mercoledì, novembre 14, 2007

Profumo fuggito

Un tempo avevo un gruppo rock, nel quale militai per circa tre anni. Cose vecchie, cose da ragazzo. Abbiamo scritto assieme una dozzina di pezzi. Ieri ho ritrovato il testo di uno di questi, scritto da me. Non è un'opera d'arte, ma ho deciso di pubblicarlo qui in onore dei tempi andati, quando stavo dentro i Deliverance...
 
Profumo fuggito (1991)
 
S'incendiò
di colpo il sole
l'uomo si accorse di lei
Lui veniva
portando ferite
e negli occhi gli amici perduti
Volse a lei
con l'anima in mano
accanto un profumo fuggito
Le narrò d'altri tempi

Giorni di fuoco e paura
 
(rit.)
Se l'ambizione
porta guerrà sarà
un'emozione se l'amore ci avrà
Dei miei pensieri
sei padrona stasera

Tu non sai
ma poco lontano
l'aquila danza su noi
Le parlò
e quel sole moriva
poi l'incanto finì
lei fuggì
giurando fortuna
a quel soldato così
lui partì
e verso la luna
portò nel cuore quel si
 
(rit.)
Se l'ambizione
porta guerrà sarà
un'emozione se l'amore ci avrà
Dei miei pensieri
sei padrona stasera

martedì, novembre 13, 2007

Tutti amano Rino Gaetano

La fiction su Rino Gaetano si è conclusa ieri sera con un buon successo di pubblico. Non l'ho vista, ma da quel poco che ho percepito facendo zapping, mi pare che le vicende narrate siano state talmente romanzate da discostarsi enormemente dalla reale biografia del cantante.
Almeno, tutto questo ha riaperto l'interesse attorno a questo personaggio geniale scomparso troppo presto. In soli sei album, Rino Gaetano aveva già manifestato il suo grande talento e mi sono sempre chiesto quante altre belle cose ci avrebbe regalato con la maturità artistica. Invece nisba. Uno schianto e via. Però non è stato mai dimenticato ed è gran cosa, no?
Di lui amo in particolare due canzoni, "Aida" e "Mio fratello è figlio unico". Di questa, vi propongo quello che ho trovato su "YouTube".



lunedì, novembre 12, 2007

Buona sanità

Stamattina sono stato all'ospedale per un accertamento medico e sono rimasto piacevolmente stupito dall'efficenza e la cortesia delle persone che mi hanno visitato. Mi hanno spiegato dettagliatamente il piccolo problema che ho riscontrato e le misure opportune per risolverlo. Gentilissimi, puntuali e sorridenti. Mi hanno fatto spendere senza particolare sofferenza i 36,15 euro di ticket.
Abbiamo ogni anno parecchi episodi di malasanità e lo sappiamo, purtroppo, tutti. Ma, ricordiamoci che, all'interno degli ospedali, ci sono anche un sacco di ottimi professionisti che amano il proprio lavoro e lo svolgono nella maniera migliore, a dispetto delle inefficenze burocratiche, di gestione e di bilancio. Insomma, so di dire cose ovvie, ma la nostra sanità pubblica è tutt'altro che da buttare. Ci sono anche i dottori maleducati e saccenti, è ovvio. Ma, visto che amiamo tanto il Dr.House, dovremmo tollerarli un po'di più, no?

venerdì, novembre 09, 2007

I fiori mai sbocciati dal Muro

Oggi, chi è nato quel lontano 9 novembre 1989, compie 18 anni. Tanti ne sono passati dalla caduta del Muro di Berlino e dalla (simbolica) fine della Guerra Fredda. Di lì a poco, l'URSS si dissolse e il comunismo sovietico entrò a far parte della storia. Ricordo perfettamente quel giorno lontano e tutte le speranze che accese. Sembrava l'inizio di un'età dell'oro. I russi erano amici, ora. Cos'altro poteva turbare il nostro mondo, pronto al capitalismo di massa?
Già. Eravamo ingenui, purtroppo. Non avevamo capito che anche il capitalismo avrebbe portato i suoi mali, dalla globalizzazione scellerata alla sciagurata accoppiata guerra-affari. Non potevamo immaginare che un "nemico" si sarebbe poi materializzato in un altro modo.
18 anni dopo, il mondo non è decisamente migliorato. Per molti aspetti stiamo radicalmente peggio di chi aveva la nostra età in quel 1989. Senza considerare il fatto che il buon Putin, soprattutto per questioni elettorali, ultimamente sembra un po' nervosetto.
In particolare, ricordo che pochi giorni dopo la caduta del muro, mi capitò di intervistare per una radio la povera e indimenticabile Mia Martini che, riguardo questo, mi disse con gli occhi che le luccicavano: "nasceranno fiori meravigliosi". Disse proprio così: fiori meravigliosi.
Purtroppo no, Mimì. Anche tu avevi sperato invano. Ma quella bella metafora mi è cara perchè mi rammenta quell'incontro, la mia prima vera intervista. Sai, spero di vederli almeno io, un giorno, quei fiori.


giovedì, novembre 08, 2007

La Ventura sbrocca /2

Quello che si fa fatica a sopportare di Simona Ventura, protagonista incontrastata del suo reality "L'Isola dei famosi" è la claque adorante che applaude costantemente ad ogni sua sparata. Non importa quello che dice: insindacabilmente, lo studio fa la ola ad ogni sua uscita. E' successo un sacco di volte in passato (memorabile il suo scontro con la mamma di Domiziana Giordano) ed è capitato di nuovo ieri. Paladina di una giustizia prêt à porter, la signora della Tv non si risparmia ogni qualvolta le capiti occasione di dare delle "lezioni di vita" al prossimo. Lo fa ad ogni piè sospinto, sciorinando una serie di frasi fatte e luoghi comuni in grado di lasciare basito ogni persona dotata di un minimo di senso critico. Tranne la claque, ovviamente.
Dicevamo di ieri: la lady in rosso ha, probabilmente, toccato il fondo (per ora). La ragione è nota e si chiama Karen Picozzi, ultima uscita (volontaria) dall'allucinante set dell'Honduras. Dopo averla messa in croce appena otto giorni fa, augurandosi di fatto la sua eliminazione a favore di Miriana Trevisan, ieri la Ventura non ha esitato a difendere la concorrente di fronte ad un suo presunto ex-amante, tal Nunzio Piazza, che avrebbe spifferato ad un noto settimanale di gossip (Chi) i dettagli della loro relazione ai danni del marito (e dei figli, sottolinea la conduttrice). "Figlio di puttana", lo definisce. Apriti cielo: Nunzio Piazza telefona in studio per chiedere le scuse di SuperSimo che, supportata da un pubblico impazzito e da qualcuno che gli dà dello stronzo, non ci pensa nemmeno. La scena è incommentabile, ma potete godervela qui sotto. Simona Ventura insulta senza troppi problemi. Un unico commento: a prescindere da ogni cosa, la Ventura pare non capire letteralmente più nulla. Soprattutto che, al di là dei comportamenti del Piazza, dargli del "figlio di puttana" in televisione è stato indecoroso. Incivile. Doveva chiedere scusa per l'offesa e poi, casomai, pontificare. Non l'ha fatto. Anzi, ha rincarato la dose. Che dire? Tutto sommato, anche Stefano Bettarini avrà avuto le sue ragioni per far scoppiare il matrimonio, no?

Paraculi

In Italia, si sa, per ottenere successo nel lavoro di sono due strade:
1) Fare l'imprenditore. Questo consiste nel farsi un mazzo così, lavorare 18 ore al giorno (sabato e domenica compresi) e vivere costantemente con il timore che tutto vada all'aria. L'imprenditore deve farsi largo in un mare di squali, deve pagare (si spera) le tasse e, in sostanza, immolare la sua vita per l'azienda che ha costruito;
2) Essere un politico o amico di politici. Questo consiste nell'avere la strada spianata ovunque. Poter entrare dalla porta principale in posti di responsabilità della Pubblica Amministrazione o (dio abbia pietà) delle municipalizzate. Avere subito alti livelli e ottime retribuzioni. Potersi permettere anche di girarsi i pollici senza temere ritorsioni. Avere avanzamenti di carriera sbalorditivi a fronte di produttività quasi nulle. Avere visibilità ed opportunità da offrire ad amici, parenti e amici di.

Tra le due, la prima è una strada degna. E' quella per i veri vincenti. La seconda, tristemente, è per i paraculi che ronzano attorno ai piccoli rais con tessere di partito. Sono individui che disprezzo e mi danno la nausea. Odio il loro modo di essere. Detesto questa razza di parassiti che hanno il solo merito di aver leccato scarpe. Eppure ne è piena l'Italia. Sono i falsi vincenti, quelli che devono il loro posto a qualcuno. Quelli che ti fanno sentire un idiota, un inadeguato, uno che, nonostante le fatiche che fa, non riesce ad andare da nessuna parte.
Sono parìa. E, ahimè, ne vedo fin troppi intorno a me...

mercoledì, novembre 07, 2007

Chiarimenti

Berlusconi, a Sofia (Bulgaria), il a Sofia il 18 aprile 2002: "L'uso che Biagi, Santoro, ... come si chiama quell'altro ... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga".

Berlusconi, oggi, 7 novembre 2007:"Non c'è mai stato un editto bulgaro né ho mai detto che questi signori non dovevano fare televisione. Tutto e' stato sconvolto la verità è che io criticai, e la critica è ancora valida, come veniva usata la tv, soprattutto quella pubblica, pagata con i soldi di tutti e dissi che i dirigenti nuovi che verranno dovranno evitare che ciò si ripeta. Non c'era nessuna intenzione di far uscire dalla televisione e neppure di porre veti alla permanenza in tv di chicchessia. Quindi ancora una volta è stato tutto deformato dalla sinistra".

Chiarimenti, il giorno dopo la morte di Enzo Biagi. Chiarimenti da coccodrillo. Pardon, caimano. Berlusconi, di fatto, nega l'editto e lo tramuta storicamente in critica.Sono (quasi) certo, conoscendo il carattere del Cavaliere, che egli effettivamente non volesse cacciare nessuno, soprattutto il povero Biagi. Però sorgono delle domande: se così era, perchè mai non telefonò ai suoi zelanti uomini in Rai per fermare il volgare atto messo in piedi contro l'anziano giornalista? Perchè non chiarì immediatamente che non intendeva "farla pagare" a Biagi e gli altri?Sono più propenso a credere al fatto che Berlusconi, con il tempo, si sia pentito di aver provocato questa cosa ma, a quel tempo, far fuori tre pedine scomode potesse essere, tutto sommato, utile.Riguardo l'uso della Rai, poi, poteva essere anche una critica costruttiva. Ma, fatta dal proprietario dell'azienda concorrente, usata come una clava contro gli avversari, fu una cosa di pessimo gusto.
Suscita tenerezza vedere e ascoltare le belle cose che, con pacatezza e dolcezza, diceva Enzo Biagi: in queste ore scopriamo un patrimonio umano preziosissimo.Fa invece un po' nausea assistere ai ricordi di un sacco di colleghi. Tutti a lodarne la memoria. Nessuno però, in quegli anni difficili per lui, si prese realmente la briga di muovere un dito in difesa della libertà di espressione. Nessuno. Accettarono l'editto come fatto compiuto.

martedì, novembre 06, 2007

Senza Biagi

ENZO BIAGI (1920-2007)

Non sarà facile perdonare a Silvio Berlusconi il famigerato editto bulgaro con il quale, più per il servilismo di alcuni che per le reali intenzioni del primo, furono allontanati dal video tre personaggi di spicco del servizio pubblico. Fu una vergogna e lo fu in particolare per il decano dei giornalisti, quel gentiluomo di nome Enzo Biagi. Ci privarono così per lungo tempo della sua voce, della sua intelligenza e, naturalmente, delle sue indiscutibili capacità.Condannare al silenzio quel professionista anziano con la consapevolezza che la sua vita stava giungendo inevitabilmente al capolinea, fu un atto vile e incomprensibile. Biagi non fece un uso "criminoso" della televisione: fece il suo mestiere. L'atto criminoso, invece, fu metterlo da parte.Oggi Enzo Biagi è morto, ad 87 anni. Per fortuna era riuscito a tornare per un periodo in video, la scorsa stagione televisiva. Troppo poco, paragonato alla lunga assenza.Perdiamo un padre del giornalismo non urlato ma ragionato. Come si suol dire, senza Biagi siamo tutti un po' più poveri.

lunedì, novembre 05, 2007

Liberami

Liberami
dall'ozio, dai cattivi pensieri
dai ricordi dolorosi, dagli imbarazzi
dalle ore deserte, dalle abitudini
Liberami
dagli ingorghi stradali e mentali
dalle piccole avidità, dalle paure
dalle meschinità, dall'inadeguatezza
dai benpensanti, dai bigotti
Liberami
da questo cielo uguale a ieri
da questa siccità di idee
da queste certezza che flagellano
dal fare solo quel che è giusto
Liberami
Fammi volare
Sono stanco di strisciare
Voglio rialzarmi, caparbio
Liberami
Dammi aria e vento
Qualcosa che valga
Ora che tutto è fango

 

Bentornato, Luttazzi!

Come non essere d'accordo con Daniele Luttazzi? Come? Bentornato...

Siamo un paesello

Emergenza immigrati. Orribile delitto. Tutti si mettono a parlare. Fini fa il duro dall'Annunziata. Ma anche la sinistra non si risparmia. Veltroni nemmeno. Linea dura. Tutti i mass-media hanno la loro buona tematica da trattare per molti giorni. Dagli al rumeno. Fa notizia, quando l'assassino viene da lontano. E' catartico. Fa sembrare gli italiani brava gente davvero. Pacchetto sicurezza da approvare subito. Liberiamoci dal male, si dice. Buttiamoli tutti fuori, così diventiamo il paese dei balocchi. Banalità strillate. Povera Giovanna Reggiani, vittima di un atto osceno. Ma ora, sull'onda dell'emotività, la politica si muove tronfia e convinta di "salvaguardare gli italiani". Credo che un delinquente sia un delinquente e per questo vada punito senza riserve. Ma come si può dare una "carta d'identità" al male? Molti delinquenti, ad esempio, siedono nei consigli di amministrazione e sono italianissimi. Non è contestabile il voler mettere in sicurezza i cittadini. Invece lo è questo processo sommario che porta ad identificare il nemico in questo modo. Siamo un paesello. Proprio un paesello.

venerdì, novembre 02, 2007

Smascherato? /1

Ho un gran desiderio di smascherarmi...
Ho una gran voglia di uccidere AnimaKonfusa e, finalmente, uscire alla luce del sole. Non che la cosa possa avere importanza, per carità... ma, dopo circa due anni di vita, questo mio blog ha bisogno di un rinnovamento. Il titolo, "Pensieri di un'anima confusa" mi ha abbastanza rotto. Direi che è tempo di cambiare. Direi che è tempo di metterci la faccia.
Questo è un buon proposito che intendo portare in essere con l'anno nuovo. Salvo ripensamenti, ovviamente. Ci devo pensare ancora un po'...
Intanto inizierò, a breve, a cambiare titolo.

I miei telefilm

Queste sono le 7 serie di telefilm che seguo:
- Lost
- Battlestar Galactica
- Desperate Housewives
- Prison Break
- Ugly Betty
- Dr. House
- Heroes
Acquisto, naturalmente, i cofanetti Dvd. Inoltre, per alcuni di essi, mi "anticipo" la visione con i files divx gentilmente offerti da conoscenti. Questo per limitare l'intollerabile gap tra la produzione americana e l'arrivo nei negozi delle stagioni in Dvd. Ad esempio, di "Desperate Housewives" sono state trasmesse in chiaro da Raidue solo le prime due stagioni. Grazie ai divx, posso vedermi la quarta in contemporanea con gli Usa (con sottotitoli). Naturalmente, quando uscirà in Dvd, la comprerò, da buon collezionista.

giovedì, novembre 01, 2007

Zucche e dolcetti...

Ognissanti. Giorno di festa che trascorro in famiglia senza nulla di rilevante. Se non per un piccolo, curioso episodio. A parte la consueta telefonata di un call-center (stavolta era l'ennesima offertachestaperscaderequindisiaffretti firmata Tele 2), la cosa che segnalo è stata un suono di campanello alla mia porta. Apro e mi trovo davanti due ragazzini sui dieci anni che mi sorridono e mi dicono con innocenza: "Dolcetto o scherzetto?". Per un attimo il mondo mi crolla addosso. Dolcetto o scherzetto... a me, in Italia, qui e ora??? Incredulo e incapace di pensare a qualcosa di intelligente, sono scoppiato a ridere ed ho bofonchiato qualcosa tipo: "No... ragazzi... vi prego... grazie..." ed ho richiuso la porta letteralmente sconvolto. Dolcetto o scherzetto? Siamo arrivati a questo??? I ragazzini di oggi fanno il giro delle case ad Halloween?
So che si tratta di un episodio innocuo ma secoli di tradizioni italiane mi sembrano oggi precipitati nell'oblio in virtù di questa "cosa delle zucche". E, intanto, anche mia figlia, dalla scuola materna, mi ha portato in regalo una zucca e un fantasmino di carta. Ho tanta voglia di polenta, stasera...

mercoledì, ottobre 31, 2007

Che c'azzecca la zucca?

Non scrivo da qualche giorno causa influenza che mi ha costretto a casa. Accidenti ai malanni di stagione!
Momento piuttosto negativo: per la seconda volta ho subito una delusione riguardo il cambio di sede di lavoro. Ultimamente, infatti, era tornata sul piatto la faccenda di un trasloco della mia società. Invece, ahimè, era ancora una pia illusione. Nuovo smacco e nuovo momento di depressione.
Rieccomi qui, a scrivere codice con Visual Studio 2005 con motivazione nulla.
Intanto, anche il mese di Ottobre va in archivio e lo fa con questa festa chiamata Halloween che ci ritroviamo tra i piedi ormai da qualche anno.

Da Wikipedia:
Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana ora tipicamente americana e canadese. Tuttavia le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta infatti risalire al 4000 a.C. quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre la terra si prepara all'inverno ed era necessario - allora come adesso - ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.

Questa festa, ammettiamolo, è piombata nelle nostre tradizioni esclusivamente per ragioni commerciali. I bambini la trovano divertente e gli insegnanti non disdegnano pertanto di giocare con i costumi da strega, folletto e mostriciattolo. Il tutto, in un mare di zucche.
Eppure, quelli della mia generazione non hanno mai avuto nulla a che fare con Halloween. Al massimo lo conoscevamo dalle strisce di Schultz con le memorabili vicende di Charlie Browen. Noi festeggiavamo Ognissanti e la commemorazione dei defunti, a inizio Novembre.
Halloween non è mai appartenuta alla nostra consuetudine, alla nostra cultura. E' l'ennesima americanizzazione che abbiamo accettato senza porvi resistenza. Ma, dannazione, che ci azzecca l'Italia con l'Halloween made in Usa, quello delle zucche? Niente. Solo che rende commercialmente e quindi eccolo qui.
Se continua così, prima o poi ci faranno festeggiare pure il Thanksgiving, il Ringraziamento. Ingozzandoci di tacchino senza sapere nemmeno perchè.

venerdì, ottobre 26, 2007

Lingua comune

L'altro giorno, accanto a me, c'erano un senegalese e una ragazza orientale che parlavano tra di loro. La cosa che mi ha colpito è che comunicavano in italiano. Non che fosse assurdo: entrambi immigrati, l'unico comune denominatore linguistico era, appunto, la nostra lingua. Sono rimasto incantato ad ascoltare le loro parole e anche la ricchezza dei termini usati, molti dei quali i nostri connazionali si sognano, vittime come sono del dialetto stretto.
Anche ieri, scena simile: due donne, una africana e l'altra di orgini sudamericane. Stesso effetto: buon italiano, utilizzato per comunicare. Mi sono sentito orgoglioso della nostra lingua e del fatto che possa essere fruita anche dagli stranieri provenienti dai vari angoli del mondo come mezzo di comunicazione. Ho capito che l'integrazione non è solo utopia, ma può concretamente realizzarsi dalle piccole cose, da due extracomunitari che hanno imparato ad esprimersi come noi e proprio come noi si intrattengono a parlare del tempo. Effetti del melting pot. Belli. Se vi capita, ascoltateli. Vi renderete conto che nei loro discorsi ci sono le stesse cose che diciamo noi. Quando le parole sono oscure perchè di una lingua che non comprendiamo, tutto sembra nemico. Caduto questo velo, l'altro è meno diverso. Scopri che si lamenta della pioggia come te.

giovedì, ottobre 25, 2007

Cosa dicono di noi

"Considerando gli standard del G8, l'Italia è un Paese strano. Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano".
(The Times, 2007)

Stato laico?

Tarcisio Bertone, Cardinal Segretario di Stato della Santa Sede, sull'inchiesta di Curzio Maltese riguardante i costi della Chiesa per gli italiani:
-"Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa: l'apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società".
-"C'è un quotidiano che ogni settimana deve tirare fuori iniziative di questo genere. L'ora di religione è sacrosanta"


Eminenza, qui la fede e le idee c'entrano gran poco. Qui si tratta di vil denaro. E quando si parla di denaro, la sensibilità della Chiesa, bizzarramente, viene sollecitata non poco. Vede, quando si vuole partecipare al pubblico dibattito rivendicando un ruolo di guida (che nessuno vi disconosce, per carità), si deve accettare anche di far parte di questo gioco. Si fanno i conti sui politici, sui cittadini evasori e, malgrado voi, anche sull'apparato ecclesiastico. Maltese ha fatto un'inchiesta e gli italiani hanno tutto il diritto di conoscerne gli esiti. Per il resto, anche ammettendo che la fede porti frutti buoni alla società (ricordando che ci sono anche delle brave persone atee), sono molto perplesso sull'ora di religione. Non sono di quelli che toglierebbero il crocifisso: ne rispetto troppo il significato storico e culturale. Ma continuo a rivendicare la laicità dello stato italiano, conquista che non mi pare - stanti le cose - ancora ultimata. Eminenza, lasci lavorare i giornalisti. Non intimi, semmai spieghi. Se iniziaste a spiegare le cose, qualche pecorella smarrita la potreste recuperare. Invece, si vedono molti mercanti, nel Tempio.

mercoledì, ottobre 24, 2007

Tra me e mio nonno

Mio nonno andava a lavorare a piedi. Partiva la mattina presto per giungere un paio d'ore dopo alla sua vigna, coprendo una distanza di circa cinque chilometri. Mio nonno faceva il vino per passione, consumandosi le scarpe vecchie camminando. Non viveva di questo: durante la settimana si spaccava la schiena lavorando in un cantiere. Come tanti, anche mio nonno era consumato dal lavoro, dall'alimentazione squilibrata e da una vita difficile. Mio nonno morì nel 1949 ed io non l'ho mai conosciuto. Stamattina mi è tornato in mente per il fatto che andasse a lavorare a piedi. L'ho fatto anch'io, in pratica. Un blocco del traffico pauroso e quindi eccomi giù dal pullman a camminare di fianco ai mezzi fermi. Un traffico che ci ammazza, una vita fatta di stress e amarezza. Fare il pendolare è una condanna che penso di non meritare. Odio giornate come questa e odio soprattutto che aumentino anno dopo anno.
Tra me e mio nonno non ci sono molte differenze: a piedi lui, a piedi io (tanto il pullman fa una velocità media paragonabile a quella di un buon camminatore). Ci dividono sessant'anni e un progresso che, in questi casi, è solo sulla carta.

martedì, ottobre 23, 2007

Giù le mani dai blog !

Partecipo anch'io. Sono preoccupato che si possano fare simili proposte, dal momento che queste restrizioni non dovrebbero essere nemmeno ipotizzate.
SOTTO E' RIPORTATO IL POST INTEGRALE DI ALESSANDRO BOTTONI (http://www.partito-pirata.it/?q=node/349).


Come Vice Presidente del Partito Pirata, sono costretto a chiedere ancora una volta la vostra collaborazione per impedire che ci venga tolto ancora un'altro pezzo di democrazia e di libertà. Questa volta è a rischio niente meno che il diritto di esprimere la propria opinione attraverso il web ed i blog, così come sarebbe previsto dall'articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.


Col favore delle tenebre. No, anzi... delle ferie


In pieno Agosto 2007, mentre l'intero paese era in vacanza, il solerte Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:


ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.


[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]


Scherzetto o balzello?


La prima, e la più grave, conseguenz, di questo scherzo di Halloween del nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come Wordpress o Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che sta succedendo il quotidiano Repubblica:


“Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.”


[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]


Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l'uno che l'altro vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, nessun blogger sarà mai in grado di coprire questi costi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere. Si noti che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell'autore.


Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano concepire.


Il porto d'armi per il Blog


Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L'altro è che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger in giornalisti de facto ed i loro reati da semplici maracechelle in reati penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni da pagare al diffamato è notevole.


In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un'arma sulla persona.


Le rassicurazioni di Mangiafuoco


Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso nero su bianco, il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole (vibrazioni dell'aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No, assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario il solito quotidiano “La Repubblica”:


Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".


[Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]


Verba volant, scripta manent....


Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?


Giudicate voi stessi:


“Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.


“Il Governo riforma l'editoria. Allarme in Rete.” a epubblica Online.


“Il Governo vara la Internet Tax.” a Punto Informatico.


“La nuova legge sull'editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche”a Civile.it.


Che fare?


Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura, degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all'intero paese (e, se possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra, vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare l'intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.


Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri siti web, ovunque possibile. Questo testo, infatti, contiene al suo interno un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.