venerdì, novembre 14, 2008

Il dissenso è avvertito

Da La Repubblica di oggi:
GENOVA - Sono stati assolti i vertici della polizia per le violenze del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, all'interno della scuola Diaz. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell'Ucigos, e per Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco, e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco. Dei 29 imputati, 13 sono stati condannati e 16 assolti. Il tribunale di Genova ha inflitto pene per complessivi 35 anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati. L'accusa aveva chiesto condanne per un totale di oltre 108 anni.

Alla fine si puniscono "le braccia" e non le, presunte, menti. Si chiude così questa oscura faccenda che ha sospeso la democrazia per molte ore, all'interno di quel dannato edificio. Tutto era prevedibile in questo clima. Fossi uno studente, ora, stare più attento a manifestare. Da metalmeccanico, ho più timore a scendere in piazza. Il dissenso è avvertito. Cossiga docet. Il Presidente emerito che invoca sangue e violenze (donne e bambini sarebbe meglio) andrebbe accompagnato in casa di riposo a giocare a dama. Oggi anche fare il blogger inquieta. Bisogna solo sussurrare.

Cossiga: "Bisogna infiltrare gli studenti con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine, mettano a ferro e fuoco le città. Dopodiché, forti del consenso popolare, le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano".


Caro Presidente, questo profeticamente scriveva Fabrizio De Andrè, un uomo che amava moltissimo la sua (e anche mia) Sardegna, nel 1973:

Canzone Del Maggio

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

mercoledì, novembre 05, 2008

La mani sulla Rai

In questo scoppiettante giorno nel quale celebriamo l'elezione di Barack Obama a commander in chief non possiamo dimenticare le cosucce di casa nostra che, come sempre, ci fanno sentire piccini piccini. In queste ultime ore sembra essere partita un'offensiva durissima contro la Rai che, bisogna ricordarlo, è pur sempre l'azienda concorrente di Mediaset che, ricordiamo ancora, appartiene al nostro attuale Presidente del Consiglio, quello che "darà consigli ad Obama", tanto per intenderci.
Una serie di vicende che, messe assieme, turbano un pochino. Partendo dai consigli del Cavaliere che chiede maggiore ottimismo all'azienda di stato, non poteva smarcarsi il fido Dell'Utri con la sua brillante considerazione sui conduttori del Tg3, troppo "dark" e quindi difficilmente abbinabili con le news dal tono leggero desiderate dal capo. In pratica, un avviso di sfratto a giornalisti quali la Cuffaro. Le news dell'era berlusconiana dovranno essere simil-Studio Aperto (quindi vaccate) o filtrate magistralmente sul modello Emilio Fede. E, mentre uno spottone sulle Forze Armate passa in Tv, ove possiamo assistere ad un'Italia felice e serena, piena di bella gente plaudente militari-fotomodelli e mentre gli estremisti di destra entrano nella sede Rai ad "avvisare" la redazione di "Chi l'ha visto?", ecco ancora il premier lamentarsi dei giornalisti della Tv di Stato di essere troppo "appecoronati" alla sinistra. Il tutto, condito da una riunione con gli imprenditori ove Berlusconi ha praticamente invitato a non far pubblicità in Rai, ma altrove. L'"altrove" è chiaramente Mediaset. Governare e, nel contempo, far cassa usando il potere. Se non è conflitto di interessi chissà cos'è. Le mani sulla Rai e il portafoglio gonfio grazie a Mediaset. Vorrei solo capire chi sono gli "appecoronati" Rai. Vespa? Floris? Riotta? In quale universo parallelo?

President Obama

Leggendo il post di Beppe Grillo di oggi ("L'insopportabile pesantezza di Obama"), non posso che essere d'accordo con lui. Quando dice che stanotte l'Italia è invecchiata di colpo, dà forma alla stessa sensazione che ho provato io, stamattina, quando ho letto della vittoria di Barack Obama. Questo nuovo presidente giovane, colto e pieno di entusiasmo rappresenta una svolta, a prescindere poi da quello che la sua amministrazione porterà agli Usa e al mondo. E ci mette a confronto con la pochezza della nostra classe politica, con la sua tragica inferiorità morale e professionale. E' vero: siamo messi male ed oggi le ragnatele si vedono ancora di più.
Welcome, president Obama.

giovedì, ottobre 30, 2008

Come insegnare a parlare ad un cane

Ci sarebbero tante cose da scrivere, talmente tante che non scrivo praticamente più. Quanto successo a Piazza Navona ieri, con la camionetta che arriva (come ha potuto arrivarci?) e quelli con le spranghe, mentre la polizia guarda e poi carica gli studenti ricorda tanto Genova 2001.
L'arroganza di questo governo è inaudita. Il decreto Gelmini viene approvato mentre tutto il mondo della scuola è in subbuglio. Questo non è governare, è comandare. D'altra parte, che ci si poteva attendere.
Ma, come sempre, il meglio lo fornisce il Cavaliere. Non pago del millesimo stop and go, ci regala in queste ore una serie di perle. Mentre si scende in piazza per la scuola, non ha il minimo pudore: le scuole private (cattoliche) stanno per ricevere più finanziamenti. Ratzinger ringrazia. Inoltre, guai a chi imbratta i muri. Chi fotte il prossimo nei consigli di amministrazione può stare tranquillo, ma se disegni qualcosina su una parete sei da perseguire.
E, poi, Sua Emittenza non ci risparmia altre cosucce: non gli basta aver fatto in modo di risparmiare le frequenze abusivamente occupate dalla sua Rete 4 cedendo ad Europa 7 le frequenze di RaiUno (nel silenzio di tutti), roba che all'estero ti devi dimettere all'istante. No, ora fa un passo in più: afferma che le reti Rai seminano tristezza, angoscia, paure. Invece dovrebbero seminare ottimismo, gioia di vivere, tette e culi. Un po' come fa Mediaset da sempre (con effetti devastanti sul senso comune del "popolo" italiano), salvo quando governa Prodi e allora è uno sfascio, siamo sommersi dai rifiuti e tutto va a puttane. Ecco, una Rai che sorrida e ripeta il mantra che tutto è ok. Ottimismo. Che importa poi se a consigliare questo è l'uomo più ricco d'Italia? Lui sa benissimo che la gente è con lui.
E' un po' un editto bulgaro 2: chi non la pianta di dire che ci sono problemi, sarà gentilmente accompagnato fuori da viale Mazzini. Quest'intervento brutale, questo consiglio da non rifiutare, questo minculpop risorto farebbe inorridire, se non fosse che la gente continua a pensare alle partite di calcio.
Sembra un incubo. Non se ne esce. Ci si può solo rassegnare. Il senso comune insegue Berlusconi. O, meglio, Berlusconi è il senso comune. Cambiare è impossibile. Di nuovo, va tutto bene. Con quest'Italia non c'è nulla da fare. Far capire agli elettori del Cavaliere che ci stiamo scavando la fossa da soli è utopia. E' come cercare di far crescere una pianta morta insistendo nell'annaffiarla. O come insegnare a parlare ad un cane. Ci puoi lavorare sopra per cent'anni: non parlerà mai.
 
 

giovedì, ottobre 23, 2008

Mutamenti

OGGI

"Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà".

IERI

mercoledì, ottobre 22, 2008

Italia 2008 /2

Quest'uomo ha il 65% e passa di gradimento nel popolo italiano.
Quest'uomo ha detto queste cose, oggi:
 
Sulla protesta della scuola per il decreto Gelmini (decreto, quindi Parlamento addio):
"Dico chiaro un avviso ai naviganti: non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'università. Oggi convocherò il ministro dell'Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell'ordine"
 
Sulla stampa e tv:
"Mandate i saluti ai vostri direttori e ditegli che saremmo molto indignati e preoccupati se la conferenza stampa di oggi sulla scuola non avesse seguito"
 
"Si sta facendo una cattiva informazione. Avete quattro anni e mezzo per farci il callo, non intendo retrocedere di un centimetro"
 
"La televisione pubblica diffonde ansia e le situazioni solo di chi protesta. Sono preoccupato da questo divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà".
 
Lo si poteva fermare. Ora è troppo tardi.
 

martedì, ottobre 21, 2008

40

Due giorni fa, il 19 Ottobre, ho compiuto 40 anni.
Non ho avuto tempo di scriverne, dal momento che ho approfittato della domenica per tagliare una torta. Lo faccio adesso, mentre ho già indossato questi 40 anni sui quali potrei parlare a lungo, essendo una tappa importante. Ma, anche se ne parlassi per ore, i 40 anni rimarrebbero. Con il loro significato principale: buona parte della vita è andata. Sigh.

giovedì, ottobre 02, 2008

Sicurezza. Per chi?

... e ci parlavano di sicurezza. Quale? La sicurezza di pestare o far fuori lo straniero senza avere troppe noie?
Che paese ridicolo: ci hanno fatto credere che stavamo tutti cagandoci sotto per paura degli immigrati ed ecco la rassegna solo degli ultimi giorni:
 
14/9/2008 - Milano: Abdul William Guibre, italiano, viene ucciso a sprangate da padre e figlio, proprietari di un bar, per aver (apparentemente) rubato una scatola di biscotti. Mentre lo massacrano, gli urlano "sporco negro".
 
19/9/2008 - Sei extracomunitari africani sono le vittime di uno scontro a fuoco avvenuto a Castelvolturno, nel Casertano.
 
31/09/2008 - Parma: una ghanese di 22 anni, Emmanuel Foster Bonsu, viene fermato dai vigili e pestato perchè ritenuto uno spacciatore: un piede sopra la testa, le manette e poi botte, anche all'interno dell'auto di servizio. Ci sono insulti razzisti e nella busta dei verbali del fermo si legge «Emmanuel negro».
 
02/10/2008 - Un ragazzo cinese di 25 anni viene picchiato a sangue da alcuni ragazzi, cinque minorenni italiani, davanti al teatro di Tor Bella Monaca, a Roma.
 
Questi sono solo alcuni episodi. Sicurezza, si dice. Ma da questi italiani, chi li difende gli stranieri?
Per dirla alla Yoda, "l'ombra del lato oscuro è attorno a noi"...
 
 

mercoledì, settembre 17, 2008

Chi lo ferma più?

Berlusconi definisce "inesistente" Veltroni. E chi se la sente di smentirlo? Ha ragione.
Mai come in queste ultime settimane, ci si è resi conto del fatto che il Cavaliere governa incontrastato e incontrastabile e che, attorno a lui, ci sono solo le macerie di quella che poteva essere un'opposizione. Discutendo in vacanza con alcune persone, sono arrivato al punto di ammettere che, anche se Berlusconi sparisse, non ci sarebbe nessuna alternativa. Incontrastato, quindi. Soprattutto grazie al fatto di avere un'informazione addomestisticata, pronta a nascondere i suoi numerosi passi falsi ("Antifascista? Penso solo a lavorare", detta oggi ma nascosta al Tg1), ad alterare la realtà a suo favore (a Napoli i rifiuti ci sono ancora ma non se ne parla più), a fare da cassa di risonanza per le sparate dei ministri su argomenti che sono solo fumo negli occhi (Alfano e il braccialetto, la Carfagna e le prostitute, vedi commento di Travaglio). Dei problemi seri non si parla, ovviamente, anche perchè l'aria che tira sui mercati è tutt'altro che ideale per ridistribuire il denaro: chi ce l'ha sta per fare fagotto e andarselo a godere in qualche paradiso. Si parla invece di blocco delle intercettazioni e riforma della giustizia, ossia i due tasselli mancanti per addomesticare magistratura e informazione e permettere ai potenti di delinquere come piace a loro. Poi, si sta per dibattere sulla legge elettorale: sbarramento al 5% (morte finale della sinistra radicale) e niente preferenze (liste bloccate), in pratica il golpe finale per tagliar fuori ogni oppositore, pure in Europa. Il Pdl vuole questo tipo di legge e sicuramente la porterà a casa, visto che Berlusconi la desidera perchè "il sistema delle liste bloccate permette di avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare il Paese all'interno delle commissioni del Parlamento europeo" (roba da morir dal ridere, ma la gente ci crederà).Insomma, il centrodestra governerà a lungo, anche perchè è rimasto da solo. Non sarà mica il Pd di Veltroni a poter contrastare Superman, no? Anzi, l'unico atto serio che Walter il mago potrebbe fare oggi sarebbe quello di dimettersi ed andare in Africa, chiedendo scusa a quanti, come me, sostenevano che era da pazzi e iresponsabili pretendere arrogantemente di dialogare con "il principale esponente dello schieramento avversario" quando ancora Prodi era in sella, delegittimandolo. Ma, soprattutto, è stata una stronzata quella di credere, anche per un solo istante, che Berlusconi, il noto Berlusconi, potesse essere un interlocutore affidabile e in buona fede.
Ora? Ora va bene così. Il governo gode della fiducia di oltre il 60% degli italiani. Noi, povero 40%, possiamo solo starcene buoni e osservare, attoniti, tutto quello che accade, cercando di vomitare il meno possibile. Tanto, chi lo ferma più?


Imperdibile: l'ultimo Passaparola di Marco Travaglio

venerdì, settembre 12, 2008

Sono una lagna

Mi sento tutt'altro che in forma. A parte la storia del prurito che non mi è ancora passato, ora ho pure un ascesso gengivale. In pratica quelle cose gonfie che si formano vicino al dente e fanno un male boia. Il tutto è decisamente rattristante. Saranno i quaranta che ormai stanno lì ad attendermi, ma in quest'ultimo periodo sono diventato ipocondriaco. Non mi spaventa la morte, mi spaventa il dolore. D'altra parte, la maggior parte degli uomini regge malissimo i problemi di salute ed io non faccio eccezione. Insomma, sono una lagna.
Però, porca miseria, l'ascesso fa male. E fa aumentare il mio desiderio di grattarmi. Come direbbe Ben Grimm (la Cosa dei Fantastici Quattro): "Che rivoltante sviluppo!".
Ahi... ahi... ahi...
A proposito, oggi ho trovato una perla su YouTube, tratta da un film che adoro, "City Slickers (in Italia tristemente tradotto in "Scappo dalla città - la vita, gli amori e le vacche"):

mercoledì, settembre 10, 2008

Qualcosa

Si può sempre cambiar vita. Conosco un tipo, che è stato pure mio collega di lavoro, che ha rivoluzionato tutto: faceva l'informatico come libero professionista, con tanto di partita iva ed un certo numero di clienti. L'ho perso di vista qualche anno e poi ho scoperto che ha buttato alle ortiche la programmazione ed ha aperto una scuola di salsa e mambo. Da programmatore a ballerino. Ora insegna ballo e credo che le cose gli vadano pure bene. Sono certo che sia più felice così. Anche lui ha sempre avuto delle aspirazioni artistiche ed ha trovato il coraggio di coltivarle. Ha rotto con lo status quo e si è reinventato. Ammiro molto la sua scelta. Io invece sto qui a rodermi il fegato, incapace di trovare il coraggio di presentare una lettera di dimissioni e ripartire da zero. Tutto perchè temo di ritrovarmi senza uno stipendio. Ma la vita vale solo una manciata di euro al mese?
Comunque, per precisione, io col ballo ho un pessimo rapporto: non potrei mai aprire una scuola di latino-americano. Però con molte altre cose, radiofonia in primis, avrei le mie chances. Come scrissi tempo fa, vorrei trovare la forza per fare un gesto clamoroso. Qualcosa che faccia scuotere la testa di chi mi conosce, qualcosa che mi faccia apparire un pazzo, qualcosa che provochi la disapprovazione generale. Qualcosa, però, che mi porti lontano da qui. Da questa desolante e dolorosa staticità. Meglio l'incerto che la certa infelicità.

Boom!

400-mo post e non credo che sarà l'ultimo. Anche se in tanti dicono che questo "Large hadron collider" del CERN genererà un buco nero che inghiottirà il pianeta. Puah... cose da giornalisti per tenere col fiato sospeso la gente. Invece, la cosa stupefacente sarebbe che riuscissero a trovare il "bosone di Higgs" detto anche "particella di Dio". Sai che bello, se così fosse? Capiremmo, forse, l'origine delle cose o, almeno, inizieremmo a far luce sul mistero più grande: che accidenti è l'esistenza, perchè c'è questa manifestazione di qualcosa e non l'imperscrutabile nulla. Quindi faccio il tifo per quest'esperimento.
Se poi, maluguratamente, qualcosa dovesse andar male e finissimo dentro un buco nero, non avremmo nemmeno il tempo per accorgercene. Boom e basta.
A voler essere misantropi... sarebbe poi una gran perdita, paragonata all'immensità del Cosmo?

sabato, agosto 16, 2008

Chiuso per ferie

Vado in ferie. Riprenderò a Settembre. Bye.

giovedì, agosto 14, 2008

Guerra alla rete?

Internet va stretta, a chi non tollera troppo la libertà. I nostri politici, più volte, hanno mostrato nervosismo nei confronti della rete: non la possono controllare e quindi ne hanno paura. Emblematico il caso di queste ora, ossia il blocco di The Pirate Bay, il popolare sito di ricerca di files torrent, fonte notevole per gli appassionati del p2p. E' successa la stessa cosa anche per Columbo-BT. Entrambe le cose per volontà del Gip di Bergamo. Due blocchi, due censure. Preventive, per giunta. La difesa del diritto d'autore, argomento legittimo ma discutibile, è stata la motivazione per chiudere l'accesso a questi siti. Segno che contro il p2p, nel Belpaese, si è aperta un'offensiva senza precedenti.Ma non è la questione di porre un limite al download illegale ad essere inquietante. La cosa che preoccupa è che si operi in questo modo in un Italia, unico caso in una democrazia. All'estero hanno un ulteriore motivo per sbeffeggiarci.
Che faranno, ora che hanno iniziato? Se Mediaset ha intentato una causa a YouTube, rea diffondere video relativi a programmi delle reti del Biscione, quale sarà la mossa definitiva, dato che il padrone di queste emittenti è anche il capo del governo? La chiusura di YouTube per gli italiani?
Ora, Mediaset ha un potere immenso tra le mani: dopo aver narcotizzato la Rai (mediante la politica), bloccato un vero terzo polo con il boicottaggio di La7 (2001), imposto un rivale a Sky (digitale terrestre, legge Gasparri), aumentato a dismisura gli spazi pubblicitari a danno degli altri media (ancora legge Gasparri), garantito una Rete4 fuorilegge ai danni del titolare della concessione (Europa 7), può scendere in guerra anche contro Internet. Non certo bloccando la rete mondiale, ma tagliandola ai sudditi italiani, evitando così che possano uscire dalla logica del duopolio. Ripeto, non è il blocco di siti d'ispirazione "pirata" a preoccupare. E' il blocco dei siti come concetto.
Dove puntiamo? Se tutto ciò che è "scomodo" potrà essere chiuso, aspettiamoci attacchi continui ai bloggers, ai siti dei giornali e a tutto quello che permette la libera circolazione delle notizie, del pensiero, dell'arte. Il Grande Fratello è qui.

da "The Pirate Bay"
Fascist state censors Pirate Bay

lunedì, agosto 11, 2008

Su Dio

Gradirei, prima o poi, che si passasse da un tipo di affermazione al suo opposto.
Intendo da:
"Dio esiste ma forse no"
a:
"Dio non esiste ma forse si".
Mi piacerebbe, insomma, che non si partisse dall'idea che un Creatore esista ed intervenga, che i miracoli si verifichino, che tutti noi si faccia parte di un "progetto divino" e via dicendo, ma dall'esatto contrario, ossia dalla negazione della divinità con apertura a valutare eventuali prove della sua esistenza.
Per anni sento i credenti pretendere rispetto per la loro religione e, nel mio piccolo, cerco sempre di portarne. Ma inizio a diventare nervoso quando tali credenti non portano nessun rispetto per noi atei. Odio quel modo di guardarci con commiserazione, come fossimo dei pazzi irrazionali. Quando, fino a prova contraria, le visioni non le abbiamo esattamente noi.

giovedì, agosto 07, 2008

Diagnosi "fai da te"

Sono un po'ipocondriaco, lo ammetto. Ma di certo Internet non mi aiuta. Sconsiglio vivamente di cercare informazioni sanitarie per un vostro eventuale disturbo fisico servendosi di Google o altro. Motivo? Vi vedrete dentro la bara. Così è per me in questi giorni a causa di un problema: ho, da circa un mese, un prurito fastidioso in tutto il corpo. Non di continuo, ma di frequente.
Ho cercato in rete qualcosa tipo "prurito cause" e sono piombato in un numero sconfinato di pagine, ciascuna delle quali, anche attraverso pareri di medici, ipotizza un po' di tutto. Dalle allergie alimentari, passando per patologie al fegato e finendo, inevitabilmente, con i tumori. Risultato? Sono molto preoccupato. Devo partire per le ferie e, quindi, non farò le analisi prima del mese prossimo. Anche per quest'attesa davanti, quando penso a quello che potrei avere addosso, alle mie transaminasi e bilirubina, mi vengono i sudori freddi. E un prurito notevole. Ipocondriaci e web: miscela esplosiva. Nascono delle diagnosi "fai da te" da far accapponare la pelle (appunto). Cose pruriginose.

mercoledì, agosto 06, 2008

Gasparri, la Cina e Salvo Montalbano

Maurizio Gasparri: "Colgo l'occasione per rinnovare al silente Petruccioli una domanda: 'La Rai sta valutando l'ipotesi di pagare 1 milione e 600 mila euro per l'esclusiva di Montalbano?'. I documenti sono pronti e se non si vuole dar luogo a questo spreco basta non firmare, limitandosi a pagare il prezzo della fiction che peraltro nel caso di Montalbano e' ai livelli massimi dei prezzi pagati dalla Rai. Consiglieremmo molta prudenza a Petruccioli in una fase in cui numerosi sono i contenziosi giudiziari che ruotano intorno alla fiction Rai. Non vorremmo che si aggiungessero altri errori legati al triangolo Cappon-Degli Esposti-Gusberti. Non vorremmo incaricare proprio il commissario Montalbano ad indagare sul mistero dei milioni buttati per un'esclusiva che non ha motivo di sussistere e che ha rarissimi precedenti in Rai. Petruccioli che ha da dire? Fa ancora in tempo a bloccare lo spreco e ad evitare una causa".

E' tipico, d'estate, che Maurizio Gasparri esterni. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Il capogruppo del Pdl al Senato è solito fornire spesso temi appassionanti da discutere sotto l'ombrellone.In questi ultimi due giorni ci ha regalato due cosucce. La prima, assai più esplosiva, riguarda la quasi-richiesta (fatta con la collega Meloni) agli atleti italiani di non partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino. Nobiltà d'animo, quella di Gasparri: dare un forte segnale di protesta per i noti problemi che ha la Cina quando si tratta di diritti umani.
Tardiva, come proposta. Bizzarra, analizzando il contesto. E, ahilui, imbarazzante per il governo ed irritante per il Cio. Della serie: se vuoi dare un segnale non partecipi ai Giochi. Saltare la cerimonia di apertura è una bizzarrìa che, più che turbare i cinesi, ridicolizza gli atleti italiani. Fortuna che gli stessi atleti, rabbiosi, hanno chiuso la questione con un niet indirizzato a Gasparri e la Meloni.
Non pago, l'ex-colonnello di An ha deciso di tornare ad occuparsi di televisione (lo ha fatto ovviamente da ministro fabbricando la legge sul sistema radiotelevisivo che ancora vige). Obiettivo? La fiction del Commissario Montalbano, ossia uno dei migliori prodotti televisivi di questi ultimi anni. Secondo Gasparri, che premette di ammirare Andrea Camilleri, costa troppo.
Come direbbe il personaggio magistralmente interpretato da Luca Zingaretti, la faccenda "non mi sconfinfera per niente". Infatti, i nuovi quattro episodi (tratti da altrettanti libri) sono sicuramente una delle cose più attese della nuova stagione televisiva. Le storie di Montalbano sono amatissime dal pubblico italiano e, sebbene tutte replicate più volte, fanno ancora ascolti altissimi. Pertanto, considerando gli spazi pubblicitari vendibili molto bene, non credo che la Rai butterebbe nel cesso i suoi soldi, con i nuovi episodi del commissario di Vigàta. Piuttosto, ne butta via un sacco con molte fiction atroci, giochetti e via dicendo.
In altre parole: non toccateci Montalbano.
Il dubbio sorge, naturalmente. Non è forse che Gasparri abbia un po' di problemi con l'opera di Camilleri? Non è forse perchè, diciamolo, Salvo Montalbano ha idee di sinistra, è un comunista, insomma?
Non mi sconfinfera per niente.

Unica opposizione

Mentre il Pd si guarda i piedi, incapace di proporre qualcosa e Walter il Mago rischia il posto, con Max Baffino sornione...
Mentre la Sinistra si rifugia nella falce e martello, nell'Internazionale e le solite, sfibranti discussioni...
Questa è l'unica opposizione seria che abbiamo: l'Idv. Dobbiamo ringraziare Tonino. Sarà vero che approfitta del vuoto che si è creato a sinistra... ma se pensiamo all'opposizione, questa è quella che ci provoca un moto di emozione.

"Il governante dalla doppia faccia" di Antonio Di Pietro | 5 Agosto 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

martedì, agosto 05, 2008

Sicurezza

Sicurezza.
Per me sicurezza è anche sul lavoro e vedo tantissimi che perdono la vita perchè non sono garantite le misure minime.
Per me sicurezza è anche sulle strade, minate da lavori in corso e trasporto pesante, dove ogni giorno pretende un tributo di sangue.
Per me sicurezza è anche sapere che i miei contributi non finiscono per pagare manager inetti o finanziare opere in odor di mafia.
Per me sicurezza è anche sapere che i miei pochi soldi, messi in banca, non vengano usati per speculazioni pericolose o, peggio, disintegrati in investimenti scellerati.
Per me sicurezza significa anche la consapevolezza di essere governati da persone oneste e integerrime, dedite all'interesse della nazione.
Per me sicurezza è sapere che il mio stipendio non è carta straccia di fronte all'aumento di prezzi vertigionoso.
Per altri, sicurezza è vedere i militari per strada ad intimidire gli immigrati, gli accattoni, gli ultimi, in una coreografica esibizione di forza, di virilità.
E' questione di punti di vista. Ciascuno agisce come coscienza detta.
C'è chi, indagato, si dimette per farsi processare, come Olmert.
C'è chi, processato e in attesa di sentenza, si fabbrica uno scudo per difendersi dal processo stesso.
C'è chi, attaccato dai giornali, non pensa minimamente a mettere il bavaglio alla stampa libera, come Olmert.
C'è chi, invece, con il suo potere pone l'intera informazione in uno stato soporifero perenne.
Sono scelte. Ormai le Italie sono due. Ciascuno decida da che parte stare.

lunedì, agosto 04, 2008

Il diritto di morire

Non abbiamo il diritto di morire, pare. Dopo il pronunciamento sul conflitto di attribuzione sul caso di Eluana Englaro da parte della Camera, siamo punto e capo. Ha ragione Pannella a sostenere che con le stesse "cure" papa Wojtyla sarebbe ancora vivo. Lui l'hanno lasciato andare, come voleva. La stessa Chiesa, invece, continua a far pressioni per mantenere in vita, in nome di un Dio teorico, una povera ragazza cha da 16 anni aspetta solo di morire.
Gravissima l'astensione del Pd sul caso: ennesima dimostrazione delle troppe anime che lo compongono. Ennesima prova che si tratta di un partito di carta, destinato a finire nel cestino.
L'ingerenza vaticana è divenuta insopportabile. I politici inginocchiati pure. Ciascuno di noi deve avere il diritto di morire naturalmente, soprattutto dopo che per 16 anni un presunto Creatore non ha mosso un dito.

martedì, luglio 29, 2008

Aristocrazia e miserabili

Provate ad immaginarvi l'Italia tra 5 anni. Cosa vedete? Io vedo una nazione disintegrata e, soprattutto, in preda ad una povertà unica in Europa.
La linea di demarcazione tra ricchi e poveri è ormai tracciata e, nel corso dei prossimi anni, ciascuno di noi sarà assegnato alla parte che gli compete non per merito, ma per nascita. Aristocrazia e miserabili: così sarà composta la società italiana. L'emendamento che prevede la cancellazione dell'assegno sociale anche per i cittadini italiani che non abbiano maturato almeno 10 anni di contributi è solo l'ennesimo gesto di disprezzo che questa maggioranza ha nei confronti degli ultimi. Si risparmieranno 300 milioni, più o meno quelli che abbiamo dato ad Alitalia o che dovremo pagare per Rete 4.
Che diavolo si sta facendo per le famiglie, per i salari, per il potere d'acquisto? Nulla. Si torna a discutere di pensioni, si toglie il pane ai disperati e si continuano a far favori a Confindustria, come quello di cancellare il diritto ad un contratto a tempo indeterminato a fronte di irregolarità in quello precario.
Era questo che cercavano le massaie coi bigodini imbottite di soap-operas che in massa hanno votato il Pdl? Era il dito medio di Bossi che volevano i leghisti che si sono visti soffiare l'Ici, unica tassa federale?
Interverranno anche sulla sanità, statene certi. Dovremo assicurarci anche per le prestazioni mediche. E sulla scuola: annullata quella pubblica, riempita di denari quella privata, specie se profumata d'incenso. L'Università sarà solo per i figli di buona famiglia, tutti gli altri al professionale. Non ci sarà più solo la casta dei politici, ma le caste dei potenti e dei ricchi.
C'è una brutta aria. Il marciume non si scova più: ci avvolge. Sprofondiamo nella melma, lamentandoci ma seguendo i Tg che parlano di creme solari. Siamo al naufragio, ascoltando l'orchestrina che suona questi ultimi istanti del Titanic che affonda.

domenica, luglio 27, 2008

Ministro, ci dia i dati

Vorrei che qualcuno, prima o poi, rendesse note in maniera scientificamente precisa queste famigerate stime relative alla spesa pensionistica del futuro e alla tanto decantata aspettativa di vita. Vorrei, quindi, che questi dati potessero essere subitaneamente sottoposti al vaglio di esperti non pagati dai politici o dalle compagnie di assicurazione, in modo tale da avere un parere meno interessato. Vorrei, insomma, che facesse chiarezza una volta per tutte sullo stato del sistema pensionistico. Sarebbe tempo, porca miseria, di capire se queste vaghe ma catastrofiche valutazioni poggino su dati reali o su miserabili campagne disinfomative operate da interessi neanche tanto occulti. Sentire il ministro Sacconi teorizzare di una nuova riforma delle pensioni che ci faccia lavorare ancora di più, oltre i 62 anni, e la Marcegaglia che a sua volta dice che questo è quello che serve all'economia (cazzo, ma tutto serve a quest'economia nazionale?) mi ha fatto infuriare non poco. Ma come, dopo la riforma Dini, la riforma Maroni e la riforma Prodi dobbiamo ancora tornare sul tema delle pensioni? Un diritto dei lavoratori deve continuare ad essere oggetto delle politiche dei vari governi? Perchè la mia generazione dovrà essere triplamente fottuta (no tfr, più tardi in quiescenza e con meno soldi) a causa di una gestione insensata e furba dei contributi operata finora? E, soprattutto, per foraggiare chi offre pensioni integrative?
Caro ministro Sacconi, mi permetta: come possiamo prenderla sue serio e credere che il sistema non si sosterrà, quando i politici non sono mediamente in grado di prevedere i tempi per realizzare una stradina? Voi, che non sapete stimare cifre per i due mesi venturi, sareste abili a studiare l'andamento del sistema pensionistico e l'aspettativa di vita?

I dati, ministro: tirate fuori i dati e il metodo usato e lo faremo vagliare da qualche esperto fuori dai giochi. Qualcuno che non sia prezzolato da Confindustria o da Mediolanum.

Puff... inutile. Tornerò a scrivere di politica. Sono tempi difficili, tacere fa male al fegato.

venerdì, luglio 25, 2008

Mi mordo la lingua. Blocco la tastiera.

Sto scrivendo poco. Molto poco. Ma non solo per mancanza di tempo. Quasi ogni giorno potrei ritagliarmi uno spazio per dire la mia. Ma non lo faccio perchè dovrei parlare di politica e mi sono ripromesso di non farlo per un bel po'. Di argomenti ce ne sarebbero: il Lodo Alfano, le ultime uscite del Cavaliere ("chi mi risarcisce?"), la situazione economica, gli scandalosi telegiornali Mediaset ("Studio aperto" è un insulto) e via discorrendo. Mi mordo la lingua e blocco la tastiera. Meglio pensare alle ferie. Continuo a ripetermi: "lo hanno rivoluto gli italiani". Quella parte di italiani, la maggioranza, di nuovo convinta nel miracolo. Quelli che poi nemmeno capiscono come vanno le cose, come Tremonti abbia glissato sulla soluzione dei problemi reali: fa la Robin Tax, una suppostina. Poi piazza l'1,7 di inflazione programmata, roba da ridere. E intanto si discute di riforma della giustizia. Di sicurezza, di impronte digitali. Si muore sulle strade e nei posti di lavoro ma ci caghiamo sotto per il rumeno.
No, basta. Mi mordo la lingua. Blocco la tastiera. Abbiamo un bel futuro alle spalle. Siamo nella merda, ma va tutto bene.

martedì, luglio 22, 2008

Dentro i Venice Music Awards 2008

Anche quest'anno ho avuto il piacere di seguire il Venice Music Awards come inviato della radio con la quale collaboro. L'accredito stampa, come naturale, consente di vivere molto più da vicino tutte le fasi di preparazione della manifestazione e di poter assistere alle prove.
Il Venice Music Awards, partito nel 2006 come sfida da parte del discografico Elio Cipri ed altri tre soci, è giunto alla terza edizione e, specialmente in un'estate senza Festivalbar, è l'unico evento musicale rimasto.
Il nuovo Venice Music Awards è andato in onda il 21 Luglio alle 21.05 su Raidue con la conduzione di Amadeus e Manuela Arcuri e la regia di Franco Bianca.
La registrazione del programma si è tenuta il 16 Luglio. Questa è la cronaca di come ho vissuto quella giornata.

16 Luglio 2008, Venezia
ore 11.30 – sono davanti al Casinò Municipale di Ca' Vendramin-Calergi dove alla 12 si terrà la conferenza stampa. E' una giornata di caldo fortunatamente non insopportabile. Chi c'era, come me, alla prima edizione, ha il ricordo di un giorno bollente;
ore 12.00 – sono seduto con altri giornalisti e inviati in attesa che si cominci. Un po' alla volta arrivano alcuni protagonisti, compreso un sorridente e gentilissimo Amadeus. C'è anche la critica musicale del La Stampa, la mitica Marinella Venegoni, alla quale vado a stringere la mano.
ore 12.20 – la Arcuri non si vede: è l'inizio di tutta una serie di ritardi che porteranno la trasmissione a chiudere alle 2 di notte. Nessuno lo sa, ma i tempi non saranno rispettati. Io ne approfitto per intervistare Gabriella Germani, un'imitatrice straordinaria, che avrà tre spazi durante la trasmissione.
Ore 12.30 – si inizia senza la Arcuri, che comunque giungerà pochi minuti dopo. Oltre ai conduttori, ci sono anche Elio Cipri e l'autore Marco Luci.
Ore 13.00 – finisce la conferenza stampa e parte un buffet. Quasi nessuno si accorge subito che Manuela Arcuri sparisce di nuovo. Non si vedrà più in giro sino alla registrazione. Durante il buffet, intervisto Amadeus, una persona educata e disponibilissima.
Ore 13.40 – lascio il Casinò e, dalla fermata di San Marcuola, parto con la linea 2 verso il Lido;
ore 14.40 – sono al PalaGalileo, la sede abituale del Venice Music Awards. Dopo un po' di difficoltà a recuperare fisicamente il pass, riesco ad entrare.
Ore 15.10 – finiscono di provare Paola&Chiara. Quando le avvicino mi confermano una tendenza tipica di questi tempi: gli artisti sono sempre più restii a rilasciare interviste. La case discografiche non vogliono che loro "regalino" ai media le loro parole e i loro saluti. In tempi grami per l'ambiente, le interviste non sono più gratis ma devono essere concordate e, sempre più spesso, pagate. Insomma, capisco subito che il mio bottino sarà magro. Con le due sorelle mi limito a fare una foto. In sala sono in pochi, ma individuo Mario Venuti, serissimo. Oltre all'autografo, strappo un mezza promessa di intervista dopo le sue prove.
Ore 15.40 – Intervisto Eugenio Bennato, appena arrivato. Nel frattempo, non mi accorgo che Venuti ha finito ed è andato via. Lo vado a cercare inutilmente in giro. Intanto, voci di ragazzini strepitano: sono arrivati i Finley. Il loro successo è molto cresciuto rispetto alla loro prima partecipazione, nel 2006.
ore 16.00 – A secco di interviste, faccio due chiacchiere con Pedro dei Finley: è certo che il suo primo Venice Music Awards gli abbia portato fortuna, così come la vittoria ai Mondiali del 2006. Pedro è un tipo che ha la testa sulle spalle quando è difficile tenerla se ti ritrovi una marea di giovanissimi che vogliono fotografarti e toccarti.
Ore 16.15 – un brivido: arrivano i Nomadi. Ne ho conosciuto molti di cantanti, ma per loro c'è l'emozione. Saluto Danilo Sacco e Beppe Carletti. La cosa straordinaria è che Carletti mi concederà una mini intervista poco dopo.
Ore 16.20 – c'è Peppino Di Capri, altro monumento musicale. Chi ha più esperienza non si rifiuta: anche lui mi permetterà di intervistarlo;
ore 16.25 – si abbatte su PalaGalileo l'onda di X-Factor: arrivano Giusy Ferreri e gli Aram Quartet. La loro discografica è simpatica ma irremovibile: niet alle interviste. Non mi rimane che complimentarmi con Giusy per il successo ottenuto e fare due chiacchiere con gli Aram. Questi sono gentilissimi, sono "ragaaaaazzi"! Per ora stanno cercando di imparare a gestire il successo;
ore 16.30 – inizia un lungo momento di stanca. Chi c'è fa le prove ma nessun altro arriva. Intervisto quindi Elio Cipri e poi, come detto, Carletti e Di Capri.
Ore 17.40 – nessuno arriva. Poi giunge Fabrizio Moro e sembra che riesca a concordare un'intervista. Attendo e seguo le prove di Giusy.
Ore 18.00 – al PalaGalileo giungono i Matia Bazar. Vado a salutare Golzi, Cassano e Perversi e poi, fuori, c'è Roberta Faccani che parla con gli Aram Quartet. Mi faccio fare la foto da uno dei ragazzi. Poco dopo, vado a salutare Ron che non vedo da anni, dal 1990. Ormai sto rinunciando a chiedere interviste. L'aria che tira è quella di un no totale. Infatti, mentre prova Moro, la sua discografica mi dice che interviste non ne fa. Con lui solo foto di rito.
Ore 18.20 – seduto al PalaGalileo c'è Franco Califano. Deve provare anche lui. E' la mia ultima chance di intervista. Mi dice di si ma per dopo le prove. Sarei felicissimo di intervistare il Califfo. Purtroppo, poi, lo perderò di vista.
Ore 18.30 – Ecco Lola Ponce, vincitrice dell'ultimo Sanremo. Intanto provano i Matia Bazar ed io incontro un mito del mestiere: Federico l'Olandese Volante, amicissimo dei Matia e simpatico da morire. Mi racconta un serie di aneddoti. Ho una foto con lui e i Matia, fatta poco dopo, dove ridiamo tutti. Alcuni notano che in fondo, Cipri sta parlando fitto con una persona infuriata. E' ovvio: è arrivata Loredana Bertè.
Ore 18.40 – La Bertè è incazzata: vuole provare subito perchè è la seconda in scaletta, si deve cominciare alle 21 e lei, se prova tardi, come può fare trucco e parrucco? Furibonda e, quindi, desiderosa di coccole e attenzioni. Ci provano in tanti, da Cipri a Marco Luci sino allo stesso Ron. Nulla.
Ore 19.15 – C'è Gianluca Grignani: foto e due parole con lui, con lo sguardo a controllare la Bertè.
Quando rimane sola, seduta a un tavolino fuori dal PalaGalileo, io tento il tutto per tutto e le chiedo l'autografo. Mi fulmina con lo sguardo e da lì inizia uno sfogo con sbalzi umorali che descriverlo è impossibile. Posso solo dirvi che sono rimasto a parlare con Loredana per quasi mezz'ora, che sono riuscito ad avere una foto con lei, che mi ha raccontato delle cose sul testo di "Musica e parole", la canzone eliminata dal Festival, su come si confeziona i vestiti da sola e sul giubbotto di Michael Jackson che portava. Però è un ricordo, come dicevo, non riproducibile perchè appartiene ad un'artista capace di durezze verbali come di slanci di generosità e sincerità enormi. Loredana, appunto. E l'autografo? Me lo farà solo dopo la sua esibizione effettiva, la sera, mentre mi urla "Ancora tu???", mi spinge e mi mette di spalle per scrivere sulla mia schiena.
Ore 19.45 – sono ormai stanco. Cipri e gli altri sono nervosi, perchè tutto è in ritardo. Mi riposo seguendo le prove di Grignani e poi della Bertè. La diva fa impazzire i tecnici: troppo reverbero, poco volume, troppa eco, etc. Risultato? Alle 20.15 sta ancora provando la Bertè. Fuori stanno transennando e sta arrivando il pubblico.
Ore 20.20 – esco dal PalaGalileo dopo una foto con Syria. La buona notizia è che noi con i pass possiamo rimanere dentro l'area recintata: significa che potrò stare in mezzo agli artisti per tutta la durata della registrazione.
Ore 20.50 – giusto il tempo di uno spuntino (un panino e una bibita) e ritorno al PalaGalileo. Il pubblico attende seduto. L'area backstage è gremita ed io posso starci dentro: una favola. Faccio una foto con Morgan.
Ore 21.50 – con un ritardo mostruoso, lo spettacolo inizia. Sul palco ci sono Amadeus e la Arcuri. I Nomadi, che devono partire, suonano per primi. Inizia lo scorrere della registrazione.
Ore 22.25 – si esibisce la Bertè e poi io decido di tornare fuori, nel backstage. Qui ci sono praticamente tutti, da Paola & Chiara ai Matia, da Califano agli Aram. Mi siedo lì, faccio la foto con i due che avevo perso, Venuti e Tricarico, e vivacchio. La stanchezza è tremenda.
Ore 23.10 – troppo stanco, ormai. Decido di andarmene. Chiudo anche per quest'anno e lo spettacolo lo vedrò per intero in Tv.

Il giorno dopo scopro che la registrazione è terminata alle 2 di notte con il povero Fabrizio Moro e che i pochi superstiti sono andati tutti a cenare all'Excelsior del Lido. Avessi resistito, ci sarei andato anch'io.

domenica, luglio 13, 2008

Ciao, giornalaio

GIANFRANCO FUNARI (1932 - 2008)
Nei suoi eccessi, nelle sue parolacce, nella sua rabbia, nel livore di certe affermazioni, nella sua cocciuttaggine, nel suo essere sempre comunque un uomo contro. Contro tutto, lontano dai compromessi. Un uomo libero. Volgare, magari. Ma comunque un guerriero senza patria e senza spada. Ciao, giornalaio.

martedì, luglio 08, 2008

8 Luglio

8 Luglio, No Cav Day a Piazza Navona.
Contro le leggi ad personam del governo.
Contro le leggi razziali del governo.
Con i Rom.
Con la Costituzione.

Sono le 21.15.
... e domani i giornali di che parleranno?
Di Sabina Guzzanti e Beppe Grillo e le offese a Napolitano, Ratzinger e Carfagna.

Già. Buon pretesto per parlar d'altro. Eppure bisogna anche essere ingenui per prestare il fianco. I giornali oscureranno le intenzioni. Ahinoi.

domenica, luglio 06, 2008

ADSL Alice: si ragiona, si ragiona

Come detto, dopo l'avvio imbarazzante, ora le cose sono nettamente migliorate.

sabato, luglio 05, 2008

Palinsesti pazzi

E' incredibile come i sedicenti esperti di palinsesti delle nostre nostrane Tv abbiano la capacità di far fuori le grandi serie americane solo per l'incapacità di programmare degnamente gli episodi. Assistiamo in questi giorni al lancio di una grande serie quale "Brothers and sisters" che avrebbe avuto tutte le caratteristiche per essere un successo qui in Italia, essendo una storia familiare elaborata e ricca di piacevoli sorprese. E quelli di Raidue che fanno? La programmano dopo "Ghost Whisperer"- serie già affermata - relegandola quindi ad una seconda serata, per di più a due episodi alla volta. Italia 1 non fa di meglio: parte la terza stagione di un cult come "Prison break" e viene trasmessa a orari prossimi alla notte, dopo "Vanished". Più o meno lo stesso trattamento riservato a "24" nel corso degli anni. Ergo, prodotti americani ben fatti, recitati e sceneggiati, sono usati come pezze da piedi mentre potrebbero reggere degnamente una prima serata. Poi ci lamentiamo delle schifezze che passano, comprese delle oscene fiction nostrane di una qualità imbarazzante, recitate da una combriccola di cani. Che funzionano perchè piazzate sulle reti ammiraglie e dovutamente pubblicizzate. Anche se molte sono delle robacce, appunto.
Prodotti come "Brothers and sisters", "Prison break" o "24" potrebbero benissimo funzionare in prima serata e ne guadagnerebbe la qualità globale della nostra triste tv generalista.

venerdì, luglio 04, 2008

Il migliore

Ecco perchè la sinistra ha perso, perde e perderà sempre. Non sa comunicare. Di cose Prodi ne ha fatte: anche sull'Ici, anche per i pensionati che si ritroveranno circa 380 euro in più. Ma a comunicazione siamo a zero.

E ora guardate Lui. Dopo soli due mesi, ecco cosa vi pubblica:

Che siano balle, esagerazioni, capovolgimenti della realtà, che importa? Egli sa comunicare. E' in fin dei conti un pubblicitario con le contropalle. Roba tosta, insomma. Non rimane che inchinarsi. La sinistra perso, perde e perderà sempre. Il migliore a raccontarle è sempre Lui.

giovedì, luglio 03, 2008

Un'estate senza il Festivalbar

Magari distrattamente, molti si sono chiesti che fine abbia fatto uno degli appuntamenti ormai tradizionali delle estati italiane, il Festivalbar. Già, il Festivalbar di Italia 1, quello che per anni e anni è stato l'unico spettacolo musicale estivo in tv. Il Festivalbar e le sue tappe, le sue compilation, la sua musica, gli artisti italiani e stranieri, le sponsorizzazioni, Andrea Salvetti e i conduttori, il ricordo del "patron" Vittorio e, naturalmente, l'immancabile finale settembrina all'Arena di Verona.

Tutto sparito. Quest'anno, il 2008, sarà il primo senza il Festivalbar. Nulla di nulla, a parte le compilation che sono uscite comunque in onore ad uno spettacolo televisivo che non esiste più. Che, a onor del vero, doveva partire con tre sole tappe (Padova, Palermo e Verona) e poi è stato stoppato.

Questo è quanto scrive Andrea Salvetti sul sito ufficiale;
“Tranquilli, il Festivalbar tornerà. Ci prendiamo un anno di pausa per rispettare la storia della rassegna musicale più importante dell’estate italiana”. E ancora:“Avevamo un grande progetto e messo a punto in tutti i dettagli: da una bellissima conduzione con Teo Mammucari e Lucilla Agosti, che ringrazio per il grande entusiasmo che hanno dimostrato fin dall'inizio, ad un cast senza precedenti grazie alla partecipazione della discografia che quest'anno si è impegnata ancora più che negli anni precedenti. Quest'anno si festeggiavano i 45 anni del Festivalbar e i 10 anni dalla scomparsa di mio padre, Vittorio Salvetti e naturalmente mai come questa volta volevamo fare le cose in grande e ci eravamo riusciti. Gli elementi c'erano tutti. Ma alcuni impegni presi purtroppo non sono stati mantenuti, per varie ragioni, ovviamente indipendenti dalla nostra volontà e dal valore del Festivalbar". E poi, la redazione del sito:"Sì è scelto per il 2008 di non tradire le aspettative del pubblico, essendo venute a mancare importanti garanzie di qualità. Tutta l’organizzazione sta già lavorando all’edizione 2009. L’appuntamento è quindi per l’anno prossimo, per un grande ritorno che farà dimenticare quest’assenza."

Ergo: niente 2008, si torna nel 2009. Ufficialmente si parla di tutto ma non si spiega il perchè, anche se è facile intuire che il crollo degli ascolti delle ultime edizioni (con una ripresa, pare, l'anno scorso) abbia indotto Italia 1 a non investire ancora quattrini nella manifestazione di Salvetti. Proprio nel mancato accordo con Mediaset vanno ricercate le cause di questa cancellazione. Che resta comunque poco chiara, a dispetto della giustificazione ufficile che parla di un anno di pausa per far meglio, manco fosse un fermo pesca.

Mi spiace. Da inviato sono stato due volte al Festivalbar: nel 1990 (con una tappa e la finale scaligera) e nel 1999 (solo a Verona). Furono due belle esperienze, specie nel backstage dell'Arena dove ti ritrovi circondato da artisti di tutti i tipi.
Peccato che sia tutto finito. Per ora, pare.
Forse, negli anni recenti, una gestione un po' snob degli accrediti ha portato un sacco di radio locali a non curarsi più della manifestazione. Tendendo a concedere poco spazio alle piccole emittenti, l'organizzazione ha iniziato a dialogare solo con i grandi, perdendo l'entusiasmo della "base" degli addetti ai lavori, che sempre meno hanno parlato del Festivalbar. Vittorio Salvetti aveva un altro metodo che, probabilmente, il figlio non è riuscito ad imitare.
Faccio comunque un grande augurio ad Andrea, a quelli della Promoesse, al mitico direttore di palco Pino Di Costanzo e a Pippo Abbà: tornate presto.

martedì, luglio 01, 2008

Dov'è la strada buona?

Recentemente, una persona che stimo ha affermato che "se nella vita non fai il lavoro che ti piace, la vita te la rovini". Poi, navigando, ho trovato anche chi sostiene che "se troppe volte ti alzi al mattino odiando il fatto di dover andare a lavorare allora è tempo di cambiare".

Quando leggi queste cose e ti ci ritrovi, andare in crisi è un attimo. E' vero: odio il mio lavoro. Non in quanto tale ma per il fatto che mi costringe a bruciare ogni giorno circa quattro ore per il viaggio, azzerando sostanzialmente il mio tempo libero. Tempo che potrei impiegare per cose migliori. Insomma, sono sempre daccapo. Non riesco a spostarmi da dove sono per timore di un salto nel vuoto ma, proprio per questo, sono maledettamente infelice. Ora, dov'è la strada buona? Continuare così o farlo, 'sto salto? Vorrei veramente dare un taglio netto all'ordine delle cose. Ma non mi bastano le frasi fatte. E' tutto molto più complicato. Eppure ci vorrebbe proprio un gesto clamoroso...

venerdì, giugno 27, 2008

Non è bello origliare

Beh... in questo caso ha ragione. Ho ascoltato le intercettazioni che sono disponibile sul sito di Repubblica e, in linea di massima, non ho trovato nulla di rilevante. Nessuna trama, niente di niente. Ergo, che importanza hanno? Sono dei colloqui tra persone, degli scambi di vedute. D'accordo che Berlusconi dice a Saccà che sta lavorando per far cadere Prodi, ma che rilevanza penale ha? Il Cavaliere aveva il pieno diritto di cercare di far cadere il governo avversario.
Se poi parliamo di una Rai asservita a Mediaset, di una televisione pubblica preda delle raccomandazioni, ci sto. Ma non sono certo queste telefonate a rivelarci una cosa che sapevamo già. Specie per i raccomandati, non certo presenti solo in Rai. Quindi queste intercettazioni non servono a nulla. E la loro pubblicazione invade la sfera privata delle persone. Se Berlusconi si è incazzato ha ragione.
Detto questo, il ddl sulle intercettazioni e i limiti che pone, in particolar modo alla pubblicazioni di notizie legate alle inchieste, è un bavaglio indigeribile. Ma è altrettanto vero che intercettazioni di questo tipo non dovrebbero essere pubblicate. Sentirle mi ha messo a disagio. Mi sembrava di origliare i fatti degli altri. La verità sta nel mezzo: tra la morsa che intende mettere il governo e la libertà di buttare in piazza le chiamate telefoniche altrui ci dovrebbe essere un compromesso.
Per intercettazioni come queste, ripeto, il premier ha ragione a imbufalirsi. Non è bello origliare.

mercoledì, giugno 25, 2008

Italia 2008 /1

Inauguro un piccolo spazio telegrafico che chiamo "Italia 2008". Mi limiterò a registrare eventi legati alle iniziative del nostro premier e della sua maggioranza. Aridi dati e stop. Ognuno pensi quello che vuole.
Elenco dei reati per i quali si bloccheranno i processi a seguito della cosiddetta "salva-premier", ossia un emendamento al decreto sicurezza:
- aborto clandestino
- abuso d’ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria (* l'unico che interessa)
- detenzione di documenti falsi per l’espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con strappo
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina (!!!!)
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d’ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata
Fonti varie, tra le quali http://www.antoniodipietro.it/
Marco Travaglio, da http://www.voglioscendere.it/
Uno straniero violenta una studentessa alla fermata del tram. Secondo esempio, uno studente cede una canna di hashish a un coetaneo. Quale processo viene sospeso e quale invece si fa subito? Si fa subito quello allo studente che ha ceduto la canna. Mentre quello dello straniero irregolare che ha violentato la studentessa viene rinviato a data da destinarsi.

Due zingarelle rapiscono un bambino. Oppure, due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e uscendo urtano la guardia giurata. Quale processo si fa per primo? Naturalmente quello alle due zingarelle che rubano il formaggio. Non a quelle che rapiscono il bambino.

Risposta numero tre. Un chirurgo in un intervento fa un grave errore e provoca la morte di un bimbo. Un giovane ruba il telefono cellulare a un coetaneo e lo minaccia con un coltellino. Quale processo si fa prima? Si fa prima quello del furto del cellulare, non quello dell’errore medico.

Esempio numero quattro. Un assessore becca una tangente per truccare appalti. Suo figlio compra un motorino rubato e poi ci cambia la targa. Indovinate quale processo viene sospeso? Naturalmente quello per la tangente. Invece quello per il motorino si fa subito.

Infine, uno straniero ubriaco a bordo di un’auto rubata investe tre pedoni sulle strisce. Oppure due parcheggiatori abusivi chiedono un euro a un automobilista e minacciano di rigargli la macchina se non glielo da. Quale processo si fa per prima? Quello al posteggiatore abusivo. Quello allo straniero ubriaco che ha steso le tre persone sulle strisce, no.
Passateparola. V3Day.

domenica, giugno 22, 2008

Vasco a San Giuliano

Una marea umana, ieri a San Giuliano per l'Heineken Jammin' Festival. Ho trascorso anch'io tutta la giornata a Mestre per l'evento. Che, ovviamente, culminava con il concerto di Vasco Rossi. Come tutti gli inviati di giornali e radio, ho cercato anch'io di intercettare il divo, ma senza risultato. Praticamente spola tra sala stampa e dintorni, comunque in una zona più fortunata di tutti quelli che stavano sotto il sole. Vasco è arrivato di soppiatto scortato dalle forze di polizia e non dal molo, dove ho atteso inutilmente convinto che potesse giungere dalla laguna. Sono stato sotto il palco a vedermi i Marlene Kunz e poi, quando è arrivato il Blasco, l'organizzazione dell'HJF ha dovuto lasciare tutto alla sua. Tutti gli accreditati si sono dovuti accontentare di vedere il concerto da un'angolazione non felicissima. Comunque un grande spettacolo. Ecco la scaletta:

1) Qui si fa la storia
2) Cosa importa a me
3) Dimmelo te
4) La noia
5) Vieni qui
6) Non appari mai
7) E adesso che tocca a me
8) L'uomo che hai di fronte
9) Colpa del whisky
10) T'immagini
11) Siamo soli / Interludio
12) Gioca con me
13) Ormai è tardi/Non mi va/Ci credi/Susanna/Sensazioni forti/Deviazioni/Asilo republic/Colpa d'Alfredo
14) Siamo solo noi
15) Sally
16) Rewind
17) Stupendo
18) Un senso
19) C'è chi dice no
20) Gli spari sopra
21) Il mondo che vorrei
22) Vivere
23) Toffee/Ridere di te/Brava Giulia/Dormi dormi/Va bene, va bene così
24) Vita spericolata/Canzone
26) Albachiara

Oggi, tra il caldo, un impegno familiare, il traffico per strada e la partita Italia-Spagna, ho deciso di non correre a San Giuliano per vedere Alanis Morissette (che comincia proprio mentre scrivo) e i Police (che iniziano dopo il calcio ad orario impossibile per me).

mercoledì, giugno 18, 2008

Grande pausa

Troppo parlar di politica, in questo blog.
Ci riprovo: grande pausa. Scriverò solo, periodicamente, dei post chiamati "Lo Stato delle cose".
Ma da adesso in poi ci provo seriamente: niente più politica dominante. Giusto un po', talvolta.
Meglio tornare a parlare delle mie cazzate.

Solo di calcio

Sono felice anch'io, naturalmente, della vittoria dell'Italia sulla Francia che, mixata con la vittoria dell'Olanda sulla Romania, ci proietta ai quarti di finale dell'Europeo 2008. Come non esserlo? Ma tutto questo addormenta un po' di più quelle coscienze che già stanno in coma quasi perenne.
Felice per la nazionale. Però ci metto in mezzo una domandina, riguardante lo stop ai processi voluto dalla maggioranza.

Domandina: ammettendo che questo emendamento al decreto sicurezza serva veramente a dare una priorità ai processi "recenti" e relativi a reati "gravi" per la collettività, nella logica di dare più "sicurezza" ai cittadini, qualcuno può spiegarci che senso ha, ad esempio, sospendere un processo arrivato praticamente alla sentenza di primo grado? Non è un dibattimento che deve partire: è praticamente finito. Si spreca più tempo a bloccarlo che a terminarlo. Quindi? La domanda è semplice: alla luce di questo fatto, perchè bloccare anche il processo sul caso Berlusconi-Mills per corruzione in atti giudiziari? E' quasi finito, no? Dov'è il rallentamento che provocherebbe sugli altri più urgenti?

Stamattina si parlava solo di calcio, in Italia. Di un premier che ricusa il suo giudice e, nel contempo, si blocca personalmente il processo che sta per emettere una sentenza, neanche l'ombra. Qui ci vorrebbe solo un moto di disgusto. Ma tutto tace. Tutto è silente. Va tutto bene.

Addio, Sergente

Una gran bella persona.




MARIO RIGONI STERN (1921 - 2008)

lunedì, giugno 16, 2008

Ad personam, come sempre

Mentre attendiamo che le nostre città si popolino dei militari gentilmente donatici da La Russa, arriva il primo atto pro-premier di questa nuova stagione berlusconiana.
"Un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti" - dice il Presidente del Consiglio. Come la collettività potrà goderne non è dato saperlo: si sostiene spudoratamente, pare, che sia meglio perseguire una mela rubata al mercato oggi che una corruzione di qualche anno fa. Come potrà goderne lui è evidente. E siamo a uno. Saremo a due appena passerà il ddl sulle intercettazioni. In questo modo Berlusconi, appena tornato al potere, si è già sistemato due processi:
1) Il processo sul caso Mills, quello dei diritti televisivi, che andrà in soffitta per questo emendamento al ddl sulla sicurezza, ove si indicano i processi urgenti, sospendendone altri (uno in particolare, ovvio);
2) Il processo sul caso Saccà, che sarà fatto fuori con la legge-bavaglio sulle intercettazioni che, come effetto collaterale, manderà a puttane un sacco di inchieste e renderà -davvero- meno sicura la vita in questa nazione.

Come si suol dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio. C'è da ridere al pensiero che molti della sedicente opposizione abbiano creduto veramente (vero, Letta?) che l'uomo fosse cambiato. Comunque, torniamo al solito: vendendoli per benefici collettivi, il Parlamento ha ripreso diligentemente a fabbricare leggi ad personam. Con la conseguenza di rendere sempre più mascalzone il Paese. Sarebbe stato molto più semplice, come molti hanno sostenuto, dichiarare per decreto l'impunibilità tale di Berlusconi Silvio invece di trascinarci in questa commedia per anni e anni. Ma così è. La gente lo ha votato, pur sapendo le enormi contraddizioni che portava. Ergo, quest'Italia somiglia a Berlusconi. Gli italiani sono molto più simili a lui di quanto pensassimo. Non val più la pena combattere. Mi arrendo e mi metto ad amare anch'io il Grande Fratello. Va tutto bene.

giovedì, giugno 12, 2008

Di notte, di giorno

Di notte, coi miei pensieri mi struggo
Di giorno, con i pensieri di altri mi accoltello
Le ore scorrono divorandosi quel poco tempo che mi è concesso
E mi rendo conto che la vita val quelle piccole cose:
un buon libro, il sorriso di un bambino,
l'ennesima fottuta sigaretta, un bicchiere di vino,
il mio film preferito, una carezza,
l'odore della casa di mia madre,
le onde del mare, i miei silenzi dentro,
un amico che mi capisce o finge di farlo
Di notte sfioro l'infinito
Di giorno mai un'oasi, mai una tregua

mercoledì, giugno 11, 2008

L'immondo

Come commentare le notizie riguardanti il Santa Rita e i suoi polmoni e mammelle asportati, i chiodi usati riutilizzati, la macelleria messa in piedi? Come, se il tutto esisteva per avere i finanziamenti, per lucrare a più non posso, costi quel che costi.
Vomitare è il minimo, visto anche l'argomento assai sanguinolento. Ma la cosa è terrificante in tutti i sensi: in che mani siamo? E, soprattutto, che razza di gente siamo? Che fottuta specie di pezzi di merda si nascondono tra di noi, vicino a noi e, tragicamente, dentro di noi?
Dire che siamo ormai alla deriva, a dispetto delle stucchevoli reprimende morali di una Chiesa affamata di soldi pubblici, è dir poco.
La storia del Santa Rita puzza di lercio, di orrore e disgusto. E' un'Italia dannata, un'Italia immonda. Un'Italia che non prova nemmeno più ribrezzo e si lamenta per i gol mancati contro gli orange. La vicenda del Santa Rita, da sola, basterebbe a mandare a gambe levate tutti i progetti di cancellazione delle intercettazioni partoriti, per interessi propri, da questa maggioranza. Non ci fossero state le intercettazioni, gli allegri professionisti della clinica starebbero ancora a giocare all'allegro chirurgo. Invece sono stati beccati, finalmente. Ma domani? Chi si occuperà di questo tipo di sicurezza, quella che dovrebbe proteggerci dai furbissimi figli di puttana che tutto il giorno fottono il prossimo? Chi?
Si fa presto a parlare di sicurezza prendendo di mira il poveraccio, l'immigrato, il morto di fame. Ma poi quelli che fanno molto di peggio sedendo in un consiglio di amministrazione ci si spreca a salvarli dalle inchieste e dalle pene. Semplicemente dicendo che chi delinque o è mafioso, camorrista o simile oppure non si deve disturbare.
Guardate in questi giorni: a parte i guai di Donadoni che hanno creato un piagnisteo nazionale, si parla solo di questa questione, divenuta la nuova "emergenza", cioè le intercettazioni da ridurre, da anestetizzare. Se emergenza non fosse, si fa in modo che appaia. Da quindici anni, in questa nazione, è emergenza tutto quello che interessa al Cavaliere: attraverso le sue televisioni promuove appunto a interesse comune ogni sua necessità, camuffandola per stringente bisogno di tutti. A costo di raccontare la balla che le intercettazioni costino troppo. Capirai, con tutti i soldi che buttiamo nel cesso in ponti sullo stretto e multe per Rete4...D'altro canto, tutto ciò che per lui è sconveniente, scompare. Bella storia.
Comunque, al di là di tutto, rimane lo sbigottimento per la storia del Santa Rita. Sono sempre più convinto che sia la smania di arricchimento che colpisce troppe persone ad essere il virus che ha infettato gli italiani ex-brava gente e sempre più spesso emerite canaglie.

martedì, giugno 10, 2008

Primo attacco

... e mentre la gente si dispera dopo la bastonata ai danni della Nazionale firmata Olanda... il Cavaliere sta preparandosi al primo attacco: la legge sulle intercettazioni... ma che bello! E allora, Walter? Tu vuoi ancora dialogare con quest'uomo? Ci voleva pure questa?
Quest'idea allucinante, venduta dalle televisioni come un balsamo democratico, di fatto farà fuori un sacco di indagini. Alla faccia della sicurezza!

lunedì, giugno 09, 2008

Bandiere /2

Da oggi centinaia di bandiere sfoggiano dai balconi d'Italia. Solo in questi casi. Inizia l'Europeo per gli Azzurri di Donadoni. Siamo un Paese in crisi totale. Ma proviamo ad essere un po'ottimisti. Forza Italia (tanto quella politica non c'è più)!

sabato, giugno 07, 2008

Questua di Stato

Chi se ne importa se Prodi è un "cattolico adulto" con una solida famiglia alle spalle? Alle gerarchie ecclesiastiche non fotte un accidente della coerenza dei cattolici. Alle gerarchie ecclesiastiche importa solo dei politici che aprono il portafoglio. Provate a discutere con un vescovo di fede e ditegli che Dio non esiste: sarà pronto al confronto dialettico, con passione. Provate invece a parlare di soldi e ditegli che non gli spettano: si incazzerà come una bestia. Da sempre, alla Chiesa interessano molto di più i soldi dei princìpi. Soldi, soldi, soldi. Pur di averne tanti se ne sbatte anche della loro provenienza: chi ci capisce cosa ci sia nelle casse dello Ior è bravo.
Volete incazzarvi come ai tempi della Casta di Stella-Rizzo? Leggetevi "La questua" di Curzio Maltese (Feltrinelli, €14) e scoprirete un bel po' di cose tipo:
- che forse Prodi è caduto perchè, dopo la manifestazione di solidarietà al Papa per la mancata visita alla Sapienza, Mastella si è consultato con Bagnasco ed è stato "illuminato" dal Vaticano sulla necessità di cambiare maggioranza;
- che del nostro famoso 8 per mille (1 miliardo di euro) solo le briciole vanno in solidarietà e opere di bene;
- che in totale la Chiesa pesa sui contribuenti oltre 4 miliardi di euro all'anno tra mancato Ici, sgravi e tanti piccoli favori;
- che la Chiesa vende un sacco palazzi facendoli prima restaurare a spese dei contribuenti italiani e guadagnando follie;
- che una buona parte della Capitale è di proprietà della Chiesa ma la mantengono i romani;
- che, insomma, la fede di una PARTE degli italiani costa a TUTTI un sacco di soldi.
Leggetevi "La questua" di Maltese e incazzatevi.
Incazzatevi anche per la visita di Berlusconi (concavo coi convessi, convesso con i concavi), ieri, a Benedetto XVI. Il Cavaliere è graditissimo perchè è uno che scuce quattrini. Che frega al Papa se è divorziato ed ha avuto una condotta di vita non sempre sobria? Se le sue televisioni sono complici della deriva sessuale che talvolta, quand'è in vena, il pastore tedesco denuncia? Tanto, è uno che scuce.
E Berlusconi, chino a baciare l'anello, da bravo uomo che compiace tutti promette che sulla procreazione assistita e cose sgradite ai papaveri vaticani non ci saranno iniziative che possano turbarli. Ma, soprattutto, partecipa alla questua: buoni libro alle scuole private cattoliche. Un'altra pioggia di soldi sugli istituiti cattolici italiani. Che sono privati e dovrebbero mantenersi da soli con i soldi degli iscritti. Ma, pur di essere nelle preghiere di Ratzinger, questa maggioranza è pronta a donare, donare, donare. In cambio, naturalmente, del sostegno di Sua Santità, di Ruini, di Bertone, di Bagnasco e via dicendo. Soldi in cambio di voti. Dove stia la fede non è dato saperlo. Dove stia il Vaticano, ovviamente, si.

martedì, giugno 03, 2008

Ben altri i problemi

Frasi di moda (in tv, sui giornali, dagli opinionisti):
- Il conflitto di interessi c'è ma la maggioranza netta degli italiani non lo ritiene urgente e fondamentale. Ben altri sono i problemi: sicurezza, in primis.
- Perchè si continua a parlare del problema di Rete 4? Non è un problema importante, in confronto agli urgenti problemi del Paese: sicurezza in primis.
Le solite questioni, quelle sulle quali si sono versati fiumi d'inchiostro, ormai non contano più nulla. Di Pietro le denuncia, ma lo prendono per "il solito forcaiolo".
Le solite questioni che in qualsiasi altro Paese democratico renderebbero impossibile l'elezione di un premier, qui vengono derubricate come "non urgenti".
Ben altri i problemi. Sicurezza. Sicurezza. Sicurezza.
La Ue ci multa, l'Onu ci osserva indignato. E noi dormiamo, dormiamo, in questo bel paese dei balocchi televisivi. Tanto, è tornato Lucignolo per eccitare le serate di tanti compatrioti.
Va tutto bene. Ma ho come l'impressione, giunti dove siamo, andrà tutto bene ancora per poco. Visti i prezzi in giro, c'è qualcosa di malato e strisciante che si aggira ed è pronto a morderci.

sabato, maggio 31, 2008

Italia, oggi

«Useremo l'esercito per garantire giorno e notte la possibilità di accedere ai siti: Chiaiano sarà definita zona militare e la discarica sarà protetta. Chi si opporrà sarà perseguibile come autore di un reato».
Parole di Berlusconi, deciso a risolvere la crisi dei rifiuti Napoli.
In soldoni, il governo non vuol essere succube dei "nimby" (not in my backyeard) e sceglie di usare le maniere forti, definitivamente. Molti dicono che è giusto, che i rifiuti qualcuno se li deve prendere. In un certo modo, concordo. La situazione campana è allucinante.
Ma come concordare completamente sul metodo? Il metodo che impone militarmente una scelta, istituisce di fatto dei giudici speciali e fa di Chiaiano un'eccezionalità?
Tutto questo è il via per molte altre cose: una volta vinto a Chiaiano, il governo userà lo stesso metodo per la Tav e poi via fino al nucleare. Se vi faranno una centrale sotto casa non varrà più la pena lamentarsi. In tutto questo, il Partito Democratico tace o fatica a dire qualcosa.
Dal 14 Aprile sono trascorsi pochi giorni. C'è in giro una recrudescenza dei fenomeni di intolleranza contro gli immigrati ("sono troppi", si dice), un ritorno al "paròni a casa nostra" e poi episodi come quello della Sapienza o del Pigneto. Raid su raid.
Tra due giorni festeggeremo la Repubblica. Vedremo la parata e cercheranno di convincerci che c'è da essere fieri ad essere italiani. Rispondo: manco per sogno.
Riporto la lettera di una ricercatrice italiana che lavora in Gran Bretagna, lettera scritta al Presidente Napolitano. Che, mi auguro, voglia risponderle.
"Carissimo Presidente, sono un'italiana residente all'estero ormai da diversi anni, ma nonostante questo sono sempre stata attaccata alla mia cara Italia. I suoi colori, la creatività, la vivacità, genuinità e ospitalità della nostra gente sono tutte cose che fino a pochi giorni fa venivano decantate all'estero come marchio dell'essere italiano e che tanto mi rendevano orgogliosa. Come può ben immaginare, continuo a seguire tutti i fatti di attualità, di politica, di cronaca che riguardano il nostro Paese, e mi creda, mi rattrista dover confessare a Lei e prima ancora a me stessa che mi vergogno dell'Italia ritratta in questi giorni su tutte le prime pagine dei giornali nazionali e internazionali. Signor Presidente ma che succede? Dove è finita la succitata "ospitalità" degli italiani? E' davvero possibile che il sentimento più forte che emerge nella popolazione sia ormai la paura dello straniero, del migrante, dell'immigrato? La sicurezza è certamente un problema serio, ma non penso che il modo giusto di risolverlo sia quello di alimentare la paura e l'intolleranza nei confronti di persone comunitarie ed extracomunitarie. Piuttosto penso che una più attenta politica di integrazione sociale sia la soluzione al problema dell'Immigrazione che a mio avviso, non coincide (come il governo vuole far credere) con il problema della Sicurezza.
Siamo in EUROPA e credo sia assurdo leggere ancora sui giornali, titoli come "ragazza italiana violentata da un romeno". Con questo non voglio sminuire affatto la bruttura del reato, mi auguro soltanto che la giustizia faccia il suo corso indipendentemente da chi lo ha commesso. Quindi mi chiedo quale sia il bisogno di sottolineare la diversa nazionalità? Sono una ricercatrice e il mio lavoro mi ha dato la possibilità di uscire fuori dai "nostri confini" e mi creda non ho mai trovato tanta intolleranza come quella che sta nascendo e che si sta alimentando negli ultimi tempi in Italia. Adesso sono in Inghilterra e come lei sa qui di immigrati (comunitari ed extra comunitari) ce ne sono tanti, ma così tanti che non si può più fare una distinzione. Per farle solo un esempio, a Pasqua ero ad Oxford e in Chiesa ho assistito ad uno spettacolo meraviglioso: c'era tutto il mondo rappresentato in quella piccola Chiesa Cattolica. Mi colpì e mi commosse la diversità dei colori della pelle, dei costumi, ma al tempo stesso l'omogeneità e la coralità di tutte quelle persone. Mi chiedo quando in Italia sarà possibile respirare quella stessa atmosfera di integrazione che si trova ormai nel resto d'Europa? Signor Presidente spero tanto che Lei non permetterà al presente governo di inasprire i rapporti tra gli italiani e gli immigrati, spero che Lei alzi la voce davanti a ministri che giustificano e incitano alla pulizia dei campi rom, spero che Lei faccia tutto quello che è in suo potere per rendersi portavoce della necessità di migliorare la politica di integrazione sociale di cui l'Italia ha oggi bisogno per confrontarsi alla pari con il resto del mondo e d'Europa. Fiduciosa nella sua persona e nell'importante carica istituzionale che lei ricopre, la ringrazio per la sua attenzione e le auguro buon lavoro. Cordiali saluti, Maria Vinci"

giovedì, maggio 29, 2008

Vai, Tonino!

Sono sempre stato convinto che, se avessimo votato nel 1992 sull'onda di Tangentopoli, Tonino Di Pietro avrebbe preso qualcosa come il 70% dei voti. Poi, con la discesa in campo del Cavaliere, che dalle sue grinfie riuscì probabilmente a fuggire, la storia fu riscritta. Si prenda ad esempio Fede: ricordate la passione che ci mise nei riguardi di Mani Pulite? Ricordate Paolo Brosio perennemente fuori dal Tribunale di Milano? Tutto sparito.
Arriva il 2008 e le elezioni che, di fatto, disintegrano buona parte del Parlamento. Berlusconi trionfa e riprende il potere e subito. E, oltre a riparlare di Rete 4 e di leggi ad personam, tornano in scena il Ponte sullo Stretto e altri temi. C'è un'aria di caccia all'immigrato. Insomma, il clima è diverso. L'opposizione non c'è. Veltroni sembra uno baccalà. Il Pd non esiste, è solo un'escrescenza del Pdl. Si votasse oggi, sarebbe piallato. Niente da fare. Walter ha fallito. I Ds e la Margherita si sono liquefatti.
Ma c'è lui. E' emerso alla grande. Ora ha molta più voce, molto più spazio. Ed è impossibile non volergli bene. L'unica opposizione. Vai, Tonino!



http://www.antoniodipietro.it/

sabato, maggio 24, 2008

Biglietti da visita

Trattasi di biglietti da visita. Nel 2001, il Berlusconi bis si presentò con il macello di Genova in occasione del G8. Manifestanti picchiati, pacifisti presi a manganellate, insomma un orrore poi confluito nelle allucinanti vicenda della Diaz e di Bolzaneto.
Sette anni dopo, a Chiaiano. C'è il Berlusconi quater, appena inaugurato. La gente protesta contro la discarica ed ecco ancora scontri, poliziotti che attaccano cittadini inermi, uomini e donne anche anziani. Gli scontri sono ancora in corso. Ma la cosa è chiara: ci sarà l'uso della forza finchè non verranno sedate tutte le manifestazioni. E'la politica dal braccio forte. Si decide e non si discute. Chi non è d'accordo viene menato.
E' vero, la vergogna di Napoli deve finire. Ma è pazzesco vedere certe scene: rammentano i regimi totalitari.
Con tutto questo, nel frattempo, sull'altare della sicurezza viene immolata la democrazia. Si dichiara reato punibile con il carcere l'immigrazione clandestina. Se sei in Italia senza permesso, puoi finire dentro. Anche se sei un disperato. Anche se sei una persona buona e onesta. Anche se, da clandestino, pulisci il culo di qualche vecchietto abbandonato e solo. Magari del genitore di qualche italiano che siede in un consiglio di amministrazione dove, in giacca e cravatta, può combinare molti più reati. Ma che non pagherà mai, perchè italiano.
Biglietti da visita. Ma la gente vuole così. Va tutto bene.

giovedì, maggio 22, 2008

Bicchiere (di plastica) d'acqua

Non mi capita tutti i giorni di andare al bar e, quando ci vado, lo faccio per bere di fretta un caffè. Oggi mi trovavo a Padova per una faccenda e mi sono recato proprio in un bar per gustarmi un bell'espresso. Vista l'aria calda, ho anche pensato di bere un bicchier d'acqua. Mi hanno servito un bicchiere di plastica riempito a tre quarti di quel liquido trasparente che chimicamente parlando è H2O. Prezzo per tal bevanda: 60 centesimi. Ossia 1161,762 Lire. Diciamo 1200 Lire.
Ora, io mi chiedo com'è possibile che un bicchier d'acqua al bar costi quella cifra. Se nel 2001 mi avesse chiesto quei soldi sarei andato a bere dal rubinetto del bagno. Insomma, abbiamo perso la percezione del denaro, noi consumatori. Mentre chi offre servizi tutt'altro.
Ora chiedo ai commercianti e alla Confcommercio: vi difendete, quando vi accusano di aver fatto i furbi con l'euro, dicendo che anche per voi i prezzi delle forniture sono andati alle stelle. Io vi rispondo: dite balle. Se vado al supermercato, con quei soldi di acqua ne prendo almeno una bottiglia. Dov'è tutto questo aumento dell'acqua minerale da giustificare 1200 lire per un bicchiere? Ergo, siete stati furbi. Avete fregato il prossimo. Non c'è giustificazione per quel prezzo. Punto e basta. E, partendo dall'acqua, andiamo in su e scopriremo che ci avete fregato su tutto. Non pagate di più le forniture. Ci state solo fottendo.

mercoledì, maggio 21, 2008

"Hard Candy" a freddo

Ecco la mia seconda valutazione, al 15mo ascolto, di "Hard Candy".

Candy Store ( 5.5 : deludente, come apertura)
4 Minutes ( 6.5 : singolo non eccezionale)
Give it 2 Me ( 8.5 : mi piace)
Heartbeat ( 9 : alla fine prende molto)
Miles Away (10 : la più bella del disco)
She's Not Me ( 5 : lunga e noiosa)
Incredible ( 6 : bruttina ma passabile)
Beat Goes On ( 5 : brutta e banale)
Dance 2night ( 8 : fosse solo perchè mi
ricorda la Madonna degli esordi)
Spanish Lesson ( 4 : la più brutta e inutile del
disco)
Devil wouldn't recognize you ( 7 : non è la più bella ballata di
Madonna, ma nemmeno la più brutta)
Voices ( 7.5 : alla fine mi ha
conquistato)

Giudizio globale: 7.5 (da fan)
Superiore solo a: Erotica

sabato, maggio 17, 2008

Bavagli /1 - Travaglio (?) e "Primo Piano"

Nell'occhio del ciclone, il buon Marco Travaglio. In pochi giorni ha collezionato una serie di situazioni da titoloni sui giornali: prima è stato attaccato e insultato da Sgarbi ad Annozero; poi, da Fazio, ha sostenuto che il Presidente del Senato Schifani ha avuto contatti con mafiosi (documentati) e che, quindi, è inopportuno che ricopra quella carica, con il risultato di prendersi la reprimenda da parte di tutta la Casta (mentre nessuno, naturalmente, ha osato entrare nel merito del passato di Schifani); infine, rissa in tv, sempre ad Annozero, con Roberto Castelli per questioni legate ad un consulente dell'ex-guardasigilli. Non c'è male, per Travaglio.
La cosa però più viscida contro di lui, se vogliamo, è stata la sequenza di articoli apparsi su Repubblica e il Corriere al fine di metterlo alla berlina. In primis Giuseppe D'Avanzo, grande autore di importanti inchieste del quotidiano diretto da Ezio Mauro. D'Avanzo, in un eccesso di zelo, arriva a riportare alla luce un vecchio episodio riguardante Travaglio e una sua vacanza che, secondo alcuni, sarebbe stata pagata da un mafioso. Miserabile tentativo di rendere pan per focaccia le insinuazioni che Travaglio avrebbe fatto su Schifani. Solo che, a differenza del secondo, il giornalista ha chiarito la cosa puntualmente.
Perchè Travaglio è così scomodo? Semplicemente perchè fa il giornalista e non è servo del potere. Perchè scrive libri e denuncia. Magari qualche cantonata la prende pure lui. Ma, sicuramente, è attualmente uno dei pochi fuori dal coro. Solo per questo merita di essere difeso. La cosa inquietante è vedere Repubblica attaccarlo in quel modo dopo averlo considerato un eroe. Ma il vento è cambiato: l'opposizione a Berlusconi non esiste più. Ormai in Parlamento siede un'unica, grande casta monocolore. Vietato criticare.
L'informazione è finita. E' di queste ore la notizia della cancellazione (o lo spostamento in orari da nottambuli) della rubrica di approfondimento del Tg3 "Primo Piano", una delle pochissime cose capaci di entrare leggermente più in profondità nelle questioni. Fatta fuori, sembra.
E invece si continua, quotidianamente, a pagare 350 mila euro al giorno di multa solo per il fatto che Rete4 sia ancora abusivamente in chiaro ai danni di Europa 7. Rete4 e, naturalmente, quella sorta di operetta chiamata Tg 4, diretta dal servo dei servi Emilio Fede.
Siamo a questo: via "Primo Piano" e permanenza del Tg 4. Ci sarà da divertirsi. Ha ragione Grillo. Informiamoci solo su Internet. E insegnamolo anche ai vecchietti. E alle pericolosissime massaie.


venerdì, maggio 16, 2008

Repulisti

Certo che fa un bell'effetto assistere a tutti questi arresti, a queste espulsioni di massa. E' il primo atto significativo di questo governo che deve dare risposte ai suoi elettori in tema di sicurezza. Già. Gli italiani si sentoni insicuri. Magari, tutta quest'insicurezza gli è stata ficcata nel cervello dalla televisione che nicchia su reati consumati dai connazionali, magari anche dentro un consiglio di amministrazione, ma strepita ad ogni cosuccia combinata da un romeno. Quindi, visto che il nemico viene da fuori, la risposta corretta, per molti, è di rispedirlo al mittente.
Politica semplice, risposte semplici. Eppure questo la gente ha chiesto. Sicurezza. Quindi, dàgli con il repulisti. A costo di mettere in galera o cacciare tanti e tanti immigrati onesti, magari sfruttati in questo territorio.
Repulisti. Così gli elettori si sentono più sicuri.
La differenza tra Prodi e Berlusconi sta forse tutta qui: il Cavaliere ha capito che la gente vuole atti da guardare in televisione con soddisfazione. E li mette subito in pratica. Chissà quanti avranno detto "visto, il Berlusca? Ha mantenuto la promessa, ce li sta togliendo dai coglioni".
Se poi la Spagna o la Ue in generale ci guardano come razzisti e xenofobi, che importa? Questo è il tipo di Paese che la maggioranza dei suoi cittadini vuole, no?
Va tutto bene. Solo che, stranamente, mi viene da vomitare.