Credo abbia superato se stesso, nella vicenda Alitalia. Non mi soffermo sulla crisi della nostra compagnia di bandiera che, francamente, mi auguro venga rilevata da Air France secondo gli accordi presi a suo tempo, al fine di garantirne almeno una dignitosa sopravvivenza lontano dai miserevoli affarucoli italiani.
Val la pena, invece, segnalare quanto il Cavaliere, in piena campagna elettorale, sia riuscito a costruire in una serie dei suoi immancabili voli di fantasia.
Inizia con l'annuncio di una cordata italiana intenzionata a preservare la compagnia di bandiera:
“Tale operazione sarà sostenuta dall’aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli“.
Immediata la smentita di Banca Intesa, che non ne sa nulla. Ergo: il Cavaliere spara una balla. La prima.
Segue, da Viterbo:
"La cordata italiana non e' qualcosa di campato in aria, oggi ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che non faccio per ragioni di riservatezza ma che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti perche' faranno certamente una loro offerta impegnativa".
Insiste poi:
"Chiederanno di avere 3-4 settimane per poter valutare la situazione, fare una due diligence e presentare una nuova offerta impegnativa. Penso che tra qualche giorno si concretizzerà la cordata".
Qualche giorno dopo, però, Berlusconi esclude i figli dalla cordata, smentendo se stesso:
"Nemmeno per sogno! Vieterei loro di entrare in una cordata".
Insiste poi dicendo che in corsa ci sarebbero Benetton, Ligresti, Eni e Mediobanca. Parla di colloqui con i vertici di Mediobanca ed Eni:
«Inutile che gli altri ci scherzino su, la cordata italiana esiste. Eccome».
Tutti gli interessati, di fretta, negano ogni coinvolgimento. Sembrano tutti impazziti. E il Cavaliere, pare, continua a mentire.
«Alitalia non è oggi nell'agenda di Eni», dice Paolo Scaroni. Pochi commenti da Mediobanca. Benetton e Ligresti si limitano a un “no comment”.
Voli di fantasia? Voli che però causano un bel giro di valzer in borsa per il titolo Alitalia. Incredibile. Ma l'uomo è fatto così, ama giocare. Non riesce a resistere all'impulso di spararle grosse.
I voli di Silvio. Al quale, non si trascuri, stiamo per ridare in mano la cloche del Paese.

giovedì, marzo 20, 2008

Bastonati e contenti

Inevitabilmente, capita di finire in un programma dove ci sono i politici che strillano. Così, ieri ho visto una parte di "Porta a porta". Ospiti di Vespa erano Dario Franceschini e Giovanna Melandri per il Pd da una parte e Giulio Tremonti e Giorgia Meloni per il Pdl dall'altra. Le cose che si sono dette mi hanno convinto di una cosa: i politici di centrosinistra godono nel farsi bastonare a più non posso. Non riescono proprio a difendere una posizione e a contrattaccare in maniera decisa. Questa è la debolezza che ha sempre permesso a Berlusconi e ai suoi di dire e fare tutto quello che hanno voluto. Due esempi:
 
TESI 1 - il saccente Giulio Tremonti, ex-ministro dell'Economia del precedente esecutivo, principale artefice di una gestione allegra delle casse pubbliche, nonchè di una marea di cartolarizzazioni e condoni che pochi soldi hanno fruttato, l'uomo che ci ha fatti declassare da S&P e Moodys insomma, è riuscito in pochi giri di parole a sostenere che i prezzi sono aumentati per colpa di Prodi, che gli ultimi due anni ci hanno portato allo sfacelo, che gli italiani si sono impoveriti sempre negli ultimi due anni e via dicendo.
RISPOSTA - Inutili arrampicate sugli specchi di Franceschini e la Melandri.
RISPOSTA SENSATA? "Senti, Giulio, non diciamo cazzate. Quando c'eri tu è arrivato l'euro e te ne sei sbattuto. Marzano negava gli aumenti, parlando di "percezione", Berlusconi citava la madre (riposi in pace) e i suoi giretti al mercato. L'impoverimento è arrivato da lì. Voi non avete controllato i prezzi. Anzi, avete premiato i furbi con condoni su condoni. Avete fatto rientrare capitali dall'estero in cambio di cifre ridicole. E poi proprio tu, Giulio, hai dato il via alle speculazioni sulla nuova moneta, portando la giocata minima al Superenalotto da mille lire a un euro. Quindi statti zitto.
 
TESI 2 - La Meloni parla del precariato e dice "voi non avete fatto nulla per i lavoratori precari!".
RISPOSTA - Inutili arrampicate sugli specchi di Franceschini e la Melandri.
RISPOSTA SENSATA? "Cara Giorgia, tu di precari non parlare! La Legge Biagi l'avete fatta voi! Voi avete creato un esercito di precari, quindi non avete diritto nemmeno di nominarli, tranne che per chiedere loro scusa".
 
Che palle, 'sto buonismo! In pratica l'ex-opposizione (e futura) al governo del Cavaliere è riuscita nel miracolo di assumersi tutte le colpe, prezzi in primis. La tesi che quest'ultimo governo Prodi abbia "messo in ginocchio l'Italia" è passata. Domanda: a metà del 2006, meno di due anni fa, questo era il bengodi?

lunedì, marzo 17, 2008

Solidarietà al Tibet

Non andiamoci, a quelle Olimpiadi.
Magari al "no, grazie" aggiungiamo anche qualcosa che possa far riflettere i cinesi sui diritti di chi lavora.
Accidenti alle etichette "made in China", lorde di sudore e sofferenza.
Solidarietà al Tibet.

venerdì, marzo 14, 2008

L'inguaribile battutaro

Certe cose non andrebbero nemmeno commentate, ma come resistere?
Sono straconvinto che Berlusconi, nella sua ormai celebre risposta alla precaria (a Tg "Punto di vista"), avesse avuto realemente solo l'intenzione di scherzare, da grande battutaro autoironico qual è. Ma, ancora una volta, il Cavaliere non è riuscito a scindere il suo essere guascone dal ruolo di uomo politico dal quale si aspettano risposte serie e non atteggiamenti della serie "la buttiamo in vacca e spariamo cazzate".Il tutto ci porta a pensare che:
A) Berlusconi è incapace di prendere sul serio i problemi della gente. Ha troppi soldi e di certo non riesce nemmeno a immaginarsi che molti di noi abbiano veramente le tasche vuote e prospettive zero;
B) Berlusconi vuole piacere a tutti i costi, vuole essere un "simpaticone". Purtroppo, quando ci si comparta così, si può ottenere l'effetto contrario a favore delle gaffes;
C) Se Berlusconi riesce a ridere e a far battute su un dramma sociale che lui stesso ha contribuito fortemente a creare (non controllò l'ingresso dell'euro e fece la legge Biagi, in primis), come accidenti si può sperare che faccia qualcosina per risolverlo, una volta tornato premier?
D) Berlusconi ha mancato di rispetto ai precari, alle donne (vedendole come fighette pronte a darla via per una manciata di quattrini) e a tutti quelli che si fanno un culo così quotidianamente;
E) In una paese normale, uno così non sarebbe in lizza per governare, specie dopo questo uno-due, considerando anche il caso-Ciarrapico.
Se Berlusconi vincerà, stanti le cose, l'Italia se lo merita perchè se lo sceglie. Il giorno che la "ggente" spegnerà quelle sue dannate Tv per pensare un po', magari faremo un passo nella civiltà. Per ora, santa pace.
Poi, uno pensa agli Usa, dove un governatore va con una squillo e deve dimettersi, cospargendosi il capo di cenere. Qui abbiamo uno che fa il galletto e il battutaro e stiamo per riaffidarci a lui. Siamo un paese da barzelletta. Appunto.

Mia musica /8 - Augusto Martelli: "Djamballà"

Stamattina, con un collega, ci è tornata in mente Nadia Cassini, star del cinema erotico italiano di un tempo. Da lì abbiamo citato "Il dio serpente" e la sua straordinaria colonna sonora, firmata da Augusto Martelli. Si chiama "Djamballà" ed è un pezzo mitico. Per chi ha vissuto gli anni Settanta, anche se magari da bambino, risentire questo tema, che ho ritrovato su YouTube, potrà far spuntare una lacrimuccia...

giovedì, marzo 13, 2008

Come non amare quest'uomo?

Come non amare quest'uomo?

A una precaria, ieri:
"Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere".
 
Dobbiamo sperare in una sua vittoria. Come potremmo privarci della sua saggezza e del suo umorismo?

A un mese dal voto

Con il suo nuovo look in camicia nera, il Cavaliere si è speso nel convincere che poco importa che Ciarrapico sia un fascista, tanto non sarà determinante. Questo è vero, a parte un problema d'immagine, no? Per l'ennesima volta, Fini ha buttato giù il boccone amaro. Si potrebbe scrivere un libro sul comportamento dell'onorevole Gianfranco, sui suoi immancabili cambi di rotta, sul suo appiattirsi completamente sulla linea del Grande Capo. Novello Bondi, ora che è entrato nel Pdl.
Veltroni vende emozioni e speranze da lucciconi, ma è vittima delle stesse contraddizioni dell'avversario. Inoltre, suo malgrado, si sta verificando quello che i potenziali entusiasti del Pd temevano: dopo un avvio scoppiettante, tra un "si può fare" e un "noi corriamo soli", l'effetto-Walter si è già smorzato e il Pd non riesce nella rimonta e rimane comunque (se va bene) a 6-7 punti dal Pdl. A un mese esatto dalle elezioni questo significa che Veltroni ha già perso. Ora può solo correre per perdere bene e costringere quindi Berlusconi ad un maggioranza risicata alla Prodi. Non s'illuda però il Veltroni: fosse anche per tre senatori in più, il Cavaliere governerà lo stesso, altro che inciuci.
La Sinistra Arcobaleno resta all'angolo, incapace di smuoversi dal suo triste 7-8%. In pratica, quello che prendeva Rifondazione da sola ed in effetti trattasi di una Rifondazione allargata che credo turbi i sonni di Fabio Mussi, ideatore di Sinistra Democratica per unire la sinistra appunto ed ora costretto a fare la comparsa.
Boselli e i socialisti volano verso il suicidio elettorale consistente in frammenti di unità che vale almeno i copiosi rimborsi.
La Santanchè fa il suo dovere per prendere voti dai delusi di An.
Casini sbraita, lui "c'entra", pur dimenticandosi che c'entrava anche prima.
Prodi si è ritirato dalla scena ed è stata una grande uscita: un signore, dopotutto.
Mastella? Non si ricandida perchè non lo vuole nessuno. Clemente, ti hanno fregato?Manca un mese alle elezione e, più o meno, questo è il clima.
Da oggi inizia la campagna elettorale e ci sarà da divertirsi, respingendo il senso di nausea che le solite facce ormai ci stimolano. Per piangere, chiunque vinca, ci sarà tempo dal 15 Aprile.

mercoledì, marzo 12, 2008

Di quest'Italia facciamo banchetto

Serviva l'Ocse per dirci che siamo i più sfigati tra i popoli ricchi?
Che gli italiani abbiano dei salari bassi lo si è sempre saputo, sin dal luogo comune che "l'operaio tedesco prende molto di più dell'impiegato italiano". Dov'è la novità? Forse che siamo 23mi su 30 e che Spagna e Grecia stanno più in alto di noi.
Eppure, suvvia, non ci scoraggiamo! Abbiamo poco da scialaquare ma siamo ai primi posti in molte classifiche. Quella della corruzione, ad esempio. O delle lungaggini burocratiche. E, poi, siamo quelli che hanno i prezzi più alti, i servizi bancari più esosi, i manager pubblici più pagati, i parlamentari pure. La nostra macchina amministrativa costa una follia. Non parliamo poi dei costi della politica. Insomma, siamo un paese di poveracci che pagano tutto tantissimo e sulle cui spalle poggia una schiera di parassiti e affini che diventano milionari grazie ai giusti contatti. Il guaio è che tutto questo è considerato normale ed ogni giorno è una gara a chi si aggiudica un posto alla tavola di questo immenso banchetto.
Di quest'Italia si faccia banchetto e diamo quel che resta ai cani.

domenica, marzo 09, 2008

Il ritorno del Trio

Incredibile e inspiegabile sabato sera televisivo. Torna, dopo anni, il Trio Marchesini-Solenghi-Lopez con uno spettacolo ("Non esiste più la mezza stagione") che miscela nuovi sketch e pezzi del passato e perde pesantemente la sfida con l'ennesima nuova serie de "La Corrida" con Gerry Scotti. Peccato, perchè lo spolvero del Trio è una bella novità, una rimpatriata importante, anche se gli anni sono passati e anche se Anna Marchesini porta di segni di una grave e indefinibile malattia.
Il ritorno del Trio meritava di più, non doveva essere snobbato da tutto quel pubblico che ha preferito l'eterno rito della Corrida, premiando ancora una volta Canale 5 e la sua scelta di fare sempre le solite cose da vent'anni a questa parte. Contate quante Corride, Scherzi a parte, La sai L'ultima?, Grande Fratello, Paperissima e via dicendo abbiamo collezionato. Questo è Canale 5, il rifugio del prevedibile. E, purtroppo, vince nella sua ossessiva ripetività.

Viva Marchesini-Solenghi-Lopez.

Vedi, Walter?

Vedi, Walter? Vedi che è sempre lo stesso? Vedi che con lui non riuscirai mai a fare vere intese, riforme elettorali o inciuci vari? Lui è più furbo. Lui sa muoversi e vincere. Come diavolo hai potuto credergli al punto da far cadere Prodi? Dov'è, ora, tutta questa pacatezza, questi toni morbidi, questo "volemose bene"? Quand'è che smetterete di dargli credito?

mercoledì, marzo 05, 2008

Tace il blog

Quanto tace, in questi giorni, questo blog.
Troppi impegni, troppe cose.
Mi spiace scriver così poco.
Sento l'assenza dello sfogo.
Dell'autoanalisi, dell'autocritica.
Eppur tace. Tace.

domenica, marzo 02, 2008

Sanremo 2008 - Finale

E' finito, finalmente!
1) Giò Di Tonno e Lola Ponce (Colpo di fulmine) (era ovvio)
2) Anna Tatangelo (Il mio amico) (perchè?)
3) Fabrizio Moro (Eppure mi hai cambiato la vita) (ok)
4) Toto Cutugno (Un falco chiuso in gabbia) (strano non sia secondo)
5) Finley (Ricordi) (per favore!)
6) Paolo Meneguzzi (Grande) (per favore!)
7) Sergio Cammariere (L'amore non si spiega) (troppo poco)
8) Gianluca Grignani (Cammina nel sole) (ci sta)
9) Little Tony (Non finisce qui) (non così tanto)
10) Eugenio Bennato (Grande Sud) (mah!)
E' finito con la vittoria del duo da musical e con una classifica finale terrificante che spazza via tutto quello che di interessante ci poteva essere per favorire il nazional-popolare. Tutti quelli che passeranno di più nelle radio (Venuti, L'aura, Mietta, Tiromancino, Tricarico e Frankie Hi Nrg) sono stati penalizzati, così come Minghi e Zarrillo.
Tirata unica per tutte le 19 canzoni e gara, rallentata solo da spot e Verdone-Gerini.
Le cose tremende:
- la Giuria di Qualità e la sua composizione criminale: Emilio Fede, Fabrizio Frizzi, Martina Colombari, Gloria Guida, Giancarlo Magalli, Giampiero Mughini, Mariolina Simone, Eleonora Abbagnato, Tiziana Ferrario, Gianni Boncompagni. La maggior parte di loro con la musica poco ci azzecca. Non a caso danno i 10 alla Tatangelo e i 7 a Venuti. Andrebbe eliminata, per i danni che fa;
- il secondo posto ad Anna Tatangelo e il suo "Gigi, ti amo!" esclamato durante la premiazione. Ci consoli il fatto che, da oggi, il suo pezzo finirà nel dimenticatoio;
- l'esagerato primo posto per i due colombini da musical.

Le cose buone:
- un Chiambretti in forma strepitosa che non sbaglia nulla e sforna battute su battute. Grandissimo;
- il premio della critica a Tricarico, l'alieno del Festival;
- l'esibizione di Elio e le Storie Tese in un pezzo di Rossini. Mi vien da piangere pensando di non aver visto il miglior Dopofestival della storia solo per colpa dell'orario impossibile;
- il premio Siae agli ormai vecchietti Vianello-Mondaini.

Dicono che, da domani, il Festival andrà ripensato. Vedremo. Per ora, è finita!

sabato, marzo 01, 2008

Loredana per Mimì

Ora ho capito (stanotte il sonno era troppo): Loredana Bertè ha semplicemente ritirato il premio che comunque era di Mia Martini dal 1982, quando lo vinse per "E non finisce mica il cielo" di Ivano Fossati. Chiaro. Lory non ha avuto il premio. Ha preso quello che, di diritto, spettava a Mimì. Infatti c'era il paradosso che il premio della critica (a lei intitolato dopo la scomparsa), inventato in quell'occasione , non fosse stato consegnato proprio all'artista che per prima lo vinse.
Tutto ok, allora. Giustizia è fatta. E adesso... vediamoci la finale e chiudiamo 'sta tortura.

Sanremo 2008 - Quarta serata

A un passo dalla catastrofe finale. Un pareggio con "I Cesaroni" su Canale 5 ha almeno evitato di parlare di sconfitta definitiva. Comunque, ha ragione Chiambretti: Sanremo non è più un evento (da diversi anni, direi) e bisogna fare i conti con questo.
Eppure la quarta serata di questo sciagurato 58mo Festival della Canzone Italiana non è stata poi male. Contro la concorrenza, Pippo Baudo ha sparato tutte le sue cartucce: appena passati i Sonohra (destinati alla vittoria), uno dietro l'altro arrivano i primi tre superospiti italiani, ossia Giorgia (superlativa), Jovanotti (con Ben Harper) e Fiorella Mannoia (influenzata e quindi non al massimo della voce, come si nota). Poi la gara tra gli otto superstiti della categoria Giovani riprende, tra spot e telepromozioni e, in tempi dilatati, si arriva a Leona Lewis e al secondo atto dei superospiti: Gianni Morandi e i Pooh. Quando esco in balcone per una sigaretta, mi rendo conto che è notte fonda, l'una passata e dall'Ariston non mollano proprio.
Riappare la Bertè (con Spagna) per una nuova esecuzione della sua canzone squalificata: incredibile, la buttano giustamente fuori e può continuare a farla sentire. Colpo di teatro: la premiano pure con il tanto da lei desiderato Premio della Critica intitolato all'indimenticata sorella. Pazzesco: squalificata e premiata. Fossi in gara io, mi incazzerei di brutto. La Lory piange e bofonchia qualcosa.
Si arriva quindi ai risultati dei Giovani: terzo tal diciassettenne Jacopo Troiani (sigh), secondi La Scelta e primi i Sonohra. Mi sta bene, anche se avrei fatto vincere La Scelta. Premio della critica ai Frank Head, i più originali della covata.
Cala il sipario sull'Ariston, arriva Elio e annuncia subito la pubblicità. Sono quasi le due. Preferisco andare a dormire, che c'è la finale in arrivo. E, come ha detto Pierino, conviene tenersi liberi non solo il sabato sera, ma anche la domenica e il lunedì.

P.S. - Comunque Baudo ha ragione, quando dice che manca la gara. I Festival erano belli con le classifiche provvisorie, aggiornate nel corso delle serate. I discografici e gli artisti dovrebbero rimettersi in gioco.

venerdì, febbraio 29, 2008

Sanremo 2008 - Terza serata

Svecchiare o morire. Sembra essere questo l'imperativo per questo Festival agonizzante che anche nella sua terza serata non vede luce. D'altra parte è inevitabile: alle 0.50 dovevano ancora cantare due artisti e Chiambretti giocava con il suo gruppo d'ascolto improbabile. Ma si può? La durata allucinante unita al numero intollerabile di interruzioni pubblicitarie sono, a mio giudizio, le vere cause di questo naufragio.
Terza serata, quella dei duetti, quella delle rivisitazioni in chiave diversa, quella del post-caso Bertè che, appunto, canta per prima fuori gara assieme a Ivana Spagna.
Poi inizia la scaletta, con esiti altalenanti, interrotta dal piccolo pianista Marc Yu e dalla brava Yael Naim.
I voti si riferiscono alla performance e non alla qualità della canzone.

Finley + Belinda (4)
Tricarico + Mago Forrest (7)
Mietta + Neri per caso (8)
Fabrizio Moro + Gaetano Curreri (8)
Sergio Cammariere + Gal Costa (8)
Max Gazzé + Marina Rei e Paola Turci (8)
Frankie Hi NRG MC + Simone Cristicchi (7)
L'Aura + Rezophonics (7)
Eugenio Bennato + Pietra Montecorvino (6)
Mario Venuti + Denovo (6)
Giò Di Tonno e Lola Ponce + Los Vivancos (6)
Gianluca Grignani + Nomadi (8)
Anna Tatangelo + Michael Bolton (7, per lui)
Paolo Meneguzzi + Tony Hadley (6)
Little Tony + Gipsy Kings Family (6)
Amedeo Minghi + Giuliana De Donno e Paola Berardi (6)
Tiromancino + Stefano di Battista (7)
Michele Zarrillo + Paola e Chiara (7)
Toto Cutugno + Annalisa Minetti (5)

Terribile arrivare alla fine. Noia. Lungo, lungo. Troppo lungo. Svecchiare o morire.

mercoledì, febbraio 27, 2008

Sanremo 2008 - Seconda serata

Povero Festival, vittima dell'auditel impietoso. Un mezzo disastro, per il povero Baudo.
Dopo il flop della prima serata, giungono i dati della seconda, che sono ancora più impietosi (8.271.000 spettatori, 3.500.000 in meno rispetto al 2007) e il conduttore non le manda a dire, difendendo il suo spettacolo:"E' la qualità in un'Italia di merda". E dire che ieri un po' di ritmo in più c'è stato, ci sono state delle limature postive, salvo le telepromozioni e la pubblicità che ormai il Festival massacrano.
Si inizia con i cani Rex e ci si affida allo scopiettante Chiambretti e alla simpatia (?) della seconda primadonna, Bianca Guaccero. Ospiti i Duran Duran (più nel ricordo del delirio delle fans nell' '85), il promo dello spettacolo di Cocciante e gli atroci preti calciatori.La qualità delle canzoni, pur desolante, mi è sembrata superiore a quella dell'esordio.

I Campioni:
Mario Venuti - Buona canzone, nel suo classico stile (7+);
Amedeo Minghi - Decisamente migliore di altre sue prove all'Ariston. Convincente. (7);
Giò Di Tonno e Lola Ponce - Sarà la firma della Nannini, sarà l'esperienza teatrale ma funzionano. (7.5);
Gianluca Grignani - Meglio del solito. Canta pure bene (6.5);
Mietta - Non male. Da riascoltare (6+);
Little Tony - Mi è piaciuto. E' stato perfetto e onesto (7);
Tiromancino - Molto rumore per poco. Deludenti (5.5);
Finley - Terribili. Sarebbero Campioni? (4);
Sergio Cammariere - Una bella canzone e lui è molto bravo (7.5);
Loredana Bertè - E' un personaggio, è unica. E stavolta la canzone è quasi all'altezza (6.5).

I Giovani:
La scelta - Ventata d'Africa sufficentemente riuscita (6/7);
Sohnora - Bravi. Belle voci. Secondo me, i migliori dei giovani (7.5);
Jacopo Troiani - Ha solo 17 anni e una voce importante, ma è terribilmente scontato (5);
Rosario Morisco - Il militare canterino porta un pezzo ruffiano ma dignitoso (6);
Ariel - Robetta. Trascurabile, anche se passa il turno (5);
Francesco Rapetti - Sconcertante. Segno che anche Mogol non è infallibile. (4);
Valeria Vaglio - Canzoncina ambigua sull'amore saffico. Sempre meglio della Tatangelo (6).

Passano La scelta (bene), Sonhora (molto bene), Ariel (perchè?) e Troiani (ma dai!).
I saluti dall'Ariston arrivano di nuovo verso l'una di notte. Il Dopofestival è ancora un'utopia, per me. Stasera il baraccone sta fermo. Tiriamo il fiato.

martedì, febbraio 26, 2008

Sanremo 2008 - Prima serata

Sarò breve perchè stanco. La prima serata è finita a ridosso dell'una di notte e il Dopofestival di Elio è un limbo improponibile se non sei nottambulo.
Partenza obbligatoria con l'(ennesimo) omaggio a Modugno in occasione dei 50 anni di "Nel blu dipinto di blu", cantata da Morandi. Poi arriva Chiambretti che, con la gag dei cloni baudiani (gli "ultrapippi") ci avvisa subito che il mattatore sarà lui, con le sue battute fulminanti. Baudo fa il cerimoniere, come sempre e molte volte si fa riferimento alla "par condicio" imposta da questo clima elettorale. Primadonna la bella Andrea Osvart (italiano perfetto) che se la cava discretamente se ci sforziamo di dimenticare all'istante i suoi balletti.
Ospiti i ragazzi di "High School Musical", un Verdone non molto in palla e Lenny Kravitz in playback.

Le canzoni dei Campioni:
Paolo Meneguzzi - meglio del solito ma banale come sempre (6)
L'aura - discreta e ben cantata. Funziona (7+)
Toto Cutugno - cutugnata classicissima, votata al secondo posto (5)
Frankie Hi NRG - buona cosa, testo forte. Ma speravo in qualcosa di meglio (6/7)
Fabrizio Moro - non è all'altezza dell'anno scorso e fa troppo il verso a Vasco. Passabile (6.5)
Anna Tatangelo - atroce. Un testo che parla dei gay nella maniera più stereotipata (4.5)
Michele Zarrillo - non male, ha un suo perchè (7)
Max Gazzè - una delle cose migliori. Originale (7.5)
Eugenio Bennato - stenta un po' all'inizio ma si trasforma in un canto liberatorio (7)
Tricarico - lui è fuori di testa. Stona un po', ma di solito intonato non lo è. Da riascoltare (6.5)

I Giovani:
Milagro - intimista, buon ritornello (7)
Andrea Bonomo - canticchia bene, ma il pezzo è ruffiano e ordinario (5)
Frank Head - originali, portano il suono "balcanico" (7+)
Melody Fall - ragazzetti trascurabili. Brutta (4)
Daniele Battaglia - orribile. Stona moltissimo e si capisce che è solo un raccomandato (4-)
Valerio Sanzotta - testo troppo ambizioso, da intellettuale. Ma è cantautorato decente (7)
Giua - piacevole interpretazione. Canzone discreta (6.5).

Passano Milagro, Frank Head, Sanzotta e Giua. Tutto mi torna. Poi a nanna.

lunedì, febbraio 25, 2008

Sanremo è Sanremo

Sono le 21.05. Ci siamo. Sto per immergermi nella maratona sanremese. Non so come ne uscirò, sabato notte. Per ora iniziamo. Sento Frizzi che termina il suo show. Vado.

domenica, febbraio 24, 2008

Al via il Festival

La pigrizia e il poco tempo libero mi stanno tenendo lontano da queste pagine. Ad ogni modo, da domani inizia la maratona sanremese dalla quale anche quest'anno non starò lontano. Ho sempre avuto una passione per il Festival, per i suoi eccessi, per i suoi rituali e per il semplice fatto che, nonostante i suoi 58 anni, riesca ancora ad essere il più grande evento televisivo italiano. La musica che conta non passa per Sanremo. Ma molti di quelli che sono passati per la kermesse nazional-popolare oggi contano.
Seguo il Festival dal 1981 e non mancherò di farlo anche quest'anno.

mercoledì, febbraio 20, 2008

Alice senza meraviglie

Sono entrato anch'io nel girone infernale dell'Alice ADSL 7 Mega.
Venerdì scorso, complice la permanenza a casa per via dell'influenza, mi sono inventato di trovare finalmente un'alternativa alla mia vecchia Alice Time a 800K datata 2003. Ho telefonato al 187 e mi hanno proposto, al prezzo di 19,95 euro mensili, la nuova Alice 7 Mega. Con Telecom sono sempre stato diffidente ma ho concesso loro un po' di fiducia ed ho dato l'ok per passare alla flat.La cosa incredibile è successa domenica, dopo solo due giorni: collegandomi, ho scoperto che "ufficialmente" stavo navigando a 7 Mega! Una gioia estrema disintegrata un paio di minuti dopo, quando mi sono reso conto che, in realtà, stavo andando lento, anzi lentissimo. Ho fatto un po' di test, tipo sul sito http://www.speedtest.net/, ed ho scoperto con orrore che la mia velocità oscilla tra i 350 e i 550 Kbit/s. Praticamente una tartaruga (circa 1/20mo del potenziale dichiarato), al punto da farmi rimpiangere la mia vecchia Alice Time.Dopo un po' di giretti in rete (lentamente) ho realizzato che il problema con Alice 7 Mega è diffuso come la peste e che siamo in tantissimi a soffrire di questa penosa qualità del servizio.Ho naturalmente chiamato il 187 che, altrettanto naturalmente, ha detto che per loro tutto è configurato correttamente e che probabilmente è colpa del mio pc (seee...), della distanza dalla centrale e altre amenità. Nessuno che abbia detto la verità: Telecom sta offrendo un servizio di merda, complice la politica di overbooking che rastrella utenti pur non avendo banda e server sufficienti. Sono sconcertato. In un paese del 21mo secolo situazioni del genere butterebbero fuori dal mercato un'azienda. Qui invece tutti allargano le braccia. Mal comune mezzo gaudio? Forse. Ma intanto, che si fa?

lunedì, febbraio 18, 2008

Spremi, spremi

Vuoi mettere gli inverni di una volta? Vuoi mettere le coltivazioni di una volta? A quei tempi non succedeva nulla di clamoroso perchè si sapeva che l'inverno portava il freddo, no?
E' di poco fa la notizia che la Confederazione italiana agricoltori stima aumenti su frutta e verdura da un minimo del 20% fino ad un massimo del 45%, causa persistere del maltempo.
Ormai non c'è nemmeno più il pudore di giustificare un po' meglio queste stronzate. Tanto non c'è mai nessuno che ostacola chichessia. Aumentare i prezzi è diventato lo sport nazionale. Praticamente la nostra economia si regge solo su questo. Stiamo andando sempre più a puttane e chi può, furbamente, aumenta i prezzi. Continua a spremere le tasche del prossimo. L'inflazione è fuori controllo da almeno 5 anni, checchè ne dica l'Istat. Dal 2002 credo sia a 3 cifre. E' desolante. E lo è ancora di più ascoltare queste giustificazioni idiote che un giorno danno la colpa al freddo, l'altro al caldo e l'altro ancora ad una congiunzione astrale sfavorevole ai nati in Aquario.

Il destino di Fini


Devo dire che, per essere una campagna elettorale non prevista, ha moltissimi aspetti di novità. La scelta di Veltroni ha avuto gli effetti di un terremoto nel triste paesaggio politico italiano. E' scoppiato il centrosinistra ma, di sicuro, è saltato anche il centrodestra. Dopo quindici anni di Berlusconi vs. Altro, stavolta avremo la possibilità di vedere altri nomi di candidati premier. Oltre ai due realmente in lizza, avremo Bertinotti, Mastella(!), Casini, Tabacci, la Santanchè, Boselli e chissà quanti altri.
Uno spezzatino che la dice lunga sulle qualità delle coalizioni alle quali eravamo abituati: appena uno ha detto che non voleva più giocare, è saltato il sistema. Indubbiamente, lascia allibiti il fatto che Pierferdi abbia portato l'Udc fuori dalla Cdl. Corre da solo anche lui. Credo che, al di là della visibilità politica, Casini abbia fatto i suoi conti, magari con l'aiuto di Ruini e Bagnasco che, come sappiamo, ci tengono ad un partito cristiano ben identificabile. Comunque, Casini è uscito e credo gli vada dato atto di un certo temperamento.
Invece, come sempre, a fare una magra figura è sempre lui, Gianfranco Fini. Ah, Fini, Fini... lui che sembrava, all'inizio degli anni Novanta, l'uomo del domani, la forza delle idee, colui che aveva le palle... Ah, Fini, Fini...
Ditemi un successo, in tutti questi anni di convivenza con il Cavaliere, che Fini abbia realmente portato a casa senza la carezza rassicurante di Silvio. Per quanto ci pensi, nulla mi viene in mente. Qualche volta l'uomo ha sbraitato, è vero. Ma, sistematicamente, tornava ad allinearsi appena Silvio ordinava che la ricreazione era finita. Fini è succube di Berlusconi. Fini ha il terrore del Cavaliere e non è mai riuscito ad emanciparsene. Lo vedi in Tv, il presidente di An, e ti sembra una tigre. Ma è di carta. Fini ha raccolto le firme per il referendum contro il Porcellum ma poi ha obbedito all'ordine del capo per votare subito. Fini sta per versare An dentro il Pdl, il nuovo partito personale di Berlusconi. Commettendo un errore fatale: chiusa An, perderà ogni possibilità di fare i suoi timidi distinguo. E' destinato a diventare l'ennesimo Cicchitto, o Bondi, o Schifani. E' questo il futuro ruolo di Fini, ammettiamolo. La cosa ridicola è che lui spera ancora, un giorno, di prendere il posto di Silvio alla guida del centrodestra e che questo giustifichi tutti i rospi che ha dovuto ingoiare. Ma, caro Gianfranco, non farti troppe illusioni: ora che entri nel Pdl diventi "uno del club". E Silvio gode di ottima salute. Valeva veramente la pena di bruciare una carriera politica e divenire uno yesman per arrivare a questi piccoli risultati?

venerdì, febbraio 15, 2008

Giulianone e la 194

Giuliano Ferrara ha bisogno di spazio. Non mi riferisco maliziosamente alla sua mole, bensì al fatto che l'anchorman di La7 probabilmente è un po' stanco del ruolo di counduttore di "Otto e mezzo" e quindi desidera di più. Vuole anche lui la sua buona fetta di potere. Per questo, divenire il leader degli atei-devoti, dei teo-dem o come accidenti dovremmo definirli deve sembrargli un'ottima cosa. Non ci sono altre spiegazioni all'ennesimo giro di valzer del nostro Giulianone. Ha iniziato quindi con la richiesta di moratoria della 194, richiesta che in molti hanno preso sule serio, ed ora si lancia nell'agone politico in una fantomatica Lista per la vita (Pro-Life) avente come scopo la "corretta applicazione della 194".
Si sapeva che, partendo dalla miserabile campagna anti-referendum sulla fecondazione, si sarebbe arrivati ad attaccare la 194. Sorprende che il nuovo paladino della curia sia Giuliano Ferrara. Come si suol dire, ci mancava solo lui.

Quale sinistra

Da ieri sono a casa malato, per via di un'influenza intestinale che mi ha messo ko. La cosa sorpendente è che ieri ho trascorso tutta la giornata a dormire, alzandomi soli per pochi minuti di tanto in tanto. Non mi era mai successo di dormire così tanto, di rimanere a letto 20 ore su 24. Ma ne avevo, evidentemente bisogno.
Dal punto di vista delle mie riflessioni, sto vivendo un momento di caos politico. Non ci capisco più un tubo. Da una posizione critica nei confronti del Pd a favore del soggetto unitario della sinistra mi trovo ora parecchio spiazzato, a seguito degli ultimi avvenimenti.
Fino a poche settimane fa era valido questo assioma: il centrosinistra sarebbe stato unito anche alle prossime elezioni. Ora tutto è cambiato.
Vediamo un po' i soggetti in campo:

1) Partito Democratico: Veltroni corre da solo e mette in mostra tutte le sue doti oratorie. Ha entusiasmo e lo trasmette anche agli altri. Conosco persone che stanno vivendo quest'esperienza del Pd con gioia e determinazione. Innegabile che Walter rappresenti l'elemento di rottura e l'unica vera novità di questi giorni, al punto da costringere anche l'altro fronte ad adattarsi. Inoltre ha imbarcato anche Di Pietro, per il quale nutro una grande stima e che credo possa dare un importante contributo.

2) La Sinistra, l'Arcobaleno: rappresenta l'area cosiddetta "radicale" della vecchia alleanza alla quale Veltroni ha dato il benservito. Ed è questa la tragedia: nessuno di costoro si aspettava di essere sbattuto fuori dal centrosinistra ed essere quindi costretto a correre da solo. Ecco perchè, adesso, si sono dovuti unire sul serio dopo mesi di prove tecniche e proporre un loro candidato, Bertinotti. Quest'operazione obbligatoria sa di vecchio in maniera terribile. E, soprattutto, rivela chiaramente che, di fatto, si è condannati all'opposizione, rinunciando ad ogni speranza di essere forza di governo. Più degli altri, fa specie quanto è accaduto a Sinistra Democratica, il movimento di Mussi e Salvi: nato per mantenere il posto dei Ds quando questi si sono fusi con la Margherita, era comunque inteso come movimento votato all'alleanza con il Pd. Invece ora, per giustificare la sua esistenza, si è dovuto spostare verso sinistra: dall'occupare il posto dei Ds si è ritrovato ad essere, di fatto, una costola di Rifondazione. Sostenendo Bertinotti e, quindi, destinato a dire no a tutto.

Sono piuttosto logorato da questa faccenda. Non so come muovermi. Quale sinistra voglio, oggi?

mercoledì, febbraio 13, 2008

Can you spare a dime?

Stamattina, sulla strada per il lavoro, mi è capitato un episodio singolare.
Mi si è avvicinato un vecchietto sugli (credo) ottanta che, con timidezza e cortesia mi ha chiesto:
- Scusi, signore... potrebbe farmi un favore?
E io: - Mi dica...
- Vede... ho bisogno di comprare una bottiglia di latte per mia moglie. Avrebbe qualche monetina, per piacere?
In un istante, trasecolando, mi sono immaginato una vecchina malata a letto bisognosa di bere del latte caldo. Un' immagine straziante, il tutto con il sottofondo di "Christmas shoes" degli Alabama (chi la conosce sa cosa intendo).
Ho rovistato nelle tasche ed ho offerto tutte le monete disponibili all'ometto, che si è subito allontanato borbottando un grazie.
Sono rimasto colpito da questa cosa. Un vecchio - italiano, segnalo - che praticamente chiede l'elemosina. I classici stereotipi mentali mi sono passati in testa, tipo "andrà a giocarseli al videopoker" o "di sicuro mi ha preso in giro". Ho realizzato, però, che mi auguravo fosse proprio una di queste opzioni. Perchè al contrario, se il nonnino diceva la verità, ossia che aveva bisogno dei soldi per comprare del latte, significa che siamo alla frutta. Se un anziano, probabilmente pensionato, deve umiliarsi a mendicare per sostentamento, abbiamo perso tutti.
Abbiamo fallito come società, come nazione, come popolo. Spero mi abbia preso in giro. Lo spero proprio.

martedì, febbraio 12, 2008

La Cei e... il cinema

Scena di sesso troppo spinto tra Moretti e Ferrari nel film "Caos calmo". La Cei critica il film e auspica che professionisti seri come Moretti e la Ferrari rifiutino in futuro di prestarsi a "girare scene erotiche volgari e distruttive".
Due commenti:
1) Cara Cei, non avete altro da fare?
2) Cara Cei, deduco che avete visto il film, se ne parlate. Quindi avete peccato.
Non se ne può più. Qui non si tratta di avere o meno la fede. Si tratta di essere ritenuti o meno capaci di intendere e di volere.
 

lunedì, febbraio 11, 2008

Italia rialzati, che ti meno un altro po'

E' partita la campagna elettorale.
Walter il mago è stato in Umbria ed un vago ricordo del Cantico delle Creature poteva riecheggiare dalle sue parole. L'ambientazione e la pacatezza sono stati, secondo gli osservatori, forieri di un buon inizio per il sindaco della Capitale. One man orchestra. Veltronissimo. Boh. A me sembrano le mosse di uno che, sapendosi perdente, cerca di perdere benino.
"Italia, rialzati!" strilla Silvio. Vien da dire "rialzati che ti meno ancora un po'". Ha dell'incredibile sentire Bonaiuti & co. chiedere le scuse da parte del governo uscente per aver impoverito gli italiani. Impoveriti? Perchè, quando c'erano loro facevamo colazione con lo champagne? E' come se qualcuno che ha demolito una casa si lamentasse di chi cammina sopra le macerie.
Due facce, due modi di porsi. Il problema è capire se sono le facce di una stessa medaglia.
Intanto la sinistra "radicale" nicchia, non si capisce che vuol fare. Come Casini. Brancolano tutti. Momentaccio.
"Italia, rialzati!". In fatto di slogan non lo batte nessuno. Solo che, sdraiàti come siamo, non abbiamo molta voglia di ascoltare ancora. Lasciateci dormire. Chiamateci più tardi.

venerdì, febbraio 08, 2008

Questa triste Informatica

Quando giro in rete per capire il grado di soddisfazione degli informatici italiani mi piomba addosso una tristezza profonda. Da un lato esiste una marea di professionisti e di giovani di belle speranze che amano il loro lavoro e che sono pronti ad apprendere, a spaccare il bit, a sperimentare. Un mondo di sviluppatori e tecnici dalle potenzialità enormi.
Dall'altro un mercato che non dà concrete opportunità, ma vive di opportunismo. Offerte di lavoro che richiedono altissime professionalità in cambio di un contratto a progetto (rinnovabile) oppure nessuna esperienza al fine di sfruttare i talenti in erba. Desolante. Quando scelsi di studiare informatica, nel lontanissimo 1982, il preside della mia scuola media diceva che sarebbe stato "il lavoro del futuro" e che "ci sarebbe stato da guadagnare un sacco di soldi". Aveva ragione solo a metà. Sul fatto che sarebbe stato il lavoro del futuro era banale azzeccarci. Al punto che, nel giro di pochi anni, il settore si è saturato anche per merito/colpa di un orda di sedicenti professionisti IT bravissimi nel fare fogli Excel ma in crisi dinanzi ad un puntatore a struttura. Ho visto gente svenire dinanzi ad istruzioni un po' complicate tipo:
(*(long *)((pPunVariabili + jsIdxVariab) -> jsCampo4)) = (long) *(double *) pszValore;
I programmatori C ringrazino il VB per aver polverizzato la loro vendibilità sul mercato.
Se oggi un ragazzino mi chiedesse se val la pena buttarsi sull'informatica, credo che risponderei di tenersela come hobby, perchè programmare è anche passione. Ma gli consiglierei di studiare altro, magari economia. O, meglio ancora, di cominciare a frequentare qualche sezione di partito. Quello non è mai tempo buttato.

mercoledì, febbraio 06, 2008

Walter fa sul serio

Ha fegato. Ha ideali. Ha fiducia in se stesso e negli elettori. Ha spiazzato definitivamente tutti. Sembrava fosse una banale provocazione, quell'idea di "correre da soli". Invece sembra fare sul serio. E' questa la novità, in questo panorama sempre uguale a se stesso e quindi orripilante. Walter Veltroni insiste: il Pd correrà da solo. Da non crederci. Come non riescono a crederci i quattro della Cosa Rossa: Giordano, Mussi, Percoraro e Diliberto non credo si aspettassero di essere messi alla porta, di ricevere un "grazie, fa lo stesso" da parte dell'Obama de noantri. E invece così è. Complimenti a Walter il mago per l'idea. Difficilmente vincente, considerata l'armata della Cdl, ma comunque la prima vera idea nuova da almeno un decennio. Mi vien quasi voglia di ricredermi e seguire Veltroni, uscendo dalle logiche della Cosa Rossa che parla parla ma non ha ancora partorito niente. Bah...

martedì, febbraio 05, 2008

Addio a Barry Morse (Victor Bergman)

Il mondo della fantascienza piange Barry Morse, che si è spento a 89 anni.
L'attore inglese era nato il 10 Giugno del 1918 e tutti noi lo ricordiamo per il suo ruolo nella prima stagione di "Spazio 1999", telefilm-cult degli anni Settanta, dove interpretava il mitico professor Victor Bergman, lo scienziato geniale della Base Lunare Alpha.
Tutti quelli che hanno amato "Spazio 1999", come il sottoscritto, non hanno mai perdonato ad un certo Fred Freiberger di aver cancellato il personaggio di Bergman nella seconda stagione, quella "americana", quella di Maya, quella inguardabile. Specie in quel modo, ossia senza spiegazioni. Semplicemente sparito e mai più citato, un po' come Chuck Cunningham in "Happy Days". Per anni si sono fatte speculazioni di ogni tipo sulla sorte di Victor Bergman tra la prima e la seconda stagione. Come, del resto, su quella di altri due personaggi principali dissolti allo stesso modo, Morrow e Kano. Il mistero è rimasto. Onore al grande Barry Morse.

Finisce l'era Prodi

E così andiamo a votare. Marini non è riuscito nell'intento di convincere il centrodestra (leggi Berlusconi, tanto gli altri si accoderebbero a tutto) a fare un governo temporaneo per la legge elettorale. Walter il mago non se l'aspettava: era convinto di avere un sacco di tempo davanti a sè. Invece deve già scaldare i motori per la competizione elettorale. Durissima. Specie per il fatto che correrà da solo. Pensa in grande, Walter il mago. Si sente un po' Obama con reminescenze di Kennedy. Deve però ricordare che non ha davanti il popolo americano dei grandi entusiasmi. Ha davanti gli italiani, per i quali l'orticello e la tasca sono le uniche cose che contano. Non commetta l'errore di convincersi dell'infallibilità delle sue armi persuasive. In giro c'è molta più gente disposta a farsi nuovamente lusingare dal grande pifferaio. Che parte in netto vantaggio e sta per usare ancora una volta (la quinta!) la potenza delle sue tv. Sembra di essere in quella vecchia scena di Nightmare quando Freddy Krueger  intrappolava un gruppo di studenti nel rivivere la stessa situazione di continuo, finchè ci scappava il morto.
Stasera Napolitano scioglie le Camere. Finisce così la seconda, brevissima era Prodi. Sigh.

lunedì, febbraio 04, 2008

Occhio destro

Ho un problemuccio con l'occhio destro: vedo costantemente una macchia simile a quelle che si imprimono sulla retina quando si prende un abbaglio, con l'unica differenza che non se ne va.
Ho indagato su Internet e, come sempre succede in questi casi, ne sono uscito talmente angosciato che sono andato al Pronto Soccorso. Dopo la lunga attesa, mi ha visitato l'oculista, sparandomi luci di ogni tipo dentro la pupilla al punto da rimbecillirmi del tutto. Non hanno trovato nulla di preoccupante mentre io, nella mia autodiagnosi, mi vedevo già preda di un distacco della retina. Ora dovrò fare qualche esame ulteriore per capire cosa diavolo non funziona. Infatti, sebbene sembri tutto ok, la macchia continuo a vederla.
Secondo me c'entrano le centinaia di ore che passo davanti al computer. Siamo la generazione che si sta fottendo la vista. Non guardiamo quasi mai più lontano di un paio di metri. E' tutto vicino, a portata di mano. Dove sono gli spazi immensi? Dov'è finita la gioia di scrutare l'orizzonte?

venerdì, febbraio 01, 2008

Frase

Oggi mi è capitata questa frase:
 
Un uomo politico è colui che pensa alla prossima elezione. Uno statista è uno che pensa alla prossima generazione.
 
La facciamo appendere in Parlamento?
 

giovedì, gennaio 31, 2008

Bravo Lorenzo

Vent'anni fa arrivava Jovanotti con il suo primo singolo di successo "Gimme five". L'odiavo a morte. Non sopportavo il suo modo di porsi, le cose che diceva, la sua musica atroce da imbecilli.Lorenzo Cherubini sarebbe sparito nel nulla nel giro di pochi anni, se non avesse avuto l'intelligenza di rivoluzionarsi, di cambiare.Lo ha fatto. Adesso, in cuffia, ho "Safari", il suo ultimo lavoro, uscito pochi giorni fa. Lo trovo straordinario. Mi piace un sacco. Vent'anni fa non avrei mai immaginato che avrei ascoltato con piacere un disco di Jovanotti. Arrivavo a boicottarlo durante il mio airplay radiofonico. Le cose sono cambiate. Bravo Lorenzo.

mercoledì, gennaio 30, 2008

Le sigarette non sono più buone come una volta

Le sigarette non sono più buone come una volta.
Costano un casino in più, ma fanno anche molto più schifo.
Se non smetto di fumare adesso, smetterò da morto.
Non so che ci mettano dentro, ma hanno un saporaccio.
E' una fortuna, visto che ci sono giorni nei quali mi fermo a quota tre.
Tre sigarette: un numero impensabile, un tempo.
Eppure questo viziaccio non riesco a togliermelo.
Fumare mi piace, maledizione.
No, non è per darmi un tono. Non ho più quell'età.
Fumo proprio per il gusto di farlo.
Però sono bravo, se son capace di fermarmi a tre.
Sarà che le sigarette non sono più buone come una volta.
O sarò io che non mi godo più la vita, come una volta.
 

martedì, gennaio 29, 2008

'Notte

Mi ritrovo sempre più spesso confinato nella mia camera con il portatile. La bimba deve addormentarsi, ma lo fa sempre più tardi e ad occuparsene è la mia metà. Così trascorro le serate tra lettura e navigazione. Il guaio è che tutto questo mi induce a pensare. E rifletto sulla mia vita. Penso a tutte le cose che non vanno come mi piacerebbe. E mi sovvien l'eterno. E le morte stagioni. E la presente e viva e il suon di lei. Così, tra questa immensità s'annega il pensier mio. E il naufragar m'è dolce in questo mare. E forse farei meglio ad andare a dormire.

C'è da divertirsi

Da... "Milioni di italiani in piazza"
A... "Vergognosa disinformazione sulle mie dichiarazioni".

Al solo pensiero che lo show sta per ricominciare, mi esalto. Come abbiamo fatto, in questi ultimi venti mesi, senza il siparietto di affermazioni e smentite?
Berlusconi si è reso protagonista di dozzine di situazioni simili: prima afferma e, poche ore dopo, smentisce di aver affermato, aggiungendo che la colpa è dei mezzi di informazione che lo interpretano male e faziosamente. Come si fa a non adorare uno così? Come?
Mai una volta che gli sia venuto il dubbio: "non è che sono io che mi spiego male?".

E Walter il mago, intanto, ha sempre più l'espressione di un pesce fritto. Non sa più che inventarsi per ottenere la palma dell'uomo che "sa cambiare, sa capire, sa interpretare". Addirittura chiede a Silvio di correre da solo, come farà lui. Il Cavaliere risponde picche, ovvio: chi glielo fa fare, adesso che Fini e Casini hanno ripreso a fare i bravi bambini obbedienti? E Walter ci resta male, non capisce. Era convinto che l'uomo facesse sul serio, un mese fa. Povero Walter, tutto gli è caduto addosso: pensava di poter tirarla lunga e, invece, Prodi è caduto e si è fatto da parte. Ora c'è solo lui. Guardatelo: sembra un turista che si è perso in una metropoli. Aiutiamolo.

lunedì, gennaio 28, 2008

Brutta aria

C'è in giro una cattiva aria. Brutta brutta. La caduta di Prodi ha dato la mazzata finale alla credibilità della classe politica italiana. Vedo pochi berluscones giorire, in giro: sanno anche loro che, anche se torna Silvio, non cambierà nulla. La Casta si è blindata per decidere se votare subito o no. L'esile contatto con la gente si è strappato. Ora pensano solo a come sopravvivere. Non servono più a nulla. C'è una brutta aria, in giro. Chiamarla sfiducia è troppo poco. E' più simile a quello che si respira prima di un uragano...
Forse ne abbiamo veramente abbastanza, di questi politici inutili.

venerdì, gennaio 25, 2008

Ora d'aria

Sulla crisi di governo, quello che dovevo dire l'ho già scritto ieri. Ora mi chiudo in un religioso silenzio finchè si capirà cosa verrà deciso dal Presidente Napolitano.
Oggi sono abbastanza sereno. Al lavoro sono riuscito a completare una cosa che mi ha dato delle soddisfazioni e mi accingo a cambiare ufficio per seguire un altro progetto. Ho solo qualche problema fisico: mi sembra di aver un filino di febbre. Influenza in arrivo?
Intanto, stasera uscirò con un gruppo di amici dopo un sacco di tempo. Situazione fantozziana: ora d'aria per dei vecchi ragazzi ormai vicini ai quaranta oltre il muro domestico. Non so di che parleremo, ma spero non si finisca a litigare per questioni politiche. Meglio, al limite, rievocare i tempi andati con quella vena di malinconia che, giunti a mezza età, rende tutto struggente e terrificante.

giovedì, gennaio 24, 2008

Prodi è caduto. Viva Prodi.

Il primo deja-vu è già avvenuto stasera guardando la faccia gongolante di Emilio Fede, mentre ascoltava estasiato la voce della sua divinità dissertare di quello che farà a breve, quando tornerà a Palazzo Chigi. Fede aveva i lucciconi e, con voce tremante e probabilmente le mutande bagnate, annunciava che "domani è un altro giorno". Se non appartenesse già a Vespa, poteva partire il "Tema di Tara" .
Della serie "dove eravamo rimasti?". Fede che guarda avanti e vede un radioso futuro ove Rete 4 rimarrà lontana dal satellite e, assieme alle altre televisioni del gruppo, scenderà in guerra ancora una volta per riportare il Cavaliere al governo.
Tutto come prima: nessuna riforma televisiva, nessuna legge sul conflitto di interessi. Berlusconi potrà contare sullo stesso sconfinato potere mediatico che già due volte ha permesso il suo trionfo elettorale. E allora, perchè attendere? Subito al voto, sibila. Ed ha ragione. C'è qualcuno che ha voglia di sorbirsi almeno un anno di governo tecnico che si fa i trip sul modello di voto? Almeno il Cavaliere ha un merito: vuole rivotare con la stessa porcata partorita dal suo stesso esecutivo. O è impazzito o sa per certo di far faville. Ma, mentre pensiamo a Tremonti già scalpitante nel trovare mille modi diversi per dilapidare quanto faticosamente ha messo da parte Padoa-Schioppa e piangiamo l'ennesima sconfitta dei lavoratori dipendenti che, dopo le promesse di ridistribuzione, si vedranno scippare di nuovo tutto, rinviamo le riflessioni su Berlusconi. Avremo tempo anni per farlo.
Prodi è caduto. Viva Prodi. Tra tutte i componenti di questo governo finito da poche ore, credo che il Professore sia quello che ne esce in maniera più dignitosa. Lui ce l'ha messa tutta. Ci ha creduto fino in fondo. E' stato straordinario, considerando i mezzi che aveva. E qualche risultato lui, Bersani e Padoa-Schioppa l'hanno portato a casa. Abbiamo avuto una sorta di risanamento, il recupero dell'avanzo primario, qualche liberalizzazione e un recupero dell'evasione. Buon risultato. Peccato che, proprio quando si stavano pensando forme di ridistribuzione, sia successo quello che è successo. Così, paradossalmente, nel pensiero di molti italiani (non solo in quello dei berlusconiani il cui unico fine è vedersi ridurre le tasse), Prodi verrà ricordato come quello che non ha combinato nulla.Il paradosso è che Berlusconi ora è talmente rimpianto che rivincerà. Eppure, per far torcere le budella a molta gente, basterebbe ricordare che è quello che ha permesso la più grande truffa ai cittadini della storia recente, ossia la gestione inesistente del changeover tra lira ed euro oppure quello che ha fatto la Legge 30. Ma gli italiani non hanno memoria. Al massimo ricordano qualche risultato calcistico.
Prodi è caduto e mi sento avvelenato.
Faccio quattro nomi di persone che mi stanno facendo girare i coglioni alla grande:
1) Mastella, per ovvi motivi.
2) Dini, perchè ha quasi ottant'anni e si permette di decidere le sorti del Paese come se dovesse viverci per chissà quanto ancora. Fra lui e Clemente ci dev'essere stata una certa solidarietà: hanno entrambi le mogli nei pasticci.
3) Turigliatto, perchè ha voluto essere talmente a sinistra da scivolare oltre il bordo e risbucare a destra. Ma dove l'hanno pescato? Rispetto la sua coerenza, ma credo che da oggi debba essere coerente in una stanza buia, lontano dal Senato.
4) Veltroni, perchè nel suo predicare ha combinato guai a non finire. Ha parlato a Berlusconi quando con lui neppure Fini e Casini parlavano, riportandolo di fatto al centro della Cdl. Inoltre, come ha fatto notare Rosy Bindi, ha straparlato di legge elettorale affermando pure di voler correre da solo, facendo imbufalire Mastella il quale non ha aspettato altro che la prima occasione per mandare tutto a puttane.
A questi "Fantastici 4" de noantri aggiungerei naturalmente la Chiesa che, nel mezzo di tutto questo casino, non ha perso occasione in questi giorni per continuare a dettare istruzioni per l'uso della vita per bocca di Ruini, di Bagnasco e dello stesso Ratzinger. Praticamente non c'è cazzata nel quotidiano di ciascuno di noi dove la Chiesa non si arroghi il diritto di mettere il naso. Vabbè che Dio ci vede ovunque, ma almeno quello tace. Questi sono un'autentica lagna quotidiana! Porca miseria, ma non riusciamo a regalare il Vaticano a qualcuno?
Chiudo tornando a Prodi: Prof, grazie per averci provato a rendere questo Paese un Paese normale. Ma, caro Romano, come hai visto c'è ben poco da fare. In Italia ci sono troppi Mastella. Sono milioni. Ci sovrastano. Ci inghiottono.E adesso? Beh... andiamo a votare. Nel frattempo, mi informo sulle modalità di rinnovo del passaporto. Il mio è scaduto, ma pensavo che per cinque anni potesse stare così. Invece no.

Mastella, salta!

Mastella, al Senato, ha appena ribadito che voterà contro Prodi perchè serve un salto di qualità. Perfetto, Clem. Inizia a saltare tu, torna a casa e togliti di mezzo. E' di sicuro qualità!

mercoledì, gennaio 23, 2008

Governabilità e rappresentatività

Governabilità e rappresentatività. Il dibattito su quale forma di legge elettorale, gira e rigira, spazia su queste due parole.
In Italia si è sempre cercato di garantire la massima rappresentatività, ragion per cui abbiamo un continuo proliferare di micropartitini che alle elezioni intascano frazioni di unità in termini di consensi. Eppure, questi micropartitini hanno la capacità di essere determinanti per la tenuta di una maggioranza parlamentare. Il caso Mastella, il cui Udeur ha circa lo 0,7% di consensi su scala nazionale ma sicuramente percentuali bulgare nel suo feudo campano, ci dimostra che un governo può essere disintegrato proprio da questi micropartini.
Che senso ha la rappresentatività? A conti fatti, sembra che essa consista nel rappresentare gli interessi, nobili o meno, di una ristretta cerchia di persone. Non a caso, quando Mastella ha sentito odor di referendum, ha buttato tutto all'aria per correre a votare con questa legge elettorale. E' sempre più credibile questa versione, infatti. Una versione che si allontana decisamente dalla sfuriata contro la magistatura e il groppone per la svantura di lady Sandra.
La governabilità è l'opposto: in pratica si decide di non focalizzarsi sui distinguo ma sulle cose che uniscono, in maniera tale da formare pochi grandi partiti, come nei paesi civili. Grazie ad uno sbarramento, i micropartiti perdono la loro ragione di esistere e devono per forza confluire nei partiti maggiori. Ergo, si governa meglio e si eliminano i vari Mastella & co.
E' l'idea nobile di Walter Veltroni, deciso addirittura a dare il buon esempio e correre da solo con il suo PD. Ha provato a parlare di riforma della legge elettorale con il Cavaliere, ma ha ottenuto quello che di solito ottengono tutti quelli che vengono stretti nell'abbraccio mortale dell'uomo di Arcore, ossia una fregatura. Così, Veltroni non solo non ha convinto Berlusconi ma, anzi, ha ottenuto un doppio fallimento: ha fatto incazzare Mastella ed ha nobilitato Silvio, riportandolo in auge quando sembrava stesse per essere abbandonato da Fini (sul serio, poi?) e Casini. Quest'ultimo miracolo di autolesionismo riuscì, per la cronaca, pure a D'Alema con la Bicamerale: gli uomini di sinistra sono i più grandi soccorritori del Cavaliere che esistano.
Risultato finale delle magie di Walter il mago? Il governo è fottuto e la Cdl è tornata a brillare. Complimenti.
Governabilità e rappresentatività. Io starei sulla prima soluzione. Basterebbe poco: Di Pietro (Tonino, ti voglio sempre bene) ha sempre detto che scioglierebbe l'Italia dei valori a fronte di un grande progetto di legge elettorale, quindi non è un problema. Se poi Mussi, Pecoraro, Diliberto e Giordano la piantassero di dire che vogliono mettersi insieme e lo facessero, avremmo un altro partito unico. Tutto il resto? Credo, a fronte della possibilità di essere esclusi dalla torta, tutti gli altri troverebbero il modo di fondare partiti in grado di assorbire questo spezzatino nauseante.
E, finalmente, avremmo tre, massimo quattro partiti in grado di fare alleanze elettorali serie e programmi condivisi. Chi non ci sta, stanti le cose, vada al diavolo.
Questa storia della rappresentatività continua sistematicamente a rendere la povera Italia una nazione senza guida, senza meta, senza speranze.

Minchia, signor Clemente

Ho scritto pochi giorni fa che, tutto sommato, provo una certa forma di simpatia per lui. Però da questo a comprendere quello che sta facendo, ce ne passa.
Eppure che ci si poteva aspettare da Clemente Mastella di Ceppaloni se non l'ennesimo cambio di casacca durante l'ultimo giro di giostra del governo Prodi?
Qualcuno ci spiegherà l'equazione apparentemente insondabile che eguaglia gli arresti domiciliari della signora Sandra Lonardo con la tenuta della maggioranza.
Qualcuno ci spiegherà perchè un politico indagato debba per forza attaccare la magistratura e non difendersi dalle accuse con atti e testimonianze.
Capiremo in poche settimane quale ruolo Mastella assumerà nel prossimo governo di centrodestra.
Clemente Mastella mi stava pure simpatico. Ho anche scritto sul suo blog. Ma questo suo comportamento rivela tutto il marcio che si nasconde in questo modo di far politica.
Mastella fa fuori il governo per puro tornaconto personale.
Mastella mi è caduto in disgrazia.
Far cadere il governo in questo modo è una sciagurata impresa. Non ho mai perdonato Bertinotti di un simile atto, figuriamoci se perdonerò lui. Buon viaggio, signor Clemente.

lunedì, gennaio 21, 2008

Non sarà

Quando me ne andrò
lasciandoti alle spalle
non sarà come pensavo
non sarà come volevo

Niente musica, maestro
non si ballerà quel giorno
non sarà come pensavo
non sarà come dovevo

Di sicuro piangerò
ed il cuore urlerà
non sarà come sognavo
non sarà come dicevo

E poi
poi... il futuro
ma sarà come pensavo?
ma sarà come volevo?

Nulla è certo
nulla è per sempre
lasci e prendi
... e attendi di volare

venerdì, gennaio 18, 2008

L'Istat si sveglia (forse)

"La notizia che mi ha più preoccupato oggi è il fatto che il 50 per cento delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese. L'Istat lo ha detto molto chiaramente. Penso sia la prima cosa sulla quale la politica deve riflettere e intervenire".(Walter Veltroni, 17 gennaio 2008)

Magari evitate di riflettere troppo che vi si logora il cervello. Intervenite.
La notizia delle difficoltà dei cittadini non è una notizia. Lo sappiamo da anni. La vera notizia è che finalmente anche l'Istat lo confessa. E' ammissibile una nazione dove si sventolano questi dati solo perchè un autorevole istituto lo afferma? Signori, bastava andare a chiedere alle migliaia di massaie incazzate da almeno 5 anni. E' dal 2002 che ci stanno fregando. Vediamo un po' di fatti:
1) Con l'arrivo dell'euro, il 1 gennaio del 2002, conviviamo per 2 mesi tra nuova moneta e "vecchia" lira. Poi, dal 1 marzo, la lira sparisce dalle nostre tasche. In contemporanea, svaniscono anche i centesimi (quelli che costruivano prezzi tipo 2,23 o 0,81), ritenuti "fastidiosi". I prezzi, a quel punto, impazziscono. Quello che costava 1.000 lire costerà 1 euro dopo poche settimane. I commercianti si riempiono le tasche.
2) Il governo nega. Marzano parla di "percezione". Berlusconi tira in campo la mamma al mercato. I cittadini sono allucinati. Chi ha un salario fisso si vede ridurre il potere d'acquisto del 50%. Chi può fare i prezzi, invece, inizia a comprarsi il Suv e a fare la bella vita. Si restinge lo spartiacque del ceto medio: chi si impoverisce, chi si arricchisce. I sindacati sonnecchiano.
3) A colpi di condono, il governo Berlusconi premia gli evasori e i costruttori abusivi. Nel frattempo, visto i tempi cupi, i risparmi finiscono sul mattone. Il prezzo delle case va alle stelle.
4) La ciliegina: la legge 30 permette alle imprese di costruire una nuova forma di caporalato nei confronti dei lavoratori. A pagare sono soprattutto i giovani.
5) Stranamente, i prezzi che con l'euro forte dovevano abbassarsi (tipo benzina) come sosteneva ai bei tempi Alan Friedman nelle sue lezioni economiche, continuano a levitare.
6) All'arrivo di Prodi, nulla cabia. La batosta inferta al ceto medio italiano non viene (per ora) assolutamente riparata.

Questi sono, sommariamente, i fatti. L'euro ci ha ammazzati. La legge Biagi ha fatto il resto. C'è un clima oscuro dove chi fa i soldi non fa che lamentarsi chiedendo sgravi, da scaricarsi naturalmente sulle spalle dei soliti noti. Dicono che il lavoro in Italia costa troppo e bisogna tagliare.
Signori... ci avete tagliato gli stipendi, le pensioni, la sanità, i servizi, la sicurezza di un futuro. Rimane solo che ci tagliate la gola.

giovedì, gennaio 17, 2008

Super-sogno

- Mastella se ne va sul serio. Finalmente un politico che si dimette davvero.
- Berlusconi chiude di nuovo sulla legge elettorale (ci credeva qualcuno?).
- Fini, che sembrava il dissidente, rientra nei ranghi (avevate qualche dubbio? Abbaia ma mai morde).
- Veltroni e il Pd ne stanno uscendo con le ossa rotte.
 
L'uomo di Ceppaloni è caduto e si sente puzza di bruciato. Si vuol andare a votare, passando prima per il referendum. Quest'eventualità provocherà la fine di Prodi.
 
Ho un sogno: che i signori della Cdl, prima di parlare, pensino che il Porcellum se lo sono fatto loro e capiscano di aver ben poche cose da rivendicare. E che i signori dell'Unione si rendano conto che stanno di nuovo preparando il buffet per il ritorno del Cavaliere a Palazzo Chigi.
 
Ho un super-sogno: che tutti costoro imitino Mastella.

mercoledì, gennaio 16, 2008

Mastella si dimette

"Tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo"
(Clemente Mastella, ex(?)-Ministro della Giustizia, mercoledì 16 Gennaio 2008)
Non ho mai gradito il fatto che, in quei giorni in cui si parlava di antipolitica, a farne le spese fosse quasi esclusivamente il leader dell'Udeur. Se di politica malata si tratta, lui è uno dei tanti. Invece spesso ci piace individuare un capro espiatorio. Ergo, un punto a lui.
Non gradisco altrettanto gli attacchi alla magistratura. Se di persecuzione si tratta, mi auguro che Mastella la giustifichi. Ergo, un punto in meno.
Siamo a zero, quindi all'attesa degli sviluppi.
Comunque vada, il personaggio, nella sua particolarità, mi ha sempre suscitato una sorta di simpatia. Ergo in bocca al lupo, Clemente.

martedì, gennaio 15, 2008

Benedetto XVI parli pure...

Tiene banco la questione della vicina visita alla Sapienza di Roma di Benedetto XVI. In un modo o nell'altro, i rapporti tra Stato e Santa Sede restano in prima pagina. Una noia mortale. Da una parte chi difende il diritto del pontefice di parlare agli studenti durante l'inaugurazione dell'Anno Accademico. Dall'altro chi vede questa cosa come fumo negli occhi, tira in ballo Galileo e le presunte convinzioni oscurantiste di Sua Santità nei confronti della scienza.
Opportuna o no, questa orazione papale? Credo che, in uno stato libero, non si possa impedire ad alcuno di parlare. Il problema sta nel fatto che, per molti aspetti, non siamo uno stato completamente libero, visto che ad ogni piè sospinto dobbiamo fare i conti con le opinioni dogmatiche dei vari papaveri d'Oltretevere, nonchè con le spinte ideologiche che da queste si nutrono, materializzandosi nei teocon de noantri, tipo Giuliano Ferrara. Ergo, il semplice fatto che Benedetto XVI vada a parlare alla Sapienza provoca in tutti noi laici un senso di fastidio.
Ci sembra l'ennesima prevaricazione di una Chiesa che ormai deborda, straparla e ottiene più attenzione di ogni altra cosa. Se aggiungiamo poi l'evidenza che questo papa, da grande luminare di teologia, non perde occasione per bacchettare impunemente gli italiani (vedasi il caso di Roma) mentre proietta deciso la sua azione in un revisionismo che include anche il Concilio Vaticano II, il fastidio diventa intollerabile.
Eppure lasciamo parlare Ratzinger. Non si tappa la bocca a nessuno. Semmai, si inizi seriamente a criticare la Chiesa. La si inviti ad occuparsi anche di altre cose che non comprendano necessariamente l'Italia e gli italiani. Si riduca al razionale la dose di Vaticano presente ogni giorno in ogni telegiornale. Benedetto XVI è uomo di cultura e intelligenza estreme e proprio per questo chi desidera lo stato laico deve agire per evitare la deriva verso la teocrazia morbida.
Con questo pontefice, signori, questo è il menu che verrà servito alla nostra tavola. Non abbiamo più il vecchio pastore polacco malato che suscitava tanta tenerezza. Abbiamo un combattente, un uomo talmente convinto delle sue teorie che non esiterà mai un istante nel cercare di farle digerire a tutti. L'unica difesa logica è prenderle per quello che sono: idee, pensieri, riflessioni. Prenderle sempre e solo per oro colato sarebbe il più grave errore da fare.
Smitizziamo 'sta cosa: è una religione e, grazie al cielo, ad una religione si può anche non aderire. Parli pure il papa. Impariamo ad ignorarlo almeno un po'.

lunedì, gennaio 14, 2008

Le illusioni di Walter

... e che pensava, Walter il mago? Che facesse sul serio? Che fosse l'interlocutore più trasparente e corretto che si potesse sognare? Siamo sempre lì, ai tempi della Bicamerale.
Dieci anni sono passati, ma per il Cavaliere la sua "roba" è sempre sacra e inviolabile. D'altra parte non stiamo forse dibattendo da 15 anni sempre di questo? Non è forse vero che questa nazione continua a legare il suo destino a quello dell'Impero berlusconiano?
Che pensava, Walter il mago, che Silvio non avrebbe gettato la maschera e non avrebbe usato lo stesso diktat, ossia "riforme per tutti a patto di garanzie per me"? Povero illuso, Walter il mago. Non ha ancora capito che non si può dialogare con qualcuno che ha troppi interessi personali in gioco. Guai a toccare la "roba" o muoia Sansone e tutti i filistei! Non si può fare la Gentiloni quando esiste la Gasparri perfetta perfetta scritta sotto dettatura di uomini Mediaset!
Con il suo buonismo irritante, si spera che Walter il mago non baratti leggi tv e conflitti di interesse in cambio di qualche papocchio elettorale.
Non si può vedere sempre lo stesso film, diamine! Quello lasciamolo alle televisioni...

Io vs. Ikea : 1-0

Ieri è stata una giornata particolare. Per la prima volta in assoluto ho affrontato un mobile Ikea, comperato un paio di settimane fa e rimasto dentro la scatola da allora. Di buona lena, istruzioni alla mano, mi sono attivato nel montaggio e alla fine, incredibilmente, ho ottenuto il risultato sperato con molta meno fatica di quella che avevo preventivata. D'accordo, adesso mi fa male un dito che ho torturato con la chiave a brugola, ma vuoi mettere la soddisfazione di veder nascere qualcosa dal nulla che non sia software? Finalmente qualcosa di fisico, di tangibile. E' stato come un ritorno agli istinti primordiali: lavoro di mano, sudore.
Pensate si tratti di una camera intera? No, assolutamente. Si tratta di una semplice "panca con vano contenitore" chiamata Bjoberg (nome svedese, ovviamente). Un semplice complemento d'arredo, il cui montaggio, per un esperto, sarebbe un gioco da ragazzi. Io, umile servitore alla vigna dell'informatica, uno che con una scatola di attrezzi rischia la crisi di nervi, ottenendo un oggetto montato mi sono sentito come se avessi costruito una cattedrale.
Per ora, Ikea non mi ha sconfitto.

giovedì, gennaio 10, 2008

Virus: niente da fare

Niente da fare. Non sono riuscito a rimuovere il virus. O, meglio, il worm. Ho lavorato per buona parte della scorsa serata sino ad eliminarlo, salvo poi vederlo riapparire in tutto il suo splendore al primo riavvio.
Potrei insistere e prima o poi riuscirci. Ma, vinto dalla noia, ho scelto la strada più lunga ma più sicura: riformatterò tutto.
Santa pazienza...

mercoledì, gennaio 09, 2008

Ho un virus sul portatile

Queste sono ore in cui dovrei star lontano dal computer. Ieri sera, convinto di installare un'utility scaricata dalla rete, mi sono invece "regalato" un maledetto virus. Erano le 21.35 e, alle 00.25, dopo infinite bestemmie, ho spento tutto e sono andato a dormire. Il virus dovrebbe essere una variante del fottutissimo Bagle. Effetti?
a) Mi ha cancellato l'antivirus AVG e il firewall ZoneAlarm, impedendone la successiva reinstallazione;
b) Ha sporcato il registry di Windows impedendo il riavvio in modalità provvisoria;
c) Internet Explorer si pianta in chiusura;
d) CCleaner non funziona più.
Tutto il sistema sembra divenuto instabile e sto sudando freddo: inizio a temere di dover riformattare tutto. Oggi, a mente fredda, ho trovato qualche consiglio in rete ed un tool spagnolo che dovrebbe rimuovere il Bagle. Più tardi proverò a farlo fuori. Sono sempre stato bravino nel togliere i virus, ma è la prima volta che mi imbatto in qualcosa che mi cancella i files dall'hard disk in maniera così subdola.
Quando un software non è di sicura provenienza non deve essere lanciato, porca puttana! Perchè sono stato così stupido?
Se vi capita il Bagle, vi fornisco un paio di link:

http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1562611

http://www.megalab.it/news.php?id=1944

Stasera provo. Maledizione ai virus.

martedì, gennaio 08, 2008

Il flop italiano di Lost

1.879.000 spettatori per i tre episodi di "Lost" su Raidue, ieri sera. Tre episodi inediti, naturalmente, della splendida terza stagione."Lost" fa ormai flop sulla tv generalista in maniera durissima. C'è da non crederci: come può essere che uno dei migliori prodotti televisivi degli ultimi anni non riesca a sfondare in Italia?

Aldo Grasso, dalla sua rubrica sul Corriere ha cercato molte volte di capacitarsi di questo insuccesso tutto nazionale. Si può sintetizzare come segue:
1) La programmazione. E' assurdo "bruciare" una serie televisiva in poche serate a botte di 3 episodi alla volta. I serial americani sono pensati per essere gustati un episodio per volta, settimana dopo settimana, nell'arco di un intera stagione televisiva. Non a dosi massicce come fa Raidue;
2) Il gap temporale. Una serie come "Lost", che vanta un esercito nutrito di fan anche in Italia, non può adattarsi ai tempi della tv generalista, fatta di break pubblicitari e di un'enorme differenza tra programmazione americana e nostrana. Sebbene Raidue abbia cercato di ridurre tale gap, anticipando sensibilmente la terza stagione (prevista inizialmente a Febbraio), gli appassionati hanno già visto il tutto o con il download o da Sky.

Sono d'accordo con Grasso. Sottolineo, inoltre, il fatto che la tv generalista (Rai o Mediaset che sia), dovrebbe tornare a delle dosi più razionali: basterebbe una puntata soltanto alla settimana e, in seconda serata, il lancio di un'altro telefilm inedito. Un po' come si faceva negli anni '80, con le accoppiate "Dallas"/"Dynasty" o "Dallas"/"Falcon Crest". All'epoca, chi faceva i palinsesti, ne capiva assai di più. O, forse, non era così impensierito dal dover collocare tanti spot e tante orride fiction.

lunedì, gennaio 07, 2008

Non capisco

Io non ci capisco nulla. Ma vedere tutti quei rifiuti a Napoli è desolante. Quasi come prendere atto dell'assenza assoluta dell'autorità. Non capisco fin dove arrivi la camorra, quali siano le responsabilità dei politici, come ci si possa ostinare a non avere delle discariche come altrove, etc.Per questo non mi pronuncio: non sono sufficientemente informato sulla faccenda. Solo che, ripeto, la trovo desolante.Ironia della sorte, in questi giorni di cattiva pubblicità, la città di Napoli è baciata dalla fortuna con il primo premio della Lotteria Italia. Spero che il biglietto non sia finito, per sbaglio, nella spazzatura...

domenica, gennaio 06, 2008

La lista per Sanremo 2008

Ecco i partecipanti alla 58ma edizione del Festival di Sanremo, appena annunciati in diretta da Pippo Baudo e Piero Chiambretti:

EUGENIO BENNATO Grande sud
LOREDANA BERTÈ Musica e parole
SERGIO CAMMARIERE L'amore non si spiega
TOTO CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia
GIÒ DI TONNO E LOLA PONCE Colpo di fulmine
FINLEY Ricordi
FRANKIE HI NRG Rivoluzione
MAX GAZZÈ Il solito sesso
GIANLUCA GRIGNANI Cammina nel sole
L'AURA Basta!
LITTLE TONY Non finisce qui
PAOLO MENEGUZZI Grande
MIETTA Baciami adesso
AMEDEO MINGHI Cammina cammina
FABRIZIO MORO Eppure mi hai cambiato la vita
ANNA TATANGELO Il mio amico
TIROMANCINO Il rubacuori
TRICARICO Vita tranquilla
MARIO VENUTI A ferro e fuoco
MICHELE ZARRILLO L'ultimo film insieme

Che dire? Non mi sembra un brutto cast. Manca il grande nome, ma nel compenso potrebbero uscire delle cose interessanti. Dividerei la lista in 3 parti:

1) QUELLI CHE... FORSE VAL LA PENA - Frankie Hi Nrg, Gazzè, Di Tonno-Ponce, L'aura, Moro, Tricarico, Venuti

2) QUELLI CHE... SE NON CI FOSSE SANREMO, CHE FAREMMO? - Cutugno, Grignani, Little Tony, Meneguzzi, Mietta, Tatangelo, Zarrillo

3) QUELLI CHE... VEDIAMO CHE FANNO - Bennato, Bertè, Cammariere, Finley, Minghi, Tiromancino

Faccio solo una previsione: a prescindere, al secondo posto arriva Toto Cutugno.

venerdì, gennaio 04, 2008

Saldi

Domani iniziano i saldi. Maledizione... mi tocca andare a comprarmi dei vestiti o la mia consorte mi spellerà vivo! Sono giorni che mi dice che dobbiamo andarci "subito subito o non troveremo più niente". Andare per negozi di abbigliamento e provarmi i capi in saldo è una delle cose che odio di più in assoluto. Mi prende l'angoscia e la vivo come una tortura al punto che entro, cerco di scegliere un tanto al chilo, prendo un po' di cose e alla fine corro alla cassa per pagare, costi quel che costi, per sentirmi finalmente libero!
Domani è il primo giorno dei saldi e ci sarà la ressa, i camerini pieni, signore incontentabili che proveranno e proveranno i vestiti, un caldo bestiale e un senso di oppressione. Sto già male. Io, ai centri commerciali, ci vado per essere rapito dalla tecnologia: vago come un bambino tra cd, dvd, hi-fi, televisori giganti. E poi per i libri, naturalmente. Di tutto il resto non mi importa un fico secco. Invece domani ci saranno i saldi. Mi vien da piangere.

giovedì, gennaio 03, 2008

Sempre con ottimismo

"Verso la catastrofe, ma sempre con ottimismo".
Così Beppe Grillo ha chiuso il tradizionale discorso di fine anno dal suo blog. Sposo in pieno la sua idea di un secondo V-Day contro l'informazione, perchè in Italia è veramente scandalosa.
Sono stato un lettore di "Repubblica" per oltre vent'anni ma, in questi ultimi mesi, fatico a leggerla e la compro con meno assiduità, preso atto del suo appiattimento verso il Partito Democratico. Mi ha nauseato la campagna a favore del dialogo tra i Poli iniziato da Veltroni.
Ma come? Un giornale che per anni ha attaccato Berlusconi, ne ha evidenziato la pericolosità democratica e lo spaventoso conflitto di interessi, oggi ne parla come di un autorevole interlocutore?
Il PD è un enigma. Lo è in queste ore, quando la Binetti fa il coro a Bondi parlando di revisione della 194. Probabilmente Walter il mago se la caverà con un "siamo con chi difende la 194 ma anche con chi la vuole superare", ennesima affermazione cerchiobottista che porta da nessuna parte.
Verso la catastrofe, dice Grillo. Si fa meno fatica a credere a lui che all'appello all'impegno che ha fatto il Presidente Napolitano, in un pur apprezzabile discorso, sobrio e lucido. L'attuale inquilino del Quirinale è assai meno retorico di Ciampi: il suo stile mi piace. In generale, ho apprezzato il suo discorso: che altro poteva dire?
Ho apprezzato però meno il suo saluto al pontefice. Era necessario? Perchè dobbiamo sempre dare l'impressione di starcene a sovranità limitata? Era necessario nominare Benedetto XVI in un discorso di fine anno del Presidente di uno stato laico?
Il giorno dopo, con cortesia, Ratzinger ricambia il saluto da Piazza San Pietro, all'Angelus. Poi partono gli scud, con Ruini che parla di 194 e via dicendo. E lo stesso papa che tesse ancora le lodi della famiglia, unica cura contro i mali del mondo. Continuano le prove tecniche di teocrazia. E' bizzarro che, tra Kenya e Pakistan, tra morti bianche e diritti umani negati, le gerarchie ecclesiastiche continuino a prestare tanta attenzione a quella parte del popolo italiano che vorrebbe qualche diritto civile in più.
Verso la catastrofe. Probabile, specie con un Prodi assediato da chiunque, incapace di trasmettere i risultati ottenuti sul fronte del risanamento e le proposte per mettere qualche euro in più nelle nostre tasche. Di tutta quest'esperienza di governo, il Professore è probabilmente uno dei pochi ai quali non riconosco colpe particolari.
Gennaio è arrivato. Il freddo è arrivato. Il 2008 è arrivato.
L'Italia annaspa ancora e profuma di spazzatura bruciata, provenienza Napoli.
Sempre con ottimismo.

mercoledì, gennaio 02, 2008

Nel 2008

Yes there are two paths you can go by
but in the long run
There's still time to change the road you're on
 
(si, ci sono due strade che puoi percorrere
ma a lungo andare
c'è sempre tempo per cambiare strada)
 
(da "Stairway to heaven", Led Zeppelin)
 
Buon 2008.