sabato, giugno 30, 2007

Spiaggia


Sono nato e cresciuto in un posto di mare. Dato il fatto che sono oriundo, anche il posto dove vado a passare le vacanze e dove è nato mio padre è un posto di mare.
Sarà per questo che non mi piace andare in spiaggia. Ne ho vissuta troppa per vent'anni della mia vita per averne desiderio di questi tempi. Della spiaggia non sopporto i riti, le folla, la gente che gioca a pallone, le radioline ad alto volume e tante altre cose. Cerco di evitarla come la peste. L'unica cosa che amo è quando la spiaggia è deserta e ci si può andare nelle belle giornate fuori stagione. E amo fare il bagno, nuotare e godermi tutto questo da solo.
Ma la spiaggia di questi tempi, no. Per carità, risparmiatemela.

Dentro i Venice Music Awards


La mia avventura al Venice Music Awards 2007 è iniziata, dopo una visita al PalaGalileo il giorno prima, con la conferenza stampa alle 12.30 del 27/6 presso il Casinò di Venezia, nel palazzo di Ca' Vendramin-Calergi.
Presente anche il sindaco Massimo Cacciari (protagonista di un diverbio con una giornalista), gli organizzatori (tra cui Elio Cipri, il direttore artistico) hanno illustrato la seconda edizione dello spettacolo musicale. Durante il buffet ho intervistato i due conduttori (Francesco Facchinetti e Gaia De Laurentiis) e la simpatica Manuela Aureli.
Da lì, in vaporetto da San Marcuola (linea 82) sono andato di corsa al Lido per le prove generali. Ed è andata meglio di quanto pensassi: a differenza dell'anno scorso, quando per colpa del caldo terribile molti cantanti hanno disertato le prove, stavolta invece quasi tutti sono arrivati, naturalmente scaglionati.

Ecco una cronaca dei fatti:

ore 13.00 - Intervisto Francesco Facchinetti, che mi racconta le emozioni della sua prima volta come presentatore.
ore 13.15 - Mi diverto ad intervistare Manuela Aureli, che è simpaticissima e autoironica.
ore 13.20 - Mi scatto le foto con tre dei quattro maestri che fanno parte della giuria: Fio Zanotti, Peppe Vessicchio e Renato Serio.
ore 13.30 - Intervisto Gaia De Laurentiis che ha con sè la bellissima figlia di tre anni e mezzo. Mi confessa di adorare Irene Grandi e di non vedere l'ora di conoscerla.
ore 13.50 - Faccio uno spuntino al buffet e parto per il Lido
ore 15.00 - Arrivo al PalaGalileo.
ore 15.10 - Intervisto Al Bano, unico presente al momento. Il leone di Cellino rimarrà inossidabilmente dentro il PalaGalileo sino a tarda sera.
ore 15.15 - Prova Irene Grandi. Quando finisce, tento di intervistarla dopo il rito della foto ma il manager non me lo permette. Dice che hanno un impegno altrove e, infatti, la Grandi se ne va e riapparirà solo per lo spettacolo, deludendo un sacco di persone che giungono poco dopo. Sono stato uno dei pochi a vederla alla prove.
ore 15.50 - Dentro il PalaGalileo c'è Amedeo Minghi e la sua gentilissima manager mi concede di intervistarlo. Sono molto felice di parlare con il Maestro, come ama essere chiamato.
ore 16.00 - Arrivano i giovani: Senit, Irene Fornaciari e L'Aura.
ore 16.30 - Arriva Marco Masini senza Tozzi, che è malato. A Marco dico che sono 17 anni che lo vedo (dal Festivalbar del 1990) e gli faccio i complimenti per "L'uomo volante", canzone che mi è molto cara.
ore 17.00 - Arriva Nate James. Faccio una foto con lui.
ore 17.20 - Senit è simpaticissima, intelligente e piena di grinta. La devo intervistare due volte perchè la prima non è uscita. Ridiamo del fatto di replicare le domande.
ore 17.30 - C'è Simone Cristicchi. L'ho intervistato l'anno scorso e ne approfitto per fargli i complimenti per la vittoria a Sanremo. Mi aveva parlato proprio un anno fa dei suoi progetti di teatro-canzone e della tema dei manicomi. E' un piacere rivederlo.
ore 17.40 - Intervisto la talentuosa L'Aura. Mentre parlo con lei, arriva un acquazzone con lampi e tuoni.
ore 17.45 - Prova Jarabe De Palo. Deve ripetere un sacco di volte perchè non ricorda le parole. Poi faccio una foto con lui ma di intervista non se ne parla: non conosco la lingua.
ore 18.00 - Luca Carboni sta fumando seduto in platea. Lo saluto, mi siedo vicino e faccio quattro chiacchiere con lui. Si ricorda che ci siamo visti in passato. Parliamo del suo album e del fatto che canteranno tutti in playback per motivi tecnici.
ore 18.20 - Assisto alle prove di Cristicchi.
ore 18.30 - Provano gli Avion Travel. Dopo mi faccio una foto con loro. Gli chiedo di assumermi come co.co.co. per fare il componente di riserva.
ore 18.50 - Prova Federico Zampaglione dei Tiromancino. Foto con lui, appena finisce.
ore 19.00 - Ci sono Beppe Fiorello e Silvia Salemi per ritirare il premio legato al video "Il mutevole abitante del mio solito involucro".
ore 19.10 - Intervisto Luca Carboni. Parliamo dei 20 anni dal disco che gli ha dato la grande notorietà (quello omonimo che conteneva "Silvia lo sai").
ore 19.20 - Foto con Salemi e Beppe Fiorello. Scopro che sia a loro che ad altri (ad es. Zampaglione) hanno smarrito le valige in aeroporto. Silvia dovrà fare acquisti al Lido.
ore 19.25 - Gli Stadio finiscono di provare e faccio la foto con Gaetano Curreri.
ore 19.30 - Mario Biondi è l'ultimo a provare. Le prove terminano e tutti noi accreditati siamo costretti ad andarcene. Comincia ad arrivare il pubblico della serata.In sala arriveranno non molti giovani e c'è da chiedersi perchè. Una politica di distribuzione degli inviti dovrebbe favorire loro, al fine di alimentare l'interesse per questo spettacolo.
ore 20.10 - Vado a mangiare. Nello stesso locale ci sono anche Senit e L'Aura. Per strada incrocio gli Zero Assoluto, che hanno bucato le prove.
ore 21.30 - Si torna al PalaGalileo per vedere la registrazione con il pubblico. Sono stanco e quindi esco spesso. Mi diverto a vedere i cantanti fuori che attendono di salire sul palco. Riecco Irene Grandi, che parla con Cristicchi. Scopro che ha già cantato: non ero ancora tornato dalla cena. Hanno cominciato la registrazione alle 21.20.
ore 22.40 - Si vede Paolo Meneguzzi, l'altro artista che ha saltato le prove. Vicino all'uscita c'è un simpatico gruppo di ragazzi napoletani che intona i successi di ogni cantante che passa.
ore 22.50 - Dopo aver atteso una buona mezz'ora, becco all'uscita Masini. Gli dico che conto di rivederci tra 17 anni. Lui dice scherzando che, pur di essere vivi, va benissimo anche tra 17 anni.
ore 23.30 - riparto dal Lido per casa. Sono stanchissimo ma galvanizzato da questa cosa.

Questo è quanto. Grande giornata.

venerdì, giugno 29, 2007

Walter il mago


L'esperienza al Venice Music Awards 2007 è stata FA-VO-LO-SA! Mi sono divertito come un ragazzino e sono riuscito a fare molte cose. Sto preparando un lungo post per raccontare tutta la faccenda.
Nel frattempo, pubblico questo giusto per dire che sono ancora in vita, anche se una serie di impegni mi hanno tenuto lontano.
Vorrei parlare del nuovo salvatore della Patria, del deus-ex-machina del Partito Democratico: Walter Veltoni.
Lo stimo, naturalmente. E' la persona giusta, per chi crede ancora nel progetto di fusione Ds-Margherita. Ma sarà leader di cosa? Di tutta una classe poltica bollita?
Se Veltroni vuol fare sul serio, dovrebbe fare un repulisti. E, soprattutto, un grande programma in grado di dare veramente una svolta al Paese. Ma sarà possibile? Non è che pure lui finirà per essere solo la faccia pulita di una politica marcia? Per questo sono scettico, molto scettico.
Preferirei che Walter Veltroni si prodigasse per convincere tutti i suoi colleghi a farsi da parte e poi unirsi a loro nel ritiro. Una faccia nuova. Serve una faccia veramente nuova. Se dietro Rutelli nel 2001, dietro Prodi nel 2006 e dietro Veltroni oggi c'è sempre la solita storia, tanto vale chiudere bottega.

P.S. - Walter il mago era una canzone di Ligabue, dal suo terzo album

Con i suoi scarsi segreti
Walter il mago si presenterà di nuovo qua
ci fingeremo stupiti
che non ci costa niente farlo sentire una star
con i suoi abra cadabra-cadabra abra
quanti bambini ha stupito
e ora i bambini sono più vecchi di lui
nemmeno un trucco è cambiato che
che se il mondo cambia
qualche mondo non cambia mai

mercoledì, giugno 27, 2007

Riferirò

Oggi sarò tutto il dì al Venice Music Award. Spero di fare un buon lavoro. Riferirò.

martedì, giugno 26, 2007

Venice Music Awards 2007


Ho l'accredito per andare alla seconda edizione del Venice Music Awards. C'ero già stato l'anno scorso, quando veniva inaugurata questa manifestazione che si tiene al PalaGalileo del Lido, vicino al Palazzo del Cinema. Non ne ho riferito nel blog, l'anno scorso. Ma mi sono molto divertito: sono andato a trovare in camerino Pago e Simone Cristicchi, poi Mango. Ho avuto l'onore di parlare con Gino Paoli, con Massimo Ranieri e via dicendo.

Quest'anno mi preparo ad una nuova missione, della quale, stavolta, voglio riferire.
Credo che metterò anche delle foto on-line.
Ecco il menu:

Mercoledì 27 giugno al Palagalileo (Palazzo del Cinema) – Lido di Venezia
Verrà trasmesso il 30 giugno su RaiDue dalle 21.10.
CONDUTTORI: GAIA DE LAURENTIIS e FRANCESCO FACCHINETTI

GIURIA: ADRIANO PENNINO, RENATO SERIO, PEPPE VESSICCHIO e FIO ZANOTTI
DIREZIONE ARTISTICA: ELIO CIPRI
I premiati:

Premio Miglior Artista FEDERICO ZAMPAGLIONE dei TIROMANCINO
Premio The Voice MARIO BIONDI
Premio Miglior Cantante Femminile IRENE GRANDI
Premio Miglior Gruppo STADIO
Premio per L’Originalità del Progetto Discografico TOZZI - MASINI
Premio Miglior Video LUCA CARBONI
Premio Rivelazione ZERO ASSOLUTO
Premio alla Carriera AMEDEO MINGHI
Premio alla Carriera AL BANO
Premio Progetto di Qualità AVION TRAVEL
Premio TV Sorrisi e Canzoni SIMONE CRISTICCHI
Premio RTL PAOLO MENEGUZZI
Premio Regia Video: BEPPE FIORELLO
Premio Speciale per L’Orgoglio italiano nel Mondo: ENNIO MORRICONE (se lo incontro, svengo)
ospiti internazionali: NATE JAMES e JARABE DE PALO

vetrina giovani: L’AURA, IRENE FORNACIARI E SENIT
interventi comici di MANUELA AURELI e FRANCESCO PAOLANTONI

Sarà un lavoro tosto correre qui e là per beccare gli artisti e strappare qualche intervista.
Ma è una cosa che mi piace da morire. Vivrei solo di queste cose.

La razionalità ci imbriglia

La razionalità ci imbriglia. Bisognerebbe seguire molto di più il cuore, l'istinto, la voce dell'anima che, ne sono certo, inviano sempre i segnali di quello che vogliamo veramente essere.
Faccio un esempio che, ovviamente, mi riguarda. Sono insoddisfatto del mio lavoro e non vedo prospettive che possano migliorare la mia vita. Ho già espresso il mio disgusto per lo stato dell'informatica in Italia e continuo a pensare di essere in viaggio su un binario morto. Questo binario, del resto, l'ho imboccato per tutta un serie di circostanze che non sono poi così strane: in sostanza, ho seguito la via "canonica" della vita. Studiare, trovarmi un lavoro, sposarmi e fare una figlia. Canonico, no? C'è quel discorso di un personaggio (Boris) del film "RadioFreccia" di Ligabue che dice proprio questo. La vita dell'uomo comune, ecco cos'ho.
Ed eccomi insoddisfatto e, ahimè, torturato quotidianamente da circa quattro ore di viaggio per andare e tornare da un lavoro che mi nausea.
La razionalità ci imbriglia, dicevo. Affermazioni come: "migliorerà", "ho una famiglia a cui pensare", "non posso permettermi colpi di testa", "ho un lavoro ed è già una fortuna di questi tempi" e via dicendo altro non sono che briglie mentali, pesi che mi tengono ancorato a terra. Razionalità, appunto.
Seguire l'istinto, il cuore: vorrei avere il coraggio di farlo. Fottermene dei limiti imposti dalla mia ragione e volare via. Dare una chance alla follia, mollare tutto, resettare, cominciare da capo. Ognuno dovrebbe avere la possibilità di fare qualcosa di illogico, irrazionale, pazzesco. Qualcosa che fa scuotere la testa agli altri. Finora ho sempre fatto scelte consapevoli che, complessivamente, tutti quelli che mi stanno attorno hanno approvato, in primis i miei vecchi. Ma ho costruito la mia vita o quello che gli altri si aspettavano da me? Bella domanda.
Dov'è quel ragazzino che sognava? Morto o in animazione sospesa?
Pensa che bel colpo di teatro sarebbe stupirli tutti, lasciarli senza parole di fronte all'imprevedibile. Seguendo l'anima. Boicottando la logica.

lunedì, giugno 25, 2007

Non compro più fumetti


Con gli anni ho ridotto radicalmente il numero di fumetti che acquisto, un po' per noia e un po' per motivi di spazio. Ma non mi sarei mai aspettato di ridurli praticamente a zero, questi acquisti. Eppure, pian piano, ho smesso di comprare fumetti. Ecco l'elenco di quello che compravo e non prendo più:

Martin Mystère - negli anni ha perso smalto, è divenuto ripetitivo e inconcludente. Insopportabile. Da quando è bimestrale ho smesso.
Dylan Dog - brillante per qualche anno. Poi si è autocensurato, ha perso l'effetto novità ed è ora una produzone seriale senza gloria. Smesso da anni.
Mister No - era in crisi da troppo tempo e lo compravo solo per affetto. Ha chiuso e quindi ho smesso per sua morte naturale.
Magico Vento - molto bello. Ho cercato per molte volte di iniziare seriamente la collezione comprando un po' di arretrati. Ma dovrei impazzire per recuperare troppo pregresso. Rinunciato.
Julia - superato il nr.100 ho semplicemente dimenticato di comprarlo e di conseguenza ho smesso anche questa serie. Potrei ripensarci.
Nathan Never - era partito con grandi idee. E' divenuto orribile, con sceneggiature inconsistenti. La più grande delusione di carta. L'ho smesso per nausea.
Rat-Man - mi ha stufato. Geniale ma meno che agli inizi. Smesso.
X-Men - troppo complesso seguire la serie, visto il numero di intrecci con varie testate X. Comunque non era tra i miei acquisti fissi. Smesso.
Fantastici Quattro - non mi piace più come un tempo, ma continuo a comprarlo.

Insomma, come vedete i fumetti si sono allontanati dalla mia vita. Ora riesco a leggere qualche libro in più. Per oltre trent'anni ho collezionato e speso patrimoni per gli eroi di carta. Ogni cosa, però, è destinata a terminare. Con i fumetti è andata così.


venerdì, giugno 22, 2007

I giochi sono fatti

Dopo l'allarme del Presidente Napolitano e il si di Veltroni a candidarsi leader del nascente Partito Democratico i giochi sono fatti: Prodi deve cadere, vittima di una legislatura che non gli ha dato respiro e di un impopolarità che considero ancora inspiegabile. I fischi che riceve ovunque sono sintomo del malessere del Paese, anche se ancora non riesco a razionalizzare il motivo di questa caduta di consensi: Berlusconi ha fatto molto peggio, nel primo anno del suo esecutivo, concentrandosi soprattutto sui suoi interessi, eppure adesso sembra di nuovo il salvatore della Patria.
Prodi deve cadere perchè hanno tutti voglia di elezioni, specie la sua maggioranza, che deve mettere alla prova delle urne il PD e Sinistra Democratica, il movimento di Fabio Mussi. Come? E' tutto pronto: basta un "incidentino" al Senato, la mancanza di voti pilotata da qualche "dissidente" e il Professore va a casa. Quindi, subito dopo, con il placet del Quirinale, si fa un governo di transizione con due priorità: riforma delle pensioni (e ti pareva!) e legge elettorale (così garantiamo a Silvio di governare come un re altri cinque anni).
Ovvio che tutte le cose del programma di 281 pagine dell'Unione, tra le quali il conflitto di interesse e la riforma televisiva, finiscono nel cesso.
Finito il governo istituzionale, si va al voto nella primavera del 2008, dopo una prevedibile nuova campagna elettorale logorante incentrata su Silvio e Walter. Alè, i giochi sono fatti.
A seguito di questo, vedendo ormai le alchimie dei partiti rimanere vive e vegete, mi iscrivo virtualmente al V-Day, il Vaffanculo Day di Beppe Grillo. E' l'unica cosa sensata da fare.

Monty, the leader


Per Monty, da imparare a memoria:

A partire dal 2008 il risparmio medio per una singola impresa derivante dal taglio del cuneo fiscale introdutto dalla Finanziaria 2007 sarà del 26,7%. È la stima del Centro Studi Confindustria che ha dedicato un capitolo all’Irap e agli effetti della deduzione alla sua base imponibile. Il risparmio aggregato, sempre secondo la simulazione degli esperti di Confindustria, sarebbe del 22,6%.

Abbiamo un nuovo leader virtuale, Luca Cordero di Montezemolo.
Quello che, con i suoi modi aristocratici, ieri ha strigliato un po' tutti.

"C'è una classe di governo che ha come mestiere creare problemi agli imprenditori" (davvero? E il taglio del cuneo fiscale, mi dica, quanto farà risparmiare? Questo governo ha il terrore degli imprenditori e sta sicuramente trattando peggio i lavoratori. Ha presente la Legge Biagi? Non la toccano. Vi va di lusso)
"Il sindacato rischia di diventare espressione della pubblica amministrazione, dei pensionati e anche di qualche fannullone" (questo è vero, caro Monty. E' una delle scemenze croniche del sindacato.)
"Se la ripresa c'è stata questa dipende fondamentalmente, se non esclusivamente dalle imprese, eppure il paese fa fatica a fare il tifo per le imprese. C'è un'inaccettabile cultura anti industriale" (ma davvero? Quando avevate il governo amico, stavamo sprofondando. Siete sicuri che sia tutto merito dalle imprese? La cultura anti industriale forse è posseduta anche da parecchi di voi, che vogliono solo far soldi, trattare i lavoratori come schiavi ed evadere il più possibile)
"In Italia serve un'opposizione che faccia meno propaganda e abbia un progetto politico. A noi non piace vedere show come quelli delle forze politiche che invadono i banchi del Governo" (vero)
"Le tasse diminuiscono a tre condizioni, la prima è che le paghino tutti, perchè chi non le paga fa concorrenza sleale. La seconda è non pensare a recuperare l'evasione facendo accertamenti solo a quelli che le pagano. La terza, infine, è non fare una politica economica solo con le entrate senza tagliare mai la spesa pubblica. In Italia ci sono 18.000 membri di cda di società pubbliche. Tagliando la loro spesa si potrebbe reperire denaro per investimenti" (parole sante, Monty. Solo che, per tagli alla spesa pubblica mi pare intendiate sempre e solo castigare i lavoratori)
"Per quanto riguarda le pensioni, noi diciamo con chiarezza due cose. La prima è che la riforma Dini e la riforma Maroni consentono di raggiungere obiettivi di stabilitá finanziaria del sistema che non possono essere messi in discussione" (e ti pareva! L'Inps è in attivo, Monty. Smettetela di fare propaganda).

Certo che è incredibile! Sembra proprio che gli imprenditori siano i santi e i lavoratori i demoni. Cribbio, ma che accidenti volete? Avete da sempre ottenuto aiuti di stato (Fiat) che non avete mai reso! Molti di voi sono affetti da egoismo e provincialismo. Lungimiranza zero, bravi solo a protestare e a chiedere sgravi e flessibilità. Il tutto senza impegnarvi in nulla.
Per non parlare di Confcommercio, che come Confindustria non fa altro che sbraitare ma è complice della più grande rapina italiana: la gestione dell'euro. Ha mai fatto un mea culpa?

Maledizione, io non sono un comunista! Non mangio Marx alla mattina! Eppure, certi discorsi mi fanno talmente rabbia che a momenti mi piazzo la falce e il martello sulla maglietta.

giovedì, giugno 21, 2007

Under my umbrella


Ho un nuovo tormentone in testa: è Rihanna ft. Jay Z con Umbrella.
Sarà anche musica da sbarbini, ma mi fa impazzire!

When the sun shine We'll shine together
Told you i'll be here forever
Said I'll always be your friend
Took an oath I'ma stick it out till the end
Now that it's raining more then ever
Know that we'll still have eachother
You can stand under my umbrella
You can stand under my umbrella (Ella ella eh eh eh)
Under my umbrella (ella ella eh eh eh)
Under my umbrella (ella ella eh eh eh)
Under my umbrella (ella ella eh eh eh eh eh eh)

mercoledì, giugno 20, 2007

Il caldo nei Tg

Cari giornalisti dei Tg nazionali, chiariamolo una buona volta: durante il mese di Giugno, in particolar modo ora che siamo in estate, è normale che faccia caldo. E' normale che si raggiungano i 30° centigradi nelle ore centrali della giornata. NORMALE. Ficcatevelo in quella maledetta testaccia e piantatela di riempire le edizioni con servizi fotocopia dove sembra sia sceso un Ufo appena la temperatura aumenta. Che temperatura dovrebbe esserci, secondo voi? Dovrebbe esserci la neve (quella si sarebbe una notizia!)? Dovrebbero esserci 15 gradi? 21? 8? Ditelo, dannazione! Ditelo che temperatura dovrebbe esserci per farvi smettere con questa tiritera che si ripropone ogni anno.
Il fatto è che, come succede quando si incontra uno sconosciuto alla fermata del tram, quando non si sa che accidenti dire o si tace o si parla del tempo. E, dal momento che il telegiornale va comunque riempito per l'intera durata, ecco che parlate del tempo. Potreste inventarvi qualsiasi altra cosa ma continuate a dire sbigottiti che c'è caldo, a dispetto che è estate e che qualsiasi persona di buon senso sappia che estate = caldo. Come ha funzionato il mondo prima di questa moda? Come si è riprodotta l'umanità senza i fottuti consigli degli esperti che sono la fiera della banalità, tipo "vestitevi leggeri"?
Sogno da anni un telegiornale siffatto: sigla di apertura, conduttore che dice: "Buonasera. Oggi non è successo un cazzo, pertanto vi salutiamo e diamo la linea a un documentario sulla meccanica quantistica. Arrivederci" e sigla finale.
Questi servizi nei tg, questi si che mi fanno un gran caldo...

Buonasera, son xxx di yyy ...


Praticamente ogni sera, intorno alle 20, mi chiamano a casa dei gentilissimi ragazzi/e che lavorano ai call-center di varie aziende. Il numero chiamante è sempre soppresso mentre il mio, naturalmente, è a loro chiarissimo.
"Buonasera, sono xxx di yyy..." e poi arriva la proposta, l'offerta impedibile. Quasi sempre si tratta di servizi telefonici e mi vien voglia di dire: "Accetto, purchè poi mi blindiate da altre chiamate come questa".
Cerco sempre di fare quattro chiacchiere e a volte lascio pure una porta aperta, chiedendo che mi richiamino nel futuro. So che dietro molte di quelle telefonate ci sono dei poveracci che fanno turni massacranti per pochi euro e che quindi meritano il mio rispetto.Ma, ahimè, queste telefonate (sempre più frequenti) che interrompono le mie cene non sono la cosa più piacevole che esista.
Mi chiedo come si collochi tutto questo rispetto la privacy e il diritto a non venir disturbato a casa propria con offerte che, quasi sempre, non interessano. Boh? E' un po' una domanda simile a quella che mi sono fatto quando hanno praticamente messo a tacere il sito delle Pagine Bianche per ragione di privacy, salvo poi attivare i costosissimi servizi telefonici tipo il 1288. La nostra privacy è un po' concettuale, più che effettiva. Sempre il denaro detta le regole, no?

martedì, giugno 19, 2007

Le parole di Max


Alcuni estratti dal lungo intervento di Massimo D'Alema a Ballarò riguardo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche.

"Qui c'è un'aria irrespirabile e un clima piuttosto preoccupante". (certo. Anche prima, Max. Ed è preoccupante per voi, in primis).
"Rischiamo di pagare un prezzo molto alto come Paese. E c'è un clima di enorme confusione" (perchè tiri in ballo il Paese? Possibile che quando vi toccano sembra che tutto sia destinato alla fine?)
"E' del tutto normale che la politica si occupi di queste cose, accade in tutto il mondo che la classe dirigente politica e quella imprenditoriale facciano squadra per l'interesse del Paese" (non è proprio normale, Max. Ricordi Tangentopoli? Di interesse per il Paese pochino. Per alcuni molto).
"Le accuse nei miei confronti non hanno il minimo fondamento: è giusto che chi ha sbagliato paghi, ma io non ho commesso nulla" (vero, perchè lo ripeti spesso?)
"Facci sognare, una battuta che era chiaramente una presa in giro" (a questo ci credo, Max)
"La loro divulgazione (delle intercettazioni, ndr.) è dannosa per l'immagine della magistratura, non per la politica" (questa è una cazzata, Max)

Io non discuto il fatto che semplici telefonate non possano dimostrare un reato. Anzi, sono convinto della buona fede di questi colloqui. Non considero furbo che un uomo politico le faccia, ma lo accetto. Contesto invece il fatto che venga ritenuto mostruoso pubblicarle. Contesto che si voglia far passare la legge Mastella per mettere il bavaglio alle notizie. Contesto che, invece di dire "ho fatto una stronzata", si attacchi la magistratura e la libera informazione. Lo contesto, Max. La sinistra non può parlare come la destra. Non sta nè in cielo nè in terra.
Propongo di scambiare Max con un signore quale Bruno Tabacci.

Evasori cronici

Tornando sul discorso delle mie caramelle a +118%, leggo stamattina sul giornale che metà degli autonomi denuncia guadagni da fame. Si parla di redditi medi intorno ai 25 mila euro, ossia quanto mediamente guadagna un dipendente.
Inoltre, gli autonomi sono furibondi per gli studi di settore, che ritengono un'ingiustizia. Persino Montezemolo si è lamentato, definendo "scandalosa" l'evasione fiscale italiana.
"Non guardateci in tasca", sembra essere lo slogan di moltissimi lavoratori autonomi. E ingranano la marcia del loro Suv.
Questo paese non funzionerà mai finchè ci sarà una tale evasione annuale, pari a tre Finanziarie.
Non funzionerà mai finchè chi evade non sarà definito "brigante" anzichè "furbo". E' vero che la pressione fiscale è elevata e che viene la nausea quando, pagando le tasse, vedi gli sprechi del denaro pubblico che ingolfa le tasche di dirigenti statali inetti. Si dovrebbe fare un po' di pulizia per tutti. Ridurre gli sprechi, far pagare il fisco a tutti e quindi abbassare la pressione.
Ma è un gatto che si morda la coda. Siamo il paese degli evasori cronici. I prezzi raddoppiati e i loro guadagni ufficialmente fermi. Loro urlano perchè si sentono scippati e qualche ragione ce l'hanno, ma non tollero che li si giustifichi. Devono rendersi conto che ci sono delle regole e che anche loro devono rispettarle. Sono stufo di vedere milionari che pagano meno di me come retta dell'asilo nido.
O si fa una lotta all'evasione fiscale seria, o non andiamo da nessuna parte. Diamoci tutti una regolata. Se poi qualche autonomo si straccia le vesti, vada all'estero, a lavorare. Che poi si rende conto che lì, se fa il furbo, gli fanno un mazzo così.

lunedì, giugno 18, 2007

Il ritorno del cubo


Negli anni '70 è stato un mito. Ha fatto impazzire tutti. Ero alle elementari quando arrivò il cubo di Rubik. Anch'io ne comprai uno ed iniziai a cercare di risolverlo. Alla fine mi arresi ed imparai il metodo sistematico che un mio compagno di classe di nome Matteo aveva appreso a sua volta da suo fratello maggiore. Da quel momento mi dilettavo a fare dei figuroni risolvendo tutti i cubi di Rubik che mi capitavano a tiro. La moda passò, il mio cubo si ruppe e santa pace.Poi, improvvisamente, questo stano oggetto è riapparso nella mia vita, dopo aver visto lo splendido film di Muccino "La ricerca della felicità", dove il personaggio interpretato da Will Smith ha a che fare proprio con un cubo di Rubik.
L'altro giorno, da "MediaWold", ho scoperto che per ogni copia del dvd del film veniva regalato un cubo di Rubik nuovo di zecca, nell'edizione celebrativa. Ho comprato il dvd e non so se per il film (che trovo molto bello) o per avere di nuovo il cubo. Ma tant'è che ora ho il mio nuovo cubo di Rubik nella sua confezione dentro l'armadio. E penso che presto mi ci ritufferò.
Non ricordo assolutamente la soluzione, ma al giorno d'oggi in Rete se ne trovano una dozzina. Quindi, nel caso non ne venga più fuori, posso ricorrere a Google.Prima, però, voglio riprovarci.
Bentornato, Rubik!

Svoltare /4

Non dovrei essere qui. Qui a lavorare in quest'azienda, intendo. I miei piani per il 2007 erano decisamente diversi. Avrei dovuto essere socio di un'impresa assieme ad alcuni ex-colleghi. Invece, per tutta una serie di motivi, alla fine l'impresa l'hanno fatta loro ed io sono rimasto fuori dalla scena.
Sono tornato qui ma è come se, parallelamente, stessi vivendo una vita oltre questo posto di lavoro. Mi sembra di essere in un paradosso temporale: sono fisicamente seduto dove siedo da anni ma la storia mi voleva lontano. Come posso definirlo? Stato incoerente? Presente falsato? Destino sovrapposto?
E dire che volevo svoltare. Volevo cambiare. Che rivoltante sviluppo, direbbe Ben Grimm.
Interrompo questo schifo di attività di coding con il mio blog e con frequenti visite nei siti di ricerca di lavoro (Monster.it su tutti). Cerco altrove. E, contemporaneamente, sono nauseato al pensiero di dover ricominciare da un'altra parte.
Forse dovrei veramente mollare tutto. Buttarmi in un'attività diversa. Accidenti. Tornassi indietro, tornassi a vent'anni, rinuncerei ad ogni tipo di certezza (anche perchè spesso certezza significa morte morale) per darmi all'istinto. L'istinto mi avrebbe portato dietro un microfono, a far radio. Magari andava anche bene.
Non si dovrebbe mai rinunciare ai propri sogni. Bisognerebbe, anzi, mettere quelli davanti a tutto. Perchè è proprio rinunciando ai propri istinti che si vive una vita sfalsata. Bella fuori, tragica dentro. Una vita di plastica.

Istinto di conservazione

Istinto di conservazione. La nostra classe politica, mediocre all'inverosimile ed autoreferenziale, ora è messa in crisi dalle intercettazioni rese pubbliche e, poco dopo, dalle rivelazioni di Stefano Ricucci. Una bufera che trascina dentro un po' tutti, dipingendo un quadro desolante che vede persone strapagate, che dovrebbero occuparsi del nostro bene, invischiate in ambigue contrattazioni con il potere economico. Il rafforzamento del potere politico fa indubbiamente gola a questi signori e se per raggiungerlo è necessario dare il placet ad operazioni finanziarie spegiudicate, santa pazienza.Ora, beccàti con le dita dentro il vaso della marmellata, che fanno? Sottolineano che non c'è nulla di illegale, ed è vero. Ma si fermano lì: non si vergognano, non dicono che hanno fatto un figura misera e che quindi se ne andranno a casa. No. Anzi, attaccano: è una barbarie intercettarli. Ricucci delira.Secondo me c'è il fantasma del '92 che aleggia e questi si stanno pisciando sotto. E' possibile che queste cosucce siano solo il guscio e che dentro ci sia veramente molto schifo. Quindi eccoli subito a correre, che mica vogliono finire come Craxi.
Centrodestra e centrosinistra a braccetto per difendere il loro orticello, sempre più estraneo alla gente. Vogliono fare la legge sulle intercettazioni, perchè nessuno li spii più. E, udite udite, pure sulla giustizia sembra stiano trovando un accordo: separiamo le carriere e basta, così i magistrati non avranno più la forza per fare un altro '92. Il sogno di Berlusconi che si avvera grazie anche ai "comunisti".
Tutto questo è di una tristezza inaudita: l'istinto di conservazione di questa casta è al lavoro per permetterne la sopravvivenza. Perchè le cose rimangano così. Perchè, nonostante quanto sta succedendo, non hanno il fegato di farsi da parte. Vogliono essere per sempre protagonisti.
Alle prossime elezioni, dovremo essere rappresentati ancora da loro. Poi si discute ancora di antipolitica. No. Dobbiamo passare al nuovo modello: AntiQuestiPolitici.

venerdì, giugno 15, 2007

Tromba d'aria sul rock

Oggi pomeriggio a Mestre c'è stata una tromba d'aria. Ero lì, vicino al Parco San Giuliano dove si teneva l'Heineken Jammin' Festival e solo per una serie di circostanze non mi ci sono trovato in mezzo. La strada principale di uscita da Venezia, ossia il Ponte Della Libertà, che incrocia proprio San Giuliano, è rimasto bloccato per ore a causa di sei (o forse più) alberi finiti sulla carreggiata.
Insomma, un casino. Trenta feriti (di cui un paio in serie condizioni) per questo brutale capriccio del tempo. Salta l'intera manifestazione, compreso l'attesissimo concerto di Vasco Rossi che doveva tenersi domenica prossima. Da mesi si parlava dell'Heineken Jammin' Festival a Mestre ed è tutto finito, trascinato via dalla forza del vento e della grandine. Quattro minuti di paura.

A Romano

Tutti lo vogliono mandare a casa.
Elezioni, elezioni.
Avversari e amici, industriali e chiesa.
Elezioni, elezioni.
Vogliono che si tolga dalle balle.
Elezioni, elezioni.
Striscia il biscione alle sue spalle.
Elezioni, elezioni.
Lo accusano di aver fatto nulla.
Elezioni, elezioni.
Alchimie centriste, bambini nuovi in culla.
Elezioni, elezioni.
Risultati non si vedono, la gente urla.
Elezioni, elezioni.
Intercettare è un crimine, le lobby fanno burla.
Elezioni, elezioni.
 
Romano, non mollare. Insisti ancora. Incazzati.
Se molli, sei finito. Allora, muoia Sansone e
tutti i filistei. Trascina il sistema con te.
Non dargli la legge elettorale.
E' tutto un trappolone.
Vai avanti. Adagio adagio, come dici tu. Ma a muso duro.

Filosofia spicciola - atto I°


Siamo meno che microbi. Pensiamo di essere il centro dell'Universo e invece, per il cosmo, siamo un granello di polvere. Sostengo da tempo che potremmo essere un atomo di un insignificante pidocchio sulla testa di qualche essere enorme. Esiste un racconto di Russell, sul tema.
Qual è il bello di tutto questo? Non sapremo MAI cosa siamo veramente! Nemmeno con il più potente telescopio o tra un milione di anni. MAI. Può forse un microbo rendersi conto dell'esistenza di una montagna? O di una stella? Per quanto possa evolversi, il microbo non saprà mai della montagna. Noi non sapremo mai cosa siamo davvero e quanto sono misere, probabilmente, tutte le nostre conquiste, la nostra scienza, la nostra cultura se paragonate al grande mistero, al grande respiro dell'immensità. E' questa impotenza a capire che, drammaticamente, ci rende piccoli. Siamo solo costretti a dibatterci con i segni quotidiani del nostro limite.