martedì, febbraio 26, 2008

Sanremo 2008 - Prima serata

Sarò breve perchè stanco. La prima serata è finita a ridosso dell'una di notte e il Dopofestival di Elio è un limbo improponibile se non sei nottambulo.
Partenza obbligatoria con l'(ennesimo) omaggio a Modugno in occasione dei 50 anni di "Nel blu dipinto di blu", cantata da Morandi. Poi arriva Chiambretti che, con la gag dei cloni baudiani (gli "ultrapippi") ci avvisa subito che il mattatore sarà lui, con le sue battute fulminanti. Baudo fa il cerimoniere, come sempre e molte volte si fa riferimento alla "par condicio" imposta da questo clima elettorale. Primadonna la bella Andrea Osvart (italiano perfetto) che se la cava discretamente se ci sforziamo di dimenticare all'istante i suoi balletti.
Ospiti i ragazzi di "High School Musical", un Verdone non molto in palla e Lenny Kravitz in playback.

Le canzoni dei Campioni:
Paolo Meneguzzi - meglio del solito ma banale come sempre (6)
L'aura - discreta e ben cantata. Funziona (7+)
Toto Cutugno - cutugnata classicissima, votata al secondo posto (5)
Frankie Hi NRG - buona cosa, testo forte. Ma speravo in qualcosa di meglio (6/7)
Fabrizio Moro - non è all'altezza dell'anno scorso e fa troppo il verso a Vasco. Passabile (6.5)
Anna Tatangelo - atroce. Un testo che parla dei gay nella maniera più stereotipata (4.5)
Michele Zarrillo - non male, ha un suo perchè (7)
Max Gazzè - una delle cose migliori. Originale (7.5)
Eugenio Bennato - stenta un po' all'inizio ma si trasforma in un canto liberatorio (7)
Tricarico - lui è fuori di testa. Stona un po', ma di solito intonato non lo è. Da riascoltare (6.5)

I Giovani:
Milagro - intimista, buon ritornello (7)
Andrea Bonomo - canticchia bene, ma il pezzo è ruffiano e ordinario (5)
Frank Head - originali, portano il suono "balcanico" (7+)
Melody Fall - ragazzetti trascurabili. Brutta (4)
Daniele Battaglia - orribile. Stona moltissimo e si capisce che è solo un raccomandato (4-)
Valerio Sanzotta - testo troppo ambizioso, da intellettuale. Ma è cantautorato decente (7)
Giua - piacevole interpretazione. Canzone discreta (6.5).

Passano Milagro, Frank Head, Sanzotta e Giua. Tutto mi torna. Poi a nanna.

lunedì, febbraio 25, 2008

Sanremo è Sanremo

Sono le 21.05. Ci siamo. Sto per immergermi nella maratona sanremese. Non so come ne uscirò, sabato notte. Per ora iniziamo. Sento Frizzi che termina il suo show. Vado.

domenica, febbraio 24, 2008

Al via il Festival

La pigrizia e il poco tempo libero mi stanno tenendo lontano da queste pagine. Ad ogni modo, da domani inizia la maratona sanremese dalla quale anche quest'anno non starò lontano. Ho sempre avuto una passione per il Festival, per i suoi eccessi, per i suoi rituali e per il semplice fatto che, nonostante i suoi 58 anni, riesca ancora ad essere il più grande evento televisivo italiano. La musica che conta non passa per Sanremo. Ma molti di quelli che sono passati per la kermesse nazional-popolare oggi contano.
Seguo il Festival dal 1981 e non mancherò di farlo anche quest'anno.

mercoledì, febbraio 20, 2008

Alice senza meraviglie

Sono entrato anch'io nel girone infernale dell'Alice ADSL 7 Mega.
Venerdì scorso, complice la permanenza a casa per via dell'influenza, mi sono inventato di trovare finalmente un'alternativa alla mia vecchia Alice Time a 800K datata 2003. Ho telefonato al 187 e mi hanno proposto, al prezzo di 19,95 euro mensili, la nuova Alice 7 Mega. Con Telecom sono sempre stato diffidente ma ho concesso loro un po' di fiducia ed ho dato l'ok per passare alla flat.La cosa incredibile è successa domenica, dopo solo due giorni: collegandomi, ho scoperto che "ufficialmente" stavo navigando a 7 Mega! Una gioia estrema disintegrata un paio di minuti dopo, quando mi sono reso conto che, in realtà, stavo andando lento, anzi lentissimo. Ho fatto un po' di test, tipo sul sito http://www.speedtest.net/, ed ho scoperto con orrore che la mia velocità oscilla tra i 350 e i 550 Kbit/s. Praticamente una tartaruga (circa 1/20mo del potenziale dichiarato), al punto da farmi rimpiangere la mia vecchia Alice Time.Dopo un po' di giretti in rete (lentamente) ho realizzato che il problema con Alice 7 Mega è diffuso come la peste e che siamo in tantissimi a soffrire di questa penosa qualità del servizio.Ho naturalmente chiamato il 187 che, altrettanto naturalmente, ha detto che per loro tutto è configurato correttamente e che probabilmente è colpa del mio pc (seee...), della distanza dalla centrale e altre amenità. Nessuno che abbia detto la verità: Telecom sta offrendo un servizio di merda, complice la politica di overbooking che rastrella utenti pur non avendo banda e server sufficienti. Sono sconcertato. In un paese del 21mo secolo situazioni del genere butterebbero fuori dal mercato un'azienda. Qui invece tutti allargano le braccia. Mal comune mezzo gaudio? Forse. Ma intanto, che si fa?

lunedì, febbraio 18, 2008

Spremi, spremi

Vuoi mettere gli inverni di una volta? Vuoi mettere le coltivazioni di una volta? A quei tempi non succedeva nulla di clamoroso perchè si sapeva che l'inverno portava il freddo, no?
E' di poco fa la notizia che la Confederazione italiana agricoltori stima aumenti su frutta e verdura da un minimo del 20% fino ad un massimo del 45%, causa persistere del maltempo.
Ormai non c'è nemmeno più il pudore di giustificare un po' meglio queste stronzate. Tanto non c'è mai nessuno che ostacola chichessia. Aumentare i prezzi è diventato lo sport nazionale. Praticamente la nostra economia si regge solo su questo. Stiamo andando sempre più a puttane e chi può, furbamente, aumenta i prezzi. Continua a spremere le tasche del prossimo. L'inflazione è fuori controllo da almeno 5 anni, checchè ne dica l'Istat. Dal 2002 credo sia a 3 cifre. E' desolante. E lo è ancora di più ascoltare queste giustificazioni idiote che un giorno danno la colpa al freddo, l'altro al caldo e l'altro ancora ad una congiunzione astrale sfavorevole ai nati in Aquario.

Il destino di Fini


Devo dire che, per essere una campagna elettorale non prevista, ha moltissimi aspetti di novità. La scelta di Veltroni ha avuto gli effetti di un terremoto nel triste paesaggio politico italiano. E' scoppiato il centrosinistra ma, di sicuro, è saltato anche il centrodestra. Dopo quindici anni di Berlusconi vs. Altro, stavolta avremo la possibilità di vedere altri nomi di candidati premier. Oltre ai due realmente in lizza, avremo Bertinotti, Mastella(!), Casini, Tabacci, la Santanchè, Boselli e chissà quanti altri.
Uno spezzatino che la dice lunga sulle qualità delle coalizioni alle quali eravamo abituati: appena uno ha detto che non voleva più giocare, è saltato il sistema. Indubbiamente, lascia allibiti il fatto che Pierferdi abbia portato l'Udc fuori dalla Cdl. Corre da solo anche lui. Credo che, al di là della visibilità politica, Casini abbia fatto i suoi conti, magari con l'aiuto di Ruini e Bagnasco che, come sappiamo, ci tengono ad un partito cristiano ben identificabile. Comunque, Casini è uscito e credo gli vada dato atto di un certo temperamento.
Invece, come sempre, a fare una magra figura è sempre lui, Gianfranco Fini. Ah, Fini, Fini... lui che sembrava, all'inizio degli anni Novanta, l'uomo del domani, la forza delle idee, colui che aveva le palle... Ah, Fini, Fini...
Ditemi un successo, in tutti questi anni di convivenza con il Cavaliere, che Fini abbia realmente portato a casa senza la carezza rassicurante di Silvio. Per quanto ci pensi, nulla mi viene in mente. Qualche volta l'uomo ha sbraitato, è vero. Ma, sistematicamente, tornava ad allinearsi appena Silvio ordinava che la ricreazione era finita. Fini è succube di Berlusconi. Fini ha il terrore del Cavaliere e non è mai riuscito ad emanciparsene. Lo vedi in Tv, il presidente di An, e ti sembra una tigre. Ma è di carta. Fini ha raccolto le firme per il referendum contro il Porcellum ma poi ha obbedito all'ordine del capo per votare subito. Fini sta per versare An dentro il Pdl, il nuovo partito personale di Berlusconi. Commettendo un errore fatale: chiusa An, perderà ogni possibilità di fare i suoi timidi distinguo. E' destinato a diventare l'ennesimo Cicchitto, o Bondi, o Schifani. E' questo il futuro ruolo di Fini, ammettiamolo. La cosa ridicola è che lui spera ancora, un giorno, di prendere il posto di Silvio alla guida del centrodestra e che questo giustifichi tutti i rospi che ha dovuto ingoiare. Ma, caro Gianfranco, non farti troppe illusioni: ora che entri nel Pdl diventi "uno del club". E Silvio gode di ottima salute. Valeva veramente la pena di bruciare una carriera politica e divenire uno yesman per arrivare a questi piccoli risultati?

venerdì, febbraio 15, 2008

Giulianone e la 194

Giuliano Ferrara ha bisogno di spazio. Non mi riferisco maliziosamente alla sua mole, bensì al fatto che l'anchorman di La7 probabilmente è un po' stanco del ruolo di counduttore di "Otto e mezzo" e quindi desidera di più. Vuole anche lui la sua buona fetta di potere. Per questo, divenire il leader degli atei-devoti, dei teo-dem o come accidenti dovremmo definirli deve sembrargli un'ottima cosa. Non ci sono altre spiegazioni all'ennesimo giro di valzer del nostro Giulianone. Ha iniziato quindi con la richiesta di moratoria della 194, richiesta che in molti hanno preso sule serio, ed ora si lancia nell'agone politico in una fantomatica Lista per la vita (Pro-Life) avente come scopo la "corretta applicazione della 194".
Si sapeva che, partendo dalla miserabile campagna anti-referendum sulla fecondazione, si sarebbe arrivati ad attaccare la 194. Sorprende che il nuovo paladino della curia sia Giuliano Ferrara. Come si suol dire, ci mancava solo lui.

Quale sinistra

Da ieri sono a casa malato, per via di un'influenza intestinale che mi ha messo ko. La cosa sorpendente è che ieri ho trascorso tutta la giornata a dormire, alzandomi soli per pochi minuti di tanto in tanto. Non mi era mai successo di dormire così tanto, di rimanere a letto 20 ore su 24. Ma ne avevo, evidentemente bisogno.
Dal punto di vista delle mie riflessioni, sto vivendo un momento di caos politico. Non ci capisco più un tubo. Da una posizione critica nei confronti del Pd a favore del soggetto unitario della sinistra mi trovo ora parecchio spiazzato, a seguito degli ultimi avvenimenti.
Fino a poche settimane fa era valido questo assioma: il centrosinistra sarebbe stato unito anche alle prossime elezioni. Ora tutto è cambiato.
Vediamo un po' i soggetti in campo:

1) Partito Democratico: Veltroni corre da solo e mette in mostra tutte le sue doti oratorie. Ha entusiasmo e lo trasmette anche agli altri. Conosco persone che stanno vivendo quest'esperienza del Pd con gioia e determinazione. Innegabile che Walter rappresenti l'elemento di rottura e l'unica vera novità di questi giorni, al punto da costringere anche l'altro fronte ad adattarsi. Inoltre ha imbarcato anche Di Pietro, per il quale nutro una grande stima e che credo possa dare un importante contributo.

2) La Sinistra, l'Arcobaleno: rappresenta l'area cosiddetta "radicale" della vecchia alleanza alla quale Veltroni ha dato il benservito. Ed è questa la tragedia: nessuno di costoro si aspettava di essere sbattuto fuori dal centrosinistra ed essere quindi costretto a correre da solo. Ecco perchè, adesso, si sono dovuti unire sul serio dopo mesi di prove tecniche e proporre un loro candidato, Bertinotti. Quest'operazione obbligatoria sa di vecchio in maniera terribile. E, soprattutto, rivela chiaramente che, di fatto, si è condannati all'opposizione, rinunciando ad ogni speranza di essere forza di governo. Più degli altri, fa specie quanto è accaduto a Sinistra Democratica, il movimento di Mussi e Salvi: nato per mantenere il posto dei Ds quando questi si sono fusi con la Margherita, era comunque inteso come movimento votato all'alleanza con il Pd. Invece ora, per giustificare la sua esistenza, si è dovuto spostare verso sinistra: dall'occupare il posto dei Ds si è ritrovato ad essere, di fatto, una costola di Rifondazione. Sostenendo Bertinotti e, quindi, destinato a dire no a tutto.

Sono piuttosto logorato da questa faccenda. Non so come muovermi. Quale sinistra voglio, oggi?

mercoledì, febbraio 13, 2008

Can you spare a dime?

Stamattina, sulla strada per il lavoro, mi è capitato un episodio singolare.
Mi si è avvicinato un vecchietto sugli (credo) ottanta che, con timidezza e cortesia mi ha chiesto:
- Scusi, signore... potrebbe farmi un favore?
E io: - Mi dica...
- Vede... ho bisogno di comprare una bottiglia di latte per mia moglie. Avrebbe qualche monetina, per piacere?
In un istante, trasecolando, mi sono immaginato una vecchina malata a letto bisognosa di bere del latte caldo. Un' immagine straziante, il tutto con il sottofondo di "Christmas shoes" degli Alabama (chi la conosce sa cosa intendo).
Ho rovistato nelle tasche ed ho offerto tutte le monete disponibili all'ometto, che si è subito allontanato borbottando un grazie.
Sono rimasto colpito da questa cosa. Un vecchio - italiano, segnalo - che praticamente chiede l'elemosina. I classici stereotipi mentali mi sono passati in testa, tipo "andrà a giocarseli al videopoker" o "di sicuro mi ha preso in giro". Ho realizzato, però, che mi auguravo fosse proprio una di queste opzioni. Perchè al contrario, se il nonnino diceva la verità, ossia che aveva bisogno dei soldi per comprare del latte, significa che siamo alla frutta. Se un anziano, probabilmente pensionato, deve umiliarsi a mendicare per sostentamento, abbiamo perso tutti.
Abbiamo fallito come società, come nazione, come popolo. Spero mi abbia preso in giro. Lo spero proprio.

martedì, febbraio 12, 2008

La Cei e... il cinema

Scena di sesso troppo spinto tra Moretti e Ferrari nel film "Caos calmo". La Cei critica il film e auspica che professionisti seri come Moretti e la Ferrari rifiutino in futuro di prestarsi a "girare scene erotiche volgari e distruttive".
Due commenti:
1) Cara Cei, non avete altro da fare?
2) Cara Cei, deduco che avete visto il film, se ne parlate. Quindi avete peccato.
Non se ne può più. Qui non si tratta di avere o meno la fede. Si tratta di essere ritenuti o meno capaci di intendere e di volere.
 

lunedì, febbraio 11, 2008

Italia rialzati, che ti meno un altro po'

E' partita la campagna elettorale.
Walter il mago è stato in Umbria ed un vago ricordo del Cantico delle Creature poteva riecheggiare dalle sue parole. L'ambientazione e la pacatezza sono stati, secondo gli osservatori, forieri di un buon inizio per il sindaco della Capitale. One man orchestra. Veltronissimo. Boh. A me sembrano le mosse di uno che, sapendosi perdente, cerca di perdere benino.
"Italia, rialzati!" strilla Silvio. Vien da dire "rialzati che ti meno ancora un po'". Ha dell'incredibile sentire Bonaiuti & co. chiedere le scuse da parte del governo uscente per aver impoverito gli italiani. Impoveriti? Perchè, quando c'erano loro facevamo colazione con lo champagne? E' come se qualcuno che ha demolito una casa si lamentasse di chi cammina sopra le macerie.
Due facce, due modi di porsi. Il problema è capire se sono le facce di una stessa medaglia.
Intanto la sinistra "radicale" nicchia, non si capisce che vuol fare. Come Casini. Brancolano tutti. Momentaccio.
"Italia, rialzati!". In fatto di slogan non lo batte nessuno. Solo che, sdraiàti come siamo, non abbiamo molta voglia di ascoltare ancora. Lasciateci dormire. Chiamateci più tardi.

venerdì, febbraio 08, 2008

Questa triste Informatica

Quando giro in rete per capire il grado di soddisfazione degli informatici italiani mi piomba addosso una tristezza profonda. Da un lato esiste una marea di professionisti e di giovani di belle speranze che amano il loro lavoro e che sono pronti ad apprendere, a spaccare il bit, a sperimentare. Un mondo di sviluppatori e tecnici dalle potenzialità enormi.
Dall'altro un mercato che non dà concrete opportunità, ma vive di opportunismo. Offerte di lavoro che richiedono altissime professionalità in cambio di un contratto a progetto (rinnovabile) oppure nessuna esperienza al fine di sfruttare i talenti in erba. Desolante. Quando scelsi di studiare informatica, nel lontanissimo 1982, il preside della mia scuola media diceva che sarebbe stato "il lavoro del futuro" e che "ci sarebbe stato da guadagnare un sacco di soldi". Aveva ragione solo a metà. Sul fatto che sarebbe stato il lavoro del futuro era banale azzeccarci. Al punto che, nel giro di pochi anni, il settore si è saturato anche per merito/colpa di un orda di sedicenti professionisti IT bravissimi nel fare fogli Excel ma in crisi dinanzi ad un puntatore a struttura. Ho visto gente svenire dinanzi ad istruzioni un po' complicate tipo:
(*(long *)((pPunVariabili + jsIdxVariab) -> jsCampo4)) = (long) *(double *) pszValore;
I programmatori C ringrazino il VB per aver polverizzato la loro vendibilità sul mercato.
Se oggi un ragazzino mi chiedesse se val la pena buttarsi sull'informatica, credo che risponderei di tenersela come hobby, perchè programmare è anche passione. Ma gli consiglierei di studiare altro, magari economia. O, meglio ancora, di cominciare a frequentare qualche sezione di partito. Quello non è mai tempo buttato.

mercoledì, febbraio 06, 2008

Walter fa sul serio

Ha fegato. Ha ideali. Ha fiducia in se stesso e negli elettori. Ha spiazzato definitivamente tutti. Sembrava fosse una banale provocazione, quell'idea di "correre da soli". Invece sembra fare sul serio. E' questa la novità, in questo panorama sempre uguale a se stesso e quindi orripilante. Walter Veltroni insiste: il Pd correrà da solo. Da non crederci. Come non riescono a crederci i quattro della Cosa Rossa: Giordano, Mussi, Percoraro e Diliberto non credo si aspettassero di essere messi alla porta, di ricevere un "grazie, fa lo stesso" da parte dell'Obama de noantri. E invece così è. Complimenti a Walter il mago per l'idea. Difficilmente vincente, considerata l'armata della Cdl, ma comunque la prima vera idea nuova da almeno un decennio. Mi vien quasi voglia di ricredermi e seguire Veltroni, uscendo dalle logiche della Cosa Rossa che parla parla ma non ha ancora partorito niente. Bah...

martedì, febbraio 05, 2008

Addio a Barry Morse (Victor Bergman)

Il mondo della fantascienza piange Barry Morse, che si è spento a 89 anni.
L'attore inglese era nato il 10 Giugno del 1918 e tutti noi lo ricordiamo per il suo ruolo nella prima stagione di "Spazio 1999", telefilm-cult degli anni Settanta, dove interpretava il mitico professor Victor Bergman, lo scienziato geniale della Base Lunare Alpha.
Tutti quelli che hanno amato "Spazio 1999", come il sottoscritto, non hanno mai perdonato ad un certo Fred Freiberger di aver cancellato il personaggio di Bergman nella seconda stagione, quella "americana", quella di Maya, quella inguardabile. Specie in quel modo, ossia senza spiegazioni. Semplicemente sparito e mai più citato, un po' come Chuck Cunningham in "Happy Days". Per anni si sono fatte speculazioni di ogni tipo sulla sorte di Victor Bergman tra la prima e la seconda stagione. Come, del resto, su quella di altri due personaggi principali dissolti allo stesso modo, Morrow e Kano. Il mistero è rimasto. Onore al grande Barry Morse.

Finisce l'era Prodi

E così andiamo a votare. Marini non è riuscito nell'intento di convincere il centrodestra (leggi Berlusconi, tanto gli altri si accoderebbero a tutto) a fare un governo temporaneo per la legge elettorale. Walter il mago non se l'aspettava: era convinto di avere un sacco di tempo davanti a sè. Invece deve già scaldare i motori per la competizione elettorale. Durissima. Specie per il fatto che correrà da solo. Pensa in grande, Walter il mago. Si sente un po' Obama con reminescenze di Kennedy. Deve però ricordare che non ha davanti il popolo americano dei grandi entusiasmi. Ha davanti gli italiani, per i quali l'orticello e la tasca sono le uniche cose che contano. Non commetta l'errore di convincersi dell'infallibilità delle sue armi persuasive. In giro c'è molta più gente disposta a farsi nuovamente lusingare dal grande pifferaio. Che parte in netto vantaggio e sta per usare ancora una volta (la quinta!) la potenza delle sue tv. Sembra di essere in quella vecchia scena di Nightmare quando Freddy Krueger  intrappolava un gruppo di studenti nel rivivere la stessa situazione di continuo, finchè ci scappava il morto.
Stasera Napolitano scioglie le Camere. Finisce così la seconda, brevissima era Prodi. Sigh.

lunedì, febbraio 04, 2008

Occhio destro

Ho un problemuccio con l'occhio destro: vedo costantemente una macchia simile a quelle che si imprimono sulla retina quando si prende un abbaglio, con l'unica differenza che non se ne va.
Ho indagato su Internet e, come sempre succede in questi casi, ne sono uscito talmente angosciato che sono andato al Pronto Soccorso. Dopo la lunga attesa, mi ha visitato l'oculista, sparandomi luci di ogni tipo dentro la pupilla al punto da rimbecillirmi del tutto. Non hanno trovato nulla di preoccupante mentre io, nella mia autodiagnosi, mi vedevo già preda di un distacco della retina. Ora dovrò fare qualche esame ulteriore per capire cosa diavolo non funziona. Infatti, sebbene sembri tutto ok, la macchia continuo a vederla.
Secondo me c'entrano le centinaia di ore che passo davanti al computer. Siamo la generazione che si sta fottendo la vista. Non guardiamo quasi mai più lontano di un paio di metri. E' tutto vicino, a portata di mano. Dove sono gli spazi immensi? Dov'è finita la gioia di scrutare l'orizzonte?

venerdì, febbraio 01, 2008

Frase

Oggi mi è capitata questa frase:
 
Un uomo politico è colui che pensa alla prossima elezione. Uno statista è uno che pensa alla prossima generazione.
 
La facciamo appendere in Parlamento?
 

giovedì, gennaio 31, 2008

Bravo Lorenzo

Vent'anni fa arrivava Jovanotti con il suo primo singolo di successo "Gimme five". L'odiavo a morte. Non sopportavo il suo modo di porsi, le cose che diceva, la sua musica atroce da imbecilli.Lorenzo Cherubini sarebbe sparito nel nulla nel giro di pochi anni, se non avesse avuto l'intelligenza di rivoluzionarsi, di cambiare.Lo ha fatto. Adesso, in cuffia, ho "Safari", il suo ultimo lavoro, uscito pochi giorni fa. Lo trovo straordinario. Mi piace un sacco. Vent'anni fa non avrei mai immaginato che avrei ascoltato con piacere un disco di Jovanotti. Arrivavo a boicottarlo durante il mio airplay radiofonico. Le cose sono cambiate. Bravo Lorenzo.

mercoledì, gennaio 30, 2008

Le sigarette non sono più buone come una volta

Le sigarette non sono più buone come una volta.
Costano un casino in più, ma fanno anche molto più schifo.
Se non smetto di fumare adesso, smetterò da morto.
Non so che ci mettano dentro, ma hanno un saporaccio.
E' una fortuna, visto che ci sono giorni nei quali mi fermo a quota tre.
Tre sigarette: un numero impensabile, un tempo.
Eppure questo viziaccio non riesco a togliermelo.
Fumare mi piace, maledizione.
No, non è per darmi un tono. Non ho più quell'età.
Fumo proprio per il gusto di farlo.
Però sono bravo, se son capace di fermarmi a tre.
Sarà che le sigarette non sono più buone come una volta.
O sarò io che non mi godo più la vita, come una volta.
 

martedì, gennaio 29, 2008

'Notte

Mi ritrovo sempre più spesso confinato nella mia camera con il portatile. La bimba deve addormentarsi, ma lo fa sempre più tardi e ad occuparsene è la mia metà. Così trascorro le serate tra lettura e navigazione. Il guaio è che tutto questo mi induce a pensare. E rifletto sulla mia vita. Penso a tutte le cose che non vanno come mi piacerebbe. E mi sovvien l'eterno. E le morte stagioni. E la presente e viva e il suon di lei. Così, tra questa immensità s'annega il pensier mio. E il naufragar m'è dolce in questo mare. E forse farei meglio ad andare a dormire.

C'è da divertirsi

Da... "Milioni di italiani in piazza"
A... "Vergognosa disinformazione sulle mie dichiarazioni".

Al solo pensiero che lo show sta per ricominciare, mi esalto. Come abbiamo fatto, in questi ultimi venti mesi, senza il siparietto di affermazioni e smentite?
Berlusconi si è reso protagonista di dozzine di situazioni simili: prima afferma e, poche ore dopo, smentisce di aver affermato, aggiungendo che la colpa è dei mezzi di informazione che lo interpretano male e faziosamente. Come si fa a non adorare uno così? Come?
Mai una volta che gli sia venuto il dubbio: "non è che sono io che mi spiego male?".

E Walter il mago, intanto, ha sempre più l'espressione di un pesce fritto. Non sa più che inventarsi per ottenere la palma dell'uomo che "sa cambiare, sa capire, sa interpretare". Addirittura chiede a Silvio di correre da solo, come farà lui. Il Cavaliere risponde picche, ovvio: chi glielo fa fare, adesso che Fini e Casini hanno ripreso a fare i bravi bambini obbedienti? E Walter ci resta male, non capisce. Era convinto che l'uomo facesse sul serio, un mese fa. Povero Walter, tutto gli è caduto addosso: pensava di poter tirarla lunga e, invece, Prodi è caduto e si è fatto da parte. Ora c'è solo lui. Guardatelo: sembra un turista che si è perso in una metropoli. Aiutiamolo.

lunedì, gennaio 28, 2008

Brutta aria

C'è in giro una cattiva aria. Brutta brutta. La caduta di Prodi ha dato la mazzata finale alla credibilità della classe politica italiana. Vedo pochi berluscones giorire, in giro: sanno anche loro che, anche se torna Silvio, non cambierà nulla. La Casta si è blindata per decidere se votare subito o no. L'esile contatto con la gente si è strappato. Ora pensano solo a come sopravvivere. Non servono più a nulla. C'è una brutta aria, in giro. Chiamarla sfiducia è troppo poco. E' più simile a quello che si respira prima di un uragano...
Forse ne abbiamo veramente abbastanza, di questi politici inutili.

venerdì, gennaio 25, 2008

Ora d'aria

Sulla crisi di governo, quello che dovevo dire l'ho già scritto ieri. Ora mi chiudo in un religioso silenzio finchè si capirà cosa verrà deciso dal Presidente Napolitano.
Oggi sono abbastanza sereno. Al lavoro sono riuscito a completare una cosa che mi ha dato delle soddisfazioni e mi accingo a cambiare ufficio per seguire un altro progetto. Ho solo qualche problema fisico: mi sembra di aver un filino di febbre. Influenza in arrivo?
Intanto, stasera uscirò con un gruppo di amici dopo un sacco di tempo. Situazione fantozziana: ora d'aria per dei vecchi ragazzi ormai vicini ai quaranta oltre il muro domestico. Non so di che parleremo, ma spero non si finisca a litigare per questioni politiche. Meglio, al limite, rievocare i tempi andati con quella vena di malinconia che, giunti a mezza età, rende tutto struggente e terrificante.

giovedì, gennaio 24, 2008

Prodi è caduto. Viva Prodi.

Il primo deja-vu è già avvenuto stasera guardando la faccia gongolante di Emilio Fede, mentre ascoltava estasiato la voce della sua divinità dissertare di quello che farà a breve, quando tornerà a Palazzo Chigi. Fede aveva i lucciconi e, con voce tremante e probabilmente le mutande bagnate, annunciava che "domani è un altro giorno". Se non appartenesse già a Vespa, poteva partire il "Tema di Tara" .
Della serie "dove eravamo rimasti?". Fede che guarda avanti e vede un radioso futuro ove Rete 4 rimarrà lontana dal satellite e, assieme alle altre televisioni del gruppo, scenderà in guerra ancora una volta per riportare il Cavaliere al governo.
Tutto come prima: nessuna riforma televisiva, nessuna legge sul conflitto di interessi. Berlusconi potrà contare sullo stesso sconfinato potere mediatico che già due volte ha permesso il suo trionfo elettorale. E allora, perchè attendere? Subito al voto, sibila. Ed ha ragione. C'è qualcuno che ha voglia di sorbirsi almeno un anno di governo tecnico che si fa i trip sul modello di voto? Almeno il Cavaliere ha un merito: vuole rivotare con la stessa porcata partorita dal suo stesso esecutivo. O è impazzito o sa per certo di far faville. Ma, mentre pensiamo a Tremonti già scalpitante nel trovare mille modi diversi per dilapidare quanto faticosamente ha messo da parte Padoa-Schioppa e piangiamo l'ennesima sconfitta dei lavoratori dipendenti che, dopo le promesse di ridistribuzione, si vedranno scippare di nuovo tutto, rinviamo le riflessioni su Berlusconi. Avremo tempo anni per farlo.
Prodi è caduto. Viva Prodi. Tra tutte i componenti di questo governo finito da poche ore, credo che il Professore sia quello che ne esce in maniera più dignitosa. Lui ce l'ha messa tutta. Ci ha creduto fino in fondo. E' stato straordinario, considerando i mezzi che aveva. E qualche risultato lui, Bersani e Padoa-Schioppa l'hanno portato a casa. Abbiamo avuto una sorta di risanamento, il recupero dell'avanzo primario, qualche liberalizzazione e un recupero dell'evasione. Buon risultato. Peccato che, proprio quando si stavano pensando forme di ridistribuzione, sia successo quello che è successo. Così, paradossalmente, nel pensiero di molti italiani (non solo in quello dei berlusconiani il cui unico fine è vedersi ridurre le tasse), Prodi verrà ricordato come quello che non ha combinato nulla.Il paradosso è che Berlusconi ora è talmente rimpianto che rivincerà. Eppure, per far torcere le budella a molta gente, basterebbe ricordare che è quello che ha permesso la più grande truffa ai cittadini della storia recente, ossia la gestione inesistente del changeover tra lira ed euro oppure quello che ha fatto la Legge 30. Ma gli italiani non hanno memoria. Al massimo ricordano qualche risultato calcistico.
Prodi è caduto e mi sento avvelenato.
Faccio quattro nomi di persone che mi stanno facendo girare i coglioni alla grande:
1) Mastella, per ovvi motivi.
2) Dini, perchè ha quasi ottant'anni e si permette di decidere le sorti del Paese come se dovesse viverci per chissà quanto ancora. Fra lui e Clemente ci dev'essere stata una certa solidarietà: hanno entrambi le mogli nei pasticci.
3) Turigliatto, perchè ha voluto essere talmente a sinistra da scivolare oltre il bordo e risbucare a destra. Ma dove l'hanno pescato? Rispetto la sua coerenza, ma credo che da oggi debba essere coerente in una stanza buia, lontano dal Senato.
4) Veltroni, perchè nel suo predicare ha combinato guai a non finire. Ha parlato a Berlusconi quando con lui neppure Fini e Casini parlavano, riportandolo di fatto al centro della Cdl. Inoltre, come ha fatto notare Rosy Bindi, ha straparlato di legge elettorale affermando pure di voler correre da solo, facendo imbufalire Mastella il quale non ha aspettato altro che la prima occasione per mandare tutto a puttane.
A questi "Fantastici 4" de noantri aggiungerei naturalmente la Chiesa che, nel mezzo di tutto questo casino, non ha perso occasione in questi giorni per continuare a dettare istruzioni per l'uso della vita per bocca di Ruini, di Bagnasco e dello stesso Ratzinger. Praticamente non c'è cazzata nel quotidiano di ciascuno di noi dove la Chiesa non si arroghi il diritto di mettere il naso. Vabbè che Dio ci vede ovunque, ma almeno quello tace. Questi sono un'autentica lagna quotidiana! Porca miseria, ma non riusciamo a regalare il Vaticano a qualcuno?
Chiudo tornando a Prodi: Prof, grazie per averci provato a rendere questo Paese un Paese normale. Ma, caro Romano, come hai visto c'è ben poco da fare. In Italia ci sono troppi Mastella. Sono milioni. Ci sovrastano. Ci inghiottono.E adesso? Beh... andiamo a votare. Nel frattempo, mi informo sulle modalità di rinnovo del passaporto. Il mio è scaduto, ma pensavo che per cinque anni potesse stare così. Invece no.

Mastella, salta!

Mastella, al Senato, ha appena ribadito che voterà contro Prodi perchè serve un salto di qualità. Perfetto, Clem. Inizia a saltare tu, torna a casa e togliti di mezzo. E' di sicuro qualità!

mercoledì, gennaio 23, 2008

Governabilità e rappresentatività

Governabilità e rappresentatività. Il dibattito su quale forma di legge elettorale, gira e rigira, spazia su queste due parole.
In Italia si è sempre cercato di garantire la massima rappresentatività, ragion per cui abbiamo un continuo proliferare di micropartitini che alle elezioni intascano frazioni di unità in termini di consensi. Eppure, questi micropartitini hanno la capacità di essere determinanti per la tenuta di una maggioranza parlamentare. Il caso Mastella, il cui Udeur ha circa lo 0,7% di consensi su scala nazionale ma sicuramente percentuali bulgare nel suo feudo campano, ci dimostra che un governo può essere disintegrato proprio da questi micropartini.
Che senso ha la rappresentatività? A conti fatti, sembra che essa consista nel rappresentare gli interessi, nobili o meno, di una ristretta cerchia di persone. Non a caso, quando Mastella ha sentito odor di referendum, ha buttato tutto all'aria per correre a votare con questa legge elettorale. E' sempre più credibile questa versione, infatti. Una versione che si allontana decisamente dalla sfuriata contro la magistatura e il groppone per la svantura di lady Sandra.
La governabilità è l'opposto: in pratica si decide di non focalizzarsi sui distinguo ma sulle cose che uniscono, in maniera tale da formare pochi grandi partiti, come nei paesi civili. Grazie ad uno sbarramento, i micropartiti perdono la loro ragione di esistere e devono per forza confluire nei partiti maggiori. Ergo, si governa meglio e si eliminano i vari Mastella & co.
E' l'idea nobile di Walter Veltroni, deciso addirittura a dare il buon esempio e correre da solo con il suo PD. Ha provato a parlare di riforma della legge elettorale con il Cavaliere, ma ha ottenuto quello che di solito ottengono tutti quelli che vengono stretti nell'abbraccio mortale dell'uomo di Arcore, ossia una fregatura. Così, Veltroni non solo non ha convinto Berlusconi ma, anzi, ha ottenuto un doppio fallimento: ha fatto incazzare Mastella ed ha nobilitato Silvio, riportandolo in auge quando sembrava stesse per essere abbandonato da Fini (sul serio, poi?) e Casini. Quest'ultimo miracolo di autolesionismo riuscì, per la cronaca, pure a D'Alema con la Bicamerale: gli uomini di sinistra sono i più grandi soccorritori del Cavaliere che esistano.
Risultato finale delle magie di Walter il mago? Il governo è fottuto e la Cdl è tornata a brillare. Complimenti.
Governabilità e rappresentatività. Io starei sulla prima soluzione. Basterebbe poco: Di Pietro (Tonino, ti voglio sempre bene) ha sempre detto che scioglierebbe l'Italia dei valori a fronte di un grande progetto di legge elettorale, quindi non è un problema. Se poi Mussi, Pecoraro, Diliberto e Giordano la piantassero di dire che vogliono mettersi insieme e lo facessero, avremmo un altro partito unico. Tutto il resto? Credo, a fronte della possibilità di essere esclusi dalla torta, tutti gli altri troverebbero il modo di fondare partiti in grado di assorbire questo spezzatino nauseante.
E, finalmente, avremmo tre, massimo quattro partiti in grado di fare alleanze elettorali serie e programmi condivisi. Chi non ci sta, stanti le cose, vada al diavolo.
Questa storia della rappresentatività continua sistematicamente a rendere la povera Italia una nazione senza guida, senza meta, senza speranze.

Minchia, signor Clemente

Ho scritto pochi giorni fa che, tutto sommato, provo una certa forma di simpatia per lui. Però da questo a comprendere quello che sta facendo, ce ne passa.
Eppure che ci si poteva aspettare da Clemente Mastella di Ceppaloni se non l'ennesimo cambio di casacca durante l'ultimo giro di giostra del governo Prodi?
Qualcuno ci spiegherà l'equazione apparentemente insondabile che eguaglia gli arresti domiciliari della signora Sandra Lonardo con la tenuta della maggioranza.
Qualcuno ci spiegherà perchè un politico indagato debba per forza attaccare la magistratura e non difendersi dalle accuse con atti e testimonianze.
Capiremo in poche settimane quale ruolo Mastella assumerà nel prossimo governo di centrodestra.
Clemente Mastella mi stava pure simpatico. Ho anche scritto sul suo blog. Ma questo suo comportamento rivela tutto il marcio che si nasconde in questo modo di far politica.
Mastella fa fuori il governo per puro tornaconto personale.
Mastella mi è caduto in disgrazia.
Far cadere il governo in questo modo è una sciagurata impresa. Non ho mai perdonato Bertinotti di un simile atto, figuriamoci se perdonerò lui. Buon viaggio, signor Clemente.

lunedì, gennaio 21, 2008

Non sarà

Quando me ne andrò
lasciandoti alle spalle
non sarà come pensavo
non sarà come volevo

Niente musica, maestro
non si ballerà quel giorno
non sarà come pensavo
non sarà come dovevo

Di sicuro piangerò
ed il cuore urlerà
non sarà come sognavo
non sarà come dicevo

E poi
poi... il futuro
ma sarà come pensavo?
ma sarà come volevo?

Nulla è certo
nulla è per sempre
lasci e prendi
... e attendi di volare

venerdì, gennaio 18, 2008

L'Istat si sveglia (forse)

"La notizia che mi ha più preoccupato oggi è il fatto che il 50 per cento delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese. L'Istat lo ha detto molto chiaramente. Penso sia la prima cosa sulla quale la politica deve riflettere e intervenire".(Walter Veltroni, 17 gennaio 2008)

Magari evitate di riflettere troppo che vi si logora il cervello. Intervenite.
La notizia delle difficoltà dei cittadini non è una notizia. Lo sappiamo da anni. La vera notizia è che finalmente anche l'Istat lo confessa. E' ammissibile una nazione dove si sventolano questi dati solo perchè un autorevole istituto lo afferma? Signori, bastava andare a chiedere alle migliaia di massaie incazzate da almeno 5 anni. E' dal 2002 che ci stanno fregando. Vediamo un po' di fatti:
1) Con l'arrivo dell'euro, il 1 gennaio del 2002, conviviamo per 2 mesi tra nuova moneta e "vecchia" lira. Poi, dal 1 marzo, la lira sparisce dalle nostre tasche. In contemporanea, svaniscono anche i centesimi (quelli che costruivano prezzi tipo 2,23 o 0,81), ritenuti "fastidiosi". I prezzi, a quel punto, impazziscono. Quello che costava 1.000 lire costerà 1 euro dopo poche settimane. I commercianti si riempiono le tasche.
2) Il governo nega. Marzano parla di "percezione". Berlusconi tira in campo la mamma al mercato. I cittadini sono allucinati. Chi ha un salario fisso si vede ridurre il potere d'acquisto del 50%. Chi può fare i prezzi, invece, inizia a comprarsi il Suv e a fare la bella vita. Si restinge lo spartiacque del ceto medio: chi si impoverisce, chi si arricchisce. I sindacati sonnecchiano.
3) A colpi di condono, il governo Berlusconi premia gli evasori e i costruttori abusivi. Nel frattempo, visto i tempi cupi, i risparmi finiscono sul mattone. Il prezzo delle case va alle stelle.
4) La ciliegina: la legge 30 permette alle imprese di costruire una nuova forma di caporalato nei confronti dei lavoratori. A pagare sono soprattutto i giovani.
5) Stranamente, i prezzi che con l'euro forte dovevano abbassarsi (tipo benzina) come sosteneva ai bei tempi Alan Friedman nelle sue lezioni economiche, continuano a levitare.
6) All'arrivo di Prodi, nulla cabia. La batosta inferta al ceto medio italiano non viene (per ora) assolutamente riparata.

Questi sono, sommariamente, i fatti. L'euro ci ha ammazzati. La legge Biagi ha fatto il resto. C'è un clima oscuro dove chi fa i soldi non fa che lamentarsi chiedendo sgravi, da scaricarsi naturalmente sulle spalle dei soliti noti. Dicono che il lavoro in Italia costa troppo e bisogna tagliare.
Signori... ci avete tagliato gli stipendi, le pensioni, la sanità, i servizi, la sicurezza di un futuro. Rimane solo che ci tagliate la gola.

giovedì, gennaio 17, 2008

Super-sogno

- Mastella se ne va sul serio. Finalmente un politico che si dimette davvero.
- Berlusconi chiude di nuovo sulla legge elettorale (ci credeva qualcuno?).
- Fini, che sembrava il dissidente, rientra nei ranghi (avevate qualche dubbio? Abbaia ma mai morde).
- Veltroni e il Pd ne stanno uscendo con le ossa rotte.
 
L'uomo di Ceppaloni è caduto e si sente puzza di bruciato. Si vuol andare a votare, passando prima per il referendum. Quest'eventualità provocherà la fine di Prodi.
 
Ho un sogno: che i signori della Cdl, prima di parlare, pensino che il Porcellum se lo sono fatto loro e capiscano di aver ben poche cose da rivendicare. E che i signori dell'Unione si rendano conto che stanno di nuovo preparando il buffet per il ritorno del Cavaliere a Palazzo Chigi.
 
Ho un super-sogno: che tutti costoro imitino Mastella.

mercoledì, gennaio 16, 2008

Mastella si dimette

"Tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo"
(Clemente Mastella, ex(?)-Ministro della Giustizia, mercoledì 16 Gennaio 2008)
Non ho mai gradito il fatto che, in quei giorni in cui si parlava di antipolitica, a farne le spese fosse quasi esclusivamente il leader dell'Udeur. Se di politica malata si tratta, lui è uno dei tanti. Invece spesso ci piace individuare un capro espiatorio. Ergo, un punto a lui.
Non gradisco altrettanto gli attacchi alla magistratura. Se di persecuzione si tratta, mi auguro che Mastella la giustifichi. Ergo, un punto in meno.
Siamo a zero, quindi all'attesa degli sviluppi.
Comunque vada, il personaggio, nella sua particolarità, mi ha sempre suscitato una sorta di simpatia. Ergo in bocca al lupo, Clemente.

martedì, gennaio 15, 2008

Benedetto XVI parli pure...

Tiene banco la questione della vicina visita alla Sapienza di Roma di Benedetto XVI. In un modo o nell'altro, i rapporti tra Stato e Santa Sede restano in prima pagina. Una noia mortale. Da una parte chi difende il diritto del pontefice di parlare agli studenti durante l'inaugurazione dell'Anno Accademico. Dall'altro chi vede questa cosa come fumo negli occhi, tira in ballo Galileo e le presunte convinzioni oscurantiste di Sua Santità nei confronti della scienza.
Opportuna o no, questa orazione papale? Credo che, in uno stato libero, non si possa impedire ad alcuno di parlare. Il problema sta nel fatto che, per molti aspetti, non siamo uno stato completamente libero, visto che ad ogni piè sospinto dobbiamo fare i conti con le opinioni dogmatiche dei vari papaveri d'Oltretevere, nonchè con le spinte ideologiche che da queste si nutrono, materializzandosi nei teocon de noantri, tipo Giuliano Ferrara. Ergo, il semplice fatto che Benedetto XVI vada a parlare alla Sapienza provoca in tutti noi laici un senso di fastidio.
Ci sembra l'ennesima prevaricazione di una Chiesa che ormai deborda, straparla e ottiene più attenzione di ogni altra cosa. Se aggiungiamo poi l'evidenza che questo papa, da grande luminare di teologia, non perde occasione per bacchettare impunemente gli italiani (vedasi il caso di Roma) mentre proietta deciso la sua azione in un revisionismo che include anche il Concilio Vaticano II, il fastidio diventa intollerabile.
Eppure lasciamo parlare Ratzinger. Non si tappa la bocca a nessuno. Semmai, si inizi seriamente a criticare la Chiesa. La si inviti ad occuparsi anche di altre cose che non comprendano necessariamente l'Italia e gli italiani. Si riduca al razionale la dose di Vaticano presente ogni giorno in ogni telegiornale. Benedetto XVI è uomo di cultura e intelligenza estreme e proprio per questo chi desidera lo stato laico deve agire per evitare la deriva verso la teocrazia morbida.
Con questo pontefice, signori, questo è il menu che verrà servito alla nostra tavola. Non abbiamo più il vecchio pastore polacco malato che suscitava tanta tenerezza. Abbiamo un combattente, un uomo talmente convinto delle sue teorie che non esiterà mai un istante nel cercare di farle digerire a tutti. L'unica difesa logica è prenderle per quello che sono: idee, pensieri, riflessioni. Prenderle sempre e solo per oro colato sarebbe il più grave errore da fare.
Smitizziamo 'sta cosa: è una religione e, grazie al cielo, ad una religione si può anche non aderire. Parli pure il papa. Impariamo ad ignorarlo almeno un po'.

lunedì, gennaio 14, 2008

Le illusioni di Walter

... e che pensava, Walter il mago? Che facesse sul serio? Che fosse l'interlocutore più trasparente e corretto che si potesse sognare? Siamo sempre lì, ai tempi della Bicamerale.
Dieci anni sono passati, ma per il Cavaliere la sua "roba" è sempre sacra e inviolabile. D'altra parte non stiamo forse dibattendo da 15 anni sempre di questo? Non è forse vero che questa nazione continua a legare il suo destino a quello dell'Impero berlusconiano?
Che pensava, Walter il mago, che Silvio non avrebbe gettato la maschera e non avrebbe usato lo stesso diktat, ossia "riforme per tutti a patto di garanzie per me"? Povero illuso, Walter il mago. Non ha ancora capito che non si può dialogare con qualcuno che ha troppi interessi personali in gioco. Guai a toccare la "roba" o muoia Sansone e tutti i filistei! Non si può fare la Gentiloni quando esiste la Gasparri perfetta perfetta scritta sotto dettatura di uomini Mediaset!
Con il suo buonismo irritante, si spera che Walter il mago non baratti leggi tv e conflitti di interesse in cambio di qualche papocchio elettorale.
Non si può vedere sempre lo stesso film, diamine! Quello lasciamolo alle televisioni...

Io vs. Ikea : 1-0

Ieri è stata una giornata particolare. Per la prima volta in assoluto ho affrontato un mobile Ikea, comperato un paio di settimane fa e rimasto dentro la scatola da allora. Di buona lena, istruzioni alla mano, mi sono attivato nel montaggio e alla fine, incredibilmente, ho ottenuto il risultato sperato con molta meno fatica di quella che avevo preventivata. D'accordo, adesso mi fa male un dito che ho torturato con la chiave a brugola, ma vuoi mettere la soddisfazione di veder nascere qualcosa dal nulla che non sia software? Finalmente qualcosa di fisico, di tangibile. E' stato come un ritorno agli istinti primordiali: lavoro di mano, sudore.
Pensate si tratti di una camera intera? No, assolutamente. Si tratta di una semplice "panca con vano contenitore" chiamata Bjoberg (nome svedese, ovviamente). Un semplice complemento d'arredo, il cui montaggio, per un esperto, sarebbe un gioco da ragazzi. Io, umile servitore alla vigna dell'informatica, uno che con una scatola di attrezzi rischia la crisi di nervi, ottenendo un oggetto montato mi sono sentito come se avessi costruito una cattedrale.
Per ora, Ikea non mi ha sconfitto.

giovedì, gennaio 10, 2008

Virus: niente da fare

Niente da fare. Non sono riuscito a rimuovere il virus. O, meglio, il worm. Ho lavorato per buona parte della scorsa serata sino ad eliminarlo, salvo poi vederlo riapparire in tutto il suo splendore al primo riavvio.
Potrei insistere e prima o poi riuscirci. Ma, vinto dalla noia, ho scelto la strada più lunga ma più sicura: riformatterò tutto.
Santa pazienza...

mercoledì, gennaio 09, 2008

Ho un virus sul portatile

Queste sono ore in cui dovrei star lontano dal computer. Ieri sera, convinto di installare un'utility scaricata dalla rete, mi sono invece "regalato" un maledetto virus. Erano le 21.35 e, alle 00.25, dopo infinite bestemmie, ho spento tutto e sono andato a dormire. Il virus dovrebbe essere una variante del fottutissimo Bagle. Effetti?
a) Mi ha cancellato l'antivirus AVG e il firewall ZoneAlarm, impedendone la successiva reinstallazione;
b) Ha sporcato il registry di Windows impedendo il riavvio in modalità provvisoria;
c) Internet Explorer si pianta in chiusura;
d) CCleaner non funziona più.
Tutto il sistema sembra divenuto instabile e sto sudando freddo: inizio a temere di dover riformattare tutto. Oggi, a mente fredda, ho trovato qualche consiglio in rete ed un tool spagnolo che dovrebbe rimuovere il Bagle. Più tardi proverò a farlo fuori. Sono sempre stato bravino nel togliere i virus, ma è la prima volta che mi imbatto in qualcosa che mi cancella i files dall'hard disk in maniera così subdola.
Quando un software non è di sicura provenienza non deve essere lanciato, porca puttana! Perchè sono stato così stupido?
Se vi capita il Bagle, vi fornisco un paio di link:

http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1562611

http://www.megalab.it/news.php?id=1944

Stasera provo. Maledizione ai virus.

martedì, gennaio 08, 2008

Il flop italiano di Lost

1.879.000 spettatori per i tre episodi di "Lost" su Raidue, ieri sera. Tre episodi inediti, naturalmente, della splendida terza stagione."Lost" fa ormai flop sulla tv generalista in maniera durissima. C'è da non crederci: come può essere che uno dei migliori prodotti televisivi degli ultimi anni non riesca a sfondare in Italia?

Aldo Grasso, dalla sua rubrica sul Corriere ha cercato molte volte di capacitarsi di questo insuccesso tutto nazionale. Si può sintetizzare come segue:
1) La programmazione. E' assurdo "bruciare" una serie televisiva in poche serate a botte di 3 episodi alla volta. I serial americani sono pensati per essere gustati un episodio per volta, settimana dopo settimana, nell'arco di un intera stagione televisiva. Non a dosi massicce come fa Raidue;
2) Il gap temporale. Una serie come "Lost", che vanta un esercito nutrito di fan anche in Italia, non può adattarsi ai tempi della tv generalista, fatta di break pubblicitari e di un'enorme differenza tra programmazione americana e nostrana. Sebbene Raidue abbia cercato di ridurre tale gap, anticipando sensibilmente la terza stagione (prevista inizialmente a Febbraio), gli appassionati hanno già visto il tutto o con il download o da Sky.

Sono d'accordo con Grasso. Sottolineo, inoltre, il fatto che la tv generalista (Rai o Mediaset che sia), dovrebbe tornare a delle dosi più razionali: basterebbe una puntata soltanto alla settimana e, in seconda serata, il lancio di un'altro telefilm inedito. Un po' come si faceva negli anni '80, con le accoppiate "Dallas"/"Dynasty" o "Dallas"/"Falcon Crest". All'epoca, chi faceva i palinsesti, ne capiva assai di più. O, forse, non era così impensierito dal dover collocare tanti spot e tante orride fiction.

lunedì, gennaio 07, 2008

Non capisco

Io non ci capisco nulla. Ma vedere tutti quei rifiuti a Napoli è desolante. Quasi come prendere atto dell'assenza assoluta dell'autorità. Non capisco fin dove arrivi la camorra, quali siano le responsabilità dei politici, come ci si possa ostinare a non avere delle discariche come altrove, etc.Per questo non mi pronuncio: non sono sufficientemente informato sulla faccenda. Solo che, ripeto, la trovo desolante.Ironia della sorte, in questi giorni di cattiva pubblicità, la città di Napoli è baciata dalla fortuna con il primo premio della Lotteria Italia. Spero che il biglietto non sia finito, per sbaglio, nella spazzatura...

domenica, gennaio 06, 2008

La lista per Sanremo 2008

Ecco i partecipanti alla 58ma edizione del Festival di Sanremo, appena annunciati in diretta da Pippo Baudo e Piero Chiambretti:

EUGENIO BENNATO Grande sud
LOREDANA BERTÈ Musica e parole
SERGIO CAMMARIERE L'amore non si spiega
TOTO CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia
GIÒ DI TONNO E LOLA PONCE Colpo di fulmine
FINLEY Ricordi
FRANKIE HI NRG Rivoluzione
MAX GAZZÈ Il solito sesso
GIANLUCA GRIGNANI Cammina nel sole
L'AURA Basta!
LITTLE TONY Non finisce qui
PAOLO MENEGUZZI Grande
MIETTA Baciami adesso
AMEDEO MINGHI Cammina cammina
FABRIZIO MORO Eppure mi hai cambiato la vita
ANNA TATANGELO Il mio amico
TIROMANCINO Il rubacuori
TRICARICO Vita tranquilla
MARIO VENUTI A ferro e fuoco
MICHELE ZARRILLO L'ultimo film insieme

Che dire? Non mi sembra un brutto cast. Manca il grande nome, ma nel compenso potrebbero uscire delle cose interessanti. Dividerei la lista in 3 parti:

1) QUELLI CHE... FORSE VAL LA PENA - Frankie Hi Nrg, Gazzè, Di Tonno-Ponce, L'aura, Moro, Tricarico, Venuti

2) QUELLI CHE... SE NON CI FOSSE SANREMO, CHE FAREMMO? - Cutugno, Grignani, Little Tony, Meneguzzi, Mietta, Tatangelo, Zarrillo

3) QUELLI CHE... VEDIAMO CHE FANNO - Bennato, Bertè, Cammariere, Finley, Minghi, Tiromancino

Faccio solo una previsione: a prescindere, al secondo posto arriva Toto Cutugno.

venerdì, gennaio 04, 2008

Saldi

Domani iniziano i saldi. Maledizione... mi tocca andare a comprarmi dei vestiti o la mia consorte mi spellerà vivo! Sono giorni che mi dice che dobbiamo andarci "subito subito o non troveremo più niente". Andare per negozi di abbigliamento e provarmi i capi in saldo è una delle cose che odio di più in assoluto. Mi prende l'angoscia e la vivo come una tortura al punto che entro, cerco di scegliere un tanto al chilo, prendo un po' di cose e alla fine corro alla cassa per pagare, costi quel che costi, per sentirmi finalmente libero!
Domani è il primo giorno dei saldi e ci sarà la ressa, i camerini pieni, signore incontentabili che proveranno e proveranno i vestiti, un caldo bestiale e un senso di oppressione. Sto già male. Io, ai centri commerciali, ci vado per essere rapito dalla tecnologia: vago come un bambino tra cd, dvd, hi-fi, televisori giganti. E poi per i libri, naturalmente. Di tutto il resto non mi importa un fico secco. Invece domani ci saranno i saldi. Mi vien da piangere.

giovedì, gennaio 03, 2008

Sempre con ottimismo

"Verso la catastrofe, ma sempre con ottimismo".
Così Beppe Grillo ha chiuso il tradizionale discorso di fine anno dal suo blog. Sposo in pieno la sua idea di un secondo V-Day contro l'informazione, perchè in Italia è veramente scandalosa.
Sono stato un lettore di "Repubblica" per oltre vent'anni ma, in questi ultimi mesi, fatico a leggerla e la compro con meno assiduità, preso atto del suo appiattimento verso il Partito Democratico. Mi ha nauseato la campagna a favore del dialogo tra i Poli iniziato da Veltroni.
Ma come? Un giornale che per anni ha attaccato Berlusconi, ne ha evidenziato la pericolosità democratica e lo spaventoso conflitto di interessi, oggi ne parla come di un autorevole interlocutore?
Il PD è un enigma. Lo è in queste ore, quando la Binetti fa il coro a Bondi parlando di revisione della 194. Probabilmente Walter il mago se la caverà con un "siamo con chi difende la 194 ma anche con chi la vuole superare", ennesima affermazione cerchiobottista che porta da nessuna parte.
Verso la catastrofe, dice Grillo. Si fa meno fatica a credere a lui che all'appello all'impegno che ha fatto il Presidente Napolitano, in un pur apprezzabile discorso, sobrio e lucido. L'attuale inquilino del Quirinale è assai meno retorico di Ciampi: il suo stile mi piace. In generale, ho apprezzato il suo discorso: che altro poteva dire?
Ho apprezzato però meno il suo saluto al pontefice. Era necessario? Perchè dobbiamo sempre dare l'impressione di starcene a sovranità limitata? Era necessario nominare Benedetto XVI in un discorso di fine anno del Presidente di uno stato laico?
Il giorno dopo, con cortesia, Ratzinger ricambia il saluto da Piazza San Pietro, all'Angelus. Poi partono gli scud, con Ruini che parla di 194 e via dicendo. E lo stesso papa che tesse ancora le lodi della famiglia, unica cura contro i mali del mondo. Continuano le prove tecniche di teocrazia. E' bizzarro che, tra Kenya e Pakistan, tra morti bianche e diritti umani negati, le gerarchie ecclesiastiche continuino a prestare tanta attenzione a quella parte del popolo italiano che vorrebbe qualche diritto civile in più.
Verso la catastrofe. Probabile, specie con un Prodi assediato da chiunque, incapace di trasmettere i risultati ottenuti sul fronte del risanamento e le proposte per mettere qualche euro in più nelle nostre tasche. Di tutta quest'esperienza di governo, il Professore è probabilmente uno dei pochi ai quali non riconosco colpe particolari.
Gennaio è arrivato. Il freddo è arrivato. Il 2008 è arrivato.
L'Italia annaspa ancora e profuma di spazzatura bruciata, provenienza Napoli.
Sempre con ottimismo.

mercoledì, gennaio 02, 2008

Nel 2008

Yes there are two paths you can go by
but in the long run
There's still time to change the road you're on
 
(si, ci sono due strade che puoi percorrere
ma a lungo andare
c'è sempre tempo per cambiare strada)
 
(da "Stairway to heaven", Led Zeppelin)
 
Buon 2008.

lunedì, dicembre 31, 2007

Addio, 2007

Non porterò grandi ricordi con me di questo 2007 che se ne va. Per molti motivi, quest'ultimo anno è stato negativo, per me. Spero (come tutti) che il prossimo sarà migliore. Vorrei tanto risolvere, nel corso del 2008, tutti i dilemmi legati al lavoro che (per fortuna) è il mio problema maggiore.
Oggi è San Silvestro e stapperò lo spumante a mezzanotte con pochi amici. Sono lontanissime le mega-feste dell'adolescenza, quando la Vodka scivolava giù per buona parte della notte. Ma c'è una stagione per ogni cosa. Se un tempo ballavo, oggi rimboccherò le coperte a mia figlia.
Oh, dimenticavo: vorrei che il 2008, come d'incanto, mi regalasse la certezza di vivere in un Paese civile, serio, moderno e onesto. Ma questo proprio non si può fare, no?
Addio, 2007. Buon nuovo anno a tutti.

domenica, dicembre 30, 2007

Dini chi?

Tra le ultime emozioni che la politica nostrana ci regala in questa fine 2007, come non rilevare l'ultimatum del Rospo al governo? Lamberto Dini, con la forza determinante dei suoi 3 (tre!!!) senatori liberaldemocratici (tra cui Fisichella), presenterà il suo programma in 7 punti che dovrà essere il nuovo faro per la navigazione dell'esecutivo: infatti o verrà accettato nella sua interezza o tutti a casa. Mi tremano le ginocchia mentre attendo di conoscere quali siano i dettagli di questi 7 punti elaborati dai liberaldemocratici e quindi dal genio irripetibile di "Lambertow". Sicuramente saranno delle cose illuminanti, dei punti da prendere come tavole della legge per "rilanciare l'economia" anzichè "ripartire le risorse e ridare potere d'acquisto ai salari". Infatti, il Rospo dice che "non è con la redistribuzione che si supera il declino, ma si lo si fa rilanciando l'economia".
Dio, che paura, caro Lambertow!
La sa una cosa? Se avessimo una maggioranza più stabile (ancora grazie, Calderoli), le istanze di 3 senatori liberaldemocratici sarebbero degne della stessa attenzione che si può dare ad una avvenente ragazzina che lascia scivolare la spallina di un reggiseno per farsi notare. E lei, Dini, non è neppure avvenente. Anche se, di farsi notare, ne ha una gran voglia.
Mi permetta un ultimo appunto: per quanto tempo volete menarcela con questa maledetta storia di rilanciare l'economia per farci tutti felici? Sono anni e anni che tirate in ballo 'sta stronzata demagogica mentre le strade sono piene di ricconi evasori in Suv e delle loro puttanelle. Sono anni e anni che ci raccontate questa fiaba mentre i prezzi sono alle stelle proprio a causa di quei furbi che fanno il mercato e quindi l'economia. Caro Lambertow, se vuole ottenere le prime pagine si inventi delle cose più originali. Di economia da rilanciare, nel paese dei furbi e cialtroni, proprio non se ne può più. Se vuol tornare a destra, lo dica chiaro e tondo.

P.S. - Dini è nato nel 1931. Quindi ha 76 anni. Perchè a decidere le sorti di questo paese sono sempre persone che, per la legge di natura, dovrebbero starsene ai giardini pubblici a dar da mangiare ai piccioni? Siamo proprio sicuri che l'allungamento della vita sia essenzialmente una cosa positiva?

mercoledì, dicembre 26, 2007

Vita 1.0 Beta

E' stato un Natale sereno, trascorso in famiglia. Sono lontani gli anni delle feste tra amici, quando si mangiava di fretta con i parenti per poi uscire di casa nel freddo dicembrino e correre in discoteca. Erano giorni di Natale trascorsi a ballare e sbronzarsi con le consumazioni. Il pezzo forte era il Negroni (Martini + Gin + Campari, se non ricordo male): tre di quelli stendevano chiunque. Gran divertimento, con la testa già a San Silvestro per brindare al nuovo anno e darsi all'ubriacatura massima. Se ci penso oggi, sembra siano passati dei secoli. Sento nella testa certe strofe di Max Pezzali ("Gli anni", ad esempio) ed un senso di perduto, di anni '80 che mai torneranno, di un'epoca di grande euforia e di grande illusione. Bella è la gioventù, no? Tanto per essere banale, è una stagione della vita che passa in un lampo. Poi sali sul treno dell'ovvio e non capisci più a quale stazione vuoi scendere. Ci vorrebbe una Vita 1.0 Beta, tanto per vedere come va. Poi, dopo il test e il debug, ci possono dare la Vita Release 1.0, quella che funziona meglio. Ma non è così. Non si riavvolge il nastro. E' più facile che si incastri.
Cavolo, come mi sono imbroghesito!

lunedì, dicembre 24, 2007

Natale 2007

Vigilia di Natale con dei preoccupanti dolorini al fianco sinistro. Ogni volta che mi arrivano inizio a sudare freddo: ho sempre il timore che possa trattarsi di una colica renale. Ci mancherebbe proprio di farmi le feste con quel dolore allucinante. Spero sia solo un falso allarme. Ahia.
Comunque, ci siamo. Arriva anche il Natale 2007. Auguro a tutti di trascorrerlo nel migliore dei modi. Sono convinto che già stare a tavola insieme ai propri cari sia una grande conquista, in questo mondo difficile. Il Natale ci regala, se tutto va bene, proprio il piacere della semplicità.
E di tutto il resto, per un giorno, chissenefrega...

Buon Natale.

sabato, dicembre 22, 2007

Il vecchio e il nuovo

Ho appena terminato di vedere "Shrek Terzo" e devo dire, a caldo, che l'ho trovato divertente e piacevole. In linea di massima lo ritengo superiore al precedente "Shrek 2" e, ovviamente, una tacca sotto al primo insuperabile capitolo. Questa enorme ondata di film in CG è di fatto il nuovo standard dell'enterteinment per i piccoli e grandi. Tutto iniziò con il primo "Toy story" (1995) della Pixar: le avventure di Woody e Buzz Lightyear aprirono il sentiero per produzioni sempre più ambiziose al punto che, attualmente, tutti i lungometraggi "a cartoni animati" sono realizzati in questo modo. Ci sono stati dei picchi quali "Monsters & co." o "Alla ricerca di Nemo" ma, nella media, tutti questi prodotti sono delle grandi cose. Li sto collezionando in Dvd ma sono talmente tanti che starci dietro è difficile. Eppure, nel mare magnum di questa grafica spinta sento un po' di nostalgia per l'epoca d'oro della Disney. Erano gli anni 90, quando uscivano puntualmente a Natale dei lungometraggi "vecchio stile" quali "La Sirenetta", "Aladdin", "La bella e la bestia", "Il Gobbo di Notre-Dame", "Pocahontas", "Hercules" e molti altri. Sembrava fosse un genere intramontabile e che "Toy story" fosse destinato a rimanere un caso isolato. Non è andata così ed oggi rivedere un vecchio capolavoro Disney di quegli anni sembra riportarci ad un epoca lontanissima. Cribbio, come passa il tempo!

venerdì, dicembre 21, 2007

Mia musica /7 - Darlene Love: "(Christmas) Baby please come home"

Questa l'hanno rifatta gli U2, Mariah Carey ed altri. Ma l'originale resta sempre una gran cosa e, anche se molto americana, è uno dei brani che più mi fanno sentire "dentro" il Natale.
La potete anche ascoltare all'inizio di "Gremlins" di Joe Dante, in "Fuga dal Natale" e in molti altri film natalizi.

Due pesi e due misure

Ancora una volta non sono in sintonia con le parole del Presidente della Camera, al quale rinnovo la mia stima. Quando Bertinotti, riferendosi alla vicenda Berlusconi-Saccà, ossia l'intercettazione della telefonata tra i due avuta in esclusiva dall'Espresso, dice che "le intercettazioni rese pubbliche sono una violazione dei diritti individuali del cittadino e della persona, chiunque tocchino" e che "non esiste pubblicazione di intercettazioni buone o cattive, sono tutte cattive", si muove su un terreno ambiguo. Il caro compagno Fausto interviene nella vicenda in termini che evocano comunque e ancora una volta la difesa di una casta, quella politica. E, nella fattispecie, la difesa del malcostume.
In una Paese normale, il colloquio del quale è stato diffuso l'audio avrebbe creato un tale putiferio che l'uomo di potere coinvolto avrebbe dovuto ritirarsi dalla scena pubblica. Invece qui, il Cavaliere attacca, rivendicando di fatto quanto detto, al punto da affermare che a lavorare in Rai c'è solo "chi si prostituisce o chi è di sinistra" e parla di "un attacco criminale alla privacy".
Io direi che, per contare qualcosa in Italia, o sei un politico o sei il leccapiedi di qualche politico. Anche perchè, quando ti beccano con le dita nella marmellata, gli altri fanno quadrato attorno a te.
Cribbio, compagno Fausto: è peggio aver pubblicato la conversazione o il contenuto di quella conversazione? E perchè, diamine, vi fate sentire solo quando arrivano a voi?
Questo è un paese che non ci mette due secondi a sbattere il mostro in prima pagina. Si pensi a Moggi: dopo l intercettazioni di una serie di telefonate con gli arbitri è stato massacrato mediaticamente per settimane ed è stato oggetto di ogni tipo di commento. Nessuna levata di scudi, da parte dei Palazzi del potere. Berlusconi opera più o meno allo stesso modo, raccomandando soubrettine che sembrano essere la chiave di volta per far cadere Prodi al Senato. Reazioni? Poche. Per giunta, troppe a suo favore e le altre moderatamente polemiche. Di là, la Juventus viene retrocessa in serie B (non sono juventino, non tifo). Di qua, probabilmente, arriverà una legge per mettere il bavaglio alle intercettazioni. Lo dice infatti Mastella: "Credo che, anche alla luce delle ultime notizie di cronaca, sia importante che il Parlamento si esprima al piu' presto sulla delicata materia delle intercettazioni". Due pesi e due misure.
Buon Natale, Italia.

giovedì, dicembre 20, 2007

Buon Natale, Italia

Se il Natale serve a qualcosa, di certo serve per invitarci alla ricerca dell'equilibrio, della serenità. Cerchiamo di fermarci, in queste giornate, riflettendo sulle cose che contano veramente. Per capire che sono sempre le stesse: la famiglia, gli amici, gli affetti. Paradossalmente il tutto accade proprio nei giorni dell'opulenza e delle spese esagerate. Acquistiamo cose per le quali non saremmo disposti a morire mentre ci confrontiamo proprio con quelle per le quali doneremmo la vita.
Buon Natale, Italia. Ne hai un gran bisogno. Siamo circondati da piccoli e grandi orrori, da morti bianche sul lavoro e da politici incapaci di dare risposte. Aggrappati alle intercettazioni tra Silvio e Saccà, esempio lampante del potere e del lecchinaggio. Aggrappati al teatrino consueto che usa la parola riforma ad ogni piè sospinto al fine di stordirci e di allontanarci dalla realtà delle cose. Con gli aumenti, ennesimi, che ci aspettano ad alberi smontati. Come se l'unico nostro compito fosse quello di pagare di tasca nostra l'incapacità di un sistema a reggersi ancora in piedi. Buon Natale, Italia. Povera nostra nazione agonizzante, dove restare diviene, mese dopo mese, un atto di coraggio. O di incoscienza. Avremmo bisogno, sul serio, di una bella redenzione.

martedì, dicembre 18, 2007

Mia musica /6 - Band Aid: "Do they know it's Christmas?"

Visto che siamo a Natale...

Giretto mancato

Volevo fare un giretto in Alto Adige per i mercatini di Natale, nei prossimi giorni. Invece, ho deciso di rimanere a casa per una serie di motivi personali, quindi nisba. Purtroppo, ho un gran bisogno di qualche giorno di relax: è un periodo nel quale sono travolto da una marea di attività lavorative ed extra che mi lasciano a malapena il tempo di dormire un po'. Speravo di girare per Levico o Bressanone a godermi l'atmosfera natalizia e invece nisba. Magari mi farò un giretto a Febbraio...

Mia musica /5 - Wham!: "Last Christmas"

Visto che siamo a Natale...

lunedì, dicembre 17, 2007

D'inverno fa freddo

D'inverno fa freddo. Spesso soffia un vento forte. Le strade si possono ghiacciare. Uscendo di casa è meglio coprirsi bene per non ammalarsi. Le mani si possono arrossare. Il freddo può essere fastidioso ed è preferibile stare nei luoghi riscaldati. A volte nevica anche a bassa quota. I mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio sono caratterizzati da giorni di freddo intenso. In Italia succede questo da sempre. I nostri bisnonni gelavano come noi, con l'aggravante di non avere il riscaldamento. Avevano i geloni, i nostri bisnonni.
D'inverno fa freddo. Può succedere di finire sottozero. Stare di notte a -4 gradi è normale, d'inverno. Normale. E' la natura.
D'inverno fa freddo. Deve far freddo. LO VOLETE CAPIRE, GIORNALISTI DEL NULLA???
La piantate con i titoloni tipo "l'Italia nella morsa del gelo"?

venerdì, dicembre 14, 2007

Italia malata

E così il "New York Times" ci sbatte in faccia una visione impietosa del nostro Paese, sottolineandone il declino e l'incapacità di cambiare. L'antico passato glorioso non è più sufficiente per tenere in piedi una nazione fondamentalmente confusa e scoraggiata. Non a caso, gli italiani sono i cittadini più tristi d'Europa.
In quelle righe funeree riconosciamo i mali d'Italia, ed è difficile negarli. Anzi, il fatto che all'estero ci descrivano così malridotti non fa che aggravare questo senso di sconfitta.
L'Italia è malata e non ci sono in giro nè le persone nè le idee per rimetterla in sesto. D'altra parte, cosa ci si può aspettare da un paese sempre più vecchio, non competitivo ed ancorato ad una produzione che i cinesi possono sciropparsi tutta? Per non dire del lavoro sempre più precario, dei prezzi folli su salari ridicoli, delle lobbies intoccabili, dei politici inetti o incapaci di agire.
Perchè siamo finiti così? Per molte colpe, naturalmente. Ma, in primis, le colpe sono da attribuire ad una classe politica stantia e inadeguata, priva di persone in grado di pensare realmente al bene comune piuttosto che al potere.
Da anni, la discussione politica gravita attorno agli umori di un solo uomo, l'Uomo della Provvidenza venuto a salvarci. Tutto, ma proprio tutto, si relativizza al suo pensiero. Al punto che, oggi, Egli discute di una nuova legge elettorale con l'Altro, quello che, a sua volta, dovrebbe cambiare le cose. Da questo dialogo sembra possano derivare le sorti dell'umanità. Nessuno che chieda al primo perchè e con quale faccia vuol cambiare una legge elettorale (maialesca) voluta da lui. Nessuno, perchè anche l'Altro si compiace di se stesso.
Tutto attorno, continuiamo a fornire ottimi argomenti per le future pagine del "New York Times". Siamo probabilmente perduti. Fossimo un malato, dovremmo considerare l'ipotesi di staccare la spina.
Sono troppo pessimista? Forse. Ma esiste almeno una ragione per non esserlo?
P.S. - Si è parlato per settimane, dopo l'estate, di "antipolitica". Ora non più. Perchè? Perchè era solo l'ennesimo bel termine gradito ai giornalisti.

giovedì, dicembre 13, 2007

Tir: revoca del blocco

Tre considerazioni sulla revoca del blocco degli autotrasportatori:
1) Gli scioperanti hanno ottenuto 70 milioni in più nei prossimi tre anni (30 subito) e uno sgravio sui pedaggi. Il governo non ci ha pensato due volte per di far finire la protesta ed è sceso a patti. In pratica, si è calato le brache. In altri posti non sarebbe successo, o almeno non così presto. Memorabili gli scioperi dei camionisti francesi e la dura risposta del loro governo. Qui da noi non si riesce a tenere la barra a dritta. Pagheremo noi contribuenti questi benefici ai bestioni della strada;
2) E' incredibile quello che è successo: non so se la colpa sia dei mass-media sempre pronti ad urlare alla catastrofe ma, nel caso sia vero, com'è possibile che in soli due giorni di protesta, l'Italia sia caduta in ginocchio? Negozi vuoti, supermercati senza generi di prima necessità, farmacie senza medicinali, allevamenti senza mangimi e via dicendo... praticamente una situazione da periodo bellico in sole 48 ore. Pazzesco. Uno si chiede: dove sono finite le scorte? Esiste ancora il concetto di scorta? Devo credere, allora, che ogni giorno sulle nostre stade viaggi un Tir per portare il mangime per i polli o le aspirine alle farmacie? Ogni giorno? Ma che, scherziamo?Già, probabilmente scherziamo e qualcuno, come di consueto, ha fatto il furbo. Magari imboscando il latte nel retrobottega. In alternativa, in caso di una vera calamità, moriremmo di fame in quattro giorni;
3) Gli sciacalli non mancano mai. I prezzi sono aumentati subito, manco fossimo stati sotto i bombardamenti. In particolare la benzina: stiamo pur certi che il prezzo non calerà subito per via del ritorno alla normalità. Ci vorranno settimane e, comunque, non tornerà quello precedente. L'avidità di una buona parte di chi ci vende le cose non aspetta che questi momenti per tornare alla ribalta.
Tre considerazioni tra le tante che si potrebbero fare. Caso chiuso per questo ennesimo x-file italiano.

mercoledì, dicembre 12, 2007

Pendolare

Pendolare
sulle strade
col ritardo sempre accanto
con il traffico
con lo smog
nelle code
Pendolare
vita infame
vita grama
vita in prestito
schiavo!
schiavo!
schiavo!
Pendolare
col timore
con la nebbia
e ti chiedi allora
se rivedrai la tua famiglia
o sarà questa a venirti a vedere
dicendo: com'è sereno
par che dorma
Pendolare
com'è freddo
e come, soprattutto,
sei gelato dentro...

martedì, dicembre 11, 2007

Il blocco di un Paese comunque bloccato

Il blocco degli autotrasportatori sta bloccando il Paese, si dice.
Perchè, questo è un Paese che cammina?
Ben vengano, queste proteste! Finalmente una benedetta botta di vita!
Ovvio che ci rompa le scatole rimanere bloccati sulle tangenziali... ma confrontarci ora con la fine dei carburanti, degli alimentari e dei rifornimenti in genere ci deve far capire almeno una cosa: se vogliamo protestare, chiamiamo i camionisti!
Inizierò a spaventarmi solo quando finiranno le sigarette. E poi, pensate: se finisce la benzina avremo un doppio effetto... niente Tir e niente auto private! Un sogno!

lunedì, dicembre 10, 2007

La distruzione di Wisteria Lane (e dei serial)

Attenti: SPOILERS
L'immagine qui a fianco è tratta dall' ultimo episodio di "Desperate Housewives", andato in onda il 2 Dicembre scorso negli Usa. Il titolo è "Something's coming" ed è il nono episodio della 4^Stagione (in codice 4x09). In questa puntata, un tornado si abbatte sulla città di Fairview, portando morte e distruzione anche a Wisteria Lane (il quartiere dove vivono le casalinghe) ed almeno un paio di personaggi ricorrenti ci rimetteranno la pelle.
Non si tratta, in teoria, di un tradizionale cliffhanger (termine tecnico che indica l'ultimo episodio di una stagione), ma in realtà potrebbe esserlo. Infatti, anche"Desperate Housewives", come del resto tutte le serie americane, sono a rischio chiusura anticipata per questa stagione a causa dello sciopero del sindacato degli sceneggiatori, il Writers Guild of America, una protesta che ha paralizzato la produzione dell'intera industria dell'entertainment americano.
Tutte le serie sono quindi in piena crisi produttiva e molti set sono già stati chiusi per mancanza di script. La cosa sta causando un sacco di danni economici, sicuramente superiori a quelli del tornado su Wisteria Lane...

Sciopero autotrasportatori

Chi lo dice che gli scioperi sono sempre dannosi? Stamattina, in virtù della protesta degli autotrasportatori, ho trovato la mia solita strada stranamente scorrevole. Sono arrivato al lavoro venticinque minuti prima. Non so se questa cosa si ripeterà anche nei prossimi giorni ma è un chiaro segno del ruolo che giocano i Tir nel caos quotidiano delle nostre strade.
La scarsa lungimiranza di chi si è occupato, negli anni, di politiche di viabilità ci ha regalato la situazione attuale. Abbiamo sempre privilegiato il trasporto su strada ed eccoci qui, a far convivere quotidinamente il traffico privato con quello commerciale. Senza dimenticare che, negli incidenti mortali, quasi sempre c'è un bestione di mezzo. Una soluzione intelligente vorrebbe la riduzione dei Tir dalle strade, ma quando verrà messa in cantiere? Il tutto è aggravato dal fatto che siamo un paese circondato dall'acqua e che, in un mondo perfetto, potrebbe essere questa la via preferenziale per i trasporti commerciali.

venerdì, dicembre 07, 2007

Il C

Esiste un unico, inviolabile e vero linguaggio di programmazione.
Si chiama C e non ha eredi degni di lui. Tutto quello che potete fare con altri linguaggi, potreste farlo meglio in C
Ogni volta che, come oggi, mi ricapita l'occasione di scrivere un po' di codice in C, sono felicissimo.
W il C. Il Re dei linguaggi di programmazione.

giovedì, dicembre 06, 2007

I rassegnati

Ieri, al bar per bere un caffè.
Due signori over-50 che parlano di pensioni.
Uno dice: - Mi manca poco, credo proprio di farcela.
L'altro: - Anch'io. E comunque ci andrà bene, visti i tempi.
Il primo: - Già. Quelli che hanno iniziato in questi anni sono fregati.
Il secondo: - Di sicuro. Loro non la vedranno mai, la pensione.
Il caffè mi va quasi di traverso e me ne esco perplesso.
Di quel breve discorso mi ha lasciato turbato un concetto di base: la rassegnazione. Ormai per tutti è un fatto accettato che non ci saranno più pensioni. E che sarà sempre peggio. Nessuno si chiede seriamente il perchè. E' sufficiente che lo dica la televisione ed il politico di turno. Nessuno che chieda seriamente conto di chi ha portato il sistema previdenziale al tracollo. O, meglio ancora, che indaghi sul grande dubbio: è vero o no che il sistema pensionistico è al tracollo? Oppure è tutta una macchinazione per favorire le assicurazioni e metterla ancora in quel posto ai lavoratori? I dati ci dicono molte cose, la prima delle quali è che i conti dell'Inps non sono così messi male. Perchè allora? Perchè lo dice Bruno Vespa? O Dini? O Maroni? O chiunque altro?
A noi italiani, da qualche tempo, stanno capitando delle cose strane. Cose che, in altre democrazie, avrebbero portato ad una dura reazione e, come minimo, alla fine di un branco di politici incapaci. Qui, invece, tutto rimane com'è. Sappiamo solo rassegnarci. E, quando un popolo sa solo rassegnarsi, ha imboccato la strada per la sua condanna storica.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Due persone, due errori

Due persone, due errori.
 
Fausto Bertinotti, Presidente della Camera. Gran signore. Uomo di cultura e di cuore, uno capace ancora di palpitare per grandi ideali. Uno che per le sue idee non ha esitato a far cadere il primo esecutivo di Prodi, nel 1998. Cosa che molti non gli hanno ancora perdonato e che, probabilmente, brucia anche a lui, al punto da essere diventato cauto. Bertinotti è un uomo che stimo, uno che mai mi ha annoiato sentendolo parlare. Vivace, affascinante, onesto. Ma imperfetto, come tutti. La sua uscita di due giorni fa su "Repubblica" con la frase "il centrosinistra ha fallito", sinceramente non l'ho capita. Posso essere, sotto molti punti di vista, d'accordo con lei, Presidente Bertinotti. Questa coalizione ha fallito in molte cose, ha deluso proprio negli aspetti che i suoi elettori consideravano vitali: il potere d'acquisto, la lotta all'evasione, il conflitto di interessi, le liberalizzazioni, la lotta al precariato. Sottoscrivo, caro Fausto. Ma perchè dirlo? Perchè ora? Perchè imprimere un'accelerata verso la caduta di Prodi? Perchè dobbiamo sempre essere schietti? Perchè dobbiamo sempre farci del male?
 
Michela Vittoria Brambilla, presidente nazionale dei Circoli della Libertà, nuovo volto femminile del potere berlusconiano. Ieri, a Ballarò, ha fatto un discorso di equilibrismo riuscito, direi, molto molto male. Parlando di liberalizzazioni monche partite da Bersani (taxi e altro), afferma candidamente, che l'unica vera liberalizzazione da fare è quella di "ridurre le tasse". Rimango sbigottito (e non sono il solo). Cara Brambilla... ci spieghi il nesso imperscrutabile tra lobbies e prezzi con quello delle tasse. Secondo lei, a fronte di prezzi altissimi per molti servizi, l'unico rimedio sarebbe quello di intervenire sul fisco? E' convinta che lasciare un po' di euro in più nelle tasche degli italiani permetterebbe loro di pagare con serenità i servizi bancari più cari d'Europa? E se anche fosse, non è forse banale immaginare che tali servizi aumenterebbero ancora, lasciando inalterato il risultato? Ha presente le equazioni? Direi che il problema è molto più serio ed implica un coraggioso intervento per rompere quelle gabbie corporative che affliggono il mercato di questo nostro infelice Paese.
 
Due persone, due errori. Ma se Bertinotti ha una storia, mi chiedo quale contributo reale alla politica italiana possa portare la Brambilla. Vedremo.

martedì, dicembre 04, 2007

Televisione che vale

Grande. Dante, ovviamente. Bravo Benigni.

lunedì, dicembre 03, 2007

Spese folli


Tenere un blog richiede un certo impegno. L'obiettivo sensato da rincorrere è quello di scrivere almeno un post al giorno. Ultimamente, invece, mi è quasi impossibile e questo mi spiace molto. Ho poco tempo e, di conseguenza, faccio anche fatica a trovare degli argomenti validi. Potrei spegnermi per un po'. Oppure cercare di migliorare questo stato di cose. Cosa potrei dire, oggi? Posso solo dire che, ieri, in un centro commerciale, mi sono fatto prendere dalla smania degli acquisti ed ho speso una follia in puttanate. Mi sono comprato 2 cd musicali (Venditti e James Blunt), 2 film in Dvd ("Harry Potter e l'Ordine della Fenice" e "Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo") più il cofanetto della prima stagione di "Happy Days". Ho speso una cifra imbarazzante. E le spese natalizie non sono che all'inizio.
Questa mania consumistica credo sia diretta conseguenza di una certa frustrazione lavorativa: visto che lavorare mi costa molto sacrificio, allora mi consolo facendomi dei regali. E' terribilmente infantile, ma tant'è.
D'altro canto, non vedo l'ora di ripiombare negli anni '70 quando aspettavo "Happy Days" davanti al mio Telefunken in bianco e nero...