mercoledì, maggio 14, 2008

Normalizzazione

L'Obama "de noantri" stringe la mano al Cavaliere. Berlusconi sta ottenendo la fiducia alle Camere e poi partirà l'attività effettiva del governo. Ribadisco che dobbiamo augurargli buon lavoro, per il bene del Paese. Ma sarà finalmente l'avvio di un Paese normale o quello di un Paese "normalizzato"? Perchè questo sembra essere. Normalizzazione finale dell'informazione, con 7 Tg su 7 pronti a fornire le notizie richieste dai partiti, cancellando tutto quello che non piace al manovratore. Normalizzazione del mondo del lavoro, con la stroncatura finale dei diritti a vantaggio della produttività tanto richiesta dagli industriali. Normalizzazione, insomma, di tutto. Il processo è già avviato, con l'evaporazione dell'opposizione. Se tutto questo fair-play esibito da Veltroni e il Pd in queste ore dovesse divenire la normalità, ogni voce fuori dal coro sarà fottuta. Lo dimostra già il fatto che l'unico che ha mancato di usare toni morbidi con il premier, rammentandogli il suo passato poco chiaro, specie in ambito giudiziario, ossia Di Pietro, è già stato ammonito da Fini e, addirittura, non applaudito o difeso dal Pd. Ad offrigli solidarietà in aula solo (incredibile) Pierferdinando Casini. Siamo alla frutta. L'opposizione è in mano a un partito (il Pd) che non c'è, nel senso che non ha una linea precisa al di là dei sogni ad occhi aperti del maghetto Walter. Ormai parlare di inciucio è inevitabile. Si è realizzato quello che in tanti profetizzavano: Silvio e Walter hanno potato i rami fastidiosi e si sono messi a braccetto. In aula, come accusa Tonino, Veltroni poteva essere Cicchitto.
Ora, nessuno chiede che l'opposizione si realizzi mordendo il collo alla maggioranza o urlando dalla mattina alla sera. Ma questo buonismo, questo "centrosinistra Vernel", francamente preoccupa. Staremo a vedere. Di certo, nella merda in cui siamo, ci mancava proprio Walter Veltroni, in quest'ultimo anno. Un uomo che, per le sue idee visionarie, ha contribuito in maniera fondamentale alla situazione odierna. Cercherò di non essere prevenuto nel confronti del Cavaliere (avendone comunque, visto i precedenti, ben donde). Ma su Walter lo sono, eccome.

martedì, maggio 13, 2008

Chiamala se vuoi opposizione

Chiamala se vuoi opposizione. Non ho mai visto tanto appiattimento. Non ho mai visto tanta soddisfazione nel ricevere il placet del Cavaliere.
Giustamente, Berlusconi governerà. Ma potrà farlo con molta serenità, se questi sono gli albori della legislatura. Un'opposizione morbida si prefigura. Walter il mago è pronto al dialogo. Sembra quasi un benedetto dall'Unto. Ha fatto il Governo Ombra, il Veltroni. Già, perchè vivrà all'ombra del Cavaliere supremo.
Guardate come tutti si sono allineati a stigmatizzare il comportamento di Marco Travaglio da Fazio. Certo, forse ha esagerato nei toni. Non si possono lanciare accuse del genere senza contraddittorio. Ma il neo Presidente del Senato, Renato Schifani, ha querelato e basta. Le televisioni hanno parlato di "frasi di Travaglio" senza farle risentire. Si accusa Travaglio senza ripetere ciò che ha detto. "Accuse pesanti" e non ti dicono quali sarebbero queste accuse. Solo chi ha visto Fazio sabato scorso lo sa. Oppure chi gira su YouTube.
Tra tutti, solo Tonino Di Pietro si è distinto, solidarizzando con Travaglio e biasimando la finta opposizione del Pd. Tonino, ti voglio sempre bene.
Ora, massimo rispetto per Schifani, in virtù della carica che ricopre. Ma è inaudito che un giornalista non possa dire più nulla di scomodo senza che la Casta si chiuda a riccio. Che nessuno possa uscire dal coro che canta su spartiti confezionati e dire quello che pensa, anche insinuando. Siamo o non siamo una democrazia? O l'essere eletti ti pone al di sopra di ogni giudizio? Nessuno può esser certo che le accuse di Travaglio abbiano un fondamento. Ma levare gli scudi nascondendo poi le accuse stesse, che senso ha?
 
Sul Pd, cito Paolo Ferrero:
"Che Berlusconi dopo aver vinto le elezioni provi a realizzare il suo programma senza conflitti mi pare normale. E' l'obiettivo di ogni governo. Il problema è la reazione del Pd che invece di contrastare i contenuti di questo progetto pare intenzionato al dialogo emendativo. Si ha addirittura l'impressione che il pd cerchi di trarre la propria legittimazione proprio dal riconoscimento che gli viene da Berlusconi".
 
 

mercoledì, maggio 07, 2008

So long, Romano

"Ci sono stati gli errori nel changeover, cioè nel passaggio dalla lira all'euro. Errori temporanei ma molto gravi perché non si è sorvegliato. Il governo successivo al mio non ha sorvegliato sul passaggio, con il doppio prezzo, con il controllo di distribuzione, negozi, ristoranti. E però l'euro resta una grande realtà".
 
Romano Prodi, Maggio 2008.
Il governo successivo al suo, logicamente, è quello di Berlusconi 2001-2006 (non certo il D'Alema o Amato).
Caro Professore, perchè lo dice adesso? Non poteva sfruttarlo nella campagna elettorale del 2006 e usarlo come clava per guadagnare qualche voto in più? Mah!
Saluto con tristezza l'uscita di scena di un gentiluomo come Romano Prodi. Uno che ci credeva sul serio ad ammodernare il Paese. Il suo errore è stato quello di essere convinto di governare gli inglesi e non gli italiani. Uno che, con le misure impopolari, si è innemicato subito la pubblica opinione. Prof, doveva essere più demagogico, per sopravvivere. Gli italiani non sono così "brava gente" come lei pensava. Non puoi parlar loro di sacrifici e di responsabilità. Devi dargli lo spettacolo e le promesse.
Onore a Prodi, onesto governante. Due volte vincitore, due volte tradito.
So long, Romano.
 

venerdì, maggio 02, 2008

Sgarbi vs Travaglio

... ieri non ho visto Annozero (ultima puntata???) su V2-Day con lo scontro tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio. Brutto clima. Specie per Santoro, credo, visto che la Rai (Petruccioli) ha già definito "vergognosa" la trasmissione. Parlare di certe cose non si fa, specie adesso.
Su YouTube trovate tutto, cominciando da questo.

giovedì, maggio 01, 2008

L'evasore siede vicino a te

Magari Beppe Grillo ha ragione e la pubblicazione dei dati tributari sul sito dell'Agenzia delle Entrate è stato un atto pericoloso. Ma parlare di "colonna infame" (http://www.beppegrillo.it/2008/04/lagenzia_delle.html) lo trovo eccessivo, specie da uno che guadagna oltre 4 milioni di euro. Stavolta Beppe si trova in leggero conflitto di interesse e non va preso sul serio. Poi si può discutere, ovvio, sull'opportunità della pubblicazione e sull'eventuale lesa privacy.
Certo è che il piatto è stato ghiotto per migliaia di italiani che hanno potuto curiosare nelle tasche di parenti, conoscenti, vicini, amici. Traendone qualche lezione. Prima tra tutte ,quella più inquietante: si è sempre saputo che chi può evadere, evade. Ma è terribile vedere nero su bianco che una persona che da sempre sai che è ricca, conduce un tenore elevatissimo, ha case, garages, riscuote affitti, gira con il Suv, manda i figli all'Università comprando loro subito un appartamento nella città dove studiano e via dicendo... poi dichiara metà di quello che dichiari tu, comune lavoratore dipendente! Questa è disonestà, è l'Italia dei furbi che esiste davvero: la leggiamo in quei dati, rapportandoli alle nostre conoscenze. E vorresti non averli nemmeno viste, quelle cifre.
In realtà, più che eclissarle, dovremmo inviarle a tutti. In un paio di mesi, tutti gli evasori verrebbero a galla, su soffiate di chi li conosce. Perchè il Fisco non ti conosce, ma il tuo vicino di casa si. Questa sarebbe la vera rivoluzione. Usciremmo dalla crisi in un batter d'occhio.
A chi vive del suo lavoro e paga le tasse, buon Primo Maggio.

martedì, aprile 29, 2008

The Queen is back

La Regina è tornata, con il suo undicesimo album da studio, "Hard Candy", ultimo lavoro per la Warner a seguito del divorzio dalla sua casa discografica storica.
12 brani nuovi (13 in Giappone, con la bonus track "Ring my bell"), anticipati qualche settimana fa dal singolo "4 minutes" che la vede duettare con Justin Timberlake.
Per questo ritorno, quasi tre anni dopo il successone di "Confession on a dancefloor", Madonna ha voluto andare sul sicuro e, anzichè cercare qualche giovane talento come negli ultimi lavori, ha messo al suo servizio quattro nomi che sono una garanzia nell'hip-hop e l'R&B: in primis Pharrell Williams, autore della maggior parte dei brani, e poi il già citato Justin Timberlake e l'inseparabile Timbaland per finire con Kanye West.
Risultato? Un album contemporaneo con reminscenze (vaghe) dei decenni scorsi. Sicuramente un lavoro gradito ai fan di vecchia data ma anche orientato ai giovani. Il problema è che, utilizzando questi nomi, il tutto ha il difetto di aver un che di "già sentito". Da chi? Da Nelly Furtado, da Gwen Stefani, da Britney Spears e da un sacco di altre sue sedicenti eredi che hanno ricevuto la benedizione di tali autori/produttori. Quindi, stavolta, Madonna non stupisce. Si conforma. La Regina cambia ma imita. Un passo falso, anche se il lavoro è discreto e (pare) destinato al successo. Ma siamo lontani da "Confessions" o dallo stesso "American life" del 2003 che, nonostante il flop, era forse il disco più personale e meno commerciale della signora Ritchie.
Ho comprato "Hard Candy" e lo ascolto volentieri. Ma mi emoziona meno di altri. Mi è successo lo stesso con Vasco. Che io stia invecchiando?
Dio salvi la Regina.

VOTI
"Candy Shop" : 7
"4 Minutes": 8
"Give It 2 Me": 8.5
"Heartbeat": 7.5
"Miles Away": 9.6
"She's Not Me": 6.5
"Incredible":"6
"Beat Goes On": 7
"Dance 2night": 8
"Spanish Lesson": 4
"Devil Wouldn't Recognize You": 9
"Voices": 7/8

lunedì, aprile 28, 2008

Walter Santo Subito


Uno degli striscioni che si vedevano stasera in Campidoglio per festeggiare l'elezione di Gianni Alemanno a sindaco di Roma diceva:


VELTRONI


Con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi

Con le elezioni politiche ha fatto uscire i comunisti dal Parlamento

Candidando Rutelli ha fatto vincere la destra a Roma.


WALTER SANTO SUBITO!


Sono dolorosamente d'accordo. Nel giro di pochi mesi, Walter Veltroni ha avuto la capacità di disintegrare il centrosinistra e portare Berlusconi & co. alla vittoria più grande, suggellata dal colpo finale in Capitale. Quando il centrodestra sembrava finito, ecco che Walter il Mago è riuscito nella sua impresa. Fiuto politico zero. Un fallimento. E l'incredibile è che sta ancora al suo posto. Aveva ragione Moretti: con questi dirigenti non si va da nessuna parte.

Il consenso

Il consenso non si crea durante una campagna elettorale.
Il consenso si crea quotidianamente, tutto l'anno, goccia a goccia, in maniera quasi invisibile. Quando il popolo si nutre essenzialmente di telegiornali per informarsi, basta controllare questi per creare consenso. E' sufficiente controllare le notizie. Enfatizzare certi temi (la sicurezza, ad esempio) e farne sparire altri (i problemi del lavoro, ad esempio), per offrire una scala di valori alla quale il cittadino medio abbocca. Goccia a goccia.
Ci sono decine di stupri tutti i giorni? Dai notizia solo se a farli sono i rumeni.
I rifiuti hanno riempito Napoli? Usa questo tema come una clava contro l'avversario politico per farlo fuori e, subito dopo, quando hai vinto, fallo sparire.
I Tg nazionali si stanno riempiendo di nuovo di tette e culi, ora che il Grande Fratello è tornato al potere.
Beppe Grillo ottiene un successo enorme con il suo V2-Day e i telegiornali non ne parlano. Non deve far notizia. Deve andare tutto bene.
Nel cuore della campagna per il Comune di Roma salta alle cronache lo stupro commesso da un rumeno ed ecco che i cittadini capitolini tremano e votano per Alemanno, che vince contro Rutelli. L'informazione è tutto. Specie se proveniente dai telegiornali. Controllàti dal Grande Fratello. Punto.
La sinistra non vincerà mai più, se non troverà un modo diverso di comunicare. In televisione, inevitabilmente, Berlusconi è imbattibile. Ha ragione Diliberto, quando afferma che Berlusconi non intercetta il senso comune: lo determina. Attraverso le televisioni ci dice cosa dobbiamo pensare. Ovviamente non lo fa lui. Ma molti lo fanno per lui. Così parliamo solo di quello che ci viene offerto come argomento.
Non ne usciremo mai. Il centrosinistra ha perso l'ultima occasione, con Prodi, di interrompere questo circolo vizioso. Ora poteva fare qualcosa di buono, magari urlando che Grillo ha ragione e che l'informazione è serva. Non l'ha fatto. E non vincerà mai più.
Alemanno diventa sindaco a Roma ed è il trionfo totale del berlusconismo e dell'Italia teledipendente. Va riconosciuta, però, una certa stoffa nel Gianni e quindi buon lavoro. D'altronde, ci si deve pur abituare. Si deve accettare. Va tutto bene. Va tutto bene.

Roma

Piove su Roma
e nemmeno questo tempo di merda mi consola
l'aria si fa...si fa sottile
questo amore non vuole morire
Cade lentamente giù dal cielo
come un regalo di marzo nasconde il suo veleno
ma amore tu non mi puoi sentire
quest'amore non vuole morire
Piove sui tetti le case le storie di Roma
e le mamme rincorrono i figli davanti alla scuola
il tempo mi porta via...ma questa e' casa mia
il tempo mi porta via...ma questa e' casa mia
Scende lentamente giù dal cielo
come un sipario di mare nasconde il mondo intero
ma amore tu non la puoi sentire
quest'amore non vuole morire
Piove su Roma
e nemmeno questo tempo di merda mi consola
l'aria si fa...si fa sottile
quest'amore non vuole morire

(Antonello Venditti, "Piove su Roma" - 2007)
Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. La sicurezza è garantita. Sicurezza. Dobbiamo tutti essere sicuri. Sicurezza. Sicurezza. Va tutto bene. Va tutto bene.

mercoledì, aprile 23, 2008

I fatti spariscono.

Cazzata del 15 Aprile 2008: "Facciamo l'embargo alla politica, in questo blog".

300 milioni di euro. 300 milioni di euro che pagheremo tutti per tenerci una palla al piede come Alitalia. Bello, no? I francesi ci mandano al diavolo, stufi delle nostre manovrette da campagna elettorale. I sindacati, basiti, non sanno se sputarsi addosso o inventare qualche scusa sensata. L'italianità da preservare. Malpensa, il Nord, gli interessi leghisti e lombardi in generale. E giù 300 milioni di euro, cifra sganciata da un Prodi avvelenato che sta per riempire gli scatoloni. Il suo successore chiede 300 milioni? Eccoli, diamine! Daranno un po' di fiato a quel gorgo infinito che è la nostra compagnia di bandiera.
Italianità. Però, in terra sarda, con l'amico Putin, l'ex-"esponente principale dello schieramento avversario" ora "esponente principale di tutto" contratta per dare baracca e burattini a Aeroflot, compagnia russa che non potrebbe, in teoria, nemmeno mantenere le rotte. Francesi no. Russi (ex-comunisti) si. Misteri.
Il Cavaliere trionfatore sa di averne sparate di grosse, nelle ultime settimane. Per questo si affretta a dire che lui, nell'aver mandato all'aria l'affare con AirFrance, non c'entra una cippa. La colpa è dei sindacati, no?
E chi lo può smentire? I telegiornali, principale abbeveratoio di notizie addomesticate, ripeteranno la stessa cosa stasera. Nessuno che chieda notizie della cordata che era pronta.
I fatti spariscono. Torna il sole, in questo bel paese. Riotta, Mazza, Fede, Mimun e tutti gli altri cambiano registro: va tutto bene.
La cordata? Sparita.
I rifiuti di Napoli? Spariti.
La gente che non arriva a fine mese? Sparita.
Va tutto bene. Va tutto bene.
Beppe Grillo lancia il V2-Day per dopodomani. Firmiamo, nella speranza di avere, un giorno, un'informazione libera. Ma di speranze ce ne sono poche.
Il Grande Fratello ci osserva. Il Grande Fratello cambia la storia. Ormai è tardi per bloccarlo. L'esito delle elezioni ha determinato, legittimamente, che la maggioranza degli italiani vogliono informarsi così.
La cordata? Mai sentita. Napoli? Finchè c'era Prodi, ma adesso va tutto bene. 300 milioni ad Alitalia? Piuttosto che i francesi, vada così.
Beppe, vai avanti. Ma in molti non speriamo più. Meglio allinearsi.
Va tutto bene. Va tutto bene. Va tutto bene.

giovedì, aprile 17, 2008

Il bluff di Veltroni lo pagheremo caro

Alla faccia del buon proposito di non parlare di politica.
Se c'è una cosa che non sopporto è sentir dire che, tutto sommato, l'esclusione della Sinistra dal nuovo Parlamento è un bene. Troppo radicali, troppo ostinati nei loro no. Mi tocca pure sentire che la colpa della fine di Prodi è loro.
Io credo che l'esclusione della Sinistra sia un fatto tragico. Quando Berlusconi & co., seguendo legittimamente il loro programma (speriamo solo quello) faranno delle scelte difficili in temi di lavoro, pensioni, ambiente, laicità, diritti civili e via dicendo, chi dovrebbe difendere le posizioni diverse dalle loro? Il Pd? Veltroni? Vien da ridere. Un partito neo-centrista dichiaratamente pronto all'inciucio con il Pdl non ha nessun motivo per giungere allo scontro. D'Alema non dice cose di sinistra per definizione. Con chi difendono i lavoratori, con Calearo e Colaninno? E la laicità con la Binetti? Da brivido.
Bertinotti & co. saranno anche anacronistici in loro molte convinzioni, ma meglio loro che questo pensiero unico che si è delineato. Brrr...
Il bluff di Veltroni lo pagheremo caro. Maledizione, ma non doveva andare in Africa? Già eravamo pieni di casini, doveva pure lui mettersi a far danni?
In bocca al lupo, Italia.

mercoledì, aprile 16, 2008

Va tutto bene.

Va tutto bene.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
........................
Ho detto che va tutto bene!
Va tutto bene.
Va tutto bene.

martedì, aprile 15, 2008

WaLterloo /2 - Va tutto bene

Così è andata e mi riprometto di trascurare un bel po' la politica per occuparmi di temi molto più leggeri. Anche se, temo, mi ci ritroverò dentro obtorto collo.Cos'è accaduto? E' accaduto che il Popolo delle Libertà, complice uno straordinario successo della Lega Nord, ha stravinto queste elezioni sia alla Camera che al Senato, garantendo al duo Berlusconi e Bossi la certezza di governare per almeno cinque anni. Cinque anni nei quali avranno le mani libere e che, a dispetto di non molti edificanti episodi precedenti, ci auguriamo tutti siano un bene per questo sciagurato Paese. Quindi, lealmente, non resta che prendere atto (con notevole disgusto, ahimè) della volontà del popolo italiano e augurare sinceramente (lo faccio di cuore) un buon lavoro al nuovo governo. Di dubbi, conoscendo il Cavaliere e il Senatur, ce ne sono molti: rappresentano una destra non propriamente rassicurante, ma tant'è. Speriamo di essere smentiti da una buona azione di governo. Questo è l'unico modo per digerire la faccenda.Veniamo agli sconfitti. Ieri mi chiedevo dove fosse questa grande rimonta di Walter il mago e la risposta è solo una: era un bluff. Dei peggiori, tralaltro, visto che ha indotto tantissimi elettori di sinistra a turarsi il naso e a votare Pd a dispetto di tutto. Danneggiando irreparabilmente la vera sinistra, la Sinistra Arcobaleno, che si è disintegrata senza eleggere nessuno. Fine della storia per quattro partiti che garantivano una presenza in Parlamento per molte istanze di, appunto, sinistra.Quanti errori, caro Veltroni. Ne cito alcuni:

A) Dare una buona spinta al governo Prodi, ipotizzando leggi elettorali atte a far fuori i piccoli partiti al punto da far uscire di senno Mastella, a Gennaio. L'ex-guardasigilli, a quel punto, ha colto la prima occasione (l'arresto della consorte Sandra) per mandare tutto a puttane. Se Prodi è caduto, l'ho sempre sostenuto e lo sostiene da sempre un sacco di gente, da Grillo sino a Rosy Bindi, lo deve anche a te;
B) Come un re-animator, caro Walter, hai evitato la fine politica di Berlusconi proprio quando i suoi due alleati storici, Fini e Casini, lo davano per spacciato ("ectoplasma", lo definì l'or fido Fini). Iniziando un dialogo con lui, una volta varato il Pd, oltre che mettere in difficoltà Romano Prodi, lo hai nuovamente legittimato. Quando poi il dialogo si è speso sulla legge elettorale, torniamo al punto A.
C) "Correre da solo". Buona idea. Coraggiosa. Ma anche incoscienza sostanziale. Hai fatto il miracolo di innescare una reazione a catena in grado di far implodere il centrosinistra, far correre tutti da soli e, quindi, causare la morte dell'ala radicale dell'alleanza. Questo progetto ti è riuscito, anche se di fatto hai regalato l'Italia alla destra. Che possibilità avevi di vincere? Inoltre, oltre che essere il killer di quattro partiti, hai anche provocato indirettamente lo smarcamento di Casini, l'unico moderato dello schieramento avversario. Senza Casini, chi controllerà Berlusconi e Bossi? Forse Fini? Via, l'uomo di An è ormai assorbito, ridotto a un neo-Cicchitto e presto imbalsamato come presidente della Camera;
D) Hai creduto di essere Obama. Per la sinistra sei stato più un Osama, se mi concedi. Brandelli. Dov'era la rimonta? Cosa "si poteva fare"?

Sono felice per Tonino Di Pietro, sul serio. Gli auguro una splendida esperienza politica, ora che ha dei numeri in più.Son rattristato in generale. Un po' spaventato. Ma, ripeto, in bocca al lupo al Cavaliere. Vorrei mi stupissero. Ma ci conto poco. Stop. Facciamo l'embargo alla politica, in questo blog. O, almeno, proviamoci. Illudiamoci di vivere in un Paese migliore. Dove magari gli italiani assomigliano un po' più all'idea che noi, poveri illusi come Walter, abbiamo. Fingiamo. Facciamo come il personaggio di Orwell. Amiamo il Grande Fratello. Va tutto bene.

lunedì, aprile 14, 2008

WaLterloo

Elaborare.
Digerire.
Comprendere.
Non facciamoci prendere dal panico.
Dov'è la rimonta, Walter?
Dov'è il recupero?
Dopo tre mesi di parole, dov'è il successo?
Questa non è una sconfitta. Questa è una Waterloo.
O, meglio...
una WaLterloo!!!
L'unico vero miracolo è una sconfitta unica e irreversibile.
Complimenti per la lungimiranza!

giovedì, aprile 10, 2008

Presidente, non ci pensi proprio

Caro Presidente, so che non ci pensa proprio a dimettersi dato che "la situazione italiana è cambiata". Mi permetta umilmente, nel remoto caso che tal pensiero la sfiori anche lontanamente, di lasciarlo fuggire. Non ci pensi proprio a dimettersi, Presidente. La presidenza di una Camera non deve essere barattata con il suo ruolo. Resti lì, Presidente. Lo faccia per tutti noi.
Cordialmente.

mercoledì, aprile 09, 2008

Rebecca? Robetta

Sarà per il fatto che anni fa lessi con soddisfazione il romanzo di Daphne Du Maurier o per il ricordo del film di Hitchcock, ma ho visto in Tv la fiction in due parti "Rebecca, la prima moglie". La storia è indubbiamente affascinante: una giovane di modeste origini si sposa con il facoltoso vedovo Maxim De Winter e va a vivere nella di lui dimora, una sorta di castello chiamato Manderley ove, nel giro di poco tempo, la sua vita diventa un inferno, talmente forte è la presenza spirituale della prima signora De Winter, Rebecca appunto. A causare tormento alla sposina è soprattutto la cattivissima di turno, la governante Danvers, devota della defunta e incapace di accettarne una sostituta. A rendere indimenticabile il romanzo è indubbiamente il colpo di scena che arriva verso metà, quando viene rivelata la verità sulla morte di Rebecca.Le premesse, quindi, c'erano tutte per una fiction di buona fattura. E invece no, diamine. Ho trovato questa trasposizione in Tv terribile per tutta una serie di motivi:
1) La lentezza: si poteva condensare la storia in un'unica puntata invece di allungare il brodo con scene eterne, lente, congelate.
2) Gli attori, quasi tutti mediocri. Il peggiore Alessio Boni, ossia Max De Winter. D'accordo che questi è un personaggio che custodisce un atroce segreto, ma l'espressività di quest'interprete è nulla. E' riuscito per tutto il tempo a tenere sempre la stessa faccia, seria e costernata. Passabile Cristiana Capotondi nel ruolo della sposina (Jennifer, anche se nel libro un nome la protagonista non ce l'ha). Credibile Mariangela Melato come signora Danvers ma, alla lunga, è risultata un po' stucchevole.
3) La fotografia e le inquadrature: troppi primi piani, specie agli occhi pieni d'odio della Danvers, ossia la Melato.
4) La location: hanno sbagliato completamente il posto per Manderley. Gli interni avevano marmo e colonne, tipici italiani, anzichè il legno delle case inglesi. E poi, per gli esterni, che c'azzecca il castello di Miramare di Trieste con una dimora sperduta nella boscaglia?
In sintesi, un risultato molto al di sotto delle aspettative, anche se gli ascolti lo hanno premiato.Continuo a pensare che si producano troppe fiction ma che di queste poche se ne salvano e mantengono la qualità (Montalbano è una). Che queste cose gli americani riescano a farle molto meglio di noi e faremmo meglio a riprendere ad importare gli sceneggiati Usa come un tempo (Radici, Alla conquista del West, Ruote e via dicendo), piuttosto che continuare a produrre robetta. Mah...
(Foto : fonte Ansa)

Fermiamoli

Avendo veramente poco tempo, in questi giorni i miei post sono molto rari.
Ho dovuto così evitare di commentare alcune perle:
1) La questione delle schede illeggibili a rischio errore. Ennesima dimostrazione che questa gente ci crede un branco di deficenti incapaci mettere una "ics" nel posto giusto. Si ribatterà: e gli anziani? Beh, solitamente gli anziani giocano al lotto e chiedete loro se non sono capaci di beccare il numerino che vogliono;
2) Bossi e la sua minaccia di "prendere le armi". Incredibile che uno si incazzi per una legge che si è fatto su misura. Fossi il suo compagno di partito Calderoli, al primo allungo di mano buona del Senatur verso il fucile fuggirei come una lepre. Patetiche le scuse: "Umberto è fatto così". Già. Solo che gente così la curano anzichè eleggerla;
3) Il Cavaliere chiede i test di sanità mentale per i giudici. Approvabile, secondo me, solo se si fa altrettanto con i politici. Specie alcuni. Uno in particolare. Stop.

Merita una menzione speciale, in queste ore, il piccolo show di Marcello Dell'Utri, uomo del Pdl nonchè condannato per mafia. Egli ha detto che si riscriveranno i libri di storia per i ragazzi per spiegare veramente cos'è stata la Resistenza. A Dell'Utri giova vivere in Italia: fosse in Francia e sputasse sulla Rivoluzione a favore di Luigi XVI lo ghigliottinerebbero (virtualmente, ovvio). Fosse in America e riscrivesse la storia dei Padri Pellegrini o di Washington finirebbe fuori dal circuto politico in dieci minuti. Qui si può fare. La maggior parte degli italiani se ne fotte della Resistenza. Solo che è proprio grazie alla Resistenza che può fottersene di tutto e sgommare in Suv.
Dell'Utri poi definisce "eroe" tal Mangano, lo stalliere di Arcore, suo aggancio con Cosa Nostra negli anni che furono e condannato nel 2000 all'ergastolo. Eroe sta per "Uomo d'Onore". Il Cavaliere conferma e gli dà ragione. Si riforma virtualmente il trio degli anni '80. Questo spreco della parola "eroe" per un mafioso fa rabbrividire.
Walter il mago spara cifre e cavolate ad ogni minuto, promettendo di tutto a tutti. Se per caso (impossibile) la spuntasse, non manterrà nulla.
Ma Walter straparla e punto. Questi, invece, sono pericolosi.
Fermiamoli, finchè siamo in tempo.

martedì, aprile 08, 2008

Alice: ora si ragiona

Risultati del mio SpeedTest della linea Adsl Alice 7 Mega di Telecom. Dopo un mese di delirio, ora cominciamo a ragionare.


venerdì, aprile 04, 2008

Ci sarebbe un'altra Italia

Guardate la scienza. Guardate il buon senso. Guardate l'intelligenza.Poi guardate le facce attonite dei giornalisti, la loro perplessità e, ahimè, la loro arroganza. Si comporterebbero così con il Cavaliere o con Walter il Mago o con qualunque altro barone della politica?Il primo dice delle cose concrete. Gli altri sono sbalorditi perchè non siamo più abituati a sentir dire delle cose profonde (tipo: "in un paese civile la nostra lista sarebbe inutile") ma solo proclami senza senso.Bravo Montanari. Che bel paese sarebbe quello che proponi. Che bello mandare al diavolo 'sti tromboni maledetti capaci solo a chieder voti per farsi poi i cazzi loro. Aggiungendoci anche tanti giornalisti lacchè.Ci sarebbe un'altra Italia se la piantassimo tutti di dar retta alle solite voci.

http://it.youtube.com/watch?v=2XTmbhchKOs
www.stefanomontanari.net/

La Waterloo di Telecom /2

Tornando su Luca Luciani (cribbio, quanti contatti ho avuto!), non posso che pubblicare, come molti bloggers, il testo del discorso:

"Questo è il messaggio a cui tengo molto.Perché ho la faccia incazzata ?Ho la faccia incazzata perché respiro sfiducia, respiro aria di aspettativa, respiro quelle facce da senso critico, come quando uno vede una partita di pallone e non ce la fa e tutti sono professori. Perché? Perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza, si crea dei grandi film che sono tutte cazzate!Oggi non parlo di Alessandro, parlo di Napoleone. Napoleone a Waterloo -- una pianura, in Belgio -- fece il suo capolavoro. Tutti lo davano per... fatto, per cotto, per la supremazia degli avversari -- c'aveva cinque grandissime nazioni contro, delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza: Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo.Allora, le facce scettiche, le facce di... non servono a un cazzo. Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo. E allora, forte di questa convinzione, noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto. Piangersi addosso non serve assolutamente a gnente.E come nel momento duro, dagli spalti la gente ti dice "ehhh la squadra non gira, non corrono"... bene , correte di più, stringete i denti: prova di carattere. E allora dagli spalti vi applaudiranno perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoletone a Waterloo."

Inoltre, grazie al sito di Repubblica... ecco il video "scomparso" da YouTube...

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=18978

giovedì, aprile 03, 2008

La Waterloo di Telecom

Proprio quando volevo a mia volta mettere un link al video di Luca Luciani nella sua splendida performance in Telecom dissertando (con turpiloqui) su Napoleone e Waterloo, ecco che da YouTube censurano il video. Posso capire Luciani che, probabilmente, ha chiesto ed ottenuto la rimozione del video che lo ha fatto diventare lo zimbello del web nel giro di poche ore. Però pensate la popolarità che gli ha offerto quell'inciampo storico: ora tutti parlano male di lui, ma ne parlano. Vedrete che ora faranno a gara ad invitarlo nelle trasmissioni televisive. Tempo un mese e diventerà opinionista in qualche talk-show. Una fiction garantita entro un anno. Così, da 800 mila euro all'anno dovuti al fatto di stare nel board Telecom (azienda da rottamare e incapace di offrire un servizio decente ma in grado di pagare i propri manager a peso d'oro), finirà per guadagnare moooolto di più. Errore storico, certo. Ma suvvia, non facciamo tutti i dottoroni! Anzi, approfittiamone! Vogliamo diventar famosi? Forza, iniziamo:
1) L'America l'ha scoperta Galileo Galilei
2) Giulio Cesare era il re d'Inghilterra
3) La teoria della relatività è dovuta a Tinto Brass
4) Kennedy fu assassinato a New York
5) Il precedente papa si chiamava Giovanni Franco II
6) La guerra di secessione l'hanno vinta i ghibellini
7) Nel 2008 le elezioni italiane sono state vinte da Veltroni

mercoledì, aprile 02, 2008

Io sono qui

Caso Quirinale-Cavaliere. L'ultima versione dice che il candidato premier non parlava di Napolitano ma di Ciampie le sue "forche caudine". Questa è bella, visto che ne voleva la rielezione. D'altra parte, dove lo trovava un altro presidente disposto a firmare in un battibaleno tutte le leggi vergogna, cosa che Ciampi ha sempre fatto?
Non pago della tensione provocata col Colle, Berlusconi ci sta poi regalando un grande repertorio, in queste ultime ore. Due frasette:
- «Se le tasse sono troppo alte, è giusto mettere in atto l'evasione o l'elusione fiscale» (grazie, chi le paga tutte per forza o magari per onestà ringrazia per questo ennesimo invito a non farlo).
- «Se vengo ancora intercettato ed escono registrazioni, lascio l'Italia» (la prego, Cavaliere, non ci regali altre illusioni).
Visto che bisogna schierarsi, ormai, devo dire dove sto, anche se si capisce. Devo anche ammettere che sono dove sono perchè ho scelto, tutto sommato, il male minore. Il quadro politico mi fa generalmente schifo... ma se proprio devo stare da qualche parte, sto qui:

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

sabato, marzo 29, 2008

Il piacevole "Brothers and Sisters"

Ho scoperto un nuovo serial, in queste ultime settimane. E' "Brothers and Sisters", arrivato negli Usa alla seconda stagione ma per me una bella novità. Si raccontano le vicende e i segreti di una famiglia americana che da poco ha perso il patriarca ed è composta dalla madre Nora (un'impagabile e divertentissima Sally Field) e dai cinque figli: Sarah, Kitty (la nota Calista Flockhart), Tommy, Kevin e Justin, con a seguito i rispettivi partners e figli. E' un telefilm molto godibile, ben sceneggiato e di facile presa. Un buon prodotto, insomma, consigliabile a tutti coloro che hanno amato in passato i serial familiari "stile-Bradford" e altri. So che partirà in chiaro su Raidue prossimamente. Se non lo avete visto, buttate un occhio a "Brothers and Sisters": non lo lascerete più.

venerdì, marzo 28, 2008

Voli di fantasia

Quanto ha combinato Berlusconi in questi ultimi giorni ha dell'incredibile.
Credo abbia superato se stesso, nella vicenda Alitalia. Non mi soffermo sulla crisi della nostra compagnia di bandiera che, francamente, mi auguro venga rilevata da Air France secondo gli accordi presi a suo tempo, al fine di garantirne almeno una dignitosa sopravvivenza lontano dai miserevoli affarucoli italiani.
Val la pena, invece, segnalare quanto il Cavaliere, in piena campagna elettorale, sia riuscito a costruire in una serie dei suoi immancabili voli di fantasia.
Inizia con l'annuncio di una cordata italiana intenzionata a preservare la compagnia di bandiera:
“Tale operazione sarà sostenuta dall’aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli“.
Immediata la smentita di Banca Intesa, che non ne sa nulla. Ergo: il Cavaliere spara una balla. La prima.
Segue, da Viterbo:
"La cordata italiana non e' qualcosa di campato in aria, oggi ci sono alcuni nomi di imprenditori importanti che non faccio per ragioni di riservatezza ma che tra qualche giorno verranno conosciuti da tutti perche' faranno certamente una loro offerta impegnativa".
Insiste poi:
"Chiederanno di avere 3-4 settimane per poter valutare la situazione, fare una due diligence e presentare una nuova offerta impegnativa. Penso che tra qualche giorno si concretizzerà la cordata".
Qualche giorno dopo, però, Berlusconi esclude i figli dalla cordata, smentendo se stesso:
"Nemmeno per sogno! Vieterei loro di entrare in una cordata".
Insiste poi dicendo che in corsa ci sarebbero Benetton, Ligresti, Eni e Mediobanca. Parla di colloqui con i vertici di Mediobanca ed Eni:
«Inutile che gli altri ci scherzino su, la cordata italiana esiste. Eccome».
Tutti gli interessati, di fretta, negano ogni coinvolgimento. Sembrano tutti impazziti. E il Cavaliere, pare, continua a mentire.
«Alitalia non è oggi nell'agenda di Eni», dice Paolo Scaroni. Pochi commenti da Mediobanca. Benetton e Ligresti si limitano a un “no comment”.
Voli di fantasia? Voli che però causano un bel giro di valzer in borsa per il titolo Alitalia. Incredibile. Ma l'uomo è fatto così, ama giocare. Non riesce a resistere all'impulso di spararle grosse.
I voli di Silvio. Al quale, non si trascuri, stiamo per ridare in mano la cloche del Paese.

giovedì, marzo 20, 2008

Bastonati e contenti

Inevitabilmente, capita di finire in un programma dove ci sono i politici che strillano. Così, ieri ho visto una parte di "Porta a porta". Ospiti di Vespa erano Dario Franceschini e Giovanna Melandri per il Pd da una parte e Giulio Tremonti e Giorgia Meloni per il Pdl dall'altra. Le cose che si sono dette mi hanno convinto di una cosa: i politici di centrosinistra godono nel farsi bastonare a più non posso. Non riescono proprio a difendere una posizione e a contrattaccare in maniera decisa. Questa è la debolezza che ha sempre permesso a Berlusconi e ai suoi di dire e fare tutto quello che hanno voluto. Due esempi:
 
TESI 1 - il saccente Giulio Tremonti, ex-ministro dell'Economia del precedente esecutivo, principale artefice di una gestione allegra delle casse pubbliche, nonchè di una marea di cartolarizzazioni e condoni che pochi soldi hanno fruttato, l'uomo che ci ha fatti declassare da S&P e Moodys insomma, è riuscito in pochi giri di parole a sostenere che i prezzi sono aumentati per colpa di Prodi, che gli ultimi due anni ci hanno portato allo sfacelo, che gli italiani si sono impoveriti sempre negli ultimi due anni e via dicendo.
RISPOSTA - Inutili arrampicate sugli specchi di Franceschini e la Melandri.
RISPOSTA SENSATA? "Senti, Giulio, non diciamo cazzate. Quando c'eri tu è arrivato l'euro e te ne sei sbattuto. Marzano negava gli aumenti, parlando di "percezione", Berlusconi citava la madre (riposi in pace) e i suoi giretti al mercato. L'impoverimento è arrivato da lì. Voi non avete controllato i prezzi. Anzi, avete premiato i furbi con condoni su condoni. Avete fatto rientrare capitali dall'estero in cambio di cifre ridicole. E poi proprio tu, Giulio, hai dato il via alle speculazioni sulla nuova moneta, portando la giocata minima al Superenalotto da mille lire a un euro. Quindi statti zitto.
 
TESI 2 - La Meloni parla del precariato e dice "voi non avete fatto nulla per i lavoratori precari!".
RISPOSTA - Inutili arrampicate sugli specchi di Franceschini e la Melandri.
RISPOSTA SENSATA? "Cara Giorgia, tu di precari non parlare! La Legge Biagi l'avete fatta voi! Voi avete creato un esercito di precari, quindi non avete diritto nemmeno di nominarli, tranne che per chiedere loro scusa".
 
Che palle, 'sto buonismo! In pratica l'ex-opposizione (e futura) al governo del Cavaliere è riuscita nel miracolo di assumersi tutte le colpe, prezzi in primis. La tesi che quest'ultimo governo Prodi abbia "messo in ginocchio l'Italia" è passata. Domanda: a metà del 2006, meno di due anni fa, questo era il bengodi?

lunedì, marzo 17, 2008

Solidarietà al Tibet

Non andiamoci, a quelle Olimpiadi.
Magari al "no, grazie" aggiungiamo anche qualcosa che possa far riflettere i cinesi sui diritti di chi lavora.
Accidenti alle etichette "made in China", lorde di sudore e sofferenza.
Solidarietà al Tibet.

venerdì, marzo 14, 2008

L'inguaribile battutaro

Certe cose non andrebbero nemmeno commentate, ma come resistere?
Sono straconvinto che Berlusconi, nella sua ormai celebre risposta alla precaria (a Tg "Punto di vista"), avesse avuto realemente solo l'intenzione di scherzare, da grande battutaro autoironico qual è. Ma, ancora una volta, il Cavaliere non è riuscito a scindere il suo essere guascone dal ruolo di uomo politico dal quale si aspettano risposte serie e non atteggiamenti della serie "la buttiamo in vacca e spariamo cazzate".Il tutto ci porta a pensare che:
A) Berlusconi è incapace di prendere sul serio i problemi della gente. Ha troppi soldi e di certo non riesce nemmeno a immaginarsi che molti di noi abbiano veramente le tasche vuote e prospettive zero;
B) Berlusconi vuole piacere a tutti i costi, vuole essere un "simpaticone". Purtroppo, quando ci si comparta così, si può ottenere l'effetto contrario a favore delle gaffes;
C) Se Berlusconi riesce a ridere e a far battute su un dramma sociale che lui stesso ha contribuito fortemente a creare (non controllò l'ingresso dell'euro e fece la legge Biagi, in primis), come accidenti si può sperare che faccia qualcosina per risolverlo, una volta tornato premier?
D) Berlusconi ha mancato di rispetto ai precari, alle donne (vedendole come fighette pronte a darla via per una manciata di quattrini) e a tutti quelli che si fanno un culo così quotidianamente;
E) In una paese normale, uno così non sarebbe in lizza per governare, specie dopo questo uno-due, considerando anche il caso-Ciarrapico.
Se Berlusconi vincerà, stanti le cose, l'Italia se lo merita perchè se lo sceglie. Il giorno che la "ggente" spegnerà quelle sue dannate Tv per pensare un po', magari faremo un passo nella civiltà. Per ora, santa pace.
Poi, uno pensa agli Usa, dove un governatore va con una squillo e deve dimettersi, cospargendosi il capo di cenere. Qui abbiamo uno che fa il galletto e il battutaro e stiamo per riaffidarci a lui. Siamo un paese da barzelletta. Appunto.

Mia musica /8 - Augusto Martelli: "Djamballà"

Stamattina, con un collega, ci è tornata in mente Nadia Cassini, star del cinema erotico italiano di un tempo. Da lì abbiamo citato "Il dio serpente" e la sua straordinaria colonna sonora, firmata da Augusto Martelli. Si chiama "Djamballà" ed è un pezzo mitico. Per chi ha vissuto gli anni Settanta, anche se magari da bambino, risentire questo tema, che ho ritrovato su YouTube, potrà far spuntare una lacrimuccia...

giovedì, marzo 13, 2008

Come non amare quest'uomo?

Come non amare quest'uomo?

A una precaria, ieri:
"Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere".
 
Dobbiamo sperare in una sua vittoria. Come potremmo privarci della sua saggezza e del suo umorismo?

A un mese dal voto

Con il suo nuovo look in camicia nera, il Cavaliere si è speso nel convincere che poco importa che Ciarrapico sia un fascista, tanto non sarà determinante. Questo è vero, a parte un problema d'immagine, no? Per l'ennesima volta, Fini ha buttato giù il boccone amaro. Si potrebbe scrivere un libro sul comportamento dell'onorevole Gianfranco, sui suoi immancabili cambi di rotta, sul suo appiattirsi completamente sulla linea del Grande Capo. Novello Bondi, ora che è entrato nel Pdl.
Veltroni vende emozioni e speranze da lucciconi, ma è vittima delle stesse contraddizioni dell'avversario. Inoltre, suo malgrado, si sta verificando quello che i potenziali entusiasti del Pd temevano: dopo un avvio scoppiettante, tra un "si può fare" e un "noi corriamo soli", l'effetto-Walter si è già smorzato e il Pd non riesce nella rimonta e rimane comunque (se va bene) a 6-7 punti dal Pdl. A un mese esatto dalle elezioni questo significa che Veltroni ha già perso. Ora può solo correre per perdere bene e costringere quindi Berlusconi ad un maggioranza risicata alla Prodi. Non s'illuda però il Veltroni: fosse anche per tre senatori in più, il Cavaliere governerà lo stesso, altro che inciuci.
La Sinistra Arcobaleno resta all'angolo, incapace di smuoversi dal suo triste 7-8%. In pratica, quello che prendeva Rifondazione da sola ed in effetti trattasi di una Rifondazione allargata che credo turbi i sonni di Fabio Mussi, ideatore di Sinistra Democratica per unire la sinistra appunto ed ora costretto a fare la comparsa.
Boselli e i socialisti volano verso il suicidio elettorale consistente in frammenti di unità che vale almeno i copiosi rimborsi.
La Santanchè fa il suo dovere per prendere voti dai delusi di An.
Casini sbraita, lui "c'entra", pur dimenticandosi che c'entrava anche prima.
Prodi si è ritirato dalla scena ed è stata una grande uscita: un signore, dopotutto.
Mastella? Non si ricandida perchè non lo vuole nessuno. Clemente, ti hanno fregato?Manca un mese alle elezione e, più o meno, questo è il clima.
Da oggi inizia la campagna elettorale e ci sarà da divertirsi, respingendo il senso di nausea che le solite facce ormai ci stimolano. Per piangere, chiunque vinca, ci sarà tempo dal 15 Aprile.

mercoledì, marzo 12, 2008

Di quest'Italia facciamo banchetto

Serviva l'Ocse per dirci che siamo i più sfigati tra i popoli ricchi?
Che gli italiani abbiano dei salari bassi lo si è sempre saputo, sin dal luogo comune che "l'operaio tedesco prende molto di più dell'impiegato italiano". Dov'è la novità? Forse che siamo 23mi su 30 e che Spagna e Grecia stanno più in alto di noi.
Eppure, suvvia, non ci scoraggiamo! Abbiamo poco da scialaquare ma siamo ai primi posti in molte classifiche. Quella della corruzione, ad esempio. O delle lungaggini burocratiche. E, poi, siamo quelli che hanno i prezzi più alti, i servizi bancari più esosi, i manager pubblici più pagati, i parlamentari pure. La nostra macchina amministrativa costa una follia. Non parliamo poi dei costi della politica. Insomma, siamo un paese di poveracci che pagano tutto tantissimo e sulle cui spalle poggia una schiera di parassiti e affini che diventano milionari grazie ai giusti contatti. Il guaio è che tutto questo è considerato normale ed ogni giorno è una gara a chi si aggiudica un posto alla tavola di questo immenso banchetto.
Di quest'Italia si faccia banchetto e diamo quel che resta ai cani.

domenica, marzo 09, 2008

Il ritorno del Trio

Incredibile e inspiegabile sabato sera televisivo. Torna, dopo anni, il Trio Marchesini-Solenghi-Lopez con uno spettacolo ("Non esiste più la mezza stagione") che miscela nuovi sketch e pezzi del passato e perde pesantemente la sfida con l'ennesima nuova serie de "La Corrida" con Gerry Scotti. Peccato, perchè lo spolvero del Trio è una bella novità, una rimpatriata importante, anche se gli anni sono passati e anche se Anna Marchesini porta di segni di una grave e indefinibile malattia.
Il ritorno del Trio meritava di più, non doveva essere snobbato da tutto quel pubblico che ha preferito l'eterno rito della Corrida, premiando ancora una volta Canale 5 e la sua scelta di fare sempre le solite cose da vent'anni a questa parte. Contate quante Corride, Scherzi a parte, La sai L'ultima?, Grande Fratello, Paperissima e via dicendo abbiamo collezionato. Questo è Canale 5, il rifugio del prevedibile. E, purtroppo, vince nella sua ossessiva ripetività.

Viva Marchesini-Solenghi-Lopez.

Vedi, Walter?

Vedi, Walter? Vedi che è sempre lo stesso? Vedi che con lui non riuscirai mai a fare vere intese, riforme elettorali o inciuci vari? Lui è più furbo. Lui sa muoversi e vincere. Come diavolo hai potuto credergli al punto da far cadere Prodi? Dov'è, ora, tutta questa pacatezza, questi toni morbidi, questo "volemose bene"? Quand'è che smetterete di dargli credito?

mercoledì, marzo 05, 2008

Tace il blog

Quanto tace, in questi giorni, questo blog.
Troppi impegni, troppe cose.
Mi spiace scriver così poco.
Sento l'assenza dello sfogo.
Dell'autoanalisi, dell'autocritica.
Eppur tace. Tace.

domenica, marzo 02, 2008

Sanremo 2008 - Finale

E' finito, finalmente!
1) Giò Di Tonno e Lola Ponce (Colpo di fulmine) (era ovvio)
2) Anna Tatangelo (Il mio amico) (perchè?)
3) Fabrizio Moro (Eppure mi hai cambiato la vita) (ok)
4) Toto Cutugno (Un falco chiuso in gabbia) (strano non sia secondo)
5) Finley (Ricordi) (per favore!)
6) Paolo Meneguzzi (Grande) (per favore!)
7) Sergio Cammariere (L'amore non si spiega) (troppo poco)
8) Gianluca Grignani (Cammina nel sole) (ci sta)
9) Little Tony (Non finisce qui) (non così tanto)
10) Eugenio Bennato (Grande Sud) (mah!)
E' finito con la vittoria del duo da musical e con una classifica finale terrificante che spazza via tutto quello che di interessante ci poteva essere per favorire il nazional-popolare. Tutti quelli che passeranno di più nelle radio (Venuti, L'aura, Mietta, Tiromancino, Tricarico e Frankie Hi Nrg) sono stati penalizzati, così come Minghi e Zarrillo.
Tirata unica per tutte le 19 canzoni e gara, rallentata solo da spot e Verdone-Gerini.
Le cose tremende:
- la Giuria di Qualità e la sua composizione criminale: Emilio Fede, Fabrizio Frizzi, Martina Colombari, Gloria Guida, Giancarlo Magalli, Giampiero Mughini, Mariolina Simone, Eleonora Abbagnato, Tiziana Ferrario, Gianni Boncompagni. La maggior parte di loro con la musica poco ci azzecca. Non a caso danno i 10 alla Tatangelo e i 7 a Venuti. Andrebbe eliminata, per i danni che fa;
- il secondo posto ad Anna Tatangelo e il suo "Gigi, ti amo!" esclamato durante la premiazione. Ci consoli il fatto che, da oggi, il suo pezzo finirà nel dimenticatoio;
- l'esagerato primo posto per i due colombini da musical.

Le cose buone:
- un Chiambretti in forma strepitosa che non sbaglia nulla e sforna battute su battute. Grandissimo;
- il premio della critica a Tricarico, l'alieno del Festival;
- l'esibizione di Elio e le Storie Tese in un pezzo di Rossini. Mi vien da piangere pensando di non aver visto il miglior Dopofestival della storia solo per colpa dell'orario impossibile;
- il premio Siae agli ormai vecchietti Vianello-Mondaini.

Dicono che, da domani, il Festival andrà ripensato. Vedremo. Per ora, è finita!

sabato, marzo 01, 2008

Loredana per Mimì

Ora ho capito (stanotte il sonno era troppo): Loredana Bertè ha semplicemente ritirato il premio che comunque era di Mia Martini dal 1982, quando lo vinse per "E non finisce mica il cielo" di Ivano Fossati. Chiaro. Lory non ha avuto il premio. Ha preso quello che, di diritto, spettava a Mimì. Infatti c'era il paradosso che il premio della critica (a lei intitolato dopo la scomparsa), inventato in quell'occasione , non fosse stato consegnato proprio all'artista che per prima lo vinse.
Tutto ok, allora. Giustizia è fatta. E adesso... vediamoci la finale e chiudiamo 'sta tortura.

Sanremo 2008 - Quarta serata

A un passo dalla catastrofe finale. Un pareggio con "I Cesaroni" su Canale 5 ha almeno evitato di parlare di sconfitta definitiva. Comunque, ha ragione Chiambretti: Sanremo non è più un evento (da diversi anni, direi) e bisogna fare i conti con questo.
Eppure la quarta serata di questo sciagurato 58mo Festival della Canzone Italiana non è stata poi male. Contro la concorrenza, Pippo Baudo ha sparato tutte le sue cartucce: appena passati i Sonohra (destinati alla vittoria), uno dietro l'altro arrivano i primi tre superospiti italiani, ossia Giorgia (superlativa), Jovanotti (con Ben Harper) e Fiorella Mannoia (influenzata e quindi non al massimo della voce, come si nota). Poi la gara tra gli otto superstiti della categoria Giovani riprende, tra spot e telepromozioni e, in tempi dilatati, si arriva a Leona Lewis e al secondo atto dei superospiti: Gianni Morandi e i Pooh. Quando esco in balcone per una sigaretta, mi rendo conto che è notte fonda, l'una passata e dall'Ariston non mollano proprio.
Riappare la Bertè (con Spagna) per una nuova esecuzione della sua canzone squalificata: incredibile, la buttano giustamente fuori e può continuare a farla sentire. Colpo di teatro: la premiano pure con il tanto da lei desiderato Premio della Critica intitolato all'indimenticata sorella. Pazzesco: squalificata e premiata. Fossi in gara io, mi incazzerei di brutto. La Lory piange e bofonchia qualcosa.
Si arriva quindi ai risultati dei Giovani: terzo tal diciassettenne Jacopo Troiani (sigh), secondi La Scelta e primi i Sonohra. Mi sta bene, anche se avrei fatto vincere La Scelta. Premio della critica ai Frank Head, i più originali della covata.
Cala il sipario sull'Ariston, arriva Elio e annuncia subito la pubblicità. Sono quasi le due. Preferisco andare a dormire, che c'è la finale in arrivo. E, come ha detto Pierino, conviene tenersi liberi non solo il sabato sera, ma anche la domenica e il lunedì.

P.S. - Comunque Baudo ha ragione, quando dice che manca la gara. I Festival erano belli con le classifiche provvisorie, aggiornate nel corso delle serate. I discografici e gli artisti dovrebbero rimettersi in gioco.

venerdì, febbraio 29, 2008

Sanremo 2008 - Terza serata

Svecchiare o morire. Sembra essere questo l'imperativo per questo Festival agonizzante che anche nella sua terza serata non vede luce. D'altra parte è inevitabile: alle 0.50 dovevano ancora cantare due artisti e Chiambretti giocava con il suo gruppo d'ascolto improbabile. Ma si può? La durata allucinante unita al numero intollerabile di interruzioni pubblicitarie sono, a mio giudizio, le vere cause di questo naufragio.
Terza serata, quella dei duetti, quella delle rivisitazioni in chiave diversa, quella del post-caso Bertè che, appunto, canta per prima fuori gara assieme a Ivana Spagna.
Poi inizia la scaletta, con esiti altalenanti, interrotta dal piccolo pianista Marc Yu e dalla brava Yael Naim.
I voti si riferiscono alla performance e non alla qualità della canzone.

Finley + Belinda (4)
Tricarico + Mago Forrest (7)
Mietta + Neri per caso (8)
Fabrizio Moro + Gaetano Curreri (8)
Sergio Cammariere + Gal Costa (8)
Max Gazzé + Marina Rei e Paola Turci (8)
Frankie Hi NRG MC + Simone Cristicchi (7)
L'Aura + Rezophonics (7)
Eugenio Bennato + Pietra Montecorvino (6)
Mario Venuti + Denovo (6)
Giò Di Tonno e Lola Ponce + Los Vivancos (6)
Gianluca Grignani + Nomadi (8)
Anna Tatangelo + Michael Bolton (7, per lui)
Paolo Meneguzzi + Tony Hadley (6)
Little Tony + Gipsy Kings Family (6)
Amedeo Minghi + Giuliana De Donno e Paola Berardi (6)
Tiromancino + Stefano di Battista (7)
Michele Zarrillo + Paola e Chiara (7)
Toto Cutugno + Annalisa Minetti (5)

Terribile arrivare alla fine. Noia. Lungo, lungo. Troppo lungo. Svecchiare o morire.

mercoledì, febbraio 27, 2008

Sanremo 2008 - Seconda serata

Povero Festival, vittima dell'auditel impietoso. Un mezzo disastro, per il povero Baudo.
Dopo il flop della prima serata, giungono i dati della seconda, che sono ancora più impietosi (8.271.000 spettatori, 3.500.000 in meno rispetto al 2007) e il conduttore non le manda a dire, difendendo il suo spettacolo:"E' la qualità in un'Italia di merda". E dire che ieri un po' di ritmo in più c'è stato, ci sono state delle limature postive, salvo le telepromozioni e la pubblicità che ormai il Festival massacrano.
Si inizia con i cani Rex e ci si affida allo scopiettante Chiambretti e alla simpatia (?) della seconda primadonna, Bianca Guaccero. Ospiti i Duran Duran (più nel ricordo del delirio delle fans nell' '85), il promo dello spettacolo di Cocciante e gli atroci preti calciatori.La qualità delle canzoni, pur desolante, mi è sembrata superiore a quella dell'esordio.

I Campioni:
Mario Venuti - Buona canzone, nel suo classico stile (7+);
Amedeo Minghi - Decisamente migliore di altre sue prove all'Ariston. Convincente. (7);
Giò Di Tonno e Lola Ponce - Sarà la firma della Nannini, sarà l'esperienza teatrale ma funzionano. (7.5);
Gianluca Grignani - Meglio del solito. Canta pure bene (6.5);
Mietta - Non male. Da riascoltare (6+);
Little Tony - Mi è piaciuto. E' stato perfetto e onesto (7);
Tiromancino - Molto rumore per poco. Deludenti (5.5);
Finley - Terribili. Sarebbero Campioni? (4);
Sergio Cammariere - Una bella canzone e lui è molto bravo (7.5);
Loredana Bertè - E' un personaggio, è unica. E stavolta la canzone è quasi all'altezza (6.5).

I Giovani:
La scelta - Ventata d'Africa sufficentemente riuscita (6/7);
Sohnora - Bravi. Belle voci. Secondo me, i migliori dei giovani (7.5);
Jacopo Troiani - Ha solo 17 anni e una voce importante, ma è terribilmente scontato (5);
Rosario Morisco - Il militare canterino porta un pezzo ruffiano ma dignitoso (6);
Ariel - Robetta. Trascurabile, anche se passa il turno (5);
Francesco Rapetti - Sconcertante. Segno che anche Mogol non è infallibile. (4);
Valeria Vaglio - Canzoncina ambigua sull'amore saffico. Sempre meglio della Tatangelo (6).

Passano La scelta (bene), Sonhora (molto bene), Ariel (perchè?) e Troiani (ma dai!).
I saluti dall'Ariston arrivano di nuovo verso l'una di notte. Il Dopofestival è ancora un'utopia, per me. Stasera il baraccone sta fermo. Tiriamo il fiato.

martedì, febbraio 26, 2008

Sanremo 2008 - Prima serata

Sarò breve perchè stanco. La prima serata è finita a ridosso dell'una di notte e il Dopofestival di Elio è un limbo improponibile se non sei nottambulo.
Partenza obbligatoria con l'(ennesimo) omaggio a Modugno in occasione dei 50 anni di "Nel blu dipinto di blu", cantata da Morandi. Poi arriva Chiambretti che, con la gag dei cloni baudiani (gli "ultrapippi") ci avvisa subito che il mattatore sarà lui, con le sue battute fulminanti. Baudo fa il cerimoniere, come sempre e molte volte si fa riferimento alla "par condicio" imposta da questo clima elettorale. Primadonna la bella Andrea Osvart (italiano perfetto) che se la cava discretamente se ci sforziamo di dimenticare all'istante i suoi balletti.
Ospiti i ragazzi di "High School Musical", un Verdone non molto in palla e Lenny Kravitz in playback.

Le canzoni dei Campioni:
Paolo Meneguzzi - meglio del solito ma banale come sempre (6)
L'aura - discreta e ben cantata. Funziona (7+)
Toto Cutugno - cutugnata classicissima, votata al secondo posto (5)
Frankie Hi NRG - buona cosa, testo forte. Ma speravo in qualcosa di meglio (6/7)
Fabrizio Moro - non è all'altezza dell'anno scorso e fa troppo il verso a Vasco. Passabile (6.5)
Anna Tatangelo - atroce. Un testo che parla dei gay nella maniera più stereotipata (4.5)
Michele Zarrillo - non male, ha un suo perchè (7)
Max Gazzè - una delle cose migliori. Originale (7.5)
Eugenio Bennato - stenta un po' all'inizio ma si trasforma in un canto liberatorio (7)
Tricarico - lui è fuori di testa. Stona un po', ma di solito intonato non lo è. Da riascoltare (6.5)

I Giovani:
Milagro - intimista, buon ritornello (7)
Andrea Bonomo - canticchia bene, ma il pezzo è ruffiano e ordinario (5)
Frank Head - originali, portano il suono "balcanico" (7+)
Melody Fall - ragazzetti trascurabili. Brutta (4)
Daniele Battaglia - orribile. Stona moltissimo e si capisce che è solo un raccomandato (4-)
Valerio Sanzotta - testo troppo ambizioso, da intellettuale. Ma è cantautorato decente (7)
Giua - piacevole interpretazione. Canzone discreta (6.5).

Passano Milagro, Frank Head, Sanzotta e Giua. Tutto mi torna. Poi a nanna.

lunedì, febbraio 25, 2008

Sanremo è Sanremo

Sono le 21.05. Ci siamo. Sto per immergermi nella maratona sanremese. Non so come ne uscirò, sabato notte. Per ora iniziamo. Sento Frizzi che termina il suo show. Vado.

domenica, febbraio 24, 2008

Al via il Festival

La pigrizia e il poco tempo libero mi stanno tenendo lontano da queste pagine. Ad ogni modo, da domani inizia la maratona sanremese dalla quale anche quest'anno non starò lontano. Ho sempre avuto una passione per il Festival, per i suoi eccessi, per i suoi rituali e per il semplice fatto che, nonostante i suoi 58 anni, riesca ancora ad essere il più grande evento televisivo italiano. La musica che conta non passa per Sanremo. Ma molti di quelli che sono passati per la kermesse nazional-popolare oggi contano.
Seguo il Festival dal 1981 e non mancherò di farlo anche quest'anno.

mercoledì, febbraio 20, 2008

Alice senza meraviglie

Sono entrato anch'io nel girone infernale dell'Alice ADSL 7 Mega.
Venerdì scorso, complice la permanenza a casa per via dell'influenza, mi sono inventato di trovare finalmente un'alternativa alla mia vecchia Alice Time a 800K datata 2003. Ho telefonato al 187 e mi hanno proposto, al prezzo di 19,95 euro mensili, la nuova Alice 7 Mega. Con Telecom sono sempre stato diffidente ma ho concesso loro un po' di fiducia ed ho dato l'ok per passare alla flat.La cosa incredibile è successa domenica, dopo solo due giorni: collegandomi, ho scoperto che "ufficialmente" stavo navigando a 7 Mega! Una gioia estrema disintegrata un paio di minuti dopo, quando mi sono reso conto che, in realtà, stavo andando lento, anzi lentissimo. Ho fatto un po' di test, tipo sul sito http://www.speedtest.net/, ed ho scoperto con orrore che la mia velocità oscilla tra i 350 e i 550 Kbit/s. Praticamente una tartaruga (circa 1/20mo del potenziale dichiarato), al punto da farmi rimpiangere la mia vecchia Alice Time.Dopo un po' di giretti in rete (lentamente) ho realizzato che il problema con Alice 7 Mega è diffuso come la peste e che siamo in tantissimi a soffrire di questa penosa qualità del servizio.Ho naturalmente chiamato il 187 che, altrettanto naturalmente, ha detto che per loro tutto è configurato correttamente e che probabilmente è colpa del mio pc (seee...), della distanza dalla centrale e altre amenità. Nessuno che abbia detto la verità: Telecom sta offrendo un servizio di merda, complice la politica di overbooking che rastrella utenti pur non avendo banda e server sufficienti. Sono sconcertato. In un paese del 21mo secolo situazioni del genere butterebbero fuori dal mercato un'azienda. Qui invece tutti allargano le braccia. Mal comune mezzo gaudio? Forse. Ma intanto, che si fa?

lunedì, febbraio 18, 2008

Spremi, spremi

Vuoi mettere gli inverni di una volta? Vuoi mettere le coltivazioni di una volta? A quei tempi non succedeva nulla di clamoroso perchè si sapeva che l'inverno portava il freddo, no?
E' di poco fa la notizia che la Confederazione italiana agricoltori stima aumenti su frutta e verdura da un minimo del 20% fino ad un massimo del 45%, causa persistere del maltempo.
Ormai non c'è nemmeno più il pudore di giustificare un po' meglio queste stronzate. Tanto non c'è mai nessuno che ostacola chichessia. Aumentare i prezzi è diventato lo sport nazionale. Praticamente la nostra economia si regge solo su questo. Stiamo andando sempre più a puttane e chi può, furbamente, aumenta i prezzi. Continua a spremere le tasche del prossimo. L'inflazione è fuori controllo da almeno 5 anni, checchè ne dica l'Istat. Dal 2002 credo sia a 3 cifre. E' desolante. E lo è ancora di più ascoltare queste giustificazioni idiote che un giorno danno la colpa al freddo, l'altro al caldo e l'altro ancora ad una congiunzione astrale sfavorevole ai nati in Aquario.

Il destino di Fini


Devo dire che, per essere una campagna elettorale non prevista, ha moltissimi aspetti di novità. La scelta di Veltroni ha avuto gli effetti di un terremoto nel triste paesaggio politico italiano. E' scoppiato il centrosinistra ma, di sicuro, è saltato anche il centrodestra. Dopo quindici anni di Berlusconi vs. Altro, stavolta avremo la possibilità di vedere altri nomi di candidati premier. Oltre ai due realmente in lizza, avremo Bertinotti, Mastella(!), Casini, Tabacci, la Santanchè, Boselli e chissà quanti altri.
Uno spezzatino che la dice lunga sulle qualità delle coalizioni alle quali eravamo abituati: appena uno ha detto che non voleva più giocare, è saltato il sistema. Indubbiamente, lascia allibiti il fatto che Pierferdi abbia portato l'Udc fuori dalla Cdl. Corre da solo anche lui. Credo che, al di là della visibilità politica, Casini abbia fatto i suoi conti, magari con l'aiuto di Ruini e Bagnasco che, come sappiamo, ci tengono ad un partito cristiano ben identificabile. Comunque, Casini è uscito e credo gli vada dato atto di un certo temperamento.
Invece, come sempre, a fare una magra figura è sempre lui, Gianfranco Fini. Ah, Fini, Fini... lui che sembrava, all'inizio degli anni Novanta, l'uomo del domani, la forza delle idee, colui che aveva le palle... Ah, Fini, Fini...
Ditemi un successo, in tutti questi anni di convivenza con il Cavaliere, che Fini abbia realmente portato a casa senza la carezza rassicurante di Silvio. Per quanto ci pensi, nulla mi viene in mente. Qualche volta l'uomo ha sbraitato, è vero. Ma, sistematicamente, tornava ad allinearsi appena Silvio ordinava che la ricreazione era finita. Fini è succube di Berlusconi. Fini ha il terrore del Cavaliere e non è mai riuscito ad emanciparsene. Lo vedi in Tv, il presidente di An, e ti sembra una tigre. Ma è di carta. Fini ha raccolto le firme per il referendum contro il Porcellum ma poi ha obbedito all'ordine del capo per votare subito. Fini sta per versare An dentro il Pdl, il nuovo partito personale di Berlusconi. Commettendo un errore fatale: chiusa An, perderà ogni possibilità di fare i suoi timidi distinguo. E' destinato a diventare l'ennesimo Cicchitto, o Bondi, o Schifani. E' questo il futuro ruolo di Fini, ammettiamolo. La cosa ridicola è che lui spera ancora, un giorno, di prendere il posto di Silvio alla guida del centrodestra e che questo giustifichi tutti i rospi che ha dovuto ingoiare. Ma, caro Gianfranco, non farti troppe illusioni: ora che entri nel Pdl diventi "uno del club". E Silvio gode di ottima salute. Valeva veramente la pena di bruciare una carriera politica e divenire uno yesman per arrivare a questi piccoli risultati?

venerdì, febbraio 15, 2008

Giulianone e la 194

Giuliano Ferrara ha bisogno di spazio. Non mi riferisco maliziosamente alla sua mole, bensì al fatto che l'anchorman di La7 probabilmente è un po' stanco del ruolo di counduttore di "Otto e mezzo" e quindi desidera di più. Vuole anche lui la sua buona fetta di potere. Per questo, divenire il leader degli atei-devoti, dei teo-dem o come accidenti dovremmo definirli deve sembrargli un'ottima cosa. Non ci sono altre spiegazioni all'ennesimo giro di valzer del nostro Giulianone. Ha iniziato quindi con la richiesta di moratoria della 194, richiesta che in molti hanno preso sule serio, ed ora si lancia nell'agone politico in una fantomatica Lista per la vita (Pro-Life) avente come scopo la "corretta applicazione della 194".
Si sapeva che, partendo dalla miserabile campagna anti-referendum sulla fecondazione, si sarebbe arrivati ad attaccare la 194. Sorprende che il nuovo paladino della curia sia Giuliano Ferrara. Come si suol dire, ci mancava solo lui.

Quale sinistra

Da ieri sono a casa malato, per via di un'influenza intestinale che mi ha messo ko. La cosa sorpendente è che ieri ho trascorso tutta la giornata a dormire, alzandomi soli per pochi minuti di tanto in tanto. Non mi era mai successo di dormire così tanto, di rimanere a letto 20 ore su 24. Ma ne avevo, evidentemente bisogno.
Dal punto di vista delle mie riflessioni, sto vivendo un momento di caos politico. Non ci capisco più un tubo. Da una posizione critica nei confronti del Pd a favore del soggetto unitario della sinistra mi trovo ora parecchio spiazzato, a seguito degli ultimi avvenimenti.
Fino a poche settimane fa era valido questo assioma: il centrosinistra sarebbe stato unito anche alle prossime elezioni. Ora tutto è cambiato.
Vediamo un po' i soggetti in campo:

1) Partito Democratico: Veltroni corre da solo e mette in mostra tutte le sue doti oratorie. Ha entusiasmo e lo trasmette anche agli altri. Conosco persone che stanno vivendo quest'esperienza del Pd con gioia e determinazione. Innegabile che Walter rappresenti l'elemento di rottura e l'unica vera novità di questi giorni, al punto da costringere anche l'altro fronte ad adattarsi. Inoltre ha imbarcato anche Di Pietro, per il quale nutro una grande stima e che credo possa dare un importante contributo.

2) La Sinistra, l'Arcobaleno: rappresenta l'area cosiddetta "radicale" della vecchia alleanza alla quale Veltroni ha dato il benservito. Ed è questa la tragedia: nessuno di costoro si aspettava di essere sbattuto fuori dal centrosinistra ed essere quindi costretto a correre da solo. Ecco perchè, adesso, si sono dovuti unire sul serio dopo mesi di prove tecniche e proporre un loro candidato, Bertinotti. Quest'operazione obbligatoria sa di vecchio in maniera terribile. E, soprattutto, rivela chiaramente che, di fatto, si è condannati all'opposizione, rinunciando ad ogni speranza di essere forza di governo. Più degli altri, fa specie quanto è accaduto a Sinistra Democratica, il movimento di Mussi e Salvi: nato per mantenere il posto dei Ds quando questi si sono fusi con la Margherita, era comunque inteso come movimento votato all'alleanza con il Pd. Invece ora, per giustificare la sua esistenza, si è dovuto spostare verso sinistra: dall'occupare il posto dei Ds si è ritrovato ad essere, di fatto, una costola di Rifondazione. Sostenendo Bertinotti e, quindi, destinato a dire no a tutto.

Sono piuttosto logorato da questa faccenda. Non so come muovermi. Quale sinistra voglio, oggi?

mercoledì, febbraio 13, 2008

Can you spare a dime?

Stamattina, sulla strada per il lavoro, mi è capitato un episodio singolare.
Mi si è avvicinato un vecchietto sugli (credo) ottanta che, con timidezza e cortesia mi ha chiesto:
- Scusi, signore... potrebbe farmi un favore?
E io: - Mi dica...
- Vede... ho bisogno di comprare una bottiglia di latte per mia moglie. Avrebbe qualche monetina, per piacere?
In un istante, trasecolando, mi sono immaginato una vecchina malata a letto bisognosa di bere del latte caldo. Un' immagine straziante, il tutto con il sottofondo di "Christmas shoes" degli Alabama (chi la conosce sa cosa intendo).
Ho rovistato nelle tasche ed ho offerto tutte le monete disponibili all'ometto, che si è subito allontanato borbottando un grazie.
Sono rimasto colpito da questa cosa. Un vecchio - italiano, segnalo - che praticamente chiede l'elemosina. I classici stereotipi mentali mi sono passati in testa, tipo "andrà a giocarseli al videopoker" o "di sicuro mi ha preso in giro". Ho realizzato, però, che mi auguravo fosse proprio una di queste opzioni. Perchè al contrario, se il nonnino diceva la verità, ossia che aveva bisogno dei soldi per comprare del latte, significa che siamo alla frutta. Se un anziano, probabilmente pensionato, deve umiliarsi a mendicare per sostentamento, abbiamo perso tutti.
Abbiamo fallito come società, come nazione, come popolo. Spero mi abbia preso in giro. Lo spero proprio.

martedì, febbraio 12, 2008

La Cei e... il cinema

Scena di sesso troppo spinto tra Moretti e Ferrari nel film "Caos calmo". La Cei critica il film e auspica che professionisti seri come Moretti e la Ferrari rifiutino in futuro di prestarsi a "girare scene erotiche volgari e distruttive".
Due commenti:
1) Cara Cei, non avete altro da fare?
2) Cara Cei, deduco che avete visto il film, se ne parlate. Quindi avete peccato.
Non se ne può più. Qui non si tratta di avere o meno la fede. Si tratta di essere ritenuti o meno capaci di intendere e di volere.
 

lunedì, febbraio 11, 2008

Italia rialzati, che ti meno un altro po'

E' partita la campagna elettorale.
Walter il mago è stato in Umbria ed un vago ricordo del Cantico delle Creature poteva riecheggiare dalle sue parole. L'ambientazione e la pacatezza sono stati, secondo gli osservatori, forieri di un buon inizio per il sindaco della Capitale. One man orchestra. Veltronissimo. Boh. A me sembrano le mosse di uno che, sapendosi perdente, cerca di perdere benino.
"Italia, rialzati!" strilla Silvio. Vien da dire "rialzati che ti meno ancora un po'". Ha dell'incredibile sentire Bonaiuti & co. chiedere le scuse da parte del governo uscente per aver impoverito gli italiani. Impoveriti? Perchè, quando c'erano loro facevamo colazione con lo champagne? E' come se qualcuno che ha demolito una casa si lamentasse di chi cammina sopra le macerie.
Due facce, due modi di porsi. Il problema è capire se sono le facce di una stessa medaglia.
Intanto la sinistra "radicale" nicchia, non si capisce che vuol fare. Come Casini. Brancolano tutti. Momentaccio.
"Italia, rialzati!". In fatto di slogan non lo batte nessuno. Solo che, sdraiàti come siamo, non abbiamo molta voglia di ascoltare ancora. Lasciateci dormire. Chiamateci più tardi.

venerdì, febbraio 08, 2008

Questa triste Informatica

Quando giro in rete per capire il grado di soddisfazione degli informatici italiani mi piomba addosso una tristezza profonda. Da un lato esiste una marea di professionisti e di giovani di belle speranze che amano il loro lavoro e che sono pronti ad apprendere, a spaccare il bit, a sperimentare. Un mondo di sviluppatori e tecnici dalle potenzialità enormi.
Dall'altro un mercato che non dà concrete opportunità, ma vive di opportunismo. Offerte di lavoro che richiedono altissime professionalità in cambio di un contratto a progetto (rinnovabile) oppure nessuna esperienza al fine di sfruttare i talenti in erba. Desolante. Quando scelsi di studiare informatica, nel lontanissimo 1982, il preside della mia scuola media diceva che sarebbe stato "il lavoro del futuro" e che "ci sarebbe stato da guadagnare un sacco di soldi". Aveva ragione solo a metà. Sul fatto che sarebbe stato il lavoro del futuro era banale azzeccarci. Al punto che, nel giro di pochi anni, il settore si è saturato anche per merito/colpa di un orda di sedicenti professionisti IT bravissimi nel fare fogli Excel ma in crisi dinanzi ad un puntatore a struttura. Ho visto gente svenire dinanzi ad istruzioni un po' complicate tipo:
(*(long *)((pPunVariabili + jsIdxVariab) -> jsCampo4)) = (long) *(double *) pszValore;
I programmatori C ringrazino il VB per aver polverizzato la loro vendibilità sul mercato.
Se oggi un ragazzino mi chiedesse se val la pena buttarsi sull'informatica, credo che risponderei di tenersela come hobby, perchè programmare è anche passione. Ma gli consiglierei di studiare altro, magari economia. O, meglio ancora, di cominciare a frequentare qualche sezione di partito. Quello non è mai tempo buttato.

mercoledì, febbraio 06, 2008

Walter fa sul serio

Ha fegato. Ha ideali. Ha fiducia in se stesso e negli elettori. Ha spiazzato definitivamente tutti. Sembrava fosse una banale provocazione, quell'idea di "correre da soli". Invece sembra fare sul serio. E' questa la novità, in questo panorama sempre uguale a se stesso e quindi orripilante. Walter Veltroni insiste: il Pd correrà da solo. Da non crederci. Come non riescono a crederci i quattro della Cosa Rossa: Giordano, Mussi, Percoraro e Diliberto non credo si aspettassero di essere messi alla porta, di ricevere un "grazie, fa lo stesso" da parte dell'Obama de noantri. E invece così è. Complimenti a Walter il mago per l'idea. Difficilmente vincente, considerata l'armata della Cdl, ma comunque la prima vera idea nuova da almeno un decennio. Mi vien quasi voglia di ricredermi e seguire Veltroni, uscendo dalle logiche della Cosa Rossa che parla parla ma non ha ancora partorito niente. Bah...

martedì, febbraio 05, 2008

Addio a Barry Morse (Victor Bergman)

Il mondo della fantascienza piange Barry Morse, che si è spento a 89 anni.
L'attore inglese era nato il 10 Giugno del 1918 e tutti noi lo ricordiamo per il suo ruolo nella prima stagione di "Spazio 1999", telefilm-cult degli anni Settanta, dove interpretava il mitico professor Victor Bergman, lo scienziato geniale della Base Lunare Alpha.
Tutti quelli che hanno amato "Spazio 1999", come il sottoscritto, non hanno mai perdonato ad un certo Fred Freiberger di aver cancellato il personaggio di Bergman nella seconda stagione, quella "americana", quella di Maya, quella inguardabile. Specie in quel modo, ossia senza spiegazioni. Semplicemente sparito e mai più citato, un po' come Chuck Cunningham in "Happy Days". Per anni si sono fatte speculazioni di ogni tipo sulla sorte di Victor Bergman tra la prima e la seconda stagione. Come, del resto, su quella di altri due personaggi principali dissolti allo stesso modo, Morrow e Kano. Il mistero è rimasto. Onore al grande Barry Morse.

Finisce l'era Prodi

E così andiamo a votare. Marini non è riuscito nell'intento di convincere il centrodestra (leggi Berlusconi, tanto gli altri si accoderebbero a tutto) a fare un governo temporaneo per la legge elettorale. Walter il mago non se l'aspettava: era convinto di avere un sacco di tempo davanti a sè. Invece deve già scaldare i motori per la competizione elettorale. Durissima. Specie per il fatto che correrà da solo. Pensa in grande, Walter il mago. Si sente un po' Obama con reminescenze di Kennedy. Deve però ricordare che non ha davanti il popolo americano dei grandi entusiasmi. Ha davanti gli italiani, per i quali l'orticello e la tasca sono le uniche cose che contano. Non commetta l'errore di convincersi dell'infallibilità delle sue armi persuasive. In giro c'è molta più gente disposta a farsi nuovamente lusingare dal grande pifferaio. Che parte in netto vantaggio e sta per usare ancora una volta (la quinta!) la potenza delle sue tv. Sembra di essere in quella vecchia scena di Nightmare quando Freddy Krueger  intrappolava un gruppo di studenti nel rivivere la stessa situazione di continuo, finchè ci scappava il morto.
Stasera Napolitano scioglie le Camere. Finisce così la seconda, brevissima era Prodi. Sigh.

lunedì, febbraio 04, 2008

Occhio destro

Ho un problemuccio con l'occhio destro: vedo costantemente una macchia simile a quelle che si imprimono sulla retina quando si prende un abbaglio, con l'unica differenza che non se ne va.
Ho indagato su Internet e, come sempre succede in questi casi, ne sono uscito talmente angosciato che sono andato al Pronto Soccorso. Dopo la lunga attesa, mi ha visitato l'oculista, sparandomi luci di ogni tipo dentro la pupilla al punto da rimbecillirmi del tutto. Non hanno trovato nulla di preoccupante mentre io, nella mia autodiagnosi, mi vedevo già preda di un distacco della retina. Ora dovrò fare qualche esame ulteriore per capire cosa diavolo non funziona. Infatti, sebbene sembri tutto ok, la macchia continuo a vederla.
Secondo me c'entrano le centinaia di ore che passo davanti al computer. Siamo la generazione che si sta fottendo la vista. Non guardiamo quasi mai più lontano di un paio di metri. E' tutto vicino, a portata di mano. Dove sono gli spazi immensi? Dov'è finita la gioia di scrutare l'orizzonte?

venerdì, febbraio 01, 2008

Frase

Oggi mi è capitata questa frase:
 
Un uomo politico è colui che pensa alla prossima elezione. Uno statista è uno che pensa alla prossima generazione.
 
La facciamo appendere in Parlamento?
 

giovedì, gennaio 31, 2008

Bravo Lorenzo

Vent'anni fa arrivava Jovanotti con il suo primo singolo di successo "Gimme five". L'odiavo a morte. Non sopportavo il suo modo di porsi, le cose che diceva, la sua musica atroce da imbecilli.Lorenzo Cherubini sarebbe sparito nel nulla nel giro di pochi anni, se non avesse avuto l'intelligenza di rivoluzionarsi, di cambiare.Lo ha fatto. Adesso, in cuffia, ho "Safari", il suo ultimo lavoro, uscito pochi giorni fa. Lo trovo straordinario. Mi piace un sacco. Vent'anni fa non avrei mai immaginato che avrei ascoltato con piacere un disco di Jovanotti. Arrivavo a boicottarlo durante il mio airplay radiofonico. Le cose sono cambiate. Bravo Lorenzo.

mercoledì, gennaio 30, 2008

Le sigarette non sono più buone come una volta

Le sigarette non sono più buone come una volta.
Costano un casino in più, ma fanno anche molto più schifo.
Se non smetto di fumare adesso, smetterò da morto.
Non so che ci mettano dentro, ma hanno un saporaccio.
E' una fortuna, visto che ci sono giorni nei quali mi fermo a quota tre.
Tre sigarette: un numero impensabile, un tempo.
Eppure questo viziaccio non riesco a togliermelo.
Fumare mi piace, maledizione.
No, non è per darmi un tono. Non ho più quell'età.
Fumo proprio per il gusto di farlo.
Però sono bravo, se son capace di fermarmi a tre.
Sarà che le sigarette non sono più buone come una volta.
O sarò io che non mi godo più la vita, come una volta.
 

martedì, gennaio 29, 2008

'Notte

Mi ritrovo sempre più spesso confinato nella mia camera con il portatile. La bimba deve addormentarsi, ma lo fa sempre più tardi e ad occuparsene è la mia metà. Così trascorro le serate tra lettura e navigazione. Il guaio è che tutto questo mi induce a pensare. E rifletto sulla mia vita. Penso a tutte le cose che non vanno come mi piacerebbe. E mi sovvien l'eterno. E le morte stagioni. E la presente e viva e il suon di lei. Così, tra questa immensità s'annega il pensier mio. E il naufragar m'è dolce in questo mare. E forse farei meglio ad andare a dormire.

C'è da divertirsi

Da... "Milioni di italiani in piazza"
A... "Vergognosa disinformazione sulle mie dichiarazioni".

Al solo pensiero che lo show sta per ricominciare, mi esalto. Come abbiamo fatto, in questi ultimi venti mesi, senza il siparietto di affermazioni e smentite?
Berlusconi si è reso protagonista di dozzine di situazioni simili: prima afferma e, poche ore dopo, smentisce di aver affermato, aggiungendo che la colpa è dei mezzi di informazione che lo interpretano male e faziosamente. Come si fa a non adorare uno così? Come?
Mai una volta che gli sia venuto il dubbio: "non è che sono io che mi spiego male?".

E Walter il mago, intanto, ha sempre più l'espressione di un pesce fritto. Non sa più che inventarsi per ottenere la palma dell'uomo che "sa cambiare, sa capire, sa interpretare". Addirittura chiede a Silvio di correre da solo, come farà lui. Il Cavaliere risponde picche, ovvio: chi glielo fa fare, adesso che Fini e Casini hanno ripreso a fare i bravi bambini obbedienti? E Walter ci resta male, non capisce. Era convinto che l'uomo facesse sul serio, un mese fa. Povero Walter, tutto gli è caduto addosso: pensava di poter tirarla lunga e, invece, Prodi è caduto e si è fatto da parte. Ora c'è solo lui. Guardatelo: sembra un turista che si è perso in una metropoli. Aiutiamolo.

lunedì, gennaio 28, 2008

Brutta aria

C'è in giro una cattiva aria. Brutta brutta. La caduta di Prodi ha dato la mazzata finale alla credibilità della classe politica italiana. Vedo pochi berluscones giorire, in giro: sanno anche loro che, anche se torna Silvio, non cambierà nulla. La Casta si è blindata per decidere se votare subito o no. L'esile contatto con la gente si è strappato. Ora pensano solo a come sopravvivere. Non servono più a nulla. C'è una brutta aria, in giro. Chiamarla sfiducia è troppo poco. E' più simile a quello che si respira prima di un uragano...
Forse ne abbiamo veramente abbastanza, di questi politici inutili.

venerdì, gennaio 25, 2008

Ora d'aria

Sulla crisi di governo, quello che dovevo dire l'ho già scritto ieri. Ora mi chiudo in un religioso silenzio finchè si capirà cosa verrà deciso dal Presidente Napolitano.
Oggi sono abbastanza sereno. Al lavoro sono riuscito a completare una cosa che mi ha dato delle soddisfazioni e mi accingo a cambiare ufficio per seguire un altro progetto. Ho solo qualche problema fisico: mi sembra di aver un filino di febbre. Influenza in arrivo?
Intanto, stasera uscirò con un gruppo di amici dopo un sacco di tempo. Situazione fantozziana: ora d'aria per dei vecchi ragazzi ormai vicini ai quaranta oltre il muro domestico. Non so di che parleremo, ma spero non si finisca a litigare per questioni politiche. Meglio, al limite, rievocare i tempi andati con quella vena di malinconia che, giunti a mezza età, rende tutto struggente e terrificante.